domenica 25 novembre 2012

Hasta siempre, comandante Di Matteo

Roberto Di Matteo non è mai stato un allenatore di calcio. Al più, un comandante andino che prende un esercito allo sbando nel bel mezzo della guerra e scaccia l'invasore. Uno che, però, poi quando va al governo scopre inesorabilmente di essere un uomo di lotta, uno che del potere e della gloria non sa che farsene. Un Batman, ché non c'è niente di più tragico che un eroe di guerra in tempo di pace. Quando si deve vincere in casa – sempre – e, al massimo, pareggiare fuori, quando ottobre disegna i primi scarni tratti di un campionato e già novembre dà qualche sentenza di primo grado, un Di Matteo non serve più. Sei mesi fa salvò la faccia, il didietro e la reputazione del Chelsea con una tattica da comandante Giap che attende nelle paludi del Vietnam e lancia la sua offensiva quando gli altri hanno le armi scariche. Poche settimane e l'ex vice del metrosexual Villas Boas aveva già vinto di più di quel Mourinho là, lo Special One.
 
 
Roman Abramovich ha per anni innaffiato il Chelsea di rubli, esaudendo desideri, gonfiando il proprio ego con nomi altisonanti. Il risultato? Qualche Premier League. Ok, vabè, ma quelle le vincono anche quegli straccioni ripulti del Manchester City. Mancava all'appello il colpo gobbo, la notte della leggenda, quei 90 minuti e rotti che ti fanno uscire dalla Storia e ti consegnano direttamente all'Olimpo di quelli che hanno alzato al cielo la coppa dalle grandi orecchie.
C'aveva provato, qualche anno fa un oscuro allenatore israeliano, Avram Grant, ma la sua occasione volò via in una Mosca piovosa e inospitale, quando l'eterno Ettore John Terry scivolò sul dischetto e calciò malamente sul palo esterno il rigore decisivo, con l'odioso Achille, Cristiano Ronaldo, che si è alla fine goduto la sua vittoria immeritata.
Poco tempo dopo fu il turno del grande timoniere Guus Hiddink, con tanto di scippo del decennio. Una semifinale col Barcellona terminata 1-1, con i catalani che passano il turno per il gol in trasferta. Un arbitraggio scandaloso con tre o quattro rigori nettissimi negati e Drogba che alla fine guarda la telecamera e urla “It's a fuckin' disgrace”. Crudeltà pura, altro che televisione del dolore.
Per rompere ogni indugio, fu allora preso lo specialista delle coppe: Carletto Ancelotti. Ma anche lui si limitò a trionfare il Premier League senza mai sfondare in Europa. Abramovich pensò ad altre soluzioni: Lourdes, Fatima, l'invasione con i carri armati. Ma non se ne fece mai nulla.
Alla fine, nel bel mezzo di una stagione disastrosa, dopo aver preso tre ceffoni da Napoli, ecco che in panchina si materializza lui, uno svizzero dalle origini abruzzesi, discreto centrocampista una quindicina di anni fa, poi anonimo tecnico tra le squadre minori del campionato inglese.
Di Matteo, Roberto Di Matteo: bruttino, pelato e senza la minima esperienza. Il compito che gli era stato affidato, però, era sempice: “Cerchiamo di arrivare in fondo senza farci troppo male”. Niente di più. Un traghettatore e basta, questo serviva.
A sentire quelle parole Di Matteo probabilmente sorrise un po' imbarazzato, senza pensare troppo a quello che stava per accadere. Roberto cominciò così una lunga risalita: prima ribalta il Napoli e sbaraglia il Benfica, poi butta fuori il Barcellona. Ed è qui la spannung della storia. Due partite di dolore sovrumano, tattica, strategia, abnegazione, forza e un Drogba a fare contemporaneamente il terzino, il mediano, l'ala e la prima punta. Uno a zero per il Chelsea all'andata, in quel di Londra. Ma non ci credeva nessuno: il Barcellona gare del genere le perde, ma vedrete che al ritorno... E' solo questione di sfortuna. Ma dai, hai visto che catenacciari gli inglesi?
Fu così che, un paio di settimane dopo, in Catalogna il Barcellona segna un gol, ne segna un altro e poi capitan Terry, sempre lui, si fa cacciare. I sostenitori tiki-taka già pregustavano la goleada, la passeggiata comoda verso la finale. E invece Ramirez si inventa un pallonetto poco prima di andare a prendere il mitico tè caldo: 2-1, e Chelsea qualificato all'intervallo. “Non vi preoccupate – dicevano gli esteti filo-Barcellona –, i ragazzi ora gli faranno il terzo, è solo questione di tempo”. E infatti, Drogba si fa prendere dalla foga e regala un rigore alla squadra di casa. Sul dischetto va Messi, “il miglior rigorista del mondo”, “il più grande, più di Maradona e Pelè”. Bum – sassata – la traversa del Camp Nou ancora trema. Lo shock del pubblico è tanto: “No, non vorrai che...”.
E' assedio, mancano solo le alabarde e gli arcieri. Ultimo minuto di gioco: lancio lunghissimo dall'intasata area del Chelsea, là davanti c'è solo Fernando Torres, con una succulenta prateria verde davanti e la porta come obiettivo. Mezzo campo da solo con la palla a terra, saltato agilmente Valdès e gol: 2-2, la partita è finita, il Barcellona è fuori. Di Matteo salta in panchina, corre, abbraccia tutti, non ci crede manco lui.
 
 
Gli dei del calcio – XaviIniestaMessi – vanno fuori, perché il turno non lo passa chi prende più pali e traverse, ma chi non perde nemmeno una volta in due partite. Il pallone non è il circo, gli acrobati divertono tanto mentre ballano sospesi nel vuoto, ma quando poi si va al “dentro o fuori senza appello” serve culo e serve la guerriglia. Servono quei momenti in cui tutto diventa metafisica e anche un brocco come Torres può diventare l'eroe dei due mondi.
Il resto è storia: la finale a Monaco di Baviera contro il Bayern è un'altra battaglia. Pareggio di Drogba a un'incollatura dalla fine e trionfo finale ai rigori. Ma era ovvio che sarebbe andata a finire così. Era ovvio già dopo la rimonta contro il Napoli. Il finale di certe storie è scritto già alla prima pagina, occorre solo aspettare e osservare come il fato si diverte poi a muovere le pedine.
Ora però, dopo aver preso tre sberle – meritatissime – dalla Juve, Di Matteo è stato licenziato senza troppi convenevoli. Non basta essere grandi generali per essere grandi statisti. Eppoi, i russi vogliono anche un bel nome, un'etichetta di pregio, una firma da poter esibire. Certo, l'idea di giocare con sei fantasisti, nessun incontrista e nessuna punta allo Juventus Stadium sarà anche discutibile, ma che volete, doveva essere una partita come molte altre, non un assalto al Palazzo d'Inverno. E' così che si perde, con la serena consapevolezza di essere destinato alla forca dal minuto dopo che hai alzato la Coppa dei Campioni verso il cielo. Un attimo di lucidità in mezzo alla gioia: non sei Guardiola, non sei Capello. Hasta siempre, comandante Di Matteo.
 
 
 

29 commenti:

  1. Non ci trovo nulla di poetico nella figura di Matteo, nel suo italiano sbilenco, nei suoi tratti meticci. Trovo che sia un personaggio dimenticabile che ha sculato una champions giocando un calcio che neanche la Grecia di Rehagel. Ha avuto il pregio di sfruttare il fatto che tutti lo hanno sottovalutato.
    Penso che la differenza fra questa stagione e la scorsa sia l'assenza di Drogba, vero artefice della riscossa della scorsa primavera. Tuttavia non condivido questo esonero per passare ad un altro traghettatore: Benitez, oramai lo Zaccheroni europeo..

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  2. "Un personaggio dimenticabile che ha sculato una champions giocando un calcio che neanche la Grecia di Rehagel". Credo ci siano poche cose più poetiche di questa (-:

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  3. Lo avesse fatto con il WBA pure pure, ma non dementicarti che nei rubli di Abramovich c'è poca poesia, molta sostanza, ma poca poesia.
    Lo stesso Avram Grant era un carneade Kosher famoso, cito lo Zio, per aver bevuto la pipì della moglie...

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  4. Grande Di Matteo, resterà per sempre nella storia e nel cuore dei Blues. Nonostante il modo di parlare -potrebbe comunque dare lezioni di lingua inglese a Mancini, Capello, e tanti altri- e la faccia da cuoco Wok. Che poi.. il suo buffo aspetto dovrebbe interessare a pochi, il Chelsea ha (o aveva?) in panchina la dottoressa Eva Carneiro...difatti credo di non aver mai notato chi fosse ad allenare il Chelsea lo scorso anno, anzi, ora che ci penso forse era proprio lei..

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  5. Con Di Matteo libero...credo che
    ogni tifoso italiano debba aver paura dell'esonero del proprio mister....

    Sono con Gegen....veramente un anticalcio...che ha avuto solo il merito di aver riportato in squadra i calciatori fatti fuori da un pazzo....uno che deve ringraziare non il suicidio del Barca ma quello del Napoli.....uno che senza Drogba a settembre sarebbe ripartito dall'Ipswich Town.

    questa frase proprio non te la passo!
    "Ok, vabè, ma quelle le vincono anche quegli straccioni ripulti del Manchester City"

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  6. My two cents: l'unico merito di Di Matteo al Chelsea è stato quello di ridare in mano lo spogliatoio a un gruppo di senatori che si era visto messo in discussione da AVB - un altro che più sopravvalutato non si può. Poi ha parcheggiato l'autobus davanti alla porta del Camp Nou e gli è andata bene. Non credo però lo vedremo in Italia in tempi brevi. Secondo me finirà per prendere una panchina a gennaio o febbraio, qualcosa del tipo Aston Villa o Newcastle.

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  7. Detto che Di Matteo mi sembra più Forrest Gump, uno che ha un culo sfacciato e si è trovato per caso al posto giusto al momento giusto, che non un guerriglero andino, anche per quella faccia un po’ così che si ritrova, il suo esonero dal Chelsea grida vendetta.. Alla fine ha vinto una Cepsion esattamente come Mourinho con l’Inter - parcheggiando l’autobus davanti all’area in attesa degli assalti blaugrana - e già che c’era s’è portato a casa pure una Fa Cup giocando esattamente come quell’altro catenacciaro di Mancini e quegli straccioni ripuliti del Man City..

    Poi il fatto che abbiano preso Benitez al suo posto..

    Rafa Benitez, the fat spanish waiter, che dai suoi stessi tifosi domenica è stato accolto dallo strisicone “Welcome to the circus, starring fat Rafa as the new clown “ e dalla società con le distinte consegnate in tribuna stampa con il tecnico che figurava “ad interim”.. memento mori.. http://www.dailymail.co.uk/sport/article-2238325/Rafa-Benitez-knows-place-Roman-Abramovichs-Chelsea-empire--Martin-Samuel.html

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  8. anonimo sfidante26 novembre 2012 14:40

    Di Matteo è un hachiki, scambiato per sbaglio quando stava in culla.

    Però il suo esonero è ingiusto.
    Il merito di aver vinto mettendo il pullman davanti alla porta non fu cosa da poco. Altri, sbagliando tattica, le avrebbero prese. E, in fondo, due goal al camp nou li ha piazzati. (ok, il secondo fa storia a sé considerando il momento in cui avvenne però li ha comunque infilati).

    Su quella panchina, con quel presidente, nessuno è riuscito a fare meglio sedendovi sopra per molto più tempo.

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  9. "Trovo che sia un personaggio dimenticabile che ha sculato una champions giocando un calcio che neanche la Grecia di Rehagel" dal punto di vista tattico sicuramente. Ma non oserei mettere sullo stesso piano morale aver giocato così con Terry, Lampard e Drogba e averlo fatto con Nikopolidis, Dellas e Karagounis. Detto in parole povere: l'Europeo 2004 è stato poesia, la Champions 2012 no. Saluti

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  10. è esattamente quello che volevo dire Vassilj,
    ma, ad ogni modo, invidio un po' Oiram la capacità di trovare tutto questo "poetico", forse in questo calcio dobbiamo davvero accontentarci di questo..


    @Zio, il momento più bello della finale è stato quando abbiamo mandato un SMS a Di Matteo e ci ha risposto il tizio del WBA

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  11. d'altronde la Heimat di Di Matteo - unico italiano capace di far fallire una pizzeria in Regent Street, pieno centro di Londra - resterà sempre West Bromwich, periferia di Birmingham...

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  12. è proprio la vittoria che ha ucciso il personaggio Di Matteo.. Non serviva a nulla..

    lo avrei visto meglio coinvolto in qualche scandalo sessuale, o in una bancarotta, in un traffico di rolex dalla svizzera...

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  13. Comunque il suo WBA giocava discretamente bene. Io lo vorrei vedere in Italia, tipo alla Fiorentina al posto di Montella.

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  14. Mi schiero con Di Matteo. Premesso che aveva un'ottima squadra e non il Giarre, comunque quegli stessi grandi giocatori con un belloccio strapagato facevano ridere. Di Matteo ha fatto quel che doveva (e poteva) fare in quel momento: una formazione tipo con un'ossatura chiara, uno schema, 3-4 idee base e stop. Pochi fronzoli. Poi chiaramente il finale di stagione mostruoso del trascinatore Drogba ha influito molto, ma guardando ai fatti Di Matteo ha preso una squadra quasi allo sbando visti i nomi e le legittime ambizioni, e ha portato a casa la coppa dalle grandi orecchie. Sicuramente non è un personaggio cool. Stesso discorso, scusate l'OT, vale per Iachini l'anno scorso alla Samp.

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  15. Ah, dimenticavo, http://www.gqitalia.it/sport/articles/2012/2/eva-carneiro-la-sexy-dottoressa-del-chelsea-e-colpa-sua-se-i-blues-hanno-perso-contro-il-napoli-in-champions

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  16. Non sono d'accordo: c'è ancora spazio per la poesia. Basta cercarla ed è per questo che esiste questo sito. Comunque sono contento che la pensi come me, quel genio di Rehagel non si meritava un paragone del genere.

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  17. La poesia è l'essere predestinati, anche a voler pensar male, è proprio il fatto di non essersi meritato l'impresa, di averci messo solo la faccia e la firma, su quello che era un copione evidentemente già scritto, a rendere nobile la sua storia, che non ha nulla di casuale. Poi durante le partite grande serenità in panchina, dote rara, che a me nn dispiace.

    Janos Boka

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  18. Rispetto per l'Ipswich Town, ho una maglietta del '95 (mi pare) che sono brividi purissimi

    Concordo sul paragone con Iachini, due personaggi che hanno fatto il loro lavoro in situazioni disperate (rispetto agli obiettivi da raggiungere) e che sono stati silurati per poco appeal. Sempre apparire, mai essere.

    Giuseppe

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  19. Grazie Janos Boka, e complimenti ancora una volta all'Autore. Di Matteo è un eroe minore che sembra uscito dalla penna di Joseph Roth.

    Non aveva nessuna professione, nessun amore, nessun desiderio, nessuna speranza, nessuna ambizione e nessun egoismo. Superfluo come lui non c'era nessuno al mondo. [da 'Fuga Senza Fine']

    P.s. A mio avviso il suo modo di fare calcio non si dovrebbe proprio discutere, non ha alcun senso.

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  20. Trovo anche io assolutamente dimenticabile sia il personaggio che l'allenatore Di Matteo, uno che mi stava antipatico già quando giocava alla Lazio. Con tutta la simpatia che ho io per gli emigranti italiani in Svizzera lui proprio non l'ho mai capito e non lo vorrei mai vedere sulla panchina della mia squadra. La gioia che ci ha dato battendo il Barcellona rimane ma quella storia è un puro miracolo, il Bayern poteva fare 18 gol, ha sbagliato pure un rigore, quelli hanno vinto una coppa con un calcio d'angolo! Però non erano i dopolavoristi, erano il Chelsea, una squadra gonfiata di sterline, neanche io ci vedo molta poesia.

    La poesia, parlando di allenatori, è quella di Manlio Scopigno, grande filosofo e grande omosessuale, che dopo aver vinto lo scudetto col Cagliari passò le più belle serate degli anni settanta a cena a viale Aventino col suo fidanzato il grande pittore Corrado Cagli...

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  21. Il punto è che il "personaggio" Di Matteo non esiste proprio, l'allenatore è una cosa che gli è capitata per sbaglio, lui con i rubli di Abramovič non c'entra niente anzi rappresenta esattamente il contrario. Non è un borghese. Nemmeno un bohemienne e con i poeti maledetti ha -finalmente!- proprio nulla a che fare. E' la perfetta rappresentazione del fatto che i miracoli capitano soprattutto a chi non li vuole e non li cerca.

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  22. La partita con il Barcellona può anche passare per tattica, autobus ecc ecc.. ma rimango dell'idea che se la giocano altre 100 volte probabilmente finisce sempre 4 a 0.

    La poesia di Di Matteo è confusa con la poesia di Didier Drogba. Uno che la scorsa stagione ha fatto il bello e cattivo tempo sempre. Dall'incornata sul calcio d'angolo, ai rigori causati ai tiri da centrocampo al Camp Nou.

    Aggiungo un pò di cose:

    (i) il doppio scontro con il Benfica credo sia la farsa arbitrale del secolo. Non ho mai visto una squadra più favorita del Chelsea in quell'occasione;

    (ii) sono l'unico cui Rafa Benitez piace? Mi sa di si..;

    (iii) il chelsea di quest'anno secondo me ridimensiona molto le prestazioni della Juve in Champions. Senza nulla togliere ai bianconeri, credo che una squadra come quella di Di Matteo le avrebbe prese pure dal Bologna.

    ps: l'espulsione di Morleo a inizio match è una poesia gettata nel cestino della carta.

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  23. Poesia...dai su.....per favore...non c'è niente di poetico in un che fa una cinquina al lotto con una schedina pre compilata....almeno fossero numeri suoi....
    C'è tanta poesia come giustamente dice bostero... in Didier Drogba...unico vero motivo per tifare Chelsea lo scorso anno...Drogba lui si che merita una lacrima....lui e le sue notti folli a Trinità dei monti con una nota soubrette italiana...dove si narra sia arrivata addirittura la polizia per chiedere ai due di fare un po' meno rumore(ma di questo ve ne parlerà Gegen in un post quando decideremo di far chiudere LB)...Questa è poesia....

    a me Benitez piace.....

    Espulsione vigliacca...ARCHIMEDE MORLEO in nazionale(odio Prandelli)










    Nessuno tocchi Archimede MOrleo

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  24. Ah! dimenticavo...la grecia di Rehagel mi fa cagare......ha scippato un europeo alla repubblica ceca di Karel Brückner...una squadra,quella del 2004,semplicemente perfetta....

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    1. Quella repubblica ceca era tanta roba,concordo con te. Dal 96 al 2006 erano,potenzialmente,tra i migliori d'europa.

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  25. A questo punto Di Matteo potrebbe essere l'uomo giusto per riportare in Europa lo Zestafoni, di cui ingiustamente non si parla più, a maggior ragione dopo il vile tradimento di Jaba Dvali.

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  26. Zesta a 11 punti dalla vetta...e dinamo Tblisi prima grazie a Jaba Dvali già a quota 12 goal......

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  27. Su Di Matteo si dimentica sempre di porsi la giusta domanda.

    Quella che tutti si pongono dalle sue prime apparizioni da Simona Ventura.

    Robertino è frocio oppure semplicemente bisex?

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  28. http://www.gazzetta.it/Calcio/29-11-2012/pallone-d-oro-fuori-pirlo-iniesta-messi-ronaldo-913359299192.shtml

    scusate, ma drogba? cos'altro doveva fare oltre a vincere una champions da solo?

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