martedì 12 novembre 2013

Addio mia bella, addio (Fallire a novembre)


Vivissime condoglianze
«No shadows
no stars
no moon
no cars.
November»
(Tom Waits – November)

Quest'estate ridevamo. La Samb stava fallendo per la quarta volta in sedici anni. Abbiamo pure fatto passare un aereo sulle loro spiagge. Un aereo di quelli con lo striscione dietro, tipo Berlusconi dopo la sentenza della Cassazione. «Sua Eccellenza Sambenedettese», c'era scritto. Ridevamo del fatto che, per la prima volta nella storia del calcio mondiale, la squadra che ha vinto il campionato si trova a dover ripartire da una categoria inferiore rispetto a quella dalla quale proveniva. Qualche anno fa facemmo la stessa cosa per gli anconetani, anche loro vittime di una presidenza sconsiderata: «Cucu, l'Ancona non c'è più».
Questa volta tocca a noi, però, abbassare la testa e bere l'amaro calice: nessuno sembra capace di salvare quel che resta dell'Ascoli Calcio. Non Benigni – Roberto, il presidente milanista con il nome del comico –, non i tre volenterosi che lo hanno sostituito in un Cda d'emergenza. Naufragato dopo 36 giorni di parole gettate al vento. Le gazzette locali parlano di debiti, libri contabili in tribunale, litigi, assemblee roventi in sedi senza la connessione a internet. Clima da 8 settembre, «la morte della Patria», tutto è perduto persino l'onore.

Sfottò aerei ai cugini rivieraschi

In campo non riusciamo più a dire niente: chi viene al Del Duca vive la giornata come un'allegra scampagnata domenicale. Gli spalti sono mezzo vuoti. In campo si alternano loschi figuri con la chierica e la barba incolta, vecchi capitani di ventura passati ad Ascoli per caso, giovani di nulle speranze, figli d'arte senza parte. Fuori ridono tutti. O piangono. I debiti sono spalmati per mezza Italia. Pure andare in trasferta, per la squadra, è un problema: nessuna compagnia di trasporti vuole più fornire un autobus, dopo i mancati pagamenti delle scorse stagioni. Idem per gli alberghi. Tutte le partite fuori casa sono gite da fare in giornata. Si parte la mattina presto e si torna la sera tardi, in mezzo c'è tempo per prendere due o tre gol a seconda dello stato di forma dell'avversario. Mancano i cerotti in infermeria, il campo di allenamento è una distesa di erbacce, per mesi il sito internet della società è stato offline perché nessuno pagava il dominio.
Un disastro completo, il buio prima, durante e dopo la siepe. Comincia l'inverno e noi ci prepariamo a prendere freddo sugli spalti anche quest'anno. Ad incazzarci con tal Vegnaduzzo perché ha i piedi rettangolari, a bestemmiare contro Bruno Giordano perché fa l'allenatore e non si va a mettere lui, al centro dell'attacco.

Il bomber Vegnaduzzo

Prepariamo la calzamaglia da mettere sotto i jeans, litighiamo con le fidanzate perché «la trasferta a Nocera Inferiore comunque non si può saltare», tiriamo la sciarpa fin sopra il naso perché la polizia comunque non ha mai lo sguardo amichevole e si sa come vanno a finire certe domeniche. Chiamo un amico – lo stesso che mi ha comunicato la notizia della morte di Lou Reed –, all'inizio ci scherziamo sopra, alla fine la sfiga è un sentimento in tutto e per tutto comico. Poi rimaniamo qualche attimo in silenzio. E lui mi fa: «Stanotte dormo con la maglia che mi regalò Bierhoff ai tempi».

Scorrono i titoli di coda, le gazzette locali continuano a descrivere il disastro. Aspettiamo il compiersi del nostro destino con la serena consapevolezza che può andare sempre peggio. Fuori sta cominciando a piovere.

6 commenti:

  1. Chi gioca con i sentimenti della gente non merita NIENTE a questo mondo.Se per tanti è solo calcio per altri ancora è la propria vita ed i propri colori,gestiti da fantomatici imprenditori di questa ceppa!Non auguro a nessuno di vedere morire la propria squadra e di conseguenza un pezzo del proprio cuore.In bocca al lupo all'Ascoli e agli Ascolani.Sono Leccese,ed il nostro via del mare fu costruito in 100 giorni da quel Rozzi,che insieme ad altri storici presidenti di calcio negli anni hanno dimostrato SEMPRE di amare la propria squadra!

    DANIELE

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  2. Solidarietà.

    Non è che voglia accanirmi, però diciamo che non ha portato proprio bene il pezzo di qualche tempo fa, bello peraltro, in cui ti lamentavi della noia della serie B.

    Mi dispiace, il pensiero che tutto possa finire l'ho sempre anch'io, come penso ognuno che tifa una squadra di B o inferiore... chi tifa Roma, Juve, Milan, ecc.. non potrà mai capirci.
    Certo che Giordano in panchina è una offesa che va troppo oltre

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  3. Da Pescarese, questa notizia mi addolora. L'Ascoli è sempre stato avversario odiato ma leale, le nostre partite sempre vere, in campo e fuori.

    Tornate presto!


    Adriatikaos

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  4. Ma se l'Ascoli riparte dalle serie inferiori, come ti poni con le trasferte, che so, a Offida, a Castorano o a Ripatransone? Potreste sempre rivendervela come una svolta radical della squadra, il campionato a chilometro zero...

    Ad ogni modo mi dispiace molto e spero, anzi, che in qualche modo riusciate a salvarvi. Ero troppo tifoso di Rosario Pergolizzi per non provare simpatia per l'Ascoli.

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  5. Anche a me come a Gaizka è venuto in mente il pezzo dell'anno scorso... meglio contentarsi che lamentarsi! Massimo rispetto, ovviamente. Anche perché, da appassionato del Venezia, so benissimo cosa voglia dire stare eternamente sull'orlo del fallimento (e poi fallire sul serio). Comunque consolatevi con l'improponibile riporto di Vegnaduzzo: mille volte meglio della cresta di Zaza!

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  6. Purtroppo sento i tuoi racconti mostruosamente vicini.
    Una stagione infinita. L'unica differenza la barba di Moscagol.

    Rispetto per il tuo amico che dorme con la maglia di Bierhoff.

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