lunedì 21 maggio 2012

La Città del Sole




Sorge nell'alta campagna un colle, sopra il quale sta la maggior parte della città; ma arrivano i suoi giri molto spazio fuor delle radici del monte (…) dentro vi sono tutte l'arti, e l'inventori loro, e li diversi modi, come s'usano in diverse regioni del mondo...

Tommaso Campanella, La città del Sole, 1602



Zemanlandia torna in serie A: il profeta anabattista boemo dopo sette anni di esilio torna a fondare una nuova Città del Sole sulle rive del mare Adriatico; a sette più sette anni di distanza dalla tiepida notte romana di mezza estate in cui la sacra inquisizione pallonara, rispondendo al sacerdote boemo che durante l’officio di un orgiastico rito di festa pronunciò il coraggioso monito “il calcio deve uscire dalle farmacie”, emanò la bolla papale Licet ab initio, con la quale ufficializzò la caccia spietata all’eretico. Così da Roma giunse l’investitura a chiunque facesse parte delle istituzioni del pallone e a sua imperitura gloria votava il proprio impegno di non avere pietà del monaco guerriero di Praga.

“Diamo ad essi il potere di ricercare coloro che si allontanano dalla via di Dio e dalla vera fede cattolica, o la praticano in modo sbagliato, o siano in un modo qualunque sospetti di eresia, e contro i seguaci, i fiancheggiatori, e difensori, e contro chi presta loro aiuto, consiglio, favori, sia apertamente che di nascosto, a qualunque stato, grado, ordine, condizione e rango appartenga” scrisse il sommo pontefice Luciano III con il sangue dei primi resistenti; catturati in quella tragica notte di sangue e di fuoco, in cui le fiamme delle stalle bruciate dall’inquisizione salirono nel cielo formando in quel lembo di terra che dal nord dell’Europa - che stava forgiando la sua prima moneta unica in nome del dio unico - attraversava il mediterraneo e puntava diretto verso l’Africa, un curioso geroglifico di provenienza sconosciuta.


Un simbolo che da lì a pochi secoli avrebbe marchiato a fuoco l’intero continente e facendosi carne e sangue sarebbe diventato la costituente materiale e spirituale della sua fondazione. Per chi, in viaggio insieme alla Luna con Urano verso il Leone, quella notte d’estate avesse avuto la ventura di volgere lo sguardo in basso verso il globo terracqueo e focalizzarsi su quella penisola dalla curiosa forma di stivale, l’emblema di una croce uncinata sarebbe stato il sacro simbolo che i fuochi dell’inquisizione stavano disegnando su quel lembo di terra emersa. La svastika si apprestava a marchiare a fuoco l’intera mandria dell’homo europeus nei secoli dei secoli e il calcio italico per gli anni a venire. Da quella sera di agosto l’anabattista boemo e i suoi discepoli furono inseguiti, catturati, torturati e dannati alle pene dell’inferno in terra della sacra inquisizione pallonara.

“L’accusato o il sospetto d’eresia, contro il quale sia sorto un sospetto grave e veemente riguardo a questo crimine, se nel processo ha abiurato l’eresia, ma successivamente ricade nella stessa, deve essere giudicato come recidivo (...) anche se prima della sua abiura il crimine d’eresia non sia stato pienamente provato contro di lui. Se invece questo sospetto è stato lieve e modesto, sebbene per questa ricaduta debba essere punito più gravemente, tuttavia non gli deve essere inflitta la pena che si applica ai recidivi nell’eresia...”


Il sommo sacerdote anabattista boemo fu espulso, scacciato; esiliato al confino. Il suo verbo fatto di terzini che spingono, fuorigioco sulla linea del centrocampo, triangoli laterali sovrapposti, incursioni e rientri fu proibito; i testi dell’eresia bruciati nelle piazze; la parola sacra 4-3-3 bandita nel linguaggio ufficiale e taciuta anche nelle conversazioni da osteria. Tolta la farina ai mugnai sospetti di credere che un altro calcio fosse possibile; espropriati i campi ai contadini colpevoli di lottare per il paradiso in terra senza dover aspettare la salvifica morte che avrebbe premiato altrove una vita di stenti terreni; arsi vivi sul rogo i bambini che, con una pallone sferico costruito con viscere di maiale, correvano felici prendendolo a calci cercando di segnare un gol in più degli avversari, invece che proteggere il dogma mariano della verginità della propria porta erigendo una barriera a difesa dell’imene e rinunciando al gioco.

Ma sulle montagne, riparati nei boschi e nascosti nelle grotte, organizzati dal basso e disorganizzati nel cuore, fedeli alla linea e infedeli al precetto, oltre il ponte, un manipolo di ribelli ripeteva a memoria la litania eretica perché la parola non fosse dimenticata e il fuoco del verbo del maestro fosse più potente del rogo fatuo della croce uncinata monetaria e monoteista. Nell’orgia e nell’ambrosia, nell’oppio e nello studio, nell’allucinazione e nella preghiera, il desiderio immanente che solo poteva percepire l’energia multipla della sfera perfetta e del rettangolo verde, resisteva alle persecuzioni e alle devastazioni.


La vita sopravviveva alla morte, l’eterno presente sopravanzava il futuro e prevedeva il passato: dopo tredici anni, come tredici sono le lune che segnano la stagione dei campi e del pascolo, la transumanza ebbe fine; e l’anabattista boemo, a suo agio nascosto tra orde dei disperati, dal mare Adriatico tornò a bordo di una scialuppa sul litorale della penisola. E proprio nei giorni in cui nella terra d’Abruzzo muratori che aborrono la squadra ed il compasso cominciano a costruire le inesistenti mura che mai circonderanno la Città del Sole, nella penisola l’inquisizione mai domata si rimette al lavoro con le armi che le sono proprie: il terrore e i tribunali. Esplosioni nelle strade, fuochi fatui di morte e terrore, portano alla ribalta il finto profeta dell’effimera protesta, il sacerdote totalitario dell’obbedienza e del millenarismo tecnocratico che nel giudizio del tribunale assoluto vede il giorno del giudizio che libera l’umanità dai peccati e redime la politica dall’imperfezione umana.

Un’escatologia totalitaria che agogna nell’apocalisse la redenzione di un’umanità futura eletta e superiore che, igienizzata dal desiderio e dal peccato, in un futuro anteriore orwelliano, attraverso la digitazione del sordido click sulla macchina perfetta, deciderà dell’unica libertà possibile e disponibile; la piazza, sobillata da questo oscuro profeta della restaurazione, corre nelle urne a denudarsi, per scoprire poi sulla propria pelle il marchio infame della croce uncinata; fuoco sacro, eugenetica, caccia all’inferiore e al diverso, selezione della specie, tecnocrazia concentrazionista tornano le parole d’ordine del tribunale supremo dell’inquisizione. Chissà se la risata silenziosa dell’anabattista boemo riuscirà a seppellire anche l’angelo dell’apocalisse...

16 commenti:

  1. Come cattolico e come anconetano sono in grave difficoltà.

    RispondiElimina
  2. Post magistrale...

    Vincenzo

    RispondiElimina
  3. Il post è splendido...manca però almeno un'accenno alla drammatica profezia con cui pochi mesi fa davi per certo il fallimento dell'impresa anabattista a favore del'operoso Sassuolo...

    Albis

    RispondiElimina
  4. Post da brividi.
    In questo periodo mi stupite sempre di più.

    RispondiElimina
  5. Grande post! Nima
    Off topic: qualcuno è interessato a vedere la finale di Copa del Rey questo venerdì? Grazie. Nima

    RispondiElimina
  6. @Albis.. hai perfettamente ragione ma, come si dice, le vie del Signore sono infinite..

    Comunque non dispero che il signor Mapei ce la possa ancora fare ai playoff e la profezia avverarsi.. come ben sai, abbiamo il nostro miglior agente a Confindustria che sta lavorando per noi..

    @Tamas.. eppure Paolo IV (da cui ‘l’occhio di Carafa’ che appartiene alla nostra educazione sentimentale) proprio ad Ancona fece grandi cose contro gli infedeli..

    RispondiElimina
  7. E' ufficiale. L.B. è la nuova frontiera, oltre Wu Ming... complimenti.

    Certo che Zeman l'avevamo dato i tanti per esiliato senza ritorno.
    Ma alla fine è sempre il campo a parlare, oltre le "combines" e il do(p)ping.

    Boemia, terra ricca di storia, soprattutto barbara: lì (come altrove) il profeta è "ceco".

    RispondiElimina
  8. vediamo ora cosa si inventeranno per costringerlo di nuovo all'esilio...

    mi fa ribrezzo vedere sui siti di mezza italia quanto sia pieno il carro del vincitore, una cosa che neanche pizzarotti

    dov'erano questi ferventi ammiratori zemaniani quando due anni fa pubblicavamo foto in bianco e nero con un giovane vecchio con la felpa del licata? mah

    a proposito invece di gente che ci ha sempre creduto, segnalo con piacere questo ebook sulla stagione di zeman a foggia di due anni fa (per l'autore del libro, altrettanto emozionante):

    http://www.ofalo.it/cronache-di-zemanlandia-2-sbarca-su-amazon/

    Cronache di Zemanlandia 2, di Adelmo Monachese, acquistabile su amazon.it a una cifra irrisoria (meno di un supplì al Mattarello)

    ps sul sassuolo vedremo, il problema è che il proprietario è più che altro amante di ciclismo, il calcio è secondario...vedremo quanti rigori fischieranno da viale dell'astronomia durante i play-off (per i quali io dico sampdoria, comunque)

    RispondiElimina
  9. @ el señor dionigi

    Sboccia l'amore nel maggio odoroso.

    http://www.ilmessaggero.it/sport/calcio/moggi_elogia_zeman_s_lo_ammetto_a_pescara_ha_fatto_cose_eccellenti/notizie/197947.shtml

    RispondiElimina
  10. Grazie all Zio per il post. Splendido. E grazie a Popcorn per l'associazione a Wu Ming.

    Ciò detto, perchè Moggi parla?
    Perchè i giornali riportano sue interviste?
    Io sono non per l'allontanamento, ma perchè venga meno la sua libertà di espressione.
    Tanta ipocrisia non l'ho mai vista.

    Infine, non so se Verratti sia davvero da Europeo (forse si, alla fine - vedi Muller - l'esperienza se sei forte vero conta poco niente) però fossi in lui non passerei ora alla Juve. Aspetterei un anno - anche due - in A a mezza classifica.

    RispondiElimina
  11. Il boemo non deve lasciare Pescara...e il Pescara deve confermare 3/4 della rosa.....con l'aggiunta di qualche grande vecchio.....

    Moggi se non sbaglio ha una trasmissione su radio manà...e una la sera tardi in televisione presentata da pippo franco(ma forse è solo una delle mie tante fantasie )

    post geniale

    mi preoccupa....però....la velocità con cui lo zio è riuscito a battere un post simile...forse a San Lorenzo gira ancora roba buona...

    RispondiElimina
  12. http://www.youtube.com/watch?v=3v2vIaK5hUI&feature=related

    RispondiElimina
  13. http://www.ilmessaggero.it/sport/calcio/moggi_a_zeman_complimenti_la_replica_mi_rovini_la_giornata/notizie/197947.shtml
    ahahahhahahahahha

    Comunque basterebbero due per ruolo e la squadra c'è.
    Di insostituibile c'è solo Verratti.
    Insigne, che è un fuoriclasse, comunque si potrebbe sostituire con uno forte e di prospettiva (spero Sansone, mister mapei permettendo, ma riscatteranno la metà di Caprari che rimarrà un altro anno a Pescara e si parla di Edu Vargas contropartita di Insigne).
    Immobile tornerà a Genoa, ma lì chi ci metti metti segna (e qui direi Sau).
    Danno addirittura per fatto l'acquisto di Bakkal del Feyenoord, 9 gol in eredivisie quest'anno.
    Mah vedremo, l'importante è che rimanga, poi come ho letto da qualche parte "angh n'ghi 'na squadr di cingiun ci salvem".

    RispondiElimina
  14. Oggi in conferenza ha risposto subito a Moggi. Io pagherei per rivederlo sulla panchina della Roma.

    RispondiElimina
  15. "nascosti nelle grotte..un manipolo di ribelli.."
    Bohemian Rhapsody..

    Janos Boka

    RispondiElimina