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sabato 15 maggio 2010

Storie dell’altra Baviera

Difficile negare che quella che ci attende sia una seconda metà di maggio piena di verdetti, e che tutti noi guardiamo con grande attenzione (tra le numerose partite che ancora restano da giocare in vari campionati) soprattutto due incontri, già a partire da questo finesettimana.
Mi riferisco ovviamente ad Augsburg-FC Nürnberg e Blackpool-Cardiff City. Si tratta di due match che danno accesso ai due campionati con la media spettatori più alta, e con gli stadi maggiormente pieni ed entusiasti; non sono dunque partite da nulla. Sulla prima, soprattutto, credo sia opportuno spendere qualche parola (altri avranno modo di presentare la seconda, che si gioca solo il 22).
In Germania si è già giocata invece la partita di andata, che ha visto il Norimberga battere in casa per uno a zero l’Augsburg, mentre il ritorno si disputerà domani. Per chi non avesse familiarità con i meccanismi di retrocessione e promozione che governano Bundes- e Zweite Bundesliga, basterà dire che la terzultima del massimo campionato (appunto il Norimberga) affronta la terza della seconda serie in un doppio confronto detto Relegation. Questa regola è in vigore soltanto dallo scorso campionato, ed ha già premiato una volta l’FCN permettendogli di incontrare e asfaltare l’Energie Cottbus. Quest’anno, la Relegation vede quindi un interessante confronto tra due città dello stesso Land, se è vero che sia Norimberga che Augsburg (Augusta) sono in Baviera. Le due città, tuttavia, sono piuttosto diverse: intanto Norimberga non si considera bavarese, ma francone; è inoltre una città profondamente diversa dal resto della Baviera, dato che è storicamente protestante (benché le percentuali negli ultimi decenni siano molto cambiate a favore dei cattolici) e progressista. In più, l’orgoglio cittadino è grande e motivato anche nel calcio, perché se è vero che i cugini del Bayern sono i dominatori della Bundesliga da quando essa esiste, è anche innegabile che l’FCN sia la storia del calcio tedesco, con i suoi nove scudetti, i due terzi dei quali risalgono al periodo tra le due guerre. Poi è soltanto declino e altalena, con una risalita nel 2004 che sembrava quella definitiva: nel 2007 la squadra vince la Coppa di Germania e rifila in campionato un sonoro 3-0 ai contadini di Monaco. Il presidente arriva a promettere il Meisterschale per il 2010: l’anno dopo, ovviamente, la squadra retrocede, per risalire subito.
Da parte sua, Augusta, la terza città della Baviera, non può rivaleggiare con Norimberga nel calcio; l’FC Augsburg vanta nient’altro che un vivaio fertile, che ha prodotto campioni come Helmut Haller, Bernd Schuster e Karlheinz Riedle. Quanto ai risultati, però, un dato balza all’occhio: mai Augusta ha visto la massima serie.
Tuttavia, la storia di Augusta non ha nulla da invidiare a quella della capitale francone, soprattutto in quel Rinascimento che è stato l’età d’oro di entrambe: se Norimberga era infatti la città delle fiere e del commercio, Augusta – la patria dei Fugger – era la città del denaro, ed era perciò ricca ed importante quasi quanto l’altra. Ad Augusta Melantone presenta gli articoli di fede della Chiesa riformata, che da allora sono infatti raccolti nella “Confessio augustana”; Augusta è anche la città in cui protestanti e cattolici firmano nel 1555 la loro prima storica pace. Venticinque anni dopo, Montaigne arriva in città di notte e vi entra attraverso numerose porte e cancelli e ponti e buie stanzette che si scavano un passaggio nelle poderose mura: tanta è la paura e la ricchezza nascoste e asserragliate in città. Questa attenta precauzione non basterà purtroppo a difendere la città dalla Guerra dei Trent’anni; gli avvenimenti successivi, ironico destino, faranno della città simbolo della Riforma tedesca (storicamente sveva) un dominio della cattolica Baviera, che la normalizzerà pian piano. Oggi la città della Baviera occidentale ha perciò la sua brava giunta a guida CSU e la sua maggioranza bulgara in fatto di cattolicesimo della popolazione. Tutto in regola, tutto bavarese.
Ma Norimberga no. Norimberga non vuol farsi normalizzare e non vuol farsi integrare, e lotterà sul campo verde perché la Bundesliga registri anche il prossimo anno la presenza e l’esistenza di una Baviera diversa. La scalata dell’Augsburg sarebbe soltanto l’ennesima prova dello strapotere economico del sud della Germania, ma calcisticamente e simbolicamente non avrebbe nulla di nuovo da dire, nulla da opporre alla supremazia mentale, prima ancora che di gioco e di potenza economica, che il Bayern detiene ormai da decenni in Germania. Quando giocano col Bayern, al di là del caso patologico dei masochisti dello Schalke e degli sfigati di Leverkusen, pare in effetti tutti avvertano un evidente complesso d’inferiorità, e si preparino più alla resa che alla lotta.
Quelli del Club, ovviamente, conoscono la propria storia e sentono il tifo dei franconi, per cui, benché siano di norma delle pippe, almeno questo vantaggio ai nemici bavaresi non glielo concedono. L’1. FC Nürnberg costituisce un piccolo centro di resistenza ad un potere troppo spesso riconfermato anche dai sottoposti, più simili a feudatari che a rivali. Per questo, e per altre ragioni più personali, domani tiferò FCN; e mi spiace un po’ per la Puppenstadt, ma di avversari soffici come marionette, in Bundesliga, il Bayern ne ha già troppi.