giovedì 5 aprile 2012

Le piccole storie #1: il Corinthian-Casuals Football Club

Raccolgo la suggestione di Vasilj, ha ragione, basta perdere tempo - anche noi - a parlare del Barcellona, di Messi, dei rigori, della Champions League. Riportiamo l'attenzione sulle storie che contano. Le piccole storie, belle come i sabati mattina con il sole e i giornali sotto braccio, alla ricerca di una panchina libera dietro la Galleria Borghese; belle come il passante di rovescio tirato alle sette di sera nel circolo sul Lungotevere, con un cane dietro la ringhiera, e nessun altro ad apprezzarlo; belle come la rivista spagnola Panenka, dove ho trovato queste storie, note a margine del calcio che conta.

Vi parlerò dapprima dei Corinthian-Casuals. Ma andiamo con ordine.

Al principio fu il Corinthians. Era il 1882. Alla neonata Football Association cercavano una squadra che potesse opporsi agli odiati scozzesi a livello internazionale, e presso gli uffici londinesi di Paternoster Row un pomeriggio nacque il club. Il nome ellenico è un mistero, se non fosse per quel richiamo al "man of fashion and pleasure" che cattura bene l'ideologia del club. Di fatto stava nascendo una squadra di veri e propri dandy. I giocatori di questa storica compagine inglese, infatti, hanno sempre e solo giocato per piacere. L'estetica prima di tutto. Amateur fino al midollo, questi Michi Panero (l'intellettuale dilettante madrilegno, lo scrittore senza aver scritto una riga, il dandy della movida) del pallone all'inizio della loro lunga storia si rifiutavano di partecipare a competizioni ufficiali e si vestivano solo di bianco. Lo prevedeva addirittura l'atto di costituzione. 

Racconta la leggenda che erano dei veri fanatici del fair-play. Addirittura disprezzavano i calci di rigore perchè era un modo codardo di segnare, al punto che li tiravano apposta fuori.

Ciò non impedì al Corinthians di riempire la nazionale inglese di inizio secolo con i suoi giocatori. La prima partita ufficiale venne giocata solo nell 1900, in occasione del Sheriff of London Shield. Ma intendiamoci: dietro c'era una ragione nobile, perchè era un evento di beneficenza (sebbene poi quel premio sia diventato, negli anni, l'attuale Community Shield). Il Corinthians giocò contro l'Aston Villa, freschi campioni della Football League, e vinsero per 2 a 1, sollevando il loro primo trofeo. Quattro anni dopo rifilarono 11 gol (a 3) al Manchester United, la sconfitta ancora oggi (ci credo) più larga mai subita dai Red Devils. Per la cronaca, il "ritorno" di quel match si giocò cento anni dopo, e nel 2004 gli uomini di Ferguson si imposero 3 a 1. Se la matematica non è un'opinione, il turno l'ha passato il Corinthians...

La fama dei bianchi superò ben presto le scogliere di Dover. Se il Real Madrid, dal 1902, indossa la sua veste immacolata, c'è un motivo...Non solo. In quegli anni, il Corinthians esportò il suo calcio pulito, goliardico e bohemien anche in America. Del sud. Ma lì ci eravate già arrivati. In occasione di un tour in Brasile (anche se oggi sembra assurdo, il calcio in Brasile l'hanno inventato gli inglesi, all'inizio era uno sport per bianchi aristocratici, finchè arrivò il Flamengo - ma questa è tutta un'altra storia), era il 1910, i dilettanti londinesi, oltre a rifilare 10 gol al Fluminense e 8 al Sao Paulo, ispirarono la creazione di un club locale, che venne chiamato proprio SC Corinthians Paulista. I due club rimangono ancora molto legati.

Nel 1939 il Corinthians inglese si fuse con un'altra storica squadra amateur, i Causals, fondata nel 1883, che a livello calcistico aveva sempre fatto piuttosto schifo (il maggiore successo fu la vittoria in FA Amateur Cup nel 1936; in finale sconfissero 2 a 0 l'Ilford in un replay giocato ad Upton Park), ma condivideva la stessa ideologia - estetica ed etica - del Corinthians.

Non so spiegarvi bene la traiettoria della squadra dal '39 ad oggi. Un po' non l'ho capita e un po' non mi sembra interessante. Soprattutto mi sono perso. Posso dirvi che ha sempre giocato in leghe dilettantistiche e o semi-dilettantische minori dai nomi molto evocativi, tipo Isthmian League, Spartan Premier League, Suburban League South, London Intermediate Cup, Combined Counties League, Ryman League (campionato vinto nel 2009 anche dal Croydon Athletic, e ho detto tutto caro Zio), che più che nomi di campionati di calcio sembrano nomi di gruppi di appassionati di cultura classica nei college di Oxford....E' stata espulsa dalla Isthmian League perchè non aveva un proprio stadio di riferimento e girava di campo in campo: i nomi sono bellissimi e mi piace riportarli tutti: Richmond Road, Kingstonian 1945-46; Polytechnic Ground, Chiswick 1946-50; The Oval 1950-63; Champion Hill, Dulwich Hamlet 1963-68; Sandy Lane, Tooting & Mitcham 1968-83;Molesey 1983-84; Wimbledon Park 1984-86; Molesey 1986-88. Un home ground fisso lo trovò solo nel 1988, quando si fuse con il derelitto Tolworth FC, accaparrandosi le sue strutture e il suo prestigioso stadio con annesso bar, il King George Fields, nel sobborgo londinese di Tolworth, dove tutt'oggi gioca. E' stata invitata in Brasile per fare, tipo i Beatles, il Corinthian-Casuals Tour Of Brazil, dove venne accolta dal compianto Socrates, e dove per la prima volta giocò con una maglietta non bianca - ma cioccolato e rosa, i colori attuali (che poi erano i vecchi colori del Casuals FC). La stagione scorsa ha finalmente alzato un nuovo trofeo dopo 57 anni, il memorabile Surrey Senior Cup, dopo aver battuto in finale il Leatherhead per 2 a 0 al Gander Green Lane.

Oggi il Corinthian-Casuals è impelagato in qualche battaglia per la retrocessione tra l'ottavo e il nono scalino del sistema calcistico inglese. Rimane la migliore, quanto a piazzamento, tra le squadre amateur - i suoi giocatori non solo non sono stipendiati, ma non hanno neanche un rimborso spese per le trasferte - di tutto il Regno Unito. La crisi però si fa sentire. Le finanze sono quelle che sono. Soprattutto perchè nessuno beve più come prima al bar dello stadio, e questo fa una grossa differenza alla fine del mese. Si va avanti a donazioni. Ma alla fine chi se ne importa: quello che più conta, alla faccia di tutto il calcio moderno, è che lo statuto, all'articolo 1, continua a parlar chiaro: 

The Club shall be called the Corinthian-Casuals Football Club (the Club).


Its’ aims are to promote fair play and sportsmanship, to play competitive football at the highest level possible whilst remaining strictly amateur and retaining the ideals of the Corinthian and the Casuals Football Clubs.

7 commenti:

  1. bellissima storia, anche se le categorie amateur mi rimembravano non so che..

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  2. C'è una speranza. Grazie Dionigi, grazie a tutti voi. "LdB" è una scuola di vita.

    P.S. Autunno 2012: Masha Qrella in Italia. O venite con l'intenzione d'innamorarvene o statevene a casa.

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  3. Dionigi, ma che cos'hanni in testa nella prima foto?

    Quando vogliamo andare in missione a una loro partita, contatemi.

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  4. Credo sia una fetta di Millefoglie...

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  5. Ancora non l'ha detto. Aspettiamo, non può tenerselo dentro a lungo

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  6. Cercando su google immagini ho trovato la maglia cioccolato-rosa (delicatissimo a definirla cioccolato e non marrone) un cazzoto a un occhio, ma per la sua storia la vorrei presente nella mia collezione...

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