martedì 1 luglio 2014

Perchè non hai riso, Thomas Müller?

La Caduta

"Bene. Torniamo, se permette, al suo caso. Cosa mi può dire in proposito?" Gli ripetei il racconto che avevo fatto a Brandt. "E' una storia spaventosa. Deve esserne rimasto sconvolto". "Certo, Herr Standartenführer. E lo sono stato ancora di più per le accuse di quei due difensori dell'ordine pubblico, che non hanno mai, ne sono sicuro, passato un solo giorno al fronte e che si permettono di diffamare un ufficiale delle SS". Baumann si grattò il mento: "Posso capire fino a che punto tutto ciò sia offensivo per lei, Obersturmbannführer. Ma forse la soluzione migliore è fare piena luce su questo caso". "Non ho nulla da temere, Herr Richter. Mi rimetterò alla decisione del Reichsführer".

Jonathan Littell, "Le Benevole"

Perchè non hai riso, Thomas Müller, quando, ormai agli sgoccioli dei tempi regolamentari della partita contro l'Algeria, ti sei rialzato dopo essere caduto goffamente a terra nel tentativo di sviluppare uno schema (o dovrei dire una coreografia? Un omaggio a Roland Petit forse?) su punizione insieme ai tuoi compagni? Peccato Thomas Müller, avresti potuto portare uno squarcio di umanità in una squadra che di umano ha poco (penso alle sembianze gelide e alle qualità atletiche bioniche del tuo portiere Manuel Neuer, simulacro tardivo di eugenetica nazionalsocialista), un momento di gioco in un contesto che di giocosità non ha più nulla, solo i ridicoli scarpini bicolori, ridicoli come un pagliaccio che racconta un funerale. Ti saresti potuto rialzare ridendo in maniera liberatoria, ridendo di te stesso ma anche dell'idiozia di chi ha pensato uno schema del genere (invece di tirare in porta) e della mentalità da zu Befehl dei tuoi compagni di squadra, soprattutto di quel Bastian Schweinsteiger che si capisce lontano un miglio che se gli dicono buttati nell'Elba, lui si butta, pure se è inverno, pure se ha i vestiti addosso, se gli dicono fucila quei prigionieri nel fienile, lui li fucila, pure se non li conosce, se gli dicono fai lo schema B4 su punizione lui lo fa, pure se gli sembra una cazzata. Peccato Thomas Müller, la tua risata avrebbe contagiato anche gli avversari, Yacine Brahimi sarebbe venuto ad abbracciarti, Islam Slimani ti avrebbe dato una pacca sulla spalla, Rafik Halliche avrebbe riso insieme a te e con Sami Khedira si sarebbero ricordati di quella volta che.... Peccato Thomas Müller, ci avresti ricordato che nonostante i soldi, le televisioni, le pubblicità, i jingle, le magliette tecniche, gli stadi futuristici, i palloni iper-tech, la tensione, la cosiddetta posta in palio, i moduli tattici, alla fine, Thomas Müller, tu sei solo un ragazzo di 24 anni che sta giocando a pallone con un gruppo di amici, e che la cosa ti rende sì un professionista dello sport, ma ti diverte anche, come quando eri bambino, e giocavi con la palletta di spugna in camera tua, facevi le rovesciate contro l'armadio, e tua madre s'incazzava perchè così rompevi il letto. 


Javier Marìas raccontava di come i giocatori del Real Madrid plurivincitore della Coppa dei Campioni, capitanati da Alfredo Di Stéfano, in campo si divertivano come matti tra tacchi, raboni, finte fini a se stesse, facendo infuriare l'allenatore. Racconta lo stesso Di Stéfano a Marìas (mi permetto di tradurre): "L'allenatore a volte si innervosiva e mi chiedeva di non fare colpi di tacco, perchè contagiavo i miei compagni; perchè se io facevo dei colpi di tacco andava pure bene, diceva, però se li faceva l'intera squadra era un suicidio; ma alla fine, dovevamo pure divertirci un po', o sbaglio?". Eppure non sembrava che tu ti stessi divertendo, Thomas Müller, non hai riso quando sei caduto e hai perso l'occasione di portare la follia di una risata liberatoria in campo, costringendoci ad associare il sorriso, così malvisto (i grandi campioni - Ibra, Leo, CR7 - non ridono mai, al massimo s'incazzano), allo sguardo da ebete di Cafu, alle finte di Robinho, ai funambolismi di Denilson, insomma a quei bidimensionali dei brasiliani, che tanto conoscono solo l'allegria o la tristezza, la tristezza o l'allegria, e la saudade appena l'aereo supera le acque territoriali.

Scriveva Juan Manuel de Prada che l'atteggiamento di un bambino di fronte alla vita è inaugurale, mentre quello di un adulto è reiterativo. Crescere è scendere a patti con una realtà che si ripete, e adattarsi alla forma di quella realtà ripetuta, convertirsi in creature in serie, con comportamenti prevedibili, con parole sprecate, con sentimenti e passioni stereotipate, con preoccupazioni triviali, trite e ritrite. Juan Manuel de Prada, caro Thomas Müller, sta parlando di te. Hai fatto quello che ci si aspettava, hai negato la caduta, il fallimento dello schema, il ridicolo generale. Non avresti potuto accettare di essere proprio tu - un tedesco affidabile, con un compito ben preciso, nonostante il tuo vagabonadare picaresco per tutto il fronte d'attacco - colui che con una risata ci avrebbe liberato dalla schiavitù di essere figli del calcio del nostro tempo, un calcio che non sa affrontare la caduta con naturalezza. Piuttosto, in quei millesimi di secondo in cui sei rovinato a terra, avresti preferito rompere la capsula di cianuro che tenevi tra i denti, nel bunker di Porto Alegre.

Forse il tuo voleva essere soltanto un omaggio a Simone Perrotta, l'uomo che segnava solo cadendo, e quindi non c'era niente da ridere, perchè la caduta faceva veramente parte dello schema, e nessuno l'ha capito. O forse ti sei sentito in colpa perchè con quella caduta hai rovinato ai nostri ferventi tatticomani, che avevano già salvato sul computer una copia dello screenshot con l'inquadratura della punizione, e già stavano iniziando ad ornarla con cerchi rossi intorno ai giocatori, frecce blu per indicare i loro movimenti, linee tratteggiate gialle per spiegare la traiettoria del pallone, la possibilità di spiegarci che con quello schema basato sulla successione di Fibonacci la Germania non poteva non segnare il gol bellissimo che stava per segnare. O forse la tua caduta era proprio un atto ribelle contro questa assurda pretesa di considerare che il calcio sia una scienza esatta, per sbugiardare plasticamente la propensione della nosta epoca che aspira a capire tutto e che però, attraverso le sue spiegazioni, solo riesce a fare in modo che tutto ci risulti indegno di essere capito, perchè lo spoglia di ogni mistero, così come sono stati sbugiardati gli architetti italiani che nel cinquecento iniziarono a tracciare progetti di giardini che simulavano strade, piazze, prospettive urbane, la lotta contro la natura selvaggia, la convinzione - forse - che il mondo è razionale. Ma allora potevi ridere, Thomas Müller, e noi ti avremmo capito, avremmo riso con te, e i tuoi compagni avrebbero riso con te, e gli algerini avrebbero riso con te, e questo sarebbe stato ricordato come il Mondiale in cui un tedesco ha riso dopo essere caduto e nessuno ha pensato alla caduta, perchè tutti hanno pensato alla risata.

66 commenti:

  1. anche quando Muller supererà il record di gol nei Mondiali (momento non lontano), verrà sempre ricordato per questa figura di merda, e per il non-gesto da principe della rosicata, ovvero la non-risata;
    fantastico.

    markovic

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  2. Sublime.
    Un calcio espressione del determinismo totale. Dominato dal rapporto causa-effetto, svuotato da ogni forma di romanticismo.
    Ringraziando Dio, esistono i Balotelli.
    Ci siamo rotti delle storie di bambini a cui vengono diagnosticate malattie della crescita che vincono palloni d'oro, collezionando record su record senza mai sbagliare, perdere il controllo, prendere un cartellino rosso o distruggere una Ferrari. Indossando una maglia con sponsor dell'UNICEF e non perdendo occasione per dedicare i premi personali ad i due compagni di squadra che arrivano rispettivamente secondo e terzo.
    Il calcio è anche sano individualismo, e arroganza come espressione fisiologica dell'animo umano.
    Se sei giovane e guadagni una cifra spropositata e sei fidanzato con la donna piu bella del mondo è giusto che tu lo faccia pesare agli altri o meglio perchè essere fintamente modesti?
    La Germania calcistica che, citerò un mio amico, ha programmato la crescita calcistica come la crescita economica. (20 centri federali sparsi per il paese).
    Ha clonato giocatori per ogni ruolo della stessa età. (si veda kroos, goetze, reus, schurrle. Nessuno riesce a distinguerli, nè per ruolo, nè per struttura fisica, nè per caratteristiche, figuriamoci dal viso.)
    Neuer ieri mi ha impressionato. 4 uscite perfette con tempismo perfetto senza margine di errore. Senza umanità. Capita a tutti di distrarsi un secondo, vuoi perchè per un attimo pensi ai fatti tuoi, vuoi perchè guardi un attimo il raccattapalle accanto a te, o perchè vedi una figa in tribuna. Invece no,NEUER non si è mai distratto in vita sua.
    Lo reputo ingiusto e poco realistico anche perchè in fondo nella vita,ad ogni essere umano capita di prendere gol all'80' minuto da un Godin qualsiasi, in una partita che immeritatamente giochiamo in 10 e per cui ci basterebbe anche un pareggio

    Sarbon

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    1. Anche a me Neuer ha veramente impressionato. Non sembrava umano.

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  3. sublime. la partita di Neuer di ieri mi ha fatto ringraziare per l'ennesima volta gli dei di non essere nato in quel triste luogo.

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  4. E poi c'è il 4-3 all'Azteca, il Bernabeu e Pablito, Fabio Grosso e Balotelli...e tutto va al proprio posto..
    Francesco

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  5. anonimo sfidante2 luglio 2014 11:57

    Secondo me avevano addirittura previsto, e programmato bionicamente, che se fosse caduto avrebbe dovuto rimanere serio.
    Tutto ciò che va fuori dall'ordine costituito è incomprensibile alla mente di un tedesco.

    Infatti, ciò che non mi ha sorpreso, è stato il fatto che Schweinsteiger abbia comunque cercato il pallonetto, lo schema già prefissato, quando ormai si era capito il gioco e risultava inutile la giocata. Mai gli è passata per la testa ,né mai gli passerà, il pensiero "ormai è caduto, devo trovare qualcosa di nuovo".

    Ed è proprio per quello che la Germania vince poco. Quando trova contro giocatori di fantasia, va in bambola.
    Un Cassano che dà le spalle ai difensori e decide di voltarsi di tacco e andare sulla fascia a mettere il cross. Ecco perché contro l'Italia non vincono.
    Fateci caso: non hanno mai avuto un numero 10, inteso nel senso "classico".
    Anche i vari Mattaeus etc. erano giocatori che basavano tutto sulla forza (per altro mi stupisce Mueller, un giocatore senza muscoli). Haesller, Gerdi Mueller, etc., non erano 10. Loro non lo concepiscono proprio.
    Mia personalissima opinione: anche quest'anno non vinceranno.

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    1. Anche io non ho capito perchè hanno comunque provato a fare lo schema, quando si era capito che lo schema ormai era andato a puttane.

      Mi sono venute in mente quelle volte in montagna quando eravamo in fila con mio padre agli impianti di risalita, lui mi diceva sempre, indicando un gruppo di tedeschi, quelli ora salgono sull'ovovia tutti insieme, facciamoli salire e poi andiamo noi, che quelli non fanno feriti. Era vero.

      Sui 10 non sarei così sicuro, di quelli che ho visto io forse Lars Ricken lo è stato, sicuramente Andy Moller, ancora più sicuramente Mehmet Scholl. Poi per me anche Ozil è un 10.

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  6. Tutto bello anche i commenti...però un 10 l'hanno avuto...Netzer..

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    1. Già, Netzer...numero 10 anche come figaggine.

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  7. anonimo sfidante2 luglio 2014 13:28

    Per altro un mio collega è convinto, ed è quasi riuscito a convincermi, che la caduta fosse parte dello schema, proprio in virtù del fatto che tutto ciò che un tedesco compie è già stabilito a priori, senza possibilità di fallire. Per spingere a ridere gli algerini e in questo modo coglierli di sorpresa. (io la mia risata, spaparanzato sul divano, me l'ero fatta in diretta. E se fossi stato in campo, l'avrei fatta)
    Ieri ne parlavo con lui e vi giuro che, fino a questo splendido post di Dionigi, era quasi riuscito a convincermi. E lo diceva seriamente, non per scherzare.

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    1. Anche durante la telecronaca su Sky, per un attimo, hanno provato a convincersi che la caduta fosse parte dello schema. Credo anche per il fatto che non ha riso nessuno.

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  8. Nel 2014 ancora a discutere di come i tedeschi siano bionici e rompipalle, gli italiani caciaroni e fantasiosi e gli inglesi sprezzanti e con un sense of humor particolare?
    Mi raccomando, non dimenticate "i neri che hanno il ritmo nel sangue ed il pisello grande" (cit.).

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    1. E "i baschi che non si capisce da dove viene la loro lingua e sono sempre musoni"...

      Dai Edo tutto questo non c'entra niente con il post, le conversazioni poi si sviluppano così, come vengono...

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    2. Ma infatti ce l'ho con i commenti, non con il post in sé. Che è una digressione letteraria rispetto ai temi dominanti del Mondiale, non un'analisi seriosa come alcune cose che ho letto in seguito.

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    3. Lasciateci almeno la tranquillità e la sicurezza di alcuni luoghi comuni

      markovic

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  9. Non ho mai capito la storia che, siccome siamo nel 2000 o nel 2014 o nel 2100, dobbiamo smetterla di parlare di certe cose. Questa frase l'ho sentita così tante volte che rischia di essere, di per sé, un luogo comune tanto quelli che cerca di evitare.

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    1. Prendi una formazione della Germania degli anni '80-'90, confrontala con quella di adesso e dimmi se ha senso parlare dei tedeschi negli stessi termini di allora.

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    2. Pensavo la stessa cosa guardando una puntata di Buffa in cui si parlava dell'Olanda degli anni '70...

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  10. Credo che il limite vero lo rappresenti proprio Kroos proseguendo nell'applicazione dello schema. Il vero errore è del centrocampista del Bayern non di Muller - che, peraltro, in tempi di social e replay, già si vedeva deriso da tutti. Lo ammetto, pure io avrei rosicato dopo lo scivolone e in ogni caso credo che in pochi possano permettersi la risata -. Il tiro verso la porta di Rais Mbolhi, lo sfruttamento della distrazione generale, era un atto dovuto, un qualcosa che in quella circostanza si deve pretendere da chi calcia punizioni dal limite in un Mondiale.

    Ciò detto, giusto il riferimento a Netzer (però attenzione, di Netzer ne nasce uno ogni mille anni.. e poi e poi..), ma a mio modesto avviso il vero elemento di rottura del frame tedesco è Mesut Ozil, indecifrabile, imponderabile, al centro di ogni schema ma mai in nessuno schema, altalenante, inguardabile e decisivo allo stesso tempo.

    Spero comunque (no, in realtà non lo spero, a dire il vero) che Loew riesca a ottenere qualcosa di importante con questa Germania. In assoluto, è la miglior generazione tedesca di sempre.
    E per ora in bacheca ha "solo" una Champions League.

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    1. fate post bellissimi ma questo nn mi trova totalmente d'accordo.Anch'io come Edo14 ho avuto l'impressione,anche nei commenti che son seguiti,di tanti luoghi comuni che spesso rischiano di veicolare pregiudizio e razzismo.intendiamoci,so che è lungi da voi,però la sensazione che ho avuto leggendo è quella.A Diego la metto giù così:possibile che nel 2014,o 2000,o 2100 c'è ancora gente che dice che l'omosessualità è una malattia,oltretutto trasmissibile da genitori a figli?oppure che c'è gente che antepone il diritto del feto a quello della donna?etc..mi piacerebbe poter collocare queste obiezioni nel1500 o nel 1200 d.c.,ma capisco che non posso farlo per ovvi motivi storici.Mi trovo anche d'accordo con sigosiendobostero:quelli son professionisti,pure strapagati,non possono permettersi la risata liberatoria che li deconcentra,è una questione mentale che riguarda anche altri ambiti,tipo la musica,la danza,etc..immaginatevi se alla prima di uno spettacolo il ballerino cade..certo,il pubblico ride,ma il poveraccio vede l'errore che può costargli il posto,oltre la concentrazione per poter proseguire;inoltre è bello,ma non è facile ridere dei propri errori,è più facile,più"umano"rammaricarsene.Per contro ringrazio di cuore el senor dionigi per"l'atto ribelle contro l'assurda pretesa di considerare il calcio una scienza esatta,contro(..)la propensione della nostra epoca che aspira a capire tutto e che però,attraverso le sue spiegazioni,solo riesce a fare in modo che tutto ci risulti indegno di esser capito,perché lo spoglia di ogni mistero.."etc..applausi da spellarsi le mani!GRAZIE.. Marin

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  11. anonimo sfidante2 luglio 2014 16:52

    Però Scholl e Ozil sono turchi. :)
    Tra l'altro ringrazio Bostero per aver ricordato che in realtà è Toni Kroos e non Schweinsteiger ad aver proseguito lo schema. Chiedo scusa per l'errore.

    Quanto comunque ai numeri 10 spesso è anche dovuto a fattori genetici, in risposta alla critica di Edo.
    La maggioranza, se non i migliori in quel ruolo, sono di bassa statura perché, per poter giocare, devono fare affidamento su doti diverse dalla forza. Quindi rapidità, visione di gioco, astuzia, fantasia etc.
    E sino a prova contraria è più facile che ne nascano così in Italia, Brasile, Argentina che in Svezia o in Germania, dove l'altezza media è più alta. (infatti Zola, Baggio, Rivera e altri non si chiamavano Franz, mi fermo solo agli italiani). Semplice ragione statistica.
    Da lì deriva poi il modo di intendere il calcio, sport praticato in virtù degli uomini che si hanno a disposizione: se per anni sei abituato ad aver uomini forti, alti e possenti... Quindi un fondo di verità, sul calcio, c'è. Quelli che coniugano le due qualità (forza e fantasia) perché per la prima possono permetterselo di costituzione sono pochi. Mi viene in mente il Ricken del Dortmund citato da Dionigi che, guarda caso, è sempre stato bistrattato in nazionale.
    Nessuno ha mai voluto citare frasi fatte su humor o simili. Il discorso è un altro.

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    1. Ma Ricken aveva altri problemi extracalcio, suvvia. Un discorso del genere per me aveva senso anni fa, mentre con la multietnicità odierna perde parecchio di significato. Come le competizioni stesse per nazionali: troppo livellate ormai, non mi divertono più. Ma parliamo di questo: possibile che non ci siano più quei troiai di squadre che uscivano al primo turno con 0 gol fatti e 25 subiti?

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    2. Questo è il mio grande interrogativo: non è che questo è il più bel Mondiale di sempre e noi non ce ne stiamo accorgendo?

      Penso di scrivere un post su questo. Prima però vediamo come va a finire, che al saldo sti Quarti potrebbero sia ripristinare l'ordine di sempre sia stravolgere tutto..

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    3. Mah, vedo così tanta esaltazione in giro per questo Mondiale che sto incominciando a fregarmene. Belle partite, belle giocate, ma finora mi sono emozionato solo con il rigore di Samaras. Sto invecchiando mi sa...

      Il Mondiale più bello resta USA '94 e nessuno provi a toccarmelo!

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    4. Ci dev'essere un nesso direttamente proporzionale tra bellezza del Mondiale e tasso di umidità.

      Il mio mondiale preferito, lo sapete, è la Copa America, quindi questo mi sta piacendo. Volendo fare i seri, penso spesso a questa cosa che dice Edo sul fatto che con la globalizzazione del mercato del calcio e l'uniformità degli stili di gioco ormai anche un Mondiale, che si basava sulle differenze, sull'ignoranza dell'avversario, sulle identità squadre-paesi-giocatori, ha perso molto del suo fascino. Rimane lo spettacolo in campo, però ecco, il contesto, non è più quello di prima. E qui non è una questione (già sento l'obiezione) di essere nostalgici.

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    5. sei il solito nostalgico

      markovic

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  12. anonimo sfidante2 luglio 2014 18:09

    Secondo me le squadre da 25 goal subiti ci sono ancora. Il punto è che sono calati i giocatori in grado di rifilare tanti goal. Quindi il livellamento è verso il basso da parte di chi stava in alto, non verso l'alto da parte di chi stava nel basso. O forse, un po' entrambe le cose (ma più la prima). Rileggendomi non ci ho capito una fava, ma non ho tempo per correggere.

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    1. Secondo me le squadra da 25 gol subiti restano fuori, eliminate già nelle qualificazioni. L'Honduras, per dire, mi è sembrata la più scarsa del Mondiale, ma da qui a prendere 10 gol come contro l'Ungheria nel 1982 ce ne corre.

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    2. anonimo sfidante3 luglio 2014 13:41

      Forse hai ragione, però a pensarci bene la cosa è ancora più strana: in fondo ora sono 32 squadre, prima erano meno. Hanno trovato più ingressi le africane, le asiatiche e anche la squadra dell'Oceania. Questo avrebbe dovuto far crescere le squadre materasso, non ridurle.

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    3. Chi è che si lamentava che al Mondiale non c'erano goleade e squadre-materasso???

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  13. Francescoli,Zidane,Le Tissier,Vincenzino Scifo,Prosinecki,Mostovoi erano dei numeri 10...in comune
    non avevano solamente quella vocazione ma anche qualcos'altro...non erano bassi....anche James Rodríguez è un 10 è non basso,però Hagi e Stojkovic si un pò lo erano e quindi?se indossi una 10 è sei nato in Brasile o in Italia del sud sei davvero un numero 10?..il numero 10 è ovunque non ha altezza non ha latitudine,ha solo talento è fa quello che gli pare...Draxler è tedesco alto ed è un 10, però non gioca perchè ai numeri 10 capita anche questo

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    1. anonimo sfidante2 luglio 2014 22:05

      Premesso che non affermo che chi nasce in Brasile o in Italia (Iperché del Sud, poi?) è un 10 e chi non nasce lì non lo è, dico solo che i giocatori di fantasia, di classe, generalmente sono di bassa statura. E' la mia personalissima opinione. Non affermo che se sei un 10, inteso come giocatore che fa della fantasia un punto di forza, quando i numeri avevano ancora un senso, sei per forza basso. Infatti riprendo Ricken, citato da dionigi e potrei citare anche alcuni di quelli che citi tu (Mostovoi, non voglio offendere un foggiano, ma mi riferisco a quelli forti altrimenti potrei rientrare pure Io (n.8, per la precisione), e sono 1,83. ;) E in Germania la statura media è più alta, quindi è più difficile trovare giocatori bassi. Tutto qua.

      Perché è un discorso di causa-effetto. Nasci basso, vuoi giocare a calcio? Ti restano solo alcuni ruoli, poi esistono sempre le eccezioni, anche portieri bassi e 10 alti.. Per dire. Tutto qua. Non andiamo oltre con la discussione, che è off topic.

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  14. ammazza che accozzaglia di stereotipi e luoghi comuni.

    attendiamo una sagace disquisizione sulla predisposizione degli africani al ballo e al ritmo, sull'arroganza dei francesi e qualche olè da corrida se si parla di Spagna...

    ah!! pizza e mandolino!!

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    1. Ma dici che vanno ancora pizza e mandolino all'estero? Secondo me quel luogo comune andrebbe aggiornato.

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    2. ad Amsterdam qualche mese fa mi si rivolgevano solo con "Italiano? Tu vuole cocco?"

      markovic

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  15. Risposte
    1. Soprattutto la salame e ananas e la bolognaise.

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    2. Non mi toccare l'hawaiana, Bello.

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  16. Risposte
    1. Il punto più basso che ho toccato credo sia stato una lasagna ai frutti di mare mangiata in un ristorante italiano della periferia di Kassel.

      Però qualche tempo dopo, un giovedì sera a Bayreuth, in una trattoria italiana, i gestori pugliesi che mi avevano invitato a mangiare in cucina con loro dopo l'orario di chiusura (21.30...) perchè volevo vedermi Fiorentina-Glasgow Rangers, mi dissero che il mercato del pesce di Norimberga è tra i migliori d'Europa. Un pesce freschissimo!

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    2. La mia pizza finto-italiana col ketchup e un formaggio indecifrato nel quartiere surinamese di Rotterdam ne batte diverse. Tra l'altro, quanto cazzo sarebbe forte il Suriname con gli "olandesi"?

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    3. Ma il pesce migliore in Italia si mangia a Milano, si sa

      markovic

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  17. Anch'io ero convinto che la caduta facesse parte dello schema, che fosse uno di quegli schemi scemi tipo quello con i due giocatori che fingono di litigare e il terzo che batte.

    Dif

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  18. Come il piccolo tocco sul calcio d'angolo e il compagno che corre incontro come per battere lui...

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  19. comunque il "bionico" Neuer, si é rivelato in vari frangenti uno dei piu simpatici.
    qui un esempio dove sembra averti ascoltato

    http://www.youtube.com/watch?v=sZ0-zDALlGc

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  20. anonimo sfidante7 luglio 2014 12:09

    Sarà, però chiedetevi una cosa: avete la possibilità di vedere una sola partita del mondiale. Scegliete, o la Germania o una dove gioca Ronaldo o Messi, o Rodriguez.

    Io non avrei dubbi. Non mi importa neppure se il Portogallo comunque fa pena. Anzi, per vedere la Germania dovrebbero pagarmi loro (sempre che si tratti di Germania contro Italia, Argentina o Iran). Non trovo un solo giocatore per cui pagherei un euro. Anzi, personalmente trovo il citato Ozil un pippone colossale. (evitiamo dibattiti di 15 commenti su questo, resta una mia opinione. Una delle ragioni della vittoria del Real è, per me, la sua dipartita a Londra)

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    1. Facci un fischio quando qualcuno potrà azzardarsi a dir qualcosa su quel che scrivi

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    2. Sono mostovoi

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    3. anonimo sfidante9 luglio 2014 01:07

      Fischio.
      Il punto non è criticare o no, siamo qua per questo. Il punto è criticare tirando in ballo cose non scritte, tipo ipotetico razzismo "nord.sud", cosa che non ho mai scritto o pensato.
      Aprendo polemiche insensate.
      La mia frase sui 15 commenti è su quello e su altro letto, tipo accuse - non a me - di omofobia o altro. Un po' mi hanno lasciato basito: partendo da un post che nulla aveva di tutto ciò. Poi, c'è chi reagisce con ironia e sarcasmo, tipo pizza e bologneise. Ok, ci sta ma penso di non essere il solo ad essere rimasto un po' sbigottito. La mia frase sui 15 commenti è su quello. E' il mio modo di preferire il calcio, personale..

      Sulla partita lo vedo la Germania così. Non un giocatore per cui pagherei il biglietto.
      Non un acuto,magari fuori dal coro. Tanti buoni, forse ottimi giocatori. Lo penso anche ora, dopo un 7-1 a un Brasile crollato mentalmente dopo l'1-0 (tecnicamente mai sceso in campo, non oggi. Già dal 12 giugno, ma questo si collega a un calo tecnico generale mondiale). Magari avrò bisogno di occhiali, cosa posso dire? Però io di fantasia ne vedo veramente poca in questa squadra. 3 di quei goal sembrano la realizzazione degli schemi di Bacconi.

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  21. Moacir Bastos Tuta7 luglio 2014 14:17

    http://www.classicitaliani.it/pirandel/novelle/15_198.htm

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    1. "Il fatto (se vero) che qualcuno ride non dovrebbe far tanta impressione, mi sembra, se tutti sono in quest’animo. Ma altro che impressione! Suscita un fierissimo sdegno, e proprio perché tutti sono in quest’animo: sdegno come per un’offesa personale, che si possa avere il coraggio di ridere apertamente. L’incubo grava così insopportabile su tutti, appunto perché a nessuno par lecito ridere. Se uno si mette a ridere e gli altri seguono l’esempio, se tutto quest’incubo frana d’improvviso in una risata generale, addio ogni cosa! Bisogna che in tanta incertezza e sospensione d’animi si creda e si senta che la riunione di questa sera è molto seria".

      Grazie caro Tuta...

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  22. Qui non ride più nessuno é questo è un dato di fatto già da un po... per questo m'é sembrato un tantino eccessivo prendersela con Muller o più in generale coi tedeschi....non penso meritassero proprio loro la prima pagina di musoni del pallone,e non lo dico dopo aver visto quel che è successo poco fa ma perché seguo tanto il loro campionato anche fisicamente e posso assicurare che a modo loro ridono davvero tanto....fateci caso in Italia invece in qualsiasi categoria giochi dopo un gol l'autore corre puntando il dito non si sa verso chi con gli occhi pieni di rabbia......qualcuno ha scritto che non pagherebbe nemmeno un euro per vedere giocare un tedesco....non m''interessa come e finita dico solo che sul secondo gol la giocata appunto di Thomas Miller nella storia l'avrebbero fatta solo Rivera e Cruijff....mia opinione ma confutabile........Mostovoi

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    1. Guarda la penso proprio come te caro Mostovoi, punto su punto; io infatti a parte fare un po' di letteratura non volevo prendermela con Muller, volevo solo condividere con voi che sarebbe stato bello - perchè del tutto folle, inaspettato, come il morso al naso del Fuhrer alla fine de Le benevole - se si fosse rialzato ridendo, come a dire "vabbè ho fatto una cagata, queste cose possono capitare anche a un Mondiale, non solo a voi al campo di calcetto dietro la tangenziale", tutti si sarebbero fermati a ridere e a darsi pacche sulle spalle, sarebbe stato un momento indimenticabile...

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    2. sì,è vero,sarebbe stato bello e divertente,solo che riesco a capire molto bene come questo in realtà possa non succedere,(in un film sì)..e ciò vale in diversi ambiti..diciamo che essendo in Italia avrei preferito lo stesso commento che so,tipo a Chiellini quando ha ricevuto il morso di Suarez,tanto lo sappiamo tutti che non gli ha fatto veramente male e se ci pensate è una situazione che "rompe gli schemi"..(vabbè,mi rendo conto che chiedere una cosa del genere a Chiellini è FANTASCIENZA pura...)

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    3. Sì è vero sarebbe stata divertente anche quella scena, o magari Chiellini che si rialza e tra il serio e il faceto addenta il braccio di Suarez...

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  23. Comunque ad Oviedo in una taverna gli spagnoli gridavano....ALEMAGNA ALEMAGNA.....e il banconista mi diceva quanto é antipatico il Brasile

    Mostovoi

    Mostovoi

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    1. Noi ieri sera in terrazza con Gegen e Lusi tifavamo tutti Germania come a Oviedo...

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    2. notevolissima la spaghettata all'aglio

      Markovic

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  24. Si lo so....fra un po a La Coruna invece vedremo cosa grideranno i galiziani....ho la sensazione che se vince l'Olanda al fischio finale i giocatori si guarderanno negl'occhi e sconvolti diranno "oddio che abbiamo fatto...se perdiamo pure quella son quattro"...due consecutive poi proprio come trent'anni fa,due generazioni e due a testa.....che poi guarda il destino Argentina nel 78 e Germania nel 74....sempre loro....

    Mostovoi

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  25. Per il momento sono io a gridare co sto piatto de pulpo alla gallega che me sto a magnà....non ci sono parole per quanto è buono!

    Mostovoi

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  26. E giù risate: https://it.eurosport.yahoo.com/video/m-ller-fa-il-maleducato-102243557.html

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  27. Io sono dell'idea che la caduta facesse parte dello 'schema'. E l'ho pensato praticamente subito quando l'ho vista in diretta. Voglio dire, mi e' immediatamente parsa cosi goffa, poco realistica e credibile che non mi e' minimamente venuto da ridere. Forse per lo stesso motivo Mueller non ha riso.
    Del resto la Germania aveva già fatto intendere nelle partite precedenti (forse una o due volte) che sui calci di punizione faceva sul serio in quanto a schemi e che per nessuna ragione al mondo si sarebbero fermati di fronte all'eventualita' di doverne fare ancora e ancora, e di più complicati.
    Quanto era bello questo, semplice ed efficace, bellissimo schema
    provato e riprovato contro la serranda del garage giocando alla tedesca..appunto.
    http://youtu.be/kcanN54o1LY
    Comunque la mia idea si basa su due elementi importanti secondo me.
    Il primo e' il modo in cui Mueller cade. Io non ho mai visto nessuno cadere in quel modo, non nella vita reale, se non forse un bambino, o un adulto poco istruito che per qualche motivo (abuso di alcol ma non cadi in quel modo...al limite faccia sull'asfalto e poi svieni.. o per gioco, per far ridere gli amici piu' scemi di te, per far stirare la nonna per lo spavento e prendersi l'eredita') voglia fingere di cadere. Ma nemmeno! Dai, chi cade in quel modo, a piedi uniti, sulle ginocchia. A me e' sembrata una finta caduta venuta pure male. E poi in effetti, i clown non fanno ridere per niente. Forse Civoli ha riso, o Bizzotto, non lo so, ero su Sky o in streaming su un canale arabo non ricordo bene.
    In secondo luogo, il fatto che Mueller si sia lasciato andare ad un gesto di stizza, se pur non plateale e prolungato (certo non e' stata la memorabile sfuriata di O' animale nel derby delle 8 giornate :) ..scusate ma ora che ho 'ripassato' quell'evento straordinario grazie al vostro post non riesco a levarmelo dalla testa...) quando realizza che il passaggio a lui stesso indirizzato era stato calibrato male. Come avrebbe potuto lamentarsi per un 'errore' del compagno in qualche modo generato da un suo stesso errore iniziale (la caduta che avrebbe distratto tutti, anche il tiratore..). Cioe' solo un presuntuoso ed arrogante avrebbe potuto. E che Mueller lo sia non e' nemmeno da escludere.

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    1. Cioè fammi capire questa cosa, tu conosci qualcuno che si è buttato per terra per far stirare la nonna per lo spavento e così prendersi l'eredità?

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    2. No pero' una volta ho sentito di uno che ha messo la propria nonna su di un aereo (senza che lei nemmeno sapesse dove era diretto), era un periodo in cui ne cadevano tanti..

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  28. Mi piacerebbe poter intervistare Mueller un giorno e chiedergli questa cosa.
    Ma non sono un giornalista.

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  29. ho mamma tedesca e padre italiano. a me sinceramente sembra triste questo odio degli italiani nei confronti dei tedeschi. tra l'altro i commenti sono strapieni di luoghi comuni. volevo solo dirvi che come italo tedesco tutto questo astio mi rattrista un po'.

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