lunedì 1 luglio 2013

One Love - I Reggae Boyz 1998




 Emancipate yourselves from mental slavery

None but ourselves can free our minds

Have no fear for atomic energy

'Cause none a them can stop the time

How long shall they kill our prophets

While we stand aside and look

Some say it's just a part of it

We've got to fulfill the book

 (Redemption song - Bob Marley)




Il "Capitano" Horace Burrell
Tutto cominciò il 31 marzo del 1996 a Paramaribo, Suriname 0 Giamaica 1 gol di Thedore Whitmore. Tutto finirà il 26 giugno del 1998 a Lione, Giappone 1 Giamaica 2 con doppietta sempre di Whitmore. La Giamaica è famosa nel mondo per 3 cose: la ganja, Bob Marley e Usain Bolt (vogliamo mettere anche il turismo sessuale per signore?). Per raccontare questa storia dobbiamo fare un salto indietro e tornare al 1994. Nel 1994 Bob Marley era morto da 13 anni e Usain Bolt di anni ne aveva appena 8 e probabilmente invece di correre, passava il tempo a giocare a calcio. Il calcio in Giamaica è sempre stato popolare, forse un gradino sotto al cricket, ma comunque popolare. Nelle 15 edizioni del mondiale precedenti a quello di Francia 1998, la nazionale Giamaicana per ben 10 volte non partecipò (in alcuni casi ritirandosi in corsa) alle qualificazioni. Nel 1994 diventa presidente della federazione giamaicana calcio il "Capitano" Horace Garfield Burrell. Burrell ha una lunga carriera militare alle spalle, è stato capitano delle forze armate giamaicane (Jamaica Defence Force). Proprio sotto le armi, prende a cuore le sorti della squadra di calcio dell'esercito, la JDF football team. Il colonnello Ken Barnes (padre di quel John Barnes splendida ala sinistra del Liverpool) affida nelle mani del capitano la squadra dell'esercito. Sotto la sua gestione
Il "Capitano" Horace Burrell
in soli 3 anni porta la compagine delle forze armate a vincere nel 1985 il primo e unico campionato giamaicano della sua storia. In questo periodo conoscerà Jack Warner, futuro presidente della Concacaf, che lo inviterà a diventare membro esecutivo della CFU (Caribbean Football Union). Lasciata la carriera militare, si tuffa nella ristorazione aprendo la catena "Capitan's Bakery". Il calcio rimane comunque parte importante della sua vita e continua la collaborazione con la federcalcio giamaicana di cui per 2 anni sarà anche tesoriere, spianandosi la strada verso l'elezione come presidente. Una volta presidente, Burrell si convince che la nazionale giamaicana possa riuscire nell'impresa di qualificarsi ai mondiali francesi. In federazione viene preso per pazzo.
Il "Capitano" intende investire diversi soldi per migliorare le strutture, ma prima ancora, vuole regalare al suo paese un commissario tecnico degno di tale nome. Per fare tutto questo chiede aiuto, non a una persona qualsiasi, ma al primo ministro giamaicano P.J. Patterson. Convince Patterson sulle possibilità di partecipazione della nazionale ai prossimi mondiali e su quanto un eventuale mondiale possa far bene a un popolo con uno dei tassi di omicidi pro capite più alti al mondo. Chiede un appoggio al primo ministro per la ricerca dell'allenatore. Burrell vuole un CT brasiliano (si narra che tutto sia partito da un sogno fatto dal capitano), perché il Brasile produce da sempre il miglior calcio del pianeta. Patterson non solo si convince ma spedisce il capitano nel paese sudamericano e contatta il ministero dello sport brasiliano. In Brasile vengono proposti a Burrell sei allenatori e Horace rimane folgorato da René Rodrigues Simões.


Renè Simões

René Rodrigues Simões
Renè Simões (al tempo) ha 41 anni e un curriculum bello pieno. Ha allenato in Brasile, Portogallo, Emirati Arabi e Qatar. Ha vinto due coppe America di categoria (sub-17 e sub-20) con il Brasile, entrambe nel 1988 e  un campionato qatariota con l'Al-Rayann nel 1991.  Baffi folti e occhiali spessi, Renè sembra una maschera di carnevale. Inizialmente Renè non è affatto convito e come prima cosa chiede di poter vedere le strutture, strutture ovviamente pessime, che quasi costringono il tecnico brasiliano a tirarsi indietro. Simões si ricrede solo dopo aver visto un match del campionato locale. Vede potenzialità nei calciatori giamaicani e decide di accettare la missione. Pronti via e Renè comincia la sua opera, una delle prime regole è niente marijuana senza se e senza ma. Si parla di alcuni calciatori non più presi in considerazione dal tecnico, proprio per questo motivo. Simões fonda tutto sulla disciplina e soprattutto organizza un gran numero di amichevoli (in 4 anni saranno circa 120 le partite dei Reggae Boyz).

La nascita dei "Reggae Boyz"
Fino al marzo del 1996 la Giamaica gioca la bellezza di 24 amichevoli, la cura Simoes comincia a fare effetto. Tra queste 24 partite, una in particolare lascia il segno. Nel novembre del 1995 Burrell decide di portare la sua nazionale in Zambia (lo Zambia in agosto era stato ospite in Giamaica). Lo fa perché ancora scosso dall'incidente aereo che due anni prima a Libreville aveva spazzato via una generazione d'oro del calcio zambiano. L'accoglienza a Lusaka è impressionante, ad attendere all'aeroporto  il clan di Simoes c'è una folla festante che non fa che gridare: "Welcome to the Reggae Boyz of Jamaica! Welcome to the Reggae Boyz of Jamaica!". Da quel giorno la nazionale giamaicana adotterà il soprannome Reggae Boyz.

 
Robbie Earle  con la maglia del Wimbledon


Le qualificazioni e l'idea del "Capitano"
Le qualificazioni  partono alla grande. I Reggae Boyz eliminano Suriname e Barbados agevolmente, con grandissime prestazioni di Theodore Whitmore e Walter Boyd. Grazie a queste due importanti vittorie i giamaicani approdano al terzo turno, un girone pre-eliminatorio composto da: Messico, Honduras e Saint Vincent e Grenadine. Le prime due classificate accedono al girone finale da 6. La Giamaica vola, subito 3 a 0 secco alla nazionale Honduregna in casa e vittoria in trasferta a Saint Vincent. Poi la sconfitta in Messico di misura, l'ottimo pareggio in Honduras e il 5 a 0 tra le mura amiche  contro il Saint Vincent. Con un gol di Ian Goodison la Giamaica supera il Messico in casa e chiude il girone come prima. C'è l'ultimo turno e Renè Simões e il capitano Burrel cominciano a crederci seriamente.
6 squadre, 3 posti per il mondiale. Gli avversari  si chiamano: Stati Uniti, Messico, Costa Rica, El Salvador e Canada. La Giamaica è l'unica, tra queste 6 squadre, a non aver mai preso parte ad un mondiale.
La Giamaica parte con un buon pareggio casalingo (0-0) contro gli Stati Uniti. Poi  le certezze del capitano Burrel e di Simões cominciano a vacillare. Whitmore e soci ne prendono 6 in Messico, pareggiano 0 a 0 in Canada con la squadra più abbordabile del girone e subiscono 3 gol in Costa Rica. I Reggae Boyz tornano con i piedi per terra. Nonostante l'importantissima vittoria del maggio 1996 con rete di Williams (canadese di nascita, giamaicano di origine) contro El Salvador a Kingston, fondamentale per continuare a sperare, serve assolutamente una svolta. Alla svolta ci pensa il capitano Burrell. La situazione è chiara, Simões ha trasformato  la rosa, ha portato gioco e risultati, la Giamaica ha una buona base, quello che manca è qualche "Professionista". I calciatori giocano nel campionato di casa, il più forte di tutti Theodore Whitmore oltre ad essere un calciatore, all'arrivo di Renè era anche un barman in un hotel. Il capitano ha un'idea, c'è un isola dall'altra parte dell'oceano, dove molti calciatori sono sudditi di sua maestà di nascita ma giamaicani nel sangue. Burrell vola in Inghilterra per convincere quelli che da noi si chiamano "Oriundi". Burrell ne convince subito 3: Deon Burton attaccante del Derby sosia di Ronaldo, Paul Hall punta del Portsmouth e Fitzroy Simpson ala sinistra sempre del Portsmouth. Il capitano continua nella sua ricerca, ma i calciatori interpellati non sono sicuri, c'è pur sempre la speranza di far parte della nazionale dei 3 leoni che ha dalla sua il prestigio. Burrell punta tutto sulla psicologia. Contatta il miglior calciatore di origine giamaicana del campionato inglese: Robert Earle. Earle è uno che la nazionale inglese l'ha sfiorata in più occasioni. Una sua eventuale risposta positiva potrebbe fare da traino. Earle non si lascia convincere facilmente, è uno dei cardini del Wimbledon in Premier. Burrel invita per 5 giorni Earle e la sua famiglia nella sua terra, Robbie torna alle origini e si convince. Ora I Reggae Boyz possono contare anche sull'esperienza. Simões e la federazione giamaicana propongono alle varie aziende (come Burger King, Shell e Citybank) di adottare un campione, l'iniziativa ha successo e alla federazione entrano anche i soldi necessari per pagare, almeno in parte, le trasferte internazionali.

L'esordio degli "Inglesi" e la qualificazione a Francia '98
Il debutto per i "Nuovi" è previsto per il 7 settembre 1997 in casa contro il Canada. Burton impiega 55 minuti a scrivere il proprio nome tra i marcatori, tanto basta per piegare i canadesi. Sette giorni dopo Deon Burton si ripete (grazie a un regalo del portiere avversario) sempre a Kingston contro la Costa Rica, questa volta di minuti ce ne mette 51. 2 partite 6 punti, prima della non semplice trasferta negli States. Il 5 ottobre a Washinghton, Winalda porta in vantaggio la squadra di casa (con un inesistente calcio di rigore), un minuto dopo ancora Deon Burton, approfitta di un grossolano errore della retroguardia statunitense e mette a segno la rete del pareggio. Il match finisce 1 a 1. 7 punti in 3 partite e la possibilità di chiudere il discorso qualificazione vincendo in Salvador il 9 novembre.
A San Salvador i padroni di casa fanno la voce grossa con una rete di Nildeson al 47esimo. Al minuto 52 (vai a capire come mai sempre intorno al 50esimo) Burton pareggia, segnando il suo quarto gol in 4 partite. Al 78esimo l'altro "Inglese" Paul Hall segna il primo gol ufficiale con la maglia dei Reggae Boyz, il mondiale sembra ad un passo ma 9 minuti dopo Waldir Guerra pareggia e la Giamaica ricaccia l'urlo liberatorio in gola.
Deon John Burton
A Simões per l'impresa serve un pareggio casalingo contro un Messico già qualificato o, in caso contrario, sperare che i salvadoregni non riescano a battere in trasferta gli Stati Uniti.
Il 16 novembre del 1997 l'Indipendence Park di Kingston è un muro gialloverde. Il Messico non punge quasi mai, La Giamaica sfiora più volte la rete, una rete evitata solo dai miracoli del portiere Oswaldo Sanchez. Al minuto '70 fa il suo esordio in nazionale Robert Earle, che che aveva seguito le 4 precedenti partite dalla panchina, probabilmente per non bruciarsi la possibilità di indossare la maglietta inglese in caso di mancata qualificazione.  La qualificazione ormai è cosa fatta visto che El Salvador sta perdendo per 3 reti a 2 al Foxboro stadium. La certezza arriva al minuto 82, quando il serbo-americano Predrag "Preki" Radosavljević fissa il risultato sul 4 a 2. L'Indipendece Park di Kingston esplode gridando "USA! USA!".  E' fatta, si attende solo il fischio finale del peruviano José Antonio Arana, quando arriva i 35.700 fanno tremare Kingston. Un Whitmore impazzito corre per tutto il campo con la bandiera in mano. C'è chi piange, chi ride e chi prega, la Giamaica è per la prima volta ai mondiali. Il premier PJ Patterson dichiara la giornata seguente festa nazionale, fanculo il lavoro, oggi si festeggia e domani si dorme. La sera stessa allo stadio Indipendece park viene improvvisato un concerto con calciatori e cantanti tutti sul palco a cantare One Love. Kingston è l'epicentro della festa, una festa che impazza a Brixton come a Brooklyn passando per il Bronx e arrivando fino a Toronto.
Il 12 dicembre 1997 a Parigi, la Giamaica viene sorteggiata nel gruppo H con: Argentina, Giappone e Croazia.


La Gold Cup 1998
Il 3 febbraio 1998, i Reggae Boyz cominciano la loro avventura in Gold Cup. Un torneo al quale partecipano come ripescati al posto del Canada (ritirato). Vengono inseriti nel gruppo A con: Guatemala, El Salvador e soprattutto Brasile. Fanno il loro esordio proprio contro il Brasile a Miami. il risultato è a dir poco sorprendente, la Giamaica strappa un confortante 0-0, grazie soprattutto alle parate di Warren Barrett. Nei match seguenti, i gialloverdi centrano 2 vittorie: 3 a 2 sul Guatemala e 2 a 0 sul Salvador. In semifinale trovano il Messico che vince soltanto grazie al golden gol (105') di Luis Hernandez. I ragazzi di Simões perderanno di misura anche la finalina (1 a 0 gol di Romario), ma grazie a questo torneo hanno dimostrato al mondo e a loro stessi di non essersi qualificati al mondiale per caso.

Il Mondiale
Le convocazioni di Simões non regalano grandi sorprese, eccezion fatta per quella di Walter Boyd. Walter "Black pearl" Boyd  disputa gran parte delle qualificazioni, ma con Renè si rompe qualcosa, smette di convocarlo e mette a rischio la sua partecipazione al mondiale. A sue spese "Blacka" segue i Reggae Boyz nella tournèe pre-mondiale negli USA. Alla fine Simões decide di mettere ai voti con il resto della squadra la sua convocazione, lo spogliatoio vota sì, e Boyd parte per la Francia.
Sono 7 gli inglesi presenti in rosa: Simpson, Gayle, Earle, Burton, Powell, Sinclair e Hall. Tra i 22 è presente anche il canadese, attaccante dei Colombus Crew, Andy Williams. Simões a pochi giorni dal debutto è particolarmente teso. Viene scoperto mentre spia in incognito, con tanto di cappello a coprire parte del viso, un allenamento dei croati. Il ct Blazevic non solo lo riconosce, ma ha anche la presenza di spirito di regalare a Renè un paio di videocassette della propria nazionale. Simões però qualche giorno dopo non restituisce il favore, cacciando in malo modo due osservatori croati durante un allenamento dei suoi. Renè alla vigilia raggiunge l'apice della follia e si scaglia contro un giornalista, colpevole di fumare a bordocampo una sigaretta che il tecnico brasiliano aveva scambiato per uno spinello.
Il 14 giugno 1998 allo Stade Félix-Bollaert di Lens i Reggae Boyz cominciano la loro avventura.  Da Kingston a Montego bay, passando per tutte le "Colonie" in giro per il pianeta, tutti i giamaicani attendono il fischio d'inizio del portoghese Vitor Melo Pereira. A Wembley davanti al maxischermo sono in 15.000. Simões opta per un 3-5-2.  La Giamaica rischia di passare in vantaggio con una schiacciata di testa di Robbie Earle salvata sulla linea da Jarni. Al 27' sugli sviluppi di un calcio d'angolo, Soldo colpisce la traversa, Stanic si ritrova la palla tra i piedi e fa 1 a 0. Sul finale di primo tempo, dopo un'altra traversa di Soldo, la Giamaica trova il gol del pareggio, pennellata di Gardner per il perfetto colpo di testa di Robbie Earle, 1 a 1 con tanto di saluto militare. Al 53'  Warren Barrett si fa beffare da  Robert Prosinečki che forse ci prova o forse tenta il crossa dalla sinistra, tanto basta a portare i croati sul 2 a 1. Passa solo un minuto, sulla sinistra si libera Hall che pesca, solo, al centro dell'area Deon Burton che sciupa clamorosamente. La partita è chiusa da Davor Suker al 69'. La Giamaica perde ma non sfigura, contro la squadra che chiuderà il mondiale come terza classificata.
Sette giorni dopo al Parco dei principi di Parigi non c'è storia. La piccola Giamaica si trova davanti un colosso del calcio come l'Argentina. Simoes passa al 4-4-2 inserendo Stephen "Shorty" Malcolm sulla fascia destra, Dawes sulla sinistra e Powell a centrocampo, a farne le spese sono: Lowe, Goodison e a sorpresa Robbie Earle. L'Argentina passa al minuto 33, con un tocchetto sotto del "Burrito" Ortega. La Giamaica non si rende mai pericolosa ma regge botta e si avvia a chiudere il primo tempo con un solo gol di svantaggio. Nel recupero però Darryl "Pow-Pow" Powell entra in maniera folle su Ortega, riceve il secondo giallo e termina il suo mondiale. L'albiceleste nel secondo tempo dilaga. Ortega fa doppietta al 55' con la fotocopia del primo gol. Al 72esimo sale in cattedra Gabriel Batistuta che con due destri precisi e un rigore fissa il il risultato sul 5 a 0. La Giamaica è eliminata, ma si sapeva, ora arriva il match più importante, quello inutile per la classifica ma decisivo per l'onore.

Theo Whitmore dopo il primo gol al Giappone
Alle ore 16 del 26 giugno del 1998 allo Stade Gerland di Lione va in scena la la "Finalina" del girone H. Il Giappone arriva a questa sfida dopo due onorevolissime sconfitte per 1 a 0 contro Argentina e Croazia.
Renè torna al 3-5-2 iniziale, conferma Malcolm sulla destra e sposta Whitmore dalla fascia alla trequarti campo. E' la mossa vincente. In porta gloria per il secondo portiere Aaron "Wild Boy" Lawrence. La prima mezz'ora scorre tranquilla, al 39esimo torre di Gayle per Hall, la palla arriva a Whitmore che di destro fulmina Kawaguchi. Theodore Whitmore, quello che faceva il barista in hotel, mette a segno la doppietta personale dopo una cavalcata sulla fascia destra e un perfetto sinistro che batte ancora una volta un incolpevole Kawaguchi. La Giamaica sente la vittoria in pugno. Lawrence gioca una partita perfetta e non lascia nulla ai Giapponesi che comunque mettono a segno il loro primo gol in un mondiale con Nakayama su assist del molto poco nipponico Wagner Lopes. Al fischio finale in Giamaica è festa grande, i Reggae Boyz tornano a casa con una vittoria. Il giorno dopo a Parigi in onore degli uomini del capitano Burrell e Renè Simões, viene organizzato un concerto con le glorie vecchie e nuove  del Reggae come: Buju Banton, Sizzla, Jimmy Cliff e Steel Pulse.

Caribbean Cup
Poco meno di un mese dopo la Giamaica fa il suo debutto nella coppa dei Caraibi. Supera nel girone:  Isole Cayman per 4 a 0,  Antille Olandesi per 3 a 2 e Haiti per 2 a 1. In semifinale grazie a un golden goal di Ian Lowe piega Antigua e Barbuda. La finale è con i rivali di sempre il Trinidad e Tobago vincitore delle ultime 4 edizioni. La partita si gioca in casa dei Soca Warriors a Port of Spain. La Giamaica si porta in vantaggio subito con il gol di Oneil Mcdonald (6'), raddoppia con Dean Seawell al minuto 34' e nonostante la rete di Stern John al 38esimo resiste e si porta a casa il secondo titolo caraibico della sua storia. Kingston esulta per la terza volta nel giro di pochi mesi. Il ciclo si chiuderà ufficialmente dopo la Gold Cup del 2000, con i Reggae Boyz che chiuderanno il girone a 0 punti e con l'addio di Renè Simoes.


Warren Barret, capitano dei Reggae Boyz al mondiale. Notare le maniche.

Che fine hanno fatto......
Warren "Boopie" Barrett
Primo portiere (con tanto di fascia da capitano e credo due foglie di maria ) ai mondiali 1998, ha giocato la sua ultima partita contro l'Honduras, nella Gold Cup del 2000 subentrando a partita in corso, in seguito all'espulsione dell'ormai titolare Aaron Lawrence. Ha sempre giocato in Giamaica, principalmente nei Violet Kickers. Nel 2008 è stato nominato allenatore dei portieri della nazionale. Nel 2010 è stato rimosso dal suo incarico e sospeso per 5 anni dalla federazione giamaicana, per via di una violenta rissa con l'arbitro durante un incontro di campionato dei suoi Violet Kickers (squadra di cui era al tempo allenatore /giocatore).
Chris "Simba" Dawes 
Ha lasciato i Reggae Boyz nel 2001. Ha giocato per una stagione nei Colorado Rapids. Oggi è allenatore.
Linval "Rudi" Dixon 
Era il pupillo di Renè. Un mondiale da spettatore per via di un brutto infortunio, ha lasciato la nazionale nel 2004. Oggi è allenatore. Ultima squadra allenata il Portmore United.
Ian De Souza "Pepe" Goodison 
Centrale difensivo, detiene il record di presenze in nazionale (120). Ha lasciato la nazionale nel 2009 (era stato richiamato per la Gold Cup del 2011 ma alla fine non se ne fece nulla). Dopo l'avventura ai mondiali di Francia 98, Ian firma per l'Hull City. Rimane fino al 2002 per poi tornare in patria al Seba United. Nel 2004 si trasferisce ai Tranmere Rovers, dove diventa un idolo. Oggi conta circa 320 presenze con i "Superwhites" e si appresta ad affrontare a 40 anni suonati la sua nona stagione davanti al pubblico di Prenton Park.
Stephen "Shorty" Malcolm 
Ha giocato sempre in Giamaica con la maglietta del Seba United. E' morto il 28 gennaio del 2001.  Quel giorno la nazionale aveva disputato un'amichevole a Kingston contro la Bulgaria. Malcom, Whitmore e un loro amico hanno deciso di fare ritorno la sera stessa a Montego Bay. Nei pressi di Falmouth scoppia una gomma, Malcom è alla guida e perde il  controllo del mezzo che si schianta su un terrapieno. Malcom muore sul colpo a soli 30 anni. Al momento della morte indossava ancora la maglietta della nazionale. Nel 2011 il Seba united, cambia nome in Montego Bay United e in segno di rispetto ritira la maglietta numero 2.
Fitzroy Simpson 
Inglese di Bradford-on-Avon, classe 1970, si è ritirato dal calcio giocato nel 2008. Ha lasciato la nazionale giamaicana nel 2003 totalizzando 36 presenze condite da 2 gol. In carriera ha girato il Regno Unito giocando in Inghilterra (Swindon, Manchester City e Portsmouth), Scozia (Hearts) e Nord Irlanda (Linfield). Appassionato di fitness, possiede una palestra.
Marcus Anthony Gayle 
Londinese di Hammersmisth. Ha giocato principalmente per il Brantford, il Watford ma soprattutto per il Wimbledon (dal 1994 al 2001, 236 presenze e 37 reti). Gioca l'ultima stagione della sua carriera proprio nel Wimbledon nel 2008 a fine stagione diventerà allenatore della squadra riserve. Oggi allena lo Stanines Town, club che milita nella Conference South. Possedeva un negozio di abbigliamento a Fulham.
Andrew "Andy" Williams 
Canadese di Toronto. Ha disputato praticamente tutta la sua carriera nella MLS. Bandiera del Real Salte Lake City, si è ritirato nel 2011. Ha disputato le sue ultime partite con i Reggae Boyz nel 2010, segnando il suo ultimo gol proprio contro il Canada.
Petere"Jair" Cargill 
Centrocampista classe 1964. Prima del mondiale 1998 ha passato 8 stagioni nel campionato Israeliano. Come il suo compagno Stephen Malcom è morto in un incidente stradale, il 15 aprile 2005 a 41 anni. Al momento dell'incidente avvenuto a Sant Ann Parish, Cargill stava raggiungendo con gli altri membri del suo staff, la squadra da lui allenata, il Waterhouse football club, per una partita di campionato. Si era ritirato dalla nazionale nel 1998, con 84 presenze all'attivo.
Walter "Black Pearl" Boyd 
L'anno dopo il mondiale francese venne acquistato dallo Swansea (in precedenza aveva giocato nei Colorado Foxes). Allo Swansea rimedia un'espulsione record, entra dalla panchina con la sua squadra che si sta preparando a battere un calcio di punizione, nella mischia prima del fischio tira una gomitata al calciatore avversario, tale Grey del Darlington e viene quindi cacciato dal campo dopo 0 secondi effettivi dal suo ingresso. In una recente intervista ha confermato la reciproca antipatia con Renè Simoes. Ha lasciato la nazionale nel 2001, dopo un'amichevole con Saint Kitts e Nevis. Per lui in 10 anni, 66 presenze e 19 gol.
Dean "Two Face" Seawell 
Dopo aver lasciato la nazionale nel 2000, ha giocato per altri 2 anni in America (Charleston Battery e Connecticut Wolves) per poi ritirarsi.
Aaron "Wild boy" Lawrence 
E' diventato il portiere titolare dopo i mondiali del 1998.  Il suo sogno di giocare in Europa non si è mai avverato. Nelle sue 61 presenze conta anche un gol su rigore all'attivo, messo a segno in un'amichevole contro l'India. Oggi allena i  bambini del Real Madrid Academy Jamaica a Montego Bay.
Donovan Ricketts 
Terzo portieri ai mondiali. Nel 2004 si è trasferito in Inghilterra, prima al Bolton (0 presenze) e in seguito al Bradford (108 presenze in 4 anni). Nel 2009 è passato ai Los Angeles Galaxy, dove nel 2010, ha vinto il premio come miglior portiere della MLS. Dopo una stagione nel Montreal Impact è passato al suo attuale club i Portland Timblers. Donovan Ricketts è attualmente portiere titolare e capitano dei Reggae Boyz.
Ricardo Wayne "Bibi" Gardner 
Esterno sinistro, dopo il mondiale si trasferisce al Bolton. Rimane nei "Trotters" per ben 14 anni (347 presenze e 21 gol). Dal 2005 al 2009 è stato capitano in nazionale (112 presenze e 9 gol), ha partecipato alla coppa dei Caraibi del 2012. Dal maggio del 2012 è svincolato. Possiede insieme a Ian Goodison la" Heart of Love Production", un'etichetta discografica.
Robert Fitzgerald "Robbie" Earle 
Inglese di Newcastle-under-Lyme, la sua carriera da calciatore si divide tra 2 squadre: il Port Vale dal 1982 al 1991 e il Wimbledon dal 1991 al 2000. Ha vissuto il periodo d'oro dei "Dons" quello della "Crazy gang". Nel 2000 a 35 anni durante una partita con le riserve, riceve un violento calcio nello stomaco: "Rottura" del Pancreas e carriera finita. E' diventato giornalista sportivo, commentatore e opinionista televisivo. Ha lavorato per: Capital Radio, Radio 5 Live, BBC, ESPN, ITV, Sky Sports e OnDigital. Ha scritto per il London Evening Standard e per lo Stoke-on-Trent Evening Sentinel. Nel 2010 è stato allontanato dalla ITV, per aver ceduto ad amici dei biglietti omaggio del mondiale sudafricano poi venduti a terzi. Dal 1999 è membro dell'impero britannico.
Onandi "Nandi" Lowe 
Una carriera divisa tra Stati Uniti e Inghilterra. Ha giocato in squadre come Kansas City Wizards, Ranging Rhinos, Coventry, Rushden Diamonds e Port Vale. Nell'aprile 2004 viene arrestato dalla polizia britannica con l'accusa di traffico di cocaina. Tutto parte da un pacchetto contenente 1,17 kg di cocaina inviato dagli Stati uniti al suo indirizzo a nome "Kevin Brown". Le autorità americane allertano quelle inglesi e sostituiscono la sostanza stupefacente con la farina. Il pacco finisce tra le mani di Lowe che viene arrestato. Lowe si dichiara non colpevole, il pacco non era per lui ma per la ragazza di un suo amico e il nome del destinatario era falso per non attirare i paparazzi. Viene assolto per mancanza di prove. Per questa storia perderà per sempre la nazionale. Viene nuovamente arrestato nel 2007 in Giamaica dove viene trovato in possesso di 42 spinelli già confezionati. Oggi è allenatore.
Deon John "Neon" Burton 
Inglese di Reading, il sosia di Ronaldo è ancora in attività. ha giocato per mezza Inghilterra: Portsmouth, Derby County, Stoke City, Barnslety, Walsall, Swindon, Brentford, Rotherham, Charlton e Sheffield Wednesday. Nel 2010 si è trasferito in Azerbaigian nel Gabala allenato da Tony Adams. Nell'estate del 2012 torna in Inghilterra al Gillingham  suo attuale club. Ha lasciato la nazionale nel 2009 segnando il suo 13esimo goal in 59 partite contro Saint Vincet e Grenadine.
Frank Mohammed "Sinkie" Sinclair 
Inglese di Lambeth (Londra). Ha passato 8 anni al Chelsea, per poi passare a Leicester nel 1998. Il 12 settembre del 2001 da scandalo in un albergo di Heatrow, insieme a 4 suoi ex compagni del Chelsea (tra cui Terry e Lampard) ubriacandosi fino a vomitare davanti ai turisti statunitensi bloccati per la cancellazione dei voli in seguito all'attentato alle torri gemelle. Ha lasciato i Reggae Boyz nel 2003 (28presenze 1 gol). Secondo alcuni detiene il record mondiale di autogol (25). Attualmente è allenatore-giocatore del club gallese Colwyn Bay F.C.
Darryl Anthony "Pow-pow" Powell 
Inglese anche lui di Lambeth. Oltre ad aver giocato in Inghilterra, principalmente per Portsmouth e Derby County, si è concesso anche una stagione in MLS con i Colorado Rapids. Ha lasciato la nazionale nel 2001 (7 presenze 1 gol). Dopo il ritiro ha giocato qualche partita con la nazionale inglese di beach soccer.
Durrant "Tatty" Brown 
Ha giocato la sua intera carriera nel Wadadah F.C. In nazionale è il terzo in assoluto per numero di presenze 107. Si è ritirato nel 1998.
Paul Hall 
Inglese di Manchester, ha vissuto una carriera da protagonista nelle serie minori inglesi. Ha lasciato la nazionale giamaicana nel 2002 con 41 presenze e 15 reti all'attivo. Oggi fa parte dello staff tecnico del Tamworth.
Renè Simões
Ha continuato a girare il mondo e il Brasile. Dopo la Giamaica ha allenato le nazionali di: Trinidad e Tobago, Honduras, Iran (sub-23) e Costa Rica. Tornò ad allenare i Reggae Boyz nel 2008 per le qualificazioni al mondiale 2010, la Giamaica si fermò però al terzo turno, eliminata da Messico e Honduras.
Ha vinto una medaglia d'argento alle olimpiadi del 2004 con la nazionale brasiliana di calcio femminile. Ultimamente è stato direttore tecnico delle giovanili del Sao Paulo e  dirigente del Vasco Da Gama. Ha da poco accettato la panchina dell'Atlético Goianiense.
"Capitano" Horace Burrell
Ha lasciato la federazione nel 2003. Dopo un esilio durato 4 anni è tornato al vertice della JFF nel 2007.
E Theodore Whitmore?
Theodore "Tappa" Whitmore 
Nel 1999 firma per l'Hull City. E' stato indagato per la morte del suo compagno di nazionale Stephen Malcom, avendo fornito 2 diverse versioni dell'incidente (una lo vedeva al volante, l'altra no). Nel 2002 torna in patria per poi trasferirsi al Livingston in Scozia. Nel 2004 passa ai Tranmere Rovers. Nel 2006 è allenatore giocatore del Seba United (squadra per cui ha giocato tra un'esperienza e un'altra nel Regno Unito). Entra come assistente tecnico nella nazionale giamaicana nel 2007, per 2 volte fa da traghettatore e nel 2009 diventa il ct dei Reggae Boyz. Nel giugno del 2013 dopo la sconfitta con Honduras nel quarto e ultimo turno di qualificazione mondiale, Theodore Whitmore annuncia le sue dimissioni. Peccato, perchè con Theo Whitmore tutto era iniziato, tutto era finito e tutto forse poteva ricominciare. 
Oggi a 4 partite dalla fine del quarto turno di qualificazione a Brasile 2014, sono 5 punti di distacco dal quarto posto che vale lo spareggio con la vincente della zona oceanica (la Nuova Zelanda), la nazionale giamaicana al 90% guarderà il prossimo mondiale in televisione. Poco importa, torneranno, prima o poi torneranno. Nell'attesa per molti la Giamaica resterà l'Isola della ganja, di Bob Marley e di Usain Bolt, per noi no, perchè per noi è sempre stata e sempre sarà  la patria dei Reggae Boyz 1998.





12 commenti:

  1. mamma cosa mi hai rimembrato....

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  2. prima e unica scommessa alla SNAI (non fanno per me...) Giamaica campione del Mondo...

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  3. Grande post...lo aspettavo pure io.

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  4. Lacrime Borghettiane a palate, bellissimo articolo e aneddoti stupendi.
    Non ho mai tifato per una Nazionale così tanto (anzi sì, anche i Soca Warriors meritano).
    I Mondiali del '98 sono loro.
    Deon Burton, gli scarpini verde oliva di Bibi Gardner, l'esultanza militare di Robbie Earle, Whithmore fortissimo a Pes.
    6 Mesi dopo i mondiali, come regalo di compleanno, mi regalarono la camiseta dei Reggae Boyz (la seconda, quella verde, targata Kappa), per me ancora oggi reliquia sacra.

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  5. grande nesat, ti sei superato. questa rimarrà una pagina storica sulla giamaica. mi hanno fatto impazzire i soprannomi e soprattutto la parte "cosa fanno ora" (gran cocktail avrà fatto whitmore).

    io come al solito non ricordo quasi nulla e soprattutto non ricordavo Renè Simões, genio assoluto, a metà tra borat e groucho marx...peccato poteva essere lui una nuova scommessa di sabatini per la roma...

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  6. Grazie Nesat. Semplicemente grazie. Se ha 14 anni mi avessero chiesto chi è il tuo giocatore preferito avrei risposto Theodore Whitmore senza la minima esitazione. Francia '98 resta per me il primo campionato mondiale vissuto nella piena consapevolezza, con attenzione quasi maniacale ad ogni curiosità e particolare. Resta però anche l'ultimo in grado di proporre storie, episodi e personaggi di valore assoluto. Le successive edizioni, dalla globalizzazione di Korea Giappone 2002 alla pochezza tecnica di Germania 2006, emblema di un calcio e di una categoria, i calciatori, ormai completamente standardizzata (e di Sudafrica 2010 non voglio neanche parlare), hanno ridotto inesorabilmente il mio entusiasmo. Fortuna che, a mantenere in vita la speranza, spuntano ogni tanto i Soca Warriors di turno. Grazie ancora.

    Collettivo Mauro Repetto

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  7. Grande post. Che ricordi Francia '98, il Gruppo H con tre esordienti su quattro.
    Aggiungo un personale aneddoto: prima di quei Mondiali mio nonno comprò (non so bene perché) dei fascicoli in allegato a non ricordo quale giornale con la presentazione di tutte le squadre, con interviste agli allenatori ecc. Simões diceva che la sua squadra era un branco di foche, a mala pena abili a giocare a pallone. Con questo post si conferma la sua statura di idolo assoluto.

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    1. era La Stampa, c'erano anche le videocassette, pagherei per riaverli

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  8. a proposito di giamaicani geni...

    http://www.youtube.com/watch?v=KRhJgDAagFY

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  9. Grande storia. Gli ha detto male che quella Crozia era terrificante.

    Manca l'etichetta "Cool Runnings - 4 sotto zero".

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  10. grande post.
    Francia 98 è stato il mio primo mondiale,me la ricordo bene quella giamaica.speriamo di rivederla presto ai prossimi mondiali.
    PS: chi si ricorda di quel simpaticone di barthez?
    gli dedicherei volentieri una lacrima borghettiana :)

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  11. La scelta della qualità è alla base di ogni acquisto intelligente. Scegli anche tu fascia con bandiera francese. Vai su http://www.vitalbios.com/A/MTQ4MzU1MDM4NSwwMTAwMDA1NSxmYXNjaWEtY29uLWJhbmRpZXJhLWZyYW5jZXNlLmh0bWwsMjAxNzAyMDEsb2s=

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