lunedì 23 dicembre 2013

Requiem per un brand defunto. Brevissima apologia della Ennerre.

“Chi stava peggio, era Maheu. Là in alto, la temperatura saliva sino a trentacinque gradi; l'aria non circolava e la sua mancanza diventava alla lunga mortale. Per vederci, aveva dovuto appendere a un chiodo, vicinissima alla testa, la lampada; che, scaldandogli il cranio, finiva di arroventargli il sangue. Supplizio che aggravava ancora l'umidità. La roccia sopra di lui, a pochi centimetri dal viso, trasudava acqua che in goccioloni rapidi e continui cadeva, con una specie di ritmo ostinato, sempre nello stesso punto. Lui aveva un bel torcere il collo, rovesciare la nuca; senza tregua i goccioloni lo colpivano in faccia, vi si schiacciavano schioccando. In capo a un quarto d'ora n'era inzuppato; e, madido per conto suo di sudore, fumava come un cencio nella conca del bucato.”

(Émile Zola – “Germinal”)

* * *

Confesso di aver scoperto solo stamattina, una glaciale mattina di fine 2013, che la gloriosa Ennerre - il cui logo composto di una enne e di una erre stilizzate ricordiamo tutti stampigliato sulle maglie del 95% delle squadre di serie A negli anni ’80 - non è sopravvissuta ai cataclismi calcistici della fine del secolo scorso. Essa, infatti, pare essere scomparsa gradualmente negli ultimi due decenni, giacché nel ventunesimo secolo siamo stati accompagnati dalla “Ennedue”, marchio nato nel 1987 dalle ceneri del brand montesilvanese. Perchè non ci sei più, cara “Ennerre”?
 
Il logo della Ennerre, una “enne” e una “erre” stilizzate, iniziali del fondatore, l’imprenditore pescarese Nicola Raccuglia
Lo scorso mese, in occasione dell’ennesimo trasloco, ho ritrovato la sacca nella quale ho sempre custodito memorabilia del calcio accumulati nell’arco temporale compreso tra la metà degli anni '80 e il 2000, grazie all’aiuto di mio padre (vado particolarmente fiero di una maglia appartenuta a Stefano Ghirardello nella stagione 1999-2000, quella dei 16 goal a Torre Annunziata). Ebbene, la maggior parte dell'abbigliamento tecnico contenuto in quel magico scrigno è a marchio Ennerre. Sostanzialmente si tratta di un paio di maglie del Milan ancora unte di olio Cuore, di alcune malandate maglie del Napoli, di calzettoni di lana e calzoncini appartenuti a mio padre quando giocava a calcio per dimagrire nel 1986 e di vario ed eventuale abbigliamento per il gioco del calcio, probabilmente di 30 anni fa. Nonostante sia assolutamente certo che in campo si corresse meglio con dei calzoncini Ennerre, non mi dilungherò a descrivere le loro fattezze (lunghi ben sopra il quadricipite e ben poco sotto l’inguine) o la loro consistenza. A beneficio di chi non sia un feticista di tessuti poco pregiati, garantisco che sfiorare una fibra di lanetta è un’esperienza tattile gagliarda.

Con Ennerre, in allenamento Antognoni, Socrates e Passarella si guadagnavano la pagnotta anche da fermi
 
Dopo la piacevole scoperta ho provato a chiudere gli occhi per un istante nel tentativo di tuffarmi nelle atmosfere sgranate, quasi documentaristiche e sovraccariche di colore del nostro campionato di 25 anni fa, quando poteva accadere che Schachner, una domenica, si trovasse a tu per tu con un Garella dal fisico ancora asciutto e vestito Ennerre da capo a piedi; quando Giampiero Galeazzi aveva il monopolio pressoché totale degli accessi alle aree riservate degli stadi italiani, nonché delle interviste pre, post, e infra gara; quando i calciatori capivano le battute e le gradivano perché dotati di un genuino sense of humour.

 
Ai tempi della Ennerre, Galeazzi intervistava i giocatori quando e dove voleva
 
Nelle fasi più concitate di questa operazione-nostalgia, accadeva che mentre tentavo di visualizzare nella mia mente la casacca di una qualsiasi delle sedici squadre della Serie A non riuscivo a metterne a fuoco una griffata da uno sponsor tecnico diverso dalla Ennerre, malgrado brand come Le Coq Sportif, Uhlsport e Adidas fossero già da tempo in progressiva espansione in Italia.
 
Calzoncini Ennerre
Credo che una delle peculiarità delle maglie Ennerre fosse la particolare composizione del tessuto, un mix di fibre sintetiche e lane a basso costo che persino il povero Maheu avrebbe indossato malvolentieri ed il cui utilizzo per l’attività sportiva sarebbe oggi considerato una forma di tortura prossima al waterboarding. La famigerata e letale mistura si chiamava “lanetta” (un sostantivo che oggi fortunatamente non usiamo più e che è definito dal dizionario on-line Hoepli come "tessuto di lana mista a cotone" ma anche "tessuto di lana scadente") la quale, se da un lato garantiva senz’altro un’ottima vestibilità, dall’altro accelerava talmente tanto la sudorazione termica ed emotiva che uno dei motivi per cui i campionati dell’epoca venivano disputati a girone unico e a sedici squadre era proprio quello di garantire ai calciatori dei lassi temporali di recupero sufficienti a smaltire le fatiche derivanti dall’utilizzo in partita e in allenamento del materiale tecnico Ennerre. Non dissimile dalla flanella, la lanetta delle magliette Ennerre è stata per decenni la peggior antagonista delle ghiandole sudoripare di fior di calciatori, da Maradona (alla Ennerre il merito di averne contenuto l’espansione corporea nei suoi anni migliori) a Giannini, da Fanna a Piovanelli, da Maccoppi a Salsano.

Hugo e Lalo Maradona: spettatori non paganti abbigliati Ennerre

Quando una casacca Ennerre era dotata di colletto anch’esso era in lanetta, la materia di cui erano fatti i sogni di pallone: se Vialli si involava verso la porta di Mario Paradisi, il colletto della Ennerre non restava su, ma, leggero ed impalpabile, assecondava l’andatura della falcata di Luca.

Un altro dei motivi che rendono questo brand carezzevole al mio ricordo è, con tutta probabilità, l’associazione mentale involontaria che scatta ineluttabilmente quando si inizia a pensare alla Ennerre e si finisce col visualizzare marchi di sponsor ufficiali leggendari (la Sèleco, le fotocopiatrici Mita, la Sweda, la San Marzano Borsci) appartenuti a società che oggi non esistono più. Marchi e prodotti che assieme ad Ennerre e allo stemma del club condividevano un’area di pochi centimetri quadrati in un magico ed irripetibile trapezio metafisico disegnato sul petto.

 
Naturalmente, anche la Longobarda vestiva Ennerre

Ex multis, hanno vestito Ennerre il Pescara (quello di Franco Baldini), la Sampdoria di Vialli e Mancini (sul petto Phonola, sul cuore Ennerre), il Milan di Gullit e Virdis, la Lazio (ricordo ad un certo punto una maglia Ennerre meravigliosa con Sèleco sponsor ufficiale), la Roma di Tancredi e di Giannini, il Cosenza, il Pisa di Anconetani, i Napoli di Ferrario e Bruscolotti (che ad Ennerre abbinavano a turno Mars, Latte Berna e Buitoni), la Fiorentina, l’Avellino, il Foggia ante Zeman e ante Casillo, il Campobasso, il Catanzaro, il Cagliari, il Palermo, i Kashima Antlers, i Toronto Blizzard e (non lo sapevo, non ci credevo), il Rapid Bucarest.
 
Moreno Ferrario e Beppe Bruscolotti indossavano maglie Ennerre soprattutto dopo il cenone di Natale
Dopo aver condotto qualche approfondimento sulla popolarità e sull’estensione geografica del brand, è emerso che tra le ultime compagini ad aver goduto della Ennerre come fornitore ufficiale figurano la Costa D’Avorio - che nel 1993 andava a giocarsi la Coppa Afro-Asiatica delle Nazioni a Tokyo in una partita durissima ed interminabile (purtroppo qualcuno l’ha caricata su Youtube, n.d.r.) decisa da Kazu Miura alla fine del secondo supplementare – e l’Uruguay, che ha sperimentato sulla propria pelle gli effetti funesti dell’acetato Ennerre.

Nel 1993 a Tokyo la Costa D’Avorio sudava (e perdeva) con Ennerre

Più di una volta ho ammirato direttori di gara del calibro di Luigi Agnolin e Tullio Lanese fasciati in splendidi completi nero corvino Ennerre.
 
Con l’acetato Ennerre il Chino sudava già durante l’esecuzione degli inni nazionali

Se sono così affezionato alla Ennerre (e se mi sento di difenderne le caratteristiche tecniche di bassa traspirazione nonostante l’elevato numero di infarti e decessi sul campo che essa ha causato negli anni) è perché nel mio immaginario essa rappresenta uno dei baluardi che più strenuamente hanno difeso la persistenza del piacevole ricordo del calcio che si giocava nel periodo dell'infanzia. L’ultimo baluardo del mio calcio crollava invece ad Udine, una domenica pomeriggio di una quindicina d’anni fa: al Friuli si utilizzava per l’ultima volta il Mikasa a ottagoni bianchi e neri.

P.S. Naturalmente non ho trovato alcuna foto del Rapid Bucarest vestito Ennerre. Quelle foto, se esistono, sono patrimonio dell’umanità.

35 commenti:

  1. lacrime, sul serio.
    Con la precisazione però che né Virdis, né tantomeno Gullit vestirono ennerre al Milan: Virdis arrivò nel 1984-85 con il Milan che indossava Rolly Go, mentre il primo Milan di Sacchi era passato a Kappa (il Milan vestì ennerre solo per le stagioni 1982-83 e 1983-84)

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  2. ale perdonami,ma di quale squadra ricordi come sponsor principale San Marzano Borsci??? perchè io onestamente,lo ricordo solo al mio Taranto,che nn ha mai vestito NR......

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    1. il taranto nell' 84-'85 vestiva ennerre e borsci...http://www.lemagliedeltaranto.it/images/maglie/1980/1984-85_01c.jpg

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    2. ad ogni modo perdonatemi qualche imprecisione, molto si basa sui miei ricordi di infanzia, non intendevo certo fare un reportage sulla Ennerre con date o consigli sul lavaggio

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  3. bellissimo pezzo

    markovic

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    1. Grazie Markovic, è merito della crisi che rende ancor più dolce il ricordo

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  4. Ormai le maglie di lanetta si trovano solo nei negozi di seconda mano dove importano balle di abbigliamento tedesco anni ottanta.
    Il più grande dispiacere è per i colletti che non ci sono più. Le magliette con il colletto sono molto più belle di quelle senza colletto.

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  5. Splendido pezzo.
    La Nr dei miei sogni, quella della mia squadra del cuore, serie C2 stagione 86-'87, l'ho finalmente trovata un paio d'anni fa. I 200 euro meglio spesi della mia vita.

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  6. Bravissimo.
    Rinasce sotto ennedue:
    http://www.ennedue.it/chi-siamo.html

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  7. Ottimo pezzo!!
    In qualche negozio di memorabilia calcistici se ne trovano ancora.
    E le maglie pouchain ?? Bellissime e avanguardiste..

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  8. abbiamo recuperato le foto del rapid vestito ennerre nel 1990 e nel 1991

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  9. Sul pallone Mikasa con ottagoni bianchi e neri credo che l'ultima squadra ad utilizzarlo sia stato il Castel di Sangro 1996/97 in serie B, l'anno successivo all'Udinese cui ti riferisci tu... Ricordo che ogni volta che vedevo gli highlights a 90° minuto ne rimanevo piacevolmente impressionato, all'epoca avevo solo 12 anni e per me vedere sul campo quel pallone cosi vintage era una cosa bellissima! :)

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  10. Articolo commovente (non capisco se per la nostalgia o per la tristezza); mi ricordo che negli esordienti/giovanissimi le maglie NR erano le più ambite! Per caso vendi le maglie del Milan? Ciao

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  11. Bellissimo pezzo complimenti.
    è da diversi anni che cerco di raccogliere informazioni sul marchio ennerre. Da ultimo riscontro il marchio appartiene oggi a pantofola d'oro.
    Gli ho contattati diverse volte ma non ho ricevuto riscontri precisi circa un suo possibile rilancio.
    Penso che riscuoterebbe un grande successo se rilanciato come marchio di abbigliamento sportswear

    Ciao,
    Stefano

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    1. Ciao Stefano, ti ringrazio di cuore. Prima di scrivere il pezzo non mi era venuto in mente di fare una ricerca preliminare sul sito dell'ufficio marchi. Verosimilmente non ho avuto voglia di farla per non esser costretto a leggere brutte notizie, o comunque dati, numeri, indirizzi, nomi, liquidazioni ed annesse (e temute) procedure concorsuali che potessero privare la storia di quel minimo di fascino che spero abbia. Ad ogni modo dovrebbe essere proprio come dici tu, ammesso che questa sia la stessa Ennerre che ancora popola i nostri ricordi..http://www.uibm.gov.it/uibm/dati/stampa_elenco_info.aspx?load=info_stampMain&id=731327&table=TradeMark

      Ciao, alessandro

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    2. Faccio un breve chiarimento su quanto richiesto: la ennerre nacque da un'idea di Nicola raccuglia, ex calciatore pescarese che in società con la famiglia Lazzarini titolare della pantofola d'oro fondò la ennerre new line. nell'89 la pantofola d'oro rilevò la parte di raccuglia che fondò la N2. la ennerre però aveva già un buco di diversi miliardi di lire e grazie ad una pazza gestione i debiti affondarono sia la ennerre che la pantofola d'oro che prima dell'acquisizione era un marchio molto saldo nel mercato delle scarpette da calcio. Dopo il fallimento entrambi i marchi furono acquisiti da una cordata di imprenditori piceni che dopo un attenta valorizzazione e puntanto maggiormente nell sportswear ha fatto della pantofola d'oro una realtà sana e vivace anche fashion. La ennerre è tutt'ora al palo aspettando momenti economici migliori che possano stimolare nuovi investimenti. Qualche anno fa ho saputo che il marchio ennerre è stato ceduto al prezzo di circa 222/24000 euro, una miseria che se avessi saputo avrei sborsato con piacere ma così è la vita! Purtroppo l'abbigliamento sportivo è molto rischioso e sarebbe necessario produrre tutto nei paesi orientali e non so poi quanto si riuscirebbe a salvare dello stile retrò e speciale che la ennerre ha nei suoi geni.
      arrivederci a tutti,
      vit

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    3. Caro Vittorio, uno degli obiettivi di questo post era proprio quello di fare un pò di chiarezza sia sulle origini che sulle ragioni che hanno portato alla scomparsa (in sordina) di questo glorioso brand dello sportswear italiano. Ti ringrazio di cuore per il contributo e per le doverose precisazioni: confesso che quando ho scritto l'articolo prima di Natale della Ennerre ne sapevo davvero poco. Mi pareva però inspiegabile come una realtà del genere avesse potuto dissolversi senza lasciare tracce. Come certamente saprai (basta scrivere Ennerre su Google) sono tanti quelli che, come me, si domandano cosa sia accaduto alla Ennerre dopo il boom degli anni '80 e sono convinto che sarebbe opportuno raccontare come sono andate davvero le cose perchè sulla "sparizione" continua ad aleggiare una specie di mistero. Quanto alle tue precisazioni sui tessuti, beh, hai ragione su tutta la linea. Ho cercato solo di spalmare un pò di ironia su questa storia malinconica, non sapevo nulla nè del filo di scozia nè della ricercatezza delle soluzioni tecniche adottate da Ennerre. Ti andrebbe di scrivermi una email su alusi.it@gmail.com, per conservare il tuo contatto e saperne qualcosa di più? Le tue parole mi hanno molto emozionato, sono una voce proveniente dagli anni '80, dal calcio che ci piace. Grazie di cuore,
      alessandro
      Grazie

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  12. Bell'articolo ma devo dire che non del tutto esatto. Mi chiamo Vittorio e ho disegnato maglie alla ennerre dal 1989 al1991. per intenderci le maglie dell'ultimo campionato dell napoli di maradona rossa con l'onda azzurro-bianca, la prima con l'onda bianca con cui trionfò il napoli sulla juventus nella finale di supercoppa nazionale. le divise della roma etc.. Quando insieme all'ufficio stile di tentare la carta della modernità con tessuti non più in acrilico 100% ma in poliestere come praticamente tutte le aziende ancora fanno:adidas, nike, umbro, macron puma, trovammo grossi problemi proprio con i giocatori che credevano nell'effetto termo protettivo (Giannini discusse con me perchè non fornivamo più le maglie smacchinate in acrilico e difatti la roma in inverno in alcune gare continuò ad usare le vecchie maglie). In realtà è inesatto dire che le maglie ennerre hanno procurato effetti sulla salute di sportivi. All'epoca tutti usavano l'acrilico tranne l'adidas che usava poliammida per l'esterno e cotone interno e vorrei ricordare che la ennerre fu l'unica ad utilizzare il filo di scozia per maglie estive alla roma, al napoli e alla lazio com'anche al cosmos. inoltre le maglie in lanetta erano solo per l'inverno e per l'estate si usavano tessuti leggerissimi assolutamente anallergici e traspiranti a loro modo e tutti a norma di legge e fatti in italia. Ho apprezzato molto l'amore per questa etichetta straordinaria nell'articolo ma le inesattezze era giusto metterle in evidenza. Ultimo punto sulle maglie dell'uruguay: La ennerre affittava il suo marchio ad una compagnia tessile giapponese che sponsorizzava tecnicamente diverse squadre del campionato giapponese come anche l'uruguay che non era curato nè stilisticamente nè produttivamente dalla ditta madre sita in montesilvano (Pescara). Tutte le battute sulla qualità di queste maglie andrebbe semmai girata alla compagnia giappone ma posso dire che il prodotto era all'avanguardia ed in assoluta linea coi prodotti come la Nike e l'adidas che erano prodotte in giappone dalla stessa ditta.
    grazie per avermi ricordato un bellissimo periodo della mia vita.
    vit

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  13. il milan di gullit e virdis vestiva "robe di kappa"

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  14. Una foto del rapid bucarest del 1990 vestito nr si può trovare qui:
    http://www.rapid.com.ro/img/istorie/1990.jpg
    Era pure lo sponsor principale...

    Giuseppe Ruggiu

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    1. Ciao Giuseppe, l'ho trovata a scoppio ritardato..meglio tardi che mai

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  15. vittorio la maglia con l' aquila stilizzata della Lazio che storia ha?

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    1. Come sai parliamo della prima metá degli anni '80. Al timone c'era il fondatore. Da quello che ricordo quella maglia nacque dalla volontà di Chinaglia di dare una nuova immagine alla squadra e incaricó un designer esterno che collaboró con la ennerre. Ma non ne sono sicuro al 100%

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  16. Ho una società a Roma dal 1978 e ho usato per anni le divise Nr. Articolo fasullo cari miei. Le maglie Nr erano le migliori!!! Semmai facevano sudare le palle di chi ha scritto questo articolo!! Smettetela di scrivere falsità!!!

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    1. Ma cavolo un po' di ironia, guarda che noi siamo i maggiori fan AL MONDO della Nr, venderemmo le nostre case pur di rivederla in Serie A, piuttosto scrivici che vogliamo fare un documentario sulla Nr.

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  17. Ao a bello guarda che nessuno è mai morto de infarto indossando le maglie Nr !!!!!!!! E tu ce voi fa un documentario???

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  18. Non era Chinaglia ma Casoni il presidente. Chinaglia è venuto dopo.

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  19. Questo articolo è di un anno fà.
    continua ad avere commenti.
    I tempi mi sembrano maturi.
    Ennerre, riproponendo repliche delle maglie anni 80 originali (magari in accordo con società che le vestivano), può contare su un numero di acquisti assicurati.
    Forte dell'affetto e della stima di tutti i tifosi dall'80 al '90, almeno in Italia è sicuro il monopolio di gradimento.
    Secondo me il proprietario attuale del marchio farebbe un ottimo affare.
    Ho amato molto la lanina ennerre, come compreso subito e condiviso il reclamo del Principe (avevo la versione prima maglia di Roma/Barilla e Fiorentina/Opel)
    Un pò meno l'acrilico, che non rende esteticamente come fitting, anche se comodo (ho ancora la seconda maglia Atalanta/Tamoil).
    I colletti erano poi una chicca estetica.
    Insomma, vedo che siamo in molti a rivolere le maglie (io soprattitto in lanina) Ennerre.
    Posto per dare contributo all'eventuale indagine di mercato e ringrazio per l'articolo!

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    1. La NR sta tornando

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    2. Sono un aspirante grafico che, dopo i progetti di Serie B x Nike e Serie A x Umbro, sta per far partire il progetto Serie A 90-91 proiettato nel 2017, in cui ci saranno modelli NR riproposti in chiave moderna

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