lunedì 10 marzo 2014

Nell'anno del signore


Ascoli - Pontedera, settembre 2013. Il pubblico delle grandi occasioni
È tutta questione di abitudine: l'anno non comincia il primo gennaio, ma ad agosto. E non finisce il 31 dicembre,  ma a maggio. A meno che non ci siano gli Europei o i Mondiali. Cominci a pensarla così che fai ancora la prima elementare, poi diventa praticamente normale.
Il problema sono certe annate, mesi lunghissimi in cui «pioggia e sole abbaiano e mordono, ma lasciano il tempo che trovano» (F. De Gregori).

La mia squadra, l'Ascoli Calcio, galleggia sul fondo di una serie C in cui non si può retrocedere, la società è fallita a novembre ed è risorta a febbraio, sotto le insegne di un ricchissimo industriale canadese che ha promesso la zona Uefa in un quinquennio con la stessa nonchalance con cui Renzi ha giurato davanti al Parlamento, al popolo e a Dio che sbloccherà i debiti della pubblica amministrazione.
Tutto bellissimo, tutto fantastico. Ma, a parte che odio le feste di piazza e per tradizione personale boicotto gli appuntamenti con troppa gente troppo felice, per me il futuro rimane sempre lì dov'è: nel futuro, appunto. Dovessi cominciare a preoccuparmi del futuro, dovrei anche rammaricarmi per il passato: particolare che non si concilia con la mia volontà di bere di meno.

E allora sono sempre in questo-eterno-presente-che-capire-non-so, cioè il fondo della serie C, senza poter retrocedere, con una squadra che si comporta come la nazionale di rugby («sconfitta onorevole» è un'espressione ormai di moda) e un avvenire dipinto come magnifico ma che arriverà soltanto alla fine di agosto. Nel frattempo non vado più allo stadio, e la domenica cerco un Televideo per tenermi aggiornato. Mi sento un po' come Bill Murray in quel film, quello in cui lui continua a rivivere sempre lo stesso giorno:
Ascoli – Catanzaro 0-1
Salerinatana – Ascoli 2-1
Ascoli – Grosseto 0-1
L'Aquila – Ascoli 2-1
Barletta – Ascoli 1-0
Ascoli – Frosinone 0-1

La ripetizione di una ripetizione di una ripetizione.

Ma tanto c'è una proprietà nuova che ci farà sognare, in futuro. Per ora tutti sono obbligati a sorridere, a dire che «comunque i ragazzi si impegnano». E come negarlo: sono così scarsi che il portiere ha già fatto sapere che l'anno prossimo dirà addio al calcio per dedicarsi ad un altro sport, che questa avventura l'ha cominciata soltanto perché deve perdere peso e il medico gli aveva detto di muoversi un po'. Persino l'idolo delle folle – il centravanti Vegnaduzzo – dopo essersene andato (a novembre) si è aggregato all'Offida (Seconda Categoria) e manco lo fanno giocare titolare. Ha più di trent'anni e fa la riserva a un ragazzino che a volte non può andare agli allenamenti perché il giorno dopo c'è il compito di matematica.

San Benedetto del Tronto, l'umore dei supporter locali

Da un po' di tempo a questa parte vivo a San Benedetto del Tronto. C'è il mare, un bel molo, il centro è chiuso al traffico. Questo mi basta per ritenerla molto migliore di quel covo di fascisti chiamato Ascoli Piceno, con le sue grigie rovine che qualcuno spaccia ancora per bellezze architettoniche. Con gli abitanti del luogo mi trovo benissimo, con loro ho solo divergenze di natura calcistica. Ma anche la gioia di una sana discussione mi viene negata: mentre noi affondiamo senza poter realmente affondare, loro stanno stravincendo il campionato per palese superiorità tecnica sulle altre partecipanti al torneo. Credo che dall'inizio dell'anno abbiano pareggiato solo un paio di partite e vinto tutte le altre. Sai che divertimento. Poi hanno una storia tristissima alle spalle: promossi in Seconda Divisione, per colpa di una proprietà quantomeno poco avveduta – dopo i tentati blitz di Lotito e altri loschi figuri non necessariamente legati alla malavita romana – sono sprofondati giù in Eccellenza. Si è trattatto del quarto fallimento in sedici anni. Frequento un bar di tifosi locali, a volte giochiamo qualche 'bolletta' insieme. L'ultima vittoria risale a settembre. Ed erano tutte partite facili. Ed eravamo una marea a giocare. Alla fine in tasca sono entrati pochi spiccioli.
 
Comprereste un'auto usata da quet'uomo?
Intanto ad Ascoli provano a muovere la situazione e cambiano allenatore: Bruno Giordano, con la sua faccia da pugile, se n'è andato quando gli hanno fatto capire che non sarebbe stato confermato neanche a costo di affidare la squadra al magazziniere, al suo posto è arrivato Flavio Destro – papà di Mattia –, ma i risultati non cambiano e «sconfitta con onore» continua ad essere l'espressione preferita delle gazzette locali. Almeno a ottobre, quando le cose sembravano davvero compromesse, vidi il Lecce farcene cinque al Del Duca. Protagonista di quel pomeriggio fu Fabrizio Miccoli. Ce l'ho sempre avuto al Fantacalcio, Miccoli. Quest'anno l'ho sostituito con Maxi Lopez. Galleggio a metà classifica, senza rischiare di arrivare ultimo ma già escluso dalla lotta di vertice.
Quanto manca ad agosto?

16 commenti:

  1. La classica stagione di transizione, insomma..

    Certo non poter retrocedere è un pò una figata (o meglio, lo sarebbe per squadre costrette a cedere ii giocatori in CIna per sanare i conti), ma toglie tantissimo sapore. Da passione diventa attesa.

    Qual'è il film di Bill Murray?

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    1. Bostero, come "qual è il film di Bill Murray"? Quello sul giorno della marmotta, non ci credo che non l'hai visto! Quando stavamo alle elementari, Canale 5 l'ha dato almeno dieci volte in "prima serata"...

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    2. Ho un vuoto. Ho pure letto la trama su Wikipedia ma non mi dice niente.

      Rimedierò aggiornando la mia cultura cinematografica con il sequel di 300.

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    3. è un magnifico film prettamente autunnale-invernale quindi se vuoi vederlo ti restano dieci giorni..

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  2. Boh, io quest'anno mi annoio. La mia deriva piccolo borghese è ormai inarrestabile.
    Il film è Ricomincio da capo, un mezzo (mezzo) capolavoro

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  3. il concetto di lega chiusa non potrà mai funzionare nel calcio, dove vuoi o non vuoi, la "mobilità verticale" è quantomai ridotta. sì certo, squadre come l'ascoli, la samb (ma mettete come esempio tante squadre di "provincia" medio grande) possono aspirare a trovare un gruppo di giocatori di buon livello che portino la squadra in A, al limite anche a giocarsi una metà classifica, ma la storia si ripete abbastanza ciclicamente e a quei fasti seguono inevitabili tempestive retrocessioni, fallimenti e "ricomincio da capo". tempo fa, parlando con alcuni amici sulle possibili alternative al campionato primavera (la più in voga, le "squadre B" alla spagnola, ormai presenti in quasi tutti i campionati europei), uscì una proposta interessante sulla falsariga del draft degli sport americani: ad agosto, le squadre di serie A mettono a disposizione 3-5 giocatori (possono essere giovani ma non solo) che le squadre di B e C peggio piazzate l'anno prima possono scegliere per prendere in prestito, senza comproprietà con diritto di riscatto, prestiti mascherati per far giocare i giovani e così via. mario quest'anno magari si annoierebbe lo stesso, però avrebbe qualcosa a cui guardare per l'anno prossimo...

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    1. Noto invece il fenomeno opposto. Ormai chi ha giocato in A non scende in B neanche a fine carriera. Solo Miccoli e qualche altro nome. Meglio fare panchina in A. In aggiunta, la Serie A è sempre più un buon mercato per l'estero.

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    2. Non sapevo che Miccoli fosse rimasto a giocare in serie C al Lecce, io lo porterei comunque al mondiale.
      Ma non ho capito questa cosa per cui non si retrocede più dalla Lega Pro, qualcuno me la può spiegare?

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    3. ps isidro bella, suggestiva la vostra proposta comunque...

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  4. il film è un capolavoro per intero.....magico giorno della marmotta....l'esatto opposto di questa lega pro da circo,orchestrata da personaggi,a cui viene dato sempre troppo poco risalto per evidenziare lo schifo che han fatto in 20 e più anni di gestione,con palesi favoritismi sempre a favore degli stessi,e affossamenti sempre altrettanto programmati e andati a buon segno. sia chiaro,parlo con cognizione di causa,e chiunque come me,che da vero tifoso e amante dell'approfondimento si inoltri in un paio di stagioni in queste serie fangose e viscide,potrà scoprire intrecci e intrallazzi che farebbero impallidire pure licio gelli.....ps mario da quanto segui l'ascoli???

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  5. Post che non esito a definire offensivo, verso tutti quei popoli e quelle tifoserie che la C ed il trauma da fallimento l'hanno vissuto veramente. Provare solidarietà verso un "malato immaginario" è un atto borghese, in senso calcistico. Fallimento pilotato a metà campionato, dove non si retrocede, e noi dovremmo pure dare la pacca sulla spalla? Poveri noi!

    P.S. Quest'anno non si retrocede dalla Prima Divisione della Lega Pro perché l'anno prossimo ci sarà la riforma dei campionati e quindi si ritornerà a tre gironi di C da 20 squadre, com'era negli anni '70.

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  6. almeno voi ce li avete avuti un Oliver Bierhoff e un Benny Carbone in contemporanea...

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  7. si si ha ragione Vasilij troppo comodo fallire quest'anno...era il 1992 e i due sopra citati in un Taranto-Ascoli ce ne infilarono quattro conditi da applausi scroscianti e standing-ovation finale...poi buio totale,radiazione fallimenti vari e serie dilettanti...era appunto il 1992 e da allora al massimo un paio di finali play-off con Catania ed Avellino e tanti sali-scendi illusori...ora siamo 2° dietro il Matera che a fine mese verrà a trovarci...e appunto illusioni alle stelle siamo pur sempre il Taranto

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  8. era l'Ancona l'altra finale non l'Avellino che era una semifinale

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  9. caro mostovoi ma anche tu come me,condividi la fede rossoblù????

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  10. tutti ad Ascoli !!! http://www.youtube.com/watch?v=R3GPQ9RPz4w

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