mercoledì 19 febbraio 2014

Il sogno di Renzo



Un sussulto. Qualche istante di puro entusiasmo. Ecco cosa ho provato un paio di giorni fa dopo che mi hanno segnalato che la nazionale padana di calcio prenderà parte al prossimo Campionato del Mondo della CONIFA.
Ma come, mi sono domandato, la creatura plasmata dal genio politico-calcistico di Renzo Bossi non era caduta in disgrazia dopo lo scandalo che ha coinvolto il suo Creatore, il Team Manager capace di portarla per tre volte sul tetto del mondo?
È bastato poco, però, per svegliarmi da questo fantastico sogno e prendere coscienza che l’attuale Padania non ha nessuna parentela con quella fondata, guidata e portata alla vittoria dal Trota.
La Federcalcio di riferimento è un’altra, la Padania Football Association, mentre la creatura bossiana si chiamava Lega Federale Calcio Padania, presieduta all’epoca da Nunziante Consiglio, deputato e tifoso del... Napoli. Un terrone, insomma.
Merita quindi ricordare a tutti il cammino di questo epico pezzo di storia del calcio.
Proprio dalla Terronia parte la nostra storia, con l’esordio della nazionale verde: a Benevento, il primo di marzo del 1998, è la libera terra di Ausonia a sconfiggere i verde-soleggiati per 2-0. Grazie a Thor, c’è il ritorno e i vichinghi bossiani si impongono ai rigori dopo aver ribaltato il risultato dell’andata nel più famigliare campo di Varese.
Seguirà un camino entusiasmante con vittorie contro l’Oltrepò, la Costa Azzurra, il Savoia, il Sud Tirolo (subissato per 12-0), l’Olimpia Lubiana, il Tibet (14 a 2, altro record!), l’Athletic Mozzecane. Poche le battute a vuoto come le sconfitte con l’Arpitania e con gli albionici dell’England All Stars (alla faccia degli indipendentismi scozzesi, irlandesi e gallesi!).
Per il momento la Kamchatka, la Jacuzia o il Regno di Zamunda sono salvi.
Nel mezzo anche un lungo stop di oltre otto anni, prima del riconoscimento ufficiale del massimo organismo calcistico delle nazioni non riconosciute, l’NF Board. Nel “board” c’è un po’ di tutto, dalle regioni secessioniste di aree calde (Tibet, Kurdistan, Cecenia), a qualche vecchio nostalgismo, specialmente italico (Cilento, Regno delle due Sicile), etnie senza terra (come la nazionale dei Rom), nazioni nate nei pensieri di qualche politico (appunto la Padania), piattaforme petrolifere (Sealand), parti onirici (Saugeais, Cascadia) o espressioni di natura storica e non territoriale (la nazionale dei Cosacchi). Un carnevale del folklore. Poco più. 

Grazie a paint, fanculo a Blatter!
Il genio organizzativo di Renzo Bossi però non intende farsi scappare il primo palcoscenico mondiale e la grande occasione arriva nel 2008, quando l’NF Board organizza in Lapponia (il nord del nord, il terreno ideale) la seconda edizione della VIVA World Cup. L’allenatore è di provata esperienza: Leo Siegel, giornalista, saggista, umorista, con un passato da allenatore semiprofessionista e un presente da Presidente della Lega Hockey.
In campo, Renzone ci prova con Carlo Nervo, Maurizio Ganz, Giampietro Piovani, Fabio Voltolina, Cristiano Pavone, provati contro gli studenti tibetani. Alla fine in Lapponia volano Alessandro Dal Canto, Pietro Bulleri, Massimiliano Scaglia, i fratelli Michele e Federico Cossato, oltre a qualche gloria dei campionati dilettantistici e semiprofessionisti.
D'altronde gli impegni non sembrano provanti e i padani nel freddo nord giocano da schiacciasassi: 6-1 alla Provenza, 2-1 al Kurdistan, 2-0 alla Lapponia e 4-1 all’Aramea. La finale è ancora contro gli aramei (popolo semitico con radici bibliche che vive in Siria) che vengono sconfitti per 2-0, grazie alle reti di Cossato e del bomber Giordan Ligarotti, massimo realizzatore della storia biancoverde con 5 reti. 
Gridiamolo al cielo: 
Campioni del Mondo!

"Maicol" Giordan Ligarotti. Il bomber.

L’anno successivo, dopo una dura battaglia per la candidatura e grazie ad un’abile strategia di promozione del “sistema Padania”, Renzo Bossi sconfigge Kurdistan e Gozo e ottiene la possibilità di organizzare la nuova edizione della VIVA World Cup. L’obiettivo è chiaro: riconfermarsi sul tetto del mondo. Gli stadi predisposti sono il Silvio Piola di Novara, il Franco Ossola di Varese e il Mario Rigamonti di Brescia. La finale si giocherà a Verona, al Marcantonio Bentegodi.
Le convocazioni confermano il bomber Ligarotti ma lanciano anche tre grandi vecchi come Maurizio Ganz, Giampietro Piovani e Giacomo Ferrari, risulteranno determinanti!
Il girone eliminatorio è superato senza patemi, grazie ai tre “anziani”: Piovani in gol contro l’Occitania, Ferrari e Ganz contro il Kurdistan (islamici, vittima predestinata della furia crociata!). In semifinale si fa sul serio: 4-0 alla Lapponia, mentre nella finalissima, ancora contro il Kurdistan è 2-0 grazie a D’Alessandro e Casse. Ancora vittoria.
 
Gridiamolo al cielo: 
Campioni del Mondo! Campioni del Mondo!


Il Mondiale successivo è però quello più complicato. Innanzitutto entra una nuova squadra, come il Regno delle Due Sicilie, che annuncia dura battaglia. Poi si gioca a Gozo, con i padroni di casa intenzionati a fare bella figura e con temperature torride…da terroni. E poi c’è la volontà di rivincita dei curdi, già sconfitti tre volte su tre.
Nella sostanza le convocazioni confermano i protagonisti dell’anno precedente, con i venerandi Ganz, Ferrari, Ligarotti e Piovani in prima fila. E ancora una volta Renzo Bossi ha ragione! Si sbarazza con facilità di Gozo (2-1) e Occitania (1-0), prima di battere anche grazie ad un gol del “segna semper lu” il Regno duosiciliano in un derby dai mille significati che trasuda di anti-Italia.
La finale è quella preventivata: Padania-Kurdistan. I curdi hanno un bomber implacabile Haider Qaraman (ma visto il nome piace anche ai leghisti…). I padani hanno una tradizione favorevole e una quaterna arbitrale tutta lumbard. Basta un gol di Mosti e un paio di sviste arbitrali per permettere agli Eroi di Gozo di portare a casa il titolo di tricampeon!
 
 Gridiamolo al cielo: 
Campioni del Mondo! Campioni del Mondo! Campioni del Mondo! 

Sembra ormai segnato un cammino invincibile guidato da un condottiero geniale. Ma qualcosa si mette di mezzo. Sarà che la Padania è Campione del Mondo e l’Italia è uscita al primo turno dei Mondiali sudafricani. Sarà che qualcuno è geloso. Sarà che l’intelligenza strategica di Renzo Bossi comincia a diventare fastidiosa. Resta il fatto che la magistratura inizia ad indagare sul “cerchio magico” e scopre che “i soldi dei rimborsi elettorali della Lega Nord sono serviti anche per portare la Padania nella titanica impresa di vincere i mondiali in Lapponia. Le spese per l’aereo e l’alloggio per i giocatori e 45 supporter, nonché quelle per l’affitto del castello resort di Fjallnas (con sauna e letto di velluto rosso) per Umberto Bossi, il Trota e l’altro figlio Riccardo sono tutte state rimborsate con soldi pubblici, per un ammontare di almeno 100.000 euro” (1). 

L'Autore di questo pezzo compagno di università di Renzone
 
Ma noi, cultori dell’epica e del grande calcio, ci chiediamo: cosa sono 100.000 euro se confrontai alla GLORIA?
Tutto si frantuma:
Ganz, uomo simbolo, tradisce e va in campo con la nazionale italiana evergreen di beach soccer, assieme a Pagliuca, Di Livio e Di Biagio.
Piovani, il primo storico capitano, appende le scarpe al chiodo.  
 

Maurizio, traditore della Patria

È la fine. La fine di un grande sogno. Il tramonto cupo di un pezzo di storia del calcio.
Grazie Renzo! Grazie Campione!

L'introvabile tomo-reliquia
 nota
(1) http://www.polisblog.it/post/14317/e-ora-la-nazionale-padana-rischia-di-scomparire

12 commenti:

  1. Sarei disposto a pagare qualunque cifra pur di mettere le mani sul libro "Padania mondiale. Da Benevento alla Lapponia".

    Grazie, storia da brividi, anche io condivido le tue perplessità sulla Giustizia: la gloria di tre campionati del mondo vale più dei nostri centomila euro. Quel giorno, a Gozo, dev'essere stato indimenticabile.

    L'unica cosa che non mi convince è il livello degli avversari: dov'era la nazionale catalana? E quella di Euskal Herria? E quella bretone? Lì sì che sarebbero stati cazzi amari per i nostri beniamini...

    ps Ma dicci una cosa: veramente ti sei laureato alla Krystal? O è un simpatico Photoshop?

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    1. Il libro lo cerco anche io da diversi anni.
      La laurea è vera, come quella di Renzo...(a suo tempo era uscito un sito con cui autoprodursela :) )

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    2. Un'ipotetica selezione di Euskal Herria potrebbe tranquillamente qualificarsi per i Mondiali, altro che cazzate padane!

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    3. Magari i catalani avrebbero qualche possibilità di qualificarcisi ma i baschi manco per idea.

      Comunque, a quanto so, i catalani organizzano un amichevole all'anno con nazionali serie tipo argentina, nigeria, ecc...
      Non si sognerebbero mai di giocare con groenlandia, tibet, lapponia et similia.
      Giusto per la cronaca sono associate all'nf board anche le gloriose selezioni di sardegna e fiume (lol).
      Forza somaliland!

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  2. Il nobile significato di 'vecchia gloria' svilito da qualche ex maneggione della serie A.
    A me ha colpito la prima foto di Renzo: per caso è stato usato quell'effetto che usarono anche i Soundgarden in Black Hole Sun?

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  3. anch'io ho la pelle d'oca, ma per il logo del nf board: meraviglioso (per convincermi che fosse quello originale sono andato a controllare sul sito ufficiale...). comunque il kurdistan è campione del mondo in carica: 2-1 a cipro nord e tutti a casa.

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  4. anonimo sfidante21 febbraio 2014 09:52

    Maurizio Ganz non ce l'ha duro.

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  5. Che bella la viva world cup... Come si può non tifare Occitania.
    Ma nella nazionale padana non giocava anche Beghetto?

    Sono stato a Gozo qualche anno fa, davvero un bel posto, come tutta Malta(ovviamente fuori stagione) Anche se per la mia prossima vacanza punto al castello resort di Fjallnas.
    Ho apprezzato la citazione del regno di Zamunda.

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  6. Grande pezzo. Dopo questo post Brasile 2014 ha veramente poco senso.

    Scusate l'ignoranza. . cos' è Mozzecane?

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  7. è notizia di oggi che Enoch, fratello biologico di Mario Balotelli è stato convocato dalla nazionale padana

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  8. Mozzecane è un paese in provincia di Verona, tra Villafranca e Mantova. E comunque a sentire nominare Zamunda l'associazione di idee con Balotelli è automatica e non può essere tacciata di razzismo :)

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