lunedì 7 maggio 2012

Literaria: Totti & Ilary. Una grande e giocosa storia d’amore


Io sono orgoglioso di essere nato a Roma e per quanto sia dannatamente stressante viverci, non posso non voler bene alla mia città. Mi è capitato spesso di difendere Roma dai soliti stucchevoli luoghi comuni, che gente totalmente priva di fantasia continua a ripeterti a mo’ di litania, ogni volta che superi di una manciata di km il raccordo. Delle volte però, soffro di acutissimi attacchi di mal di Roma, perché detesto l’esaltazione smodata che fanno molti miei concittadini nei riguardi “Daa capitale”. Sentire ancora parlare di gente che si vanta di essere “Erede del grande impero” nel XXI secolo è ridicolo, gente che si tatua un gladiatore (di questo purtroppo è colpevole anche Totti) che impugna la daga, gladiatori che nella maggior parte dei casi non erano romani ma schiavi provenienti dalle varie conquiste imperialistiche, dei servi, un po’ come se una signora dei Parioli si tatuasse sulla spalla la sua colf filippina che impugna lo swiffer (per i perbenisti…non ho dato della serva alla colf filippina…anche perché la colf filippina guadagna il doppio di me). L’eccesso di romanità è deleterio e va combattuto o quantomeno arginato. Poi però, ti capita per le mani un libro del genere: “Totti & Ilary-Una grande giocosa storia d’amore“(Salvatore Taverna- Fazi editore- 2010)  e capisci che non puoi combattere o arginare proprio nulla. Non me la voglio prendere con l’autore o con chi ha comprato il libro, però credetemi, ho avuto un brivido lungo 141 pagine. Non puoi non immaginarti un “Dinastia Romana” che legge questo libro, per intenderci uno di quelli che regala er perizoma daa maggica alla donna, che le poche volte che va allo stadio, lo fa quando tutto va bene, infilandosi il suo cappello da giullare e commuovendosi durante Roma, Roma, Roma, mentre alza il cellulare al cielo per far sentire le  note e le parole alla pischella che si trova a casa (cor “Marchese*“). Per intenderci quello che a fine partita si fa la foto con la curva come sfondo. Va detto che la coppia non ha contribuito neanche per una virgola alla realizzazione del libro (stima), quindi i vari dialoghi tra i due sono inventati, dialoghi in cui Francesco Totti parla solo romano, quasi a perpetuare il luogo comune che vuole Francesco Totti coatto, in realtà Totti parla con una normale inflessione romana (forte si.. ma non trucida)  e viene da un quartiere per nulla popolare, sicuramente non è un coatto come si pensa e come si vuole far passare. Per il resto sono stralci di interviste passate e le voci dei tifosi (romanzata anche questa? non si capisce) raccolte dall’autore al matrimonio, al ricevimento, davanti alla clinica dove sono nati i figli e per strada.

Pe riccontavve er libbro proseguo ‘n romano. Cioè praticamente se parte da come er pupone e la pupona (la cosa più agghiacciante sono i vari nomignoli con cui vengono chiamati i due protagonisti) se so conosciuti, tipo che lei sta ar pub e je aveveno zottato** er cellulare, quindi je rodeva er chiccherone e poi tipo dopo ‘n po’ (er giorno stesso o n artro giorno…nun se capisce) er bimbo de oro je da no strappo a casa, poi tipo lei je dice: “Se smetti di correre ti do un bacio” e allora lui nchioda perche se emoziona e me cojoni come per magia nasce l’amore. Tu qua già te immagini tutti emozionati de sapè come se so dati er primo bacio Totti e Ilary.
Appresa la notizia, le ammiratrici del capitano vanno fuori di testa: Cintia, Domenica, Germana, Paola sono imbufalite:
<<Ma questa che vole?Totti è de tutte noi>>
<<E’ arrivata fresca fresca e ce lo vole portà via>>
<<Sta befanetta se poteva mette co’ ‘n artro, proprio Francesco doveva acchiappà>>
<< No. Non è possibile …E’ un rapimento>>
Se continua poi co le fasi der fidanzamento e con la scerta der posto ndove fa er ricevimento, er castello de Tor Crescenza della famija Borghese ndo l’autore inserisce er presunto dialogo tra i due futuri sposi:
 <<Amò è proprio fico sto castello incantato, dicono che c’è pure er fantasma! Ma sarà vero?>>
Ce viè pure a fa sapè che in questo castello ce so stati Chirche Daglas e signora co Toni Renise che je cantava “Quanno, Quanno, Quanno”, ortre che Ciallizz Teron, Rei Ciarls e pure er principe de Inghiltera. A organizzà er dorce evento ce pensa Tiziana Rocca “Stangona Napoletana ritmatissima” moglie de quer genio de Giulio Base (Genio pe davero visto che è socio der Mensa) che tutti noi ricordamo per la sua profonda interpretazione de Saverio in arte er “Fiurer” ner capolavoro de Claudio Fragasso “Teste Rasate”.

Se continua poi parlanno dei costi der matrimonio, soffermandosi su e tovaje ‘n tul de colore avorio che verranno 28 euri l’una. Pe magnà invece se spennerà sui 110 a persona e circa 400 euri pe li confetti (mica so quelli fracicchi che te restano incastrati sur morale pe 4 mesi e di cui de tanto ‘n tanto sputi un pezzo). Er capolavoro vero lo si raggiunge quando se fa l’elenco della lista nozze
Francesco e Ilary un po’ ingenuamente forse, si sono lasciati prendere la mano dai proprietari della famosa “Regaleria” e adesso in offerta c’è di tutto e di più. I tifosi si possono sbizzarrire spendendo sommine e sommone. Tanti giovani, che non lavorano, devono stare attenti alla saccoccia. Chi ha i genitori laziali? Un dramma. Deve depistarli, inventarsi un regalo per il fantomatico compleanno di un’amica, sennò quelli non sganciano! Un laziale preferisce la forca o la sedia elettrica pur di non donare un solo spillo a Totti quante volte li ha umiliati il Gladiatore! 
Se va dalle due flutese de cristallo con le iniziali sabbiate de i sposi, na sciccheria ar modico prezzo de 60 carte, fino ai 6800 euri der candeliere coi derfini sguazzanti , che nun so voi ma si devo spenne 6800 euri i due derfini nun li vojo sguazzanti ma vivi e devono esse pure boni a pulì casa. 

E poi(torno a scrivere in italiano) continua, parlando del matrimonio del ricevimento con chicche di questo calibro:
Il fantasma, dall’alto delle Mura merlate, si gode lo spettacolo: suoni, luci, canti e balli. Anche lui tifa per i giallorossi ed è un fan scatenato del Capitano.
Mortacci! Pure er fantasma è daa Roma, ma non hai tempo per fermarti a pensare perché continui a leggere, questa sorta di “Uiliam e Cheit all’amatriciana”, alla disperata e vana ricerca di un perché, finché: tra storie sulla Vento, nascite dei figli, calci a Balotelli e golden foot vari, si arriva a pagina 141. Appena chiudi il libro ti senti smarrito e vuoto. E’ l’ennesimo esempio di eccesso, non penso che a Milano si possa pensare di scrivere un libro su Maldini e signora o sui coniugi Baresi (……..dai su non ridete…che infami!) immaginando magari di vendere un buon numero di copie, a Roma invece sì! Perché tutto quello che sfiora l’universo AS Roma va comprato, perché il tifoso stile “Dinastia romana” è un feticista della propria squadra.  Non si può lottare per sprovincializzare parte (purtroppo consistente) di questa tifoseria, forse sarebbe meglio adeguarsi, infilarsi una tuta con ASR scritto a caratteri cubitali sul culo, indossare uno smanicato bianco e regalare na copia der libbro alla Nadia de turno (rimorchiata er sabato prima ar Saibborgh***), nella speranza de potesse fa’ na pelle****.

Sono certo che il signor Taverna (ottima penna che da anni racconta le notti romane sul Messaggero) perdonerà questo mio post, niente di personale, ci mancherebbe, ma il suo lavoro non fa altro che alimentare il fuoco dei “Dinastia romana”, spina nel fianco di ogni romano e romanista normale.

Tengo a precisare che ovviamente non ho nulla contro i coniugi Totti, forse  le vere “Vittime”  di questo libro.

Questo post è dedicato alla memoria del candeliere con i delfini sguazzanti probabilmente rimasto invenduto.

A me non sembrano due delfini sguazzanti

* Marchese = Termine romano che indica il ciclo mestruale. I Marchesi giravano per la capitale con vesti o fazzoletti rossi per distinguersi dal popolo e dagli altri nobili.
** Zottare = Impadronirsi della roba altrui sottraendola di nascosto.
*** Cyborg = Enorme discoteca in provincia di Terni (chiusa dal 2006) molto battuta dai coatti della capitale.
**** Fasse na pelle =  Congiungersi carnalmente.

5 commenti:

  1. Cavolo quella del Marchese non la sapevo..

    Certo pensavo che in salotto da me sti due candelabri farebbero la loro porca figura.

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  2. E si pensa ancora che il vero problema della Roma sia Luis Enrique.
    Riusciremo mai a diventare una squadra normale?

    Gabriele

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  3. Corro subito a tatuarmi una colf con lo swiffer, sull'altro invece meglio due delfini sguazzanti (anche loro con lo swiffer in mano)…non ho parole Nesat, ti sei superato, soprattutto per essere arrivato in fondo a questo libro.
    Grazie per aver citato il Cyborg, luogo feticcio della mia infanzia autostradale.
    Che dirti, a parte le solite cose che ci diciamo allo stadio mentre i Dinastia Romana (grandi!) si fanno le foto al cellulare…credo anche io che Totti e Ilary sono le vittime di tutto questo, se non ricordo male fecero anche causa all'editore e all'autore per l'uso non autorizzato della foto…c'è un limite anche alla soap-operizzazione della loro vita. Anche perchè loro il futuro mediatico e pop ce l'hanno, potranno sicuramente reinventarsi alla Sandra e Raimondo, non si è mai visto un calciatore simpatico come il Capitano, ma ti dico, visto l'andazzo di quest'anno, spero che giochi ancora per parecchio tempo (anche per ammirare i suoi tacchetti al trentatreesimo). Speriamo comunque che Taverna non si fermi e continui a scrivere libri di questo tipo.

    Ti saluta il fantasma daa Roma….

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  4. Il marchese che fa visita una volta al mese, anche la rima è perfetta…

    Nesat, sei un genio

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  5. brigata angelo bernabucci

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