lunedì 14 aprile 2014

VIVERE NSEREKO

Savio. Dal latino Sapius, Saggio. Capace di seguire la ragione in ogni circostanza, con equilibrio e prudenza. Nomen Omen, dicevano sempre loro, i latini, quelli saggi. Chissà se a Kampala, capitale dell’Uganda, esiste un professore della nostra lingua originaria, che potesse spiegare al signor Nsereko e alla simpatica signora tedesca che lo aveva maritato che cosa stavano combinando. Chissà se il 27 luglio del 1989 quando i coniugi scelsero il nome Savio per il loro pargolo sapevano quale micidiale cocktail di estro, fantasia e talento andavano a generare: Savio Magala Nsereko. Tre nomi, diciotto lettere, un mito. Più che un saggio, un genio. Di quelli che la storia regala ogni mille anni, forse di più. Se fosse stato idiota sarebbe diventato un noioso Messi qualsiasi.
Trasferitosi da giovanissimo in Germania il geniale talento dell’ugandese esplode nel Monaco 1860, i cugini poveri del Bayern. A 16 anni è già su tutti i taccuini dei migliori osservatori, ma con un colpo incredibile di mercato finisce nel Brescia di Corioni. A 18 anni esordisce in serie B e stupisce tutti. Talento cristallino, dribbling a tutto campo, rapidità, visione di gioco, facilità nell’arrivare al tiro. Fisicamente è ancora tutto da formare e una semplice maglia delle Rondinelle addosso sembra uno di quei felponi da rapper. Tempo di un anno ed è protagonista assoluto degli Europei under-19 in Repubblica Ceca, vinti dalla nazionale teutonica. È nominato miglior giocatore del torneo, superando la concorrenza di stelle di primo livello come Mihail Aleksandrov, Vladimir Koman, Ben Mee, Fran Mérida, Tomáš Necid, Stefano Okaka, Kyriakos Papadopoulos, Silvano Raggio Garibaldi e Richard Sukuta-Pasu. Che dire: una manifestazione indimenticabile!


A gennaio del 2009 il grande salto: viene acquistato a peso d’oro (9 milioni di sterline!) dal West Ham. Veste in appena 10 occasioni la maglia numero 10 degli Hammers e si brucia tra panchina e tribuna.

Il carattere fumantino non paga da quelle parti e dopo sei mesi è rispedito in Italia, alla Fiorentina. La Toscana è il punto di non ritorno del “Saggio”: brutte compagnie, affitti non pagati, lungo periodo di inattività. Viene quindi spedito al Bologna: due presenze e altri problemi caratteriali. A Firenze non ne vogliono più sapere, lo impacchettano e lo mandano al Monaco 1860: riassaporando aria di casa, magari, riesplode e riusciamo a scavarci qualche euro. Con i Löwen ancora tanta panchina e tribuna. Ma nel momento in cui la carriera sembra finita, cancellata, distrutta, arriva il colpo di genio: Savio non si fa più trovare e la società denuncia la sparizione.
Nei giorni precedenti il fantasista aveva fatto trapelare di essere coinvolto in un brutto affare riguardante un suo fratellastro, sembra una sparatoria tra clan rivali. Dopo pochi giorni è ritrovato nella casa della sorella, in ottime condizioni di salute. Girano voci su strani rapporti con la malavita della città. Dopo poco il 1860 ne annuncia il licenziamento e il “Saggio” ritorna a Firenze, che nel tentativo di trovargli una sistemazione tranquilla lo sbatte in Bulgaria, nel Černomorec Burgas, sulle rive del Mar Nero, dove se non altro ritrova un po’ di continuità di prestazioni. Ma il campionato bulgaro e la tranquilla zona balneare non fanno per lui: vuole la luce dei riflettori per tornare protagonista, vuole un campionato di livello. Finisce la stagione e la Fiorentina è alla ricerca di un acquirente. Per qualche giorno si fa il nome della Triestina. Il mio cuore alabardato scalpita: finalmente il Genio nella mia città! Invece finisce alla Juve Stabia, serie B. A Castellammare altro calvario, due risicate presenze. Ma arriva un altro colpo di genio: una nuova sparizione.
Fa perdere le sue tracce per venti giorni. Verrà ritrovato a Londra con 16.000 euro in meno sul conto corrente, dopo due settimane godute tra prostitute ed alcoolici. Inutile dire che la Juve Stabia non accetta il comportamento del “Saggio”, rientrato alla base con la mamma e il procuratore, e lo rispedisce al mittente. Ennesimo trasferimento ed ennesimo calvario: finisce al Vaslui in Romania, 2 presenze. Successivamente passa all’Unterhaching, squadra di terza divisione tedesca, stagione 2012-13. L’anno del grande colpo. L’anno del ritorno in grandissimo stile. Non sul campo di calcio, ovviamente, dove colleziona solo le solite 2 presenze. Nonostante giochi, o quanto meno ci provi, nell’Alta Baviera il “Saggio” da il meglio di sé dall’altra parte del mondo. Il 28 ottobre 2012 è infatti arrestato a Pattaya, Thailandia: aveva inscenato un finto sequestro, il terzo, per estorcere alla sua famiglia 25.000 euro che gli servivano per pagare due prostitute tailandesi. Mai il mondo del calcio ha visto una cosa del genere. Divino. Epico. Leggendario. Quel poppante di Balotelli in confronto è una nullità. George Best un dilettante. Edmundo un cagnolino ammaestrato. Imparate, imperate tutti! Nelle vostre camerette pretendo un poster di Savio Magala Nsereko, il “Saggio”.

Rescisso, neanche a dirlo, il contratto con l’Unterhaching, finisce nella periferie del calcio tedesco, quarta divisione, firmando per il Viktoria Köln. Dopo alcune iniziali buone prestazioni trova il tempo di rubare un orologio ad un compagno di squadra e viene licenziato. Ennesima genialata.
Lo abbandonano tutti. Sembra destinato a chiudere la carriera ad appena 23 anni. Ma c’è ancora chi crede nel “Saggio” e la chiamata arriva addirittura da Israele. Contratto con l’Hapoel Akko. Avventura che dura il tempo di un sospiro, sulla quale non si sa nulla.
Oggi Savio è ripartito dal Kazakistan dove ha trovato un accordo con l’Atyrau Futbol Kluby e dove finalmente ha riassaporato la gioia del gol che gli mancava dal 17 gennaio 2009, quando segnò una doppietta in Brescia-Pisa 4-0.


Con l’Atyrau è subito andato in rete, segnando, con una sensazionale barbogia urticante (citando la Gialappa, quando ancora faceva ridere) il gol vittoria contro il Kairat nella prima giornata del Campionato Kazako. Il “Saggio” ha definito questa esperienza “la mia ultima occasione”. Chissà se a 24 anni ha deciso di farla finita con i colpi di genio e di diventare un po’ più idiota: i suoi primi 24 anni di vita si possono riassumere parafrasando l’ottimo Federico Guglielmo Nietzsche “Meglio essere Savio Nsereko per conto proprio, anziché Savio secondo la volontà altrui”.
PS: ricordatevi di comprare i poster per le vostre camerette!

11 commenti:

  1. Grande storia.. in attesa che Federico Buffa la racconti su sky, ti ringraziamo

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  2. Raggio Garibaldi era un bel giocatore, che fine ha fatto? Savio ce l'avevo (ovviamente) al fantacalcio.

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    1. Raggio Garibaldi è nell' Entella in C1.
      18 presenze in 2 anni. Un fenomeno direi.

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    2. Raggio Garibaldi non aveva anche un fratello portiere?

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  3. Bell'articolo e molto divertente... meno mal che non è venuto alla Triestina... a proposito che fine ha fatto Silva Ceron ? E' ancora in Svezia oppure è ritornato in Uruguay ?

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  4. Grande Silva...giocatore troppo sottovalutato. Se si incastrano un po di pedine ne parlerò nel mio prossimo lavoro. Comunque gioca nel Piriapolis Futbol Club.

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  5. vi prego...qualcuno scriva qualcosa su Diego Costa perchè non è possibile che esista un giocatore così

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  6. Ora mi informo magari ho qualche amico a Kampala che lo conosce...

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    1. Ma tu stai ancora a Kampala? Le donne sono sempre "juicy"?

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  7. Nsereko mi ha ricordato Montano del Parma. L'ultima volta l ho beccato nella serie B Peruviana

    Nsereko è stato comunque il numero 1... Andava assolutamente postato... E questo è diventato uno dei miei post preferiti .

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