venerdì 22 agosto 2014

Tasmania Berlin: la miglior pessima annata


SC Tasmania Berlin 1900

Una delle mie numerose deformazioni, manie o fissazioni derivate dalla mia passione per la Geografia è quella di soffermarmi a vedere, all'ingresso di un paese o di una città di piccola-media grandezza, la lista dei gemellaggi. Non è che lo faccio solo per i piccoli centri per scelta, è che rientrando a Roma non ho mai visto il cartello "Gemellata con Parigi, in modo univoco e reciproco", quindi diciamo che la cerchia si restringe in modo automatico. Poco tempo fa, complice classica cena "ai Castelli" ho notato per la prima volta la lista delle città gemellate con la ridente Marino, già nota per la sagra dell'uva in cui "s'annamo a divertì, Nannì, Nannì" ed il Palaghiaccio. Le prime tre in ordine temporale e alfabetico sono: Anderlecht, Boulogne-Billancourt e Hammersmith, rispettivamente a un tiro di schioppo dal Constance Van der Stock dell'Anderlecht (e vabbé, era ovvio), dal Parc des Princes (dove c'è appunto il "Virage Boulogne" ed il gruppo ultrà "Boulogne Boys") e dal Craven Cottage (con la "Hammy Stand", visto che dà proprio sul quartiere adiacente di Hammersmith). La quarta città che si fregia del gemellaggio con Marino è Neukölln, un distretto berlinese ad alta densità turca, salito alle cronache un paio di anni fa per la cattura di un attore canadese di gay porn che come nome d'arte aveva scelto di chiamarsi "Luka Magnotta" e che si era divertito a sezionare uno studente cinese e spedirlo via posta a varie personalità. E no, non ha minacciato di iscriversi ai terroristi, per fortuna.
 
Benvenuti a Neukolln!
Però per Neukölln, parte di Berlino Ovest prima del crollo del Muro, niente: nessun legame calcistico, almeno nei primi istanti. Un rapido elenco mentale delle squadre berlinesi, Union e Dynamo erano ad Est, l'Hertha è dell'Ovest ma non mi risulta abbia legami con dei quartieri particolari. Poi l'illuminazione. Nel gennaio del 1995, da una vacanza di parenti in Germania, mi arrivò come presente l'album delle figurine Panini tedesco, il quale era peraltro sempre della Panini ma non c'era Parola con la rovesciata in copertina: non c'era nemmeno Helmut Rahn o qualche altra vecchia gloria, solo una compilation di foto dei protagonisti delle varie squadre, con capigliature che farebbero rabbrividire persino i Bee-Hive. Alla fine delle squadre di Bundesliga (peraltro, c'era il Bayer Uerdingen in Bundes, cazzo di finaccia hanno fatto i "farmacisti" poveri?) c'era quella che in Germania chiamano la "EwigeTabelle", praticamente la classifica cumulativa all-time di tutte le stagioni disputate nella massima serie dalla sua creazione, nel 1963. Sì lo so, è una follia ed una inutilità statistica, ma sono tedeschi, ce lo dobbiamo pur aspettare. Primo, manco a dirlo, Bayern Monaco, via via le altre grandi: Werder, Amburgo, Colonia, i due Borussia...ultimo, inarrivabile, con 10 punti (che in verità sono otto perché la classifica è stata calcolata per tutti con tre punti a vittoria), eccolo qua! SC Tasmania Berlin 1900. E dove giocava, il Tasmania? Ovvio, a Neukölln, il cerchio si chiude finalmente!
 
All I want for Christmas...
Sì lo ammetto, l'ho presa molto alla larga per parlare dell'avventura disastrosa in Bundesliga della squadra con la T su sfondo di bandiera greca (deve essere un topos classico delle squadre fondate nel 1900, evidentemente). La stagione di grazia, o forse di disgrazia per come andrà a finire, è il 1965-66 e vedrà il Monaco 1860 vincere il suo unico titolo di campione di Germania dopo l'avvento del professionismo nei campionati tedeschi. Dopo la massima divisione, si mantiene ancora la struttura dela Regional-Liga, cinque divisioni minori su base geografica, dove le migliori classificate di ciascuna danno vita ad un torneo di qualificazione per le promozione in Bundes. A maggio del 1965, il Tasmania si è piazzato con un rispettabile terzo posto nella RegionalLiga Berlin, che raccoglie dieci squadre di Berlino Ovest: un po' come se Tor di Quinto o Almas potessero giocarsi l'accesso in Serie A contro Palermo e Cesena, praticamente. Insomma non esattamente il più competitivo dei cinque campionati regionali, potete immaginare, infatti nella poule di qualificazione le squadre della capitale vengono regolarmente bastonate da compagini di livello superiore ed abituate ad un grado di competizione ben più elevato nei loro campionati regionali. Per la stagione 64-65, non ci sono eccezioni: a giocarsi la promozione arriva da Berlino il Tennis Borussia Berlin (anche qui, ce ne sarebbe da scrivere), ma si deve inchinare davanti a due futuri pesi massimi del calcio alemanno, Bayern Monaco e Borussia Monchengladbach, che prendono il posto di altre due squadre blasonate ma retrocesse, Schalke 04 e Karlsruhe.
 
Fino a qui, tutto bene. Salvo che l'unica squadra berlinese della Bundesliga, l'Hertha, viene pescata a pagare sottobanco ingaggi extra ad alcuni calciatori, comprensibilmente non molto propensi ad andare a vivere e giocare a Berlino Ovest nell'apice della Guerra Fredda, se non dietro lauto guiderdone, possibilmente in nero. Esplode lo scandalo, Hertha in RegionalLiga d'ufficio, un posto in Bundesliga da colmare e le due retrocesse fanno subito la voce grossa per essere ripescate. In un colpo di genio però, la Deutscher Fussball Bund decide che per motivi geo-politici, avere una squadra di Berlino Ovest nella massima serie farebbe tutto sommato comodo, anche perché dall'altra parte del Muro, c'è il Vorwärts che fa sfaceli con tre titoli in cinque anni. Certo, i giallorossi dell'Est erano in verità la squadra di Francoforte sull'Oder, città frontaliera con la Polonia, ma la Stasi decise inconsciamente di imitare lo sport americano e rilocare di forza la franchigia in quel di Berlino, dove si poteva propagandare meglio. Inoltre, il controspionaggio informa che la Stasi sta, e questa volta consciamente, per mutuare dai cugini sovietici il concetto di squadra di apparato militaresco, e creerà da lì a poco la Dynamo Berlin, giusto per non farsi mancare nulla.
 
Capi ultrà della Dynamo Dresda esultano dopo un gol.
Ad Ovest però non sono così scaltri e quindi si rivolgono a chi ne avrebbe diritto: il TBB per qualche motivo non viene interpellato, si passa ai secondi classificati dello Spandauer (solo omonimo della deliziosa pastarella danese), la cui lungimirante dirigenza declina dicendo di non sentirsi all'altezza. A due settimane dell'inizio del campionato, tocca al Tasmania: promossi d'ufficio in Bundes, grandi feste a Neukölln! Nel frattempo, la DFB decide che per tenersi buoni tutti quanti è meglio passare a 18 squadre, quindi ripesca anche Karlsruhe e Schalke.
 
Il 14 Agosto 1965 quindi, l'SC Tasmania 1900 Berlin lascia il suo stadiolo Werner Seelenbinder di Neukölln (che all'epoca si chiamava semplicemente Neukölln Sport-Park, essendo l'eponimo un lottatore di greco-romana, nonché militante comunista ucciso dalle SS) e si presenta all'Olympia Stadion, capacità di centomila spettatori, la più alta tra le squadre della Bundesliga. E per l'esordio tra i grandi arriva proprio il Karlsruhe, uno di quelli che voleva mettersi tra il Tasmania ed il proprio sogno di giocare il campionato maggiore. Il pubblico risponde, immaginiamo non solo dal quartiere ma anche dal resto della città ed alla prima arrivano in 81000; per fare le cose in grande è anche cambiato l'allenatore ed è stato ingaggiato Heinz-Ludwig Schmidt, che oltre ad essere proprietario del nome più inequivocabilmente tedesco della storia, aveva ottenuto ottimi risultati con il Tennis Borussia e godeva di un certo rispetto in ambito di RegionalLiga Berlin.
 
I ragazzi del Tasmania carichi prima del debutto.
Parlare di entusiasmo è riduttivo, la tensione del debutto è per signorine, 4000 persone o più di ottantamila cambia zero: il Karlsruhe non la vede mai, il Tasmania attacca ed alla fine la spunta, doppietta dell'attaccante Wulf Ingo Usbeck e la squadra del Reno è rispedita a casa con un sonoro 2-0. Il Tasmania festeggia, probabilmente anche troppo visto che la settimana dopo va a Mönchengladbach e ne prende cinque: poco male, è la prima versione del Borussia che verrà soprannominato Die Folen, con quei tre ventenni di sicuro avvenire che si chiamano Netzer, Vogts e Heynckes. Il problema però è che la cosa non si ferma lì: i ragazzi con la T e la bandiera greca lontano da Berlino ne prendono sette a Norimberga, cinque per viaggio a Brema, Amburgo e Hannover, quattro a Francoforte e Colonia; in tutto il campionato, in trasferta racimolano un solo punto, grazie ad uno 0-0 a Kaiserslautern. Vabbé, però in casa, col supporto degli oltre ottantamila, l'entusiasmo, l'ambiente di Berlino che vuole sfuggire dalla guerra fredda...eh no, in casa se possibile va quasi peggio. Sì, arriva un'altra vittoria (sul Borussia Neunkirchen, retrocesso a fine anno e non si fatica a capire il perché), qualche pareggio di lusso (Werder e Gladbach, oltre al Kaiserslautern ancora, che fa venire il sospetto che i Rote Teufel si giocassero i massimi sulla X al punto scommesse sotto casa prima di affrontare i berlinesi), ma arrivano anche cinque gol presi dal 1860, i sei del Colonia e i nove pallini nove rifilati dal Duisburg. E il caloroso pubblico di Berlino? Beh, si sono stancati presto pure loro di contare i gol subiti e degli 81000 presenti ad agosto, erano rimasti solo in 827 nel freddo inverno tedesco a vedere il Tasmania pareggiare con il Borussia Mönchengladbach. Veri ingrati: pensateci prima di lamentarvi dei tifosi occasionali, la prossima volta...
 
Spalti non proprio gremiti all'Olympia Stadion a fine stagione.
Ça va sans dire, nella EwigeTabelle di cui sopra, l'SC Tasmania Berlin 1900 è irrimediabilmente ultimo, i due punti "regalati" grazie alle vittorie da tre punti sembrano quasi beffardi quando la tua differenza reti nella sola stagione in Bundesliga recita un impietoso 15 fatti - 108 subiti ed ancora oggi le 28 sconfitte in una sola stagione sono un record inavvicinato. In compenso, piano piano qualcuno si avvicina agli altri record negativi, per cancellare dalla parte sbagliata dei libri di storia i ragazzi con la T sulla maglia. Quando l'Arminia Bielefeld stava per perdere la decima consecutiva, eguagliando così il record ottenuto nel 1965-66 dalla squadra di Neukölln, gli stessi tifosi dell'Arminia cominciarono il coro "Tas-ma-nia Bie-le-feld!"...siamo certi che prima o poi qualcuno perderà 10-0, o una tormenta di neve impedirà ai tifosi di qualche squadra della Ruhr di entrare allo stadio, fermando il botteghino ad 826 paganti. Sulle 29 sconfitte qualche dubbio in più c'è, ma non disperiamo: nel frattempo, dopo fallimenti, fusioni e resurrezioni dalle ceneri, il Tasmania Berlin è ora di nuovo nella sua comfort zone del campionato intercittadino, sesta divisione del calcio tedesco, ora chiamata Berlin Liga, dove per anni è andato in scena l'accesissimo derby con lo Spandauer. Se da un parte si rinfacciava la "peggior stagione della storia della Bundesliga", dall'altra la risposta è che almeno al Tasmania Berlin non sono mai stati troppo codardi per rifiutare la sfida. E che tutto sommato, nei libri di storia c'è la T sulla bandiera greca, mentre lo Spandauer è solo una comparsa di una narrazione epica. Finita malissimo, ma pur sempre epica.
 

1 commento:

  1. Mi è sempre sembrata assurda questa cosa dei campionati regionali tedeschi, considerando che, oltre a Berlino, anche Brema e Amburgo sono città-land e hanno un proprio campionato regionale, che penso consista in una specie di sfida a bocce tra vecchi dei vari quartieri.

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