giovedì 6 marzo 2014

Ricordando il Palermo



Ho cominciato a frequentare Palermo 2 anni fa per motivi personali. Prima di allora c'ero stato solo 2 volte, da ragazzino e girandola velocemente.
Per via delle mie origini conosco perfettamente gran parte della Sicilia orientale. L'altro lato della Trinacria è per me un mistero, posti visitati in mezza giornata ma mai vissuti. Fin da piccolo ho però maturato una grandissima simpatia per i rosanero, probabilmente perché il Palermo era l'unica squadra sicula che a metà anni '90 si trovava in una situazione semi decente. Catania e Messina lottavano contro problemi finanziari ed erano costrette a ripartire dall'Eccellenza, l'Acireale non sarebbe durato e delle altre inutile parlarne purtroppo, perchè da sempre pagano il problema delle gestioni poco solide. Il mio affetto per i rosanero è dimostrato anche da una maglia che conservo gelosamente, maglia della stagione 96/97, quella con Ronald Hoop in rosa, stagione conclusasi, purtroppo, con una triste retrocessione.

U pani câ meusa
Come dicevo, in questi 2 anni ho passato più di una singola giornata in quel di Palermo. Ho imparato a conoscere la città e mi sono goduto la splendida ospitalità dei palermitani, popolo di una gentilezza quasi imbarazzante. La mia passione per lo "Street Food" mi ha portato lo scorso settembre a esagerare. Dopo 4 giorni a base di pani câ meusa (milza, polmoni e trachea di bovino serviti in un panino con semi di sesamo), sfincioni, frittola e panelle sognavo qualcosa di più semplice per dare un attimo di tregua al mio fegato. Nonostante sia eternamente grato al "Meusaro" di porta Carbone per avermi nutrito (magari qualche palermitano me lo boccerà ma è il mio preferito) una sera mi sono buttato per le strade di Palermo alla ricerca di una sempre onestissima margherita. In questi due anni mi sono innamorato del quartiere La Kalsa, zona situata nel centro storico ma di tradizione popolare. Almeno a quanto ho capito. Mi era stato segnalato durante il mio primo viaggio, per via di un ristorante di pesce, ristorante che consiglio vivamente per lo straordinario rapporto qualità prezzo che offre (si trova appena superata la piazza della Kalsa a via Torremuzza, sulla destra). Quella sera di settembre mi sono quindi avventurato per le vie della Kalsa alla ricerca di una pizzeria. Acquistata una coca e una margherita per 3 euro 50 in totale, mi sono seduto in maniera accattona su una panchina appena al di fuori del quartiere. Tempo 5 minuti e si avvicina un individuo con la maglietta del Palermo e una bottiglietta di vino in mano. Decisamente un soggetto, un Paviglianiti vestito. Si siede vicino a me e comincia a lamentarsi in palermitano stretto della città. Capisco il siciliano, ma da una città a un'altra c'è un abisso, quindi al mio terzo "Scusa, non capisco" mi chiede con sospetto di dove sono. Non termino neanche di dire Roma, che mi domanda immediatamente per chi tifo. Risposta corretta a giudicare dalla sua reazione e dal suo abbraccio. Chiameremo questo strano signore "Pippo". Pippo è sulla via dei 50 anni, ha bevuto un bel pò e quella sera ha una fottutissima voglia di parlare. Per quanto una sana conversazione calcistica non si neghi a nessuno, non conosco bene Palermo, non ho idea di chi frequenti quella zona e soprattutto non vorrei mai che il signor Pippo, visibilmente alticcio, si possa risentire per qualche mia frase sbagliata. Tutte paranoie, Pippo in realtà non vuole solo parlare (adesso ci arrivo), ma sicuramente non vuole neanche darmi noie. Attacchiamo a parlare di calcio mentre io bevo la mia coca e mangio la mia pizza e lui continua a tracannarsi il suo vino. Mi racconta del Palermo di Barbera e di una delle 2 finali di coppa Italia di quelle stagioni, si sofferma su quella persa con la Juve, tra vino e palermitano strettissimo, capisco ben poco (non ho idea se l'abbia vissuta o meno). Non lo capisco ma non voglio offenderlo, appena prende fiato, chiedo di quello che mi ricordo io, di un Palermo che mi è rimasto impresso, il "Palermo dei picciotti", i suoi occhi brillano, forse per l'emozione, forse per la clamorosa ciucca di vino che sta prendendo e comincia a raccontare.
Piazza della Kalsa
Il Palermo dei Picciotti
E' l'estate del 1995, racconto io la storia, perchè Pippo dopo la mia domanda sul Palermo dei picciotti è entrato in loop ripetendo a manetta "Inchia Vasari" alternando questa frase pregna di significato a sorsi di vino. Dicevamo, estate 1995, Giovanni Ferrara diventa unico presidente del Palermo calcio, liberandosi del socio Polizzi. I soldi sono pochi, Ferrara paga tutti gli arretrati e si mette al lavoro per creare una squadra da salvezza. Le fondamenta del nuovo Palermo hanno un nome e un cognome: Ignazio Arcoleo. Arcoleo è nato a Mondello, ha vestito quasi 200 volte la maglietta rosanero e faceva parte di quel Palermo promosso in A nella stagione 71/72. Ferrara affida la panchina ad Arcoleo, non solo per il suo passato da calciatore, ma soprattutto per gli ottimi risultati raggiunti con il Trapani. Nel 93/94 il Trapani di Arcoleo aveva vinto la C2, l'anno seguente in C1 i granata arrivarono ai Play-Off per la B, eliminati a parità di gol dal miglior piazzamento in campionato del Gualdo (Gualdo che perderà ai rigori la finale contro l'Avellino). Arcoleo e Ferrara cominciano a formare la squadra. Confermato Iachini, arrivano alla Favorita: Berti, Ciardiello, Scarafoni, Di Già, Galeoto e Vasari. Si pesca anche dalla primavera come dimostra l'inserimento in prima squadra di Giacomo Tedesco e di molti altri giovani del vivaio. Ai nastri di partenza, il Palermo sembra spacciato. Prima dell'inizio del campionato c'è però la coppa Italia. Il 20 agosto del 1995 si gioca al Tupparello di Acireale il primo turno tra la squadra locale e il primo Palermo dei Picciotti. La squadra di Arcoleo ha squalificati illustri come Iachini e Ciro Ferrara (l'altro). In palio non c'è soltanto il passaggio del turno, in palio quella sera c'è anche la sfida con il Parma. Il vincitore affronterà il pallone d'oro Stoichkov, Cannavaro, Zola, Sensini e Dino Baggio. E' un'occasione d'oro per riportare il calcio che conta nel capoluogo siciliano e soprattutto per portare soldi nelle casse del club. La partita non ha storia, risolta con un gol per tempo proprio da due "picciotti" palermitani, ovvero Ciccio Galeoto del Rione Arenella, uno che prima di diventare professionista levigava il marmo per le tombe, e Massimiliano Pisciotta da Borgo Vecchio.

Passano 10 giorni, il Palermo torna in campo questa volta alla Favorita. 25.000 paganti a intimorire un attacco formato da Melli, Inzaghi, Stoichkov e Zola e a sostenere Berti, Galeoto, Caterino, Iachini, Ferrara, Biffi, Vasari, Pisciotta, Rizzolo, Di Già, Giacomo Tedesco. Passano 7 minuti, Giovanni Caterino lanciato da Iachini entra in area e con il sinistro fulmina Bucci. Nel primo tempo si fa male Rizzolo, il presidente Ferrara preoccupato per il giocatore lo raggiunge in ospedale, «Tranquillo presidente, non è nulla» dice il calciatore al Presidente in lacrime «Ma io sto piangendo perché ha raddoppiato Vasari...» Risponde Ferrara. E' il minuto 48 e Tanino Vasari, palermitano anche lui di Borgo Vecchio, supera Bucci. 2 a 0. Esplode la Favorita, esplode Palermo. A 3 dalla fine Caterino lancia per Vasari che di prima infila per la terza volta  gli uomini di Scala. Il Parma mette in campo i miliardi, il Palermo risponde con il cuore. 3 a 0. Il pallone d'oro Stoichkov è oscurato da Gaetano Vasari, ex garzone  di un bar del suo quartiere, uno alto un metro e sessantanove che però quella sera si trasforma in un gigante. Il Palermo continuerà a stupire, arrivando a novembre in zona promozione dopo aver battuto la Pistoiese. Poi entrerà in crisi e alla fine si piazzerà al settimo posto a 9 punti dalla serie A. In Coppa passerà anche il turno seguente, battendo con un gol di Galeoto il Vicenza. Sarà eliminato dalla Fiorentina (vincitrice poi del trofeo) di Batistuta ai quarti. Quello è il primo Palermo che ricordo e se lo ricordo io con emozione, non oso immaginare come possano ricordarselo i tifosi rosanero. In fin dei conti possiamo dire che la "Cantera" con Assennato, Di Somma, Ignoffo, Lo Nero, Pisciotta Tedesco, Giancarlo Ferrara, Vasari, Compagno e Campofranco è stata inventata a Palermo.
Il Palermo dei "Picciotti"
Dopo aver parlato dei "Picciotti" , Pippo senza guardarmi mi domanda: "Coca?". Ora, non sono nato ieri, vivo a Roma e in 30 anni di vita nella capitale mi è stata offerta qualunque sostanza psicotropa, tuttavia anche se al 99% mi stava offrendo della cocaina, c'era un misero 1% di possibilità che volesse un sorso della mia Coca Cola. Faccio finta di non capire e questa volta Pippo è decisamente più diretto. Rifiuto. Pippo mi guarda fisso e mi chiede: "Ma non è che sei della digos?" La mia reazione stupita lo tranquillizza e continua a parlarmi del  Palermo. Chiedo quale sia il suo giocatore preferito nella storia. I nomi sono due, uno è Fabrizio Miccoli, "Anche se ha sbagliato", tiene a precisare. L'altro nome  mi sorprende, si tratta di Cristian La Grotteria. E finiamo così a parlare del Palermo di Sensi.
Cristian Alejandro La Grottería
Il Palermo di Sensi
Ricordo del Foggia e anche del Nizza, società finite nelle mani di Sensi non so ancora per quale motivo. Quando acquistò il Palermo, esultai parecchio, pur sapendo che Sensi aveva comprato la società rosanero per fare uno sgarbo alla Juve, che aveva tentato la scalata tramite Briatore. Alla fine andò di lusso. Acquistata a marzo 2000 in C1, nel giro di un solo anno il Palermo si trovò lanciato verso la B, salvo poi farsi clamorosamente rimontare dal Messina. Dalla giornata 28 alla 32 il Palermo pareggia con Fermana, Atletico Catania e Fidelis Andria, come se non bastasse perde con la Torres e con il Messina. I peloritani recuperano 8 punti in 5 giornate e vincono lo scontro diretto. Ora a 2 turni dalla fine la promozione è nelle loro mani. Questa situazione costa il posto a Giuliano Sonzogni, sostituito dal fedele Ezio Sella. Vincono entrambe la penultima di campionato. Il Palermo sbanca Nocera e si appresta ad affrontare l'ultimo turno in casa contro l'Ascoli, mentre il Messina  volerà al Partenio di Avellino, due squadre ormai certe dei play-off. il finale è veramente da infarto. Al Palermo non serve solo la vittoria, deve sperare anche in un passo falso del Messina. Dopo 16 minuti Tiziano Maggiolini porta avanti i rosanero, poi solo attesa con il Messina bloccato sullo 0 a 0. Al 90' la beffa, rigore per i peloritani. La Favorita cade nello sconforto più totale. Sansonetti, portiere dell'Avellino, neutralizza il tiro dal dischetto di Vittorio Torino, un paio di minuti dopo l' Avellino si porta in vantaggio. Pippo mi racconta di quei 5 minuti finali, sudando al solo pensiero, 5 minuti di follia che fecero tremare l'intera città. Per quel che riguarda La Grotteria, in quella stagione, giocata fuori ruolo per volere di Sonzogni, mette a segno solo 4 reti, contribuendo comunque con le sue giocate alla promozione. Resterà a Palermo fino al 2003, diventando un idolo con 80 presenze e 17 gol. Sensi lo pagò 2 miliardi di lire, record per la C1, strappandolo all'Ancona. Pippo lo ricorda emozionandosi, solo Fabrizio Miccoli riuscirà a esaltarlo come "El Caballo".
E l'anno della promozione in A? E Luca Toni? Pippo, mi guarda e con estremo garbo, dopo aver finito il vino mi dice: "Devo pisciare".
Promossi in B
Seduto su quella panchina, in una città che non conosco, aspetto che ritorni uno sconosciuto per finire di raccontarmi le sue storie, sono ansioso di sentire altro come i bambini che ascoltano il saggio nonno intorno al camino acceso, con la differenza che io sto aspettando uno spacciatore alticcio, che sta pisciando mezzo litro di vino. Appena torna, proprio come un saggio nonno si siede, mi chiede una sigaretta e continua a raccontare con la patta aperta.

La promozione in A
Devo purtroppo censurare il suo pensiero su Toni (non ha digerito il suo passaggio alla Fiorentina), non saprei neanche come tradurlo in italiano, per carità il giocatore non si discute, ma a quanto pare l'uomo non è propriamente rimasto nel suo cuore a giudicare dal susseguirsi di termini poco lusinghieri rivolti al suo indirizzo. Peggio mi sento quando tocco il capitolo Zamparini: "E' un fango!" sentenzia. Sulla promozione è un fiume in piena, credo abbia elogiato anche l'ultimo dei panchinari. Parla bene di tutti, da Guidolin a Zauli, passando per Corini e Mutarelli. Definisce i gemelli Filippini "Due animali che non smettevano mai di correre". In tutto questo, tolta ovviamente la partita della promozione contro la Triestina, il momento più toccante rimane il gol del 3 a 0 di Vasari al Bari. In quella stagione "Tanino" viene convinto da Rino Foschi ad accettare un contratto a gettone e rinunciare quindi ai 250 mila euro stagionali con il Cesena. Vasari accettò anche perché promise al padre in punto di morte di riportare il Palermo in serie A. In quella stagione scese in campo 25 volte. All'ultimo minuto, dell'ultima partita contro il Bari, Gaetano "Tanino" Vasari firmò il gol del definitivo 3 a 0, gol che neanche a dirlo, fu dedicato al padre.

Serata indimenticabile, entrai sul 2-0, la gente voleva il mio gol, lo volevo anche io. Gol dedicato a papà Ferdinando: Prima di morire gli promisi che avrei portato il Palermo in A, mancava un minuto alla fine. Credo sia stato papà ad aiutarmi ad entrare nella favola. Urlavo e piangevo, piangevano i tifosi. Mi vengono i brividi. Non so quante volte ho rivisto quelle immagini, ricordo solo il tiro, il resto l’ho vissuto come in un film.
(Gaetano Vasari)
Tanino Vasari in trionfo dopo il 3 a 0
Quel gol di Vasari è poesia, un gol inutile, con il Palermo già promosso, ma un gol che comunque fa commuovere tutta la città. Pippo mi parlerà anche della A, delle vittorie con le grandi, dei vari campioni come Cavani e Pastore. Però i suoi occhi non luccicano come quando mi ha raccontato del Palermo dei Picciotti, di La Grotteria o del Palermo promosso in B o in A, solo quando parla di Miccoli rivedo l'entusiasmo, ma la storia del salentino merita un post a parte (quando e se mi andrà di farmi linciare per come la penso). Non so se sia un sentimento comune a tutti i palermitani, ma sembra quasi che questi 9 anni passati nella massima serie siano stati meno intensi di quelle stagioni in cui gli avversari si chiamavano Torres  o Pistoiese.

Per Pippo si è fatto tardi, mi saluta calorosamente e mi invita a non girare troppo a quest'ora di notte, faccio notare che sono appena le 9 e un quarto ma lui insiste, poi se ne va non prima di avermi augurato lo scudetto, faccio lo stesso per la promozione. Comincio a camminare per la città non seguendo i consigli di Pippo, anche perchè non ho avuto mai mezzo problema a Palermo. Il mio fegato ha avuto tregua quella sera, ma quando passo davanti al bar rosanero in via Lincoln, non posso non prendermi un cannolo (fanculo il fegato). Il giorno dopo andrò a vedermi Italia-Bulgaria (1 a 0 gol di Gilardino) al Barbera. Bellissimo stadio, vecchio ma bello. Parlo con tanta gente, sempre del Palermo e trovo tantissimi punti in comune con i racconti di Pippo. Prima di partire mi faccio un ultimo giro, passo un'intera mattinata a Ballarò, l'anima della città, basta mezza scusa e la gente comincia a parlare di calcio, quello che mi vende lo sfincione (una focaccia spugnosa con: pomodoro, origano, acciughe, cipolla e formaggio) è un grandissimo fan di Di Donato, mi dice anche che Vasari ha comprato un panificio proprio davanti al Barbera.

Palermo incanta e lo fa anche grazie ai suoi tanti problemi e ovviamente non parlo solo del "Traffico tentacolare e votticoso" (cit.) o del prezzo delle banane. E' una città folle, che nel giro di due strade ti porta del pieno centro storico alle zone popolari. Quel pubblico e quello stadio sono passati dal Tupparello a San Siro, dalla C1 all'Europa, senza mai cambiare atteggiamento, perché Palermo è folle e ama la sua squadra da sempre comunque e ovunque alla follia.

16 commenti:

  1. Caro Nesat,
    il gol contro il Vicenza lo segnò Ciccio Galeoto (te lo dico solo perché so che ci tiene, ne avrà fatti sì e no 3 in carriera).

    Per il resto, anche se all'epoca ero un bambino, sono anch'io un reduce del finale da infarto di Palermo-Ascoli e Messina-Avellino. Mio padre mi promise che mi avrebbe portato allo stadio ma, sfiga delle sfighe, è giorno di elezioni e lui è chiamato a fare il presidente di seggio. Da solo non mi ci fa andare (10 anni, poco avvezzo allo "scavalcamento", poco adatto a compiere gesti irresponsabili). Allora resto a casa, con una fedele radiolina che mi accompagnerà fino ad un Milan-Palermo 3-3 con gol del futuro campione del mondo Simone Barone...

    Segna Maggiolini, esultanza normale. A circa una decina di minuti dalla fine sento imprecare un gruppo di ragazzi più o meno ventenni sotto casa mia: la loro radio non funziona più.

    "Mamma, posso scendere?"
    "'Un t'arrisicari, sai!" ("Non ti rischiare a farlo, sai!")

    Allora faccio la radiocronaca dal balcone.

    90': "Minchia no! Riguri pu' Messina!"
    E uno di quei ragazzi inizia a prendere a calci le ruote della macchina. In quel momento Nostro Signore doveva avere dei fischietti al posto delle orecchie.

    90' + 30": "S'u manciò! Torino S'u manciò!" (Se l'è "mangiato"! Torino se l'è mangiato!). Lacrime che neanche se avessimo vinto la Champions League.

    91': "Signò l'Avellino! Minchia signò l'Avellino!!!"
    "Ma chi 'nni pigghi pu' culu?"

    Scendo giù a festeggiare con quei ragazzoni, la macchina presa a calci neanche un minuto prima si trasforma in un concerto di marmitte semidistrutte e clacson a manetta. Serie B. All'epoca era un grande obiettivo, oggi la stiamo schifando...

    p.s. se dovesse interessare, mio padre ovviò alla mancata promessa "prenotando" un posto allo stadio alla prima casalinga nel campionato di B. Palermo-Cagliari era in notturna e preferì evitare, allora si decise per Palermo-Pistoiese. Ancora oggi so la formazione a memoria: Sicignano, Montalbano, Chionna, Marco Aurelio, Guerra, Brienza, Di Donato, Amerini, Bombardini, Guidoni, Mascara. Proprio quest'ultimo autore del gol decisivo.

    Mi manca quel Palermo, mi pare ovvio...

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Ma Marco Aurelio quello con i baffetti? Mi è sempre stato simpatico, chissà cosa fa adesso...

      Elimina
    2. Chiedo perdono a Galeoto... Mi sono confuso e hai fatto benissimo a segnalarlo.

      Hai fatto ancora meglio raccontando quella storia... BELLISSIMA... Grazie!

      Da romanista Bombardini fu una delle mie più grandi delusioni... Credevo tantissimo in lui...

      Elimina
    3. Al Dall'Ara sempre rispettatissimo (per ciò che portava in tribuna).

      Elimina
    4. pdc10
      Marco Aurelio era quello con i baffetti, ex Vicenza e Sporting Lisbona. Un'espulsione di media ogni due partite giocate. L'avessimo avuto in coppia con Biffi avrebbero dovuto aprire un reparto di trapianto tibie al CTO.

      Nesat e sigosiendobostero
      Bombardini a Palermo era un Cristiano Ronaldo spedito senza motivo in Serie C. Vinceva le partite da solo, idem in Serie B. Il problema è che, ai tempi, giocava anche da solo. E nella Roma di Capello non potevi mica permettertelo da esordiente...

      L'aneddoto più significativo (per ricollegarmi a ciò che portava in tribuna) riguarda la festa per la promozione in B: arriva con 5 ore di ritardo, in buonissima compagnia, e non giurerei sulla sua sobrietà. Aveva le chiavi di Palermo.

      Elimina
  2. Roberto Biffi (primatista di presenza con la maglia del Palermo, ndr) fino a non molto tempo fa allenava nelle giovanili della Loanesi, qui in zona...
    A Palermo ho sempre collegato dei brutti ricordi sul campo (lotta per la Champions 2010 e retrocessione l'anno dopo), ma come ambiente e tifoseria penso che sia una delle più calorose e popolari (nel senso che è vicina a tutti) in Italia.
    Al momento auguro a loro una lunga permanenza Iachini, e una conversione improvvisa di Zamparini alle freccette.

    RispondiElimina
  3. Nesat mi hai emozionato con questo ricordo onirico di una notte a Palermo...poi mi fa piacere che una delle prime volte ci siamo andati insieme (come dimenticare le scorribande fuori dal convento di Alia? Le arancine mangiate di soppiatto? Quella merda di Kopke che para il rigore a Zola?).

    Su La Grotteria credo ci siano storie infinite e inverosimili. Prego qualcuno di raccontarcele.

    Grande simpatia per il Palermo, per mezza stagione (era il Palermo di D'Antoni) ci giocò anche mio cugino, completava il tridente con Frau e Bombardini. Di lui si ricorda un gol spettacolare in rovesciata contro il Marsala e poco altro.

    RispondiElimina
  4. Mammamia che roba,e quanta roba. Commoventi, per quanto mi riguarda, i riferimenti alle sfide con la Torres. Io ho visto cadere il Palermo sotto casa mia sia ai tempi di Taglialatela, Biffi e Favo (doppietta di Zola) che in quelli di Cappioli e La grotteria (3-0 e tutti a casa), ma ho sempre avuto grande rispetto per le maglie rosanere.
    Ho avuto un'esperienza non troppo diversa una domenica di qualche anno fa a Borgo vecchio. E la scorsa estate a vedere Italia-Bulgara c'ero pure io (questo il mio resoconto http://sini-sassari.blogautore.repubblica.it/2013/09/24/alla-favorita-con-l806/

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Favoloso il bus 806... Un viaggio che non finisce MAI...

      Buffon quella sera fece una parata ASSURDA... Mai vista una parata più bella dal vivo.

      Elimina
  5. è vero, post che rimanda a mille altri aneddoti, riflessioni, spunti..palermo per me è stata all'inizio serie b, maglietta chesololorocel'hannocosì in anni nei quali chissà perché i portieri avevano sempre le mani incrociare nelle figurine..con stadi sempre pieni anche al penzo, perchè la serie b, appunto, non si schifava..e sarebbe interessante capire perchè, un po' dappertutto, sono ricordati più intensamente quegli anni rispetto a questi, anche se i palcoscenici erano minori..una promozione in b, o anche una salvezza all'ultima giornata, valevano il paradiso....poi palermo ha anche rappresentato mezza squadra che passa con un pulmino da un ritiro in montagna all'altro, divenendo rosanero per volere di zamparini nel giro di estate...e devo dire che negli anni della loro ultima promozione in b e del periodo d'oro in a era sì un bel palermo, ma ho esaurito tutte le mie energie a gufare contro

    che bella serata ti sei passato a palermo
    tommaso

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Zamparini è amato da tutti...

      Come sta andando il Venezia?

      Elimina
    2. il venezia si barcamena senza infamia e senza lode nella zona playoff di una serie C1 (scusate, legapro) che qualifica fino alla nona squadra per la fase successiva, senza prevedere alcuna retrocessione..in pratica, macalli e soci hanno applicato al meglio i principi decubertiani..è un campionato parecchio anomalo, bocalon segna, cori mi aveva illuso ma la chicca stagionale, a meno di clamorose sorprese da qui a giugno, resterà il passaggio di ousmane dramè (giunto come pupillo di dal canto e ricordato per la capacità di collezionare cartellini di ogni colore)allo sporting lisbona con una clausola rescissoria da fenomeno
      http://www.sportlive.it/calcio/ousmane-drame-sporting-lisbona.html

      Elimina
  6. nesat mi aveva fatto un accenno della storia e aspettavo questo post come un assetato aspetta una cedrata tassoni...vicissitudini stupende di una squadra che penso abbia vissuto in venti anni quello che molte squadre vivono in cinquanta...mai avuto simpatia per il palermo peraltro, nemmeno quando passo in mano a sensi, però è un campo ed una squadra che danno un qualcosa in più alla serie A a livello di "storie".

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Concordo... Palermo merita la A sempre e comunque.

      Elimina
    2. non me ne vogliano eventuali tifosi rosazzurri in lettura, ma l'eventuale retrocessione del catania sarà accolta con sommo gaudio a casa bobrov.

      Elimina
  7. Allo stadio a vedere Palermo - Ascoli del 2001 c'ero pure io, da abbonato di curva nord. Premesso che ero presente allo stadio anche in occasione del già citato Palermo-Parma dell'era dei picciotti, per la promozione in serie A del 2004, per l'epico pareggio di San Siro contro l'Inter nella stagione successiva e in tante altre occasioni, devo dire che niente nella mia vita mi ha emozionato come quell'ultima giornata della serie C1 2000/2001 e sono convinto che lo stesso effetto avrebbe avuto su qualunque appassionato di questo sport, a prescindere dalla propria squadra del cuore... La partita, una volta sbloccata al quarto d'ora, diventa surreale; tutti, sugli spalti, in panchina, in campo, pensano solo alla partita di Avellino e le squadre passeggiano per il campo come fosse un riscaldamento prepartita. Fino al 90°, quando le onde radio, come uno tsunami dell'etere, diffondono la notizia del rigore assegnato al Messina. In tutto lo stadio cala un silenzio che definire surreale è riduttivo, 35.000 persone nel silenzio più totale, si sentono il canto degli uccelli e il gracchiare delle migliaia di radioline sugli spalti. I giocatori si fermano, Giampietro (se non ricordo male) riceve il pallone sulla destra difensiva, proprio sotto la curva nord, sotto i miei occhi, fa qualche metro palla al piede e si ferma davanti alla panchina. I giocatori rosanero sono tutti immobili, quelli dell'Ascoli si guardano in silenzio come in presenza di un moribondo sul letto di un ospedale e persino l'arbitro rinuncia a sollecitare il gioco. Tutti in campo guardano la panchina dove l'ennesima radiolina, imbarazzata, fa ciò per cui è stata costruita. Passano 30, 40 secondi, forse un minuto, non so, a me come a tutti sembra passare un'eternità; poi, da lontano, come tanti piccoli terremoti, ognuno con epicentro su una radio, un ruggito profondo prende sempre più corpo, aumenta d'intensità e ti scuote fin dentro le ossa: il ruggito della Favorita! La gente, sulle prime incredula, si abbraccia come impazzita, la panchina esplode come per un gol e in campo i giocatori esultano, la palla, ancora in gioco, è ormai abbandonata per il campo ma l'arbitro e i bianconeri delle marche non ci fanno caso e ammirano le falde di Monte Pellegrino... In un attimo passa un minuto, forse un minuto e mezzo, chissà, e arriva la notizia del gol dell'Avellino e, insieme, un orgasmo, si, un orgasmo calcistico che pervade tutti, il boato ininterrotto di almeno 3 minuti lentamente scema, nel frattempo la partita è finita e il Palermo è tornato in serie B...

    RispondiElimina