venerdì 8 novembre 2013

L’asse Pyongyang - Giakarta - Ulaanbaatar - Appiano Gentile


Analisi semiseria del nuovo corso neroazzurro 
e della geopolitica asiatica



Fiducia incondizionata nell’Internazionale socialista serpeggia da Milano. Fiducia nelle “orde neroazzurre”, la squadra italiana che per prima osò incontrare in una gara amichevole la nazionalesovietica e ruppe l’isolamento internazionale della Cina del Grande TimoniereMao Tse-Tung. Seguendo le radici del Partito falcemartelloneroazzurro, Massimo Moratti al momento di passare la mano decise di non lasciarsi ammaliare dalle sirene del capitalismo imperialista. Prima ci provò con i cinesi, e chi se no?!?, con le maglie rosse e con il tentato accordo con la China Railway Construction Corporation, avanguardia della classe lavoratrice del Celeste Impero. Poi arrivarono gli eurasiatici kazaki, eredi della gloriosa Unione Sovietica e del grande Segretario del PC di Alma Ata Leonid Brežnev. Trattative però fallite.
Ma è un erede del grande Kusno Sosrodihardjo Sukarno, il presidente indonesiano che addirittura cercò di scalfire il primato del Comitato Olimpico Internazionale organizzando i Giochi delle Forze Emergenti, ad aprire una nuova pagina della storia neroazzurra.
Per la prima squadra di Milano (la seconda è la primavera dell’Inter, ovviamente) è ora il turno dell’Indonesia. È Erick Thohir, il nuovo Caro Leader interista. È lui che guiderà la più eurasiatica e socialista squadra italiana a nuovi splendidi traguardi. È l’Inter la prima squadra che si volge ad Oriente, l’Oriente Rosso, evocato dal grande Karl Radek nel 1920, dodici anni dopo la fondazione delle Benamata: «Noi sappiamo, compagni, che i nostri nemici ci accuseranno di aver evocato la memoria di Gengis Khan, il grande conquistatore, e dei grandi califfi dell'Islam… E quando i capitalisti europei affermano che questa è la minaccia di una nuova barbarie, di una nuova invasione unna, noi rispondiamo loro: Viva l'Oriente Rosso!».
Viva l’Oriente neroazzurro! Notate i riferimenti, che in una sorta di nicciano Eterno Ritorno rieccheggiano nel 2013: Gengis Khan è la Mongolia, l’Islam dei califfati è l’Indonesia, il paese più popolato al mondo con maggioranza islamica, l’Oriente Rosso, anzi l’Estremo Oriente Rosso è la luminosa Repubblica Popolare Democratica di Corea. Nulla è un caso:

In un sistema finito, con un tempo infinito, ogni combinazione può ripetersi infinite volte


D’altronde Friedrich Wilhelm Nietzsche è José Mário dos Santos Mourinho Félix, cioè l’Inter. 

Please don't call me arrogant, but I'm European champion and I think I'm a special one


José Mourinho sulla prima pagina della Pravda

Per festeggiare il loro connazionale, nuovo Eroe di Milano, gli indonesiani che fanno? Mandano il ministro degli esteri, Marty Natalegawa, e soprattutto la nazionale di calcio a Pyongyang. A discutere di pace, nucleare, economia, calcio… ed Inter. A Pyongyang si sconteranno su un campo di calcio le due nazionali, guidate da Andik Vermansyah, il Messi (o meglio il Nicola Ventola) di Giakarta, e Jong Il-Gwan, il Cristiano Ronaldo (o meglio il Checco Moriero) di Pyongyang. Due talentini niente male. Che, ne siamo certi, sono già sotto osservazione dei nuovi scopritori di talenti di Thohir.

Jong Il-Gwan
A Pyongyang, in questi giorni c’è un altro grande tifoso interista: il presidente della Mongolia Tsakhiagiin Elbegdorj (a Pyongyang non ci vanno solo i Razzi… ci va anche gente più seria). Nel 2011 venne in Italia e chiese di conoscere il Papa e Massimo Moratti, la Chiesa e i Neroazzurri, Cristo e Mourinho. Il Papa fece gli onori di casa in Vaticano, Moratti nella sede dell’Inter. Mou non c’era più e quindi il Presidente portò con se Coutihno e Forlan, i due che occupavano il posto di Vermansyah e Jong. 

Il Presidente Elbegdorj con pezzi di storia dell'Inter: Moratti, Coutinho, Forlán e Toldo

Jong Il-Gwan è solo omonimo del sulfureo bomberone della nazionale dei Kim, quel Jong Tae-Se che dopo essersi fatto ammirare ai Mondiali sudafricani del 2010 dichiarò “il mio sogno è giocare in Serie A, nell’Inter”.
Tre indizi, fanno una prova. Tutto nel nome dell’Inter, potenza politico-calcistica dell’eurasiatismo socialista.
L’asse Pyongyang-Giakarta-Ulaanbaatar-Appiano Gentile è l’ultimo residuo del socialismo-calcistico italiano.
D’altra parte, la Juventus è da sempre la squadra del padrone, dell’asse Kissinger-Liebermann, il Milan è la squadra che geopoliticamente segue l’ondivaga politica berlusconiana, da putiniano a fedele cagnetto di Al Jazeera e delle forze reazionarie arabe, la Roma è ormai squadra Yankee a tutto tondo, il Napoli rispecchia appieno il “tu vuò fa’ l’americano” di carosoniana memoria.
Thohir, Kim Jong-Un, Elbegdorj, c’è li vediamo, fra qualche anno, discutere amabilmente del Triplete, di Mou, dell’Interismo-leninismo. E sullo sfondo una straordinaria amichevole tra Inter e 25 Aprile allo Stadio Kim Il-Sung. Rete di Jong Il-Gwan…in maglia neroazzurra. 

Il nuovo corso

5 commenti:

  1. Sono convinto che di fronte a questa storia, e a questo post, anche il tifo milanista dello Zio, che pure ha sopportato oltre vent'anni di berlusconismo, potrebbe iniziare a vacillare...d'altronde dal Leyton Orient all'Oriente nerazzurro il passo è breve...

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  2. tutto molto bello (veramente, splendido) e mi piacerebbe quasi crederci, come si crede all’ineffabilità terrena e oltre del caro leader, ma qui non posso, si tratta di questioni di cuore, e allora mi faccio latore di una mozione contraria, in cui thohir padre è complice e correo del dittatore anticomunista suharto piuttosto che di sukarno e l’inter una funzione ideologica del capitale passata dal capitalismo compassionevole di moratti al neoliberismo postcoloniale indonesiano.

    una mozione scissionista e passabile di accuse di trozkismo, lo so: ma la rivoluzione culturale è un atto storico necessario.

    di mio, mi godrò la dinastia abberlusconiana per altri tent’anni, da quel che ho capito..

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  3. Caro Zio, all’arrivo del simpatico indonesiano anch’io mi sono posto il dubbio ma la lettura del volumetto del Compagno Giovanni Scuderi, indiscusso Leader della Classe Operaia italiana che si riconosce nel Partito Marxista Leninista Italiano, “Su un’analisi della situazione attuale della questione neroazzurra” e la conseguente risposta “Armiamo la rivoluzione popolare contro il potere stalinista di Appiano” di Marco Ferrando, traditore trozkista del Partito Comunista dei Lavoratori, mi ha aperto gli occhi. Le tue argomentazioni non reggono alla prova dei fatti. Non appena è diventato ufficiale il passaggio Moratti-Thohir gli indonesiani hanno mandato la nazionale a Pyongyang (2-0 per il 25 Aprile, nell’amichevole). Un caso? Una simpatica coincidenza? Da un'analisi più approfondita della dicotomia “struttura/sovrastruttura” il fattore casuale va escluso. Mansè!

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  4. L'unica cosa che si spera è che quest'operazione non sia solo una scusa per inziare affari in Italia e in specifico a Milano, c'è già il caso Malaga che insegna, se non sarà così non potrà fare altro che bene al nostro calcio!

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  5. http://i39.tinypic.com/2mo5wu9.jpg

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