mercoledì 18 giugno 2014

Jorge Valdivia, il miglior giocatore dei Mondiali

"Cuando más salí de noche, fue cuando mejor jugué"
(Jorge Valdivia)




Trentadue giocatori vestiranno la maglia numero 10 durante i mondiali: il regolamento lo vuole e così è obbligatorio inventare dei dieci anche dove non ce ne sono. I più spiritosi l'hanno data a terzini (Ayoví) e centrocampisti difensivi (Obi Mikel), le più vendute saranno probabilmente quelle di Neymar e Messi, ma nessuno saprà indossarla meglio di Jorge Luis Valdivia Toro.

Se il Cile sarà la grande sorpresa di Brasile 2014 il merito sarà ovviamente di Sánchez, di Vidal, di Sampaoli; ma per i cileni il grande protagonista è il Mago. È per lui che innamorati studenti invadono il campo in cerca di un abbraccio, noncuranti di finire nei guai, a lui che anonimi musicisti di Antofagasta dedicano canzoni; un mito che travalica i confini del trash e spinge il nostro a intervenire in diretta a trasmissioni cilene di gossip, a un mese dall'inizio dei mondiali, per smentire di conoscere la modella argentina Sandy Boquita (che sostiene di aver provato la bacchetta del Mago...e assicura che funziona).

Semisconosciuto al grande pubblico europeo, il Mago ha fatto di tutto, nei suoi primi trent'anni di vita, per tenersi alla larga dal calcio che conta e dilapidare al meglio il suo talento in squadre di indubbio fascino ma lontane dai riflettori. Nasce in Venezuela, cresce nel Colo-Colo, sboccia nell'Universidad de Concepción, che anche grazie a lui arriva per la prima volta a disputare una Copa Libertadores: a quei tempi porta sulle spalle un poco impegnativo 26, ma nel gol del novembre 2003 al Rangers di Talca, capelli al vento, stop, pallonetto al portiere e esultanza a zittire chissà chi (c'è sempre qualcuno da zittire), c'è già molto di quel che verrà.
 
Nel gennaio 2004, appena ventenne, arriva in Europa, ceduto in prestito al Rayo Vallecano, allora diciannovesimo nella seconda serie spagnola. Valdivia è un giocatore per molti, ma non per tutti, non per gli allenatori che si succedono sulla panchina del Rayo in quella disastrosa stagione: colleziona così soltanto sei presenze, passando le sue giornate a conoscere meglio la metropolitana di Madrid e a guardare il Real al Bernabeu, spiegando a chi lo accompagna che sì, in un campo come quello potrebbe giocare.

Passa quindi al Servette: i tifosi ginevrini vivono la retrocessione per debiti, ma ancora oggi, praticamente unici in Europa, possono vantarsi al bar di aver assistito dal vivo alle gesta del Mago, che dopo qualche mese senza stipendi torna al Colo Colo. A suon di gol e di passaggi che non stonerebbero sui piedi di Ronaldinho, come quello per il Chupete Suazo contro l'Universidad de Chile, Valdivia, partner di Mati Fernández in una coppia di rara eleganza, vince l'Apertura 2006. E poi parte per raggiungere il Palmeiras dove, a parte la breve parentesi negli Emirati, è rimasto fino a oggi, nonostante un sequestro di persona, una retrocessione in Serie B e infinite liti con allenatori e dirigenti sul suo stato di forma, diventando un idolo del Verdão.
 
Ci si stupirebbe del contrario, vista la sicurezza di sé in campo e fuori, che spesso supera i confini dell'irrisione: la sua giocata classica è l'espanta chunchos (qui vi insegna come fare), che gli ha procurato qualche nemico di troppo (e qualche entrata decisa sulle caviglie); a quelli del Corinthians, che gli danno del simulatore e del piangina prima di un derby, risponde, dopo aver fatto gol, mimando un pianto, mentre in un altro derby, tra Colo-Colo e Universidad Católica nel 2005, scatena una delle celebri risse del calcio cileno decidendo di festeggiare il pareggio in faccia al portiere avversario Johnny Herrera, che gli darà dello squilibrato e del poco normale (con i portieri il rapporto non è migliorato col tempo). Provate a chiedergli se non sia impressionante essere stato eletto miglior giocatore del campionato paulista nel 2007: la risposta è “no, e non sono una persona arrogante”. Nello stesso anno è nell'undici ideale del continente americano, membro di un immaginario centrocampo con Banega, Riquelme e Verón.

Chi è che piange adesso?

In una squadra come il Cile, che fa del pressing e dei ritmi alti delle ragioni di vita, Valdivia potrebbe sembrare un giocatore fuori posto, d'altri tempi: eppure Sampaoli, figura ascetica nel solco della tradizione inaugurata da Bielsa, l'ha voluto con sé, nonostante una storia con la nazionale molto tormentata. Nessuno può impedire di divertirsi al Mago, protagonista negli anni di una serie di scandali notturni con desinenza in -azo: nel 2007 la Roja approda ai quarti di Copa América in Venezuela e Valdivia, insieme ad alcuni compagni di squadra, pensa bene che sia il caso di festeggiare, all'alba, nel ristorante dell'albergo. I testimoni lo descrivono con la marmellata spalmata in faccia e del prosciutto in testa, mentre tutti insieme rompono oggetti a coltellate; sebbene fare le ore piccole con dei salumi in testa sia l'idea di divertimento che abbiamo un po' tutti noi, la federazione cilena non la prende bene (sarà per colpa del 6-1 subito poi contro il Brasile?) e punisce i protagonisti del Puerto Ordazo con pesanti squalifiche.



Senza Mago non si può stare e nel 2008 Bielsa, dopo una riduzione della squalifica, lo convoca nuovamente, venendo ripagato con il gol alla Colombia che, il 10 ottobre 2009, riporta il Cile ai mondiali dopo dodici anni di assenza. E pazienza se una mattina dell'ottobre del 2011, poco prima di un allenamento della nazionale, volano scarpe dall'auto con a bordo Valdivia e Beausejour, a quanto pare non del tutto sobri, e se, un mese dopo, il battesimo della figlia del Mago diventa un'occasione per prolungare i festeggiamenti, fare visita a vecchi amici, partecipare a un asado, di quelli che non sai a che ora finiscono, e arrivare in ritardo, ancora sotto l'effetto dell'alcol, al ritiro della nazionale (è il cosiddetto Bautizazo). Passiamo sopra anche all'episodio di qualche settimana fa, quando in un 'evidente estado de alegría', secondo il bell'eufemismo della stampa cilena, il nostro eroe scende dell'auto protagonista di un lieve incidente automobilistico e prende a male parole quelli dell'altra vettura, urlando loro che, volendo, potrebbe anche acquistare immediatamente la macchina danneggiata.

Il debutto con l'Australia è quanto di più valdiviano possiamo immaginare: una prima mezz'ora straordinaria a innescare Sánchez e Vargas, un gol fondamentale nell'economia del match, i cileni presenti a Cuaiaba che impazziscono e intonano Pereré, hit brasiliana associata al Mago per via del popolare imitatore Stefan Kramer; poi tante pause per riposare, permesse a lui e solo a lui in tutta la squadra, perché come sostiene Sampaoli si tratta pur sempre di un giocatore diverso dagli altri; infine l'uscita, per lasciare che il buon Beausejour, compagno di partite e di bevute, con meno classe ma molto più fiato, possa entrare in campo e realizzare il 3-1.

9 commenti:

  1. Che meraviglia Marco. Personalmente l'ho conosciuto tardi Valdivia, un vero e proprio nipotino dell'altro Mago, pensa che serate, anzi che battesimi insieme potrebbero fare quei due e poi scendere in campo e INSEGNARE CALCIO; poi cileno come Bolaño, insomma il mio cerchio si chiude. Ne restai impressionato durante l'ultima Copa America, ne scrissi anche, sarà anche retorico ma non posso non amare - perchè non posso non identificarmi in - questi giocatori senza fisico, senza carattere, che se ne fottono di tutto e di tutti, che giocano per puro piacere, che fanno tardi la sera e poi si inventano l'espanta chunchos (che follia!).

    Leggevo recentemente (purtroppo non ce l'ho qui con me ora) un vecchio articolo di Javier Marìas in cui giustamente se la prendeva con quelli che criticano i fantasisti, gli estrosi, i numeri dieci, i Valdivia insomma perchè fuori dal campo non sono professionisti irreprensibili, e il senso ora "scusate se li volete matti, imprevedibili in campo come potete allo stesso tempo pretendere che non lo siano fuori"? Io sono totalmente d'accordo e ti ringrazio per questa prima (ma spero non ultima) lacrima e con te brindo a tutti i numeri dieci che dilapidano il loro talento e ci regalano queste emozioni che vanno oltre il rettangolo verde.

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    1. Nell'ultima Copa America ha impressionato anche me, giustamente esaltato dal sempre misurato Claudio Onofri.

      Tra l'altro significativo come a convocare Valdivia nonostante tutto sia Sampaoli, uno che lavora anche quando non lavora e passa le serate a guardarsi i dvd della partite.

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    2. Io ho un debole per Claudio Onofri, ha una parola buona per tutti, esalta anche i peggiori terzini degli anticipi delle 12.30. Fosse per lui assegnerebbe cinquanta palloni d'oro l'anno.

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  2. Grazie, Marco. Lacrima perfetta, come il piazzato del Mago contro i canguri.

    Perlatro, stasera Spagna-Cile rischia di essere bellissima. E visti i ritmi dei cileni contro l'Australia, neanche troppo scontata.

    Unico vantaggio per la Spagna: se Del Bosque mette Koke al posto di Xavi (voto zero contro l'Olanda).

    La sfiga di Sampaoli è che non può andare per il pareggio, rischierebbe troppo l'imbarcata.

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    1. Ai ritmi del primo tempo con l'Australia il Cile può davvero fare male a chiunque. Però ha una difesa di nanetti.

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  3. il cile non va mai per il pareggio, credo non siano nemmeno minimamente tarati per pensarla una cosa del genere, sarebbe come dire ad un pesce di non nuotare! comunque valdivia grandissimo personaggio e gran bel piede, personalmente da buon amante del basket, ho apprezzato anche il tatuaggio "air jordan" di edu vargas...

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  4. Sicuramente da segnalare la piccante rubrica "Guìa de servicios" a fondo pagina de l'Estrella

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  5. Calciatori come lui che danno un senso alla vita...

    Il mio ristorante preferito era gestito da un cileno, Tifoso del Colo Colo, innamorato della Roja...abbiamo parlato di tutti, vecchi e nuovi... Abbiamo parlato anche di Valdivia... Un Dio per lui...

    Mi ha regalato una spilla del Colo Colo... Un gesto che vale più di mille sconti e mille amari offerti.

    Grazie Marco e benvenuto tra noi... Ora potrai bullarti al bar dicendo che sei uno che ha scritto un post per Lacrime di Borghetti.

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