martedì 25 settembre 2012

“Dai che ci salviamo anche quest'anno”. Una vita sotto zero.

Da queste parti ci siamo abituati. Sono anni, ormai, che non cominciamo il campionato con zero punti come la maggior parte dei diligenti partecipanti alla serie B. Anzi, quest'estate abbiamo anche esultato quando ci hanno comunicato che saremmo partiti soltanto da -1.
I più entusiasti – quelli che vanno in tribuna coperta per mangiare al buffet dell'intervallo o in curva per cantare con le spalle al campo –, al bar già sognavano in grande: “E allora puntiamo ai play off”. “Praticamente siamo già in serie A”, "Non ci ferma nessuno", e via delirando.
Facili entusiasmi.
Insomma, quando vivi una vita di miserie e ingiustizie, la volta che te la cavi con un ceffone solo pensi di essere a un passo dalla svolta. Meno male che al bar c'è chi le cose se le ricorda, chi frequenta i distinti e guarda la partita, chi tira avanti vergognandosi del fatto di rimpiangere attaccanti del calibro di Marco Bernacci. Sì, Marco Bernacci. “Vuol dire – dissero i cinici guardando il fondo del bicchiere di Campari vuoto – che quest'anno possiamo perdere due partite in più del solito”.

E' dura l'esistenza del tifoso dell'Ascoli. “La regina delle Marche”, titolo nobiliare che sa di muffa più che di aristocrazia. Noi sì, noi siamo quelli che mandarono via Bierhoff perché era grasso. E il buon Oliver vinse gli Europei facendone due in finale alla Repubblica Ceca, poi fece più gol di Ronaldo in campionato, poi andò al Milan e vinse lo scudetto. Quello lì, il ciccione tedesco.
Noi che una volta l'anno ci mettiamo i calzini rossi per ricordare il più grande filosofo analfabeta (è un complimento, davvero) che la Storia ricordi, Costantino Rozzi. Noi che ogni anno ci dobbiamo inventare una squadra, che il nostro capitano si chiama Di Donato e in campo non lo riconosce mai nessuno. Noi che abbiamo dato i natali calcistici a Mazzone, e lo evochiamo in panchina ogni volta che perdiamo tre partite di seguito (e non succede così di rado). Anche oggi che Carletto si approssima agli Ottanta.

Carlo Mazzone in un momento di assoluta serietà

Noi che siamo un po' scemi, un po' sfigati e un po' fortunati della fortuna che bacia a volte solo gli sfigati più sfigati. Era il 28 agosto del 2005 quando l'Ascoli – appena ripescato in serie A per una clamorosa serie di coincidenze – si apprestava a ospitare il Milan di Ancelotti, quello con Kakà, Shevchenko, Seedorf e via discorrendo. La squadra era stata assemblata in un quarto d'ora, visto che fino a due settimane prima di questa partita eravamo in serie B. Così, un Foggia di qua, un Ferrante in saldo, uno Bjelanovic preso in prestito, un tale chiamato Quagliarella, un vecchio marpione come Adani, qualche giovane di incerte speranze. Il massacro era annunciato. “Se non ce ne fanno più di tre, è un successo”, dicevano al bar quelli che ne hanno viste tante e quell'anno rimpiangevano Colacone e Bucchi.

Andò che il cielo butto giù un diluvio universale e il Milan s'impantanò. Anzi, all'inizio del secondo tempo a buttarla dentro fu Mirko Cudini, uno che in serie B faceva la panchina. Dio benedica la pioggia, la marcatura strettissima di Lauro (chi?) su Kakà e Nelson Dida, che tanta gente ha reso felice durante la sua carriera.
Poi, vabè, Shevchenko pareggiò con un tiraccio da fuori, ma quell'uno a uno ebbe lo stesso effetto di un'apparizione della Madonna. L'armata Brancaleone che ferma l'aviazione americana. Per non citare il solito Davide che stende Golia. Qualcosa del genere, comunque.
Quell'anno lì, poi, andò tutto bene: ci salvammo con largo anticipo e giochicchiavamo un discreto calcio. E' per questo che ad Ascoli il nome di Marco Giampaolo fa ancora scaldare i cuori.

E il Milan s'impantanò ad Ascoli..

L'anno dopo, ovviamente, tornammo nell'inferno da cui provenivamo, senza nemmeno lottare troppo. Tesser prima e Sonetti dopo non riuscirono a salvare una squadra la cui difesa si reggeva su Nastase e Pecorari. Da lì, cominciò il nostro valzer: meno cinque, meno sei, meno sette, meno due... Si parte sempre in apnea, si arriva a novembre in fondo alla classifica – staccatissimi da tutto e da tutti, in coma profondo, senza possibilità di risveglio –, poi si cambia allenatore, si continua a perdere per un po' e alla fine si attacca a vincere. I biscotti di maggio fanno il resto: è salvezza. Passano tre mesi d'estate e si ricomincia, penalizzazione, novembre da schifo, cambio di allenatore, rimontona, biscotti, salvi.

Ecco perché quando la settimana scorsa ne ho presi tre dalla Pro Vercelli non mi sono preoccupato più di tanto. Siamo sempre allo stesso punto, corriamo sul posto e vediamo il mondo passare. Il nostro campionato è sempre uguale. Non vi preoccupate, ci salveremo anche stavolta. E se il Milan continua così, lo rivediamo l'anno prossimo.

35 commenti:

  1. grande oiram, benvenuto; tienici aggiornati sul solito saliscendi bianconero. poi mi piacerebbe spendessi due parole sul cobra soncin...

    RispondiElimina
  2. Grazie Oiram!

    Mi associo alle richieste di Dionigi..

    Non so perchè ma ho sempre pensato l'Ascoli come la più elegante tra le squadre bianconere. Forse per lo stemma così pulito e con il rosso.

    La rosa non è male, ma la Serie B è un inferno. Per esempio.. sabato a Sassuolo è durissima.

    RispondiElimina
  3. intanto ieri il cobra soncin ha segnato...

    io però devo confessare una cosa al povero oiram: ho grande simpatia per la samb (a causa dei miei trascorsi estivi a grottammare).

    un giorno, poi, parleremo della bellezza della campagna ascolana.

    RispondiElimina
  4. Caro Dionigi,

    Dopo che hai confessato la tua simpatia per la Samb penso proprio che Oiram lancerà una fatwa su di te.

    Ricordo accese rivalità e anche incontri occasionali sul lungo mare di San Benedetto del Tronto, durante soggiorni estivi.

    RispondiElimina
  5. La Samb ormai sta simpatica pure a me... Non li incontriamo dal 1988 e non è mia abitudine accanirmi sui meno fortunati.
    Nel senso, io farò pure la fame in fondo alla serie B, ma almeno non devo giocare contro Elpidiense Cascinare e Civitanovese.
    Del cobra Soncin parleremo presto (tra l'altro, lui tirò i primi calci proprio nella Samb!).
    P.S. Grottammare è bianconera

    RispondiElimina
  6. Comunque più che di Soncin dovremmo parlare di Walter Casagrande.

    Che poi Casagrande è uguale a quello che fa il Libanese nella Serie TV..

    RispondiElimina
  7. che post!
    avevo mezzo Ascoli (Cudini, Foggia e il grandissimo Fini) al fantacalcio e quell'anno arrivai settimo (su dodici).
    ps. quel 2006 di Giampaolo forse è stato il suo ultimo anno decente

    markovic

    RispondiElimina
  8. Mitico Casagrande.
    Da queste parti, comunque, ne abbiamo visti passare di personaggioni: Hugo Maradona, Zaoui (detto Zigulì), Flavio Destro, Barbuti, Eddy Baggio, oltre a Pagliuca, Taibi, Di Biagio e Ferrante che sono venuti qui a chiudere ingloriosamente la loro carriera.
    (E da queste parti si canta ancora: "Il Picchio è il nostro orgoglio, Lorieri, Zanoncelli, Pedro Troglio...")

    RispondiElimina
  9. "E' dura l'esistenza del tifoso dell'Ascoli", esclusi gli spareggi in C1 persi la storia della società e la letteratura dicono esattamente il contrario. Diciamo le cose per come stanno: l'Ascoli fa parte della borghesia del calcio italiano, con un passato di sangue blu. Il pallone ha portato belle soddisfazioni agli ascolani, popolo che non mi sembra viva il calcio come alternativa unica alla disoccupazione e alla disperazione. Perfino la penalità e l'adrenalina di recuperare, con il rischio di non farcela, non ti scuote dallo spleen. Vogliamo paragonarlo alla disperazione una squadra di cui il punto più alto è un 3-0 al Milan di 30 anni fa, dove nella lista dei miti non ci sono giocatori come Walter Casagrande (sconfitto il 2/6/1991 da Massimo Battara in un momento eroico) ma bastardi della terza serie come Serra o Donatelli, dove lo stadio non è intitolato ad un tizio sepolto a Parigi ma ad un mestierante del calcio ucciso in un incidente stradale? Solo per informazione: sto parlando del Taranto. Il calcio è una sofferenza, non fa bene alla salute. Solo che a molti resta solo quello e spesso ti da poche e apparentemente modeste soddisfazioni. Sì, sto facendo lotta di classe applicata al calcio. Saluti.

    Rispetto per la Sambenedettese e per una tifoseria con pochi paragoni in Italia.

    RispondiElimina
  10. Caro Vasilij,
    è vero, siamo nobili decaduti, tristanzuoli per definizione, muffa calcistica.
    Sulla questione dello spleen, invece, ti lascio rispondere da Nick Hornby: "Mi innamorai del calcio come mi sarei poi innamorato delle donne: improvvisamente, inesplicabilmente, acriticamente, senza pensare al dolore o allo sconvolgimento che avrebbe portato con sé".
    Buona vita,
    Oiram

    RispondiElimina
  11. anonimo sfidante26 settembre 2012 15:32

    Per come la vedo io ha ragione Vasilij.
    Parlare di Ascoli e accostarlo a un mondo proletario mi pare difficile (della serie "la classe operaia va in paradiso").
    A me un discorso simile mi pare più da D'Alema che parla di lotta operaia senza aver mai visitato una fabbrica per lavorare e che, anni dopo, si fa la barca a vela. Se sei borghese tale rimani. Anche se cadi non ti trasformi: nobile prima, nobile dopo (almeno agli occhi di chi nobile non è).

    Per essere una piccolissimissima città, di una piccolissima provincia (senza grandi nomi di calciatori locali), anche la Serie B mi pare un lusso.
    Miseria e ingiustizia per Ascoli sarebbero la B o la A? Bel post, ma mi pare una forzatura.
    Ma resta una mia personalissima opinione.

    RispondiElimina
  12. avere avuto Vujadin Boskov sulla propria panchina anche per una sola domenica, equivale tutti i campionati del chievo in A

    RispondiElimina
  13. Io però leggo semplicemente - nel post - di una nobiltà che sa di muffa e di una vita del tifoso dell'Ascoli che "ora" è dura.

    Non mi pare una forzatura, anzi.. è in linea con quanto dite voi.

    RispondiElimina
  14. Certamente c'è chi se la passa peggio. C'è sempre chi se la passa peggio, ci mancherebbe. Ma, se dobbiamo aprire veramente i cahiers de doléances, potremmo precipitare in un'orrida retorica per cui non vale più la pena seguire il pallone perché esiste chi muore di fame.
    Insomma, non è questione di lotta di classe, dittatura del proletariato, materialismo storico e gran consiglio dei soviet, ma democraticissima sfiga, quella cosa che, alla fine, colpisce un po' tutti, ricchi, poveri, borghesi, aristocratici e proletari.
    Insomma, forza Ascoli: siamo così sfigati che nemmeno abbiamo il diritto di considerarci tali.
    Oiram

    RispondiElimina
  15. Non avete il diritto di considerarvi sfigati perché non lo siete, molto semplice. Poi se vogliamo dire che l'Ascoli è sfigato a me sta bene. Ma guardate che la sfida nel pallone è ben altra. La provincia calcistica italiana è una chiavica, passi un botto di guai e vedi delle robe terrificanti. Ti intossichi continuamente, cambiando idea dopo ogni partita illudendoti o perdendo entusiasmo. Vivi di eccessi ma il pallone è eccesso, passione e follia. Tu, neanche a ottobre, sei già sicuro di salvarti! E c'è gente perfino più ottimista di te. Io domenica, fino a 15 minuti dalla fine, stavo perdendo 2-0 con l'Arzanese! anonimo sfidante la sua squadra del cuore la sta vedendo defraudata da Macalli senza che nessuno dica un cazzo. A Messina provano a fare 3-4 squadre alla volta e oltre la D non riescono ad andare.

    RispondiElimina
  16. Ma infatti hai detto bene prima, è spleen. E' un'insoddisfazione impalpabile, che non riserva sorprese perché siamo sempre la stessa roba.
    Per il resto, credo che questo video valga più di mille parole...
    http://www.youtube.com/watch?v=9znsb4R339M

    RispondiElimina
  17. Detto che è ovviamente sacrosanta l’analisi di lotta di classe applicata ala calcio di Vasiliji (mica lo dico io, lo certifica la storia) il fatto è che la stessa traspare dal post, peraltro ottimo… Quella che l’amico ascolano racconta è la noia piccoloborghese di chi non osa perdere, di chi non è capace di bramare la sconfitta (sua e del mondo in cui vive) e preferisce rifugiarsi nella tranquillità della sfiga: termine con cui si descrive il rancore della borghesia per chi, approfittando delle iniquità sociali da loro stessi create, parte davanti a loro e davanti per sempre resterà…

    Detto ciò, per me l’esistenza di Ascoli è certificata solo dall’opera dello scriba medievale Tonino Carino da Ascoli e dall’esistenza della figurina Panini di Trifunovic http://www.ebay.it/itm/Figurina-Caricatura-JUARY-Ascoli-1983-1984-Panini-308-/270896822905?pt=Album_e_Figurine&hash=item3f12b57a79#ht_714wt_907 Ovvero il vago ricordo di un tizio acquistato alla tenera età di 52 anni, che rimase ad Ascoli per altri dieci (praticamente tutti gli anni ottanta, e forse anche i novanta) giocando nel ruolo di libero alla velocità di un bradipo. Uno dei più begli elogi della lentezza calcistica.

    RispondiElimina
  18. vasilij,perdonami,ma nn ho capito l'inserimento del taranto, nel contesto del tuo commento....


    antonio greggio

    RispondiElimina
  19. questa polemica mi sembra tanto di quando tu hai i cazzi tuoi...ti lamenti di una situazione fastidiosa....e arriva il classico uomo saggio a dirti: " Fossero questi i problemi della vita"....non è che debba contrarre il virus ebola per avere il diritto di lamentarmi.... di conseguenza.... Non è che l'Ascoli debba finire a giocare contro il Pagliare per avere il diritto di ritenersi sfigato. Detto questo.... grandissima stima sia per Vas che per Anonimo sfidante...ma il discorso del chi sta peggio per me non regge........

    Non posso che ringraziare Oiram per questo post...splendido e scritto con il cuore....

    le ultime due stagione dell Ascoli sono state un capolavoro....

    RispondiElimina
  20. Vasiliji rilassati, ogni tanto

    (renato farina aka betulla)

    RispondiElimina
  21. E' ovvio che non si debba contrarre il virus ebola per avere il diritto di lamentarsi (senza offesa,ma mi sembra tanto una frase in stile Antonio Conte).
    Mi pare pure ovvio che se io sto peggio di te e ti sento lamentarti possa venirmi da dire "'tacci tua,ce l'avessi io i tuoi problemi!"
    Più che altro non mi pare che Oiram si sia lamentato del fatto che la sua squadra non sia in serie A,ma della "staticità" della sua squadra "Siamo sempre allo stesso punto, corriamo sul posto e vediamo il mondo passare. Il nostro campionato è sempre uguale. Non vi preoccupate, ci salveremo anche stavolta."
    Un po' come essere un tifoso del Chievo: a inizio campionato sai già che non retrocederai ma allo stesso tempo non lotterai per un posto in Europa...

    RispondiElimina
  22. @Piggreco- No ma figurati...punti di vista..io trovo insopportabile la frase "'tacci tua,ce l'avessi io i tuoi problemi!"...certo non tanta da arrivare a darti dell'Antonio Conte(non mi sono offeso....figurati..credo però che a breve partirà la querela)....comunque concordo con la tua visione del post......non con il finale sul Chievo....Che tra retrocessioni..Champions sfumate e ricevute a tavolino.. promozioni dalla B e salvezze...mi sembra una delle meno banali della serie A.

    RispondiElimina
  23. Banalmente, ad Ascoli abbiamo un po' tutti la sindrome di Maria Antonietta: è finito il pane, beh, mangeremo brioches...
    (Ho sempre sostenuto che Maria Antonietta dicesse sul serio) (Io, ad esempio, sto dicendo sul serio)(E, di conseguenza, sto ingrassando) (Ahimé)

    RispondiElimina
  24. Tra l'altro - poi ho finito, lo giuro - personalmente le più belle stagioni dell'Ascoli sono state le sette di serie C1. E non sono l'unico a sostenerlo: a quei tempi, sugli spalti ci potevi trovare anche diecimila persone per la Fidelis Andria o per l'Acireale, oggi, ne trovi al massimo cinquemila, e deve essere proprio un partitone...

    RispondiElimina
  25. Ahahahah scusa Nesat ma quando ho letto quella frase ho pensato ai vari Conte,Stramaccioni,Mazzarri,quelli che si lamentano della difficoltà della gara quando devono giocare in casa con il Novara o il Pescara...
    Ho scelto Conte perchè so quanto sei anti juventino :D (so che qui il livello è troppo alto per faccine/emoticon ma io ce la metto lo stesso!). Apro un'altra parentesi:pur essendo anti laziale sto cominciando ad amare Petkovic,uno che dice di vincerne anche 4 o 5 di fila e perde in casa con il Genoa;uno che dichiara "siamo i più forti!" e poi viene arato a Napoli.
    Per quanto riguarda il Chievo mi pare che siano diversi anni che non partecipi davvero a una lotta salvezza e che non vada in Europa. Per me la Champions a tavolino non conta a meno che tu non arrivi almeno agli ottavi

    RispondiElimina
  26. anonimo sfidante28 settembre 2012 10:22

    Ma infatti io non ne ho ricavato una gara a chi è più sfigato.
    La mia non era una classifica.
    Era una semplice constatazione, senza alcun paragone:
    Ascoli è una realtà che non ha mai prodotto calciatori degni di nota (intendo autoctoni, magari ricordo male).
    è una città di 50.000 anime, capoluogo di una minuscola provincia.

    Il post, magari l'ho capito male, descrive il salire e scendere tra A e B.
    Parla di "vita di miserie e ingiustizie", "esistenza dura per il tifoso dell'Ascoli", gravi sfortune perché "ogni anno ci si deve inventare una squadra".
    Mah, a me pare che se in linea assoluta si afferma di essere poveri e sfigati per queste motivazioni, senza fare alcun paragone, si stia dando una forzatura.
    Tutto qua.

    Che poi, e non lo dico io, premessa per qualunque rivoluzione proletaria è la coscienza di classe. Se non hai coscienza di ciò che sei come puoi partecipare alla rivoluzione?

    Voglio dire: di cosa ci si lamenta? Di mangiare caviale con posate di metallo invece che d'argento?

    è un bel post. Ma una bella falsità rimane comunque una falsità. Senza polemica.

    RispondiElimina
  27. Se volete sapere davvero cos'è l'orrore (The Horror! The Horror!) calcistico, la noia come essenza stessa della domenica, la disperante e desolante mancanza di prospettive, di motivazioni e di vita come unico obiettivo, provate a confrontarvi con la storia della squadra più assurda del pallone italiano: l'AC Prato 1908. E non lo dico perché è la squadra che un dio vendicativo e sadico mi ha costretto a tifare, anzi.

    RispondiElimina
  28. Vorrei davvero saperne di più sul Prato......Edo scrivi un post!

    RispondiElimina
  29. Ma perché alla fine di ogni discussione in calce ad un post l'insulto più sanguinoso lo becca sempre Nesat?

    #freeorsetto
    #antoniocontepropriono

    RispondiElimina
  30. Perchè è un animale da matrimoni, Gegen.

    RispondiElimina
  31. Io e la mia cravatta rosa siamo un bersaglio troppo facile........

    RispondiElimina
  32. Ascoli sfigato? L'unica volta che la Torres poteva andare in B ci hanno fatto fuori all'ultima giornata al Del Duca grazie a due autogol (uno di orecchio, giuro) e ai tre pali che abbiamo preso.
    Noi abbiamo alle spalle 109 anni di storia, sempre tra C e D, abbiamo lanciato fior di giocatori (da Cuccureddu a Zola, da Comunardo Niccolai a Fini), ai nostri più acerrimi nemici è piovuto in testa Gigi Riva, siamo falliti 3 volte, non abbiamo mai toccato con le mani la B. Solo promozioni sfuggite per un soffio.
    Cazzo, altro che ebola. Noi torresini ci possiamo lamentare perché dobbiamo avere qualcosa tipo il vaiolo. E pure la cirrosi.

    RispondiElimina
  33. Dimenticavo: il post è splendido.

    RispondiElimina
  34. Con piacere Nesat! Appena ho tempo comincio a buttare giù qualcosa, so già che sarà un parto lungo e doloroso ma non disperare ;)

    RispondiElimina
  35. Diciamo Regina del Piceno, via

    RispondiElimina