venerdì 14 dicembre 2012

Mind the gap




Hootananny
Io a Londra non c'ero mai stato. Sí....Lo so, alla soglia dei 30 mi vergognerei meno ad ammettere di essere vergine, semplicemente non ho mai avuto occasione. Tra impegni vari e vari impegni mi sono lasciato una mezza giornata per me, per fare quello che ognuno di noi dovrebbe fare almeno una volta nella vita, il giro degli stadi. Chiaramente pensavo dalle 8:30 alle 17 di riuscire a fare qualcosa in più di 4 stadi, credevo di riuscirne a visitare almeno 6, fatto sta che le distanze sono quelle che sono, senza contare poi il tempo perso a cercare, parlare o magari a frugare nei vari shop. Partenza quindi alle 8 e 30 da Brixton, con itinerario ancora da definire. Siete mai stati a Brixton? Beh se ci andate qualcuno storcerà un po' la bocca e vi consiglierà di non avventurarvi nelle "Stradine". Ora...Non so voi, ma io non entrerei in una stradina di Rovereto, vorrei sapere per quale cazzo di motivo dovrei "Avventurarmi" nelle stradine di Brixton. Brixton comunque è una perla (stradine a parte), un giro è obbligatorio e soprattutto è assolutamente imperdibile una visita al mai banale Hootananny, veramente un gran bel locale (vicino però ad un sacco di stradine).
Comunque, l'itinerario come detto era ancora da definire, in un primo momento ho pensato di raggiungere Crystal Palace con un bus che passava proprio per Brixton, ma dopo aver notato che con la District line avevo la possibilità di raggiungere tre stadi, mi sono diretto verso la stazione della tube di Brixton (se ci capitate non perdetevi il mercato caraibico alle sue spalle). Prima destinazione Stamford Bridge.

Stamford Bridge - Chelsea

La statua di Peter Osgood
Partenza da Brixton con la Victoria line (quella Azzurra) cambio a Victoria Station con la District Line (quella verde). Importante! Quando vi trovate sulla District Line, prendete il treno in direzione Wimbledon, mi raccomando, altrimenti  non ho idea di dove diavolo possiate finire. La fermata per Stamford Bridge è quella di Fulham Broadway (zona 2). Lo stadio è attaccato alla metro, appena usciti dalla stazione girate a sinistra e dopo qualche centinaio di metri ve lo trovate sempre sulla sinistra. Vi accoglie subito un lungo pannello con scritto:" Welcome to Chelsea Football Club Champions of Europe 2012". Diversi i simpatici cartelloni con cui farsi altrettante simpatiche foto con i protagonisti della vittoria in Champions. Davanti a voi, imperiosa, troverete la statua di Peter Osgood, gloria del Chelsea anni 60/70, morto nel 2006 e le cui ceneri vennero sparse sotto il dischetto di rigore, davanti alla Shed End. Oltre a tutto questo, troverete anche orde di italiani, ma non italiani innocui, bensì italiani urlanti, specie temutissima da tutti noi turisti "Normali". Per 15 pound potete visitare il museo del Chelsea, cosa che sinceramente non ho preso in considerazione, vista la mia totale indifferenza verso questa squadra. Lo Shop si trova guardando la statua verso destra, è su due piani e ci trovate veramente di tutto, a prezzi un tantino troppo alti. Avrei dato precedenza ad altri impianti, la comodità della metro mi ha però "costretto" ad effettuare questa tappa.


Craven Cottage - Fulham

Johnny Haynes
A sole 2 fermate di distanza da Fulham Broadway (sempre in direzione Wimbledon) si trova Putney Bridge (zona 2), casa del Fulham (capisco che la cosa possa confondere ma è così). Appena usciti dalla stazione, chiedete! Altrimenti andando a naso, non troverete mai lo stadio. Comunque appena fuori dalla metro girate a destra, andate sempre dritto e poi verso sinistra, dove troverete un sottopassaggio, una volta attraversato, vi ritroverete in un parco, davanti a voi c'è una chiesa con tanto di mini cimitero con le lapidi storte che sembra uscito da Ghosts n' Goblins (madonna che palle quando ti capitava la fiaccola). Seguite le indicazioni, camminate per una decina di minuti nel parco magari accanto al Tamigi, dribblate i coattissimi scoiattoli locali(secondo me sono al parco per vendervi il fumo) e siete arrivati al Craven Cottage, quello che secondo il Times è uno dei 10 stadi più belli del mondo. Bella la statua di Johnny Haynes come bellissima la sua storia fatta praticamente solo di Fulham (record di presenze) e nazionale inglese (di cui è stato capitano). Nonostante siano le 11 e nonostante ci sia il sole, fa veramente un freddo fottuto, credo che sia al primo posto tra gli stadi più umidi al mondo e non secondo il Times ma secondo me. Non posso non pensare al povero tifoso del Fulham allo stadio a metà gennaio alle 18. Dietro la statua di Haynes c'è l'Haynes Place, grazioso baretto del club, dove ho bevuto il peggior "Espreissou" della mia vita. Non per fare uno di quelli che prendono il caffè, la pasta o la pizza all'estero per poi lamentarsi di quanto facciano cagare (categoria di persone alla quale sparerei), ma vi giuro che per un attimo ho pensato che mi avessero urinato nella tazzina, mettendo da parte questo particolare tutto il resto sembrava accettabile e il locale è veramente carino. Lo shop poco più avanti è piccolo ma ben fornito con prezzi più che abbordabili. Non ho resistito e mi sono comprato un portachiavi. Non male i pupazzi della mascotte "Billy the badger" (un tasso).

Upton Park - West Ham United



The champions
Dopo il bel pieno di umidità preso al Craven Cottage ho ripreso la direct line in direzione Upminster. Il percorso è lungo, le fermate sono tante e più ci si avvicina a West ham più cambia il paesaggio. La fermata di Upton Park (zona 3) è decisamente più squallida di tutte le altre viste fino a quel momento, credevo di uscire nel nulla e invece mi sono ritrovato direttamente su Green Street, strada che da fan del libro di Cass Pennant "Congratulazioni. Hai appena incontrato la I.C.F. (West Ham United)"- Baldini Castoldi Dalai 2004- non può lasciarmi indifferente. Green Street è un agglomerato di negozi asiatici, in giro si vedono praticamente solo pakistani. Fuori dalla stazione basta girare a destra e non molto distante sulla sinistra, ti ritrovi ad Upton Park. Sarà un'impressione ma, nelle vicinanze dello stadio, Green Street riprende un aspetto più londinese, per dirla in parole povere non sembra più di essere a Islamabad. Non mi aspettavo che il "Boleyn Ground" fosse così tanto grande. Forse la cosa più divertente oltre al negozio di pompe funebri situato davanti all'ingresso è l'asilo attaccato al piazzale, perchè a Green Street vanno educati sin da piccoli. Strappalacrime l'albero della memoria nel parcheggio sulla destra: sciarpe, fiori e targhe a ricordare chi non c'è più. Lo shop è semplicemente perfetto, prezzi abbordabili e merchandising stupendo, non si può uscire da là dentro senza aver acquistato nulla. Una volta fuori dallo stadio girando a sinistra, alla fine di Green street incrociando Barking Road c'è la "The Champions", statua (da non perdere) che celebra i 3 Irons campioni di Inghilterra: Il capitano Bobby Moore, il centrocampista Martin Peters (autore di un gol in finale), l'attaccante Geoff Hurst (che di gol in finale ne fece 3 anche se in realtà sono 2) e l'intruso, il difensore dell'Everton Ray Wilson, necessario per completare l'immagine (la scena riproduce i momenti che seguirono il trionfo e Wilson portava in spalla Bobby Moore). Di fronte alla statua c'è il "The Boleyn", pub con  100 anni di storia alle spalle, la visita è obbligatoria come, ovviamente, una pinta. Era una vita che sognavo di entrare al Boleyn, in realtà il West Ham è una squadra che mi è sempre piaciuta: ha tirato fuori il meglio del calcio inglese (non è un caso che sia conosciuta come Academy of football), ha un inno che mette i brividi, un accostamento cromatico da applausi e una tifoseria calda come poche nel mondo. Una volta al Boleyn, ordino la pinta e metto il sacchettino di souvenir del West Ham in bella vista, chiaramente una trappola per intavolare una chiacchierata con qualcuno. Non passano nemmeno 5 minuti che un signore sulla 70ina abbondante, mi chiede un'opinione sulla partita di domenica contro il Liverpool, match che evidentemente lo aveva lasciato con l'amaro in bocca, perdere 2 a 3 in casa con 2 goal di due prodotti del vivaio hammers (Glen Johnsson e Joe Cole) e un autogol, effettivamente non deve essere poi tanto piacevole. Spiego al signore che sono un turista e che sono venuto a visitare Upton Park, il vecchio si bacia le mani, si mette una mano sul cuore e si presenta, il suo nome è Colin.

The Boleyn - Colin
Colin... Un grande amico di LB
Sono più di 50 anni che Colin abita qui, proprio un paio di strade dietro al pub, dietro al Boleyn Ground dietro al West Ham united. Parla in maniera pacata, comprende il mio ignobile inglese senza fare mai una piega e con grande signorilità quando non capisce ciò che dico, fa finta di non aver sentito per via dell'età. Elogia il The Boleyn e mi racconta di quanto sia pieno la domenica, insiste per farmi fare un giro del pub, che effettivamente ha alcune stanze incantevoli, si rammarica per qualche finestra originale andata in mille pezzi per colpa di qualche tifoso un po' più acceso. Poi mi porta fuori e comincia a parlarmi di come questo quartiere fosse molto più bello 50 anni fa, se la prende un po' con i nuovi "Inquilini" e si mette a fumare.Quando rientriamo torna a leggere il suo giornale, poi mi guarda e mi fa vedere la classifica, ritenendosi però soddisfatto della squadra. Mi parla del suo calciatore preferito di tutti i tempi, che non può che essere la leggenda del luogo, ovvero Sir Bobby Moore, che per Colin era  più forte anche di Beckenbauer. Due le partite più importanti della sua storia. Una è comprensibilmente la finale mondiale del 1966, non solo per la vittoria dell'Inghilterra ma soprattutto per i 3 calciatori del West Ham assoluti protagonisti non solo della finale ma anche del torneo. Quando parla di quei 3 i suoi occhi si illuminano, diversi dal prototipo del calciatore di oggi, vera e propria gente del quartiere e non divi.
Ma la partita più bella della sua storia è la semifinale di FA cup contro l'Everton del 16 aprile 1980. Ci tiene a sottolinearmi come la partita in questione fosse la semifinale e non la finale del FA cup vinta nel 1980(contro l'Arsenal). Faceva un freddo fottuto e pioveva quella sera, sul neutro di Elland Road (in condizioni disastrose) a Leeds, lui era presente, per gustarsi quel "Replay" del match che 4 giorni prima a Birmingham, Everton e West Ham avevano concluso con il risultato di 1 a 1. Non fa un solo accenno al goal del vantaggio Hammers di Devonshire, non mi racconta neanche del doloroso pareggio dei Toffees al 116esimo, mi parla solo di quel gol incredibile di Frank  Lampard Senior al 118esimo a soli 2 minuti dal termine. Cerca di spiegarmelo a parole, si emoziona, finisce la birra e mentre riprende il racconto comincia a mimarmi l'azione con una foga impressionante, voleva descrivermi l'esatta innaturale torsione di Frank Lampard sr, solo dopo aver visto il filmato del goal mi sono reso conto di quanto la sua descrizione fosse stata accurata, come se quel goal fosse stato segnato due giorni prima e non 32 anni fa. Mai vista una persona parlare di una partita o meglio di una singola rete in quella maniera, con l'occhio lucido e la voglia ancora di esultare al solo ricordare. Ci alziamo chiedo a Colin un ultimo favore, fare una foto con la maglietta di LB, mi chiede cosa significhi "Lacrime di Borghetti" quando glielo spiego ne rimane divertito. Mi saluta e mi ringrazia, faccio altrettanto uscendo dal The Boleyn più che soddisfatto. Prima di riprendere il treno, entro in un altro Pub, gestito questa volta da pakistani che niente ha a che vedere con il The Boleyn, prendo un' altra birra, l'orinatoio del bagno a giudicare dall'odore e dalle condizione del pavimento è solo un optional, può bastare, lascio Green Street e mi dirigo verso Surrey Quays, parliamo di Millwall.

Surrey Quays - Millwall FC

Il sottopasso di Bolina road.. Di giorno è quasi gradevole

West Ham e Millwall non sono troppo distanti come suggerito dalla loro acerrima rivalità. Rivalità nata nel 1926 quando durante uno sciopero nazionale, i Royal Docks  della sponda del Tamigi in zona  West Ham aderirono mentre i portuali  di Surrey, zona del Millwall, continuarono a lavorare. Da allora i Derby del East London (il primo match ufficiale risale al 1930) furono parecchio duri in campo e soprattutto sugli spalti.
Da Upton Park torno verso il centro e scendo a Whitechapel dove prendo la overground arancione in direzione sud, 3/4 fermate e mi ritrovo a Surrey Quays(zona 2).
Art Attack - Bimbi! Imparate a fare un Millwall Brick
Vai a Surrey Quays dicevano, vedrai che lo trovi subito dicevano. Si sta minchia.  Vi ricordate il consiglio di non prendere le fottute stradine? Ci sono delle volte nella vita che purtroppo le stradine vanno prese per forza. Perché anche il Millwall mi ha sempre affascinato, perché i suoi tifosi hanno forse il motto più geniale del calcio:"No one likes us, we don't care". Uscito dalla stazione  vado a intuito verso destra, non mi curo se possa esserci o meno un bus capace di portarmi a Zampa Road, per me il The New Den era da quella parte. Chiedo ad un paio di persone, c'è chi rimane perplesso forse per la mia pronuncia, trovo due signori strani ma gentili che mi dicono di attraversare il "Bridge" in fondo alla via. Passato il "Bridge", prima chiedo ad un ragazzino che accelera  il passo dicendomi 4 volte no, ancora perplesso  mi rivolgo ad un ragazzo che mi dice che posso arrivarci da due strade: una più lunga e una più breve. Non capisco inizialmente  il perché di questa doppia opzione, chiedo ovviamente la via più breve. A me cappuccetto rosso è sempre stata sulle palle e forse per questo non è mai riuscita ad insegnarmi di non passare per la strada più corta perché potrebbe esserci il lupo. Arrivo ad una serie di docks, sono tutti carrozzieri, meccanici o roba del genere, la strada è chiusa, c'è solo un buissimo sottopasso ferroviario, ma non credo (e soprattutto spero) che lo stadio sia in quella direzione. Mi sento osservato, mi avvicino a due tizi che si stanno riscaldando con un fuoco acceso dentro un barile (scena da film), uno dei due si alza, si dirige verso di me e visto il rumore di lavori mi urla qualcosa che non capisco, potrebbe essere di tutto da "Gradisci un biscotto" a "Ora ti sgozzo", eccola là sto per prendere le botte. Niente di più lontano, il signore mezzo nero, mi chiede cordialmente se ho bisogno di qualcosa. Quando dico il motivo della mia presenza, quasi non ci crede e mi chiede subito da dove vengo. Poi mi dice che devo passare proprio dal sottopasso ferroviario e mi stringe la mano, mi accorgo che non è mezzo nero ma completamente affumicato, me ne accorgo dalla sua mano che lascia un dito di fuliggine sulla mia, impreco sorridendo e mi dirigo verso il buio. Ora, ovviamente la mia era suggestione, in realtà non ho idea di che zona sia e se sia realmente pericolosa, va detto che da quelle parti sono tutti dannatamente grossi e che comunque la tifoseria del Millwall anche in questi anni ha fatto parecchio parlare di sé. Passo con il mio zainetto da sprovveduto turista i primi due archi nella quasi totale oscurità, arrivo ad un primo spiazzo e c'è della roba per terra: copertoni, materassi e boh perché me la faccio a passo svelto, il posto è veramente squallido. Continuo, passo altri due archi sempre nel buio (decisamente meno angoscianti del primo), manca solo un cavalcavia (almeno credo) poi cominciano una serie di lampioni che fanno ben sperare, vado sempre a passo spedito verso la civiltà ma due figure si avvicinano a me, ecco è fatta  verrò preso a colpi di Millwall Brick, l'arma tipica dei Bushwackers (scuoti cespugli) firm della zona, ottenuta pressando più fogli di giornali insieme fino a raggiungere una durezza pari a quella di una sbarra di ferro (vedi figura sopra). Mi picchieranno, apriranno lo zaino e troveranno la sciarpa del West Ham precedentemente acquistata e torneranno GIUSTAMENTE a gonfiarmi. Mi passano accanto e io non posso far altro che fissare per cercare di capire quando cominciare a correre, loro mi salutano. Ci rimango di merda e mi anche sento in colpa. Arrivo finalmente allo stadio. E' stato il tragitto più inquietante della mia vita. Ma a quanto pare senza nessun  motivo. Lo stadio sembra bellissimo, lo shop è sulla strada, piccolino ma ben fornito, con dei prezzi che credevo molto più bassi, visto che parliamo pur sempre di una squadra "Minore", va detto che io per una sciarpa del Millwall avrei speso anche il doppio. Purtroppo trovo il Millwall Cafè chiuso. E' tardi e per via di impegni personali devo tornare verso il centro, inutile sottolineare che prendo l'altra strada, illuminata e piena di gente, anzi mi fermo proprio davanti alla fermata di un bus. 
Mi dirigo verso il centro a Piccadilly per approfittare del poco tempo rimasto a disposizione, manca ancora Lillywhites alla mia gita londinese e non posso permettermi di saltarlo. Sono un po' deluso, 4 stadi sono troppo pochi. Poi però ripenso ai miei acquisti, al mio insensato timore per i sottopassi di Surrey Quays e a quel signore di 70 e passa anni che quasi in lacrime mi mima il goal di Lampard senior e capisco di non aver sprecato il mio tempo. Tornerò, finirò il mio giro, arriverò fino a Reading e Watford, nella speranza di incontrare altri Colin e di non incrociare altri sottopassi ferroviari.

16 commenti:

  1. il vecchio nei pub è una figura imprescidibile della gran bretagna: spesso hanno la loro pinta (in quanto bicchiere) personalizzata e secondo me sono stipendiati dai proprietari come attrazioni per i forestieri.
    per il resto, stupendo il racconto, stupendo colin con la maglia LB, geniale il tuo arrivo a milwall.
    nota personalissima, ho sempre odiato il west ham, forse proprio perché riscuote tante simpatie da queste parti. però al boleyn ci andrei eccome, soprattutto dopo lo scenario descritto da nesat...

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  2. Bel post.
    Peraltro complimenti per la scelta degli stadi. Da Fulham potevi forse andare anche a piedi, a Loftus Road, casa del QPR, ma non è niente di che. Molto meglio Boleyn Ground, anche se la zona fa cagare. Però i tifosi del West Ham sono i migliori. Io mi sono trasferito a Londra da simpatizzante dell'Arsenal e in due mesi sono diventato tifoso degli Hammers.
    Essendoci andato al The New Den capisco perfettamente il disagio e la paura (quei cazzo di sottopassaggi..), specie visto le cose che si dicono sul Millwall e i suoi tifosi. Cose che peraltro sono vere (durante la partita che ho visto io due tifosi del Millwall sono sono presi a botte tra di loro e dopo un po' i tifosi hanno iniziato a tirare di tutto ai tifosi ospiti, tant'è che dovette entrare in campo la polizia a cavallo).

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  3. Bellissimo, davvero bellissimo. Di anni non ne ho 30 (meno) e a Londra ci sono stato un paio di volte ma mai con l'indipendenza necessaria per farmi il giro degli stadi. Obiettivo prossimo senza dubbio. Un paio di miei amici di Roma, della mia età, si sono fatti un week end apposta per andare a una partita del Millwall (una delle tante cose che ci accomunano), hanno fatto amicizia con tipo una decina di tifosi tra vecchissimi e giovanissimi. Insomma tutto come nel più scontato dei film, ma tutto ovviamente bellissimo. Io adoro i Lions per i loro tifosi (cos'altro) ma c'è da dire che anche il West Ham non mi sta antipatico, un po' per i favolosi colori sociali, un po' perchè nella squadra in cui giocavo attorno ai 13 anni avevamo gli stessi colori sociali (e per un anno, ebbene sì, proprio le magliette del west ham sponsorizzate dr martens: non so da quale cazzo di contrabbando le avessero tirate fuori)

    Loftus Road è da visitare solo per comprarsi 74 magliette di Taarabt, di tutte le taglie possibili. Genio e vate.

    Giuseppe

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  4. nesat ti sei superato. "gradisci un biscotto" é la mia nuova frase preferita. peraltro hai reso un servizio a tutti i tifosi italiani in trasferta londinese, é la prima volta mi sa che LB si rende utile per qualcosa.

    io faccio schifo perché a londra sono stato quattro o cinque volte e sono andato solo al loftus road a vedere un paio di partite di campionato (championship se non league one, ricordo una sconfitta contro lo stoke city con gol di hoekstra, un olandese lungagnone che doveva essere un fenomeno e invece...).

    aspetto con curiositá i commenti dello zio che tra croydon e il leyton orient ci ha costruito una carriera...

    ps colin idolo assoluto

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  5. dunque mi hai fatto venire in mente:

    1) il film "hooligans" dove si capisce che la tifoseria del Millwall è come dire un pò esagitata.

    2) che una delle più famose pornostar è una hooligan del Millwall ma non mi ricordo come si chiama.

    3) che nel film "Hooligans" ogni derby è occasione per menare le mani.

    4) non c'entra una mazza, ma mi hai fatto venire in mente anche "il maledetto United". adoro i film sul calcio e i tifosi inglesi

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  6. Faccia simpatica, Colin. Un bel tipo.

    Grazie, Nesat.
    Per come la vedo io, girare per stadi è un dovere. Come è un dovere prendere la metropolitana e scendere a caso alle fermate per vedere cosa c'è sopra.

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  7. ps: Michu in Premier non si ferma più..

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  8. anonimo sfidante17 dicembre 2012 12:17

    Ha ragione Bostero. Girare per stadi è un dovere.
    Nei miei viaggi cerco di farlo sempre. A Londra ricordo però di esserci stato poco e di aver visto solo il vecchio Wembley dal finestrino di un pullman, anni fa.

    Il migliore finora: il Millerntorn, dove tra le altre cose l'asilo per i bambini è proprio interno allo stadio.

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  9. Confermo sul Millerntorn, fantastico stadio per una fantastica squadra.
    Meriterebbe un post qui su LdB...

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  10. Immenso Nesat.. hai raccontato la città dove ho passato la maggior parte dei miei anni molto meglio di come avrei potuto fare io.. Concordo con tutte le tue descrizioni e le tue emozioni, aggiungo che perdendoti Loftus Road non ti sei perso proprio nulla, anzi.. l’unica cosa bella dello stadio del QPR sono le case intorno, semioccupate dagli africani che quando c’è la partita vendono banane fritte e marijuana ai tifosi.. e che piuttosto è molto meglio Birsbane Road (Leyton Orient SSSR) nel suo essere un orribile campetto squadrato di piccole dimensione in mezzo a palazzoni popolar-residenzili anni settanta, che sembra di essere a Paderno Dugnano piuttosto che a Londra (e per questo mi sentivo a casa...)

    Mentre a Croydon, non essendoci nulla, non c’è nemmeno lo stadio., però essendo il quartiere più grande e immaginifico di Londra, puoi immaginarci e visitare tutti gli stadi possibili, e nessuno ti dirà mai che non è vero, nemmeno gli abitanti del luogo, perché anche loro a Croydon non ci sono mai stati..

    L’unica cosa poco british che hai fatto, anche se imprescindibile, è stata la visita agli shop, in realtà attrazioni turistiche per stranieri... dato che il vero tifoso non acquista merchandising della squadra, a parte ogni agosto la maglia originale (che costa meno di una taroccata in italia) della stagione della sua squadra con sulla schiena il numero più assurdo possibile (delle donne trombate, degli anni del cane, dei denti che gli sono rimasti in bocca, dei gol del suo idolo d’infanzia, o il pin del bancomat per non dimenticarselo..) e ogni tre/quattro anni la tuta in acetato, che poi indossa la domenica, storicamente il giorno dopo la partita, per bere birra, picchiare la moglie e pascolare il cane (o pascolare la birra, bere la moglie e picchiare il cane.. la domenica è un giorno complicato in Inghilterra...)

    A Reading e Watfrord, città dormitorio della peggior specie, non ti accompagno, ma se vogliamo farci Leeds, Newcastle e Glasgow sono già nei tunnel ferroviari che ti aspetto..

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  11. Il The Den è un'esperienza mistica, io ci sono andato di giorno, TAXI all'andata (l'autista mi ha guardato un po' storto quando ha visto il classico ragazzo Italiano frequentante del college andare in un luogo che non deve avere nessun appeal per il 90% delle persone, anzi probabilmente molti di questi eviterebbero volentieri la zona), shopping compulsivo al negozietto (non riuscivo a capire come una maglia potesse costare meno di 30€) e ritorno in Autobus anche se abbiamo vissuto attimi, anche minuti, di "e qua come cazzo torniamo a Piccadilly?".

    L'esperienza più bella è stata allo stadio del Betis, ai tempi di Joaquin, Betis-RCD Mallorca, tutti i tifosi a mangiare una specie di cugini delle fusaie molto in voga in quelle zone tanto da formare un tappeto di bucce per terra, birra gelata e un tifoso decisamente sovrappeso che al rientro di Eto'o dopo un brutto scontro, dopo una travolgente azione del camerunese si alza e urla: "Mira come corre el cabròn". E' bello come lo straniero nello stadio che viene a vedere la tua squadra è sempre un amico, ricordo una cena alcoolicamente rilevante con dei ragazzi del gaviones da fiel conosciuti poco prima durante un noiosissimo Lazio-Brescia.


    P.S. Lillywhites molto scaduto, rispetto a 6-7 anni fa, ha acquisito un tono da MAS dello sport.

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  12. MAS dello sport è bellissima come definizione. adesso scrivo a lillywhites chiedendo di mettere alle pareti gli imprescindibili quadri del grande magazzino romano.

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  13. comunque, se volete un assaggio di football d'antan a londra, stadio vecchio, vecchissimo stile e tutti gli annessi e connessi del calcio di categoria inferiore, fate un salto a kingsmeadow, a vedere il wimbledon. con 15 sterline vi fate un paio d'ore di ritorno al passato. fuori dallo stadiolo il piccolo shop, le bancarelle con qualche centinaia di migliaia di spillette e memorabilia, dentro le terraces, lo stare tutti in piedi e stretti e tanta palla avanti e pedalare sul rettangolo verde.

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  14. Ah.. la caratteristica letale del Milwall Brick non è tanto di essere pesante - in realtà è un giornale (rigorosamente broadsheet e non tabloid) arrotolato e piegato in due - quanto che quando lo pieghi e poi lo schiacci sul lato corto superiore quella parte rimane piatta e assai tagliente, quindi si può usare sia come bastone che come arma da taglio (senza penetrazione però, molto casta.. modello pontifex..)

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  15. Comunque la somiglianza tra Colin e Gianni Petrucci è clamorosa

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