giovedì 20 settembre 2012

Literaria: "La banda del meno nove". La prossima volta provate a darcene venti

"La banda del Meno Nove", di Stefano Greco. Castelvecchi Editore, collana Ultra
Per capire di cosa parliamo basterebbero pochi fotogrammi dell'epoca. Cercare su internet il servizio di Michele Plastino dedicato a Lazio-Vicenza 86-87, partita che ancora adesso rappresenta un ricordo epico nella memoria del tifoso laziale: ascoltare il boato dello Stadio Olimpico, gli abbracci e le lacrime dei giocatori, la corsa disperata di Giuliano Fiorini verso la Curva Nord e la gloria. Ma ogni amante delle imprese sportive sa benissimo che la leggenda non nasce in un solo giorno. La Guerra di Troia fu decisa con un inganno, un colpo di genio, ma solo dopo dieci anni di assedio infinito. Prima di Lazio-Vicenza c'è stato un campionato che sembrava non finire mai, dopo ci sono stati due spareggi terribili. Come un ciclista che dopo aver rimontato, in salita, il gruppo andato in fuga, teme di crollare proprio durante la volata finale.

"Non ho mai temuto di assistere a una fuga. Fin dall'inizio ho capito di avere a che fare con degli uomini veri, con gente che non si sarebbe mai tirata indietro in una situazione del genere" (Eugenio Fascetti)

Lo sa benissimo Stefano Greco il quale imposta, in maniera rigorosa, la cronologia di quegli eventi. Era una Lazio completamente allo sbando, dopo la presidenza-Chinaglia che aveva lasciato il sodalizio bianco-celeste oberato dai debiti e ad un passo dalla C (nella stagione 85-86 la salvezza era arrivata nelle ultime giornate). La coppia Calleri-Bocchi offriva garanzie per ricostruire dopo quel momento difficile ma il campionato successivo iniziò sotto auspici ben peggiori. A tenere banco, nei “bar sport” italiani, è il secondo (e non ultimo) scandalo “Calcioscommesse”: la Lazio fu chiamata in causa per il comportamento di un suo tesserato, Vinazzani, il quale ammise di aver scommesso ma escluse qualsiasi coinvolgimento della Lazio e di altri tesserati della società bianco-celeste. Riceveva le informazioni per le scommesse da Armando Carbone, amico di Vinazzani ma soprattutto uomo legato ad Italo Allodi. Per quel coinvolgimento la Lazio venne prima condannata alla retrocessione in C1 e poi riammessa in B con 9 punti di penalità, nel calcio di oggi equivarebbe a partire da -13 (nel 2006-2007 la Reggina, da -11, riuscì a salvarsi realizzando un'impresa simile). In quei giorni convulsi, in cui accadde di tutto, Fascetti riuscì a cementare un gruppo potenzialmente allo sbando. Una forza, una tenacia, risultata decisiva nei momenti più difficili. Il tecnico toscano è stato la vera guida e il collante di un ambiente sempre sul punto di implodere (le pressioni “interne”, durante il campionato, sono state più forti di quelle esterne). Tensioni che hanno debilitato la squadra, in bilico continuo tra la convinzione, ma sarebbe meglio dire la pretesa, di agganciare il gruppo promozione e la paura di retrocedere in C. Ad un certo punto della stagione la Lazio, senza la penalità, sarebbe stata prima in classifica e a sette giornate dalla fine aveva tre punti di vantaggio sulla zona retrocessione. Un margine rassicurante che non riuscì a gestire, crollando sul piano fisico e nervoso (la partenza ad handicap aveva richiesto uno sforzo enorme) ed arrivando, alla vigilia di Lazio-Vicenza, ad un passo dal dramma (la retrocessione in C avrebbe aperto la strada al fallimento. Calleri, dopo l'iniziale sentenza della giustizia sportiva che condannò la Lazio alla C1, aveva annunciato la liquidazione della società). A questo punto possiamo tornare all'inizio del nostro racconto. Al minuto 83 di Lazio-Vicenza, a Giuliano Fiorini. Perché “fu lui a segnare quel gol grazie al quale siamo ancora in vita”. Tutto questo con buona pace di Fabio Poli, colui che decise il secondo spareggio-salvezza contro il Campobasso. Cosciente che il suo colpo di testa ha sancito la salvezza ma sarà sempre secondo alla zampata del compianto "bomber" (Fiorini è morto nell'estate 2005). Quest'ultimo gol rappresenta per molti, a cominciare dall'autore del libro, il boato più forte della storia della Lazio, più di quelli che hanno sancito uno scudetto o una coppa. E' strano a dirsi, in fondo si gioca per vincere, ma esulti di più quando sei ad un passo dal baratro e c'è qualcosa che ti salva dalla fine. E' un ragionamento che vale per tutti gli sport, non solo nel calcio. 

"Giuliano era un personaggio fantastico: allegro, generoso, sempre pronto alla battuta. Uno che viveva la vita assaporandola fino in fondo" (Antonio Elia Acerbis)

La banda del meno nove” riesce a riassumere questa vicenda, marchiata a fuoco nella pelle di ogni laziale ma ancora adesso poco riconosciuta per il suo reale valore. E' una lettura estremamente agevole, perfettamente impostata e con tempi letterari non indifferenti. Stefano Greco mescola, con grande sapienza ed emozionando il lettore, la cronaca precise delle partite (e spesso degli incidenti. Siamo negli anni '80: i contatti tra le tifoserie erano molto più facili rispetto ad oggi), aneddoti personali e le interviste, a 25 anni di distanza, a molti protagonisti di quella impresa (al posto del contributo memoriale di Giuliano Fiorini c'è un'intervista che l'attaccante rilasciò allo stesso Greco il giorno dopo quel gol al Vicenza). Piccole chicche che dimostrano come quell'impresa sia viva nei ricordi dei protagonisti. Il libro è correlato anche di splendide fotografie, perfetto contraltare visivo del testo, a conferma di un lavoro certosino da perfetto cronista ma allo stesso tempo appassionato come la lazialità che cova dentro Stefano Greco.

2 commenti:

  1. Mi fa venire a mente il gioioso coro dei tifosi del Leeds quando gli vennero dati 15 punti di penalizzazione http://www.youtube.com/watch?v=MU83vTjJQgQ

    Comunque è vero, si è più felici per uno scampato pericolo che per una promozione, come chiunque abbia vissuto in prima persona un playout potrà confermare.

    Forse perchè l'istinto umano all'autoconservazione è più forte di quello all'ambizione, chissà.

    Posso dirlo essendo uscito vivo dal playout dell'anno scorso, andate a vedere com'è andata a finire se non lo ricordate...da infarto. Anche quello contro il Vicenza, tra l'altro.

    Grazie Vasilij, hai anche fatto bene a ricordare l'impresa mazzarriana di qualche anno fa.

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  2. http://www.youtube.com/watch?v=PdJ9WX020Z4

    il boato in effetti è mostruoso........

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