martedì 24 luglio 2012

SOGNO DIMEZZATO DI UN ESTATE

Calura infernale. Declassamento estivo. Spendig Review Italia. 
Luglio e Agosto, stand- by  me del calcio giocato. Cosa sei Paese d’estate, una spiaggia libera, un lido, un bordello?
Ridistensione dei ruoli. Rilassamento, defecazione senza catarsi, isterica necessità di fermare l’andazzo- che invece e per dispetto va lo stesso, per di più a far danni.

Tuttosport, di I.Asimov
Lido La Conchiglia. Estate 76-77.
La casalinga mostra al sole il candore dei tessuti adiposi accumulati lungo l’inverno casalingo.
Il marito panciuto, in costume a mutanda sotto l’ombrellone arcobaleno. 
Medio homo italicus, idiota et illerato, quotidiano sportivo alla mano:  un occhio liquoroso osserva le giovenche straniere, esotiche promesse di lussuria; l’altro occhio, assopito, già trasogna il godimento visivo. 
Erezione da calciomercato. Fanciulli terroni, grassi come le madri, luccicanti di sudore nelle magliette del Real tarocche, chiedono al padre  “Cos’è l’inferno?”.
Balotelli palpeggia le carni della sua bionda viziosa sulle sabbie.
Lo Padre risponde al bambino  “l’inferno è la sofferenza di non poter più amare.”.
Lava sul bagnasciuga l’onda  ricordi di gioventù passate: generose tette bavaresi, gonfie come boccali, culi brasiliani shakerati nella samba, cosce argentine nell’azzardo di un Tango, ottimo ballo e miglior pallone da pischello.
Non c’è rimasto nulla da amare, nemmeno sul giornale.
Bunga bunga dietro l’angolo e già altro tempo. Morto un Maurizio Mosca, non se ne fece un altro.
Sogno di una serie A di mezz’estate. Formazioni inventate con calciatori immaginati.

Compromesso storico e D.C.  alle spalle, il 1980 c’avrebbe sedotti e abbandonati. Sarà così.I monti di Avellino ebbero il carnevale di Juary, la grigia Udine il Pallone d’oro Zico, Roma idolatrava Falcao. Altri preferiscono le bionde, quando la Germania faceva tedeschi; Karl- Heinz Rummenigge e Matthaus strappati al Bayern, Voeller nella Capitale, e perfino Verona fatal o meno, ebbe il suo Briegel. A Torino con Boniek, si fecero la polacca: oggi sinonimo di badante, ieri di baldracca. Lo straniero in epoca di Coppa Campioni e nuova tv commerciale.
L’uomo della provvidenza, del sogno e del desiderio. Laudrup, la francesina raffinata Platinì, un Socrates dimezzato veste il viola di Firenze. Non importa. Agosto è il mese dei sogni e il sogno è in sognamento. 
Tutto è credibile, la verità non esiste: tutto è realizzabile.
Il campione può arrivare ovunque, a stravolgere le noie del contabile di Brescia, del ragioniere di Cagliari.
Il Calciomercato come sublimazione dello spettacolo, narrazione del narrativo e dell’ immaginario: le giocate che saranno, lo strappo alla rivale, la nuova bandiera passeggera, la rivoluzione tattica, il riscatto o la conferma della futura stella, il nero veloce, il nordico possente.

Esotismo amatriciano.

Berlusconi raccoglie e sublima la velleità popolare. Il Super Milan di Van Basten, Riijkard, Gullit. S’apre epoca della grande abbuffata. Vogliono scopare tutti, pure i brutti, pure i poveracci. Nella quieta Parma si sogna lo scudetto con campioni del mondo come Thuram e fuoriclasse come Crespo e Veron. La Lazio prende Salas, Simeone, Boksic, Nedved. L’Inter di Moratti strappa con cifre folli Ronaldo al Barcellona, Vieri all’Atletico Madrid.

Poeta dell’estasi è chiamato Maurizio Mosca: nell’euforia degli anni 90, la realtà è superflua.

Maurizio Mosca,
Roma 24 giugno 1940, Pavia 3 Aprile 2010.
Sognatore.

Nuovo miracolo italiano delle Bombe di mercato. Stranieri che lo più scarso lo paghi 30 miliardi. Campionato Italiano: il più bello senz’anima, il più falso in bilancio.
7 sorelle per tutti gli Italiani.
Spread alle stelle. Rischio default.
Scoprirsi nel 2012 figli di madre si bella si puttana. L’ Italia non tira più.
Andropausa economica et esistenziale. Cessione generalizzata. Restringimento dell’affare. Lucas resta in Brasile. Ibra, Lavezzi, Thiago e Verratti nell’harem del Sultano. Scomparsa del tutto la mezza sinistra, scatta l’asta intorno al mezzo Destro. La spunta la Roma.
Contare le monetine da dare al vucumprà per regalare un braccialetto, e il Russo con la collana d’oro offre champagne alle tue figlie.

Sotto l’ombrellone, non si sogna più.
Nomi impronunciabili e inconoscibili rappezzeranno la difesa del Milan. In previsione Kakà scaricato, tornerò a San Siro per il sentiero di Santiago? E’ fallita la Spal è fallito il Foggia. La Juventus aspetta un top player innominato. Qualcuno sfugge alle galere. A Palermo un nuovo argentino farà sognare ancora le pecorelle senza più un Pastore? Insigne scugnizzo tira fuori eppalle per o’ SanPaolo.
Resta il campionato dei soliti vecchi. Pirlo, Totti, Cassano, Di Natale. 4 Ragazzini dal cuore malandato e il piede d’oro.

Totti, souvenir d’Italie

E si che dopotutto bisogna essere uomini veri per apprezzare la coscia lunga, la tetta generosa e felliniana, quei chili di troppo che fanno buon brodo. Piacere antico della gallina vecchia. Quel che da l’esperta Serie A, non lo danno certo le tante squadre di gomma.

Fanculo Belen, torneremo a Giovannona. Anche la puttana di quartiere, regala emozioni impreviste, basta apprezzare il pelo al posto giusto. Questo è il paese del mare. Questo è il paese del sole. Mare nostrum, che sei anche il cielo, possa Zemanlandia salvare il tondo.

Il culo di Ilary Blasi è assolutamente il più bello, e si che se ne sono visti tanti.

martedì 17 luglio 2012

Esquina Blaugrana

Immobiliare Benidorm
LA CRISI ECONOMICA RIDIMENSIONA IL MERCATO DEI GRANDI CLUB SPAGNOLI. DALLA BOLLA IMMOBILIARE AI 90 MILIONI PER CRISTIANO RONALDO AL SALVATAGGIO DELLE BANCHE SPAGNOLE: UNA SESSIONE DI MERCATO SENZA CRACK, SPERANDO DI NON SCONTRARSI CON IL PSG.

Per una volta può essere che i grandi club spagnoli abbiano intenzione di abbassare i toni.
Sembrano infatti lontanissimi i tempi in cui la dirigenza del Real Madrid gonfiava le casse di mezza Europa e il Barcellona rispondeva colpo su colpo fregandosene di minusvalenze ed ingaggi stratosferici.
Negli ultimi tempi parecchie cose sono cambiate al di là del Tirreno.

Gli incentivi all’edilizia del pre-Lehman Brothers avevano dipinto un immaginario iberico ben lontano dalla realtà.   La bolla immobiliare esplosa dopo il crack della banca d’affari statunitense ha presto riportato tutti coi piedi per terra. E licenziamenti e mutui non pagati hanno indebolito le casse delle banche e lasciato gli spagnoli senza un tetto per la sera.

Da ultimi, il caso Bankia, che tra nazionalizzazioni, ricapitalizzazioni e richieste di aiuto all’Unione Europea ha messo a nudo l’esposizione del sistema bancario spagnolo rispetto ad asset immobiliari tossici e le aste per i Bonos in attesa dell’Eurogruppo del prossimo 20 luglio.

A risentire della tensione economica potrebbero essere proprio Real Madrid e Barcellona, che, deboli (forse) del sostegno da sempre garantito dagli istituti di credito, sembrano avere approcciato l’attuale sessione di mercato in punta di piedi. Puntando rinforzi chiave ma mai alla ricerca del colpo ad effetto.

Ecco quindi che Zubizarreta chiude per Jordi Alba e Zak Gilsenan (9 anni, irlandese – e viveva con la famiglia in Australia) ma rinuncia in prima battuta alle richieste dell’Athletic Bilbao per Javi Martinez e viene spazzato via dal PSG nella corsa a Thiago Silva.   Karanka e Perez, invece, strizzano l’occhio a Modric, senza però intavolare vere e proprie trattative con la dirigenza del Tottenham e rimuginano su Maicon (dicono i media che sia pronto Sahin come contropartita tecnica).   La priorità è sistemare qualche pezzo in uscita: Afellay (mai digerito dallo staff tecnico blaugrana), Dani Alves (in dubbio, dicono i maligni, la sua attitudine) e Keita da una parte; Kakà (PSG) e Lass Diarra – oltre ai rientrati Gago (dalla Roma) e Drenthe (dall’Everton) – dall’altra.

L’impressione, quindi, è che le forti entrate dei due principali club spagnoli (che, ricordiamo, provengono principalmente da merchandising, gestione sportiva e diritti televisivi – in quest’ultimo caso, precisiamo anche che da sole Real e Barcellona si spartiscono una fetta enorme di diritti, a scapito delle altre realtà calcistiche della Liga BBVA) non facciano tornare i conti rispetto all’indebitamento accumulato negli ultimi anni.

Lontano dal Camp Nou e dal Bernabeu la situazione non è diversa.

Anche gli altri club investono poco.   In questo senso, fanno riflettere l’immobilismo nel primo mese di mercato del Malaga e i pochi tentativi di saccheggio della rosa del retrocesso Villareal (ve li immaginate Zapata, Rossi e Borja Valero in Liga Adelante?).   L’Atletico Madrid, fresco campione d’Europa, punta su un mercato low-cost (Emre e Cebolla Rodriguez), il Bilbao sul ritorno di Aritz Aduriz.

Credo che al Barcellona serva un centrale. Al Real Madrid un laterale e diverse cessioni.
Ma per una volta, i botti verranno sparati da altre parti.

lunedì 9 luglio 2012

Tutto il resto non è noia – Anno II – Prima parte



Cuscinate per tutti!
ALBANIA
Ehi, non voglio assolutamente sconvolgere le vostre esistenze, quindi quello che sto per scrivere, lo scrivo piano, il campionato albanese… è passato… da 12 a 14 squadre, vi do qualche secondo per assorbire la botta.
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Ok!vince lo scudo albanese per la seconda volta consecutiva lo Skenderbeu di Coriza. Skenderbeu che prende il nome dell’eroe nazionale albanese Gjergj Kastrioti Skënderbeu(uno che in più occasioni ha fatto il culo ai turchi) potete ammirare una sua stata equestre dalle parti di viale Aventino a Roma(si lo so che non ve ne importa una ceppa.. sto solo cercando di fare un minimo di cultura..beceri). La sorpresa della stagione è però, la storica retrocessione della Dinamo Tirana. Credo sia la prima, non riesco a trovare nulla a riguardo(e neanche mi va). Il KF Tirana (squadra albanese più titolata)vince la coppa nazionale battendo per 1 a 0 proprio lo Skenderbeu Korce.
LO SAPEVATE CHE?- In Albania per dire si, il collo deve andare a destra e a sinistra e per dire no deve andare su e giù. Ve lo dico perchè può capitarvi di entrare per sbaglio in un Gay bar di Durazzo e magari  un energumeno comincia a farvi delle pesanti avance, così ora, sapete cosa (non )rispondere con la testa. Anche se il dubbio mio sarebbe, ci siete capitati davvero per caso in quel gaybar di Durazzo?o siete dediti  alle cuscinate con Cecchi Paone?

ANDORRA
Vince per la prima volta nella sua storia il Lusitanos, club fondato nella capitale da un gruppo di immigrati portoghesi, allenata da un portoghese con giocatori portoghesi(quasi tutti) e probabilmente, visto che hanno vinto, senza punte portoghesi(per vincere si saranno però strafogati di Mclusitano). La coppa nazionale è stata vinta dal Santa Coloma che in finale ha superato proprio il Lusitanos. Il campionato andorrano è affascinante come le canzoni della stella del pop locale Marta Roure, anzi lo definirei affascinante proprio come Marta Roure che QUI potete ammirare nel suo splendido sorriso, anche se un antico proverbio andorrano suggerisce che “N tempo de guera ogni buco è riparo”.
LO SAPEVATE CHE?- Andorra è grossa come un buco di culo.

ARMENIA
Parliamo del campionato 2011 finito lo scorso 5 novembre con una grande sorpresa , dopo 10 anni di dominio il Pyunik cede lo scettro al simpatico Ulisses. Sarà contento  o dispiaciuto(non conosco le sue preferenze calcistiche) il piccolo cantante adolescente neo melodico armeno, che ha sicuramente ha preso spunto da due grandi prodotti partenopei come Giuseppe Junior e il piccolo Lucio. La coppa nazionale va per la prima volta allo Shirak, che liquida in finale una squadra che per scriverla correttamente dovrei impiegare troppo tempo.
LO SAPEVATE CHE?-Per suonare il Duduk, tipico flauto armeno, devi necessariamente fare una faccia alla Franco Franchi.  Però, per suonare la Pianola basta stare a petto nudo. 

AUSTRIA
I soldi non fanno la felicità ma fanno vincere campionato coppa in Austria. Dopo l’anno sabbatico il Red Bull Salisburgo mette a segno la doppietta e si porta a casa campionato e appunto coppa.  Saluta la prima serie il Kapfenberger, sale invece il Wac.
LO SAPEVATE CHE?: Jorge Heider defunto leader del FPO, avrebbe tranquillamente potuto fare a cuscinate con Cecchi Paone.

BELGIO
Le 16 squadre partecipanti si sono affrontate in un girone di andata e ritorno, per un totale di 30 giornate.
Le prime 6 classificate hanno partecipato ai play-off scudetto, affrontandosi in un girone di andata e ritorno di 10 giornate. Le squadre sono partite con la metà dei punti conquistati nella stagione regolare, arrotondata per eccesso.La squadra campione del Belgio e la seconda classificata si sono qualificate rispettivamente per la fase a gironi e per il terzo turno di qualificazione della UEFA Champions League 2012-2013. La terza classificata si è qualificata per il terzo turno di qualificazione della UEFA Europa League 2012-2013.
Le squadre classificate dal 7º al 14º posto hanno partecipato ai play-off per l’Europa League. Le squadre sono state divise in due gironi di 4, con partite di andata e ritorno per un totale di 6 giornate. Le vincenti dei due gironi si sono poi affrontate in partite di andata e ritorno. La squadra vincente ha affrontato quindi la quarta classificata dei playoff scudetto in un test match con partite di andata e ritorno. La vincente del test match si è qualificata per il secondo turno di qualificazione della UEFA Europa League 2012-2013.
Le ultime due classificate si sono affrontate in una serie di 5 partite, con la squadra meglio piazzata che è partita con 3 punti di bonus e che avrebbe giocato in casa l’eventuale bella. La perdente è retrocessa in Tweede klasse, mentre la vincente ha giocato i play-off promozione con le squadre piazzate dal secondo al quarto posto della Tweede klasse. I play-off promozione prevedevano un girone di andata e ritorno, per un totale di 6 giornate. La prima classificata ha ottenuto il diritto di partecipare alla Division 1 2012-2013. 
Credo che la formula del campionato belga sia stata ideata da un individuo con la stessa lucidità mentale del “Mostro di Marcinelle “. L’anno prossimo probabilmente cambierà format. La squadra che indosserà i cappelli più buffi andrà diretta in Europa League, mentre la lotta per il titolo si deciderà in un incontro di Chess Boxing, per la salvezza ci si affiderà ad una semplice gara di rutti. In tutto questo casino si porta a casa il 31esimo titolo l’Anderlecht. Sorpresa in coppa , dove si sono sfidate due squadre che non hanno mai vinto una beneamata fava, il Lokeren e il Kortrijk. Nonostante abbia giocato in 10 dal 19esimo alla fine l’ha spuntata il Lokeren con un delizioso goal del tunisino Hamdi Harbaoui al minuto 77. Da segnalare anche la promozione dello Charleroi(mi è sempre stato simpatico..forse per colpa di scudetto) e quella del Beveren dove a 39 anni suonati gioca ancora il grandissimo Tomasz Radzinski.
LO SAPEVATE CHE?-  Nessuno ha ancora spiegato al popolo belga che per friggere 2 patate non ci vuole davvero un cazzo.

BOSNIA
 Facciamo finta di nulla, altrimenti finiamo per riaprire vecchie discussioni.
LO SAPEVATE CHE?- Per qualcuno la Bosnia non dovrebbe esistere.

BULGARIA
Il grande Azis
Commovente quello che succede in Bulgaria, un finale da occhio lucido che neanche la cacio e pepe caa lacrima der Mattarello. Al suo primo anno nella massima serie il Ludogorets di Razgrad non solo riesce nella straordinaria impresa di portarsi a casa la coppa di Bulgaria(primo trofeo della sua storia) battendo in rimonta il Loko Plovdiv(con doppietta di tale Marcelinho)ma 7 giorni dopo nonostante lo svantaggio di 2 punti nei confronti della titolatissima CSKA Sofia, vince lo scontro diretto tra le propria mura e regala ai suoi tifosi la vittoria del campionato. Da vedere la punizione scudetto di Miroslav Ivanov(minuto 18:30), i quattro interminabili minuti di recupero e soprattutto la sportiva reazione della curva ospite(temo abbiano mangiato un paio di Stewards, per poi saccheggiare la città)
LO SAPEVATE CHE?- Vasil Troyanov Boyanov in arte Azis è uno dei cantanti bulgari più famosi….  Sembra un Abel Xavier dalle cuscinate facili.

CIPRO
Non vedevo l’ora di parlarvi del campionato cipriota, è bello regalare 15 minuti della mia vita per trovare qualche spunto interessante, 15 minuti che avrei potuto donare al porno streaming. Vince dopo una vita L’Ael Limassol, che non si portava a casa il campionato dal 1968. Secondo classificato L’Apoel che probabilmente paga le fatiche di coppa. Lontano dalla vetta l’Aek Lanarca di Fortin, secondo giocatore italiano a disputare il campionato cipriota dopo il grandissimo Michele Di Piedi, oggi al Tauras in Lituania. Coppa all’Omonia.
LO SAPEVATE CHE?- La nazionale della repubblica turca di Cipro nord(non riconosciuta dalla fifa) è riuscita a perdere 10 a 0 in casa contro il Tibet. Pernottare in una struttura alberghiera di Cipro nord è considerato reato penale.

CROAZIA
Emozionante come un video su come costruire le pipe, il campionato croato finisce per la settima volta di seguito con la scontata vittoria con 21 punti di vantaggio da parte della Dinamo Zagabria. Dinamo Zagabria che vince anche la coppa nazionale contro l’Osijek. Qualcuno comprerà il capocannoniere Fatos Beciraj?
LO SAPEVATE CHE?- Piuttosto che guardarmi il campionato croato, mi guarderei tutte le puntate in lingua originale di “Sve će biti dobro” famosa soap opera locale.

DANIMARCA
Grandissima sorpresa in Danimarca. Trionfa il Nordsjælland(eh si! non vi nego di aver fatto copia-incolla)di Farum, che vince il suo primo titolo mettendo fine al dominio del Copenaghen. Nella partita scudetto è andato a segno anche Andreas Laudrup figlio di Michael. Il Copenaghen si riscatta con la vittoria in coppa.
LO SAPEVATE CHE?- Non ho davvero un ceppa da scrivere sulla Danimarca.

MACEDONIA
Come nelle favole il Vardar passa dalla retrocessione della scorsa stagione alla vittoria del campionato da ripescato(al posto del Miravci) in questa.Toccante almeno quanto il finale di Cient’anne .In coppa grande prima vittoria per il Renova.
LO SAPEVATE CHE?- Toshak non è morto come pensavo e allena la nazionale macedone.

GALLES
Vincono i New Saints, squadra che rappresenta due città, la gallese  Llansantffraid-ym-Mechain e l’inglese Oswestry. La notizia però è che per la settima volta consecutiva Rhis Griffith vince la classifica marcatori. Rhis, di professione pompiere, ha segnato con la maglia del Lianelli 181 goal in 180 presenze, sembra la versione Eurospin di Ibra.
LO SAPEVATE CHE?- I New Saints sono la stessa squadra che nel 2005 voleva lasciare il proprio posto al Liverpool in Champions league.

GEORGIA
Bomber Jaba Dvali
Che ve lo dico a fare!?Campionato e supercoppa nazionale per la squadra più forte d’Europa. Lo Zestafoni Perde in malo modo(4 a 1) la finale di coppa con il Dila Gori ma vince in rimonta il campionato. Djaba Dvali vince la classifica cannonieri con 20 goal.  Ora speriamo tutti nel miracolo champions dove il 17 luglio i nostri eroi affronteranno il Neftchi Baku. Siamo tutti Zestafonesi!
LO SAPEVATE CHE?- Se lo Zestafoni arriva ai gironi di Champions io ordino 2 casse di birra Kazbegi.

GRECIA
Vince l’Olympiakos con 7 punti di vantaggio sul Pana, i punti di distacco in realtà dovrebbero essere solo 4, ma proprio nella partita contro i futuri campioni di Grecia i ragazzi del Gate 13(storico gruppo del pana) hanno fatto un pochettino i discoli. La cosa più assurda restano comunque i 10 goal stagionali con la maglietta dell’Olympiakos di Pantelic un uomo con due piedi destri e due scarpe sinistre. I biancorossi si aggiudicano anche la coppa battendo l’Atromitos. Terzo posto in classifica per il Paok di Cirillo. Settimo posto per il Levadeiakos di Stefano Napoleoni autore di 8 reti.
LO SAPEVATE CHE?-  Mentre cercavo qualcosa di interessante, sono finito sul video di questo cartone in greco e mi sono intrippato.

IRLANDA DEL NORD
Sesto double in 7 anni per i protestanti del Linfield.  Nulla di fatto dunque per il Portadown in campionato e per il Crusanders in coppa. Trentesimo trofeo in 15 anni per il tecnico David Jeffrey. Il Linfield è legatissimo per motivi politici e religiosi al Chelsea e ai Rangers Glasgow, in  Gran Bretagna le tre squadre vengono etichettate come “Blues brothers”. Una regola interna non ufficiale, non permette al Linfield di tesserare calciatori non protestanti.
LO SAPEVATE CHE?- Il Belfast Celtic, una delle squadre più vincenti del Nord Irlanda non esiste più. Fondato ispirandosi ai cattolici Celtic di Glasgow, il Belfast Celtic,  nella sua breve e vincente storia, ebbe diversi problemi. Nel 1920 fu escluso per 4 anni dal campionato, perchè nella semifinale di coppa nazionale contro il Glentoran un tifoso dei Celtic cominciò a sparare sulla folla. Nel 1948 Nella partita Linfield-Celtic i tifosi di casa dopo il pareggio nei minuti finali, entrarono in campo e picchiarono violentemente i calciatori del Celtic. Al centravanti  Jimmy Jones venne addirittura rotta una gamba. Alla fine di quella stagione, dopo una tournee in Usa la dirigenza decise di ritirare la  squadra dal campionato. Lo stadio Celtic Park di Belfast fu usato come cinodromo fino ai primi anni 80, quando venne tristemente demolito.

ISRAELE
Toto Tamuz
Divertente il campionato israeliano, con 4-5 squadre penalizzate per incidenti in campo e in tribuna o per aver preso di mira il povero Toto Tamuz, attaccante di colore(hai visto Zio? ho scritto di colore..non sono intrinsecamente razzista)di Hapoel Tel Aviv e nazionale israeliana. In tutta questa allegria, vince il suo primo titolo una squadra con tipo 14 nomi, l’ Hapoel Ironi Kiryat Shmona Football Club, club che vince il campionato con 123 turni d’anticipo pareggiando 0 a 0 proprio contro la compagine di Tamuz, che sinceramente fischierei anche io, non perchè nero(visto Zio ho scritto nero!) ma per la sua faccia dannatamente da minchia. Nel Kyrat Shimona gioca David Solari, fratello del più noto Santiago, del meno noto Esteban e della ben più sorca Liz. Vince in coppa l’Hapoel Tel Aviv, superando in pieno recupero il Maccabi Haifa, con un goal del centrocampista colored(Hai visto Zio come sono politicamente corretto?) Nosa Igiebor. Chiudo qua perchè ho finito i sinonimi per i calciatori  con pigmentazione scura della pelle e non vorrei che lo Zio di Holloway accusasse me è il mio paese, il mio quartiere e la mia famiglia di essere intrinsecamente razzisti.
LO SAPEVATE CHE? – Una volta  ho provato a bombarmi una ragazza israeliana. Non me l’ha data. Bastarda.

LIECHTENSTEIN
In liehc…vabbè…in questo cazzo di paese dal nome impronunciabile e difficile da scrivere, non esiste il campionato ma solo una coppa nazionale. Le squadre del lictestain(ohhhhh!!) prendono parte ai campionati svizzeri. In realtà vorrebbero tanto avere un campionato nazionale ma probabilmente  non è possibile, perchè anche loro hanno difficoltà a scrivere e a pronunciare il nome del proprio paese. La coppa è stata vinta ai rigori dal USV Eschen/Mauren in finale(Aveva perso le ultime 3) contro il solito Vaduz(sempre in finale dal 1995, sempre vincente dal 1998).
LO SAPEVATE CHE?- La vie c’est fantastique quando segna Mario Frick.

LUSSEMBURGO
Non prende il buon esempio dalla nazione di prima(che non nomino) il Lussemburgo, che invece di giocare nel campionato belga o in quello olandese, ha l’arroganza di disputarne uno tutto suo, ma in fondo se Fabrizio Bracconeri ha il diritto di tentare la carriera come cantante, perché il Lussemburgo non deve avere il diritto di disputare un campionato proprio?
Campionato e coppa al Dudelange.
LO SAPEVATE CHE? – Tutti abbiamo studiato il Benelux sul sussidiario. La domanda è… perché?

MALTA
Il Valletta vince il campionato, in coppa trionfo marcato Hibernians. Perdonatemi, ma cosa altro posso scrivervi sul campionato Maltese? Che il difensore della nazionale Adrei Agius, gioca in Italia nel Latina oppure che il CT della nazionale maltese è l’ex laziale Pietro Ghedin.
LO SAPEVATE CHE? – Sono un grandissimo fan della birra Cisk.

MONTENEGRO
Vince il campionato il Buducnost di Podgorica. Bella la storia del Celik Niksic che vince il campionato cadetto e soprattutto la prima coppa nazionale della sua storia, battendo in finale il Rudar.
LO SAPEVATE CHE? – L’amaro Montenegro si chiama così perché la ricetta riprende una bevanda montenegrina di nome Karik, quindi è merito anche del Montenegro se si è riusciti a portare in salvo l’antico vaso.

MOLDAVIA
Pensavo di trovare qualcosa di divertente sulla Moldavia e invece tanta noia. Il campionato Moldavo mi ha deluso più del  porno di Sara Tommasi. Coppa al Milsami(primo titolo della sua storia) e campionato al solito Sheriff Tiraspol.
LO SAPEVATE CHE? – Le varie espressioni di Sara Tommasi durante il suo video, fanno quasi venire voglia di prendere a cuscinate la gente?

Pensava al signoraggio bancario?

sabato 7 luglio 2012

Cosa resterà di questa Lega Pro?

Riforma o non riforma?

Lega Italiana Calcio Professionistico, Prima Divisione, Seconda Divisione. Letti così sembrano nomi così rassicuranti, da reparto ospedaliero. Eppure di cosa parliamo? Della Serie C, divisa in due tronconi dal campionato 78-79. Da sempre un microcosmo che racchiude nobili decadute, provinciali terribili e paesini al loro momento di gloria. Centinaia di formazioni dove militano vecchi leoni alle ultime cartucce, figli di puttana che il grande calcio non ha voluto, mediocri racchiusi nella loro dimensione e giovinastri di varia natura. Lo stesso profilo dei calciatori vale anche per gli allenatori (soprattutto per le categorie “giovinastri” e “figli di puttana”). Di calcio parlato ben poco. Tabellini racchiusi nel ventre del grande quotidiano il lunedì, cronache scarne affidati a cronisti di provincia che incassano il gettone e gloria effimera. Il titolino in prima pagina, se va bene, in occasione di promozioni e finali play-off. La carriera di queste persone è legata visceralmente alle glorie sportive delle squadre che probabilmente seguiranno per tutta la vita. Tutto questo oggi è diventato un feudo affidato alle cure di Mario Macalli, piccolo Don Rodrigo della provincia lumbard. Il 19 Luglio sarà una data spartiacque: il Consiglio Federale sancirà quali formazioni potranno partecipare e quali no: per ora siamo a 61 società . Infatti parliamo di un mondo in forte crisi. Vien da chiedersi come si è arrivati a questo punto. La Lega Pro è caduta sotto la scure di anni di malgoverno, frasi buttate a caso, regolamenti sui ripescaggi da fare paura, balzelli e leggine che gravano sulle società. Al primo posto va senza dubbio il regolamento sugli impianti: le società di Lega Pro devono avere uno stadio con almeno 4000 posti a sedere, tornelli e tessera del tifoso. Nel caso l’impianto superi i 7500 posti anche gli steward. In primo luogo è un onere economico mostruoso per le società, in secondo luogo non è proporzionato ai fatti, a campi dove spesso la media spettatori si aggira attorno ai 1500, erba mobile compresa. E non è uno scandalo in cittadine di massimo 50mila abitanti (moltissime in C, anche piazze abituate alla categoria) Diciamoci la verità: 5000 spettatori di media è una cosa per poche città, con una passione radicata e viscerale. Uno stadio da 2000 posti, con costi di gestione bassi, è perfetto per certe provinciali. Vuol dire uno stadio quasi sempre pieno, a ridosso del campo. Delle bolge in miniatura dove la “grande” spesso può cadere. Fare un impianto da 4000 posti per 500 persone è giocare nel vuoto. Costringere le società a risparmiare i costi per gli steward per stadi che possono contenere anche 20mila persone ma ne potrà ospitare solo 7500 è un suicidio in un mondo dove il pubblico è la prima fonte di sostentamento. Per non parlare dei regolamenti sul tifo, degni del 41bis, o dell’odissea che è diventata comprare un biglietto con conseguente abolizione del botteghino (ridicola in A, grottesca a questo livello). Non da meno sono i giocatori che spesso pretendono stipendi da B, se non addirittura da bassa A. 300 – 400mila Euro tra stipendio regolare, nero e combine. Vivere da pascià quando si dovrebbe puntare ad uno stipendio da quadro aziendale, pubblica o privata. Il doppio, con un po’ di fortuna il triplo, del semplice impiegato. Nel momento in cui sei decisivo in C e discreto in B vivi tra i due mondi, arrotondi quanto basta e poi ti ricicli in una piazza dove sei diventato idolo della folla. In caso di permanenza eterna nella terza serie conservati qualcosa e dopo i trent’anni pensa a trovarti un lavoro, con un po’ di fortuna resti nella provincia pallonara ma spesso esci fuori e ti ritrovi a fare ben altro. La normalità calcistica negli anni ’70 e ’80, ai tempi d’oro. Macalli pretende che in C ci siano 60 società professioniste, una richiesta esosa ed assurda. Non si sono mai viste 60 società in C con strutture societarie di alto livello, per i piccoli ruoli (e spesso anche per quelli importanti, come può essere il medico sociale) ci si affida a quello che passa per il convento: appassionati che restano negli organici societari tutta la vita, diventando memorie storiche e distributori di materiale tecnico a parenti e amici. E’ questo la provincia calcistica italiana, non altro, e difficilmente può essere altro, perfino in tempi di vacche grasse. In fondo è lo stesso anche in altri paesi. Quest’anno abbiamo avuto in Spagna il “fenomeno Mirandés”. Se giocasse in Italia l’Anduva non sarebbe stato omologato per la Lega Pro e non avresti mezza squadra che, come Pablo Infante, non campa del pallone. Parliamo della terza serie spagnola, esattamente come la C1. Il Mirandés, nella B spagnola, potrà giocare all’Anduva. In Italia non avrebbe potuto disputare nemmeno la C2, paragonabile alla Tercera Division. Di cosa parliamo allora? Di campionati dove ti chiedono 300mila e 600mila Euro (rispettivamente in Seconda e Prima Divisione) per partecipare, vien da chiedersi come vengono reinvestiti. Campionati che non conoscono ancora il loro destino, influenzato da quante squadre potranno partecipare (parola del Segretario Generale Francesco Ghirelli). Per una riforma che potrebbe entrare a regime solo ad Agosto inoltrato, ad un passo dalla Coppa Italia di categoria, che se non attuata trasformerebbe la Seconda Divisione 2012-2013 in una farsa. Probabilmente tutto questo è il segno che si cerca di rimediare quando parte della casa è già crollata. Il 20 Luglio potrebbe essere già troppo tardi. 

Di calcio giocato manco a parlarne


mercoledì 4 luglio 2012

LIBERTADORES 2012


Matias Alustiza (Depor Quito)
Ci eravamo lasciati alla fine dei gironi di qualificazione alla Tabla Final, con un Santos ritrovato, le sorprese Lanus (ARG), Emelec (ECU) e Atletico Nacional (COL) e il cammino preciso di Corinthians, Boca Juniors e Velez Sarsfield.

Ci ritroviamo alla fine di un tabellone eliminatorio che ha visto le brasiliane grandi protagoniste ed un calcio argentino che se non fosse per la finalista Boca potrebbe essere raccontato come in dissesto.

Agli Ottavi le sorprese ed i nomi esotici si sono fatti da parte. Clamorosi i tracolli dell’Emelec, (manco a dirlo..) del Bolivar – che ne ha presi 8 in casa del Santos – e del Deportivo Quito (ECU) (6 sberle dall’Universidad de Chile). Non hanno, invece, avuto alcun tipo di problema la Libertad (PAR), il Vasco ed il Velez.

Ai Quarti il Brasile ha quindi presentato 4 squadre: Fluminense, Corinthians, Vasco da Gama e Santos.
Fuori la Flu (per mano xeneize) e fuori il Vasco da Gama (per mano del Timao) rimanevano una semifinale tutta verdeoro con il duello Neymar vs Liedson e lo scontro tra Riquelme e la sorpresa Universidad de Chile (vittoriosa sulla Libertad – i paraguayani come sempre spumeggianti fino ad un attimo prima che le partite inizino a contare sul serio).

Juan Roman Riquelme
Il Boca non ha incontrato particolari problemi contro i cileni. Già all’andata i gol del Tanque Silva e di Sanchez Mino avevano messo in cassaforte la qualificazione alla Finale e al ritorno a Santiago si è trattato solo di gestire il risultato.

Più equilibrata la seconda Semifinale, con il Corinthians che grazie al gol di Emerson ha espugnato il Vila Belmiro e Neymar che replicava in terra Timao a metà del primo tempo della gara di ritorno. Il gol di Danilo, a inizio secondo tempo, chiudeva però ogni tipo di discorso.

Nonostante il pareggio nella gara di andata (1-0 Boca firmato dal Torito Facundo Roncaglia e pareggio dell’appena entrato Romarinho per i brasiliani di San Paolo), ora il Boca accarezza il sogno di cancellare dalla maglia del Milan l’odiosa celebrazione di squadra più titolata al Mondo.

Qualche curiosità.
– Roncaglia – neo-acquisto della Fiorentina – non giocherà la finale di ritorno in quanto non ha stipulato una copertura assicurativa idonea a tutelare il club viola da eventuali infortuni;

– Romarinho non è figlio di Romario, ma sembrerebbe essere un predestinato;

– In caso di vittoria del Boca, sarebbe la quarta Libertadores per El 10 Riquelme;

– Attualmente capocannonieri della competizione sono Matias Alustiza del Deportivo Quito e Neymar del Santos a quota 8 gol. Danilo, il miglior marcatore del Timao, è a quota 5, mentre i genovesi Silva, Mino e Riquelme sono tutti fermi a quota 3;

– Stanotte, nel Boca, Cvitanich dovrebbe partire dalla panchina (e Mouche titolare). Nel Corinthians l’attacco sarà affidato ancora una volta a Danilo (con Liedson e Romarinho pronti a subentrare);

– L’Ángelo Henríquez dell’Universidad de Chile che ha sommerso di gol il Deportivo Quito è stato acquistato dal Manchester United per 3 milioni di Euro circa;

– Siara Pacheco è stata Musa do Brasileirao nel 2009 come rappresentante del Corinthians.

lunedì 2 luglio 2012

Vacanze Gratis! Compara gli alberghi per Euro 2012: da 5 a 1 stella


5 stelle
Mamma Rai

Nessun desiderio di nuotare controcorrente, tantomeno di epater la bourgeoisie. La Rai è stata la cosa più bella di Euro 2012. Ci ha fatto divertire, arrabbiare, sorridere e incazzare. Negli studi ciarlieri e cafoni, da Roma a Kiev (o dove cazzo stavano, probabilmente erano in Molise che tanto stavano chiusi lì dentro dalla mattina alla notte, e infatti nessuno li ha mai visti in giro), c’era gente come noi, che parlava come noi, sbagliava i congiuntivi come noi. Persone al nostro livello, misero. Altro che i professorini impomatati e ingessati di Sky, che hanno 14 anni ma sanno già tutto e si rivolgono allo spettatore come fosse l’alunno ignorante da educare. Con Mamma Rai ci è permesso dissentire, contestare, al cospetto della sapienza nozionistica di Sky solo di prendere appunti. Davanti ai telecronisti e alle seconde voci Rai ci possiamo sentire intelligenti, competenti. Nei dopopartita i ritmi sono da bar sport, c’è spazio e tempo per inserirsi nella discussione. Altro che le raffiche di mitra di parole a vanvera modello Sky. Se il calcio è uscito per un attimo dalla postcontemporaneità ed è tornato umano, è grazie a Mamma Rai. Restiamo umani.


4 stelle
La Roja & Cristiano Ronaldo

Insostenibile e meravigliosa. Grandissima e stucchevole. Una media di 700 passaggi a partita, quasi sempre segnato e mai subito un gol nelle partite a eliminazione diretta di Euro 2008, Mondiale 2010 e Euro 2012, stravinti con merito come mai nessuna altra nazionale al mondo era riuscita a fare prima e mai nessuno farà in futuro. Il blocco barcelonista di Xavi, Iniesta, Busquetes, Piqué, Fabregas (e Villa, Pedro, Puyol etc.) come quello della Honved in Ungheria negli anni ‘50, del Benfica nel Portogallo anni ’60, dell’Ajax in Olanda ’70 e della Stella Rossa in Jugoslavia ’90. Meritano l’odio e il disprezzo che sono destinati ai vincitori (e per questo non si meritano 5 stelle) ma anche la riconoscenza per e il riconoscimento di essere la nazionale più forte di tutti i tempi.

Piaccia o non piaccia (e se non vi piace so’ cazzi vostri) il miglior giocatore in circolazione. Sublimazione del calciatore postmoderno, tutto immagine  e immaginifico, brillantinato, ignorante, metrosexual (con un figlio nato in provetta che lui una figa non l’ha mai vista in vita sua se non nelle foto delle riviste di gossip), ma soprattutto.. il più forte di tutti. Capace di trascinare a suon di gol una discreta squadra fino in semifinale, caricandosene il peso e la responsabilità, e di tradirla all’ultimo rinunciando per paura e pavidità a tirare il rigore. Gioia e dolori, coraggio e paura, vittoria e sconfitta, tecnica sopraffina e antipatia viscerale. Il calcio immortalato nella sua posa statuaria a gambe aperte al momento di tirare una punizione (quattro passi indietro e uno di lato, sempre, come a seguire il motto leninista di un passo avanti e due indietro) per un ragazzo il cui nome è omaggio al peggior attore e miglior presidente della storia statunitense. Immagine e spettacolo del calcio postmoderno.


3 stelle
L’Italia

Solo un mese fa perdeva 0-3 in amichevole contro la Russia. Era un gruppo di cafoni, razzisti, omofobi, ignoranti e un po’ fascisti che erano indagati e indignati: immersi fino al collo nella merda del calcioscommesse. Balotelli, italiano da soli 4 anni in un paese che non riconosce lo ius soli e i diritti basilari di cittadinanza e accoglienza ha tirato fuori i più beceri istinti di un paese intrinsecamente razzista ed è diventato subito capro espiatorio di ogni colpa (ma solo per motivi tecnici, ca va sans dire) fino ad essere escluso a furor di popolo contro l’Irlanda. Solo per segnare in rovesciata e poi farne due contro la Germania e diventare eroe di un gruppo che nel frattempo si circondava di abbracci presidenziali, sviolinate pseudointellettuali e il cui carro era preso d’assalto da un popolo come non mai ansioso di correre in soccorso del vincitore. In questa farsa tutta italica, una squadra mediocre, sopravvalutata umanamente e tecnicamente, è riuscita ad arrivare meritatamente in finale vincendo una sola partita, con la Germania (che contro le isole del mar del nord avrebbe vinto mia nonna in carrozzina), prima di arrendersi a se stessa piuttosto che agli avversari.


2 stelle
I Cani Randagi

Simbolo di un europeo dove calcio e politica si sono sovrapposti come non mai, spesso a sproposito. Dai poveri cagnolini massacrati (che se fossero topi la chiamerebbero derattizzazione e sarebbero tutti contenti) alla Timoshenko miliardaria filooccidentale, figlia di oligarchi arricchitisi con la mafia e scambiata per una detenuta politica icona di libertà negate, come sempre… altrove. Per un mese i gol si sono dissolti in spread, le parate in spending review, le vittorie in fiscal compact e le sconfitte in Eurobond. In una caciara riottosa dove i riotta di turno hanno potuto sfoggiare il loro crasso qualunquismo che li fa sembrare tanto intelligenti e sobri. Dalla Merkel ultras in tribuna a Monti che odia il calcio ma poi va in finale e non conosce le parole dell’inno. Da Germania-Grecia che è detour della crisi del debito sovrano e privato alle rivincite effimere dei Pigs mentre le loro banche negoziano prestiti che al cittadino negano. Euro 2012 è stata la dimostrazione definitiva che il calcio, duecento anni dopo von Clausewitz, è sussunto a prosecuzione della politica con altri mezzi.


1 stella
Prandelli

Diamo a Cesare quel che è di Cesare (e a Niccolò quel che è di Niccolò). Un pretino sponsorizzato dalla famiglia Agnelli, peggio della 500 americana di Marchionne, e beatificato dal Vaticano per i suoi pellegrinaggi notturni in ogni cazzo di chiesa o convento della fascistissima e cattolicissima Polonia. Né col Parma di Tanzi né con la Fiorentina dei Della Valle (quando ancora investivano centinaia di milioni e sbrodolavano proclami da scudetto) è mai riuscito non dico a vincere (che sappiamo non essere fondamentale e nemmeno importante) ma neanche a combinare qualcosa di buono (checché ne dica Nesat…). Diceva che sarebbe entrato in campo ad abbracciare Balotelli ai primi episodi di razzismo salvo tapparsi le orecchie al cospetto dei buu spagnoli e coprirsi gli occhi davanti alle banane croate. Diceva che per il calcioscommesse avrebbe rinunciato a fare l’Europeo salvo lasciare a casa Criscito (che risulterà innocente, ma è dello Zenit) e convocare Bonucci (che è pesantemente invischiato, ma è juventino). L’Italia è stata presa a pallonate da tutti (Inghilterra esclusa, ma lì è de-merito esclusivo dell’intellettuale di Croydon) crollando sempre nei secondi tempi per una condizione fisica deficitaria. In finale sono stramazzati al suolo prima Chiellini e poi Motta (fatto entrare infortunato a 40 minuti dalla fine come terzo cambio, che se qualcuno di noi facesse una minchiata del genere al lavoro sarebbe già stato licenziato in tronco) e poi pure Balzaretti e Bonucci. Tutti per infortuni muscolari. Per fortuna che, grazie alla meritocrazia e alla sobrietà – tratti distintivi di questa nuova giovine e risorgimentale Italia – il preparatore atletico era tale Niccolò Prandelli, figlio di cotanto Cesare. Quando il nepotismo supera ogni immaginazione e combina solo danni. Veni, non vidi, magnai per me e per la famiglia, e persi. Cesare santo subito, a casa sua (o in Vaticano).