martedì 29 luglio 2014

Guida Galattica allo US Soccer #13


The 1st issue

Fierce as a dog with tongue lapping for action, cunning
as a savage pitted against the wilderness,
Bareheaded,
Shoveling,
Wrecking,
Planning,
Building, breaking, rebuilding,
Under the smoke, dust all over his mouth, laughing with
white teeth,
Under the terrible burden of destiny laughing as a young
man laughs,
Laughing even as an ignorant fighter laughs who has
never lost a battle,
Bragging and laughing that under his wrist is the pulse.
and under his ribs the heart of the people,
Laughing!
 
(C. Sandburg, Chicago)
 
$5. Solamente $5. E' questo l'aumento che nel 1952 Esquire, ancora oggi una delle principali riviste americane, negò ad un giovane copywriter di Chicago. Il ragazzo si chiamava Hugh Hefner e appena un anno dopo il suo addio ad Esquire fondò la rivista per adulti forse di maggior successo di tutti i tempi. L'idea per il lancio fu un colpo di genio misto a fortuna. Acquistò per una manciata di dollari alcuni scatti inediti di Tom Kelley ad una procace ragazza californiana, allora appena conosciuta al grande pubblico. L'intuizione fu quella giusta: il nudo di Marylin Monroe sul lenzuolo rosso portò le vendite della 1st issue di Playboy a quota 50.000 copie. Nell'America ancora in bianco e nero nacque un impero. Dalle Pubic Wars contro Penthouse al logo del coniglio con il papillon. Dalla Playboy Mansion al cinema. Da $5 a un mito lungo diverse generazioni.
 
Il ragazzo di Chicago ha ora la sua stella nella Walk of Fame, una moglie classe '86 (Crystal Harris) e ha già fatto costruire il suo mausoleo affianco alla tomba di quella ragazza californiana che gli valse migliaia di copie vendute, al Westwood Village Memorial Park Cemetery di Los Angeles.
 
* * *

Il Ledge dello Sky Deck

Chicago è la città del Millennium Park e del Chicago Theatre, di John Belushi, Saul Bellow e Alphonse Gabriel Capone, che nel 1921 vi si trasferì da New York per curare gli interessi di Johnny Torrio, al tempo a capo della Five Points Gang.

Fondata da un haitiano che decise di sposare una nativa americana locale, Chicago è da sempre motore dell'economia del Paese, prima grazie alla lavorazione delle pellicce e dei cereali, poi, visto il boom delle ferrovie, grazie alla produzione dell'acciaio. L'attuale fisionomia è il frutto degli sviluppi architettonici di fine Ottocento (post-Grande Incendio di Chicago), degli anni Venti e Settanta.
L'immagine forse più compiuta del fascino della Windy City (così chiamata non per il vento ma per le arie che i suoi abitanti sono soliti darsi) è quella offerta dai Ledge dello Sky Deck della Willis Tower: box trasparenti appesi nel vuoto a 443 metri di altezza, ma per chi soffre di vertigini, altre meravigliose immagini di Chicago si possono trovare sul sito della Chicago History Museum Collection.

Chicago è la città di Air e dei Bulls, di Frank The Big Hurt Thomas e dei White Sox, di Ernie Banks, Mr. Sunshine per gli amici, e dei Cubs, di Walter Sweatness Payton e dei Bears. Ma anche dei Chicago Fire, una delle più titolate squadre di calcio della Major League Soccer.
 
 * * *

#flares
Il calcio a Chicago assume la sua forma definitiva l'8 ottobre del 1997, esattamente 126 anni dopo il Grande Incendio. Il nome scelto per la nuova squadra, che raccoglie l'eredità degli Sting degli anni Ottanta, è fuoco e lo stemma ricalca quello dei pompieri. Per attirare l'attenzione delle varie comunità cittadine vengono ingaggiati diversi giocatori stranieri, tra cui il capitano della Nazionale polacca Peter Nowak, Lubos Kubik e Jorge Campos. E nel 1998, sotto la guida di Bob Bradley, padre di Michael Bradley, è già titolo e US Open Cup. Il campionato del '98 rimarrà l'ultimo vinto dai Fire, ma di coppe nazionali ne arriveranno altre tre (2000, 2003 e 2006).

I Men in Red giocano le partite casalinghe al Toyota Park, ma per lungo tempo hanno avuto come casa il meraviglioso Soldier Field del centro città (che - ricorderete - ospitò la cerimonia di apertura di USA '94). La mascot è un dalmata e si chiama Sparky.

Hanno giocato a Chicago anche Paulo Wanchope, Hristo Stoichkov, Cuauhtémoc Blanco, Eric Wynalda e Freddie Ljungberg.
Le attuali stelle della squadra sono Harru Shipp, Quincy Amarikwa e Mike Magee.
Nonostante i recenti buoni risultati, tra cui la bella vittoria in New England, i ragazzi di coach Yallop sono chiamati a risalire in classifica a Est.

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Pequod's Pizza

Sappiamo tutti cosa cercare a Chicago, qual'è la vera ragione di una visita a Chicago. La Deep Dish Pizza, "the summer blockbuster of the pizza world" secondo il blog Serious Eat.
Un bordo alto, non troppo spesso e molto friabile. Sopra gli ingredienti messi al contrario rispetto ad una pizza normale, prima una valanga di mozzarella e dopo ancor più tomato sauce. L'aspetto è quello di una gigantesca torta e viene servita in una teglia.
Quale sia la migliore Deep Dish Pizza della città nessuno lo sa, la questione è oggetto di ampio dibattito tra i chicagoans.
Alcuni ristoranti, per andare sul sicuro: Lou Malnati's Pizzeria, Gino's Eat, Pequod's Pizza, Giordano's e Uno. Adam Richman per Man vs Food Stagione 1 ha scelto Gino's Eat, la Supreme di Gino's Eat, mozzarella, manzo, salsiccia, salame piccante e salsa di pomodoro.
Bello anche il sandwich del Wrigley Field che si vede ad inizio video. Fresco.

2 commenti:

  1. Sì molto fresco, da portarselo al mare.
    Una volta, per una questione di lavoro (pensa te), avevo fatto uno studio approfondito sulla Deep Dish Pizza. Sinceramente, spero che a Chicago possa mangiarsi anche qualcos'altro (hamburger?).
    Sono negativamente sorpreso dall'assenza di cheerleader nel post, che fine hanno fatto?
    Grande stima per Cuauhtémoc Blanco sempre.

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    Risposte
    1. Purtroppo delle cheerleaders dei Chicago Fire non vi è traccia. Lo so, è una cosa incivile.

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