domenica 12 ottobre 2014

Red Or Dead: le bandiere rosse di Liverpool e del Liverpool Football Club





A un certo punto c’è questa intervista della televisione italiana, una troupe della televisione italiana sale da Roma a Liverpool per raccontare il dominio del calcio inglese in Europa e il declino della società inglese in Europa. Il dominio del calcio inglese in Europa. Dal 1977 la Coppa dei Campioni è due volte del Liverpool Fc di Bob Pasley, che si appresta a vincere la terza, e due del Nottingham Forest FC di Brian Clough. E il declino della società inglese in Europa. Finita l’epoca del welfare di Howard Wilson, al termine del shakespeariano winter of discontent del 1979, dal 4 maggio Margaret Thatcher è alla guida di un paese in rovina: fabbriche che chiudono, miniere che chiudono, razionamento energetico, razionamento alimentare, lunghissimi scioperi delle poste, lunghissimi scioperi della nettezza urbana.

A un certo punto c’è questa intervista della televisione italiana a Bill Shankly, fuori da Anfield, e Bill Shankly che sulle macerie di una nazione dice che il calcio è nel cuore e nel sangue dei lavoratori, che il calcio è dei lavoratori e per i lavoratori, che il calcio sono i lavoratori. E allora l’intervistatore della televisione italiana scuote la testa e dice: “Forse oggi è rimasto solo lei Shankly a pensarla così?”. E il maestro Bill Shankly s’interroga. E il maestro David Peace s’interroga. Perché questo è scrivere di pallone per David Peace: il calcio come metodo per raccontare la società, il calcio come strumento per raccontare la società, il calcio come pretesto per raccontare la società. Nel superbo Red Or Dead (David Peace, Il Saggiatore, 2014, pp. 649) la storia di Bill Shankly è la storia del paese, il lavoro di Bill Shankly è il lavoro del paese, i pensieri di Bill Shankly sono i pensieri del paese, la sconfitta di Bill Shankly è la sconfitta del paese.




A differenza del capolavoro Il Maledetto United (Il Saggiatore, 2009, pp. 416), dove la vittoria e la sconfitta di Brian Clough e dell’Inghilterra delle Trade Unions erano sapientemente alternate tra la prosa del racconto di un rivoluzionario Brian Clough nei quarantaquattro giorni alla guida del Leeds United Afc, e la poesia del monologo interiore di un paranoico Brian Clough nei quarantaquattro giorni alla guida del Leeds United Afc. In Red or Dead, David Peace la prende alla larga, parte dalla fine degli anni Cinquanta (Bill Shankly lascia l’Huddersfield Town Football Club per il Liverpool Football Club nel dicembre 1959) per raccontare in un crescendo sinfonico alienato e alienante la cavalcata trionfale di Bill Shankly, una cavalcata trionfale che dura due terzi del libro e che ha in nuce, su uno sfondo che è già primo piano, la sconfitta dell’ultimo terzo del libro.

I primi due terzi del libro, l’ascesa che prevede la caduta, l’ascesi di un uomo di cui conosciamo solo la dimensione produttiva del lavoro che ne impone il crollo, sono raccontati come l’ossessione totalizzante di un uomo e di un paese per il lavoro. Attraverso una ricerca stilistica di ripetizioni continue sempre uguali e sempre diversi che raggiunge le vette del sublime. (qui, nella recensione di Giuseppe Genna, lo trovate spiegato molto meglio di come potrei mai raccontarvelo io ndr.) Nell’ultimo terzo il racconto si sfilaccia, si perde consapevolmente in un ditirambo angosciante, dove è vomitata in faccia al lettore e raccontata in ripetizioni che diventano alternate in maniera casuale a seconda del capitolo – la partita di addio, con la serratissima dialettica tra cronaca dal campo e monologo interiore di Bill Shankly, ci riporta per un attimo a Il Maledetto United – la dimensione umana di Bill Shankly. E quindi la sua e la nostra sconfitta.





Bill Shankly è un comunista, ci ripete in continuazione David Peace. Le maglie del Liverpool Fc sono rosse, ci ripete in continuazione David Peace. Le bandiere del Liverpool Fc sono rosse, ci ripete in continuazione David Peace. Le bandiere dei lavoratori di Liverpool sono rosse, ci ripete in continuazione David Peace. Questa è la storia di Bill Shankly, del Liverpool Fc, dei tifosi del Liverpool Fc e dei lavoratori di Liverpool che scendono per strada con le loro bandiere rosse a festeggiare una vittoria dopo l’altra, sapendo che stanno andando incontro a un’inevitabile sconfitta, ci ripete in continuazione David Peace. Un martello pneumatico che come nella sezione ritmica di un brano degli Einsturzende Neubauten - SHANK-LEE, SHANK-LEE, SHANK-LEE, SHANK-LEE, SHANK-LEE, canta incessante la Kop - sottolinea in maniera ossessiva che David Peace usa Bill Shankly e il Liverpool Football Club, le bandiere rosse del Liverpool Football Club e le bandiere rosse dei lavoratori di Liverpool, per raccontarci del tentativo e del fallimento di un uomo, di una squadra e di una città di realizzare l’utopia comunista. Del tentativo e del fallimento del comunismo.


1 commento:

  1. Quindi anche questa recensione è un omaggio formale al libro di Peace?
    In tanta ripetitività spero di ritrovarci quelle atmosfere alla Roy Andersson tanto amate l'altra sera...

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