giovedì 7 maggio 2015

Appunti sparsi (o meno male che c'è Ivan Rakitic)




  • Grazie al Cielo la Serie A sta per finire. Ancora poche giornate e lo strazio giungerà al termine. La mia disaffezione per la Serie A (e per il calcio in generale) è ormai certificata, ha raggiunto dimensioni ingovernabili. Non ne faccio mistero. Sarà che ho una certa età. Sarà che il livello e la competizione sono ai minimi storici. Sarà che al Fantacalcio ho fatto, al solito, schifo. Quel che vi pare: non vedo l'ora che inizino le grandi corse a tappe. Che Aru e Pozzovivo provino a fregare Alberto Contador e Richie Porte.
  • A dire il vero qualcosa di interessante si è visto. Torino, Empoli e Genoa giocano un buon calcio. La Samp lo ha giocato. La Fiorentina non si capisce, è indecifrabile ma mi piace. Il problema sono quelle 6-7-8 squadre che in un campionato come si deve dovrebbero retrocedere in massa.
  • Paradossalmente c'è poco da strofinarsi le mani per la Juventus in semifinale e per il ranking. Con questa Champions la Juve scava ancora di più il burrone che la divide dal resto del calcio italiano. Guadagna soldi e guadagna, cosa ancor più importante, fascino.
  • Rimane la Serie B. Dopo una buona prima parte di stagione, il Bologna perde ora colpi, quando più conta. Fatica a segnare, fatica a mettere in classifica i 3 punti delle partite casalinghe. E' stato rimontato da praticamente mezza Serie B. Arriva Delio Rossi, ma il cambio andava fatto prima. Quando il secondo posto era ancora blindato e i risultati già non arrivavano. Nulla è compromesso anche se Perugia, Vicenza e Avellino stanno (molto) meglio. Sabato arriva proprio l'Avellino.
  • Mi chiedo: dove se ne va Klopp? Che giro di panchine dobbiamo aspettarci quest'estate? Blanc, Garcia, Wenger, Benitez e Ancelotti? Tutti fermi? A mio modo di vedere, tenere anche solo uno di questi nomi sarebbe per le rispettive squadre una follia. Toh.. passi il nome di Wenger all'Arsenal.. per romanticismo più che altro.. ma gli altri li cambierei.
  • E poi: Van Persie, Falcao, Dzeko, Jovetic, Benzema, Cavani, Balotelli?
  • L'unica certezza è che l'Atletico del Cholo si presenterà ai blocchi di partenza più bello di prima.
  • Già che ho aperto al ciclismo apro anche all'NBA. Pronostico. Secco. A Est WAS-CHI e CHI alle Finals. A Ovest GSW-LAC e LAC alle Finals (basket illegale di Steph Curry permettendo).
  • Devo essere sincero, non ve l'ho raccontata giusta giusta: per una sera Ivan Rakitic mi ha riavvicinato al pallone. Eccome.
@BosteroLdB

23 commenti:

  1. Caro Bostero, non vorrei che questa tua provocazione, da me scherzosamente ieri definita "lamento", finisse per essere sottovalutata.
    Perchè credo sia arrivato davvero il momento di prendere coscienza della fine del (fortunatamente lungo) periodo fatato dell'ammaliamento e del raggiungimento della nostra piena maturità, e quindi del disincanto.
    Il pensiero che sto per esprimere genera in me raccapriccio per la sua estrema banalità, però non so come altro esprimerlo: non possiamo più apprezzare il calcio, se non nella misura in cui la gigantesca prestazione di Rakitic dell'altro ieri riesca a rievocare in noi movenze "valderramesche" da solleone statunitense.
    L'approccio alle partite di campionato pomeridiane è ormai quello della lucertola che osserva, sbigottita, la sua coda dimenarsi senza comprendere che essa non fa più parte del suo corpo e che a breve cesserà di oscillare. Quello alla Champions, poi, è invece l'approccio del bambino che prima di addormentarsi chiede alla mamma di raccontargli il solito racconto di tutte le sere, rassicurato in partenza dallo scontato ed arcinoto lieto fine, pronto per lasciarsi andare alle lusinghe di Morfeo.
    Che arrivi il Mortirolo, dunque. Che le sue pendenze al 20% possano accoglierci e custodirci con affetto materno, sino a quando, sfiniti, non ci lasceremo andare anche noi all'arrivo, come il Pirata, tanti anni fa, sul Plan di Montecampione.

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    1. ieri sera pensavo a quanti altri gol avrebbe preso la fiorentina se rakitic fosse stato ancora al siviglia; è un giocatore per il quale abbiamo tutti sempre stravisto ma forse, come diceva gegen l'altra sera, ci ha sopreso entrando con così tanto carisma nel gioco del barcellona.

      luis enrique ha fatto di lui quel pilastro insostituibile che era gago nella sua roma.

      il tuo "lamento" (cit. lusi) non è di portnoy nè isolato perchè da tanti lidi si leva con forza, ormai la serie b piace più della a, mi domando se questa disaffezione ci provenga anche dalla chiusura della calzoleria...

      in realtà rispetto a un tempo ci manca la ricreazione del lunedì mattina in cui condividere le esperienze con gli amici. il lunedì mattina oggi lo passiamo in solitaria - non voglio neanche ricordare dove. questo blog nasce proprio per sopperire a questa progressiva e inevitabile mancanza di socialità reale, forse dovremmo ritrovarci ogni tanto - di più, come all'inizio - a parlare qui anche di attualità, sfruttando questi precisi bullet di bostero. o no?

      infine, non mi renderò mai al ciclismo, ma sappiate che domenica scorsa, mentre scendevo con la macchina da besalù, pura vuelta de catalunya, vi ho pensato e un po' invidiato...

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  2. Ieri sera, dispiace dirlo, la Fiorentina ha preso un'imbarcata non da poco. Mentre guardavo qualche spezzone di partita pensavo a che bello può essere tifare Siviglia in questi anni. Solo grandi giocatori. Kanoute, Maresca, Alves, Navas, Negredo, Romaric. La Dieci sulle spalle di Reyes..

    E poi il vedo-non-vedo di Éver Banega sul terzo gol.

    Ecco, su Banega bisognerebbe scrivere un trattato. Lui giocava in un Boca da brividi. E con quel Boca vinse la Libertadores.

    D'accordo con te, Dionigi, Lacrime di Borghetti deve uscire dalle chat, dalle pagine Facebook e tornare qui.

    Ale, che bella l'immagine della lucertola.

    ps: 30 per Dybala non li mollerei.

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    1. La sintesi di Siviglia Fior: Montella un bluff, Emery uno vero

      G

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    2. emery al milan sarebbe il top, ma chissà se i cinesi capiscono di calcio...

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  3. il disamoramento verso il calcio lo sto provando anche io (e non ho nemmeno 28 anni!) e penso sia una cosa intrinsecamente collegata con il calcio iper-televisto di oggi dove ogni partita è presentata enfaticamente come "la più bella della storia" con in campo "i più forti giocatori della storia" allenati da alcuni "santoni più vincenti della storia", il tutto detto a priori e a favore dei telespettatori da gallinacci che più che commentare quello che succede sul rettangolo di gioco sembrano volerti vendere una batteria di pentole (in effetti Piccinini, coi suoi "numero, 'ccezziunale!" e "dal prossimo agosto la champions sarà solo su premium!" ripetuti ad ogni respiro, lo vedrei bene al posto del baffo Roberto da Crema e viceversa!)...

    Penso che il calcio, o almeno quello italiano, in crisi nonostante i buoni risultati europei di questa stagione, dovrebbe tornare più a misura di tifoso, provando a ricreare quel legame emotivo che ti fa identificare di più con la squadra del tuo paese che con quella più infarcita di campioni (stra)pagati a peso d'oro con petroldollari presi non si sa come ne' dove: perchè un bambino di Palermo dovrebbe tifare il suo Palermo pieno di stranieri di terzo ordine (perchè quelli di primo ordine giocano nelle corazzate e quelli di secondo ordine preferiscono fare panchina nelle stesse invece di essere i re altrove... praticamente novelli Paolino Di Canio, quando dichiarò "preferisco essere un fazzoletto della Juve piuttosto che la bandiera della lazio") invece degli egualmente stranieri di Barça o Real Madrid? Una volta c'era "il Palermo dei Picciotti", "l'Atalanta dei ragazzi di Zingonia", perfino i capitani di Inter e Milan (altre ambizioni, altri soldi, eppure...) erano milanesi DOC per cui un bambino tifava non solo la squadra della propria città, ma proprio i giocatori che alla fine erano "i figli del cugino del salumiere all'angolo" se proprio ti andava male... e di riflesso per i piccoli di quelle città non c'era il sogno Real o ManUTD, ma diventare il nuovo Tano Troja!
    Insomma, perchè un decenne bergamasco dovrebbe tifare l'argentino Denis quando può benissimo tifare l'argentino Messi?

    Oggi con parametri zero post bosman, procuratori affamati di soldi e mal di pancia assortiti non si capisce più un cavolo, formazioni rivoluzionate ogni 6 mesi perchè bastano 2-3 partite giocate discretamente per passare a riscuotere aumenti e bonus millantando offerte faraoniche di squadre in teoria stracoperte nel ruolo vedi Icardi - Chelsea quando davanti avrebbe un certo Diego Costa...

    oppure, e così mi inserisco nell'altro discorso, Dybala che (ipse dixit) "andrebbe a nuoto a Barcelona" (dei 3 mostri, nemmeno in copa del re contro l'alcorcoron di turno lo farebbero giocare, affamati di record come sono!) dopo un poco più che sufficiente campionato di Serie A in cui ha segnato 12 gol pur giocandole TUTTE da punta unica e battendo anche i piazzati (e parlo della A del 2015 dove Toni 39enne segna dalla bara, non l'università che è stata negli anni 80 e 90, dove un Hagi preferiva andare in B col Brescia piuttosto che andare al Barcelona!).

    Ma quali 30 milioni, più di 20, toh 25 al massimo perchè è giovane, Dybala non vale... però siccome siamo nell'era dei petroldollari in cui ogni acquisto è un colpo galattico, magari Zamparini riesce a far fesso qualcuno!
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    scusate la prolissità, ma alle volte mi infervoro a discapito di chiarezza e sintesi...

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    1. Il disamoramento. L'antipatia verso Piccinini. Le squadre che ormai sono delle "cose" senza anima. Dybala emblema del basso livello del campionato italiano.
      Voglio una penna. Sottoscrivo tutto

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  4. Bostero, il Bologna è uno squadrone ed è quanto,e o la favorita per i play off. L'Avellino è troppo brutto per essere vero, e non mi pare stia meglio con le sue 5 sconfitte e 2 pareggi nelle ultime 10 partite. Il Vicenza meriterebbe per quanto fatto in campionato ma troppo spesso ha mancato il guizzo finale. Saranno playoff spettacolari in ogni caso, e anche se non c'è la dovesse fare quest'anno, la B rimane un campionato con grandissime piazze. Io, da Pescarese, la A non la rimpiango più di tanto.

    Adriatikaos

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    1. Sai che forse hai ragione sul non rimpiangere la A. Mi piace questo cambio di prospettiva. Detto ciò, ci spero... nella A. E l'Avellino mi fa paura.

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    2. Diciamo che è un pò la nostra prospettiva, nel senso che abbiamo capito che in A bisogna andare con programmazione e non per miracolo. A Bologna sarebbe diverso, quindi è giusto che puntiate alla A, e anzi il cambio in panchina è stato fin troppo tardivo.

      Adriatikaos

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    3. Caro bostero, playoff spettacolari lo sono stati. Ci avevi visto giustissimo sull'Avellino.

      Buona Serie A

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  5. Sul calcio penso sia stato detto già tutto,al limite potrei aggiungere che già dopo dieci secondi dal fischio iniziale qualunque sia la partita mettere su rete4 per vedere Bud Spencer & Terence Hill mi sembra senza dubbio doveroso.

    L'addio di Klopp chiude un era,già iniziata con la partenza di Lewandowski, di una squadra meravigliosa che a fine stagione vedrà partire altri pezzi da novanta.

    Penso che a est Cleveland-Chicago valga più della finale di conference...sai che spettacolo le scintille Noah-Lebron....mentre ad ovest i Clippers chiaramente in missione se la vedranno con Golden State del messia Steph Curry


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    1. Ecco, l'epopea del Borussia Dortmund di Klopp è l'esempio perfetto di cosa è diventato il calcio oggi: puoi programmare alla perfezione, puoi scovare i migliori talenti in giro per il mondo quando sono sconosciuti e farli diventare dei top class nel loro ruolo senza sbagliare praticamente un colpo. Ma quando scocca la mezzanotte, Cenerentola tornerà sempre la sguattera cannibalizzata dalla matrigna e dalle sue sorellastre!

      Non esiste più la mobilità verticale, a meno che non diventi proprietà di un qualche fondo arabo (e nemmeno più, vedi il FPF che cristallizza lo status quo).

      sono scomparsi i sogni ed i sognatori sotto i colpi delle ciniche Udinesi e degli altri club che antepongono alla effimera gloria sportiva i discorsi di denari, snobbando e borlottizzando tutto ciò che non può essere versato in banca...
      perchè sognare un'epica cavalcata in Coppa UEFA quando è più redditizio preservare Di Natale per il campionato?
      perchè provare a vincere anche una sola misera Coppa Italia quando mandando le riserve non si fa infuriare il padrone del vapore che ruberebbe comunque la qualificazione e poi magari non ti strapaga il pippone esaltato da prestazioni altalenanti in un campionato livellato verso il basso?
      Perchè spendere denari per allestire formazioni dignitose quando con solo 3 retrocessioni a fronte di 20 squadre si può scommettere che si trovano di riffa o di raffa tre formazioni che facciano più schifo di me?

      dov'è finito il calcio di Giussy Farina che osa sfidare la Juve per Paolo Rossi, giustificandosi con «Mi vergogno, ma non potevo farne a meno: per vent’anni il Vicenza ha vissuto degli avanzi. E poi lo sport è come l’arte, e Paolo è la Gioconda del nostro calcio».
      è ancora lo stesso sport?

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  6. Per livellare tutto il calcio europeo la soluzione sarebbe semplice: la regola dei tre stranieri in campo.

    Ma non lo dico per il discorso dei vivai, del calcio italiano che non punta sui giovani ecc, ma per una questione di giustizia sportiva.

    Il bello era quello: dall'estero arrivava il giocatore che ti faceva fare il salto di qualità, molto spesso una pippa al sugo (la sottile linea tra un Renato e un Juary), ma in un caso o nell'altro erano in quei tre giocatori che si decidevano le sorti del campionato.

    Lo so, è un discorso anacronistico, però poi vorrei vedere se il giovane terzino X del Psv e della nazionale olandese va a scaldare la panchina a Manchester o preferisce mettersi in gioco in una squadra di medio livello in Italia, Spagna o Germania.

    Certo che senza scovare giovani centravanti slovacchi o terzini che giocano nella serie B serba Sabatini sarebbe disoccupato in due minuti, però potrebbe sempre riciclarsi in rappresentante di una multinazionale del tabacco.

    P.s: io la butto lì, se Melchiorri (potenzialmente un crac) si risveglia il Pescara "rischia" la A (e automaticamente la retrocessione l'anno prossimo)


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    1. Purtroppo Melchiorri non si è mai addormentato: pur non segnando fa un lavoro incredibile di quantità e qualità che è fondamentale in ogni partita, anche senza gol. Il problema purtroppo è in panchina, ma ciononostante lotteremo fino alla fine.

      Adriatikaos

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    2. Il risveglio doveva essere fisico, visto che il suo portare la croce lo porta a sbagliare spesso sotto porta (anche se sabato ha finalmente risegnato).
      D'accordo, ovviamente, che, nonostante Baroni, ai playoff ci si dovrebbe arrivare (ma con la coccia che hanno non mi fido né di Varese né soprattutto nello scontro diretto col Livorno).
      E forse è anche meglio arrivare da settimi/ottavi, visto che le migliori partite le hai fatte fuori casa.

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    3. Non mi fidavo nemmeno io di Varese, ma adesso per il Livorno ho un lumicino di fiducia in più...

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    4. e nella partita decisiva Melchiorri risponde presente!

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  7. è interessante questo tema del fascino, della fine della magia. ci sono dentro pure io, non dico di no, però dobbiamo distinguere tra i problemi veri del calcio e quelli nostri di percezione.

    troppo spesso mettiamo nello stesso calderone i reali difetti del gioco contemporaneo e la nostra insoddisfazione del mondo - nostalgia per l'infanzia annessa.
    ora che pullulano le pagine facebook e i blog calcio nostalgici con vocazione di massa - non lb, quindi - è importante vedere le cose con chiarezza.
    se il calcio ha perso bellezza non è per i nomi dietro la maglia, i numeri 99, la regola dei 2 stranieri o il campionato spezzatino. lo so perché sono nato nell'89 e il mio calcio magico dell'infanzia non ha mai avuto i numeri dall'1 all'11, ci si esaltava per il perugia di Gaucci e per il 32 di vieri. non riesco a concepire una giornata di campionato senza il posticipo delle 20.30 (o va be', 20.45...). un amico mi ha fatto pensare, una volta che mi lamentavo della miserrima offerta del calcio della domenica alle 15: è un orario del cazzo, diciamoci la verità. ti spezza in due la domenica pomeriggio, l'unico giorno davvero libero per molti di noi, togliendo tempo alla famiglia (o almeno alla sua parte femminile), agli amici sani, alla natura. prendiamo invece l'odiata partita delle 12.30: ti costringe ad alzarti a un'ora utile nel tuo unico giorno libero. poi ti vedi la partita, a casa o allo stadio, e sei ancora in tempo per un pranzo fuori a un orario decente... ok, non avete cambiato idea, manco io: voglio ancora almeno otto partite alle 15, perché siamo una incorreggibile minoranza di nostalgici.

    ma fatemi provare a crescere: adesso cercherò di isolare le questioni che per me davvero impoveriscono la bellezza del nostro gioco preferito.

    1) il declino del calcio italiano: non importa quante altre leghe accattivanti ti offrono la tv e internet, la crisi della serie A è un problema per il calcio mondiale, avvertito anche fuori dal nostro Paese - come ho potuto constatare di persona parlando con tifosi e giornalisti sportivi brasiliani, argentini e inglesi. non è il solo il blasone delle squadre coinvolte in questa crisi, ma il fatto che siamo la nazione delle cento città, dei mille derby e delle diecimila piazze. in questo, nessuno è come noi.

    sottoproblemi del punto 1: a) la crisi di Milano, che comunque è tutt'altro che incontrovertibile; b) il campionato a 20 squadre. Lo so, tutti i maggiori campionati hanno 20 squadre, ma in Italia la cosa non funziona proprio. da anni c'è una prima parte del campionato intensa e coinvolgente, e una seconda desolante in cui tutto quello che non è già deciso sembra risolversi per puro caso. c) la nazionale fa schifo

    poi ci sono gli stadi vuoti e la persecuzione degli ultras; quindi la non competitività nel contesto europeo. ma questi sono problemi del calcio europeo in generale, e come tali vanno trattati (vedi punti 2 e 3).
    (continua...)

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  8. 2)Barcellona e Real Madrid, Psg e Bayern: troppi soldi, troppo potere. Non so se il problema è loro, o degli altri che non riescono a mettersi in scia. Quella della Juventus è una bella sfida, peccato che a proporla sia la Juventus. In particolare, il problema sono gli attaccanti. Se il Barca può permettersi di spendere 200 milioni per Neymar e Suarez quando già ha Messi, o hai l'astuzia di prenderti l'unico top finito fuori dal giro (l'Apache) o fai prima a farti eliminare ai gironi e giocarti l'Europa League. Detto ciò, la Premier – penalizzata dalla troppa competizione e dalle troppe partite – si sta riorganizzando. O semplicemente, lo United è di nuovo pieno di soldi.


    sottoproblema: il pallone d'oro. Quando era il p.o di France Football, magari uscivano vincitori Owen e Sammer e perdenti Henry e Maldini. Tuttavia, Poiché la regola stabiliva che si dovesse premiare il “calciatore dell'anno” e non il “calciatore più forte al mondo” in quel dato anno, scorrendo l'albo d'oro di quegli anni vedi rappresentata la biodiversità del talento calcistico mondiale. E soprattutto riesci a individuare gli eventi salienti dell'anno in questione.. Chi dovesse studiare lo storico del p.o 2008-2018 tra cent'anni potrebbe pensare che non c'è stato altro che Messi e Ronaldo. Potrebbe non sapere nulla di Ibrahimovic, Robben, Ribery, Neuer, Iniesta, Xavi, Totti, Totti, Totti, Tevez, Drogba, Di Maria... Rakitic. Ai miei occhi, oggi il Golden Foot è più rappresentativo del p.o.
    [Per un pallone d'oro FIFA più fedele a eupalla: 2010 Messi; 2011 Iniesta; 2012 Messi; 2013 Drogba; 2014 Robben; 2015 Di Maria (o Neuer)].

    3) il tifo d'elite e la scomparsa ultras in buona parte dell'Europa occidentale. Poco da dire: tifo popolare e movimenti ultras sono fenomeni culturali che devono essere tutelati dallo Stato.

    4) Il calcio delle nazionali: gli ultimi due mondiali hanno fatto abbastanza schifo perché a) hanno estromesso il popolo dagli stadi; b) i campioni erano spompati

    5) L'invecchiamento e l'imminente ritiro di Francesco Totti

    raio piiroja

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    1. tutto giusto, ma il pallone d'oro dovrebbe essere stato:
      -2010: Sneijder (triplete con l'inter + olanda trascinata alla finale mondiale da capocannoniere)
      -2011: Messi OK
      -2012: Iniesta o Casillas per celebrare il ciclo d'oro spagnolo (2 europei e 1 mondiale in mezzo), più di Drogbà
      -2013: Robben OK
      -2014: Neuer OK mostruoso ai mondiali

      per il resto sottoscrivo tutto, ovviamente, in particolar modo gli orari del calcio spezzatino: ok anticipare-posticipare per le coppe europee (la coppa Uefa al giovedì è uno schifo poi...), ma poi vedo che quest anno la squadra che più volte ha fatto il "monday night" è stata la Sampdoria che in settimana aveva al massimo il torneo paesano di briscola a 5... (e le partite alle 18 di domenica a che minchia servono? ti cambia la vita giocare 3h dopo?).

      Non so voi, ma adoro le rare domeniche con 5-6 partite alle 3 perchè metto diretta gol e sembra di essere ancora ai tempi di "tutto il calcio minuto per minuto" con infiniti flash da tutta italia (per questo adoro la B il sabato)! eppure sono un classe '87, dovrei essere abituato allo skyfo attuale...

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    2. dimenticavo: gli ultimi 2 mondiali "brutti" (ma anche quello in Germania non è stato tanto diverso, salvato per noi solo dall'italia e in generale da Zidane all'ultimo giro di giostra che ha ribaltato da solo spagna e portogallo) sono figli dell'apertura totale agli stranieri: quando tutti i giocatori africani giocano in top team europei e sono smaliziati quanto e più dei nostri, sicuramente non puoi aspettarti più delle goleade contro squadre materasso!
      Non ci sono più (nonostante l'allargamento a 32 nazionali ed una leggera riduzione delle europee a scapito di Asia e Africa) le nazionali ingenue tatticamente che attaccavano a testa bassa facendo un pressing scriteriato e poi in contropiede beccavano gol ad ogni occasione, proprio perchè ormai hanno tutti una ottima esperienza maturata in Champions anno dopo anno...

      a meno che non ci siano nazionali di paesi con embarghi tipo la Corea del Nord vista in Sud Africa o l'Iran, ovvio...

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    3. Sulla premessa: sul calcio spezzatino mi schiero controcorrente. Anzi a dire il vero no. Nel senso: mi piace la A spalmata su tre giorni, ma penso che questa formula sarebbe perfetta se non ci fossero le Coppe. Quello che mi sfasa non è lo spezzatino in Italia ma l'accendere una TV qualsiasi e incorciare una partita.

      In altre parole, quello che è venuto meno è l'attesa di una qualsiasi partita. Ora fruiamo e basta, non c'è spazio per passione, timore, speranza o che.
      Ciò detto, lo spezzatino (= diritti TV) è, unitamente all'apertura a capitali stranieri, l'unica via d'uscita da questa povertà tecnica.

      Sul 2): penso che non sia solo una questione di soldi. O meglio, lo è nella misura in cui i soldi sono il risultato della struttura. Quello che è venuto meno è la struttura, il pensare calcio in maniera diversa. La Serie A e la Serie B sono fast-football per almeno il 90% delle squadre che vi prendono parte. Punti, metti titolare e vendi. Punti, metti titolare e vendi. Perchè la vera voce (assieme ai citati diritti TV) è la plusvalenza, non certo il merchandising o l'incasso. C'è la struttura e c'è il galleggiare.

      Sul 4): tutti i ragionamenti, tutti gli errori e la malagestione portano alla Nazionale (o alle Nazionali). L'assurdo in tutto ciò è che prima di partire per il Brasile ci spacchiamo la testa se portare o meno uno come Verratti. Ecco, l'immagine.

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