martedì 25 novembre 2014

Breve elogio della Coppa Anglo-Italiana (una lettera risentita)



Che cos’è la noia, Fritz? Tu lo sai? È l’Europa, la noia. Ne sono sicuro, di questo.
Franz Krauspenhaar, "Le cose come stanno"

Lo dico subito, questo non è un post accurato, non ho fatto ricerche, non ho guardato su Wikipedia, non mi sono messo ad aspettare minuti 3:24 su YouTube per dire guardate al minuto 3:24, mi sono solo dato 11 minuti e 34 secondi, il tempo del Movement for Piano di Tyshawn Sorey, per scrivere una lettera risentita contro la così chiamata Champions League, il torneo d'èlite che si gioca in Europa, nella vecchia Europa, e che consiste fondamentalmente in una ripetizione eterna e con variazioni minime, neanche alla Goldberg, di giocate in velocità finalizzate da Cristiano Ronaldo, di esultanze risentite (ma verso chi, poi? Verso cosa? Che cazzo vuoi coglione? Non hai anche tu nostalgia di Funchal, della sua luce naturale, della sua vegetazione frondosa, quando ti svegli la mattina nella stanza minimalista, ferro e vetro, del tuo chalet di Puerta de Hierro, e accendi la luce con un battito di mani?) di Cristiano Ronaldo, high-lights di serpentine di Messi tra poveri difensori bulgari con la faccia di chi prende la metro B a Rebibbia e deve scendere a Eur Fermi per andare a prendere la corriera per il litorale, e pensare che c'è anche chi scrive di calcio su Internet e si lamenta che in questa competizione non ci siano solo Grandi Squadre, perchè quello che vogliamo sono solo le Grandi Partite, con i Grandi Giocatori, così che le Grandi Televisioni possano parlare dell'Avvenimento dell'Anno, ogni martedì c'è l'Avvenimento dell'Anno, e poi il mercoledì si ripete, passano due settimane e di nuovo c'è la Partita da Non Perdere, ed ecco il Bayern Monaco che frantuma squadre a cui può rubare il giocatore più forte pagandolo con i soldi che gli sono rimasti nelle tasche del cappotto dalla notte precedente, ed ecco l'Arsenal che c'è sempre anche se non ha mai vinto un cazzo, ed ecco il Paris Saint Germain ed ecco il Borussia Dortmund ed ecco le Squadre Inglesi e soprattutto ecco il grande Classico tra Real Madrid e Barcellona e mi domando che cazzo ci dobbiamo fare ancora con questo Classico di merda, con questa partita che abbiamo visto e rivisto un milione di volte, quante volte ce la riproporranno fino a farci vomitare, fino a farci strozzare con un osso di pollo di Busquets come lo Zio di Brooklyn, quante volte dovremo riascoltare quella musica gregoriana noiosissima, quante volte ancora?

E pensare che in questo periodo dell'anno, sì, proprio in questo periodo, a cavallo tra l'autunno e l'inverno, tra l'umido e il freddo, si giocava il Torneo Anglo-Italiano, poi Coppa Anglo-Italiana, non ricordo chi la vinceva, ricordo a malapena chi la giocava, qualcuno mi aiuti, nei commenti, con i suoi ricordi, perchè io ricordo solo un gol di Montella in rovesciata con la maglia del Genoa, lo vidi alla televisione, ricordo un gol di Bierhoff quando giocava all'Ascoli, giocava all'Ascoli Bierhoff e dopo neanche due anni vinse l'Europeo, ma tutto era iniziato con quel gol che segnò in casa dei Tranmere Rovers, me lo ricordo quel gol, l'Ascoli vinse al Prenton Park e io lo vidi in televisione, era un gol di testa ed esultai con il dito all'insù, come esultava Bierhoff, perchè ero contento quando una squadra italiana di serie B vinceva contro una squadra inglese di serie B, ero un ragazzino ed ero contento, non c'era la televisione satellitare, c'erano quei sette o otto canali e io ero contento, Bierhoff segnava in casa del Tranmere Rovers e mi faceva sentire fiero di essere italiano, oggi invece vedo una partita di Champions League tra una squadra inglese e una italiana e non me ne frega niente di chi vince, anzi spesso spero che la squadra inglese vinca o comunque che quella italiana perda, tanto la partita è solo una lenta attesa verso gli high-lights del gol di Cristiano Ronaldo contro il Bate Borisov, con i difensori del Bate Borisov che neanche facendo una colletta tutti insieme potrebbero pagare la depilazione di Cristiano Ronaldo, neanche quella delle sopracciglia, e però quei soldi qualcuno li deve spendere perchè Cristiano Ronaldo deve segnare tre gol a partita e deve esultare sempre allo stesso modo, risentito, orgoglioso (ma di cosa? Di aver segnato all'Olympiakos? Al Rosenborg? All'Apoel Nicosia?), e mentre la mia testa si riempie delle immagini delle sue esultanze tutte uguali, dei suoi gol tutti uguali, sento che i ricordi della Coppa Anglo-Italiana sfilano via come parastinchi buttati per terra dopo la partita, come calzini gettati nella cesta che il magazziniere laverà con il detersivo del discount, come i capelli di Bierhoff che segnò quella sera contro il Tranmere Rovers  con una spizzata rendendo immortale, almeno per me, spero non solo per me, una competizione di cui ho nostalgia perchè era una competizione in cui il Lecco poteva sfidare il Notts County e la Reggiana andava a perdere in casa dell'Ipswich e per tutti i tifosi di quelle squadre, in anni alto medioevali in cui l'Europa era ancora, soltanto, una lettera risentita scritta dal narratore di Frank Krauspenhaar in Le cose come stanno, scritta dallo stesso Franz Krauspenhaar che se non il più grande è tra i più grandi scrittori italiani moderni, perchè è uno scrittore da Coppa Anglo-Italiana e non da Champions League quello scrittore che il pomeriggio esce da solo a piedi e va al Billa a comprarsi una birra che poi si beve tornando verso casa, guardando la gente che torna a casa a Lambrate, a Rozzano, a non lo so neanche io dove, e non sta davanti al computer a retwittarsi i complimenti, e in quell'Europa in cui ancora non esisteva la Champions League c'era la Coppa Anglo-Italiana che era l'unico modo per tanti ragazzi di seguire la propria squadra all'estero, di sognare l'Europa, di illudersi di essere europei, di dare un po' di glamour a vite del cazzo, a stagioni di merda, a squadre grigie destinate a scomparire per colpa di una fideiussione da cento milioni, era il sogno di andare a Lecce da Leeds e rubarsi le scarpe nei negozi di sport, andare a Birmingham da Ancona e provare il gusto di una curry house, e oggi ce l'hanno tolto questo piacere, questo sogno, questa illusione, l'unica cosa che si può fare a Lecce e a Leeds, a Birmingham e ad Ancona queste sere di autunno-inverno è accendere la televisione e aspettare che il Real Madrid asfalti una squadra di poveri disperati, che Cristiano Ronaldo posi davanti alla telecamera per farci vedere che è un grande (ciao grande), che la lattina di birra comprata al Billa finisca prima che diventi troppo calda.

40 commenti:

  1. Che dire? Si potessero allegare gli Mp3 ai commenti sentiresti applausi per 20 minuti.

    RispondiElimina
  2. Avete visto che sarà Pupo il nuovo direttore editoriale dell'area Game di Agon Channel? http://www.tvzoom.it/index.php?option=com_content&view=article&id=13790:agon-channel-pupo-direttore-editoriale-dell-area-game-debuttera-con-una-canzone-per-100-000&catid=30&Itemid=40

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Pupo grande amico di LB, speriamo ci offra un programma, ovviamente sarà "Nesat racconta".

      Elimina
  3. Giusto ricordo... non dimenticherò mai una gagliarda Cremonese alzare il trofeo sulla tribuna di Wembley. Partita trasmessa in diretta la domenica pomeriggio su raitre... un eone fa.

    Sulla Champions league dici cose sacrosante. Del resto, il paradosso sta tutto nel fatto che paga di più arrivare ai quarti in CLche non vincere l'EL. I soldi pagano i bulgari che dici tu come vittime sacrificali, che sanno di non vincere, che non hanno neanche più l'orgoglio di rappresentare il loro paese, ma diventano sparring partner di un calcio apolide e televisivo. già, quale competizione è più televisiva della Champions? quasi non si immagina che si stia giocando davvero, da qualche parte. Una competizione highlights come dimostra l'esultanza inutile di ronaldo dopo il rigore del 4-1 nell'ultima finale, un'esultanza posticcia in una visione unitaria del match, ma assolutamente credibile nell'atomismo dell'highlights, nella monade del ricordo di ingenui "tifosi" quatarioti o sud americani. Ho letto che circola l'idea di abolire l'EL per fare un'unica champions aperta tutti, per ingrossare le statistiche dei bomber e fare felici le televisioni... poveri noi.
    Mi domando quando calerà l'ipocrisia e si finirà a fare del calcio europeo un'inutile NBA con playoff infiniti in cui Barça e Real si sfidano al meglio delle 7 partite... che ne sanno in quatar del trofeo angloamericano?

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Se non ricordo male, quando vinse la Cremonese c'era già il primo "Quelli che il calcio" versione Fazio. E in studio un commosso Carlo Sassi a commentare il primo successo europeo dei suoi grigiorossi. Forse non è andata proprio così, ma è così che mi piace ricordarla.

      Elimina
    2. Io avrei detto che la davano su Telemontecarlo, pensa, ma magari si sono alternati con i diritti...

      La Champions imploderà da sola per troppa noia, e si incarterà sulle prossime modifiche alla competizione che sicuramente andranno dove dici tu.

      Il senso di un torneo tra squadre di serie B di due paesi europei purtroppo oggi è troppo decadente, appartiene a una visione decadente della società, è di una raffinatezza che non serve a nulla nel rutilante mondo dello spettacolo calcistico attuale.

      Elimina
    3. anonimo sfidante27 novembre 2014 13:42

      Non ci giurerei, ma non andò così perché un mio compagno di classe dell'epoca, tifoso della cremonese, andò a Wembley. Ed era sabato. Trasmessa in Lombardia dai Rai Tre, pensavo fosse per via dell'origine, ignoravo fosse trasmessa in tutta Italia.
      E non era un "eone" fa: non fatemi sentire vecchio, cribbio.

      Elimina
  4. Argomentazioni condivisibili caro Dionigi.
    La figura di CR7 a mio avviso è assimilabile a quella del demonio ne 'La distruzione di Kreshev' di Singer. Il Maligno che arriva nella cittadina polacca (o bulgara, o norvegese, o cipriota) e trascina l'intero paese nel baratro, amplificando concupiscenze e lussuria, adulterio e menzogna.
    Solo Rev Bunim riesce a salvarsi, ignorandolo.
    Mi piace pensare che il 5 febbraio, allo scoccare dei 30 anni, CR7 possa improvvisamente decidere di ritirarsi, mollare Madrid e scappare a Madeira o Porto Santo con Irina e il piccolo, per iniziare a godersi assieme a loro il tepore del bagnasciuga, con le guance finalmente e nuovamente arrossate dal sole, guardando di sfuggita gli highlights del mercoledi dalla vecchia tv del chiosco sulla spiaggia.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. non sarei cosi duro con il povero CR7, o meglio non gli attribuirei simili poteri nefasti, Ronaldo è cmq un archetipo costante, il poveraccio belloccio che si riscatta grazie al suo talento. Ha qualcosa dell'eroe antico, anche nella sua idiozia e nel suo narcisismo, ce ne saranno sempre di Ronaldi: toreri, cantanti, pugili, attori, che si usciranno, per un dono divino, per essere stati immersi dalla madre nell'acqua di un fiume sacro, dalla loro minorità sociale. Il male assoluto è piuttosto Messi. con le sue cure ormonali, il suo autismo, il suoi gol uguali, la faccia da ebete nella pubblicità di fifa... etc

      Elimina
    2. so solo che Cristiano mi fa rimpiangere lo stile di vita austero di David Beckham.
      Quanto all'inarrestabile deriva della Champions..beh, le cause sono arcinote e vanno ricercate nella spropositata quantità di decoder disseminati nei nostri appartamenti e che permettono al centrocampista della Torpedo Mosca di noleggiare un vero orso per la festa di compleanno del figlio.
      A Messi di certo un'idea del genere non sarebbe mai venuta.

      Elimina
    3. Il problema è tutto nei ricordi, nei ricordi futuri ovviamente. Cosa ci lascerà Messi? Cosa ci lascerà Cristiano Ronaldo? Nulla, assolutamente nulla, solo una sfilza di gol tutti uguali, tra vent'anni ci ricorderemo a malapena di loro, i ragazzini ci chiederanno "ma erano forti?" e noi balbetteremo "sì, guarda, su youtube è pieno di loro gol", ma non ce ne verrà in mente neanche uno, invece quella rovesciata di Montella contro il Port Vale (o il Notts County o chiunque fosse dall'altra parte) non me la dimenticherò mai.

      Elimina
    4. Abbiamo il libero mercato, la cultura della democrazia e la libertà d'opinione, quindi le questioni sul merito e il significato verranno sempre decise dalla maggioranza e dai soldi. Ma la maggioranza e i soldi non hanno alcuna autorità sulle questioni del valore, della bellezza...

      Elimina
    5. questo è vero, però anche i gol di Van Basten a vederli oggi sono tutti uguari: rigore, colpo di testa solo in area o controllo in area e gol... la serialità è un tratto tipico dell'highlights... sarà una banalità, ma solo le immagini di Diego emozionano sempre, per la loro unicità.. ma solo lui è così

      Elimina
    6. @Lusi.. l'orso acquistato dal centrocampista russo è la cosa più bella degli ultimi 20 anni, forse la più bella dalla caduta del muro di Berlino e la fine della guerra fredda

      Elimina
    7. @Gegen quanto è perfetta la canzone "Stars" dei Simply Red come colonna sonora per una carrellata di reti di un qualsiasi centravanti di seria A degli anni '80-'90?

      Elimina
    8. Personalmente mi fermo a un Ronaldinho, in grado di cadere e risorgere mille volte, ma mai invincibile.

      Credo che sia a Messi sia a Ronaldo manchi la squadra di mezza classifica. Se ne andassero uno in Argentina e uno in Portogallo. CR7 allo Sporting toh.. tanto in Semifinale di CL ci arriva comunque.

      Così è solo a beneficio dei giornali, intere redazioni a cercare il record che manca all'appello.

      Elimina
    9. Sì è suggestivo immaginarli in un piccolo club, almeno li renderebbe più umani, giocare con Lazaros e Kone alle spalle...

      Elimina
  5. letto tutto d'un fiato in pausa caffè. meraviglia pura. quel "cazzo vuoi coglione?" basta per spiegare il tutto. questo calcio (dall'infinito clasico ai mille millanta gol di ronaldo e messi, passando per i 102 punti della juve) mi ricorda quando da piccolo passavo pomeriggi a giocare a sensible soccer in modalità career con l'arsenal. dopo un paio di stagioni di assestamento cominciai a vincere tutte le partite (e dico tutte) ad occhi chiusi, forse per un bug del programma, forse perché ero bravo io. intere first division (sì, non c'era ancora la premier league) e champions (sì, avevano già eliminato la coppacampioni) vinte a punteggio pieno. una noia mortale. come il milionesimo gol del coglione.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Senza contare i danni collaterali per le scommesse, ormai i palinsesti di Champions sono un campo minato di 1.10, 1.15 e 1.20, ogni settimana si possono giocare sì e no tre partite...

      Elimina
  6. Stupendo! Io personalmente sento la nostalgia della Coppa delle Coppe e di tutte le grandi squadre decadute dell'est: FK Dukla Praha, Fk Inter Bratislava, Torpedo Moscow, FC Magdeburg, SG Dynamo Dresden, Lokomotiv Lipsia ecc...

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Sì la Coppa delle Coppe era stupenda e ci hanno dato veramente un dispiacere quando l'hanno soppressa senza anestesia come un cavallo sciancato dopo una corsa finita male.

      Elimina
    2. a Roma c'è chi la chiama ancora #portaombrelli.. quelli che con la Roma ci magnano

      Elimina
  7. Ferrante maledetto tu e quel cucchiaio ai rigori col Genoa, che fermarono la corsa verso Wembley della Salernitana, noi che avevamo strappato un gran pareggio a Stoke on Trent (reti di Enrico Maria Amore e Pasquale Lo Garzo) e battuto il Southend niente di meno che con una doppietta di Luis Landini...

    RispondiElimina
  8. Una volta durante Atalanta-Brescia Mazzone partiva verso la curva dei tifosi avversari a pugno alzato. Ora se arriviamo alla fine del primo tempo di Atalanta-Brescia senza addormentarci è un miracolo. A me Sky mette voglia di uscire di nuovo all'aria aperta, andare al bar, sfogliare il lunedì del Gazzettino e guardarmi i risultati della serie D e minori. Dove non solo il risultato non è scontato, ma nemmeno l'andamento del campionato è determinato. Squadre che dopo l'andata sembrano spacciate e che a gennaio grazie a due bomber svincolati fanno 50 punti e si salvano o cavalcate solitarie verso una nuova epica: dalle 3 categorie, all'eccellenza e poi chissà, ancora più su, nel calcio che (non) conta. Le prime avvisaglie della decadenza del calcio, soprattutto nella nostra penisola si sono avute a metà degli anni '90. Il Milan di Sacchi, tecnicamente all'avanguardia e adatto a vincere tutto in quegli anni è il trionfo della noia nel momento in cui gli interpreti non sono Baresi, Costacurta, Maldini, Gullit e Van Basten. E siccome i dati tecnici non possono esimersi da quelli fenomenologici anche nei tifosi, cioè nella carne del pallone, qualcosa è cambiato. I primi simulatori di calcio totali con 80.000 squadre 50 campionati, migliaia di giocatori.

    RispondiElimina
  9. Il fantacalcio, che ha desacralizzato la fede calcistica: impensabile fino a qualche anno prima esultare al gol dell'attaccante di una diretta concorrente "perché ce l'hai nel fantacalcio". Il doping, che ha gettato un'ombra su alcune vittorie italiane anche all'estero (la Juve di Lippi). Ma peggiore di tutto il doping amministrativo\finanziario di alcune società di A: i Cecchi Gori, i Tanzi, i Cragnotti, i Sensi e più tardi i Moratti che hanno lastricato di milioni le strade del centro sportivo facendo sognare migliaia di tifosi per poi dissiparsi nei debiti. E alcune società come Roma e Inter non hanno nemmeno pagato i loro debiti, assorbiti da società quotate o dai filippini di turno. Tutto ciò ha alimentato sfiducia e disinnamoramento diffuso.
    Ma vorrei spingere le considerazioni oltre: Sky è stata la normale evoluzione della tv on demand, dopo gli esperimenti riusciti come Tele + e Stream. Una tecnologia nata morta che doveva giustificarsi attraverso la propria confezione. Sky Sport è l'equivalente televisivo di ciò che Cronaca Vera è per l'editoria settimanale rosa. Dal commento a caldo al pene di Essien ripreso negli spogliatoi il degrado è sotto gli occhi di turno. Ma soprattutto nessuna distinzioni più tra addetti ai lavori, esperti, giornalisti, opinionisti, calciatori e dirigenti; tutti che si chiamano per nome e si danno del tu: cosa ne pensi della partita Massimo? Gigi, come hai visto la squadra? Singolarmente la risposta più sensata che ho sentito in una intervista recentemente è stata quando Mario Balotelli ha detto a Marocchi che non capisce niente di calcio. Che magari non è vero ma veder svanire il perenne sorrisetto sardonico di Marocchi è stata una bella soddisfazione.
    Poi le assurde leggi sugli stadi, la lotta contro la violenza che sebbene giusta è stata portata avanti con tecnica thatcheriana in salsa italica (ossia alla pizza e fichi, come al solito), i tornelli dio santo, i tornelli.
    E non facciamo il solito discorso ma gli stadi italiani sono indietro, ci prendiamo la pioggia per vedere 11 stronzi oltre la pista di atletica, perché il fascino dell'Omobono Tenni nessuna Allianz Arena potrà surrogarlo. A partire già dal nome, cazzo: Allianz è il gruppo che ha sponsorizzato la faraonica e gargantuesca opera. Omobono era un eroe, quasi omerico. L'Allianz ti lascia con quel senso di stupore sublime che le cose grandi e avveniristiche inevitabilmente offrono. Il Tenni conserva un fascino d'altri tempi che mette i brividi per tutti i fantasmi che evoca. Al vecjo Pino Grezar di Trieste se vi capita di cementarvi ancora sui suoi gradoni, le vedi quelle maglie spesse e pesanti e pieni di pallini per i troppi lavaggi; le vedi come spettri sul campo. All'Allianz riusciresti solo a vedere la eco dei flash onnipresenti.
    Rapidamente voglio indicare anche la fenomenologia del gioco calcio, quello vero, quello che poi fa statistica per gli ottusi. Se nel calcio esiste un'ideologia quella è incarnata, nel gioco, dal modulo. Il modulo come vessillo del gioco, laddove sia lumeggiato con chiarezza nella sua interpretazione. Dopo Sacchi è arrivato l'ipermuscolarismo lippiano che ha sacrificato un Zidane per un Nedved. Di quegli anni una rivoluzione minore: Zaccheroni e il suo 3-4-3 (terzo posto in campionato dietro una Juve e Lazio con il trio Amoroso, Poggi e Bierhoff). Poco dopo il miracolo Chievo e quel 4-4-2 lanciato a tutta birra sulle fasce da Gigi Del Neri. Poi l'albero di Natale ancelottiano che è decisamente un ibrido, un compromesso sebbene vincente (e che Allegri ripropone) fino al 3-5-2 di Mazzarri poi esportato con più successo da Conte. In trent'anni non solo non abbiamo inventato nulla ma in quel nulla ci siamo anche involuti. Per me questi e altri insieme a Cristiano Ronaldo e Messi sono i problemi del calcio. La CL è solo la summa theologica di tale sfacelo. Sia per il calcio italiano che per il movimento tutto.

    Giovanni\Il Filosofo\La Sizza in Panca.

    RispondiElimina
  10. il Brescia che alza la coppa a Wembley con Neri che festeggia indossando la maglietta dei Timoria...

    RispondiElimina
  11. La finale con il gol di Montella fu storica perchè in quel match, vinto dal Genoa per 5-2 contro il Port Vale, segnò una tripletta Gennaro Ruotolo entrando di fatto nella leggenda di Wembley come terzo giocatore della storia del mitico stadio ad esserci riuscito [insieme a Mortensen e Hurst].
    Comunque le varie coppe europee purtroppo non ritorneranno mai come quelle di una volta [tre coppe, eliminazione diretta], così come non si ritornerà mai a giocare tutti i campionati alle 14.30 o 15 di domenica.
    Il calcio non è più dei tifosi, di quelli che vanno allo stadio: le sorti del calcio moderno le decidono i tifosi da divano e tv, delegando però Sky a decidere per loro.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Una domanda: ma non segnò anche Pazzini, con la maglia dell'under 21, una tripletta a Wembley?

      Elimina
    2. Dovrebbe essere il wembley nuovo (cito a memoria), nella gara inaugurale dell'impianto

      Elimina
  12. Magnifico (Non so se sia un refuso voluto, ma il Lecco proprio non me lo ricordo. Forse era il Lecce)

    RispondiElimina
  13. E invece no!! Il Lecco vinse l'edizione 1977

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Ne approfitto inoltre per ringraziare l'autore del post: questo fiume in piena di pensieri mi ha fatto capire quanto il calcio dei vecchi tempi (ovvero di quando ero poco più grande di una patata) fosse magico e avvicinasse più gente di quanto facciano adesso tutte queste accozzaglie di brillantini e celebrità. Chissà se i ragazzini del futuro si esalteranno di più guardando le gesta di Zidane, Beckham o Baggio piuttosto che con un James Rodriguez o Neymar qualsiasi... Lo so che sto paragonando lo champagne alla citrosodina, ma era per fare un esempio di come il calcio patinato inculchi alla plebe chi è forte a priori senza avere così tanto valore. (anche se venderei la mia fidanzata per giocare come 1/10 di Neymar, ma non facciamo i fiscali)

      Elimina
  14. Stefano Ferrini28 novembre 2014 11:54

    Gran bel post, io ricordo un pisa - barnet e un sutton united - pisa. se non sbaglio quell'anno fu' proprio il sutton united a vincere il torneo.
    Insieme all'anglo-italiano ricordo con nostalgia anche le varie edizioni di Mitropa Cup

    RispondiElimina
  15. Per me la radice del problema e' che i media hanno banalizzato il calcio riducendolo ad un mero spettacolo. privandolo dell'aspetto sportivo, tagliando fuori qualsiasi considerazione tecnica, ma solo puntando l'indice verso i titoli vinti ed i campioni trattati da star al pari dei vecchi divi del cinema.

    Per questo oggi, per chi produce e promoziona gli eventi calcistici l'interesse e' esclusivamente rivolto a quella decina di club. Gli unici che possono vincere perche' si e' creato un sistema che autoalimenta e fa crescere a dismisura il loro gap nei confronti delgi altri.

    in vent'anni di trasmissioni televisive e giornali che parlano solo dei soliti club hanno distrutto il pubblico calcistico come lo si intendeva un tempo per creare solo una massa di teleutenti che finisce per simpatizzare per quegli stessi club, perche' altro non gli viene proposto...

    Di recente poi, l'iniziativa di fare qualcosa di analogo anche per le nazionali europee con l'inizo dal 2018.

    Comunque da Genoano ricordo con piacere quella finale a Wembley. Segno' pure Ruotolo... e fece sorridere,dopo una sua gran partita nel primo turno, un giornalista di Portsmouth che chiese ad un esterefatto Nippo Nappi quante partite avesse disputato in nazionale!! ;-D

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Che mediaticamente stiano marginalizzando - in Italia come ad esempio in Spagna - le squadre non di vertice direi che è una triste verità su cui non possiamo che essere tutti d'accordo...

      Elimina
  16. pffffffffffffffffffffff

    RispondiElimina
  17. From Spain. Every Ronaldo's Messi's goals are the same,.... True. I remember the goals from "Chuti" Andrades who played 3-4 seasons in Sevilla FC in the early 90's.. Just one goal per season, ¡pero que golazos, mamita! There's no YouTube glory for him but eternal memories.....

    RispondiElimina
  18. El Chuti Andrades no lo conocemos, vamos a remediar! Los "nueves" de provincias son grandes en cualquier paìs.

    RispondiElimina