giovedì 18 aprile 2013

L'eterna beffa


Mark Berger non è nessuno, Mark Berger in realtà non esiste ma a tifosi, dirigenti e calciatori del Levski Sofia, il nome Mark Berger rimarrà impresso a imperitura memoria.

Quello tra Levski e Cska Sofia lo chiamano il derby eterno, anche se in realtà tutte le stracittadine dell'Europa dell'est sono chiamate così:  Partizan - Stella Rossa, Olimpja Ljubjana - Maribor, Dinamo - Steaua Bucarest e tante altre. Addirittura l'avvincente derby di Skopje tra Vardar e Pelister (il mai domo Pelister) può fregiarsi di questo appellativo. Quello di Sofia è seriamente un derby eterno, che va storicamente oltre la singola partita di calcio. E' un derby giovane, vede la luce nel 1948, l'anno in cui viene fondato il CSKA, club un tempo dell'esercito bulgaro. In questi pochi anni le due compagini di Sofia hanno dato vita  a partite memorabili, scontri cruenti in campo e fuori, ma, soprattutto, hanno dominato il campionato bulgaro trasformando una semplice stracittadina nella partita della vita. Dal 1948 ad oggi le due squadre si sono portate a casa la bellezza di 52 titoli su 64. 21 il Levski (che ne aveva vinti altri prima del 1948) e 31 il CSKA. Stesso copione ma a parti invertite in coppa, dove i due club hanno raccolto dal '48 ad oggi 41 titoli, 22 il Levski (che ne aveva vinti 3 prima della fondazione dei rivali) e 19 il CSKA.

CSKA - Levski non vale solo la supremazia cittadina, spesso vincere equivale a portarsi a casa un titolo. La partita è talmente sentita che da sempre (esclusa qualche recente edizione) viene disputata nello stadio nazionale Vasil Levski, stadio della nazionale di calcio bulgara, preferito per capienza (poco meno di 50.000 posti) ai due impianti dei club: il Georgi Asparuhov del Levski (19.000 posti) e il Bulgarska Armia (22.000). In tutto questo, le tensioni tra le due squadre e soprattutto tra le due tifoserie sono accentuate da una visione politica opposta, tradizionalmente di destra i tifosi del Levski e chiaramente orientati a sinistra quelli del CSKA.
Il match più duro, che in parte segnò la storia delle due squadre, fu disputato il 19 giugno del 1985. Finale di coppa di Bulgaria. Mentre sugli spalti la situazione rimane tranquilla per tutti i 90 minuti, in campo le due squadre se le danno (anche pesantemente) per 90 minuti. Finisce 2 a 1 per il CSKA con più di un episodio dubbio, 3 espulsioni e sei gialli. Sul campo non succede nulla, ma nel tunnel dello stadio nazionale si parla di scene da incubo, tra mani al collo, costole fratturate e spogliatoi in frantumi. Si parla appunto. A quanto pare, secondo molti dei presenti nel sottopassaggio dello stadio non successe nulla di così tanto grave. Due giorni dopo le due squadre vengono radiate dal Politburo del comitato centrale del partito comunista con la seguente motivazione: " I giocatori avevano violato le più elementari norme di comportamento sociale, degradato la dignità umana e offeso la morale sportiva socialista". Il campionato vinto in quella stagione dal Levski viene assegnato alla squadra terza in classifica, il Trakia Plovdiv (oggi Botev Plovdiv). Vengono squalificati a vita i seguenti calciatori: Borislav Mihailov, Plamen Nikolov, Emil Velev, Emil Spassov dal Levski e un giovane Hristo Stoichkov del CSKA. Squalifica per un anno al calciatore del Levski Nasko Sirakov. Anche diversi dirigenti vengono allontanati. CSKA e Levski sono costrette ad iscriversi al campionato seguente cambiando nome. Il Levski diventa Vitosha Sofia, il CSKA CFKA Sredets. A ordinare queste pesanti sanzioni, a quanto pare, fu il leader bulgaro Todor Živkov in persona. I derby tra Levski e CSKA erano diventati sempre più motivo di contestazione nei confronti della dittatura.

un giovane Hristo nella finale del 1985
Dietro lo scioglimento delle due squadre bulgare ci sono altri retroscena. Attorno al Levski, negli ultimi tempi, si era consolidata una sorta di "fronda" popolare verso il regime, che si manifestava con espressioni di tifo avulse dalle fasi di una partita e che esplodevano in particolare contro il Cska, la squadra più forte, che secondo la psicologia di massa, rappresentava il "potere". Gli incidenti del 19 giugno sono stati, in pratica, un pretesto colto al volo dal regime comunista per fare un rapido "repulisti" e sbarazzarsi di un problema politico molto fastidioso.
(La Repubblica 25/06/1985)
Dopo solo un anno le squalifiche vennero revocate (per fortuna della nazionale bulgara del 1994, vista la presenza di Mihailov e Stoichkov); le due squadre invece ritornarono al loro nome originale solo nel 1990.

Da citare anche il derby eterno del 27 aprile del 1996. Il CSKA vince la partita 1 a 0. I tifosi del Levski, decisamente contrariati, aprono una cesta e lanciano sulla terna arbitrale un serpente, a quanto pare una vipera. Un modo originale per farsi giustizia, parliamo pur sempre del paese che ha regalato al mondo l'ombrello bulgaro. La vipera verrà barbaramente giustiziata in campo da un poliziotto. Il rettile se ne è andato con il Levski nel cuore ma continua a seguire la sua squadra dalla tribuna paradiso.

Ma arriviamo a Mark Berger. E' il 17 settembre del 2009, mancano solo 3 giorni al derby e nella sede del Levski si lavora in vista del primo big match della stagione. Arriva un fax, è del Rubin Kazan, squadra russa con tanti dindini che da un po' di tempo a questa parte spende e spande in tutta Europa per formare una signora squadra. Il Rubin, secondo il fax, è intenzionato ad ingaggiare i 4 calciatori più forti del Levski: Zhivko Milanov, Darko Tasevski, Zé Soares e Youssef Rabeh. L'offerta è di quelle che non lasciano indifferenti, 1 milione di euro per Milanov, un altro milione per il macedone Tasevski, e qualche cosina in meno per il brasiliano Ze Soares e il marocchino Rabeh. L'occasione è troppo ghiotta e la dirigenza del Levski comincia a tentennare. Il giorno seguente arriva a Sofia un dirigente del Rubin, mette fretta al Levski, perchè a quanto pare la sua squadra è stata decimata dall'influenza suina e nonostante il mercato fosse chiuso, la UEFA, compassionevole, aveva concesso una deroga al club del Tatarstan. I calciatori devono partire subito per Kazan, altrimenti l'accordo salta. Il Levski in una conferenza stampa annuncia che i calciatori non prenderanno parte al derby, quei soldi al club servono per garantire un futuro luminoso. I giornalisti bulgari, poco convinti dalla faccenda, contattano il Rubin, e scoprono che a Kazan il mercato è chiuso come nel resto del paese e soprattutto non vi è stata alcuna epidemia di influenza suina.

Todor Batkov...un Sergio Vastano di Bulgaria
Il presidente del Levski Todor Batkov (personaggio non particolarmente amato dai propri tifosi) non vuole sentire ragioni e convinto dell'affare mette i propri giocatori su un aereo in direzione Mosca. I 4 atleti, accompagnati dal dirigente Konstantin Bazhdekov, atterrano nella capitale russa, dove ad attenderli trovano tale Mark Berger. Berger porta i calciatori e il dirigente in albergo, continua a parlare dei contratti e fissa per il giorno seguente (la domenica del derby) le visite mediche. La mattina seguente Zhivko Milanov, Darko Tasevski, Zé Soares e Youssef Rabeh effettuano la visita in una clinica moscovita; non resta che attendere i documenti dell'ingaggio. Documenti che ovviamente non arriveranno mai. Non arriverà mai neanche il buon Mark Berger. Solo allora i quattro tesserati del Levski  e Konstantin Bazhdekov sono colti da un leggero sospetto. Non resta che correre all'aeroporto e prendere il primo volo per Sofia. Una volta atterrati la prima notizia che giunge alle orecchie dei cinque è la netta vittoria per 2 reti a 0 dei cugini del CSKA. Un match senza storia, un assalto continuo del CSKA, risolto da 2 gol di Ivan Stoyanov (al 15esimo e al 65esimo).

Milanov lasciò il Levski per il Vaslui nel 2011, per 400.000 euro. Il macedone Darko Tasevski, passerà nel 2012 allo Shimona in Israele per 150.000 euro. Zé Soares al termine di quella stagione firmerà per il Metalurh Donetsk (350.000 euro). Infine, il difensore marocchino Rabeh tornerà in patria (al Moghreb Tétouan) nel 2010 per 100.000 euro. Il presidente del Levski è ancora oggi il lungimirante Teodor Batkov (di cui esiste una spassosa imitazione..almeno credo sia spassosa a giudicare da quanto ridono...). Konstantin Bazhdekov fa ancora parte del quadro dirigenziale. Quella stagione, la stagione 2009/2010, si chiuse con la schiacciante vittoria in campionato Liteks Loveč. Al secondo posto, con un solo punto di vantaggio sui rivali di sempre, si classificò il CSKA. Quella "Zingarata" messa in piedi chissà da chi (l'allora primo ministro bulgaro, Boyko Borisov si interessò al caso per scoprire i colpevoli), non servì a portarsi a casa il campionato. Di certo, però, fu utile per vincere in maniera schiacciante e umiliante una delle tante battaglie dell'eterna guerra di Sofia.

3 commenti:

  1. Pur non capendo il bulgaro direi anche io che quella imitazione di Batkov è spassosa (peraltro non sapevo che il cantante dei Nomadi facesse il David Letterman bulgaro).

    Storia geniale questa di Mark Berger, l'avevo letta a sua tempo, grazie Nesat per ricordarcela...

    Comunque alla fine non li hanno venduti malissimo quei quattro.

    Da animalista, ma anche da odiatore dei serpenti, non prendo posizione sui fatti del 1996.

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  2. Io invece non l'avevo mai sentita questa storia.

    Geniale come tattica. Schiere di allenatori a inventarsi moduli e difese a tre mascherate quando basta un semplice fax per vincere facile..

    Ho cercato un pò di coreografie delle due squadre, spettacolo.

    Sui fatti del '96, un manifestazione di forza esagerata e sproporzionata. Bostero si schiera pro-vipera e pro- Fiammetta Cicogna.

    #bosterolovesfiammy

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  3. lacrima meravigliosa nesat.. anche nel mio calcio ideale il politburo stabilisce le regole in ossequio alla morale sportiva socialista.. anzi il mio calcio ideale è proprio quello bulgaro degli anni ottanta.. anche in champions league, per evitare di vedere sempre le solite fasi finali con le solite squadre, dall'anno prossimo dovrebbero partecipare solo squadre bulgare degli anni ottanta.. e il presidente della uefa, ovviamente, deve essere mark berger, genio assoluto..

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