domenica 5 maggio 2013

L'immagine di un femminicidio


"In una via leggermente in pendenza, fiancheggiata di auto e camion distrutti, notai sul marciapiede un uomo, con una mano appoggiata a un lampione. Era un soldato, sporco, mal rasato, vestito di stracci trattenuti da spaghi e spilli, la gamba destra amputata sotto il ginocchio, una ferita fresca e aperta da cui colavano fiotti di sangue; l'uomo teneva sotto il moncherino una scatoletta o un bicchierino di stagno e tentava di raccogliere quel sangue e di berlo rapidamente, per evitare di perderne troppo. Compiva quei gesti metodicamente, con precisione, e l'orrore mi afferrò la gola".
Sono costretto a prendere in prestito le parole di Max Aue, l'indimenticabile protagonista de Le benevole, il romanzo capolavoro di Jonathan Littell,  per descrivere, nel modo meno inesatto possibile, la sensazione di disgusto, strazio e abiezione che ho provato quando l'arbitro ha assegnato alla Juventus il calcio di rigore che le ha permesso di sbloccare - e vincere - la partita odierna contro il Palermo e, in questo modo, di celebrare davanti al proprio pubblico la conquista del secondo scudetto consecutivo da quando la allena Antonio Conte. Non dedicherò molte parole alla descrizione dell'azione, che immagino tutti abbiano avuto modo di vedere - di fatto, un velleitario lancio in area di rigore verso Vucinic, l'anticipo non proprio pulito ma efficace e soprattutto corretto di Donati, la vigorosa presa di posizione con il corpo di quest'ultimo, con tanto di innocuo e fisiologico appoggio con il braccio, la rovina a terra dell'attaccante montenegrino, l'incomprensibile fischio dell'arbitro con contestuale indicazione del dischetto, la realizzazione di Vidal, il boato dello stadio, la celebrazione del goal. L'immagine di una festa? No, per me, l'immagine di un femminicidio.

L'aspetto più carico di abiezione dei femminicidi - la sfumatura più cupa del nero che colora la cronaca di questi mesi - è la ricorrente inutilità del gesto. L'insulto su Internet, il livido sullo zigomo, l'occhio pesto, la spruzzata di acido, lo stupro, la coltellata, non sono quasi mai il mezzo barbaro di cui l'uomo si serve per raggiungere il suo ignobile fine, sia esso un fine di assoggettamento, di controllo, di vendetta o di mero sfogo animale, ma il sigillo di sdegnosa prepotenza che viene apposto al termine dell'atto, quando già tale fine è raggiunto o è impossibile da raggiunere. In altre parole, l'aspetto più rancido dei femminicidi è la loro superfluità, la loro "oscena gratuità", per rubare un verso - da molto amato - di Cristiano Godano (quando Godano era ancora ispirato; e non è un caso che citi proprio lui, che venendo dalla provincia cuneese e potendo quindi legittimamente essere juventino sia, invece, un grande tifoso del Torino). La stessa oscena gratuità del rigore di oggi. Non c'era nessun motivo per fischiarlo (intendo: motivi oltre a quello lapalissiano per cui non era rigore, non poteva mai esserlo). La Juventus avrebbe vinto comunque - oggi - lo scudetto, perchè le bastava un pareggio; probabilmente, avrebbe vinto comunque anche la partita, perchè è più forte del Palermo, e di tutte le altre squadre del campionato. E però l'uomo che può umiliare la donna, anche se la donna non oppone resistenze, non ci pensa due volte a farlo. Anche se non serve. Anche se ha già vinto.

Altra costante del carattere del femminicida è l'assoluta insensibilità al pentimento. Il femminicida non cambia, non si redime, neanche se va un periodo in carcere. Non solo: se abita in un paese, più o meno piccolo, non si fa scrupoli a passare accanto alla donna che ha umiliato, a schernirla, a perpetrare l'offesa. Prima della partita di oggi, il canale 201 di Sky ha mandato in onda una sorta di speciale celebrativo (in anticipo?) dello scudetto della Juventus, con le immagini delle partite al termine delle quali la Juventus si è laureata campione d'Italia negli ultimi venti anni. I sigilli finali delle cavalcate verso il titolo con i vari Lippi, Capello e Conte. Per me, non devo neanche sottolinearlo, non è stata altro che una lunga galleria di femminicidi. Non quelli avvenuti nelle partite passate in rassegna, sempre pulite, ma quelli sepolti nella mia memoria, che hanno disseminato di sangue quegli scudetti, preparando quelle feste. Nella società dello spettacolo e di Sky, infatti, tutto diventa high-light, immagine, flash, perdendosi qualsiasi tipo di narrazione o contestualizzazione, ci si dimentica di come si arriva a certi eventi perchè (viene scelto che) rimangono solo gli eventi in sè considerati. Anche la partita di oggi è già diventata - sterilizzata, privata di significato - soltanto un'ulteriore trentina di secondi di immagini in movimento da aggiungere al video che ho visto e che verrà mandato in onda la domenica a pranzo l'anno prossimo, prima dell'inizio della partita che vedrà la Juventus laurearsi campione per la - finalmente! - trentesima volta. Eppure, l'immagine del rigore fischiato a metà del secondo tempo contro il Palermo segna un momento di discontinuità, perchè rimarrà a imperitura e retroattiva memoria dei tanti soprusi che non compaiono nel video, perchè avvenuti prima dell'ultima giornata, e ci ricorderà qual è il modo più ricorrente in cui, da quando quelli della mia generazione abbiamo iniziato a seguire il calcio, si vincono gli scudetti in Italia. Senza che, una cosa che mi sembra incredibile!, qualcosa cambi.



Scrivo tutto questo non perchè odio o ho sempre odiato la Juventus, ma perchè, con tutte le sue passate crudeltà, non posso - non voglio - tenere, anche questa volta, la mia sofferenza personale solo per me. Già so che il femminicida mi ignorerà beffardo, quando non mi riempirà di scherno. Non solo lui, però; tanta gente, tifosi normali, si è ormai assuefatta a questo stato delle cose, e magari ci scherza anche su. Questa è una dinamica non soprendente della natura umana. Racconta una storia terribile a questo proposito il grande scrittore V.S. Naipaul. Nel 1945, quando nei cinema di Port of Spain, la capitale dell'isola caraibica di Trinidad e Tobago dove Naipaul è cresciuto, il cinegiornale mostrava i sopravvissuti dei campi di concentramento, il pubblico dei neri nelle ultime file si metteva a sghignazzare. Riflette il premio Nobel che "forse le crudeli punizioni ai tempi degli schiavi erano accompagnate da reazioni come queste, e non sempre da paura o compassione". Mentre loro - i negrieri, i femminicidi - festeggiano, noi non solo non siamo capaci di ribellarci, di toglierci le catene come Django, di prendere il primo oggetto trovato per casa o nella borsetta e di conficcarglielo nelle palle nude, ma dopo un'iniziale momento di smarrimento, di incomprensione, ci rassegniamo che così doveva andare, che tanto avrebbero vinto comunque, che il fatto di essere i più forti in fondo li legittima anche ad abusare del loro potere, perchè pur essendo sbagliato in fondo non altera l'esito degli eventi. Stiamo lì, con il nostro barattolo di sangue in meno, lo beviamo e ci diciamo anche che in fondo è molto buono, finchè non moriremo dissanguati. Ancora un po', ancora qualche rigore così, infatti, e finirà che il calcio non lo seguirà più nessuno.

Anche questa non sarebbe una novità, però. Spiega Jonathan Wilson (nell'articolo "The essential backdrop", apparso sul sesto numero della sua rivista The Blizzard) che lo sport non ha bisogno delle folle intorno al campo per essere praticato; discipline come l'hockey, la pesca o l'arrampicata funzionano benissimo anche in assenza di migliaia di persone che urlano incoraggiamenti o insulti ai partecipanti. Lo stesso gioco del calcio non era stato programmato per attrarre le folle - a differenza, ad esempio, del wrestling o del cinema; è stato organizzato e strutturato perchè alla gente piaceva giocarci e voleva un set di regole standardizzate e degli avversari regolari. Gli spettatori sono arrivati dopo e sono arrivati perchè erano affascinati dalla sfida, dall'incertezza, dalla suspense: il divertimento era tutto nello scoprire, alla fine, chi avrebbe vinto. Dopo il rigore di oggi, dopo tutti i rigori di questi anni, chi si avvicinerebbe più a questo sport? Perchè dovrebbe farlo? L'alea non è più su chi vincerà, ma su quando vincerà (il come è noto).

Per me, la più bella poesia della poetessa argentina Alejandra Pizarnik, morta suicida troppo presto e, in un certo senso, vittima della diffidenza dell'ambiente letterario maschile del suo paese, è anche una delle più brevi. S'intitola Nombrarte

No el poema de tu ausencia, 
sòlo un dibujo, una grieta en el muro, 
algo en el viento, un sabor amargo.

A furia di fischiare rigore come questi, di vincere campionati come questi, di infliggerci crudeltà inutili come queste, del calcio che amiamo non ci rimarrà più niente, ci disamoreremo, ci distaccheremo, e quando tra trent'anni ci passerà, per casualità, un'immagine di Arturo Vidal che celebra il goal dal dischetto, il goal dello scudetto 2012-2013, ci ricorderemo all'improvviso di questo sport che avevamo tanto amato, un ricordo effimero e inafferrabile come "qualcosa nel vento", e un "sapore amaro" (non più l'orrore di un tempo, ma su di esso sedimentato) ci afferrerà la gola, come al grande Max Aue, insieme al quale tireremo dritto verso la fine della Storia. Ma intanto, lasciamoli festeggiare sulle macerie della nostra civiltà, con il corpo della donna ancora caldo accanto.
"Nel salotto, ansimando per riprendere fiato, sentii distintamente un pianoforte; impugnando la pistola mitragliatrice, aprii la porta della camera da letto: all'interno, sul letto disfatto era sdraiato un cadavere sovietico, e uno Hauptmann in colbacco, seduto a gambe incrociate su uno sgabello, ascoltava un disco su un grammofono appoggiato per terra. Non riconobbi l'aria e gli domandai cosa fosse. Attese la fine del pezzo, una musica allegra con un piccolo ritornello ossessivo, e sollevò il disco per guardare l'etichetta: "Daiquin. Il cucù"".

[i collage sono del grande James Gallagher]

63 commenti:

  1. vabbè, un post così lungo per dire che la Juve è la squadra ladra per antonomasia?

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    1. grande francesco, già ti vedo al liceo finire la divina commedia, fare una smorfia e affermare disgustato: tutta questa roba per dire che quella sera era bel tempo?

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    2. i tweet uccideranno i post, c'è poco da fare

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  2. Forse il pareggio puzzava piu' del rigore fasullo. Di questi tempi, si vede, una combine e' peggio di un furto. Una sorta di cronologia delle magagne.

    Condivido il contenuto del post. Tuttavia, preferisco il rifiuto alla ribellione. D'altronde, non puo' essere un caso che succede sempre qualcosa.

    Una cosa e' certa: questo campionato ha visto una marea di arbitraggi non all'altezza. Non solo il rigore su Vucinic, e' stato un continuo su tutti i campi.

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    1. Ma dire una cosa del genere non rischia di annacquare tutto? Di luogocomunizzare quello che è successo oggi? Il "tanto alla fine tutto si compensa" è la più grossa bugia, cosparsa di vaselina, che ci è stata propinata da quando siamo nati, non trovi?

      Cosa intendi per rifiuto?

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  3. E' solo un dato, Dionigi. Se ne sono viste di tutti i colori. Piu' che negli anni passati. Ma il dato nulla vuole togliere al post e all'inutilita' del rigore di oggi.

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  4. ps: intendo che me ne sono fatto una ragione. Mi faccio bastare il non esultare. Sono episodi che rifiuto. E aspetto ancora di capire perche' si tifi ancora Juve. Perche' dopo tutto quello che e' successo. E' una cosa che non capisco, che - senza ironia o polemica - vorrei mi venisse spiegata.

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  5. Sinceramente non mi tange sapere che l'arbitro ha fischiato un rigore sbagliato a favore della Juve, sebbene mi dispiaccia per il Palermo (il Genoa merita la B). Non mi tocca anche perché in questi anni ho visto nelle serie minori squadre trascinate alle promozioni per "meriti" arbitrali (praticamente con un rigore a partita) o per l'abilità al calcio-scommesse. E il mondo fa spallucce, perché tanto non va su SKY. Questa è la sconfitta del calcio italiano: non accorgersi che la base è marcia

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    1. Del ritorno in B dell'Avellino che mi dici caro Vasilj? Personalmente la notizia mi ha reso molto felice, essendo, per motivi diciamo familiari, un grande simpatizzante dei lupi.

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    2. vasilij, perdonami la curiosità, di dove sei???

      Greggio Antonio

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    3. Vasilij fa il 99,99 % dei post sulla Salernitana...
      secondo me è di Novi Ligure

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    4. Premessa: ieri mi son dimenticato di dire che ho trovato di cattivo gusto il gigantesco 31 posto al centro del campo. Era ridicolo che una società di serie A avalli una chiacchiera da bar, seppur detta da un suo celebre tifoso (mi riferisco alla vicenda di Paolo Bonolis ad Inter Channel) è altrettanto ridicolo che la Juventus dica di avere 31 scudetti quando sono 29. E non lo sono per una diceria ma perché esistono delle sentenze che, sebbene discutibili, vanno accettate.

      L'Avellino, sebbene abbia una società non così forte economicamente (per quanto ne dica la Gazzetta di oggi), aveva costruito un organico per vincere e l'aveva affidato ad un allenatore ad hoc, Rastelli. Non so dire quanto abbiano inciso questioni arbitrali o di calcioscommesse (in C si vince spesso così, chi lo nega fa la vergine nonostante abbia inculato e sia stata inculata a sua volta) ma ha dimostrato la maggiore continuità e personalità. In ogni caso in B avrebbe bisogno di essere profondamente rinnovata. Per i play-off dico Nocerina, nonostante straveda per il Latina (qualcuno faccia giocare Sasà Burrai in A).

      P.S.: vivo a Brescia ma, come specifica bene la percentuale, il mio cuore batte per la Salernitana.

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    5. supponevo fossi tu....ricordavo di aver letto qualche tuo articolo a tinte enfatiche verso i colori granata....infatti supponevo e speravo che quando ti riferivi a ''meriti'' scommessantarocchevoli, fosse riferito a quella squadra....

      Antonio Greggio

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  6. Ma come pretendi che qualcosa cambi? Basta vedere e vivere quotidianamente l'informazione sportiva su giornali e televisioni: volendo forzare i concetti, la Juventus viene trattata un po' come il Grande Fratello in 1984. I fatti sono manipolati, le immagini cambiate, i video montati a piacimento. Ormai il Bar del Castagno è frequentato da sempre meno persone e presto o tardi lo chiuderanno, quando tutti, ma proprio tutti, "ameranno il Grande Fratello".

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    1. Touché per la risposta...

      Però ci tengo a sottolineare che la rosicata non c'entra niente, la rosicata era quando scrivevo dell'Inter che si giocava lo scudetto della Roma, sarà quando scriverò della Lazio che vince la coppa Italia, ma della Juventus - l'ho detto - non me ne può fregare di meno, anche perchè non ho dubbi che sia la squadra più forte del campionato.

      Io ci tenevo solo a far emergere il rischio di abituarci - scusate il riferimento trito e ritrito - alla banalità del male di questi episodi, trattati come meri dettagli della storia, ma come Aue insegna quando morde il naso a Hitler, i dettagli possono cambiare la Storia.

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  8. Condivido parola per parola. E' vero, ci siamo assuefatti, noi che seguiamo il campionato da anni e ci ricordiamo gli scudetti della Juve vinti grazie al cocstante sostegno della classe arbitrale. L'anno scorso si è parlato solo per qualche giorno del gol sottratto a Muntari, che di fatto spianò la strada al titolo ai bianconeri. Il fatto è che il potere della Juve è sconfinato, nei media gode di consensi imbarazzanti: oggi Repubblica dedica 8 (otto) pagine allo scudetto.
    Gianni

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  9. Mi domando invece se il femminicidio che non si è mai del tutto compiuto sia stato calciopoli... Un femminicidio giusto, un femminicidio atteso e riparatore, un po' come Perseo che decapita la Medusa (anche quello un femminicidio).

    Probabilmente abbiamo sopravvalutato calciopoli, una calciopoli che non è servita a nulla, quando invece poteva essere l'occasione per sbarazzarci della Vecchia Signora una volta per tutte.

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  10. a me è successo. non seguo più il calcio con la stessa gioia. non (solo) per colpa della Juve. pur essendo interista, mi aveva già stufato il ciclo dell'inter, quel guardare le partita in attesa, solo, che l'inter segnasse, mi teneva "in vita" l'inseguimento della coppa dei campioni.
    Quella sera, mentre scendevo i gradoni dei "vomitory" del Santiago Bernabeu, sapevo che il mio rapporto col calcio era cambiato.
    L'anno scorso, poi, ho visto spettacoli strazianti, ogni domenica, ogni volta che vedevo una partita del campionato italiano. Gioco pessimo, stadi deserti, campi osceni.
    Ormai seguo il calcio per abitudine, per una dipendenza che si fa ogni giorno più tenue.
    Non mi stancherò mai di vedere il video dei tifosi Shamrock Rovers a Modena, della gitana hermosa del San Lorenzo, della avalanche del Gremio, ma la serie A mi ha proprio rotto i coglioni.

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  11. Siamo alla follia. Vostra.

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  12. sarebbe stato un sogno, Gegen
    (ma poi da Corigliano a Corato chi li sentiva?)

    markovic

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  13. quello di ieri è stato il femminicidio definitivo, quello della restaurazione del patriarcato.

    nella storia degli scudetti della juve, nati come ogni presa del potere da un femminicidio, ci sono stati quelli dell’affermazione del potere, e del suo consolidamento.

    quelli della divisione del lavoro negli anni cinquanta e del contenimento della rabbia sociale negli anni settanta, quelli dell’affermazione del femminicidio spettacolare alla striscia la notizia negli anni ottanta e novanta.

    poi il buio, la temporanea e ciclica crisi del capitalismo il disagio del maschio impotente che necessitava di trovare nuovi modi di sopraffazione. infine la scoperta della nuova strategia politica: la negazione, il rimosso.

    se il penultimo è stato quello della rabbia, della vendetta e della rivalsa, quello di ieri è stato il femminicidio supremo. la restaurazione si è completata: è nata la terza repubblica bianconera, quella delle larghe intese dove tutti concordano di giocarsi il secondo posto dietro alla juve.

    il calcio è morto, viva il calcio.

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  14. E dire che di tutti i rigori concessi alla juve in questa stagione, quello di ieri mi era sembrato uno dei meno finti/esagerati/loschi/comprati/regalati/inventati. Grazie per il blog e oggi in particolare per l'accostamento a Le Benevole.
    "Sentivo all'improvviso tutto il peso del passato, del dolore della vita e della memoria inalterabile[...]solo con il tempo e la tristezza del ricordo, la crudeltà della mia esistenza e della mia morte ancora da venire."
    Anche quest'anno è andata, in sostanza.

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    1. Grande...
      E' Gegen che dobbiamo ringraziare per averci fatto addentrare nella vita di Max Aue, dalla quale ancora non siamo usciti.

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  15. PasqualeBruno6 maggio 2013 12:53

    Bah... ormai ci si abitua a tutto, dalle immagini delle guère (quasicit. Alberto Sordi), a quella citata. Tralasciando il fatto che egoisticamente la sconfitta del Palermo mi possa far comodo, mi chiedo come possa essere fischiato un penalty del genere...

    P.S.: non si offendano i milanisti e i giallorossi, ma dopo aver visto il rigore non fischiato alla Viola sabato (braccio di DDR), mi è venuto il dubbio che arbitrasse Ray Charles o Bocelli.

    Il futuro è scritto... meglio parlare della giornata dei bomber, da Klose a Bergessio, da Cavani a Di Natale, passando per Osvaldone che tra fischi e fiaschi ha fatto se non erro 16 gol... Non è che magari il prossimo anno proverà l'assalto alla Coppa dalle grandi orecchie col pigiama dei carcerati addosso?

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    1. Giusto per essere chiari (e non essere tacciato di...), ci tengo a dirlo: quello di De Rossi era un rigore grande come una casa.

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  16. Siete un blog meraviglioso e anche questo post è scritto con finezza e arguzia. Ma rimane una rosicata, con grande stile, ma pur sempre una rosicata. Dispiace un po' il tono general-generico con cui si parla dei numerosi furti juventini. Sarebbe meglio citare anni e partite visto che le sentenze dicono che nessuno dei due campionati tolti alla Juventus è stato condizionato o falsato.
    Con immutato affetto.
    Marco
    #finoallafine

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    1. Ti ringrazio per l'onore delle armi.

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    2. nessun campionato della Juventus è stato condizionato? ma allora dove ho vissuto in questi anni, cazzo?

      markovic

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  17. Davvero molto bello il post, che con la consueta eleganza e sapiente passione letteraria riesce, incurante del luccichio superficiale (ma davvero c’è gente che ci crede ancora?), a immergersi nel torbido e svelarne l’orrore (gratuito, appunto, quindi più doloroso e più difficile da sopportare). Perché, nonostante tutto, è ancora possibile provare disgusto, alta prova di umanità e dignità. In particolare, apprezzo il fatto di aver sottolineato che non è tanto il 'cosa', al quale - appunto - forse ci siamo già rassegnati («[...] è nata la terza repubblica bianconera, quella delle larghe intese dove tutti concordano di giocarsi il secondo posto dietro alla juve.» Geniale, ziodiholloway), ma il 'come'. Ho sempre pensato che, tanto nel calcio come nella vita, tutto ruota attorno al 'come': una sorta di teoria della relatività alla buona.

    Mi chiedo quale sia ormai la strada da seguire, cioè cosa scegliere tra rifiuto e ribellione, se sia meglio appassionarsi alle serie minori (sono davvero meno finte e farsesche?), oppure abbandonarsi al cliché del seguire soltanto i campionati esteri (la mia grande passione per l'Athletic Bilbao mi tiene in vita, ma non per questo non mi rendo conto di come anche la Liga sia, in molti aspetti, ridicola)... l’erba del vicino è sempre più verde?

    Grazie dionigi (per ogni tuo articolo; in questo, in particolare, per l'ennesimo meraviglioso elogio della lentezza, dell'importanza del percorso che dà un senso al momento); grazie kalle (anche io mi sono rotto i coglioni della serie A, quasi spero che il Palermo retroceda perché lo si possa «tifare in santa pace», come un mio amico ha saggiamente affermato dopo il risultato di ieri); grazie bud white e grazie in generale a LDB, perché mi sento meno solo, ovvero un po’ meno stufo. Perché forse non sono l’unico a non essersi ancora rassegnato alla Rivoluzione Industriale e alla fede positivistica, compreso ogni disgustoso corollario.

    Alessandro

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  18. Risposte
    1. Ma guarda qua mi sa che l'unico rosicone è Pogba...

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  19. cazzo!!..quindi adesso son 31!!..così ho intravisto da uno che leggeva tuttosport?!..ho la sensazione però che palesando quota 30 si trovassero più a loro agio...perchè diciamoci la verità far la somma fra un numero dispari e uno pari un pò ci devi ragionare

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  20. più che di calcio, sembra che colui che ha scritto il testo ne abbia approfittato per parlare di ben altro

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  21. Barcollante di gioia dopo il raddoppio di Jimmy Nicholl contro il Dunfermline, sapevo, e lo sapevano tutti, che stavolta ce l'avevamo fatta davvero. L'anno dopo avremmo giocato contro il Celtic, gli Hearts, l'Aberdeen. I Rangers, santo Dio. E, adesso.. adesso, una volta tanto eravamo una squadra meravigliosa. Pochi metri alla mia destra, il coro dei Rovers intonò una canzone che ricordavo di aver sentito per la prima volta in sottofondo nella videocassetta della partita contro il Kilmarnock, una canzone che, credo, solo noi usiamo e che esprime appieno la sensazione di questa passione raramente ricambiata. Alla seconda strofa, si alzarono in alto sempre più numerose le sciarpe, mentre il canto cresceva, trascinandoci tutti con sé. Take my hand, Take my whole life too. For I can't help Falling in love with you"

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  22. Allora non sono pazzo, il rigore è frutto di scarsa capacità di fare l'arbitro o di uso di LSD, o forse entramble le cose. Tutti gli juventini rispondevano con un "rosica" e dopo aver fatto notare l'inutilità di assegnare il penalty loro continuavano con il "rosica" forse sono convinti che rispondere così è la risposta a tutto.

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  23. Una volta il potere logorava chi non l'aveva. Ora logora soprattutto chi teme di perderlo o chi ha paura che là fuori ci sia qualcuno che ne mini l'autorità e l'autorevolezza.

    La falsa epica storica della Juventus di quest'Agnelli indecoroso (precocemente tronfio di aver trovato la chiave di volta per un'imperituro connubbio tra società di capitale e società sportiva -povero illuso-) è il vero come momento del falso. Se ci pensate ogni autoglorificazione di juventinità non parte dal riconoscimento se siano 31 o 29 (che è solo un'appendice storiografica), ma dal fatto di essere 'la più titolata'. Ma non è l'unica nello squallido panorama italico: il Milan è la squadra con più coppe europee nella galassia ( e magari poi verrà fuori che una squadra dello Zimbabwe ne ha vinte di più). All'Inter si potrà imputare di essere sempre stata una società cialtronesca, ma nessuno le toglierà il triplete. Questa esaltazione per accumulazione è la vera aberrazione del calcio moderno.

    [Altro sistema per conferirsi dignità sportiva è quello della retrodatazione storica]

    Qui mi trovo in leggero dissenso con il post. E' vero che il calcio-marketing proposto da Sky impilerà uno sull'altro gli scudetti di Agnelliberlusconimoratti attraverso gli highlights (nemmeno il fallo su Vucinic verrà riproposto ma solo l'esecuzione di Vidal), ma questa non è la causa. Se andassimo a rivedere, con un videoregistratore manomesso da Emmett Brown, i luoghi e le topiche di chi dieci, venti, trent'anni fa parlava di calcio da bar, come noi, all'interno di un vero bar, ritroverebbe molte di queste stesse sentenze. Segno che i tempi ciclici della società dello spettacolo si riversano su se stessi cambiandosi solo d'abito.

    La vera dannazione del calcio non è il senso di mortificante sconfitta dei sempre sconfitti in favore dei sempre vincitori e nemmeno questa accumulazione quantitativa. Quanto è proprio nella qualità delle vittorie, dove i vincitori, ogni anno, sono costretti ad esibire una incontenibile gioia per una ripetitività che dovrebbe mortificarli. Ed invece indossano cappelli da giullari, si prestano a indecorosi servizi di marketing ideologico nella pagine interna della Gazzetta, si smacchiano il sorriso in favore delle telecamere. E il tifoso non sente più niente, perché vetrinizzato anche lui in questo noioso ingranaggio di ripetizione. L'unica consolazione che gli rimane non è per la vittoria, non è quindi arrivare primo, ma proprio perché primo potersi permettere di dire al secondo 'sei uno sfigato'. In fin dei conti è ciò in cui il tifo si è trasformato. La corsa al secondo posto, menzionata da qualcuno nei commenti, è una corsa all'oro per le società quotate. Lo scudetto dei perdenti. Zeru tituli, direbbe Mou.

    Ma qui si apre la vera voragine. Ciò che viene splendidamente espresso in questo post non è vero ad ogni livello? Anche nella corsa al secondo posto. Un conto era quando Milan, Juve ed Inter arrivavano nei primi tre posti ed avevano il culo nelle coppe e il quarto posto se lo poteva spartire la plebe, un conto ora che i posti sono solo tre e l'ultimo disponibile (senza vedere il calendario, senza vedere i torti\favori arbitrali) andrà al Milan. Quello è lo scudetto delle SPA. Ma non ditemi che quando la Juve era in B non fu la stessa cosa. Vinse sempre l'Inter senza pretendenti, con una Roma che giocava sempre meglio e negli scontri diretti quasi sempre vinceva. Tuttavia, a maggio, era l'Inter a portarsi a casa il tricolore.

    Non è più un gioco questo. E la Juve è solo l'interprete supremo di questo scherno planetario. Tutte le società sono coinvolte in una serrata corsa al profitto, all'immagine come cuore irreale della realtà, in una misconoscenza storica sempre più inaccessibile e surreale. Ci rimane solo il gioco, quello sì, sempre pieno di incognite (anche se sempre meno spesso al triplice fischio finale).

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  24. Scusate l'apostrofo su "un'imperituro". Errori tipici quando non si rilegge.

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  25. la frase che più gira nei bar reali e virtuali, il minimale aggettivo sostantivato "rosiconi", è la dimostrazione che il grillismo non è altro che la malattia infantile dello juventinismo, applicato al gossip politico

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  26. E' incredibile che riescano ancora ad esultare, nonostante 29 scudetti...è una malattia o forse una filosofia che non comprendo! Per me la vittoria è un evento eccezionale, dunque raro con un sapore unico. Ma questi, invece, sono sempre lì con la bava alla bocca, giocatori-allenatore-vice allenatore-presidente e tifosi. Sono tutti uguali, assetati di scudetti e con pochissimo umorismo...

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  27. Io non esulto più, e seguo solo di striscio la serie A. Epperò scendi due gradini e ti trovi l'Avellino (visto che qualcuno l'ha chiamato in causa nei commenti) che è fallito e immediatamente ha beneficiato di due-ripescaggi-due nel giro di altrettante stagioni. E ora ha vinto la C1 e l'anno prossimo giocherà in B.
    Grazie al cazzo.

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  28. Da Repubblica.it

    SCUDETTO JUVENTUS, L'ITALIA E' PIU' FELICE DEL 7%

    L'Università di Milano ha analizzato i tweet lanciati in rete dopo la fine della partita di domenica scorsa contro il Palermo. Le regioni più "felici" per il titolo vinto dai bianconeri sono Abruzzo, Valle d'Aosta e Emilia Romagna. A Napoli i meno contenti


    TORINO - "Il 31/o scudetto bianconero ha reso l'Italia più felice, di ben 7 punti percentuali. Tifa Juve e niente più tristezza insomma". Esordisce con l'ironia il sito della Juventus, raccontando una esperienza assai curiosa.
    Il calcolo è semplice, una formuletta con solide basi scientifiche. A certificarla è Voices from the Blogs, progetto di ricerca dell'Università degli Studi di Milano, un osservatorio permanente di quello che si dice e si discute in rete, attraverso il ricorso, per la prima volta in Italia, a una tecnologia per la Sentiment Analysis che unisce i pregi della codifica manuale con i vantaggi propri di una analisi altamente automatizzata.

    Voices from the Blogs ha così creato iHappy, indice di misurazione della felicità che, analizzando i tweet degli italiani, valuta le reazioni istantanee dei singoli individui rispetto agli avvenimenti che accadono nella vita di ciascuno e che possono incidere positivamente o meno sul livello di felicità. Ogni messaggio viene classificato come "felice", o "infelice" e i tweet presi in considerazione sono stati quelli postati in Italia fino al primo pomeriggio di domenica, e dalle 16 in poi, fino alle 8 di lunedì mattina. Il dato di "variazione" del livello della felicità si riferisce quindi ai due momenti temporali presi in considerazione.

    Dopo il fischio del signor Romeo, l'Italia si è scoperta più felice di quasi 7 punti percentuali. I picchi si registrano in Abruzzo, più 24,7 punti, Valle d'Aosta, a più 16, e Emilia Romagna, più 14,6. Quanto alle province, a Reggio Emilia c'è stato un balzo al 55%, seguita da Pescara (31,4%) e l'Aquila (24%). Tra le regioni più tristi invece la Campania, meno 5,5 punti percentuali. A Napoli sono meno felici per il 7% e non se la passano tanto meglio a Milano, 4,72, e a Firenze, 1,41.

    http://www.repubblica.it/sport/calcio/2013/05/08/news/felicit_juve-58328423/?ref=twhr&utm_source=dlvr.it&utm_medium=twitter

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  29. L'applicazione della percentuale nella statistica è ciò che più ha permesso l'integrazione del capitalismo\consumismo con lo Stato ed, insieme allo Stato, ad ogni evento di superficie della società di massa. Solo così l'economia si giustifica ed i metodi di giustificazione si applicano in modo arbitrario e non rigoroso ad ogni settore. Così per un 7% in più di tweet (davvero un social network o il supposto significato del fonema 'felicità' valgono come unità di misura?) si sussumono conclusioni indecifrabili, irrapresentabili e che, di fatto, non vogliono dire nulla. Solo la statistica sociologica può trarne un empio di dato di diffusione.

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  30. "L'evasione dalla vita quotidiana, a cui l'intera industria culturale, in tutti i suoi rami, promette di provvedere, è come il ratto della figlia nel giornale umoristico americano: è il padre stesso a reggere nel buio la scala. L'industria culturale torna a fornire come paradiso la stessa realtà della vita quotidiana. L'escape e l'elopement sono destinati, fin dall'inizio a ricondurre gli spettatori al punto di partenza".

    Horkheimer, Adorno,"L'industria culturale".

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    1. quando fasi così aggiungerei la tua foto a quella di aurelio andreazzoli sul parabrezza della mia twingo verde..

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    2. lo prendo per un complimento...

      "vai piano, zio"

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  31. sono juventino. sono convinto che la mia squadra abbia vinto 29 scudetti (di più, quel 31 mi fa incazzare come una biscia). odio frasi tipo "vincere non è importante, è l'unica cosa che conta" (e odio ancor di più il fatto che l'abbiano messo sulla maglia). amo lacrime di borghetti. amo kansas city 1927. non sopporto tuttosport e ju29ro.com. ma, vi prego, non considerate dei coglioni tutti quelli che tifano juve. vi ho scoperto per caso e vi ho amato fin dal primo momento perché, pur non conoscendovi di persona, sentivo di condividere con voi lo stesso modo di intendere il calcio. ma che ci posso fare se uno dei primi ricordi che ho è mio padre che mi solleva in aria dopo il rigore di brady al catanzaro? che ci posso fare se da quel momento la juve mi è entrata sotto pelle? ogni volta che leggo il blog mi sento tra amici. non toglietemi questa sensazione.

    oblomov

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    1. Figurati Oblomov, con i tuoi ricordi sei più borghettaro di tutti noi. Spero continuerai a sentirti tra amici e quando vuoi (quando sei a Roma, se non sei di Roma) ti invitiamo a bere almeno 31 birre...

      Ci tengo a dire, a questo punto, anche se è una banalità, che ognuno fa storia a sè, e le storie si dividono solo in belle e brutte. Sono sicuro che la tua, anche se tinta di bianconero, sarà bella, per l'abbraccio di tuo padre, il modo di intendere il calcio e tutto il resto. Diciamo che per noi sei - lo dico alla Pasolini del Corriere - uno juventino corsaro. Saluti!

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  32. Tanta stima per Oblomov.....

    Io perdono anche il tifoso che urla 31(ho più di un amico che lo fa)......e detesto la Juve almeno quanto la Lazio....perchè fin da bambino ho passato tutte le mie estati in sicilia....e quello è un feudo bianconero(poi interista e infine rossonero).
    Il tifoso non può e non deve essere obiettivo quando si parla della sua squadra......(per me comunque sono molti meno di 29)

    sul post poco da dire...capisco dove vuole arrivare Dionigi... Ma secondo me questo Post arriva colpevolmente con un anno di ritardo......

    Oblomov ti aspettiamo a Roma....

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    1. grazie nesat (e dionigi) per la "comprensione". purtroppo per me roma non è esattamente a portata di mano, ma brindo volentieri alla vostra salute.
      e comunque, appena ho visto il rigore non dato all'atalanta per il mani di marrone, d'istinto ho detto "femminicidio!". e mia moglie a fianco "eeeh, il solito esagerato". le ho spiegato il fuorigioco e il meccanismo di qualificazione alle coppe. sotto la statua di pessoa a lisbona le ho raccontato di lacrime di borghetti. ma la storia del femminicidio è un po' troppo complessa...

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    2. scusate, è ovvio ma manca la firma.
      oblomov

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  33. Trovo il contenuto del post condivisibile solo in parte
    Parlare di femminicidio presuppone che chi compie l’atto sia in una posizione di potere rispetto alla vittima. Posso darvi ragione; ma di quali dinamiche di potere parliamo? Possiamo intender il potere sposando la teoria hobbesiana che lo vede come qualcosa di cui si possa disporre, che è in mano a una persona o ad una ristretta cerchia di persone. In questo caso l’evento potrebbe essere un effetto del potere, non diverso da tanti altri dei quali si parla con meno frequenza. Se quello di domenica è un crimine spiegatemi voi cosa sarebbero:
    -ritirare la tua squadra da una semifinale di coppa campioni con la scusa che un faro allo stadio non funziona, solo perché non sopporti di perdere
    -ottenere il permesso di schierare quanti extracomunitari vuoi proprio il giorno prima della partita decisiva per lo scudetto (caso nakata)
    -falsificare un passaporto per poter ingaggiare un altro straniero
    -la partita napoli inter del 70-71 quella al termine della quale Zoff ha confessato di aver pensato al ritiro
    -perdere 7-1 con il b.monchengladbach all’andata e ottenere la ripetizione di una partita quando ormai è già stato giocato anche il ritorno (caso unico nelle coppe europee) per il lancio di una lattina di coca, di cui, tra l’altro, non ci sono prove documentate.
    -sentire zamparini un giorno prima della partita col milan dire perdiamo al 99,99%

    Premesso che valga la teoria hobbesiana, se c’è un palazzo del potere, non è solo la juve a risiederci ma è in bella compagnia (chi sono i ferlaino, cecchi gori, sensi , cragnotti, tanzi , lotito, moratti berlusconi Della valle, Preziosi etc) se c’è una torta da spartire, non è stata sempre la juve a prenderne la fetta più grossa. Dov’è questo strapotere juventino se si considera che la juve negli anni 60 del boom economico non ha vinto una cippa mentre i trionfi sono stati appannaggio della dopatissima inter di herrera ? in quegli stessi anni c’è stata anche la prima coppa campioni di un italiana (quella vinta dal milan contro il benfica in 10,senza Eusebio ,per più di un ora). Tra gli anni 86-95 la juve non ha vinto un tubo in italia (forse una coppa italia). Nel 2006 c’è stata calciopoli; la juve è andata in serie b, fiorentina e lazio fortemente penalizzate e si sono ignorate le condotte delle milanesi (paradossalmente quella che se l’è cavata meglio è il milan adottando la tattica: mi faccio beccare con qualcosa anche io, onde evitare si possa pensare che ho fatto di peggio)
    Il Del Piero (faccia pulita e culo sporco come lo ha definito lo ziodiholloway) che hanno strapompato non è meno dopato del Ronaldo che non riesce a scendere le scale dell’aereo o quello che ha le convulsioni prima di una finale mondiale (mi pare che all’epoca giocasse all’inter e mi pare che zeman abbia menzionato anche lui, nella famosa intervista, tra i giocatori di cui aveva notato una spaventosa quanto repentina crescita muscolare) .
    Rispondo anche ad Andrea che parla di juve trattata come grande fratello ignorando l’anomalia tutta italiana che vede un uomo solo proprietario di una squadra di calcio possedere tv(anche quelle pubbliche) e giornali. L’amministratore delegato della stessa squadra ricopre da circa 20 anni la carica o di presidente o di vice-presidente della lega calcio, l’organo adibito a distribuire i diritti tv che sono, sottolineo purtroppo, il principale business su cui si basa il gioco del calcio ( non so se vi siete mai creati l’immagine, queste due persone siedono allo stesso tavolo durante le trattative per la distribuzione dei diritti tv in ruoli che dovrebbero essere contrapposti, ma in realtà rappresentano lo stesso interesse)

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  34. Forse a tutti non è chiaro il motivo per cui si parla sempre e solo di juve o perché non è stata eliminata quando ce ne erano i presupposti (2006); semplicemente ,come nel caso dei politici, serve a fare da capro espiatorio.
    Pensare che il popolo italiano sia buono e i politici cattivi è un buon modo per mantenere le cose come stanno, allo stesso modo puntare il dito contro la juve serve a mantenere il calcio nel più completo sfacelo.
    Badate bene non vi sto accusando di rosicare per le recenti vittorie juventine ne scrivo con l’intento di scagionare o difendere la juve ( non se lo merita) vi sto dicendo solo che, forse, state puntando il dito nella direzione sbagliata.
    Se invece cominciassimo a osservare il potere nel calcio, come nella società, non come qualcosa che si detiene ma come qualcosa che circola di continuo potremmo affermare che la sua caratteristica principale sia nei rapporti di forza tramite i quali si materializza. Allora perché continuiamo ad analizzarlo cercando un detentore senza guardare ai rapporti alle lotte e agli scontri che lo contraddistinguono? E se quello della juve fosse solo una singola manifestazione di un potere più grande all’interno del quale vige una guerra silenziosa con la quale vengono costantemente riscritti gli equilibri delle istituzioni che regolano il sistema calcio?
    Mi spiego in modo più spicciolo: la mia opinione è che, nel caso in esame, il potere non è nella juve ma nel rapporto tra juve e palermo ; è su questo che dovremmo focalizzare la nostra attenzione. In caso contrario saremmo come la Santanchè che vuole castrare gli stupratori per scongiurare gli strupi. Una nuova calciopoli potrebbe anche spazzare via juve milan e inter ma non cambierebbe la sostanza delle cose; gli episodi che vi ho citato si ripeterebbero, le dinamiche resterebbero le stesse cambierebbero solo gli interpreti.
    Detto questo vi faccio i complimenti per il magnifico blog (e provo ad andare a dormire perché sono le 5 del mattino)

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    1. analisi interessante e sulla quale siamo tutti d’accordo.. avendo letto marx e focault partiamo dal presupposto che il potere non sia quello del sovrano ma sia insito nelle relazioni sociali.. anche se, la microfisica non può e non deve sostituire la necessità del regicidio, altrimenti non è più sovversiva ma ennesima distrazione spettacolare borghese.. la microfisica del potere serve appunto perché quando il regicido si compia, non sia incoronato un altro sovrano al suo posto, ma perché il sovrano venga invece spogliato di ogni discorso che lo rende tale in modo da delegittimarne la funzione e il ruolo..

      detto ciò, d’accordissimo che il problema di calciopoli (presa a caso per capirci, la corruzione è parte costituente del calcio, non si limita ad un capostazione di civitavecchia..) non era il potere del sovrano juventino, ma le mille relazioni di potere che dalle serie minori risalivano alla serie a televisiva.. d’accordissimo anche che negli ultimi vent’anni un contro-potere altrettanto egemonico e diaspotico sia stato gestito da g., ovvero dalla re-distribuzione dei diritti televisivi..

      - e aggiungo anche che forse calciopoli nasce proprio quando m. tenta di avvocare a sé entrambi i poteri una sera ad arcore quando sta per diventare nuovo ad rossonero, mandando in cortocircuito il sitema –

      questo però non toglie che il sovrano deve essere decapitato, ora e sempre.. è quindi cosa buona e giusta combattere innanzitutto chi il peso della corona ha deciso di portarlo (juve) prima e insieme ai vari cortigiani e vassalli (a turno o insieme il milan, la roma, il napoli etc.) e alle famiglie rivali (a turno o insieme il milan, la roma, l’inter etc).. sostenre invece che il regicidio sia solo inutile divertisssment o addirittura controproducente, come arrivi a fare tu per paradosso in chiusura, è un ritorno a una metafisica del potere antitetica alla microfisica che auspicavi all’inizio.. una contraddizione del tuo stesso pensiero..

      quindi.. juve merda ;-)

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    2. Ti chiedo scusa, forse mi sono spiegato male. Rettifico: la juve è merda(assodato) ma tutto il sistema calcio è merda. Parlare di femminicidio presuppone una vittima incolpevole, in questo caso il palermo. Ecco, io non credo che il palermo sia una vittima; ritengo che il palermo sia parte del sistema, sia comunque parte di una piramide. Non è erodendo il vertice di tale piramide che la vedremo crollare. Non sto sostenendo il regicidio,al contrario, sono del parere che se ,come diceva foucault, non è mai stata tagliata la testa al re, non è perché non è mai stato intaccato il vertice (la storia è piena di regimi rovesciati) ma perché ci si è sempre focalizzati solo sul vertice senza partire dal basso, senza prendere di mire l’intera piramide. Quindi continuare a parlare di torti, veri o presunti, con protagoniste juve milan inter etc. significa continuare a puntare il dito nella direzione sbagliata, significa assecondare il potere. Un po’ come i nostri organi di (in)formazione che continuano a parlare degli stipendi dei politici o dei loro sprechi.

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    3. in realtà credo che tu ti sia spiegato benissimo, e infatti ti ho dato ragione fino alla penultima riga (metaforica), ovvero fino a quando con uno sforzo eccessivamente dialettico e puramente metafisico ti sforzi di non riconoscere al palermo il suo ruolo di vittima..

      utilizzo il tuo ultimo esempio.. stradaccordo che stipendi e autoblu non siano il problema del paese.. che il discorso sulla kasta sia uno squallido rigurgito destrorso, che procura danni uguali a quelli portati dal berlusconismo e dal suo nuovo epigono grillo.. perfetto.. non per questo però non ritengo giusta la lotta per la riduzione dei privilegi dei politici o smetta di ritenerli privilegiati..

      insomma... il sitema è marcio ma chi decide di incarnare la figura del sovrano non per questo è meno marcio, lo è di più.. il regicidio se non accompagnato da una diversa organizzazione dei modi di produzione è inutile, ma non per questo il re non merita la ghigliottina..

      così quando c’è un femminicidio non mi chiedo nemmeno come la vittima fosse vestita, cosa possa avere detto e quali comportamenti possa avere tenuto, condanno l’uomo e il sistema patriarcale che l’ha prodotto.. se poi mi vuoi dire che il femminicidio non si risolve con la castrazione chimica ma con un lavoro culturale, di nuovo, ovviamente, d’accordo..

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    4. Ti quoto in pieno su tutta la linea politica. Riconosco anche che ho sbagliato ad usare la metafora dei politici, che non è proprio la più calzante, ma vorrei aggiungere un ultima cosa: Io non ce la faccio proprio a provare pena per il palermo, o per il catania e le altre medio piccole; mi dispiace per i loro tifosi, quello sì. È un parallelismo, quello donna-palermo che mi sembra quantomeno forzato. Una donna , come dici tu, è vittima di un millenario regime patriarcale; subisce violenze solo per il semplice fatto di esser venuta al mondo. Sono, invece, del parere che il palermo non possa ambire a tale status per il semplice fatto che è immerso fino al collo in un sistema che domenica lo ha danneggiato ma che in altre occasioni lo ha favorito. In poche parole: la donna è vittima, il palermo e compagnia bella sono complici. Mi spiace ma nonostante l’immensa stima che ho di voi non ce la faccio proprio a darvi ragione su questo punto.

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  35. La cosa ridicola di questo articolo è che il rigore c'era. Sì, sono juventino. No, non sono deficiente. Donati è deficiente. Spinta da dietro in area(e soprattutto in aria). Poi che sia un rigore ridicolo sono d'accordo, però è rigore. A volte(spesso ultimamente) esagerate con dietrologismi alla beppe grillo semplicemente inutili. Vi ammiro lo stesso.

    Ciao a tutti e forza Wigan

    Giuseppe

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    1. Va bene tutto, ma darmi del grillino è davvero troppo. Non lo accetto. Poi qui non si tratta di dietrologie (le cose occulte che accadono dietro gli eventi), ma degli eventi stessi. C'è poco da scavare.

      Altre due cose: dare a Donati del deficiente, nel senso in cui glielo dai, vale a dire "se l'è cercata", è come dire a una donna vittima del femminicidio che non si sarebbe dovuta mettere la minigonna o non avrebbe dovuto lasciare il fidanzato.
      La seconda: se è un rigore è ridicolo, come dici tu, per il principio di non contraddizione, allora, non è rigore. Non esiste la categoria del rigore ridicolo; esiste la categoria dell'intervento non da rigore che però viene sanzionato come rigore.
      Onore al Wigan, su questo concordo con te! (mi spiace solo per il caro Nesat)

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    2. Mi dà un po' fastidio mettermi a fare la moviolina, ma tant'è. Un rigore ridicolo della stessa risma, secondo me, è quello dato al Milan su nocerino contro il Pescara. Sono falli cretini, e dato che sono in area è rigore, per il regolamento attuale. Io sono dell'idea che il rigore sia una cosa serissima e che la metà di quelli che vengono dati non dovrebbero nemmeno essere immaginati ed immaginabili. Donati non va in giro in minigonna, Donati buca il preservativo e, ops, rimane incinta.

      Poi (sicuramente non sei stato tu e non ho voglia di controllare, perdono) andare a tirare fuori il gol di muntari è da folli. Scusate ancora i moviolismi ma la cosa non mi era andata giù.

      Anche forza Watford direi. Sono successe cose talmente folli che quasi non aspetto un vostro pezzo. So, tuttavia, che come sempre riuscirete a spiazzarmi.

      Giuseppe

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    3. Per quanto mi riguarda, dei diciotto rigori dati al Milan quest'anno non ce n'era neanche uno. Ma dopo quello dell'ultimo minuto contro l'Udinese si era già capito tutto: altro bel femminicidio quello che hanno fatto ai danni della Fiorentina...

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