mercoledì 16 gennaio 2013

Il curioso caso di Julio Moquete Cuevas

Spinaceto, un quartiere costruito di recente. Viene sempre inserito nei discorsi per parlarne male. "Vabbè, ma qui mica siamo a Spinaceto!". "Ma dove abiti? A Spinaceto?". E poi mi ricordo che un giorno ho letto anche un soggetto che si chiamava "Fuga da Spinaceto". Parlava di un ragazzo che scappava da quel quartiere, scappava di casa, e non tornava mai più. E allora, andiamo a vedere Spinaceto. Beh, Spinaceto, pensavo peggio. Non è per niente male.
(Nanni Moretti - Caro Diario)

Spinaceto è un quartiere di Roma Sud. Negli anni 70 era un "Quartiere dormitorio", oggi invece è una tranquilla zona residenziale, una delle tante che fanno da cornice alla capitale.
San Cristobal è una città della Repubblica Domenicana, conta più di 200mila abitanti ed è famosa per aver dato i natali a Rafael Leónidas Trujillo, quel bontempone di dittatore dominicano che trovò la morte proprio tornando dalla capitale (da lui ribattezzata Ciudad De Trujllo) verso San Cristobal, con un colpo di fucile probabilmente made in Usa (un tempo suoi grandi amici.. insomma le classiche storie trite e ritrite).
San Cristobal si trova ad una ventina di minuti da Santo Domingo e a poco più di dieci dal mar dei Caraibi.
Anche Spinaceto si trova ad una ventina di minuti dal centro di Roma e ad altri 20 da Torvaianica che poi tolte le spiagge immacolate, il clima, la quiete e il mare cristallino, ha ben poco da invidiare alle località caraibiche.
Sì, ma allora, cosa hanno in comune San Cristobal e Spinaceto? Semplice, San Cristobal e Spinaceto hanno in comune Julio Nestor Moquete Cuevas. Sì, ok, il nome può non dirvi nulla, in effetti Julio non è famoso, anche se gli auguriamo un giorno di diventarlo, ma a Julio è successo un qualcosa che non capita proprio tutti i giorni.
Nestor Julio Moquete Cuevas

Julio Moquete Cuevas è nato a San Cristobal 21 anni fa, a 4 anni si è trasferito con la mamma a Spinaceto. Oggi Julio è romano a tutti gli effetti, ecco magari non ha proprio i tratti somatici del testaccino, ma quando lo senti parlare e ragionare è al 100% un ragazzo italiano e romano.
A 8 anni Julio comincia a dare i primi calci al Tor De Cenci (la stessa società che ha lanciato Candreva e Galloppa), corre tanto, destro naturale finisce a fare il terzino sinistro, lo fa fino ai 12 anni, quando succede quello che succede sempre, problemi con il ginocchio e uno stop imposto dai dottori. Julio lascia il calcio, rimane fermo un anno e a 13 anni si butta sull'atletica. Poi passa al nuoto, un anno di basket per non farsi mancare nulla, ancora atletica con le fiamme gialle ed infine torna al suo primo amore, il calcio.  La maglia è sempre quella  del Tor De Cenci. Julio  ha 18 anni, fa una stagione in Juniores Elite condita da qualche presenza in promozione. L'anno seguente al suo ritorno, cambia la dirigenza e Julio decide di lasciare il Tor De Cenci, per ripiegare sulla squadra di calcetto del suo quartiere, lo Spinaceto 70 che milita nel campionato di serie C2 (quinta serie del calcetto). Julio disputa un'intera stagione in U21, con 7 presenze e 4 goal in prima squadra. La scorsa estate ad un dirigente viene un'illuminazione, scopre l'esistenza della nazionale di calcetto dominicana e chiede a Julio se gli piacerebbe essere convocato, la risposta è scontata. Così, anche tramite parenti, Julio si mette in contatto con la federazione, la federazione è interessata, si fa inviare materiale video e giornali e decide di convocare il ragazzo, ma non si parla più di calcetto, ma della nazionale maggiore di calcio della Repubblica Dominicana. Da giocatore di futsal a Spinaceto a nazionale dominicano per le qualificazione della coppa del Caribe.

La Repubblica Dominicana non ha una grande tradizione calcistica, da quelle parti lo sport nazionale è il baseball. Nel baseball la selezione del paese (molti giocano nella prima serie americana) ha raggiunto traguardi importanti nella sua storia, il palmares conta infatti un oro, tre argenti e due bronzi e una partecipazione alle olimpiadi di Barcellona 1992 (il baseball dal 2008 non è più sport olimpico) in cui si classificò sesta. Nel calcio è ovviamente tutta un'altra storia. La nazionale non è mai arrivata neanche lontanamente alla qualificazione in un mondiale, a differenza di Haiti, nazione con cui la Repubblica Dominicana divide l'isola Hispaniola. Il miglior risultato è stato raggiunto proprio quest'anno dove hanno raggiunto la fase finale della coppa del Caribe, uscendo però al girone. Julio viene convocato proprio per le qualificazioni alla coppa del Caribe 2012, coppa che si disputa tra le nazionali caraibiche, con 2 gironi da quattro, le semifinali e la finale. Le prime 4 squadre classificate prenderanno poi parte alla Gold Cup.

Julio parte per  Santo Domingo il 15 settembre, l'ultima volta che ha messo piede sul suolo dominicano aveva solo 11 anni (era stato il primo e unico ritorno in "Patria"). Agli ordini del tecnico cubano Clemente Hernandez, la nazionale parte per le Barbados dove disputerà tutte e  tre le gare  di qualificazione contro Aruba, Dominica e Barbados. Nella prima partita al Kensington Oval di Bridgetown, la Repubblica Dominicana pareggia in rimonta 2 a 2 contro Aruba. Julio rimane tutti e 90 i minuti in panchina, non viene mandato neanche a scaldarsi, ma si rasserena, il livello sia dei compagni e soprattutto quello degli avversari non è elevatissimo, se dovesse esordire non sfigurerebbe di certo. Il calciatore più rappresentativo della sua nazionale è  Heinz Barmettler nato in Svizzera ma di origini dominicane, cresciuto nel Grasshopper per poi passare allo Zurigo e all'Inter Baku in Azerbaijan. Oggi gioca nel Vaduz, squadra del  Liechtenstein che milita nella seconda serie svizzera. Barmettler è stato più volte convocato nella nazionale U21 elvetica ed ha disputato, nel 2009, un incontro anche con la nazionale maggiore, ma essendo un'amichevole (contro la Norvegia) Bermettler ha potuto rispondere alla convocazione della sua nazionale d'origine per le qualificazioni alla coppa del Caribe. Quella con Aruba è stata dunque la sua prima partita. Lo stesso Barmettler (visto il curriculum non proprio l'ultimo arrivato), poi comunicherà a Julio la sua perplessità nel non vederlo schierato da titolare. Nel secondo match contro i padroni di casa, i dominicani si impongono per una rete a zero, siglata da Pedro Antonio Nunez, calciatore del Tempete (campionato haitiano) a 10 dalla fine. A 20 minuti dal termine, il ct Hernandez fa segno a Julio di scaldarsi, c'è la speranza di debuttare, anche solo di giocare un minuto, ma alla fine Julio non entrerà. L'ultima partita del primo turno di qualificazione si gioca contro la Dominica. Per avere la certezza del passaggio al secondo turno la Repubblica Dominicana deve vincere. La partita si mette male con la Dominica che chiude il primo tempo in vantaggio di una rete. Nel secondo tempo Julio viene mandato a scaldarsi, la partita si aggiusta al 66esimo con la rete del pareggio di Faña, l'altra "Stella" della nazionale dominicana (attaccante ex Puerto Rico Islanders ora all'Alianza..club salvadoregno). Non manca tantissimo alla fine, per la Repubblica Dominicana serve il goal vittoria, Julio si scalda da parecchio, è pronto e carico, magari sogna di segnare il goal decisivo, perché, nonostante sia un terzino, il CT lo ha provato come esterno alto. Clemente Hernandez lo guarda, Julio se ne accorge, sembra fatta, da Spinaceto a una gara internazionale con la maglia della sua nazionale, alla fine però ad Hernandez manca il coraggio di inserirlo, la Repubblica Dominicana passa al turno successivo grazie al secondo goal di Faña in pieno recupero. Si chiude così il primo girone di qualificazione e la prima esperienza  di Julio Moquete Cuevas in nazionale. La gioia per la convocazione ma anche il rammarico per non aver giocato neanche un singolo minuto. Il 5 ottobre Julio torna a casa, dal 23 ottobre la Repubblica Dominicana torna in campo per disputare la prima partita del secondo girone eliminatorio. Vincerà il girone davanti a Martinica, Guadalupe e Porto Rico. Accede dunque alla coppa del Caribe dove per un solo punto sfiora l'impresa di passare alle semifinali (arriverà terza dietro ai cugini di Haiti e al più quotato Trinidad & Tobago) e quindi di strappare il biglietto per la qualificazione alla Gold Cup 2013.
Julio e il capitano Heinz Barmettler

Quando a metà dicembre incontro Julio in un pub per farmi raccontare la sua avventura, mi trovo davanti il classico bravo ragazzo, decisamente più maturo della sua età. Sembra non crederci neanche lui, quando mi racconta dei suoi giorni da nazionale dominicano. La federazione, per continuare a convocarlo, ha chiesto a Julio di trovarsi una squadra di calcio a 11, magari anche tra i dilettanti, che lo faccia giocare con continuità, una richiesta tutto sommato accettabile. Julio ci sta provando, ma ha anche un'altra alternativa, può andare a giocare nel campionato dominicano, dove ha qualche contatto con il Deportivo Pantoja, club della capitale (e campione in carica). Ha tanti progetti Julio e vorrebbe un giorno aprire una scuola calcio a Santo Domingo e proprio per questo motivo è rimasto in contatto con l'allenatore in seconda della sua nazionale. Sente ancora qualche compagno come Flores e Ozuna che oggi giocano nel campionato di Panama, ma anche il capitano Barmettler e Pedro Nunez. Non si dispera per non aver giocato, certo anche solo un minuto avrebbe fatto la differenza, ma per Julio, almeno per adesso, va bene così. L'unico suo vero dispiacere in realtà è stato quello di aver restituito la maglia che aveva già infilato in valigia, il che fotografa perfettamente la situazione del calcio dominicano. Per adesso l'avventura di Julio Moquete Cuevas con la nazionale dominicana termina qui, noi però non possiamo che augurare a Julio che la sua storia, la bella storia di un ragazzo che da un campetto di calcetto di Spinaceto arriva ai Caraibi per giocare con la maglia della sua nazionale, non sia ancora giunta alla parola fine.

10 commenti:

  1. bella storia, i miei complimenti come sempre

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  2. Hai pescato e raccontato una grande storia Nesat... MA che aspetta ad andare a Santo Domingo? per carità spinaceto sarà "pensavo peggio" però....
    Alcuni di noi hanno ottimi contatti a Santo Domingo, non so se per svoltare nel calcio ma sicuramente per bere ottimi cocktail al cocco fresco

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    1. Già...bei ricordi

      io però mi sono scontrato anche con una compagna di casa di Santo Domingo che mi propinava ogni sera banane fritte, un piatto che non offrirei al mio peggior nemico.

      in bocca al lupo a julio comunque.

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    2. ahaah grazie ;)

      julio

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  3. Ho letto recentemente un interessante romanzo ("la breve favolosa vita di Oscar Wao") su Santo Domingo, che racconta gli anni di Trujillo...da sentirsi male, ogni pagina faceva più male, per quel senso di soffocamento che più di altrove è presente nelle dittature "americane".
    Grazie per il bel post Nesat,
    Albis

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  4. Bellissima storia. Spero trovi una squadra al più presto.

    Comunque se gioca "intermedio" (termine molto in voga al momento), c'è una squadra che ne sta cercando almeno un paio da giugno scorso.

    Scherzi a parte, in bocca al lupo a Julio.

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  5. Un altro giocatore con una discreta esperienza è uno dei fratelli Espinal, quello che fece un po' di casino dentro l'ufficio immigrazione della Questura di Bergama.

    Fu andando sulla pagina inglese Wikipedia per vedere informazioni su di lui che finii sulla pagina della nazionale di calcio della Rep. Dominicana e trovai il nome di Julio associata a una squadra che di esotico effettivamente ha bel poco.

    Poi, forse è un problema mio, ma tutti quei maledetti link alle pagine wikipedia mi portano a fare lunghe letture su cose di ignoravo tranquillamente l'esistenza tipo una partita del campionato del Madagascar fra AS Adema e SO de l'Emyrne finita 149-0

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  6. complimenti al ragazzo e in bocca al lupo!
    comunque solo per precisare...Spinaceto non è affatto tranquillo nemmeno oggi.....non confondete tor de cenci,casal brunori,villaggio azzurro con spinaceto...ahimè è tutto tranne che tranquillo...sono un poliziotto e conosco le zone della capitale come le mie tasche.forza Julio

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  7. Jesper Blomqvist20 dicembre 2013 12:55

    ma...per la stagione 2013-2014 non ha trovato una squadra?

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