venerdì 18 maggio 2012

L'ammainabandiera (drammetto in un atto)

Tre personaggi seduti al tavolino tondo di un bar. Il primo, che chiameremo Armodio, se ne sta piegato in avanti, sporgendosi verso gli altri e gesticolando quasi proprio malgrado: si vede che ha qualcosa da dire. Il secondo, Aristogitone, sembra assorto nella lettura di un giornale locale; solo ogni tanto, quando deve girar pagina, chiude un momento il quotidiano e e si volge - strizzando gli occhi come fanno i miopi - verso il proprio amico, che quest'ultimo gli stia parlando o meno. Il terzo, Fenrir, gira un caffè con il cucchiaino: a giudicare dall'altezza della bevanda e dal gusto con cui lecca la posata, si tratta di un caffè corretto. In seguito Fenrir entra nel bar e ne esce con una bottiglia d'anice.

Armodio si agita e si dondola, muove le dita, sembra chiedere la parola, mentre gli altri non lo degnano di uno sguardo. Alla fine si accosta al tavolino e parla per primo.

Arm.: Lo mandano via davvero.

Ari. (lo guarda, come a prenderne le misure): Alla fine, sì.

Arm.: Non l'avrei mai detto.

Ari.: Già, in effetti è strano.

Arm.: Ma perché? Io non capisco questo.

Ari.: Beh, è semplice: gli è scaduto il contratto.

Arm.: Sicché tu dici che avrebbe chiesto troppo per rinnovare?

Ari. (smette per un momento di leggere, solleva gli occhi, li volge lentamente verso il primo): Non ho affatto detto questo. Anzi, per quel che conta la mia opinione, io sono convinto che Del Piero avrebbe firmato in bianco. Quello che ho detto è che gli è scaduto il contratto; e senza contratto non si è più dipendenti di un'azienda.

F.: Avoja, avoja: è esattamente così. Mi è successa una cosa simile poco tempo fa.

Arm.: E?

F.: Niente, poi ho risolto per il meglio.

Arm. (tace, in evidente attesa di ulteriori dettagli; che non verranno. Alla fine è lui stesso a rompere il silenzio): Motivi tecnici?

Ari.: Cosa?

Arm.: No, dico: la Juve rinuncia a Del Piero per motivi tecnici, magari...

Ari.: Una squadra che schiera Pepe titolare? Motivi tecnici?

Arm.: Ma allora perché?

Ari. (si è rimesso a leggere, non ascolta più): Perché cosa?

Arm.: Del Piero!

Ari.: Che fa?

Arm.: Lo mandano via!

Ari.: Ah, ma non lo mandano via. Gli è scaduto il contratto, mi pare.

(Silenzio. Fenrir si versa un bicchiere e beve avidamente.)

F.: Chissà se Del Piero, l'ultimo giorno di allenamenti, ha portato ai compagni un gabarè di paste. Chissà qual è il dolce preferito di Del Piero: delle persone famose sappiamo tante cose, ma ne ignoriamo altre che sono altrettanto significative per conoscere una persona.

Arm.: Va detto che (fa per ricominciare il discorso, ma è interrotto)...

F.: Peraltro la tradizione pasticcera piemontese è particolarmente vasta e apprezzata.

Arm. (si accerta che Fenrir abbia terminato): Va detto che è vecchio. Noi non lo vediamo perché è sempre stato con noi, o forse non lo confessiamo perché siamo invecchiati assieme, però è vecchio: compirà 38 anni a novembre. Forse troppo vecchio per giocare a calcio ad alti livelli.

Ari.: Troppo vecchio per stare in panchina?

Arm.: E pagare tutti quei soldi a uno che sta in panchina?

Ari.: Uno che sta in panchina - senza protestare - finché la squadra non conquista una punizione dal limite, per esempio, poi lo fai entrare e ci sono buone possibilità che segni: e anche solo per quello, considerato anche come si battono ormai le punizioni nel campionato italiano, varrebbe la pena di tenerlo. Anzi, se dovessero introdurre le sostituzioni volanti anche nel calcio - entri, batti la punizione, esci - uno così lo terrei fino a sessant'anni.

F.: Nella stagione 2034/35 toccherà i quarantun'anni di contributi, se non sbaglio: il gol di tacco alla Spal nello scontro al vertice sarà il suo stupendo canto del cigno.

Arm.: Ma allora lo sacrificano a un nuovo corso?

Ari.: Non direi. Ammesso che quello di Conte sia il nuovo corso, è iniziato quest'anno e Del Piero ha dimostrato di poterne far parte; io credo semmai che sia stato sacrificato sull'altare della tradizione e non su quello del rinnovamento.

Arm.: La tradizione? Ma Del Piero è la tradizione, da due decenni ormai.

Ari.: Non è così.

F.: Può darsi che lo mandino via perché biascica e chiama i compagni di squadra con nomi sbagliati: "Mirkovic, vieni qui, Mirkovic!", e dopo un po' perfino Bonucci se ne risente, anche per via dei pizzicotti. Può darsi anche che abbia cominciato a raccontare aneddoti inconsistenti di cui dimentica o confonde i finali, o che metta tutti a disagio in qualche altro modo. I vecchi fanno così, l'ho letto sul National Geographic.

Ari.: La tradizione, alla Juventus, sono soltanto gli Agnelli: e soprattutto ora che le cose vanno bene dev'essere chiaro che chi comanda, chi incarna lo spirito della squadra, è soltanto la proprietà.

Arm.: Ma Del Piero è amatissimo dai tifosi...

Ari.: Appunto. La Juventus non è una democrazia; la Juve è una proprietà privata degli Agnelli, con tutto ciò che ne consegue, e sono i proprietari a decidere per i tifosi chi va applaudito e fino a quando. E soprattutto nessuno deve fare ombra ai padroni o incarnare un simbolo alternativo. Del Piero è l'ennesima prova che in questo paese non conviene studiare: fosse stato il solito cretino da quattro concetti in croce, espressi male, sarebbe ancora lì.

F.: Se questi fossero gli anni Cinquanta, e se la Juve fosse Mirafiori, Del Piero lo accuserebbero di leggere l'Unità.

Arm.: Ma come si fa, una figura così romantica...

Ari.: Esattamente. Del Piero è romantico e la Juve degli Agnelli è totalitaria: in sintesi, il Novecento batte l'Ottocento e lo manda a casa, a Treviso, nella sua piccola patria nordestina a bere grappe e a rimuginare sul destino come uno scrittore mitteleuropeo qualsiasi. Con la differenza che nei romanzi mitteleuropei, prendiamo quelli di Roth, è l'individuo che assiste attonito allo sfascio di un impero; qui l'impero torna, e come primo atto decide di cacciare il proprio servitore più fedele. Questa vicenda è come se l'Imperatore avesse sputato in faccia all'ultimo giapponese nella foresta.

F.: Io penso che tutto questo sia una messa in scena. Sento che Juve-Napoli si deciderà ai rigori e che dopo il penalty decisivo Andrea Agnelli scenderà in campo e dirà a Del Piero "Io sono tuo padre". Poi tutto tornerà normale, lo so.

Ari.: No, sbagli: questo non è possibile. Gli Agnelli non hanno figli, hanno solo dipendenti.

(Fenrir pulisce il piano del tavolo con la mano e getta le briciole ai piccioni.)

Ari. (chiude il giornale): Andiamo a casa.

Arm.: Ci vediamo...?

Ari.: Domani, qui, alla solita ora. Noi, non può mandarci via nessuno.

16 commenti:

  1. Cogli il senso della vicenda in maniera splendida.. grande Tamas.

    @Zio, che avrebbe fatto Italo Allodi?

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  2. anonimo sfidante18 maggio 2012 12:42

    Ma sono il solo a pensare che Del Piero sia l'emblema della decadenza del nostro calcio?
    Che sia la faccia pulita dal culo sporco?
    Che la sua scomparsa segni l'inizio (si spera) della rinascita?

    A me la dipartita di Inzaghi e Gattuso (il calabrese è poi mio coetaneo) fa sentire vecchio. Fa sentire l'arrivo dell'autunno. Non certo quella di Del Piero, che considero una nuova primavera.

    Per il resto, un bel post.
    Ma probabilmente io e Tamas viviamo su sponde diverse.

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  3. Ma non parlo tanto di Del Piero (argomento che invece ho trattato in quest'altro post), quanto di potere, riconoscenza, autorità e altri sentimenti umani.

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  4. Io credo che anonimo sfidante sia l'emblema di quelle persone che credono di amare lo sport e nella realtà non sono capaci di scindere l'odio viscerale per la juventus (che ci può stare) dal rispetto per un grande calciatore.
    su questo blog, evidentemente a grande maggioranza romanista, ho letto elogi di Totti e scempi verbali su Del Piero. Ognuno tifi la squadra che vuole, ma i campioni sono campioni. E finiamola con questa storia del grande uomo, un uomo non si giudica mai dal campo di calcio, sia che si chiami totti sia che si chiami del piero

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  5. Io credo che anonimo sfidante sia l'emblema di quelle persone che credono di amare lo sport e nella realtà non sono capaci di scindere l'odio viscerale per la juventus (che ci può stare) dal rispetto per un grande calciatore.
    su questo blog, evidentemente a grande maggioranza romanista, ho letto elogi di Totti e scempi verbali su Del Piero. Ognuno tifi la squadra che vuole, ma i campioni sono campioni. E finiamola con questa storia del grande uomo, un uomo non si giudica mai dal campo di calcio, sia che si chiami totti sia che si chiami del piero

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  6. anonimo sfidante19 maggio 2012 20:12

    Volpiepoggi

    Se un uomo non si giudica mai dal campo di calcio figuriamoci da un blog, come fai tu.
    Non mi conosci.
    Sai qual è stata la seconda partita di calcio vista in vita mia?
    Verona-Juventus, 1987. La penultima partita di Platini, solo per vederlo giocare (scindere l'odio per una squadra, che non ho, dai calciatori. Questa sarebbe la tua accusa?). Per non parlare delle partite viste a Cremona, solo per vedere giocare alcuni grandi giocatori, per dire: Baggio già alla Fiorentina. Io tifoso del Pergo.
    Prima, durante e dopo, altri grandi calciatori nel Milan. So quindi scindere benissimo i giocatori dalla squadra e dai sentimenti che mi suscita quella squadra.
    In questo blog si parla di calciatori e di uomini. Ma non è mio, quindi non entro nei dettagli di cosa tratta il blog.
    Per me Del Piero è stato un grande calciatore per due anni, un po' poco. Ma le ombre doping offuscano anche quella mini-grandezza (è dei giorni nostri la sentenza, ma è di ieri il silenzio e i "non so, non ricordo" detti in aula).
    In Nazionale mai determinante, se non per i goal sbagliati, vedi finale 2000 (dimmi: da grande campione, quando è stato determinante in Nazionale quando, a rigor di logica, anche io avrei dovuto tifarlo?).
    Eppure sempre messo davanti ad altri più meritevoli. Anche in assurdi ballottaggi e da infortunato, vedi il mondiale 98 a scapito di un Baggio stratosferico se paragonato a lui per condizione, proprio per lo stiramento accusato dallo juventino.
    L'uomo.
    Uno che trama dietro per far cacciare giocatori o allenatori, vedi Inzaghi.
    Uno che piange perché il compagno non gli ha dato la palla per segnare dopo mesi di non-goal (pur continuando a giocare). Come il bambino che da piccolo porta via il pallone perché suo e i compagni non gli passano palla.
    Un bravo ragazzo. E a me i bravi ragazzi non sono mai piaciuti, saranno gusti personali, ma li trovo ipocriti e dalla doppia faccia (v. comportamento con Inzaghi già citato).
    Come personaggio non dice nulla, non è né carne né pesce. Nessuno scriverebbe mai una storia su di lui. è un piatto insipdo.

    Forse sei tu che da tifoso juventino giudichi un giocatore con un po' di faziosità, no?

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  7. Io sono un tifoso Juventino e puoi ben capire cosa abbia significato per me Alex Del Piero, tuttavia non sposo la versione ufficiale della stampa che lo elogia sempre con quei paroloni vuoti quale "bandiera", "grande uomo", "faccia pulita", "bravo ragazzo" e cose così.
    Del Piero ha fatto grande la Juve a fine anni '90, ha segnato reti impossibili e decisive, si è fatto male, è diventato mediocre, è ridiventato grande, è sceso in serie B, ha vinto una classifica cannonieri a 35 anni.
    In nazionale ha steccato completamente Francia 98 ed Euro 2000, assurdamente favorito in una staffetta, ma quante volte ci sono stati casi simili di fronte ai nostri CT? Quanti grandi giocatori hanno sistematicamente steccato i Mondiali? Lionel Messi ti dice nulla? E poi, gol qualificazione in Italia - Messico nel mondiale 2002 quando eravamo con un piede fuori, gol (e che gol) nella semifinale del mondiale 2006, che abbiamo vinto tanto grazie a lui quanto grazie a Totti e a molti altri che hanno lasciato un bel ricordo in Germania.

    Le trame per cacciare giocatori e allenatori, se non comprovate, sono cazzate che preferisco lasciare ai vari Mauro Suma, Michele Criscitiello ed Elio Corno.

    Se il Del Piero 95-98 (il periodo indagato per il caso doping) ti puzza di falso, ne hai tutti i motivi; ma c'è un Del Piero successivo la cui classe, stavolta senza ombre, non si può ignorare.

    Piangere perché Inzaghi non ti passa la palla dopo mesi che non segni sul momento può essere comprensibile; ci sono tanti brutti gesti comprensibili da parte dei campioni, uno su tutti il calcione di Totti a Balotelli in finale di coppa Italia, ultima la rissa Rossi-Ljajic. Vogliamo usare un solo metro di giudizio? Del Piero è stato un grande campione decisivo e anche un volpone simulatore, c'è qualcuno nel mondo del calcio che sia senza peccato? Sei andato a vedere Platini che ha fatto vincere una Coppa dei Campioni alla Juve segnando un rigore procurato fuori area con dei cadaveri a bordocampo, ne vogliamo parlare?

    L'uomo non si giudica da un campo di calcio. Di Canio è stato protagonista di straordinari gesti di fair play e giocate mozzafiato, eppure è e resta un fascista di merda.
    Totti "vero uomo" ho letto qui sul blog, che ok, non è tuo, e per inciso è un grandissimo blog, ma mi voglio solo spiegare meglio: Totti vero uomo è lo stesso che tenta di umiliare Sicignano con il suo cucchiaio ma se lo fa parare, quindi incazzato per la figura di merda va a spingere il portiere http://www.youtube.com/watch?v=dlOwOFBCbUw

    Di uomini veri nel calcio ce ne sono molti meno di quanto si pensi, e di norma sono quelli che non lo fanno mai vedere in campo. Perché non dimentichiamoci che per la maggior parte i calciatori professionisti sono degli ignoranti, e pure stupidi dall'eloquio banale. Giudicarli eticamente per quello che fanno in un campo da calcio è quantomeno fuorviante.

    Riguardo al fatto che non dica nulla come personaggio, un campione del mondo che ha vinto tutto anche a livello di club che a trentatré anni va a giocare in Serie B per colpe della società e non sue non merita che si racconti la sua storia?

    Sono nato lo stesso anno in cui tu hai visto la tua seconda partita, saranno differenze generazionali, sarà che ho iniziato da bambino a seguire il calcio e Del Piero già c'era, ma a meno che non si usino due pesi e due misure, mi sembra ingiusto negargli ciò che viene concesso ad altri sulla base di ciò che tramanda non lo sport, ma il giornalismo sportivo.
    Del Piero non è un bravo ragazzo, può anche starti antipatico, ma è un grandissimo calciatore, e se non lo è lui non so chi possa esserlo. E in questo non mi sento affatto fazioso

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  8. La carriera der pupone in nazionale si riassume in due rigori, ER CUCCHIAIO e quello con l'australia, sul resto solo prestazioni anonime, spesso avallate dalla condiscendenza dei vari citti', incalzati dalla stampa de roma.
    Sulle accuse di doping chi e' senza peccato scagli la prima pietra ( solo per i piu' recenti. Strano che a Gattuso e Cassano siano scoppiati i bubboni dopo una stagione ad alto livello, quando l'anno prima ERANO DA TUTTI RITENUTI DUE CAVALLI BOLSI...)

    Inzaghi fu venduto per far posto a trezeguet e per far cassa, non certo per lasciare il posto a ADP

    Per Anonimosfidante...e' bizzarro che un sostenitore del pergocremo ( ma non si chiamava cremapergo , o pergolettese?) segua ANCHE il calcio...

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  9. Intanto vorrei sapere perchè avete tirato in mezzo Totti? nessuno ha nominato Totti.....sicuramente non anonimo sfidante..e soprattutto accusare questo blog di stravedere per Francesco Totti è PURA follia...io e Dionigi siamo romanisti...dionigi si lascia andare di tanto in tanto a qualche lacrima romanista...io meno parlo di roma e meglio mi sento.... nessuno di noi due è un sostenitore accanito di Francesco Totti......
    quindi discutete quanto vi pare ma abbiate la decenza di non dare un colore a questo blog...lo dico soprattutto a VolpiePoggi che comunque da l'impressione di essere una persona ragionevole...

    per quel che riguarda l'anonimo....
    puoi firmarti e rimanere tra noi.... o altrimenti visto il livello del tuo commento...puoi firmati drugo88 e litigare con Javier77 sul forum della gazzetta....a noi queste polemiche idiote da tifoso con le pantofole della squadra del cuore non interessano...

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  10. Ho tirato in mezzo Totti per il più classico dei confronti, fra il fuoriclasse burino dal carattere orgoglioso e la bandiera silenziosa, pulita e professionale; niente di più ideologico ovviamente, discorsi da Gazzetta (o peggio da Tuttosport o Hurrà Juventus), che a dimostrazione della carriera di Del Piero ha sottolineato le sole due giornate di squalifica, come fosse una statistica determinante.

    Totti è un giocatore dalla classe straordinaria, un genio visionario, uno di quelli che hanno quel quid che distingue i campioni dagli ottimi giocatori. E così Del Piero. Tutto il resto (dare a Del Piero del simbolo del marciume del calcio) sono strumentalizzazioni.
    Tutto qui, non mi sembra una tesi poi troppo juventina.

    Riguardo a LdB, non ho mai detto che sia un blog di parte, e se anche lo fosse non ci sarebbe niente di male, vista la qualità con cui è scritto. Articoli fortemente indulgenti verso Totti ce ne sono un paio, e -ancora- non c'è nulla di male, il blog è vostro, le opinioni ce le hanno tutti, io l'ho preso soltanto a sostegno della mia tesi.

    Mi unisco all'imbarazzo per il commento anonimo

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  11. Direi che se il post di Tamas parla di "potere, riconoscenza, autorità e altri sentimenti umani" non vedo perché non si possa tirare in ballo Totti. E anche se parlasse di Del piero direi che il paragone col capitano della Roma è più che legittimo. A Del Piero non hanno rinnovato il contratto nonostante lui avrebbe accettato qualunque cifra e forse anche un trattorino new holland e una cena al mattarello, mentre a Totti, in questi anni, sono stati riservati contratti faraonici, possibilità di ingerire sul mercato e di cacciare allenatori. Direi proprio che sono due opposti nei loro destini "di bandiera" e per questo assolutamente paragonabili.

    Devo difendere Nesat dall'accusa di essere eccessivamente filo tottiano, proprio in una polemica recente lui aveva criticato il capitano per un'esultanza inutile e reiterata e io, nonostante sia laziale, l'ho dovuto richiamare all'ordine.
    (la trovata del nick "Javier77" semplicemente geniale).
    A Volpiepoggi dico che si vede che non stai a Roma, perché ti posso garantire che il culto di totti arriva a livelli di idolatria che neanche i vangeli apocrifi...

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  12. anonimo sfidante20 maggio 2012 19:46

    Da un lato mi inorgoglisce essere diventato l'oggetto del post. Sono entrato in campo sostituendo il giocatore veneto. Qualcuno mi ha fatto entrare. Dall'altro mi sento di chiedere scusa a Tamas, l'autore del post che reputo comunque molto buono.

    Volpiepoggi, non capisco perché tirare fuori altri giocatori. Il classico ragionamento "sì, ma c'è anche quello" per eludere il tema dell'argomento. Totti, Di Canio, etc. non sono Del Piero e la mia opinione a riguardo non c'entra. (tra l'altro poco diversa dalla tua, nel blog dovresti trovare una polemica su Totti dove dicevo più o meno le tue stesse cose).
    Continuo a pensare quello di Del Piero. Sul rapporto con Inzaghi e la sua dipartita, ci sono un bel po' di interviste d'annata dove almeno uno dei due ammetteva il non buon rapporto. L'altro eludeva la domanda con le classiche risposte. Succede, tra i vari giocatori lo fece anche Baggio con Hubner a Brescia. Ma, come detto, sono giocatori che non c'entrano con l'affaire del piero.
    Mi correggo solo su una frase, quella "prima, durante, dopo molto milan". Tifo anche Milan. é il destino crudele di chi, quando ha l'età dell'amore calcistico, 6-7 anni, decide di amare la squadra locale non comprendendo chi sceglie una squadra rappresentativa di una città a, magari, 300 km di distanza. e, non conoscendo l'esistenza del Pergo che allora si dimenava tra D e C2, sceglie quella che reputa "locale" - e in fondo lo è - anche per motivi di Dna. Una volta appresa la sua esistenza mi sono trovato con due squadre. Per la cronaca, tifo anche St. Pauli, dato che a qualcuno interessa in modo così morboso il mio credo calcistico.
    Volevo scrivere che "molto milan pur non amando alcuni uomini ma apprezzando i giocatori, un esempio a riguardo Kakà" per specificare meglio il concetto che l'ammriazione per l'uomo prescinde dalla squadra. Poi ho cancellato ma ho sbagliato a cancellare.
    credimi, non odio squadre avversarie, a parte la Cremonese ma, sempre per spiegare meglio e farti capire che, in fondo, l'uomo c'è, ammiravo Chiorri e la sua pazzia: uno che della classe se ne fregava (e ne aveva, credimi: per età non l'hai mai visto giocare) e, come personaggio... beh, è stato ed è ancora oggi uno dei più grandi personaggi del mondo del calcio.
    Dell'uomo in sé mi importa poco. Del giocatore mi importa il gioco. Ma del personaggio mi importa tutto, al di là del colore. Ma l'uomo fa il personaggio, insieme al giocatore. Io la vedo così, liberissimo di dissentire. Per questo mi piace questo blog e non capisco il perché entrare qua a dire "non mi piace". Lo trovo insensato e un po' masochistico, se detto da un lettore.

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  13. Tutto chiaro, abbiamo semplicemente interessi diversi riguardo ai personaggi del calcio. Solo non capisco la tua ultima frase, è rivolta a me? Non mi riconosco in quello che è entrato qua e ha detto "non mi piace"

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  14. leggermente off top.
    il "normalissimo giocatore" MERINO sempre più idolo

    markovic

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  15. Per come la vedo io, la carriera di ADP può essere divisa in due.
    La prima metà, su cui - come giustamente sottolineate - si possono nutrire seri dubbi e la seconda metà, sicuramente più apprezzabile, ma da buon giocatore e non certo da campione. Da giocatore che ha fatto tesoro dei grandi palcoscenici a lui riservati e che si è liberato - per forza di cose - di due imbarazzanti termini di paragone (Baggio e Totti).
    Personalmente ho apprezzato l'ADP della seconda fase, come si apprezza un Cozza (ora, peraltro, alla guida del neopromosso Catanzaro) o un Pellissier o ecc..

    Ciò detto, mi unisco a Nesat quando chiede che non venga assegnato un colore a questo blog.
    Da non-romanista, non mi sono mai sentito come in un bar di Testaccio o Cinecittà. Anzi, spesso forse sorprendono i modi duri con i quali viene trattata la Roma su queste pagine.
    Ma leggo anche che il punto è stato limato e quindi qui mi fermo. Prendetela come una considerazione fine a se stessa.

    Infine, i complimenti sinceri a Tamas, molto ben scritto e inquadrato.

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  16. Sono completamente d’accordo a metà con Arstogitone... E’ vero che gli Agnelli non hanno figli, ma solo dipendenti, e che quindi Del Piero sia stato mandato via nelle modalità che ha descritto. Dissento invece totalmente a metà da Arstogitone quando sostiene che Del Piero è inviso al padrone per essere il calciatore che abbia studiato, quando gli attribuisce alcunché di romantico, quando chiosa che la sua colpa primigenia sia di rappresentare Cipputi.

    In realtà, splendida definizione dell’Anonimo Sfidante di “faccia pulita e culo sporco”, il futile Del Piero, come già contestai qui e altrove a Tamas, è “una figura retorica, un esercizio di stile in cui i soggetti ed i predicati non sono suoi ma altri..” E’ il nulla elevato a rappresentazione, come i romanzi di Roth (e qui sì che c’è romanticismo, nella sua peggiore declinazione), le felpe di Lapo o le pubblicità americane della 500 di Marchionne durante il Superbowl...

    Sarebbe quindi stato perfetto per la nuova mitopoiesi bianconera d’Elkan bastonato, imperatore di un regno che non esiste sgretolatosi tempo fa sotto il peso del muro (mitteleuropeo pure questo, nulla è coincidenza...) ma, e qui il culo sporco, in realtà Del Piero è colletto bianco da maggioranza silenziosa più che operaio, pretende l’aumento come gratificazione personale e non avanzamento di classe.

    Il suo procuratore ha firmato l’accordo separato a Mirafiori e si è oramai autodestituito dal lavoro e relegato a livello della rappresentazione (come dimostra il fatto che non sia riuscito a portare in piazza nemmeno la capienza dello Juventus Stadium contro l’abrogazione dell’articolo 18) perdendo la possibilità di firmare l’ultimo lauto contratto; tutto qui. Del Piero non è eroe ottocentesco ucciso dal potere novecentesco, è la vigliaccheria propria del secolo breve del riformismo e della concertazione.

    E una volta che scendi a patti col padrone, se anche una sola volta in vita tua rispondi obbedisco, il tuo destino è segnato, più di quello di Fenrir...

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