lunedì 5 marzo 2012

The (blue) hurricane

That's the story of the Hurricane,

But it won't be over till they clear his name

And give him back the time he's done.

Put in a prison cell, but one time he could-a been

The champion of the world.
So perfettamente di non essere Bob Dylan(anche se mi sento un po' il Bob Dylan de Valle Muricana)ma anche io voglio raccontarvi la storia di un uragano, la triste storia di un uragano blu. L'uragano quando arriva devasta tutto. rade al suolo le città e distrugge intere regioni. L'Uragano che mercoledì 13 gennaio 1999 si abbatté su Roma, non sarebbe stato in grado, tanto era fiacco, di scombinare la postazione di una battona ultra sessantenne di Tor di Quinto. Come tutti gli uragani anche lui aveva un nome, No, non Katrina o George, il suo nome era più esotico si chiamava Fabio Junior Pereira. Nella torbida estate del 1997(Avete fatto mai caso che per Studio Aperto ogni estate è l'estate più calda del secolo?nel servizio il solito esperto ti svela i trucchi per stare meglio: "Cercate di non uscire nelle ore di punta e bevete tanta acqua"...cazzo che luminare....) arriva in Italia, Luis Nazario da Lima, meglio noto come Ronaldo, il presidente interista Moratti caccia 50 miliardi per assicurarsi le prestazioni sportive del "Fenomeno". Quella stessa estate, l'estate più calda del secolo(dove tutti non uscivamo nelle ore di punta e bevevamo tanta acqua), la Roma ingaggia Zdenek Zeman(ancora fresco di esonero dalla Lazio)come allenatore. Zeman passa un intero mercato a richiedere al presidente Sensi, un ragazzetto biondino che all'epoca faceva la fortuna della Dinamo Kiev tale Andriy Mykolayovych Shevchenko(io amavo Rebrov), Franco Sensi , invece, era concentrato su un altro obiettivo, sicuramente non inferiore al calciatore ucraino, si trattava del centravanti franco-argentino del Monaco David Trezeguet. Sensi fu quasi ossessionato da Trezeguet, tanto che non diede un attimo tregua al presidente della società monegasca Jean Luis Camporà. Non arrivò nessuno dei due, la Roma terminò quarta in classifica, e l'estate successiva, quella del 1998(a detta di Studio Aperto l'estate più calda del secolo), Sensi e Zeman ci riprovarono. Niente da fare, Sheva e Trezeguet non arrivarono, neanche Vincenzo Montella altro pallino del Boemo arrivò a Trigoria, in più la Roma salutò(destinazione Parma) Abel Balbo, in rotta con il tecnico. I giallorossi allora ripiegarono sull'angelo biondo "El facha" Bartelt, proveniente dal Lanus, Franco Sensi lo definì un "Piccolo Balbo"o meglio ancora un "Balbetto". Purtroppo"El Facha", non entrò nelle simpatie di Zeman, si narra che una persona molto vicina al boemo, un parente stretto, incontrò a tarda notte in discoteca il povero Gustavo, per lui ovviamente fu l'inizio della fine. Va detto che Bartelt non è ricordato come bidone dalla tifoseria giallorossa, per via di quei magici minuti finali di Roma-Fiorentina. A gennaio, dunque, una Roma altalenante tornò sul mercato per garantire al boemo un centravanti di livello. Per giugno viene messo sotto contratto tale Nesat Gulunoglu, calciatore tedesco di chiare origini turche, che in quel momento contava quasi 30 presenze con la maglia del Bochum condite da ben 4 goal, stiamo parlando di una punta. Secondo un giornalista del corriere della Sera il buon Nesat era già stato ribattezzato dai tifosi romanisti "Glu-Glu"(bah!). Ma questa è un altra storia, la storia del mio nome, una storia che forse non racconterò mai. Per l'immediato, i nomi che uscirono furono 3. Il costaricano del Derby County Paulo Wanchope e due brasiliani, Christian centravanti dell' Internacional de Porto Alegre e Fabio Junior Pereira attaccante del Cruzeiro da molti ribattezzato il "Nuovo Ronaldo". Neanche a dirlo Zeman pende per i primi due, Franco Sensi invece punta dritto su Fabio Junior, la speranza è quella di comprare un fenomeno. Zezè Perella presidente del Cruzeiro fiuta l'affare e come un venditore abusivo che a Portaportese cerca di rifilarti per 200 euro una scatola di un Iphone con dentro un mattone di argilla, mette fretta al presidente romanista. Perella, fa forza su un presunto interessamento del Parma(non a caso il simbolo del Cruzeiro è una volpe), Franco Sensi vede sfumare l'affare e compra a caro prezzo. La Roma se lo aggiudica per 27 miliardi, il calciatore firma fino al 2004 per 2 miliardi netti a stagione. Fino a quel momento Fabio junior Pereira contava 40 presenze e 18 goal con la maglia(blu..da qui il soprannome uragano blu) del Cruzeiro. Il presidente Sensi, parla di fine di un incubo, non sa che purtroppo è solo l'inizio, addirittura arriva a sostenere di aver preso:"Uno meglio di Montella". Grazie a Dio, solo qualche mese dopo, avrà l'occasione di comprare l'aeroplanino di Pomigliano d'Arco e rendersi effettivamente conto di quanto fosse infinitamente più forte del"Rutto blu" di Manhuaçu. In città c'è fermento, grazie anche ai giornali che tessono un infinita tela di cazzate sul conto del brasiliano. Si arriva a dire che è simile a Ronaldo, solo che in più ha il colpo di testa. Quando sbarca a Fiumicino, si nota una impressionante somiglianza con il comico Aldo Baglio del trio Aldo, Giovanni e Giacomo. Ha la faccia sperduta è tonta, la faccia di chi punterebbe mezzo stipendio al gioco delle tre carte sul retro di un autogrill della Roma-Napoli. Le sue prime parole sono però da duro: "Io il nuovo Ronaldo? No, signori: io sono Fabio Junior..." e ancora : "Non mi sembra corretto fare un paragone tra Ronaldo ed il sottoscritto. Io sono Fabio Junior e basta. E anch’io, vedrete, avrò il mio spazio nel mondo del calcio" e poi: "Io sono pronto, e non vedo l’ora di cominciare. Mi sono informato e so alla perfezione che la Roma non ha ancora perso la speranza di poter conquistare il titolo: ebbene, io sono qui per aiutarla a vincere" e infine: "Ho scarpe bianche, nere e anche rosse e, tranquilli, farò gol con tutti i colori". Tutti a Roma cominciano a sognare. il Corriere dello Sport fa uscire una videocassetta entrata nella leggenda(chi ce l ha faccia in modo di farla arrivare su youtube). Non mi ricordo la durata,mi ricordo però qualche goal, dei rigori, lui che riceve palla e la ridà indietro e un goal in particolare visto da 767 angolazioni diverse. Una videocassetta maledetta, si narra che se la guardi, entro 7 giorni perdi ogni talento calcistico. l'unico a sentire puzza di bruciato in città è Zdenek Zeman. Il 7 febbraio del 1999, Fabio Junior Pereira viene schierato titolare a Venezia. La partita finirà 3 a 1 per i lagunari, con goal addirittura di Fabiano Ballarin, il brasiliano ha il merito di cogliere un palo, questa la sua pagella: Fabio Junior 6 La prima palla toccata, dopo dieci minuti: palleggio in scioltezza, a metà campo. Difende bene il pallone, non appare emozionato per il debutto. Grande giocata ad inizio ripresa: dribbling in velocità e tiro secco a scheggiare il palo. Si sposta a destra quando Zeman inserisce Delvecchio. La settimana seguente il 14 febbraio 1999 io c'ero. Insieme a me c'era anche Dionigi, due acerbi ragazzini, pieni di speranza. Lo stadio contestava la squadra e soprattutto la società. Mi ricordo che eravamo in distinti in basso, non troppo distanti dal cancello vetrata che separa il settore dalla pista d'atletica. Fabio Junior è titolare. Dopo 10 minuti l'uragano riceve palla nello spazio, scocca il tiro e buca Ferron che colpevolmente non trattiene, 1 a 0. Abbiamo comprato un campione. Poi però, dopo soli 5 minuti pareggia la Samp(allenata da Spalletti)con Saliou Lassisi(rendetevi conto). Fabio fa un altro tiro in porta, poi il nulla, ciondola inutilmente per il campo aspettando una palla che non arriverà mai . A salvare la baracca ci pensa un altro brasiliano, Paulo Sergio(uno dei calciatori più sottovalutati della storia della Roma) che entra e fa doppietta. Al 90esimo Fabio junior lascia il posto a De Vezze(De Vezze n.g. Giusto il tempo di esordire. E' di Trastevere e viene dalla Primavera, di cui è capitano. Ha tutto per sfondare). Il 21 febbraio la Roma va a Firenze a far visita alla capolista. Fabio Junior gioca dal primo minuto insieme a Totti e Paulo Sergio. La Roma gioca benissimo ma sciupa tanto, al 28esimo del secondo tempo, la svolta , errore di Ficini e l'uragano parte soffiando in direzione di Toldo, niente può fermarlo, la sua corsa è devastante e tu pensi: "Vai Fabio...dai!Dai che sei come Ronaldo...Dai che sei come il fenomeno...dai che sei solo...DAI che sei solo! DAI che sei solo un invereconda pippa!..mortaccituachecazzohaisbagliato!?", si perchè, l'uragano, perde l'attimo e Toldo anticipa senza problemi. Comincia un auto convincimento da parte di tutti: "Ma no, era stanco per lo scatto!" ma anche :" Aveva la caviglia dolorante" e ancora: "E' merito di Toldo". Tutte scuse, per sentirsi meglio, come quando perdi il portafoglio e qualcuno ti dice: "Magari l'hai lasciato a casa", ecco, in quel momento non volevamo credere di aver perso un portafoglio con 27 miliardi e una dose di speranza. Per tre partite rimane a guardare, giocando qualche minuto, rientra dal primo a Udine, dove segna, poi però arriva Roma-Atletico Madrid e una dolorosa conferma. La Roma gioca una delle sue tipiche partite dove l' Olimpico si trasforma in uno stadio turco stile Alì Sami Yen, quelle da rimonta con una bolgia impressionante e dove già prima di entrare allo stadio, sai che te la prenderai irrimediabilmente in quel posto e in maniera dolorosa. Basta l'uno a zero, Delvecchio illude la Roma, i colchoneros pareggiano con Aguilera, la Roma allora cerca il 2 a 1 per andare ai supplementari. Fabio Junior Entra al 78esimo sul risultato di 1 a 1, con la squadra in 10(espulso Wome) contro 12 per via di una scandalosa direzione arbitrale ad opera dell'olandese Mario Van Der Ende. Fabio riesce nell'impresa di sbagliare 2 goal mostruosamente facili in 60 secondi, è ufficiale, l'uragano blu è una pippa nera. Franco Sensi non perde tempo e mette sotto contratto già ad aprile Vincenzo Montella, Fabio reagisce così: "E' un grande giocatore e lo rispetto. Ma si discute troppo di Montella dimenticando me. Spero che pian piano vi accorgerete di Fabio Junior, spero di convincervi a suon di gol. Voglio dimostrare che valeva la pena spendere quei soldi per acquistarmi". Il brasiliano non gioca quasi più. L'ultima di campionato a Vicenza, mette a segno il goal del 4 a 1, viene servito dalla destra, lui quasi inciampa sul pallone che si alza a pallonetto e batte Brivio. C'era qualcosa di terribilmente sbagliato in Fabio Junior Pereira, intanto sembrava come se avesse il piede sinistro montato al posto del destro e viceversa, era terrorizzato dalla palla, giocava sempre spalle alla porta e quando riceveva la sfera se ne liberava subito,quasi schifato, girovagava estraneo al gioco per tutto il campo barcollando come un rimastino in cerca di una dose e poi non aveva veramente nulla del brasiliano, era meno esotico di Maccarese a metà Gennaio. L'anno seguente sulla panchina della Roma arriva Fabio Capello. Il mister di Pieris cerca di recuperarlo. In Roma-Vitoria Setubal di Coppa Uefa(16 settembre 1999) lo butta nella mischia al 74esimo, sul risultato sul 6 a 0,Capello urla fino al 90esimo:"Giocate su Fabio!!", l'uragano trattato come un bambino(dai su amore di mamma fai goal!) in una partita dei grandi, non riesce a timbrare. Dopo aver visto il suo primo goal contro la Samp ho avuto l'onore di vedere anche il suo ultimo capolavoro in casa. 4 novembre 1999, freddo e pioggia(secondo studio aperto il novembre più piovoso del secolo), classica partita di coppa giocata alle 18 in mezzo alla settimana contro il Goteborg, squadra ormai decaduta. In Svezia era finita 2 a 0 per la Roma, quindi passaggio del turno al sicuro. Insomma, non esisteva motivo alcuno per andare allo stadio, di motivi per me e per il mio amico Luca, compagno di coppa e trasferte che purtroppo non c'è più, ce ne stavamo ben due, la presenza in panchina di Thomas Ravelli e Fabio Junior dal primo minuto. L'uragano garantiva risate. A memoria non ricordo una partita più noiosa, nonostante la caterva di battute originalissime della gente intorno a noi sul centravanti avversario, il ghanese Tetteh. Fabio si muove in campo con la stessa sicurezza di un bambino di 5 anni che si perde al supermercato. Poi al minuto 88 succede l'incredibile, cross dalla destra di Tommasi, stacco di testa perfetto e goal, un goal che Ronaldo non ha mai fatto. Roma 1 Goteborg 0, Fabio Junior. Penso di aver riso poche volte così tanto dopo un goal della mia squadra, non riuscivamo ad esultare ,riusciva ad essere involontariamente comico anche quando faceva qualcosa di buono. La domenica dopo, il 7 novembre 1999, al 39esimo minuto, Fabio Junior Pereira detto "Uragano blu", segna il suo ultimo goal con la maglietta della AS Roma 1927. E' il goal del 3 a 0 romanista contro la Reggina allo stadio Oreste Granillo, un delizioso tocco a scavalcare Orlandoni, esultanza condita da un inspiegabile gesto dell'ombrello, rivolto forse alla curva reggina o forse a tutti i romanisti, chissà. Il 7 marzo del 2000, Fabio Junior si trasferisce in prestito al Cruzeiro. Continuerà a prendere lo stipendio dalla Roma fino al 2003 quando passerà all'Atletico Mineiro dopo una non entusiasmante esperienza con il Vitoria Guimaraes in Portogallo. Poi la sua carriera continua tra: Giappone, campionato Emiro, Germania, Israele e di nuovo Brasile. Oggi gioca ancora, la sua squadra l'America Mineiro disputa il campionato di serie B(Fabio è stato un dei protagonisti del momentaneo ritorno in A nel 2010)in 64 partite ha segnato 24 goal. Chissà se ogni tanto,mentre bighellona impacciato nei campi brasiliani, ripensa a noi, a quei 27 miliardi e a quella volta che è stato trattato come un fenomeno. Quando la mia squadra va male, per sentirmi meglio, mi piace ripensare alla storia di Fabio Junior Pereira, quel ragazzo brasiliano che arrivò a Roma da uragano e finì per essere a malapena un colpo di tosse, uno dei tanti nella storia della Roma.

19 commenti:

  1. Credo una delle più grosse buste mai acquistate. Una pippa inquietante.

    Da qualche parte sicuramente ho la cassetta di Tomic, quella si. Forse anche di Fabio Junior: devo guardare nella scatola del materiale per invocare il demonio e fare riti voodoo.

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  2. Quella pippa immonda.
    E pensare che, essendo mio omonimo, avevo una maglietta personalizzata col suo numero 27 per il torneo della scuola (fatta le settimane seguenti a causa del fomento del gol con la Sampdoria).
    Con l'Atletico si mangiò, ricordo ancora la palla ciccata a un metro dalla linea a 10 minuti dalla fine, sul 1a1.

    In questa annata balorda la nostalgia di quelle rimonte impossibili e del fomento pre-partita si fanno sempre più acute.

    La videocassetta di Tomic è un cult.

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  3. Nesat, solo tu potevi raccontare quel bidone mostruoso di Fabio Junior: mamma mia quanto era scarso, me lo ricordo bene..erano i miei primi anni a Roma... Solo mio padre nella sua incrollabile, e molte volte ottusa, fede giallorossa dice ancora adesso che non era poi così male! Come bidone, ma di meno, era Tomic: l'avevano preso dopo aver perso la diatriba di mercato con la Lazio per Stankovic se non ricordo male..proprio gli stessi giocatori, eh?!

    Vincenzo

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  4. Premesso che a mio avviso Fabio Junior non è mai stato pippa e che erano invece Roma e i romanisti tutti a non essere pronti a Fabio Junior, come del resto non lo sono oggi quanto alla proposta di calcio di Luis Enrique, voglio sapere di più su Gustavo Bartelt.
    La leggenda vuole infatti che il buon Gustavo continui ancor'oggi a girarsela all'EUR in sella ad una Harley. Chi sa, parli.

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  5. Vorrei aprire una parentesi sulla pagina wikipedia di Tomic:

    Upon retiring, Tomić immediately became Partizan's director of football. He is credited for discovering and signing future fan favourites Juca, Almami Moreira and Lamine Diarra all of whom were almost completely unknown to the Serbian public at the time of their signing.

    Ma chi cavolo sono Juca, Moreira e Diarra? Grande Direttore Sportivo. Lo vedrei bene al fianco di Tare.

    Su "El Facha", qualche perla sua e di compagni di squadra.

    «Giocavo nel Lanus. Un mercoledi’ mi chiama il mio procuratore e il venerdi’ ero gia’ a Roma. Tutto di corsa. Non avevo neanche il passaporto argentino»
    (Gustavo Javier Bartelt)

    «Io l’erede di Balbo? Magari: Abel e’ un idolo. Per me e’ gia’ tanto essere qui»
    (Gustavo Javier Bartelt, attaccante Roma)

    «Fare i gol e’ la mia vera specialita’: nell’ultimo campionato ne ho segnati 14 in 19 partite»
    (Gustavo Javier Bartelt, attaccante Roma)

    «Caniggia era alla Roma, ma non si puo’ dire che giochiamo nello stesso ruolo e che ci siano molte similitudini tra noi due»
    (Gustavo Javier Bartelt, attaccante Roma)

    «E’ la fotocopia di Caniggia, s’e’ mosso bene valutando come da poco e’ con noi»
    (Luigi Di Biagio, centrocampista Roma)

    «Giocare e vincere lo scudetto, perche’ no? E magari guadagnare un posto nella nazionale argentina. Per un giocatore e’ il massimo, soprattutto per uno come me, che quattro anni fa giocava solo per divertimento con gli amici, studiando Scienze economiche all’universita’»
    (Gustavo Javier Bartelt, attaccante Roma)

    «E’ il classico attaccante che, se parte in progressione, non fermi piu’ se non facendo fallo, tirandogli la maglia»
    (Vincent Candela, difensore Roma)

    «Ho caratteristiche comuni con Caniggia? Forse si’, pero’ lui e’ un esterno, io sono un centrale»
    (Gustavo Javier Bartelt, attaccante Roma)

    «E’ velocissimo, lo vedrete: fa 11"4 sui 100»
    (Franco Sensi, Presidente Roma)

    «Quando uno come lui scatta, spesso si corre il rischio di doverlo prendere da dietro o in modi spicci. Sai quante espulsioni...»
    (Luigi di Biagio, centrocampista Roma)

    «L’argentino e’ un centravanti moderno di qualita’, punta la porta e la vede. Ma la cosa che mi ha maggiormente colpito e’ che gioca anche per la squadra, prende palla e la distribuisce nel modo giusto, si propone e si smarca, non spreca mai. Poi e’ dotato di velocita’, sullo scatto e’ difficile fermarlo. Un ottimo acquisto»
    (Nils Liedholm)

    «Bartelt un fenomeno? Non giudicatelo perche’ ha preso a segnare. E’ bravo, ha numeri, ma aspettiamo gare vere e avversari veri»
    (Zdenek Zeman, allenatore Roma)

    «Cerco di mettere al servizio della squadra le mie qualita’ migliori: la rapidita’, la mia capacita’ di smarcarmi, il fiuto per la rete»
    (Gustavo Javier Bartelt, attaccante Roma)

    «Ho cominciato a 20 anni, prima studiavo, giocavo a pallone con gli amici. Poi mi sono accorto, dopo gli studi superiori, che potevo concludere qualcosa di buono anche giocando al calcio»
    (Gustavo Javier Bartelt, attaccante Roma)

    «Certo che giocare qui in Italia e’ veramente diverso dall’Argentina e dal Brasile»
    (Gustavo Javier Bartelt, attaccante Roma)

    «Che abbia stoffa l’ha dimostrato»
    (Francesco Totti, attaccante Roma)

    Grandissima sega. Comunque non si è ritirato da tanto: nel 2011 ha annunciato il ritiro mentre giocava con l'All Boys, prima che cominciasse la Clausura a sorpresa il Presidente dell'All Boys ha dichiarato che El Facha avrebbe partecipato al ritiro precampionato, per la gioia de Los Hinchas de All Boys.

    Che storia! Giocherà 16 minuti totali.

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  6. Juca, Moreira e Diarra sono state le "stelle" del Partizan che ha dominato il campionato serbo degli ultimi anni. Da quelle parti Tomic è molto ben considerato.
    Ma secondo me come d.s. è mooolto meglio di Tare.

    ps. forse più lento di Tomic su un campo di calcio ricordo solo Luis Helguera, fratello di Ivan

    markovic

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  7. Mi mancavano proprio Juca, Moreira e Diarra. Non li conoscevo per niente.

    Su Tomic c'è da dire che negli anni all'Alaves venne fuori bene: un vero punto di riferimento.

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  8. grazie Nesat... sono anni stupendi quelli che hai evocato. Gli anni del "franco sensi bla bla bla"... Tomic comprato come ripiego dopo aver perso stankovic fu bellissimo. Della cassetta ricordo bene che c'era praticamente solo un'azione in cui lui prendeva un palo e un tizio ribadiva.. Era il corriere dello sport di Sconcerti il quale, pur di vendere una copia, avrebbe detto che qualunque acquisto della roma era pelè..
    Io però vedo molto peggio la roma di oggi, la roma degli americani.. eppure voi tutti contenti... mah.
    All'epoca si passava da Zeman a Capello, oggi da Montella a Luis Enrique... contenti voi

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  9. Esordisce a Venezia. La domenica prima il Maestro Zemàn e la sua Roma persero a Salerno, per mano del suo figlio naturale Delio Rossi. La domenica dopo ci sarà uno dei momenti più alti della storia granata: il leggendario gol di Del Grosso a San Siro ma quella è un'altra storia. E chissà... Salernitana libera!

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  10. Grande Nesat.. Annata magica quella di Fabio Junior.. per me intendo.. L’Inter che con Ronaldo e Baggio cambia otto allenatori e gioca per la salvezza e noi che con Oliviero bomber vero si vince uno scudetto assurdo in rimonta sulla Lazio..

    Concordo su Paulo Sergio sottovalutato mentre il preferire Rebrov a Shevchenko ti fa meritare tutti gli uragani blu di questa terra..

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  11. la cosa che ricordo di fabio junior, direi l'unica, sono gli scarpini colorati.
    possibile che la roma giocò un'amichevole di precampionato col san paolo quell'anno?
    Sarebbe bello ripercorrere una breve storia della colorazione dello scarpino, incredibile pensare che 12-13 anni fa ne esistevano solo di neri e anzi lo erano specificamente. Noi nati negli anni ottanta siamo testimoni della fine di qualcosa, forse la fine della fine dell'occidente. Così possiamo ricordare il 2000: dilaga l'uso del cellulare, cadono le torri, gli scarpini si colorano, viene inventato il raggaton.

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  12. Mi ricordo che la Roma fece un amichevole con il Santos l'anno in cui era arrivato El Facha. Perdevamo 0-3, poi lui entrò e ne fece due: era già il nuovo idolo.

    Non ricordo se il rutto blu era arrivato nello stesso anno: Wikipedia mi dice che è arrivato nel 99/2000, ma già c'era quell'anno. Dubito che Capello avrebbe mai preso un pippone simile, infatti arrivò Montella.

    Quindi si, l'amichevole era con il Santos e non con il San Paolo.

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  13. grazie nesat per riportarmi non solo nel post ma anche con la testa a quegli anni spensierati...anni di amici che fanno le mascotte nell'intervallo...anni di freddure del nostro amico del cucciolone...anni di tramezzini dell'euclide divorati dalle tredici...

    a mio vanto posso dire che io ero presente allo stadio romeo menti di vicenza per quella inutile ultima giornata di campionato in cui segnò un inutile gol anche l'inutile fabio junior...ergo deduco che un po' inutile lo sono sempre stato anche io

    io non ce la potrò mai avere con l'uragano perchè ci ha fatto fare troppe risate, nesat la fa capire bene questa cosa, era veramente una comica, se entrava perlomeno sapevi che c'era da ridere...triste provare questa tenerezza per un calciatore, ma è così

    dei ventisette miliardi "spesi" da franco sensi non voglio sapere - ma lo posso immaginare - chi e quanti se li sono spartiti...franco sensi in primis...

    su bartelt...ricordo il suo gol a piacenza in coppa italia, per quel che mi ricordo l'unico gol ufficiale con la maglia della roma, lo ascoltai alla radio, zampa non la smetteva più di urlare...le serpentine finali contro la fiorentina sono pura leggenda, come la corsa in contropiede di caniggia contro il milan o il tacco di frau contro la salernitana...

    tibe, fammi capire una cosa: tu di nome ti chiami proprio "fabio junior"? geniale

    gippis, direi che per riassumere gli anni 2000 c'è poco altro da dire, forse aggiungerei il fenomeno milf e (gegen insegna su parioli) l'esplosione delle cifre sulla camicia...

    tomic è sempre stato molto sottovalutato...ovvio che non andava bene per il gioco di zeman (che il primo anno gli preferì ivan helguera, un altro achille) ma con capello regalò degli spezzoni di partita di consolante solidità...

    un giorno ci riuniremo e ci vedremo TUTTE le cassette del corriere dello sport sui nuovi acquisti di roma e lazio...poi ci potremo serenamente concedere un'uscita di scena collettiva alla mishima...

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  14. io c'ero all'esordio a venezia...curva romanista incredibilmente colorata e festante, sole e coriandoli (periodo pre carnevale)..all'annuncio delle formazioni, con fabio junior è venuto giù lo stadio (di tubi innocenti, ma tant'è, da noi si fa così)e io pensavo "ecco, questo ora ce ne fa 3"..poi sappiamo come è andata, abbiamo visto segnare l'unico gol di ballarin in 125 anni di venezia alla roma, ovviamente in contropiede..forse ho pianto

    tommaso

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  15. ricordo perfettamente della mitica videocassetta della bomba tomic, se non altro perchè un mio amico delle medie la teneva su una mensola in salone tra paprika e così fan tutte e tutti gli altri films della molto anni '90 collezione a luci rosse dell'espresso..

    Janos Boka

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  16. Io all'epoca dell'acquisto di Fabio Junior facevo le scuole medie e con mio padre e altre persone seguivamo le partite in una stanzetta situata all'interno di un'agenzia di pompe funebri di Quarto Miglio (E' tutto vero, non sto scherzando, lì ho visto vincere il terzo scudetto). Mi ricordo la cassetta del Corriere (due gol in loop: non vorrei dire una vaccata ma mi pare fossero un calcio di rigore e un colpo di testa) e la copertina sul numero mensile de "La Roma" con il faccione del brasiliano in primo piano e il servizio che lo presentava come l'anti Ronaldo per eccellenza.
    Chiaro però che uno che assomiglia a Aldo non può essere un fenomeno.

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  17. Che bei ricordi.
    Me lo aggiudicai all'asta invernale del fantacalcio. Poi, ma non ricordo il come né il perché, al suo posto in squadra mi ritrovai Recoba e Maniero. Vinsi il torneo.
    Dall'anno successivo, e da allora ad oggi, le mie squadre al fantacalcio portano il nome di Fabio Junior Futebol Clube. Di fantacalcio non ne ho mai più vinti: http://www.youtube.com/watch?v=wk2e9ibw3Gk ;)

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  18. appena ho inizato a leggere ho pensato "devo scrivere di quel gol cremato", quel gol che il grande nesat, avrebbe citato proprio qualche riga più sotto.
    è incredibile come certi episodi inutili rimangano impressi nella vita della gente, nella mia in particolare, che non sono neppure un tifoso della roma.
    ma quel gol sbagliato , visto a casa del mio amico Fede, l'uncio che viveva già da solo, e aveva tele+ non me lo scorderò mai.
    Parte fabio jr. in maglia bianca va da sinistra a destra percorrendo la parte bassa del teleschermo, io esclamo "se segna ti faccio un bocchino" perchè si vede chiaramente che non potrà mai segnare, arriva davanti al portiere e ovviamente sbaglia maldestramente, senza dire niente io e fede ridiamo fino alle lacrime per 5 minuti, e da quel giorno per noi l'immagine della scarsezza è fabio junior al comunale di firenze.
    sono contento che questo episodio abbia posto (abusivo!)nel cervello di qualcun'altro.
    grazie nesat

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  19. grazie a tutti.....le storie di Tommaso Farewell e Dadde sono stupende.....
    per il resto..Kalle...tutti credevamo in Fabio Junior forse qualcuno ci crede ancora...27 miliardi....un enormità....oltre Voeller e lo scippo di Rizzitelli alla Juve io personalmente non avevo mai vissuto una trattativa tanto importante....Firenze è ancora qua..se Fabuio Junior fosse rimasto stroncato da un infarto...ad un passo da Toldo...sarebbe stato ricordato eternamente come un FENOMENO......

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