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martedì 26 luglio 2011

Insalata di mare (un post estivo, da buffet freddo ai Faraglioni)

Jaba Dvali segna per noi
Un amico e attento lettore del blog mi ha ricordato ieri, con un messaggio notturno di raro tempismo, che oggi scende di nuovo in campo il grande FC Zestafoni (“presso il medico della mutua”, ha aggiunto lui). I nostri amici georgiani sono riusciti infatti a superare lo scoglio del Dacia Chisinau, anche se non senza qualche apprensione. Dopo il trionfo dell’andata, quel 3 a 0 casalingo ancora davanti ai nostri occhi per le prodezze di bomber Jaba Dvali, la squadra con il nome di una compressa per l’ulcera (che, come è apparso ieri sul numero postumo del News of the World, è stato fatale alla cantante inglese Amy Winehouse, deceduta in seguito ad un cocktail letale di Fernet Branca, shaboo e Zestafoni 10 mg) è andata subito sotto in terra moldava, ha sofferto per l’espulsione di Teimuraz Gongadze, ammonito due volte in cinque minuti a inizio secondo tempo (el ruso Pèrez, da Buenos Airers, ha apprezzato), ha subito il 2 a 0 su rigore nel recupero, ma ha portato a casa lo storica qualificazione al terzo turno. Dunque, questo pomeriggio al Boris Paichadze National Stadium di Tbilisi (non so perchè non giochino a Zestafoni) arriva lo Sturm Graz, compagine austriaca che fu del Principie Giannini e di Ezio Gambaro. Diretta alle 18 nei migliori ambulatori del paese, sperando che Gogi Pipia, Saba Lomia e Rati Tsinamdzgvrishvili, pur partendo dalla panchina, ci regalino un’altra emozione.


Il barbaro Paolo Guerrero
E’ finita la Copa America e vorrei fare un breve bilancio (abbiamo commentato tanto e di più sull’argomento). I miei preferiti restano quei giornalisti italiani che avevano puntato tutto sulla finale Brasile-Argentina, come se la Copa si identificasse ontologicamente con questa partita. Sicuramente sono gli stessi pennivendoli che avevano già dato per marcio il futebol italiano in seguito alle “sensazioni” sul calcio-scommesse del procuratore Di Martino di Cremona. Auguro a tutti loro una lunga estate modello Massimo Ugolini 2006 di fronte alle porte della Procura, massacrati dal caldo, dalle zanzare e dalle anguille del Po. Tornando al campo, sono rimasto incantato dal bomber peruviano Paolo Guerrero, che con l’Amburgo (e prima ancora col Bayern) mi aveva sempre lasciato scettico, mi sembrava un po’ abulico, ed invece si è rivelato un vero barbaro dell’area di rigore (per una volta Bergomi ha detto una cosa suggestiva). Chi lo prende, se lo prende qualcuno, fa un affare; altrimenti le partite dell’Amburgo diventeranno un mio personale must del sabato pomeriggio. Tutto il Peru è stato commovente: una squadra con la stessa mobilità di una libreria della Città del Mobile Rossetti (ciao Nonno Ugo, ci manca la tua signorilità in questo mondo di capitalisti svedesi) ha incartato tutti gli avversari, Uruguay in semifinale compreso, che l’ha spuntata solo per il tasso tecnico fuori dalla norma del suo attacco. Del Peru vorrei citare Lobatòn, Yotun, Chiroque, Cruzado e il capitano Vargas, altro fenomeno. Una menzione speciale anche all’allenatore e al simpatico massaggiatore bassissimo che esultava al suo fianco ad ogni gol. Ho notato peraltro che in Sudamerica non esistono centrali di difesa rapidi (l’ultimo dev’essere stato Còrdoba), sono tutti marcantoni altissimi, lentissimi e con un evidente incapacità di controllare il pallone, non dico di palleggiare (forse Martin Laursen è stato adottato, dev’essere peruviano anche lui). Penso ai due del Venezuela, Vizcarrrondo (uno che ha la faccia di quello che scopa una cifra) e Rey, penso agli Acasiete, ai Rodriguez, ai Coates, a un altro paio che non ricordo come si chiamino. Poi ci credo che Suàrez passa in mezzo che è una meraviglia! Così come ho trovato intercambiabili i centrocampisti centrali, soprattutto gli interdittori. I vari Rincòn, Guarìn, Vidal, una faccia una razza. Mi ha destato meraviglia la qualità della nuova leva venezuelana: Orozco, Fedor, Rondòn, Gonzàlez, calciatori superbi, mi aspetto grandi cose dalla Vinotinto in ottica mondiale. Ineguagliabili, infine, i numeri dieci delle varie nazionali: il mago Valdivia, il gordo Ortigoza, il piede flautato di Arango, esponenti raffinatissimi di un calcio che non esiste più. Attendiamo con ansia la prossima edizione.

Il caso Kasami
E’ passata sotto silenzio la cessione a titolo definitivo di Pajtim Kasami, giovane stellina svizzera, dal Palermo al Fulham. Non so perchè, ma sono quei misteri del calciomercato che mi intrigano più di mille tormentoni stile Fàbregas o Sànchez. I veri colpi per ora, mi spiace dirlo, ma li ha fatti la Lazio, che si è anche ritrovata in casa un Tata Gonzàlez gasatissimo. Dubito che Edy Reja saprà gestire una rosa di questa qualità (e di questa dimensione: trenta giocatori e tutti potenziali titolari, a parte Del Nero e Garrido), ma so anche che giocatori come Hernanes, Klose e Cissè non ha bisogno di nessuno che li gestisca (sanno gestirsi bene da soli). La Roma, come ricorda Tato, ha finalmente un portiere, l’ottimo Stekelembù, che ovviamente verrà fischiato al primo gol subito (segue coro di rimpianti per Julio Sergio, nonché frase del vicino con la faccia che la sa lunga “l’avevo detto io che era mejo Kameni”), ha finalmente un attaccante capace di emozionare come Bojan, ha finalmente una coppia di difensori che non si fanno le meches nè soffrono di saudade (Burdisso e Heinze sono più accattivanti di Pastore per quanto mi riguarda). Menez e Vucinic sono sacrifici necessari, il primo se ne voleva andare, il secondo l’ho fischiato tutto l’anno, forti sono forti, ma i musi lunghi hanno rotto le palle. Adesso aspettiamo che salti tutto con gli ammericans così va tutto a monte e ricominciamo da capo, abbiamo scherzato, la mattina ci svegliamo e c’è Pradè che presenta Guberti e Loria. Il mercato del Napoli mi convince fino a un certo punto, Inler è un buon innesto ma piuttosto che due scarti come Dzemaili e Donadel gli avrei preso uno solo, ma forte, vicino (Parolo?), e avrei riscattato l’ottimo Yebda. Poi manca un attaccante forte là davanti, qualcosa mi dice che i trettrè (quanto ci mancano anche loro) non si ripeteranno. Aquilani e la Fiorentina sono prove tecniche di eutanasia per entrambi, la coppia d’attacco Meggiorini-Morimoto un biglietto di sola andata per la B per il Novara, A. Masiello un vero colpaccio dell’Atalanta, Omar Milanetto al Lugano avviene con dieci anni di ritardo (ma come ha fatto uno così a giocare in serie A, nel Genoa di Gasperini poi?), Ricky Alvarez il nuovo Quaresma (e il suo leggendario sinistro sotto il sette tagliando da destra la nuova trivela), Pirlo l’orchestra suonante di una Juventus che affonderà al primo iceberg (il 4-2-4 è un approccio vincente per affrontare il dramma tricologico, meno le squadre della parte destra), Acquafresca farà un sacco di gol purchè nessuno gli dica mai che la casacca rossoblu che indossa non è quella del Cagliari, Konè del Brescia merita un palcoscenico più degno del suo taglio di capelli wedge. Infine, ascoltavo stamattina con attenzione del possibile passaggio di Stephen “bomber nero” Makinwa al Benevento: insieme all’ex primavera giallorosso Montini (quello della tripletta in finale), hanno già messo un’ipoteca sulla prossima Lega Pro.
E adesso, buon bagno a tutti!