martedì 21 maggio 2013

Riflessioni sul Manchester City


Francis Lee


Doyle battè la rimessa, Lee irruppe nella fragile difesa del Newcastle e scagliò il pallone alle spalle di McFaul: 4-2! Era nostro. Potevo assaporarlo. Lee salì sul muretto dietro la porta in cui aveva appena segnato, le braccia in alto, in attesa dell'adorazione, che gli venne tributata in egual misura da tifosi e compagni.
Lee si vide annullare un altro goal, e fatalmente, a cinque minuti dal termine, un errore di Doyle provocò il 4-3. Lo united intanto aveva accorciato le distanze all'Old Trafford. Tutti i più spaventosi pensieri che avessero mai attraversato la mia mente tornarono a ossessionarmi. Se Mulhearn regala due goal in tre minuti e lo United pareggia, schiatterò. Il traversone è indirizzato verso il palo lontano... e Mulhearn resiste. Il direttore di gara guarda l'orologio. Mi manca il respiro. I giocatori quasi si fermano aspettandosi il fischio finale. L'arbitro fa cenno di continuare. Doyle butta via il pallone e il Newcastle avanza di nuovo. Sto per morire dalla paura E' come se fossi in un altro mondo. Non so dove mi trovo. Dov'è questo mondo? Il City vincerà il campionato in questo mondo? E poi David mi abbraccia e salta su e giù. E' finita, abbiamo vinto. Sto urlando e non sono il solo. E' un isterismo di massa, come i Beatles e le loro scatenate giovani fan.
(Colin Shindler - La mia vita rovinata dal Manchester United)



C'è un attimo preciso, forse una frazione di secondo, è l'istante appena dopo che un calciatore della tua squadra scocca il tiro verso la porta avversaria, in cui tu prendi fiato, rizzi la schiena e cominci ad alzare le braccia, ancora incerto se quel gesto servirà ad esultare o a disperarti. Il 13 maggio 2012 quel momento a Manchester è durato un'eternità. Quello del Kun è un gol rivoluzionario, importante quanto la caduta del muro, un cambio dei tempi, una rete che in un certo senso ha mutato per sempre la storia. A cambiare la storia ci provò già una volta il gol del 4 a 2 di Francis Lee in quel di Newcastle, nel lontano 11 maggio del 1968, gol che metteva in banca il secondo titolo del City a danno proprio dello United. La vittoria in campionato arrivò, ma fu parzialmente rovinata dall'impresa dei ragazzi in rosso, che appena 17 giorni dopo alzarono al cielo di Wembley la loro prima coppa dei campioni, frantumando le ossa del leggendario Benfica di Eusebio. Il Manchester United è come quel cugino (o figlio di amici di famiglia o dei vicini) che quando tu fai qualcosa di buono, lui riesce comunque a metterti in ombra, del tipo: tu trovi un bel lavoro lui viene promosso, tu ti fidanzi lui si sposa e fa un figlio, quello che tutto il resto della tua famiglia guarda con ammirazione nonostante sia uno stronzo arrogante, simpatico come una ginocchiata nelle palle. Manchester, un città e due facce, quella che ride e che si da di gomito dopo il goal di Mackie certa come non mai che il destino sia nuovamente pronto a sorridergli e l'altra, quella già in lacrime dopo il pareggio di Cissè, certa che il destino sia nuovamente in procinto di sputargli addosso. Il finale sembra scritto ed è sempre il solito, con la città bardata di rosso a celebrare l'ennesimo trionfo.

La delusione... Questa sconosciuta..

Di quel 13 maggio 2012, ci sono due immagini fisse nella mia testa. Una, quella forse più nitida, è di una cicciona bionda a Sunderland, che agita le sue grasse braccia red devils al cielo, convinta di averla sfangata ancora una volta, poi però, sente un boato e sempre con i suoi pugnetti lardosi al cielo, si rende conto che intanto a Manchester è successo qualcosa, si rende conto che il City ha segnato. E' talmente ben abituata che ci mette un po' a realizzare. Già signora mia, non è sempre domenica, non c'è sempre Ole Gunnar Solskjær e Terry non può regolarmente scivolare sul dischetto. Benvenuta nel mondo di chi ogni tanto se la prende nel culo. Fa male vero?

A Sunderland è finita, e lo United ha vinto, Balotelli al limite, scivola, serve l'assist per Aguero, Aguero!  Aguero! Aguero! Al 94', il gol del Kun, che vuol dire Titolo! Nella maniera più incredibile possibile! Nella maniera più pazzesca possibile! Nella maniera più impensabile possibile! Il Manchester City, non da Manchester City, diventa Campione d'Inghilterra! È il modo più bello per farlo, ma è il modo più rischioso, perché si prendono infarti così!
(Massimo Marianella 13/05/2012)

L'altra immagine è quella di un tizio del City, che poco dopo il pareggio di Dzeko prende a colpi di sciarpa in maniera rabbiosa il proprio seggiolino, perchè è talmente abituato male che sa già come finirà,  2 a 2 (sempre che non arrivi il vantaggio del QPR in contropiede) e titolo ai dirimpettai, quelli che vincono sempre, anche quando non devono. Poi il City segna, lui non viene più inquadrato, probabilmente è svenuto, il suo posto lo prende una ragazza con gli occhiali (la amo) che si sventola gli occhi per asciugarsi le lacrime e riprendere aria dopo l'orgasmo di una rete all'ultimo secondo, una rete che vale la Premier. Benvenuti nel mondo di chi  ogni tanto ha una botta di culo. Strana sensazione vero?

Queste righe, queste poche righe, le ho scritte qualche settimana dopo la vittoria in campionato del City. Volevo battere un post per celebrare una vittoria che da simpatizzante di vecchia data attendevo da molti anni. Poi però ci ho ripensato. Il City è una questione di cuore, un qualcosa di intimo e personale, non volevo si pensasse che fossi saltato in corsa sul carro dei vincitori (nonostante avessi già scritto del Manchester City in altre occasioni). Un anno dopo però è cambiato tutto o meglio, tutto è ritornato al proprio posto di sempre. Lo United trionfa in campionato e i citizens perdono in maniera stupida una finale. Ciò che lega con uno spago le due annate sono le critiche, rivolte, ieri come oggi, agli Sky blues. Un anno fa si denigrava la vittoria del City, perchè nonostante i petroldollari erano riusciti ad acciuffarla solo all'ultimo secondo. In questa stagione si deride il City perchè, nonostante i petroldollari, non sono riusciti nella facile impresa di  portare altri titoli in bacheca. Tanta, troppa gente in Italia parla e senza sapere nulla della storia di questo club. Si critica il City per via della sua proprietà dai fondi illimitati. Ipocrisia allo stato puro. Questi tanti, troppi tifosi italiani godono quando vedono vincere il Wigan, non per il Wigan, cosa che ci starebbe anche visto che solitamente in una finale siamo naturalmente portati a sostenere la squadra più debole, no! Queste persone tifano Wigan perchè così i cattivoni arabi che sperperano denaro non avranno la soddisfazione della vittoria. Sono però gli stessi tifosi che se domani arrivasse un ricco sceicco a risollevare le sorti della propria  squadra si metterebbero a 90, come peraltro è giusto che sia. Da molti sento dire che il blasone non si compra. Questa è la più grossa stronzata da quando l'uomo inventò il pallone (semi cit.). Le squadre vincenti sono da sempre le squadre più ricche. Io ho i soldi, io compro i migliori e io vinco. Da sempre. Lo United in questi anni ha vinto per quale motivo? Per via di una polverina magica o perchè sono stati spesi pacchi e pacchi di sterline?
No, però il problema è il City, brutto e antipatico perchè in mano a un pugno di arabi. Poco importa se in questa stagione i Red Devils si sono ritrovati con un passivo superiore (e non di poco) a quello dei cugini. Il City paga le spese "folli" di Mansour delle precedenti stagioni, cifre effettivamente astronomiche ma che sono servite a colmare il gap con le più forti squadre del paese. Il Ciclo dei Citizens è cominciato nella stagiione 2010/2011 e come convincere gente come: Yaya Tourè, Balotelli, Dzeko e Silva ad accettare una piazza come quella blu di Manchester (al tempo neanche in Champions) senza l'ausilio del vil denaro?

Quando si tifa contro il City non lo si fa solo contro lo sceicco, si tifa contro un'intera tifoseria che prima di questo paradiso ha vissuto praticamente costantemente all'inferno. Una vita passata a osservare dalla finestra i vicini esultare, un anno sì e l'altro pure. L'ultimo titolo conquistato dal City prima della Fa Cup del 2011 è stata la coppa di Lega datata 28 febbraio 1976. Sapete quanti trofei ha vinto lo United dal 1976 al 2011? Più di 40 (ho perso anche il conto), lo sceicco è un premio alla pazienza, lo sceicco è semplicemente giustizia divina. Nel 1999, 4 giorni dopo il trionfo di Barcellona del Man U contro il Bayern, il City a Wembley si giocava l'accesso alla seconda serie (First division) contro il Gillingham. Una partita emozionante come quella di Ferguson e soci, con pareggio di Dickov al 94esimo e vittoria ai rigori grazie a un super Weaver. Da una parte il tetto d'Europa, dall'altra una promozione in First division festeggiata con lo stesso identico entusiasmo. Nonostante tutto Manchester rimane sempre una città divisa in due, le nuove generazioni in blu cresciute giocando contro Portvale e Tranmere e non contro Real Madrid e Liverpool, non hanno tradito. Sono cresciuti insieme a Jeff Whitley e Shaun Goater, senza mai invidiare i vari Giggs e Beckham. Hanno accolto Distin e Sommeil mentre l'altra sponda si assicurava Rio Ferdinand, non hanno mollato neanche quando a suon di sterline Fergie convinceva Rooney, mentre loro al massimo ottenevano il prestito di Kiki Musampa.

Paul Dickov dopo il pareggio contro il Gillingham

L'anno prossimo quando vi ritroverete a gufare la "Squadra dello sceicco" in Premier, Champions e Fa Cup, pensate a quei tifosi che hanno visto la propria squadra annaspare per anni, a quei tifosi che tifano per la prima squadra detentrice di una coppa europea ad aver disputato una terza serie, a quei tifosi che per 35 anni non hanno vinto nulla e che per 35 anni hanno visto i loro rivali storici alzare trofei, a quei tifosi che nonostante rose non proprio esaltanti hanno continuato a riempire Maine Road prima e il City of Manchester poi. Se volete, continuate a tifare contro chi sta vivendo il  sogno di tutti noi, però prima di continuare a farlo non siate così tanto ipocriti da non ammettere che la vostra è solo e soltanto invidia.

Scout: "What could be better than Man united?"
Jimmy Grimble: "Man City!"
(There's Only One Jimmy Grimble)

33 commenti:

  1. Hai ragione su tutto, però io tifo United

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    1. Ci mancherebbe!

      Per chiarire...non è una critica a chi tifa United....è una critica a chi tifa contro il City da 3 anni a questa parte...........

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  2. Premettendo che ognuno tifa e segue chi gli pare, ci mancherebbe (oddio, le maglie a strisce un po' mi turbano), mi permetto un paio di considerazioni.
    Tifo Toro, quindi credo di avere 6 lauree e 13 dottorati in masticamento amaro, sopportazione di cugini vincenti (per gli almanacchi)e annaspamento applicato.
    Eppure il tuo slancio retorico non mi ha convinto manco un po'.
    Sarà che seguo, studio e sviscero il calcio inglese da 25 anni, ho girato in largo e in lungo la Gran Bretagna e non ho trovato un'altra tifoseria inutile quanto quella del City (manco i Gunners).
    E il blasone non si compra, poche balle; si può vincere, si può fare storia, ma la tradizione è un'altra cosa.

    P.S. In finale di coppa non ho tifato nè City nè Wigan, mi son guardato la partita e basta.
    Col pensiero di assistere ad uno scontro fra parvenu che ogni tanto mi sfiorava il cervello.

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    1. "Non ho trovato un'altra tifoseria inutile quanto quella del City"
      Perdonami John ma avrai anche girato l'Inghilterra in lungo e in largo per 25 anni...ma questa ovviamente rimane una tua opinione...

      Nessun slancio retorico...solamente fastidio causato dai caroselli di 2mila teste di cazzo in seguito alla vittoria del Wigan..ripeto..come già scritto nel post...per me è una questione di cuore...
      non voglio convincere nessuno....sinceramente non me ne sbatte una beneamata....

      Non so cosa intendi per "La tradizione è un' altra cosa"....una squadra è di un certo livello solo se vince 70 anni senza pause.....se domani al toro arrivasse uno sceicco o un russo...e il Toro nel giro di 3 anni si portasse a casa 2 coppe e uno scudetto..sarebbe diverso perchè il Toro ha tradizione?

      parvenu.....giusto che sia così.......

      Domanda così tanto per...per quale squadra fai il tifo in Inghilterra?....e cosa pensi dello United?

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    2. la tradizione per me è quell'insieme di storia (non obbligatoriamente vincente, sia chiaro) e tipologia di tifo che permette ad una squadra di rimanere nell'immaginario collettivo. cosa che non è capitata, almeno all'estero ma in parte anche in patria, ai citizens.
      l'arrivo di uno sceicco a torino (fantascienza in italia) mi creerebbe un profondo imbarazzo per i motivi ben spiegati da loziodiholloway.
      la ricchezza crassa e ostentata non piace.

      se rimaniamo alla sola Inghilterra seguo il Tottenham, se allarghiamo a tutta lo UK tifo sperticatamente per i Gers.

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    3. Ho un'altra visione della tradizione....

      Sullo sceicco al toro(si sappiamo che è fantascienza)la mia domanda era un'altra....



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    4. Ti rispondo meglio: farebbe schifo uguale un afflusso di denaro così improvviso e non figlio della programmazione, la diversità starebbe nel fatto che probabilmente sarebbe meno strano un Toro che torna ai fasti di un tempo rispetto ad un City che di fasti, nel passato, ne ha vissuti non troppi.
      'sti qua pure quando vincevano gli scudetti erano messi in secondo piano perchè i cugini vincevano la coppa campioni!

      riguardo allo united, su cui non ti ho risposto prima: it's not my cup of tea.

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    5. Ti chiedo scusa...ma trovo assurdo tutto quello che scrivi.....
      ......mi parli di programmazione...TUTTI i tifosi del mondo sognano di vincere senza la fottuta programmazione.....da tifoso romanista non vedrei l'ora di partire economicamente alla pare con le strisciate..russo,albanese, arabo o venusiano che sia vanno bene tutti.....

      "'sti qua pure quando vincevano gli scudetti erano messi in secondo piano perchè i cugini vincevano la coppa campioni!"
      Dai su questa la prendo come una provocazione... perchè è veramente una fregnaccia.....

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  3. Dear Nesat… detto che sono d’accordissimo che il blasone - come l’onore, la tradizione, la patria, la famiglia e altre stronzate – lo si compra al mercato. E che prendersela con i nuovi ricchi e nuovi vincenti perché si pensa che i vecchi vincenti siano tali per diritto divino, e non perché anni prima sono stati a loro volta degli assassini, è un’altra stronzata. Secondo me sbagli bersaglio.

    Nessuno schifa il City perché i suoi propietari sono arabi, ma perché sono ricchi. Come schifiamo il Chelsea che è russo e la Juventus che è sabauda. Se una volta il City ispirava simpatia, perché era come il Torino – gli aiuti arbitrali ai cugini, il fatto che a Manchester tutti tifano il City ‘local team’ mentre come per la Juve anche i tifosi dello United vengono da fuori, etc. - ora non ispira più simpatia perché è diventato una superpotenza.

    Da tifoso-tifoso del Milan posso essere solo contento – in realtà fino a un certo punto, ogni tanto fa male – che la mia squadra sia stata comprata dal signor B. Però da simpatizzante non tifoso di squadre come Pisa, Ternana o Cagliari, qualora cominciassero a prendere tutti i migliori giocatori sulla piazza a suon di miliardi, mi farebbero schifo.

    Non per blasone, né per classismo o nazionalismo, semplicemente perché i ricchi puzzano della merda e del sangue che rubano al popolo.

    E comunque oltre al gol del Kun Aguero ricordo con altrettanza tenerezza la pompa di benzina della Q8 che Paddy Kenny – il portiere del QPR che gli ha regalato il gol – ha aperto sull’autostrada Londra-Manchester all’altezza dello svincolo con Luton…

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    1. Aldilà della tua stronzata su paddy Kenny
      ....tu parli di simpatie....anche a me possono stare simpatici il perugia o il pisa...ma è un discorso diverso...quella del City non posso definirlo tifo(si tifa solo una squadra nella vita) però è un affetto talmente grande che vederlo vincere...vederlo ricco mi da gusto.....e lo dico nonostante sia stato un mix di sfortuna del City e passione per Shaun Goater a farmi pendere per loro......su questo blog a proposito del manchester city una volta ho scritto questa frase: "Il tempo con i soldi e i trofei laveranno via l'orgoglio e la tenacia di questa squadra che riusciva a farci sognare con il fascino della sua sfortuna".....Mi è bastata una FA cup per fottermene del fascino della sfortuna.........

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    2. ma infatti io scrivevo perché il man city fa schifo al cazzo a molta gente, mica perché deve farlo a te..

      e spiace che quel po' di tremendismo che s'era guadagnato ospitando in città 'na squadra come lo united se l'è giocato con i soldoni dei sciecchi, ma oramai è andata..

      e non c'è nessuna sconfitta col wigan che tenga, anzi, si è tifato tutti wigan proprio per questo..

      ps. e non snobbare la pompa di paddy, sarà che gli arriva la benzina gratis ma c'ha i prezzi più bassi del regno..

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  4. molto più romantico lo united rispetto al City.
    Alla fine ha fondato il proprio successo, anche negli ultimi tempi, su giocatori bandiere quali scholes e giggs che il city non avrà mai.

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    1. beh, no, dai, Francis Lee, Mike Summerbee o Colin Bell son state grandi bandiere. Anche i citizens hanno avuto le loro.

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    2. il problema caro Sarbon è proprio questo...del City non si conosce la storia.... Senza andare a ripescare Bell, Lee, Neil Young o Summerbee...bisogna calcolare anche che il Man City in questi ultimi anni non ha mai avuto la stabilità per crescere in casa delle bandiere.. il succo è che se a 14 anni Giggs avesse firmato per il City...oggi non sarebbe ancora al City....certi giocatori rimangono grazie ai successi e soprattutto ai soldi...

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    3. no no scusatemi mi sono spiegato male.
      io non intendevo dire che il City non ha mai avuto bandiere.
      Al contrario, volevo sottolineare come alla fine lo United, nonostante il grande patrimonio a disposizione, abbia saputo costruire un modello "tradizionalistico".
      (vedi Ferguson e giocatori-bandiere)

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    4. Si, questo e' vero. Sono diverse espressioni della ricchezza. L'approccio del City e' sicuramente - per necesita' - piu consumistico, da breve periodo. Quello dello United anche da profitto (Cristiano ma anche parecchi altri). La differenza sta nel gruppo "pescato"/costruito da Fergie che permesso di dover cambiare poco/nulla nel tempo. Il City il gruppo non l'ha pescato e ha rastrellato.

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  5. Scusate.. dove si firma per uno sceicco al Bologna?

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    1. Quasi quasi avevate un petroliere albanese...

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  6. tutta la vita United.... e ci mancherebbe altro!

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  7. La mia idea sul tema è netta e ammette poche e giustificate eccezioni: o una o l'altra.

    Il Manchester City si era abituato a decenni di simpatia da underdog, e adesso deve accontentarsi di essere forte.

    Le eccezioni che ammetto a questo assioma "o vinci o sei simpatico":

    1 la vittoria in una coppa nazionale, o il trionfo episodico in una torneo internazionale, che per la loro natura "di contorno" rispetto al piatto forte della stagione (il campionato), rendono minore per gli altri la percezione della "oppressività" del vincente.

    2 - La vittoria così improbabile da rimanere difficilmente replicabile (Montpellier 2012, Boavista 2000, Verona 85...)
    Ovvero la favola che manda in delirio i vincitori e i neutrali dal buon cuore, e che allo stesso tempo gli altri non invidiano eccessivamente, forti della certezza che dalla stagione successiva la inevitabile restaurazione dei vecchi valori riporterà tutto nelle rassicuranti mani delle big, chiudendo la parentesi anarchica e carnevalesca.

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  8. Possiamo dire che Nesat sfoga nel City un po' della sua lazialità repressa? Se scrivessi un post così sullo scudetto perso nel 98-99 e la catarsi di Perugia - Juve del dell'anno seguente, con un riferimento ai - 9, caro Nesat, faresti commuovere tutti noi lettori di fede biancocelste

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  9. mah conosco da tanto nesat e quindi trovo ingenerosi alcuni commenti, la sua è una fede (minore, ma comunque una fede) che viene da lontano, è sincera, e giustifica anche certe affermazioni che, effettivamente, di primo acchitto sembrano contrastare con l'etica, e l'estetica, di questo blog.

    voglio dire, se sei tifoso, mettendo da parte tutte le pippe mentali, non puoi non essere felice di avere di punto in bianco uno squadrone, che magari ti permette di sovvertire decenni di delusioni. poi magari ci pensi e ti fa rosicare che per vincere devi affidarti a un presidente arabo e a un gruppo di mercenari in campo, ma a pelle quel gol decisivo ti fa godere ugualmente. eri tifoso prima, con il folklore delle serie minori, lo sei anche ora, con il glamour della vetta. anche io - pur essendo agnostico in inghilterra (un tempo tifavo per il blackburn) - ho gioito per l'impresa dell'ultimo secondo di due anni fa, non c'è nulla di male.

    poi ci può stare che su certe cose uno abbia opinioni diverse. dovunque mi giro le mie simpatie extra-italiane vanno a squadre derelitte (a partire dall'osasuna) e faccio fatica a tifare, anche solo per una stagione, una grande squadra. non saprei come tifarlo il city, lo posso solo seguire con maggiore o minore simpatia. però non so dire, con la stessa certezza di alcuni commenti che mi precedono, cosa (mi) succederebbe se domani l'osasuna invece del padre del nostro amico nikolas avesse come presidente uno sceicco miliardario, non so dire io cosa farei, se continuerei a seguirlo con lo stesso affetto oppure no (e faccio l'esempio dell'osasuna per non farlo della roma). ad esempio, ho sempre avuto simpatia per il malaga, e non è certo scemata in questi due anni di spese pazze.

    in fondo, non abbiamo tutti diritto, almeno una volta, a essere felici? a prenderci una tregua dalla vita, come scriveva mario benedetti? a scoparci, pagando, una cazzo di escort? se questo è quello che è successo al city, sto tutta la vita con nesat....

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  10. Io nelle simpatie sportive cerco l'assonanza tra nome della squadra, colori sociali, città di provenienza, curiosità e stadio. Me ne fotto del blasone e dei soldi.

    Tifo Athletic Club e Chievo VR. Entrambe passioni nate ai tempi di pc calcio (nacqui da natali juventini). Dell'Athletic ho amato immediatamente i nomi dei giocatori e lo stadio. Il Chievo l'ho creato io. E' una mia creatura. L'ho portato in serie A partita dopo partita e lì c'è stato. Poi la serie A ha perso d'interesse e allora anche il Chievo mi è un po' passato in secondo piano (come il suo gioco, i suoi interpreti e i suoi allenatori: non credo ne abbia uno decente da Iachini).

    Ma se fosse arrivato uno sceicco o un russo di merda avrei smesso all'istante di tifare. Un conto se Campedelli si fosse trovato lo sponsor arabo, un altro se mi arriva in tribuna al Bentegodi un senzamadre con il turbante che allo schioccar di dita potrebbe cancellare squadra e storia giù per il cesso.

    E se finisce la benza a Mansour? Che ne sarà di lui? Che ne sarà del Malaga?

    Il denaro è il male.
    Comunque per me la tradizione è avere una certa identità storica definita da fattori che si mantenuti o alternati nelle epoche.

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  11. anonimo sfidante22 maggio 2013 11:33

    Ciao a tutti,

    io più che sulla ricchezza e le vittorie di una squadra sposterei il tema ricchezza-povertà sulla tifoseria.
    Premesso che ho fatto un balzo sullo sgabello dell’ufficio quando ho letto che lo zio è felice di avere B. presidente, ricordando polemiche antiche da non riassopire, secondo me esiste da sempre un rapporto tra povertà/sconfitta e vittorie/ricchezza.
    I ricchi, da sempre, di spirito borghese, scelgono per loro natura squadre vincenti. Non vogliono sporcarsi le mani con le sconfitte.
    A Manchester il City lo hanno sempre tifato nei quartieri popolari. Io la so così.
    Un po’ come lo era il Milan a Milano. Squadra di operai. Classe proletaria.
    A Torino il Toro è, in questo parallelismo, simile al Milan di una volta.
    Mentre la Juve corrisponde, in questo parallelismo, alla Juve. Classe borghese.
    Ricordo un coro che da sempre veniva cantato agli operai juventini della Fiat, capaci di alzarsi il lunedì mattina per leccare il c. al padrone, per svendere la loro dignità per quei colori (non avevano il pane? Benissimo, se la Regina gli offre la brioches ci si buttano sopra – e la brioche è un loro conterraneo comprato al solo scopo di mostrare la carota ai somari per poi, nella vita, rifilargli il bastone).
    Passione, sangue più caldo, etc. sono attributi – stereotipati in alcuni casi – da assegnare a quale classe?
    Questi valori fanno, per me, il blasone della tifoseria e – di conseguenza – della squadra.
    Ma non è detto che la vittoria sia solo dei ricchi. Quando una squadra fatta di tifoseria proletaria vince, ché comunque si tratta di sport e quindi confronto su un campo, ecco che arriva la Rivoluzione. Cambia il potere.
    Io non so se nella tifoseria del City ora sono arrivati tanti radical chic. Quante intromissioni ci sono tra i tifosi di una tifoseria per via delle vittorie? Questo è il punto, più che quante coppe si sono intromesse in una bacheca da sempre povera. Ecco cosa cambia il blasone e dà antipatia: ma non antipatia esterna, ma interna tra tifosi dello stesso colore. Un po’ come se Della Valle comprasse il Livorno ed entrasse in una Casa del Popolo della città: credete che i portuali lo considererebbero uno di loro?
    Perché quando vinci finisci per attirare tifosi da ogni dove, che cambiano la tua identità di tifo, di popolo (la vittoria attira i borghesi, che non si vogliono sporcare le mani). Di classe. Questo è il punto.

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  12. La puzza di merda che si sente intorno al city è generata da queste cose qui:

    http://www.corriere.it/sport/13_maggio_21/manchester-city-new-york-yankees-soccer_f4d6b78a-c232-11e2-a4cd-35489c3421dc.shtml

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  13. Io l'ho trovato un bellissimo post.
    A me del City non importa un fico secco (d'altronde vivendo a Londra non mi metto a tifare squadre di altri posti), anzi da simpatizzante dell'Arsenal, i Citizens hanno anche scocciato nel fare la spesa a Islington.
    Però capisco bene il discorso di Nesat e lo condivido. Sia chiaro, a me il calcio degli sceicchi fa schifo, però mi fa piacere per i tifosi che hanno dovuto attendere decenni, restando sempre lì, mentre i cugini diventavano grandi (si perché prima di SAF lo United era messo peggio del Milan pre-Berlusconi) e ora si permettono di fare gli snob sulla loro presunta "migliore" ricchezza.
    Di più allo United concedo solo la grandezza di Ferguson e lo sviluppo di una pattuglia di giovani che hanno reso il club vincente senza dover per forza ricorrere all'acquisto milionario, che comunque hanno fatto spesso e volentieri (Ferdinand, Rooney, Van Persie). Per il resto sono ricchi uguale e cambia poco.
    Comunque al video postato con tutti i tifosi che esultano mi sono emozionato pure io. Quando alla fine parla il vecchio che dice che tifa da 75 anni e che all'ultimo campionato dice che era alto e coi capelli ricci capisci che in fondo non puoi voler male a queste persone, nonostante sceicchi e mercenari.

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  14. Al City manca qualcosa, almeno per me, e fin da prima che arrivassero i petrolsterline. Prima comunque apparivano come "quegli altri di Manchester" ora puzzano di "pezzenti saliti".
    Non hanno romanticismo.

    Per quanto riguarda lo scudetto all'ultimo secondo...solo il Mancio con quella squadra poteva perderlo all'ultima partita e c'è quasi riuscito.

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  15. Più che altro non si spiega il cammino in Champions/Europa League del City. Va bene che sei quasi-esordiente in competizioni del genere, ma almeno un girone, un turno passalo.

    Due anni fa ti frega la Dinamo, lo scorso anno ti frega il Napoli (e lo Sporting poi), quest'anno ti frega pure l'Ajax..

    Più della metà delle squadre agli Ottavi di CL una rosa come quella del City non ce l'avevano (nè ques'anno nè l'anno scorso). E non credo a discorsi di amalgama o che.. PSG, Real e altre sono andate avanti anche in stagioni di grandi cambiamenti.

    Quindi per come la vedo io al City quello che è sempre mancato è un allenatore.

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  16. Fortunello Mancini.. l'ultima volta che le sue squadre hanno combinato qualcosa (dico per merito suo) è stato nel biennio 2002-2004: la Lazio giocava un gran calcio.

    Da lì in poi solo tanta raccomandazione, tanto culo, e la grande capacità di scegliersi il petroliere giusto come presidente.

    ps. dopo un pari nel marzo 2012 con lo Stoke City (quello col gol incredibile di Crouch) disse "Non abbiamo una rosa all'altezza". Io se ero Tony Pulis lo pistavo di botte.

    markovic

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  17. La Lazio del mancio, quella del primo anno giocava un calcio fantstico, ma era uno squadrone e fu presa a schiaffi dal porto di Mourinho senza alcuna pietà. Inoltre riusciva sempre a complicarsi la vita in casa...

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  18. Beh squadrone, Mancini prese nel 2002 la Lazio piena di giocatori reduci da un'annata fallimentare (Stankovic, Cladio Lopez, Giannichedda, F.Couto, Fiore, Cesar, ecc) e secondo me fu merito suo se parecchi di questi fecero un grande campionato e una grande Coppa Italia (vinta) l'anno dopo. Di campione autentico c'era solo Stam.

    Poi certo, quel Porto - di quel Mourinho - tritava tutti in quei due anni..

    markovic

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  19. Bravo, parole sante.
    Io sono tifoso del Queens Park Rangers e subisco le medesime considerazioni. Ogni squadra ha il suo valore storico, da rispettare. ad eccezione forse dei MK Dons

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  20. Io non tifo nè City nè United, ritengo Mancini un magnifico incapace e tanto mi basta. Sulle proprietà multi milionarie, anche lo united fa parte di un consorzio gestito dai Glazer che hanno i tampa bay bucaneers della nfl americana, quindi se i mansour vogliono comprarsi la squadra di baseball, per me possono farlo. Detto questo, magari venissero i miliardi in Italia invece prendono strade strane come quelle ucraine, turche e francesi.

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