lunedì 9 dicembre 2013

Karagounis!!!

e intanto Webb e Mejuto Gonzàlez se la ridono
Ieri sera il nostro amico e infaticabile pescatore di perle Alessandro Lusi ha organizzato un evento più unico che raro in un locale che, settimana dopo settimana, grazie anche alla generosa ospitalità di Gian Mario Bachetti (che su queste colonne versò una lacrima per Walter Junior Casagrande), è diventato un ritrovo domenicale di borghettari in libera uscita (sto parlando della Calzoleria). Il nostro Lusi, infatti, non solo ha portato e condiviso una generosa pirofila di gattò di patate preparato col Bimby (strumento che, posso dirlo, maneggia col virtuosismo di un Miles Davis o di un Gervinho), ma anche il documentario belga "Kill the referee", vale a dire un bellissimo film che ritrae dall'interno il mondo degli arbitri che hanno partecipato agli Europei del 2008 in Svizzera e Austria. Non voglio dire quasi nulla sul film, ma solo consigliare di vederlo, visto che è anche sottotitolato in italiano e dura il giusto (un'ora; per me, l'equivalente dei dischi che hanno dieci canzoni e durano 40 minuti, i dischi perfetti insomma, come l'ultimo di Vìctor Herrero - astenersi dall'ascolto chi non ama la vecchia musica spagnola); anzi, consigliare di vederlo mangiando un gattò di patate. Vi innamorerete anche voi, in ordine sparso: di Karagounis, che viene bistrattato, perculato (si dice questa parola? La sento spesso ultimamente; lo chiamano "campione") e soprattutto ammonito da tutti gli arbitri; del padre di Howard Webb, che non manca mai di parlare del figlio a chiunque gli stia vicino; del guardalinee di Howard Webb, che sbaglia un fuorigioco nella prima partita e non si è mai più ripreso; di Howard Webb, che prima fa il duro ma poi si caca sotto quando in Polonia lo minacciano di morte, e alla fine fa lo scemo in una festa di Signore in giallo; del ticinese Busacca, un piacione nato, che però si perde le azioni mentre corre ed è costretto a chiedere aiuto ai suoi assistenti che però sono più scemi di lui e allora risolve la situazione prendendosela - con chi altro? - con Karagounis!!!; di Mejuto Gonzàlez che passa le sue giornate ad ascoltare musica, a echar la siesta, a fissare il computer, insomma a non fare niente, e infatti poi viene fatto fuori dalle partite che contano; del nostro Rosetti, che tra le invidie generali arriva fino ad arbitrare la finale; del suo guardalinee, il classico ragioniere di Vimercate che sfruttando i warholiani quindici minuti di gloria si prende il lusso di far ammonire Michael Ballack; e di molti altri personaggi ancora.
 
siamo tutti Karagounis
Ma soprattutto, capirete anche voi delle cose che io avevo sempre ignorato, del tipo: perchè quando la palla va fuori, quando c'è una rimessa laterale insomma, il guardalinee non indirizza la bandierina verso la porta della squadra che deve battere la rimessa, ma dall'altra parte, e lo fa perchè indica il verso verso (scusate la ripetizione di parole) cui attacca la squadra che deve battere (occhio: questo non lo spiegano gli arbitri nel documentario, a me l'ha spiegato Lusi che era seduto accanto a me, però penso valga lo stesso); che gli arbitri non si interessano del risultato finale ma solo della loro prestazione, cioè loro alla fine della partita, nello spogliatoio, si congratulano per non aver commesso errori, esultano per aver azzeccato i fuorigioco, celebrano che il rigore che hanno fischiato effettivamente c'era; che i parenti degli arbitri quando guardano una partita non guardano la partita ma guardano il loro parente-arbitro che arbitra la partita; che arbitrare con due (ora quattro) deficienti che ti urlano nelle orecchie cose tipe "cazzo Roby l'ho perso" oppure "dice che domani arriverà la pioggia" è un bel casino; che la maggior parte dei falli non li fischia l'arbitro ma li fischia l'arbitro perchè gliel'ha detto il guardalinee perchè l'arbitro non ci aveva capito niente; che gli arbitri sono dei vanesi invidiosi che tra di loro si odiano da morire; che il sistema di sorteggio degli arbitri è più opaco di un bando della regione Molise avente ad oggetto la costruzione di impianti di energia eolica; che ogni arbitro spera che la propria nazionale esca subito dal torneo così ha più chance di dirigere la finale; che le battute di Michel Platini non fanno ridere nessuno, neanche gli arbitri.

Kill the referee! (Uccidi l'arbitro), un documentario del 2009 diretto da Yves Hinant, Delphine Lehericey e Eric Cardot, disponibile su YouTube, alla Calzoleria o a casa di Alessandro Lusi.

4 commenti:

  1. Dopo questa recensione vi siete giocati sia i ragionieri di Vimercate e zone limitrofe, sia Mejuto Gonzalez, il quale era un assiduo lettore del blog. Dice che lo rilassava..

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  2. Questo commento è stato eliminato dall'autore.

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  3. Interessante! Non so perchè ma leggendo questa recensione ho subito pensato a Collina, che se non avesse fatto l'arbitro sarebbe stato un Kapò Nazista e a Pairetto l'arbitro più grasso che abbia mai visto correre su un rettangolo di gioco. Che bono il gattò o gateau e soprattutto sappiamo tutti che se Karagounis fosse stato brasiliano avrebbe avuto tutt'altra carriera...

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  4. Karagounis è il modo in cui io e il mio amico Angelo chiamiamo suo cugino Gaetano per quello stile farraginoso ma fiero di correre palla al piede e non

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