venerdì 5 aprile 2013

5 Aprile 1988




Sono passati 25 anni da quel 5 Aprile del 1988, 25 anni dal giorno in cui un giovane marsigliese di 21 anni decise che era il momento di farsi notare, di uscire dall'anonimato a cui rischia di essere condannata ogni giovane promessa del calcio. Quel 5 Aprile del 1988 l'Auxerre fa visita al Nantes per il ritorno del 16° di finale di Coppa di Francia. La partita è in bilico dopo l'1-0 dell'andata (gol di Pascal Vahirua che risulterà decisivo per la qualificazione finale) e sono passati 37' minuti di gioco quando il protagonista di questa storia decide che è il momento di entrare nella storia, di diventare mito, icona della débauche calcistica, incarnazione del perenne spirito rivoluzionario francese. Quale miglior modo di entrare nella storia se non con una entrata, una entrata a gambe unite, una entrata volante... La giovane promessa ancora non lo sa, ma è destinato a diventare Re, il tagliatore di teste che salirà al trono di Inghilterra, il conquistatore francese che dominerà le isole britanniche per tutti gli anni '90. La giovane promessa non è ancora nessuno, ma quel 5 Aprile di 25 anni fa decise che era il momento di diventare qualcuno: di diventare sé stesso.
Al minuto 37' Michel der Zakarian, difensore del Nantes, sale la fascia destra palla al piede quando, all'improvviso, è investito da un tackle volante magistrale, all'altezza della vita, che lo lascia steso. Quello che segue è una breve rissa, uno schiaffo finisce sul volto di un compagno venuto a dar man forte all'aggressore circondato dagli avversari inferociti.
La vittima, intervistato da Le Monde, oggi minimizza, parla di un "cattivo tackle da attaccante", un fallo di nervosismo dopo un primo tempo di scaramucce e contatti, un regolamento di conti fra marsigliesi, fra gente dal sangue caldo. 
L'orgoglioso Der Zakarian non vuole certo esaltare il gesto del nostro eroe, ma chi ci dà la dimensione della nascita del mito, dalla assunzione di responsabilità propria del predestinato, è l'arbitro Wurtz, oggi bonario pensionato alsaziano che racconta di come il predestinato gli avesse annunciato il gesto. L'arbitro aveva notato le tensioni, fischiato dei falli e cercato di tenere sotto controllo la situazione, ma proprio in quel minuto 37 l'attaccante dell'Auxerre gli si avvicina e gli dice "Monsieur, prepari il cartellino rosso".
La migliore chiosa su quel 5 aprile non può che essere quella di Guy Roux, monumento del calcio francese, uno che ha passato una vita sulla panchina dell'Auxerre. Con la sua aria da francese bon vivant racconta di come l'espulsione fosse inevitabile, ma di come il tackle fosse spettacolare, alto, con la chiusura a forbice in piena vita, un gesto atletico folle, ma bello. Alla domanda sul successivo rimprovero Roux chiude con un laconico "ma quale rimprovero.. mica facciamo della letteratura".
La conclusione della vicenda è stata una convocazione alla commissione disciplinare dove la giovane promessa si difese dicendo:" Io e der Zakarian siamo di Marsiglia tutti e due, abbiamo fatto le scuole pubbliche, ci conosciamo da una vita e da sempre ci punzecchiamo"... Quel fallo e quelle tre giornate di squalifica fecero sì che quella giovane promessa divenne per tutti: Eric Cantona.


6 commenti:

  1. Assolutamente d'accordo con Roux. Gesto atletico meraviglioso. Tempi perfetti.

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  2. La sua carriera nasce e muore allo stesso modo.... Con un perfetto calcio volante......

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  3. Cantona est venu vers moi quand je lui ai donné le carton jaune, et m'a dit : "Vous pouvez préparer le rouge."

    genio canto e ancor più genio gegen a scovare queste perle!

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  4. Per il demiurgo, quando narra la storia che crea il mondo, presente, passato e futuro convivono nello stesso istante.. per questo già sapeva che l’arbitro avrebbe estratto il rosso, e che lì sarebbe nata la sua leggenda.. Ubu Roi ha deciso di crsitallizarre quell’istante nel tackle volante, nel quale racchiude l’inizio e la fine della sua performance davanti agli uomini.. un gesto sempre quiguale a se stesso in cui sono racchiusi sette anni di calcio allo stato puro, i sette anni che per noi equivalgono a uno solo dei cinquantaquattro scalini della saggezza che siamo destinati a salire prima di rendere omaggio al demiurgo.. Magnifico aneddoto e grande storia Gegen.. Un frammento di Cantona è conficcato in ognuno dei nostri cuori..

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  5. questo gesto è una perla da regalare ai cantori luogocomunisti del "sono cose di campo" o "al 90° finisce tutto"...invece la vita di un calciatore è prima e dopo, e solo anche durante, la partita...il gesto con le mani subito dopo il gesto con i piedi è quasi più bello...grazie eric e grazie gegen

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  6. Personaggio a tutto tondo Eric. Una carriera sempre sul filo del rasoio. Ho sempre ammirato il suo modo intenso di vivere ogni istante della partita, come nella vita. Colpi sublimi, come questo del resto. Non è un fallo, è una strategia. E' il suo modo di saltar fuori dalla mediocrità. Francamente non conoscevo questa vicenza, grazie gegen

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