mercoledì 21 agosto 2013

Calciomercato: la parola agli esperti! Prima parte: i crack



“L'estate stafinendo e un anno se ne va” cantavano i Righeira, più che altro è il calciomercato – eterno rituale estivo, come gli ombrelloni che vengono riposti nei magazzini (per restare dentro la canzone) – che è agli sgoccioli, e anche se spesso i veri botti arrivano alla fine, con i contratti lanciati dietro le porte delle stanze tipo granate nei carrarmati, a pochi giorni dalla chiusura Lacrime di Borghetti ha voluto interrogare alcuni tra i maggiori esperti di calcio – gente che non sfigurerebbe nei migliori salotti biscardiani – per provare a fare il punto su questa sessione, ed eleggere i migliori colpi, le possibili sorprese e i temuti flop della stagione che ci aspetta. Prima di iniziare, approfitto allora per ringraziare tutti coloro che – in pieno Ferragosto, con le mani unte di fritturina di calamari e le gocce di Calippo Fizz sul mento - hanno collaborato a quest’iniziativa, inviandoci le loro preziose opinioni, e ricordo che, in coda a questa serie di post, arriveranno altri contributi.


|BREVE PREMESSA|

Innanzitutto, dobbiamo chiederci: che calciomercato è stato, quello di quest’estate?

Enrico Veronese, giornalista e football analyst, non ha dubbi: (come direbbe Bugo) c’è crisi, dappertutto. “A memoria non ricordo un mercato così deprimente, grigio, al ribasso, recessivo delle squadre italiane. I campioni stagionali - vedi Falcao - non vengono più qui, e chi vende i propri non lo fa più per necessità di sistemare un bilancio ballerino, ma per l'impossibilità di pagare ingaggi che sceicchi e petrolieri russi offrono: al punto da augurarsi, forse, l'ingresso di questi calibri anche nell'ormai inappetibile calcio nazionale, altro che disputare amichevoli negli USA o coppette in Cina. Oppure - ed è la mia teoria - provare a lanciare in Italia il modello Arsenal (o Barcelona), ovvero fiducia ai diciottenni allevati in casa, stessa formazione per molti anni, resistere alla razzia dei vari Marquinhos sui quali si può costruire una squadra”.

Meno negativo è il giudizio del nostro collaboratore Gian Mario Bachetti, per il quale, se è vero che i top player alla Messi e Ronaldo sono ancora comodi nella Liga e non è arrivato in Italia neanche mezzo Robben, “tuttavia, a discapito di quanto si dicesse ultimamente sul fatto che la Serie A fosse diventato un torneo per giocatori finiti e giovani promesse a prezzi del Lidl, sono arrivati parecchi giocatori che sono ancora in grado di fare la differenza”.

Vediamoli, allora, quali sono questi giocatori, i migliori acquisti secondo i nostri opinionisti, fermo restando che, come ricorda Vitellozzo, fantasista nella formazione di Someone still loves you, Bruno Pizzul e star di twitter [nonché idolo di chi scrive dopo questo tweet], causa orari improbabili di un calcio estivo venduto all’ESPN e agli interessi americani, le partite amichevoli che è stato possibile vedere sono state davvero poche. Per fortuna, aggiungo io, ci rimane l’intuito, forgiato su centinaia di posticipi serali avvolti nella nebbia della Bassa.

 
|IL CRACK|
 
La prima considerazione è questa: non c’è un colpo di mercato che abbia messo in ombra gli altri. Il podio dei crack, però, è presto fatto: Kevin Strootman, Mario Gomez e Gonzalo Higuain. Partiamo dal nuovo centrocampista della Roma, forse il meno conosciuto tra i tre.


“Nell’estate in cui i grandi calciatori stranieri sembrano essersi ricordati che esiste anche il campionato italiano, credo che il miglior colpo di mercato sia stato l’acquisto di Kevin Strootman da parte della Roma” sostiene Emanuele Giulianelli, giornalista e padrone della Bottega del Calciofilo. “Ambito da grandi club, ha ventitré anni ma è già un veterano, con più di 130 presenze in Eredivisie e 15 nelle coppe europee. Personalità da vendere, grinta e carattere gli hanno consentito di diventare il più giovane capitano della nazionale olandese: possiede tutte le caratteristiche che negli ultimi anni sono mancate alla squadra giallorossa”. Sulla stessa lunghezza d’onda è Monia Bracciali, che con i suoi Tacchetti a spillo afferma che nonostante “nell'Europeo Under 21 non abbia brillato, Strootman diventerà fondamentale nel centrocampo della Roma. Ha gran fisico, buona tecnica e tiro da fuori, ma soprattutto la cattiveria giusta, interpretando bene la voglia di rivalsa di una piazza intera. Unica cosa che non mi convince molto è la costanza di rendimento in un 4-3-3, perché a mio parere la rosa a disposizione di Garcia non la vedo adatta a quel modulo”. Come precisa Enrico Veronese, “Strootman può essere la rivelazione e diventare una carta in più in mano a Garcia, essendo abile nelle due fasi e pronto al 4-3-3”. Sulla bontà del nuovo acquisto giallorosso sono perentori anche gli amici di Crampi Sportivi: “Dubbi di inserimento ce ne sono pochi, Ambiente-Roma, questioni tattiche, coesistenza con altri giocatori, pochi cazzi:  Strootman è un capo, uno di quei giocatori che semplicemente si impongono aldilà di ogni contingenza”. Peraltro, “neanche l’imbarazzante somiglianza con Alf, l’alieno ghiotto di gatti proveniente dal pianeta Melmac, dovrebbe mettere in ombra l’ultimo prodotto del totaalvoetbal olandese. Giocatore più giovane a indossare la fascia di capitano della nazionale, Van Gaal lo ha già eletto tra gli intoccabili da qui a Rio, nella stessa categoria di Van Persie e Robben. Facile capire il perché: Strootman sa fare praticamente tutto quello che un centrocampista dovrebbe saper fare, e lo fa con la disinvoltura di chi conosce le metafisiche segrete dei campi di pallone, di chi conosce la complessa arte di far risultare ogni gesto funzionale al gioco”. La benedizione al colpo della coppia Sabatini-Zanzi arriva, infine, anche da un tifoso romanista come Fabrizio Gabrielli, che già si auspica una sforbiciata (come il suo meraviglioso libro che lo ha reso, almeno per chi scrive, il Soriano italiano): “Se il vissuto degli ultimi due anni non m’incombesse sulle spalle e sulla memoria come invece malandrino fa, sciorinare entusiasmo per Strootman sarebbe facile e scontato come liberare uno stormo di colombe all'uscita degli sposi. Strootman ch’è giovane, Strootman ch’è giocatore bell’e compiuto, Strootman responsabile, Strootman autorevole, Strootman forte fisicamente e coi piedi raffinati e una buona castagna e tutte le carte in regola per far bene nel gioco dell’aèsseroma, sebbene bisognerebbe sapere, tanto per cominciare, qual è che sarà, il gioco dell’aèsseroma. E il fatto che sia l’aèsseroma, poi, nondimeno, invalida ogni considerazione potenzialmente positiva, sbarazzina e spensierata dishonoris causa. Come non dargli torto? Io e Nesat, precauzionalmente, ci tocchiamo (non a vicenda, s’intende).


Come numero di preferenze, il secondo acquisto più apprezzato dai nostri opinionisti è Mario Gomez, il panzer tedesco della Fiorentina. Una scelta inevitabile secondo gli amici di Aguante Futbol, “tenendo in considerazione carriera, profilo e prezzo. La Viola lo ha comprato a una cifra relativamente bassa e il tedesco in carriera ha sempre (eccezion fatta per quel tristemente famoso Europeo) segnato moltissime reti. L’unico grande dubbio è legato alla Fiorentina, che, al di là del precampionato non proprio brillante, è a nostro avviso una grande incognita. Potrebbe ripetere lo splendido campionato dell'anno scorso, ma alcuni segnali non sono molto incoraggianti”. Così la pensano in molti: Gomez grande acquisto, a condizione che la Fiorentina mantenga le attese. Markovic (frequentatore storico del blog e devoto al taconazo), ad esempio: “Se la Fiorentina continuerà a fare il gioco farfallone dello scorso anno, tutto al servizio dell’attacco, e se Cuadrado e Pasqual (e si è aggiunto Joaquin) metteranno ancora in area venti cross a partita, penso che Marione nostro lo vedremo spesso sotto la Fiesole. Me lo gioco capocannoniere”. Sono ottimisti gli amici di Trappola del fuorigioco, che vedono in Gomez l’uomo della provvidenza per la Fiorentina: “I viola di Montella hanno un sistema di gioco ormai consolidato nell’ottima stagione passata, dove l’unico difetto è stato la mancanza di un catalizzatore dell’enorme gioco offensivo prodotto”. Ecco, allora, che “la campagna acquisti è stata finalizzata a cercare un punto di riferimento per l’orchestra viola. Gomez è in grado di svolgere questo ruolo e realizzare molti gol. L’impatto del tedesco potrebbe essere devastante nel campionato italiano e la sua esperienza internazionale potrebbe far fare alla viola il salto di qualità anche in Europa League. E se Ljajic dovesse rimanere viola, Gomez avrebbe un meraviglioso assist-man in più per la scalata alla classifica cannonieri”. Sottolinea la sua impressionante vena realizzativa anche Giakimo, altro lettore storico del blog: “Super Mario Gomez, oltre ad avere una canzone stupenda a lui dedicata, ha già segnato 221 goal in carriera, pur avendo una tecnica direi approssimativa e non partecipando per niente alla manovra della squadra (contro l’Olanda agli Europei ha toccato palla per 24 secondi segnando però due gol). In sostanza, lui sa fare una cosa sola: trovarsi nel posto giusto al momento giusto. Il nuovo Inzaghi (o meglio, il nuovo Trezeguet, Super Pippo almeno correva)”. Ma se è così forte, mi chiedo, com’è possibile che la Fiorentina abbia potuto fare questo colpo, senza neanche versare lacrime, sangue e nero di seppia da Giannino? La risposta me la dà sempre Giakimo: “L’acquisto di Gomez da parte della Fiorentina testimonia la follia calcistica degli ultimi anni, con tutte le squadre a rincorrere il marchio del tiki-taka, dei passaggi infiniti, del falso nueve ecc. Solo così si spiega la volontà del Bayern di liberarsi di Gomez e la possibilità che una squadra come la Fiorentina sia riuscita a prenderlo abbastanza indisturbata”. Affascinante e nostalgica è, come sempre, la lettura che di Gomez dà il nostro amico Arturo, che la Viola, tra l’altro, la tifa. Secondo lui, è Llorente, e non Gomez, il bomber che sarebbe dovuto sbarcare a Firenze: “Llorente mi è sempre sembrato uno dei pochi giocatori in grado, moralmente ed esteticamente, di raccogliere l’eredità di Batistuta. Gomez, al contrario, fa parte di un ‘progetto’ (parola odiosissima) che, anche se si rivelasse vincente, non sarebbe mai in grado di colmare il vuoto che si creò in due fatidici giorni di storia della Fiorentina: quello in cui Batistuta si infortunò contro il Milan alla ricerca dello scudetto del 98/99 e quello dell’anno successivo in cui si gettò in lacrime nella rete dopo avervi gettato il pallone contro il Venezia (sua ultima partita in viola, suo ultimo gol e record di Hamrin battuto)”. Da cui il paradosso: “Llorente il miglior acquisto, anche se fallisse, e Gomez il peggiore, anche se riuscisse”.


Da un centravanti all’altro, il terzo nome su cui i fantacalcisti d’Italia possono andare sul sicuro è Gonzalo Higuain, che, secondo gli esperti di Mondo Calcio, a Napoli sembra già sentirsi a casa. “È vero che l’eredità di cui si deve far carico, quella di Cavani, è pesantissima, così come è consistente la cifra sborsata da De Laurentis per averlo; l’impressione, però, è che l’argentino si faccia carico senza problemi delle enormi aspettative che hanno accompagnato il suo arrivo, com’è normale per uno abituato a segnare (e far segnare) con impressionante regolarità, che stia indossando la maglia della seleccion o quella del club. Probabilmente da solo non basterà a cambiare gli equilibri in campionato. L’idea però è che si sia di fronte a un vero top player, il solo che possa realmente fregiarsi del titolo tra coloro che sono arrivati in Italia nel corso del calciomercato”. Su questo punto concorda anche Enrico Veronese: “Il Napoli, che ha sostituito una delle migliori punte al mondo con un suo pari grado, ha compiuto il teorico colpo dell’estate. Higuain ha tutte le carte in regola per non far rimpiangere l’uruguagio, a cominciare dal tabellino dei marcatori. Favorito in questo anche da un centrocampo a trazione offensiva”. Il curriculum di Higuain non lascia adito a dubbi neanche secondo Gian Mario Bachetti: “Se due anni fa qualcuno ci avesse detto che l’attaccante della nazionale argentina (chi vuol capir capisca...) ex Real Madrid (190 presenze e 109 gol con la camiseta blanca ma con tanti spezzoni di 90 minuti) sarebbe arrivato in Italia, non gli avremmo creduto. Avrei potuto dire tranquillamente Mario Gomez, ma penso che all’ombra del Vesuvio in coppia con Benitez il Pepita possa finalmente far vincere qualcosa al Napoli, più di quanto possa fare Super Mario in tandem con l’Aereoplanino all’ombra di Palazzo Pitti"

Detto che anche secondo Nesat “Higuain e soprattutto Mario Gomez non possono fallire”, dobbiamo quindi aspettarci una corsa a due per la classifica cannonieri? Mario di Vito, collaboratore del blog, da quel di Ascoli non è convinto e lancia una provocazione sempre a strisce bianconere: “Il più grande contributo alla rinascita nazionale uscito fuori durante questa prima fase di calciomercato è senza dubbio alcuno Carlitos Tevez. Non dico solo sul versante calcistico, ma anche sul versante umano, politico, culturale. Chiunque abbia visto la serie Boris sa benissimo che «l’unica cosa seria in Italia è la ristorazione» e l’esser riusciti a far sbarcare da queste parti il pingue attaccante argentino vuol dire aver portato nel Belpaese anche il suo chef, che donerà nuova linfa alla terra che ha dato i natali alla benemerita pasta asciutta. Insomma, gli Agnelli - uomini dall’occhio lungo - hanno intuito che la popolarità crescente di spettacoli come Masterchef rischia di svalutare la nostra gloriosa tradizione gastronomica. La soluzione a questa paventata, ennesima, decadenza dei costumi nazionali è chiaramente lo chef di Tevez”. Non rimane che metterci a tavola.


A proposito di attaccanti con tendenza a ingrassare, una doppia preferenza dimostra come ci siano addetti ai lavori – e che addetti! – ancora disposti a credere all’ennesima resurrezione di Antonio Cassano. Mister Vujadin Boskov ne è convinto: "Io dice che grande sorpresa in questo calciomercato è Cassano, io pensa lui a Parma può fare buono campionato se non esagera con tortelli”. Il suo personalissimo suffragio lo dà a Cassano anche Vitellozzo: “Al netto degli infortuni, che a causa dell’età si fanno sentire, è il pezzo mancante all'attacco di Donadoni. La sua fantasia, unita alla velocità, non sempre fruttifera, di Biabiany e alle potenzialità da bomber, non sempre espresse, di Amauri, può lanciare il Parma verso posizioni di classifica più consone ai ducali”. Per tenersi comunque una porta aperta, Vitellozzo consiglia di tener d’occhio (tranquillo, i Vigili di Roma Capitale sono già allertati) anche Maicon: “In vista dei Mondiali brasiliani il terzino destro ha molto da (ri)guadagnare, essendo uscito da mesi dal radar di Felipao Scolari, e il gioco offensivo di Garcia può spingerlo verso il Maracanà”. Esperto di resurrezioni è anche Joaquìn, che a Malaga ha ritrovato lo smalto degli anni migliori. È lui, secondo Marco Maioli - tra l'altro, grande esperto di Calcio Sudamericano -, il vero colpo (un po’ alla Borja Valero): “Probabilmente una delle ali migliori d’Europa. Nel corso dell’ultima stagione ha dimostrato, anche in Champions League, di poter essere ancora devastante sulla fascia. Vero, non è più un ragazzino, ma secondo suo padre avrebbe davanti a sé un paio di lustri di calcio giocato, grazie al latte materno assunto fino all’età di sei anni. Idolo vero a Malaga, Montella gli troverà un posto nella Fiorentina”.

E noi che diciamo? Abbiamo fatto sbilanciare i due esperti del calciomercato (che io, Lo Zio e Gegen al massimo possiamo parlarvi degli affari al mercato sotto casa, destreggiandoci alla grande tra seppie in offerta e carciofi di importazione). Bostero, sdraiato in piscina con i suoi braghini azulgrana, è telegrafico: i colpi sono Mertens, Cirigliano, Rolando Bianchi e la non cessione di Muriel. Poi arriva la stoccata: “va da sé poi che chi sposta DAVVERO è Biglia”. Nesat, invece, oltre a addensare i dubbi che lo vogliono alter ego di Vitellozzo (o viceversa) ha voluto indicare un acquisto azzeccato per ogni ruolo. “Per quel che riguarda la porta, il miglior colpo lo ha fatto la Samp cedendo Romero. Oddio, non che l’attuale titolare Da Costa sia meglio, Romero però è chiaramente uno che è diventato portiere perché era sempre il bambino in più al parco:  ‘sì, puoi giocare con noi ma devi stare fisso in porta’. In difesa punto sulla rinascita di Silvestre al Milan e su quella di Maicon alla Roma. Scommetto su Monzòn del Catania e sono certo di una grandissima stagione di Yepes in quel di Bergamo. Centrocampo. Biglia è da sempre un mio pallino, credo tantissimo in Chibsah a Parma e Cirigliano a Verona. Strootman mi convince sempre di più. Spero possa trovare spazio Mertens. In attacco, oltre a Gomez, Higuain e Tevez, il miglior acquisto è Gabbiadini, impazzisco per Leto e non sputo sopra Gervinho. Zaza grande incognita, Cassano a Parma torna quello di Genova. Trovo assurda la cessione in prestito di Vydra da parte dell’Udinese: a me piace da morire”.

Per chiudere la pagina sui crack, sui grandi colpi insomma, fedele al suo cognome non poteva mancare anche una visionaria profezia di Vincenzo del Laboratorio Saccardi. “Faccio il gradasso come un calabrese che ha aperto un’agenzia conciliazioni a Milano e nonostante la crisi va di Findomestic:  il miglior acquisto sarà Christian Eriksen dell’Ajax al Milan...se il Milan passa il turno e Galliani ci farà il miracolo, trequartista completo e potente, mi pare un talento unico, anche se il flop è sempre dietro l’angolo visto che proviene da quel paese ridicolo e insulso che è l’Olanda, prego che entrambe le previsioni si avverino, mi pare un altro potenziale Sneijder...spero meno fighetto”. Tornando sulla terra, Vincenzo – che da palermitano lo conosce bene - vede come crack Ilicic alla Fiorentina: “se la smetterà di fare venire il voltastomaco e si metterà a lavorare, ne vedremo delle belle”. Sottoscrivo!

9 commenti:

  1. La descrizione di Romero è forse la cosa più bella che abbia mai letto sul vostro blog, ora però stiamo facendo gli scongiuri per un portiere decoroso (Fiorillo o Viviano, Bizzarri peggio che andar di notte).

    La Viola mi sembra una vera e propria corazzata, mentre il Napoli non mi convince troppo: secondo me ha subìto un cambio troppo drastico e non riuscirà ad ingranare da subito... Anche se, pur con variazioni un po' meno nette, la Roma può fare bene (sbaglio o lo si ripete ogni anno dai tempi di Lucho?).

    Mi piacerebbe vedere il tanto discusso Zapata al Sassuolo, se è forte come si dice in giro darebbe una grande impronta offensiva ai neroverdi, ma sono quasi sicuro che non si farà nulla.

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    1. Io personalmente..lo sento dire dai tempi di radice....

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    2. Paolo direi che Viviano vi andrebbe di lusso, non capisco perchè è così bistrattato. Per la Fiorentina ho grande attesa e per la prima volta nella mia vita anche un po' di simpatia, tutta quella che mi sta togliendo la proprietà americana a Roma, quegli squallidi truffatori.

      A proposito di Sassuolo, lunedì sera abbiamo fatto serata con tre di loro in Ciociaria, abbiamo messo tutto, la casa, lo spritz, la grigliata, la granita di champagne, la nostra simpatia, ma non si è concluso nulla. Auguro quindi agli amici neroverdi di scendere in serie B prima ancora del Pescara quest'anno in compagnia delle loro frigide concittadine.

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  2. LdB ritorna in grande stile! Per non veder vincere la Juventus non mi resta che sperare in Napoli e Fiorentina, spero molto in quest'ultima. Concordo con chi ritiene Joaquìn un gran colpo, per lui al fantacalcio mi porto i coltelli.
    Ieri brutta partita dell'Erreala!
    Griezmann fenomeno ma già ve ne eravate accorti in tempi non sospetti qua... ma dopo aver visto Seferovic a Novara l'anno scorso pensavo che la Fiorentina lo tenesse...mah. Se devo fare un appunto al mercato viola è proprio questo.

    ps.
    Ma "Biglia è da sempre un mio pallino" era una cosa voluta?

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    1. No non sono così squallido.....

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    2. Sì Gaizka, Nesat non si meritava questo tuo dubbio. Per punizione, quando verrai a Roma, ti porteremo a prendere un gelato da Nevelatte a piazza Mancini.

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    3. Mi fido mica...voi giornalisti m'avvelenate

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  3. occhio che il gelato di NeveLatte gocciola...

    markovic

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  4. http://www.calciomercato.com/mercato/calciomercato-milan-eriksen-sempre-piu-rossonero-sara-in-tribuna-646584

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