lunedì 12 novembre 2012

CURVA SUD BRUXELLES, splendori e miserie di un derby vissuto all'estero


Vedere un derby all'estero non è mai piacevole, anzi vedere un derby non è mai piacevole è una sofferenza sorda e immeritata, ripagata, solo a metà, dalla eventuale vittoria finale. Di solito nelle mie permanenze all'estero ho sempre preferito un approccio solitario al derby: ricordo quello finito 3-2 col gol di Berahmi (un gol pesante come uno scudetto, visto che la Roma lo perse di un punto quell'anno) in un bar squallido su calle diego de leon a Madrid, dove dovetti litigare con una signora che beveva DYC (il whiskey prodotto a Segovia, orgoglio della Spagna autarchica e franchista) con coca cola e insisteva per vedere una specie di "bellissimo di rete 4" su un altro canale. Ricordo la dolorosa sconfitta dell'aprile 2010, dove la punizione di Vucinic diede una vittoria che profumava di scudetto (grazia al cielo sfumato anche questo) alla Roma di Ranieri, vissuta in una pizzeria di immigrati (quando ancora non si chiamavano Expats) siciliani.
A Bruxelles questa volta, in maniera del tutto inconsapevole, ho vissuto un'esperienza completamente diversa finendo per vedere la partita in mezzo ad almeno 200 romanisti al Pub De valera's di Place Flagaey. Avevo pensato di evitare per il derby di andare al bar che di solito mi ospita (il fat boy's di Place Luxembourg), dove il calcio ha un ruolo ancillare rispetto al football americano e dove devo condividere bancone e sgabello con i soliti tifosi della premier, in particolare un inglese, uguale a tracy chapmann ma con voce più effeminata,  tifosissimo del Tottenham, per recarmi nel confortevole pub che porta il nome del primo presidente della Repubblica di Irlanda. Arrivato al pub, e guadagnato un tavolo in compagnia di un amico berlinese in visita per il weekend, mi sono reso conto di essere circondato da tifosi della Roma. Non che mi aspettassi il contrario, anzi, ma non immaginavo una simile sproporzione, Bruxelles, infatti, è pur sempre la città che ospita la tomba del fondatore della Lazio Luigi Bigiarelli. L'errore però è stato mio, bastava un giro su google per scoprire che al DeValera's si riunisce la "Curva Sud Bruxelles" il gruppo di expats (quelli che un tempo si chiamavano emigranti) di fede giallorossa. Al gruppo vero e proprio era riservata una sala apposita, tappezzata di drappi giallorossi e impreziosita da uno striscione col nome del "gruppo" e un simpatico "Aho" -esclamazione eletta quale epitome della romanità gagliarda e caciarona, bonaria e insolente a cui i tifosi giallorossi ("aho, ste cose solo a Roma") sono molto affezionati – e una scritta goliardica che paragonava la Roma ad un – faticosissimo – "orgasmo infinito".
La sala, calda, sudata, chiusa dalle bandiere, non faceva che confermare le mie teorie sul carattere marcatamente infantile dei tifosi della Roma, costantemente alla ricerca dell'attenzione altrui, rumorosi puer che non possono fare a meno di riunirsi in luoghi che ricordano l'utero perduto come, questa sala, o il circo massimo nella capitale.
Naturalmente io non ero seduto lì, ma nella sala principale; il tavolo giusto davanti al mio però era lo stesso una perfetta summa dei tratti del tifoso romanista delineati da Dionigi nel suo post sullo stadio. Era composto da un pelato, un roscio col pizzetto, un altro pelato con una t-shirt azzurra oggetto di scherno da parte degli altri per la scelta cromatica e, infine, due romanisti del nord, probabilmente veneti, felici di poter vivere il loro tifo giallorosso senza complessi. Tratto comune del simpatico gruppo di amici, tranne l'eretico in azzurro, era indossare la maglietta del capitano.
Ora, se c'è una categoria di persone da disprezzare, a prescindere da ogni fede, sono i tifosi da pub, quelli che vivono la partita nel bar come se fossero allo stadio. Ma ancora peggio sono quelli che vanno al pub bardati con sciarpa e bandierone. La messa cattolica in tv, non a caso, la vedono solo gli anziani o gli ospedalizzati, purtroppo nel calcio questa sana divisione si è, da tempo, perduta.
 La prima mezzora di partita è stata l'apoteosi del roscio col pizzetto, battute, esclamazioni, i soliti cliché tipo: "a burini", o a "a fenomeni", "daje Francè" e, infine, una perla di umorismo: "se  chiama Onazi, gioca nella Lazio, me è nero", questo presunto paradosso lo deve aver molto divertito e la battuta l'ha voluta sottolineare con una lunga risata sdrucciola agganciata alla fine della freddura. Questi expats – un tempo li avremmo chiamati emigranti – naturalmente non sono funzionari delle istituzioni, gli eurocrati o odiano il calcio o hanno sky italiana in casa. Le loro case sono delle piccole appendici di Italia, romantiche botteghe di souvenir, dove si respira l'aria di casa e Bruxelles non diventa che un lontano ricordo. Questo gruppetto apparteneva certamente ad una casta più bassa, probabilmente informatici e quadri di qualche multinazionale, sottoproletari che hanno studiato, ma che sono dovuti partire per avere un buon lavoro, abbandonando le loro camerette coi poster di falcao, totti e bob marley e i loro appartamenti situati su quella che Dionigi chiamò "la direttrice Piazza Irnerio-Via Baldo degli Ubaldi-Via Candia", gente che se avesse potuto sarebbe rimasta lì, passato i weekend nella casetta in un paese della a24 (Vicovaro Mandela; Carsoli) e avrebbe visto Brignano o Antonio Giuliani almeno due volte all'anno (una all'aperto in estate).
Fino a che la Roma ha giocato (prima che la pioggia rendesse solo a lei impossibile giocare e le condizioni del campo peggiorassero solo per i giocatori della Roma ovviamente) l'attenzione, il pathos, le urla e le battute non sono mai calati, con il venire fuori della Lazio e le reti biancazzurre l'atmosfera è mutata radicalmente. Dalla curva sud si è tornati alla realtà brussellese. Non a caso, ho ricominciato a sentire parlare di lavoro, di weekend da pianificare per tornare a Roma e di derrate alimentari che stanno finendo ("aho ma quer pecorino che avevi portato? Sta a finì? – eh si a forza di darlo a tutti").
Il momento della verità è stato la sosta al bagno nell'intervallo, il roscio era lì ad inveire contro De rossi "se ne annasse sto stronzo, ha rotto il cazzo", "già però pure er Boemo…" gli faceva eco un tizio con la north face e la coppola.
Povero De Rossi, il capitan futuro che non sarà mai capitano, troppo  poco ruffiano per essere amato, un po' rosicone, colpevole di aver alzato il gomito in campo e nella vita, sarà costretto ad una damnatio memoriae che neanche Giannini.. Antidivo, un po' fascista e malavitoso più che il gemello di Totti è il suo lato oscuro e più vero, quello che il puer romanista non potrà mai apprezzare….
Dopo il 3-1 di Mauri i primi ad andare via sono stati i romanisti del nord, coprendo la maglia di Totti con un maglione hanno salutato gli amici, intimato al pelato con la maglietta celeste di non ripetere una simile  accostamento cromatico e hanno guadagnato l'uscita.
L'ultimo sussulto del bar è coinciso con il gol di Pjanic, una di quelle punizioni che alla playstation facevano arrabbiare i nostri amici scout, e l'occasione mancata da Osvaldo dove l'intero Pub ha gridato al gol, ed ha riassaporato, per un attimo, l'orgasmo infinito; in quel momento ho avuto la lucidità di fermarmi e guardarmi intorno, vedere quei pile quechua gonfiarsi, le sciarpette tornare a ruotare, per poi scemare ancora una volta come la schiuma morbida di una buona pinta belga.
Nel finale sono andato in bagno e mi sono fermato a vedere la saletta della "curva sud" i volti tesi, delusione, mani sul volto, gomiti sulle ginocchia, solo un "fascisti di merda" rivolto alla curva della Lazio è stato l'ultimo rigurgito di tifo prima del fischio finale.

Sulla partita poco da dire: la Roma prigioniera dell'inutilità del 433 zemaniano, oramai una ex utopia calcistica diventata barzelletta, aggravata, per giunta, dalla barcellonite. Già perché se si sporca la verticalità zemaniana con il fraseggio accentuato al limite dell'area ci si riduce veramente all'indigenza tattica, spalancando la porta a qualsiasi tipo di contropiede. La Lazio ha fatto il suo, quando può disporre di tutti gli effettivi ha cinismo e qualità sufficiente per mettere in difficoltà chiunque. La differenza sta ovviamente negli allenatori, Petkovic fa ancora calcio, per Zeman tutto questo è una scusa per andare in sala stampa, per la prossima sparata, per il prossimo paginone su un giornale, per la prossima perla di saggezza e moralità che questa variante calcistica di un Saviano o di un Travaglio si sente sempre in dovere di regalarci. Mi meraviglio che non abbia tirato in ballo il coinvolgimento di Mauri nel calcio scommesse, forse non gli è venuto in mente, ma magari lo farà… speriamo.
Mentre il bar si svuotava, sono rimasto a finire la mia birra guardando gli Italiani uscire e lasciare il posto ai fan della premier league, per lo più gente dell'est che ha eletto quel campionato come proiezione di quello che vorrebbero essere e non sono e di quello che vorrebbero avere e non avranno. Ecco allora polacchi del liverpool, Ungheresi del Chelsea prendere posto per tifare per le "loro" squadre.
Non rimaneva altro da fare che pensare di dover visitare nuovamente la tomba di Bigiarelli per ringraziarlo  

45 commenti:

  1. Bell'articolo.
    Non immaginavo una folta comunità romanista a Bruxelles.
    Comunque in generale più entro in contatto con il romanista medio, più divento laziale (ed è grave, essendo pescarese). Ovviamente ci sono le eccezioni, inclusi i gestori di questo blog, però il tifoso medio è tremendo.

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  2. Certo caro Gegen che il paragonare Zeman a Saviano a Travaglio è una bassezza che mi sarei aspettato solo da un massimomauro qualsiasi, non da una persona dotata di neuroni in numero superiore a uno. Il fatto è che – e aspettavo una nuova sconfitta del boemo per poterlo scrivere in risposta ai deliranti commenti seguiti al post di Tato – partito Mourinho e desertificatosi il reale nel calcio italiano, è proprio il tifoso deideologizzato da Cologno Monzese che non si accontenta della partita e ha bisogno di una guida spirituale o di un profeta per attraversare il nulla: questo calciofilo che guardandosi allo specchio ha finalmente appreso di non esistere da una parte discetta di tattica come avesse passato la vita a fare il giardiniere a Coverciano e dall’altra insegue Zoorohastro per tirargli le pietre e sentirsi vivo...

    Così ecco che, come tu stesso scrissi, la creazione del profeta questa volta, e non il profeta in sé, toglie allo spettatore la possibilità di interrogarsi su se stesso e sulla scomparsa del gioco. Sul boemo il punto di vista dovrebbe essere invece di una semplicità sconcertante e rivoluzionaria: dato che scorrendo l’albo d’oro nel dopoguerra lo scudetto lo hanno vinto solo tre squadre, perdere per perdere - che tanto ti fanno perdere - tanto vale farlo divertendosi, ovvero cercando di fare sempre un gol in più dell’avversario (nel mio primitivismo la penetrazione è ancora associata al godimento..). Anche perché alla fine tutti i presunti discorsi tattici, e sulla difesa, e sulle diagonali, e sul fuorigioco alto, e sul 4-3-3, si risolvono nel fatto che l’ignoranza boema, escluso il 3-0 a Cagliari, ha la medesima differenza reti di +2 del grande stratega Petkovic…

    Per il resto, la tua splendida descrizione del tifoso romanista lumpen nel cuore della burocrazia europea ti conferma grandissimo entomologo quale sei, anche se vorrei spezzare una lancia a favore del pile Quechua: con soli 19,99 euri passi un paio d’inverni moderatamente caldi e decisamente confortevoli…

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  3. Ok Zio, ma al di là del parlare difficile.. aiutami a capire perchè una gestione di uomini e meccanismi come quella del Boemo non ha ancora portato all'esonero.

    Nel senso.. per dire.. AVB sbaglia tre partite al Chelsea e si gioca mezza carriera. Mou pareggia due partite, prende una scoppola a inizio stagione e traballa. Stroppa cava il sangue dalle rape e traballa pure lui.

    Questo presenta una squadra che per vincere deve fare almeno 3 gol (con due rischia di brutto) e ancora sta lì.
    Voglio dire: i giocatori (specie in difesa) sono una tragedia, DDR è un discorso chiuso, Tachtsidis il più grande enigma/compromesso tattico dall'invenzione del calcio a oggi, là davanti non fosse per Lamela non la buttano dentro nenache se allargano la porta (in ragione delle occasioni create).. e va bè.. mica li puoi cambiare.. la dirigenza quella è.. e va bè..
    mica la puoi cambiare.. non sarebbe allora sensato - ora che è pure passato il derby - mettere qualcuno cui non servano 4 gol per fare tre punti?

    Oh.. beninteso.. se Zeman poi va bene ai romanisti, poco mi cambia.
    Però la logica è logica.
    Chiunque sarebbe già stato esonerato. Lui no. Perchè?
    Che chimera stanno inseguendo tutti?

    ps: al netto di tutto, però, mi piacerebbe che una volta una qualche responsabilità se la prendesse. Una volta.

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  4. Hai ragione Zio, ma è un tasto sul quale bisogna insistere prorpio per tirare fuori quel minimo di polemica che ci fa così divertire..
    qualcuno deve sporcarsi le mani o sprecarci qualche neurone..
    per uno che, come te, ama lo Zeman fallico 10000 amano il moralista..

    Che la penetrazione piaccia a tutti, anche a Tracy Chapman, siamo tutti d'accodo, quello che non condivido è l'effimero piacere dalla carezzina mediatica, del personaggizzarsi...
    mi dispiace, ma il maestro non sta insegnando né calcio né rivoluzione, non potenzia i muscoli dei giovani non fornisce armi al popolo, si fa mettere la cipria della polemica dai massimomauro...


    Salviamo i pile Quechua..

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  5. gegen,

    ho riso. devo ammettere che il tuo post fa ridere. all'indomani di un derby perso che mi ha fatto chiaramente rosicare, non avrei immaginato che le tue cattiverie e provocazioni potessero farmi ridere. è successo. un bel post. e goditi sto derby vinto lontano da roma sperando che sia l'ultimo per molti anni.

    l'unica nota stonata, secondo me, è la tua descrizione dei lavori di queste persone. so che non sarai d'accordo, ma l'ho trovata classista e un po' snob. la descrizione dei tifosi da pub, invece, non può essere più azzeccata.

    per quanto riguarda lo zio invece, non so più che dire. mi fa ridere il termine decolognizati. suvvia, come direbbe bersani, voi tifosi del milan siete in tutto e per tutto cologno monzese. per molti anni, la forza del Cavaliere è stata la vostra forza. le gioie del vostro presidente erano le vostre lacrime per l'ennesima coppa dei campioni alzata al cielo da capitan baresi. mi fa un po' tenerezza questo tentativo di negare l'evidenza. a tal riguardo, ho molto apprezzato l'onestà e la lucidità con cui l'anonimo sfidante ha risposto al mio messaggio.

    per concludere, ieri in curva nord sono stati esposti un paio di striscioni geniali. mo però basta con questo buonismo, concedetemi un bel lazio100%merda.

    a presto,
    Il Fornaretto

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  6. @ il fornaretto, ovviamente io mi sento come loro, anzi sono più poveraccio di loro, davvero l'ultima ruota del carro, quello che volevo mostrare era la triste situazione di dover lasciare il proprio paese per andare a cercare la normalità altrove, peraltro in un posto squallido come questo. Di solito si ha la percezione che chi vada a vivere all'estero lo faccia o perché alla ricerca dell'eccellenza (cervelli in fuga) o perché spinti dalla necessità, dalla voglia di lasciare la povertà, ma c'è un terzo gruppo che solo qui ho incontrato, chi parte per cercare la "normalità", la propria dimensione di normalità. È quasi più comprensibile che un paese non dia la possibilità di sopravvivere piuttosto che non dia più la possibilità di essere ciò che si è

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    1. Grazie per gli apprezzamenti sul post!
      Qualche striscione si riferiva ai "fatti" di Atene?

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  7. Il roscio col pizzetto deve essere stato un personaggio orribile..
    F.D

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  8. e credo che in generale sia giunta l'ora di riflettere sull'uso del pizzetto
    F.D

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  9. gegen, hanno rotto i coglioni tutta la partita con gli striscioni su "atene". ce lo siamo detto anche con nesat, "ok il messaggio è chiaro, abbiamo capito".

    non entro nel merito della partita, non mi va (dico solo che per me non ha senso, con qualunque modulo, tener fuori uno forte forte come pjanic). mi ha fatto tenerezza il pezzo in cui iniziano a parlare di lavoro. essere tifosi all'estero è davvero dura comunque. festeggiare da soli è la cosa più brutta che ci sia, peggio ancora che perdere da soli (si perde sempre da soli).

    i nostri miti allo stadio sono invece quelli che, e c'erano pure alla fine del derby, ti dicono "ahò però nel secondo tempo li abbiamo messi sotto, non li abbiamo fatto respirà", gli ottimisti indefessi insomma, come a dire, i veri utopisti ormai sono in tribuna più che in campo...

    la cosa che mi rincuora è che un post come questo non sarebbe stato possibile farlo sulla lazio (e forse, ancora prima, a nessuno sarebbe venuto in mente farlo); la cultura di questa città, portata anche all'estero, nel bene o nel male, è quella giallorossa. puoi anche essere nata a gijòn, ma la prima cosa che ti chiederanno è se sai ballare il flamenco...

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  10. Il #pelato non poteva mancare. S'è preso il Lunedì di ferie ed è andato a riposarsi a Vicovaro.

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  11. Oddio Dionigi non lo so, non è che di luoghi comuni sulla Lazio non ce ne siano, un post si poteva fare benissimo.

    Ciò non toglie che certamente il carattere più di massa del romanista lo renda più simile al flamenco che non alla gaita gallega.

    i commenti sulle scale dell'olimpico uscendo sono meravigliosi..
    ricordo ancora un tizio furente che inveiva contro il tifosi occasionali dopo il derby finito 5-1 per la Roma dicendo "Basta dall'anno prossimo se deve giocà al flaminio e entra solo chi è abbonato da 5 anni"...

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  12. Ok...calmi tutti un attimo...è un discorso come già detto numerico...Vengo da un quartiere dove c'è un Lazio club e non un Roma club...e posso dire senza dubbio che parliamo delle stesse persone.... io un post del genere al contrario potrei tranquillamente farlo.....magari in maniera meno geniale di Gegen...ma potrei farlo...

    C'è una differenza non nel tifoso medio tra Roma e Lazio(I romanisti si notano di più come già detto per numero) ma nella categoria del tifoso Sapiens Sapiens...quello che non è rimasto ai vari insulti da terza media.

    Su Zeman...lo dico da inizio stagione...concordo con Gegen..ma non del tutto....considero il calcio del boemo più che superato..da provincia....mi spiego...Magari oggi Zeman allenando il Parma sarebbe nella stessa posizione in classifica della roma con gli stessi identici risultati....e sarebbe un gran campionato che regalerebbe fiducia e possibilità di fare ancora meglio.
    La Roma..che che ne dica la gente ha una buona squadra(Manca solo un buon terzino destro...basterebbe un Cassani )..sicuramente non inferiore a Lazio,Fiorentina,Milan e Napoli...non si deve dovrebbe trovare a questo punto della stagione a -9 dal terzo posto..
    Domenica con Dionigi abbiamo invidiato il cambio Radu per Lulic sul 1 a 3...in vantaggio di due goal....un cambio sacrosanto..come a dire...ok basta così... ora portiamo a casa i 3 punti. E siamo rimasti inorriditi dall'uscita di Lamela...uno che come tocca il pallone in questo periodo la butta dentro.....Per non parlare poi di Pjanic.... "Non è adatto allo schema di Zeman"....dicono....e sti cazzi aggiungerei....è zeman semmai che non è adatto a Pjanic.

    su De Rossi....sono ovviamente nero..perchè odio queste borate...o meglio le accetto al 91esimo non al 46esimo...a partita finita puoi anche sodomizzarlo Mauri...non è un problema...ma se lo fai in quel momento e soprattutto in questo TUO momento... sei un ebete. Detto questo...tutti quelli che oggi invocano la cessione di De Rossi sottolineando come nella Roma ci sia un solo capitano....dovrebbero ricordarsi di un paio di cose....e avere un minimo di coerenza in più.Con tutto il bene che posso volere a Ttti...

    Sullo Zio non so che dire.... non è colpa nostra se Caltagirone si è sempre fatto i cazzi sua.....e se Silvio è nato ad Isola e non a Montesacro. Le vittorie le fanno i soldi...... non la posizione geografica....tu dici tanto vale perdere divertendosi..si...giusto..ho però una notizia sgradevole da darti...io non mi sto divertendo.... manco per il cazzo...e vorrei almeno arrivare in Europa League tanto per dare un senso ai miei giovedì.....

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  13. grande il finale di neast...questo "manco per il cazzo" riecheggierà su e giù per il ballatoio dello zio per un anno intero...

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  14. Lungi da me da assolvere il medio tifoso romanista becero (ottimamente descritto nel post), una cosa mi chiedo, ed è la seguente: ma voi laziali non ne avete di soggetti così? Nemmeno uno? 0,0? Andate tutti vestiti come Luca Cordero di Montezemolo? non vi riunite mai per vedere la partita e avete una concezione del tifo che deve attenere solo ed elsclusivamente alla sfera privata?

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  15. I laziali si considerano da sempre facenti parte di una categoria elitaria. Conosco tanti laziali che lo credono seriamente.

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  16. Si,tutto giusto però non stiamo affrontando il tema sull'uso scriteriato del pizzetto..

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  17. @FD, la mia posizione sul pizzetto è chiara: lo lascio ai presentatori delle trasmissioni di Sky (Dog Whisperer, Ale contro tutti, ecc). Non mi piace. A meno che non sia molto espanso (tipo De Niro ne Il Cacciatore).

    Peggio in ogni caso è la mosca.

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  18. Era proprio questo il punto. Oramai di Zeman si è fatto un personaggio da baraccone e da polemica incipriata coi massimomauro. Ma quello che volevo dire è che non la cerca lui, lo fanno i venditori del prodotto calcio moderno e gli acquirenti per riempire di polemica un campionato che non capiscono (vince la Juve, tranquilli…)

    Il brutto è che anche i calciofili oramai sono entrati in questo circolo vizioso, e una cazzata di Piris o un colpo di mano di De Rossi lo fanno risalire al 4-3-3 (da costacurtavialli in su, tutti esperti di tattica solo col boemo, qualcuno che parlasse del gol preso dal Milan su rimessa laterale coi difensori a dieci metri dalla palla, che nemmeno all’oratorio…)

    E invece ZZ, zitto zitto, inventa tali Florenzi e Marquinhos e trasforma Lamela da un bimbominchia a la Bojan a capocannoniere. Ditemi quale altro tecnico può fregiarsi di avere inventato 3 giocatori (+1, prima o poi presenterà al popolo tale Romagnoli, difensore centrale credo…) nelle prime dieci giornate di campionato visto che ci sono tecnici che per aver scoperto un solo giocatore in carriera vivono di rendita. Poi se della sua avanguardia operaia non fanno parte vecchi borghesi panciuti come DDR me ne può fregare di meno, anzi… L’unico che potrebbe dispiacermi è Pjianic, non capisco perché non lo veda, ma lo saprà lui e inquesto caso, solo in questo, obbedisco..

    PS. Sul fatto che i tifosi romanisti non si divertano ‘manco per il cazzo’, come risuona sul mio ballatoio, ho già risposto con annesse puntarelle nel post di Tato… bisogna saper perdere, soprattutto se non si vince…

    PS2. Al Fornaretto che devo rispondere? Con onestà e lucidità mi faccio una risata e avverto l’Anonimo Sfidante di non cadere nelle sue provocazioni.. Dopodiché è ovvio che #iostoconsivlio

    PS3. Il pizzetto è accettabile solo se molto espanso o se in lunghezza maggiore rispetto al capello (vedi Veron, non Vialli)

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  19. anonimo sfidante14 novembre 2012 13:34

    Su Zeman

    Io continuo a pensare che laddove è la squadra a doversi adattare a un allenatore (esistono anche le situazioni inverse) è necessario avere una squadra adatta.
    Avere il boemo sulla panca è come possedere una Lamborghini nel garage. O hai la patente oppure, quando la provi, finirai sempre per schiantarti.
    La Roma ce l'ha? Questo è il punto di partenza e d'arrivo per qualunque discussione. Ma è la mia personalissima opinione.

    Su Berlusconi:
    ho come l'impressione che sia un discorso legato a te e al Fornaretto, a un vostro dialogo di cui ignoro le tematiche. In pratica, un po' come quando ti invitano a un dialogo tra due sconosciuti. Io ancora non ho ben capito il messaggio.

    A Nesat però, per restare in tema, quando dice che le vittorie le fanno i soldi, riferendosi a Silvio che è nato a Isola, dico che non è vero. O meglio, lo dice la storia. Il Milan di Sacchi non fu costruito con grandi somme (mezza squadra dal vivaio e l'altra metà presa giovane qua e là). Altre società all'epoca spesero molto di più per trovarsi meno. In fatto di spettacolo, gioco e - dato che di questo si parla - vittorie.
    Da lì nacque tutto.

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  20. anonimo sfidante14 novembre 2012 13:46

    ps 2 ricordo di aver visto un Roma Club in un ristorante italiano a Brema, l'anno scorso. E ricordo che la cosa mi stupì, anche se non vi misi piede.

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  21. Pile Quecha, oltre gli steccati, ma appena dentro il raccordo, tra necessità e virtù..
    Io ne ho 3 uguali, dello stesso colore e me ne compiaccio

    Bello Gegen, intendo quello che hai scritto.

    Janos Boka

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  22. Quindi Zio in sintesi: in Italia non si vince fuori dall'asse milano torino, quindi i poveri sfigati che hanno altre squadre del cuore devono imparare a perdere, pena essere additati come presuntuosi mangia puntarelle, rendersi conto della loro miseria, e accettare di perdere col sorriso e con Zeman sulla panchina per anche divertire i ricchi pasciuti tifosi del nord italia...

    il tuo è puro colonialismo calcistico...


    cmq il Boemo da un punto di vista sta avendo successo e per questo gli americani lo terranno: spending review. Sfoltita lo rosa dei finti succhia stipendio alla cicinho non restava che il bersaglio grosso De rossi. presto fatto. e addirittura con damnatio memoriae per DDR.... meglio di Marchionne il Boemo

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  23. colonialismo calcistico. mi sto preoccupando perché per la seconda volta in una settimana sono d'accordo con gegen. a dirla tutta, quando ho letto l'ultimo commento dello zio ho pensato proprio a quelle due parole. non ho risposto, solo perché non mi andava di alimentare la discussione.

    Il manco per il cazzo di nesat non me lo leva dalla testa nessuno. é una vita che perdiamo. secondo me ormai sappiamo convivere benissimo con le inculate che prendiamo. perció per favore non ci dite che dobbiamo imparare a saper perdere.

    p.s quel ragazzo, di cui non ricordo il nick, che ha vissuto a kazan e san pietroburgo, sabato sará in curva a belgrado per il derby tra stella rossa e partizan. a nome di tutta LDB, chiedo che al suo ritorno a roma prepari un bel post con fotografie annesse su questo importante happening culturale.

    Il Fornaretto

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  24. @Anonimo sfidante - Abbiamo due libri di storia diversi.... nel mio Berlusconi si presenta a Milano comprando Donadoni a 10 miliardi(stiamo parlando del 1987!)...oltre a Massaro e Galli a 5....con contorno di Galderisi 5 + il cartellino di Paolo Rossi..e il povero Bonetti...l'anno dopo è arrivato il pallone d'oro Gullitt insieme a Van Basten, Carlo Ancelotti e quella pippa di Borghi...l'anno dopo ancora Rijkaard...ora se mi si vogliono esaltare le doti maageriali del berlusca sono con voi....il miglior presidente possibile...... però se volete sentirvi dire che a Milano e a Torino esiste una polverina magica che vi farebbe vincere anche senza dindini...mi rifiuto...

    @Zio- Mortacci! IO devo imparare a perdere!?IO?è na vita che perdo ... io devo imparare a perdere....io sono cintura nera di sconfitte...voi per mezza stagione di merda piangete come vitelli....imparate voi a perdere.....

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  25. anonimo sfidante15 novembre 2012 13:29

    Nesat:

    Probabilmente è vero. Nel mio c'è scritto che Galli c'era già al suo arrivo e che Pablito invece non c'entra nulla (giocò un anno, arrivò l'anno prima di Berlusconi e poi passò al Verona).
    C'è scritto anche che Van Basten arrivò a cifre molto basse, considerando il valore, perché fu preso giovane e mesi prima la sua consacrazione avvenuta nella finale di Uefa (o Coppa Coppe, ora non ricordo) dove segnò. in quegli anni, tanto per fare 2 esempi, la Juve spese molto di più per Rush. Fate voi. E la Roma non credo molto meno per Renato Portaluppi - quindi non si tratta di quantità di denaro, ma di qualità di spesa.

    Certo, ti do ragione su Donadoni, per la cifra. Non per il valore, dato che ne valeva molto di più.
    (anche qua, discorso qualitativo e non quantitativo).

    Però un acquisto forte lo puoi fare se ti puoi permettere una squadra con Baresi, Galli, Evani, Colombo, un giovanissimo Maldini dal vivaio. Con, aggiungo, Virdis e altri già in squadra. Quindi con la squadra praticamente già fatta a costo zero. Ne prese pochi di nuovi il primo anno. Se si parla di cifre totali e matematica, 10 x 1 equivale a 5x2.
    Sacchi non percepiva uno stipendio faraonico, all'inizio, dato che veniva dal Parma in B. Quanto spendeva l'Inter per il Trap?

    Secondo me, a conti fatti, la cifra totale spesa il primo e secondo anno non è di molto superiore a quella di Roma, Juve, Inter tanto per citarne tre. Anzi, in alcuni casi sicuramente inferiore, vedi Juve.

    Poi, se si parla dell'epoca Capello, allora ti do ragione. Ma tutto iniziò senza spese di gran lunga superiori alle altre dirette concorrenti. Furono semplicemente spesi meglio. Anche perché il grosso finì, all'inizio, per ripagare i debiti di Farina.

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  26. ho scritto che paolo Rossi fu venduto al verona per il cartellino di galderisi(paolo rossi + 5 miliardi)...non che fu comprato da Berlusconi...ma probabilmente mi sono espresso male io....e continuo a sostenere che Galli arrivò con berlusconi nel 1986....inoltre mai messo in discussione il valore di Donadoni(almeno non come giocatore) ma è per farti rendere conto di come si presentò Silvio alla piazza...e comunque l'anno dopo acquistò il pallone d'oro a 12 miliardi...il che non è assolutamente una colpa...ma torniamo al mio discorso iniziale....se invece di isola fosse di Montesacro forse oggi parleremmo di un' altra Roma(o un altra Lazio).......Poi io sono un grandissimo fan della gestione Berlusconi resto...il Milan non ha mai speso a cazzo come l'inter di Moratti...ha sempre avuto un certo stile nel comprare.....per questo ho sempre "Invidiato" i milanisti....

    I soldi fanno le vittorie...sempre e comunque....poi c'è chi sa usare il denaro in maniera esemplare e chi lo usa a cazzo...il risultato(vedi triplete Inter)è comunque sempre lo stesso.........si vince...

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  27. Ma quindi perchè i 70 spesi da Sabatini non sono sempre e comunque? Perchè il risultato non è lo stesso?

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  28. anonimo sfidante15 novembre 2012 15:18

    Nesat:

    su Galli l'incomprensione è dovuta all'omonimia. Io mi riferivo a Filippo, tu - lo capisco ora - a Giovanni.
    Ecco l'inghippo.

    Gullit + Van Basten = poco meno di 15 miliardi.
    Tanto, non troppo rispetto alla disponibilità di cassa delle concorrenti italiane. Io continuo a pensarla così. Resto sulla Roma, la tua squadra.
    Nell'88 per non molto meno, sotto il cupolone arrivarono Rizzitelli (spesa quasi 10 miliardi) + Andrade + Renato. Messi assieme, non facevano una piuma del cigno.
    E, ripeto, per non molto meno in fatto di spesa (anzi, forse pure di più).

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  29. bostero, ma di quali 70 miliardi stai parlando? quelli scritti sul corriere dello sport? e peraltro a fronte di quali risparmi?

    d'accordissimo anche io con gegen su entrambi i punti. le lezioni su come si perde (a noi che, prima di roma-sampdoria, già sapevamo e avevamo scritto tutto, e non ce la siamo neanche presa dopo) le dovremmo fare noi, piuttosto che subirle. colonialismo calcistico è la seconda frase che riecheggierà sull'ormai mitico ballatoio...

    scusate, ma quando lo dicevo io oltre un anno fa che gli americani erano degli speculatori e il cui unico obiettivo era fare spending review, prima con luis enrique e ora con zeman?

    http://www.lacrimediborghetti.com/2011/08/come-distruggere-una-squadra-e-far.html

    all'epoca mi davate in molti contro (addirittura ricevetti un messaggio da un tifoso storico: "quando vorrete salire sul carro degli americani ci saranno soli posti in piedi", sì come no...). mettiamoci in testa una cosa: i proprietari della roma non sono questi simpatici americani con i nomi da produttori televisivi italo-americani, ma una banca. peggio, una banca che deve rientrare di una discreta somma. altro che i 70 miliardi di sabatini...

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  30. @Dionigi, ti vada bene o meno.. le uscite sono quelle.. forse qualcosa in più. Era solo per dire che i soldi non sempre fanno le vittorie. Ma vedi anche il Chelsea (fino all'anno scorso) o l'Arsenal.

    Il discorso sulla banca - sul quale ti posso dar ragione - è differente. In ogni caso, non puoi dire che le uscite non siano state da squadra di prima fascia.

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  31. Sulla diatriba tra Anonimo Sfidante e Nesat devo stare con Nesat. E mi dispiace moltissimo sia per le affinità elettive tifose che ho con il primo sia per l’antipatia olfattiva che nutro verso il secondo (prrrrr…). L’acquisto, a prezzi per l’epoca esorbitanti, di Donadoni dall’Atalanta avvenne dopo un gioco al rialzo durato un’intera estate con la Juve e fu il segnale che Berlusconi avrebbe fatto incetta di tutti i campioni disponibili sul mercato a suon di miliardi. E di altro. A fronte di un Maldini proveniente dal vivaio – primo e ultimo, dato che l’immenso capitano Baresi e compagnia erano già in pianta stabile in prima squadra, Baresi addirittura pur senza giocare vinse i Mondiali dell’82 in Spagna – tutto il resto fu comprato a caro prezzo tra fondi neri e affari extracalcistici (e un giorno andrà scritto uno sceneggiato televisivo anche su Galliani).

    E questo mi permette di ribadire, alla faccia delle vostre insinuazioni di colonialismo calcistico che non riecheggiano sul ballatoio perché si perdono appena pronunciate, che altrove si perde non certo perché si è scarsi ma perché il calcio è la prosecuzione della politica con altri mezzi e prevede che a vincere siano i rappresentati di determinati interessi che, dal 1861 in poi, sono sempre stati padani. Tranne alcune lodevoli eccezioni come il presidente federale Franchi, il clan Giuliano, il petroliere amico degli sceicchi e il giubileo del papa che stringeva le mani a Pinochet e ora è nel pantheon dei candidati alle primarie del centrosinistra - lo stesso Cagliari nel 1970 vinse quando fu comprato da Moratti - unico vero colpo di scena fu il Verona, nell’unico anno in cui ci fu il sorteggio integrale arbitrale. Ma è l’eccezione che conferma la regola.

    Quindi non è che a Roma si perde per colpa delle puntarelle, ma non seguire l’unico comandante rivoluzionario che può sovvertire l’ordine naturale delle cose e conquistare il potere con una scriteriata strategia offensiva sandinista è l’unica colpa peggiore che essere colonialisti, ovvero essere ascari. Per questo chi a Roma non ama Zeman non se lo merita…

    Sull’ultima affermazione di Dionigi riguardo la proprietà giallorossa secondo me c’è però ancora da capire chi ha venduto la fontana di Trevi all’altro. Mi spiego. Da una parte c’è una banca che utilizza prestanomi per ripulire un asset tossico come la Roma confiscata ai Sensi – e da qui a dire che Zeman sarebbe il consapevole braccio armato per cedere l’ultimo stipendio importante però ce ne corre, e ci vuole tanto resentment – e li trova nel sosia di Massimo Boldi, che arriva Roma con una trasvolata in classe economica e con il maglioncino comprato alla bancarella sporco di sugo. Dall’altra dei finanzieri ammerigani che giocano su derivati e compagnia e fanno un’operazione tipo Glazers con il Manchester United (e a proposito mi sarebbe piaciuto vedere “veri” tifosi che fondano una specie di Fc United of Manchester chiamandolo che so, As Testaccio, invece che aspettare i milioni per lo scudetto e poi lamentarsi che non arriva dopo 14 mesi) e non aspettano altro che scappare con il bottino inculando la banca di cui sopra. Una versione escluderebbe l’altra però. Quale delle due?

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  32. anonimo sfidante15 novembre 2012 18:26

    Zio:

    guarda che ti confondi, mi stai dando ragione.

    Questa la formazione che stravinse l’allora Coppa Campioni nell’esodo di Barcellona, ovvero l’apice dei primi due anni sacchiani, quindi della squadra più forte al mondo degli ultimi 20 anni:

    Giovanni Galli - Franco Baresi, Alessandro Costacurta, Paolo Maldini, Frank Rijkaard, Mauro Tassotti - Carlo Ancelotti, Angelo Colombo, Roberto Donadoni, Ruud Gullit, Marco van Basten

    Poi entrarono Virdis e Galli F.

    5 dal vivaio (su 13) e 1 (virdis) già in squadra. La metà. Quasi tutti c’erano già, quindi. Come affermiamo entrambi.
    A conti fatti, in 3 anni, si presero 7 giocatori che rimasero fino a quella finale.
    Non tutti a cifre folli:
    Van Basten fu un caso famoso di acquisto ridicolo per la cifra, a parametro Uefa (allora non c’era il parametro zero) e il prezzo era basso perché preso prima di quella finale. Altrimenti, come ben sai, il parametro si sarebbe alzato.
    Ignoro il prezzo di Galli Giovanni, ma presumo non mostruoso, dato che era appena stato scalzato da Zenga in Nazionale.
    Ok per gli altri, ma in 3 anni ci sta.

    Sui fondi neri non è una differenza rispetto agli altri presidenti, o sbaglio? Quindi non fu quello a farci vincere rispetto agli altri che non vincevano.

    Il prendere tutti i giocatori sul mercato, anche a cifre assurde, avvenne dopo (tipo Lentini), non nei primi anni.

    Molte altre squadre avevano le stesse disponibilità economiche (Napoli, Inter, Juve, Roma solo in Italia, per non parlare di altre in Europa e qua si dovrebbe discutere dato che le vittorie furono più internazionali). Solo che spendevano male (o peggio).

    E poi non credo siano solo calcistiche le affinità. ;)

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  33. anonimo sfidante15 novembre 2012 18:27

    ps "quella finale" su V. Basten mi riferivo alla Coppa Coppe quando era un lanciere.

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  34. Dire che Dino Viola aveva la stessa disponibilità finanziaria di Silvio Berlusconi è follia....Berlusconi il primo anno ha speso una cosa come 30 miliardi(ricordiamo che è il 1986) quello stesso anno Viola ha comprato Berggreen,Baroni,Agostini e Baldieri......ora la gestione Viola portò qualche campione(Falcao e Voeller su tutti) ...fu una delle più ricche(ed infatti arrivarono uno scudetto,5 coppe italia e due finali europee....) però di certo non si può paragonare economicamente a quella di Berlusconi..... Comunque è un discorso inutile...perchè non credo di riuscire a schiodarti dalla tua posizione...la formazione della prima coppa campioni...esclusi i 4 giocatori del vivaio.. si aggira sui 40 miliardi...40 miliardi in 3 anni...non male calcolando che si sta parlando del 1989.....


    La gestione della banca/americani punta tutto sullo stadio...unicredit venderà la sua parte al momento più opportuno e rientrerà del debito...gli americani paraculeggiano non sono semplici manichini...a me cosa c'è sotto non interessa...tolto il mancato acquisto del terzino destro..questa squadra mi soddisfa...il problema è nella mancanza di una figura autoritaria..e nelle scelte poco felici dei dirigenti....

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  35. anonimo sfidante15 novembre 2012 21:57

    Nesat, 40 miliardi in 3 anni per 7 giocatori, per l'epoca non furono una cifra esorbitante.
    è ovvio che dopo alcuni anni la disponibilità di Berlusconi è stata immensamente più alta, grazie ad altre attività, ma non in quegli anni. superiore ma in molti casi realizzò affari che Viola, come altri, potevano fare al posto suo.
    Viola portò negli stessi anni i giocatori che ti ho citato.
    Solo per quei 3 (Rizzitelli + i due brasiliani) superò i 10 miliardi.
    L'Agostini che citi fu comprato per un bel po'.
    Fai la somma delle campagne acquisti di quei 3 anni e poi secondo me ti avvicini ai 25 (i 40 che citi non so come fai a farli risultare, per me furono meno). Lo stesso Agostini che citi fu sopravvalutato nell'affaire Rizzitelli, in giochi contabili vari, se ricordo bene, per liberarsene.

    Nel calcio non compri scatole di cartone. E la cifra spesa è relativa, dato che i giocatori non sono tutti uguali: gli affari li fai se compri a meno qualcosa che vale di più.
    In pratica, se li spendi bene. i 10 miliardi per Donadoni furono spesi bene, per fare un esempio, perché dimostrò sul campo di valere molto di più (e, da affarista, lo avesse pure ceduto nel 1990 o giù di lì ci avrebbe guadagnato un bel po').
    Ti ho portato gli esempi di Rizzitelli vs. Gullit, cifra più o meno simile.

    La gestione Viola non era di squadra povera, almeno su questo convieni.
    Se i soldi spesi dalla dirigenza giallorossa fossero stati spesi meglio in tutti questi anni (quanti affari han fatto negli anni? Quanti bidoni? Quanti affari sono stati fatti da Berlusconi negli anni? Quanti bidoni?) forse avreste vinto di più a Roma.
    Ma la disponibilità economica, in questi anni, pur se inferiore non si può definire povera, accanto al Tevere. Quindi non è solo un discorso economico, di quanti soldi si hanno. Conta molto, ma molto di più, come li spendi.
    Potrei farti tantissimi altri esempi (Sheva non fu pagato moltissimo per l'epoca - la Roma aveva la disponibilità economica per prenderlo, esattamente come il Milan - idem Kakà, Thiago Silva, etc. etc. etc.). è prima di tutto una questione manageriale, di fiuto calcistico e mentalità.

    Capirei se lo stesso discorso lo facesse un tifoso della Samp o del Bologna (due esempi) che all'epoca neppure potevano permettersi i 2 miliardi spesi per Van Basten o, anni dopo, i 20 per kakà, tanto per fare due esempi.
    Per questo non capisco prima di tutto lo zio quando valutando Fester e Berlusconi come presidente del MIlan è così ingeneroso e ingrato.

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  36. anonimo sfidante15 novembre 2012 22:05

    E, provacando lo Zio, chiedo:
    almeno sul fatto che quel Milan è stata la squadra più forte degli ultimi 40 anni al mondo, come gioco e spettacolo, convieni giusto?
    E allora ti chiedo:
    se non si fosse data una mentalità vincente, del tipo te la giochi ovunque per vincere (più o meno la stessa di Zeman), anche al Bernabeu, credi che avresi visto quel Milan? Quel gioco?
    Ok, merito del Vate di Fusignano, che creò il prototipo di squadra operaia. Ma chi lo prese, folgorato da una semplice partita di coppa italia a S. Siro? Lui non ha meriti.

    Ci sono allenatori che meritano di essere osannati perché scoprono dei giocatori. Un gran merito, vero.
    E chi scopre gli allenatori? A loro non vanno i meriti?

    ps 2: altra domanda, meno provocatoria. Ma il Berlusca è di Isola? Sai che non ne sono sicuro, tu confermi?

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  37. Il signor B. è nato nel caveau della Banca Rasini (non certo la tua tipica banca sotto casa), per questo Alberigo Evani (idolo assoluto!) ha vinto più di Bruno Conti, altro che saper spendere o fare gli acquisti giusti... ed è qui che per una volta non siamo d'accordo Anonimo Sfidante.. dopodiché se vogliamo anche credere alle leggende metropolitane che da gran conoscitore del calcio si sia innamorato del luminoso vate Arrigo dopo la partita di coppa col Parma, crediamoci pure..

    Detto questo, sì, il Milan è stata senza dubbio la squadra più forte e più bella degli ultimi trent’anni e, insieme a poche altre, dell’intera storia del calcio. E sì, zio Fester di calcio ne capisce più di tutti noi messi insieme.

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  38. Scusa ma continuo a trovare tutto quello che scrivi assurdo....Credo che Viola sia arrivato a 40 miliardi in tutta la sua gestione.....e non nel giro di tre anni(le cifre le puoi vedere anche tu su internet)....Poi contiamo anche quanto potevamo offrire noi a stagione a Sheva(O Van Basten) e quanto voi....

    avete avuto il triplo(e mi tengo basso) della nostra disponibilità economica...e giustamente avete vinto

    Una domanda...con gli stessi soldi...secondo te... la Roma(o la Lazio) avrebbe vinto meno?e se si in base a cosa?

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  39. Anonimo Sfidante,

    mi sento di dar ragione a Nesat. ma questo non é importante.

    quello che é importante é che tu sei un bravo ragazzo. la tua provocazione allo zio lo dimostra. chiedi giustamente chi é che ha scelto sacchi, chi ha comprato quei giocatori fantastici? chi é il principale artefice di quel milan che per decenni ha incantato l'italia, l'europa ed il mondo? tu non hai problemi a dire che quella persona si chiama Silvio Berlusconi. in qualche post precendente, con tranquillitá dicevi di non aver problemi a riconoscere i suoi meriti calcistici distinguendoli, in modo legittimo, dai demeriti politici.

    lo zio, che conosco di persona e per il quale nutro profonda simpatia, non riesce neanche a pronunciare il nome di questa persona. quell'uomo che l'ha reso un ragazzino felice che il lunedí andava a scuola solo per prendere in giro i compagni di classe dell'inter, i quali una volta diventati adolescenti hanno cominciato a drogarsi e a bere scelleratamente. lo zio no. perché per lui il lunedí, per molti anni, era quasi meglio dela domenica. e oggi sopra il suo letto, invece di appendere accanto alla bandiera del portogallo il poster con berlusca, confalonieri e baresi che fanno il giro di campo con la coppa a barcellona, scrive frasi difficili da comprendere per cercare di non ammettere che lui in fondo al presidente vuole bene.

    in grande amicizia,
    Il Fornaretto

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  40. anonimo sfidante16 novembre 2012 11:53

    Fornaretto:

    qua la polemica, di cui chiedo scusa all'autore del post dato che è ot, è su due fronti. Uno con lo Zio, l'altro con Nesat.

    Prima rispondo allo zio, sperando di non essere troppo polemico.


    Zio

    Se vogliamo star qui a parlare di come si è arricchito non ne usciamo più. Dall’Edilnord etc. Ovvio che le leggende ricamate sul “povero bambino che andava da piccolo a vedere il Milan con suo papà ed era difficile perché non poteva permetterselo” etc. sono barzellette. E sappiamo pure che provò prima a comprare l’Inter.
    Non stiamo qua a raccontarcelo.

    Il punto è che, a differenza tua, io non vedo tutto nero o tutto bianco. E quindi non ha solo demeriti. Poco importa se è vero o no che rimase folgorato da quella partita, in merito a Sacchi. Non ha proprio alcuna importanza.
    I fatti dicono che lo prese e certo non lo dovette strappare alla concorrenza, che neanche sapeva della sua esistenza (alcuni a malapena sapevano dell’esistenza di Parma città a livello calcistico – lo stesso dicasi di Capello allenatore). Lo scelse, lui o chi per lui (ma quel “chi per lui” fu messo lì da lui) e nessuno era pronto a scommettere su Sacchi. Anzi, se ben ricordi, le prime giornate non furono memorabili e c’era già qualcuno che ne chiedeva l’esonero. Gli scettici superavano i fiduciosi. Lo scoprì lì, fu lui a dare il grande palcoscenico a il Vate.
    I meriti in fatto di acume calcistico ci sono. Non possiamo negarlo.
    è sua la volontà di dare un calcio spettacolare e vincente, non a caso prese degli olandesi (3 su 3 di quelli possibili allora). Etc. etc. etc. E soprattutto è suo il successo di esserci riuscito.
    Le opinioni calcistiche su Mister B secondo me esulano da quelle sull’uomo politico o sull’onestà imprenditoriale (come se nel calcio ci fosse solo lui ad aver fatto affari in modo poco chiaro, a livello italiano e internazionale – gli altri però non hanno vinto quanto lui).
    Possiamo star a raccontarcela quanto vogliamo, ma non è che dall’altra parte del Naviglio Grande o del Naviglio Pavese si possa parlare di insuccessi dovuti alla scarsa disponibilità economica, tanto per fare un esempio (almeno fino all’arrivo di Mou per quanto riguarda i successi).
    Sempre in fatto di capacità, scambiare Pirlo per Guglielminpietro è come scambiare Charlize Teron con Gegia (tanto per fare un esempio dei tanti) riuscendo a far credere all’altra parte che sono uguali. Anche questa è dovuta alla sua ricchezza rispetto alla povertà altrui? Anche questo è dovuto ad affari loschi?

    Detto questo, sappiate a Roma che lo Zio non rappresenta il pensiero di tutti i milanisti. Non lo rappresento neppure io, è chiaro.
    Ma vi assicuro che la stragrande maggioranza della gente è più vicina al mio parere che al suo. Vi basti pensare che persino il comunista Bertinotti lo ringraziava come presidente del Milan.

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  41. il post di gegen è una delle cose più divertenti che abbia mai letto.

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  42. più divertente anche di un gol di quella sega di icardi al derby?

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  43. venticinquemila righe a parlare dei romanisti. bravi, complimenti!

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