mercoledì 1 febbraio 2012

Literaria: “Con lo Spirito Chollima” di Marco Bagozzi - Quando il calcio della Repubblica Popolare Democratica di Corea è di tutti e per tutti..

Today I want to address a few remarks to you on the shortcomings in our Party's ideological work and on how to eliminate them in the future.

Kim Il-sung “On eliminating dogmatism and
formalism and establishing Juche 
in ideological work” 28 dicembre 1955

(da: Kim Il-sung: Selected Works, Vol. I, pp. 582-606)

Era la mattina di lunedì 19 dicembre 2012, per noi decadenti consumatori del calendario gregoriano, quando ho appreso la notizia che il caro leader Kim Jong-il aveva deciso che il suo compito terreno era terminato e che si sarebbe dedicato a riorganizzare in maniera socialista il paradiso.. metabolizzato il fatto che ci avesse messo due giorni ad ascendere (risulta infatti che abbia cominciato a decedere sabato 17 dicembre, data ufficiale della morte, e abbia completato l’iter il 19 dicembre) rincuorato dal fatto che comunque ci avesse impiegato un giorno di meno del Nazareno.. mi apprestavo a decidere come commemorare al meglio quella giornata di lutto per l’umanità intera.. quando anche i laghi si ghiacciarono e le gazze lacrimarono.. che la vita decise di riservarmi due graziose sorprese..

Un amico da Londra mi manda un lungo articolo sul cinema nordcoreano (come tutti sanno il caro leader era un raffinatissimo critico cinematografico e, se non avesse dovuto fare il dittatore avrebbe scelto la carriera di regista ad Hollywood) ed Marco Bagozzi mi lascia nella casella della posta il suo libro sul calcio coreano.. Dopo un colloquio telefonico (in cui Lamberto Giorgi e Gianni Minà facevano da interprete.. probabilmente l’un con l’altro) con il simpatico Kim Jong-un.. che mi r-assicurava marxianamente che le coincidenze non esistono e che quindi tutto era preordinato dal sincronico procedere della storia intesa come successione dei conflitti di classe.. mi apprestai a leggere il testo del Bagozzi, collaboratore della rivista di studi geopolitici Eurasia e animatore del blog Calciocorea..

Con lo Spirito Chollima è un’affascinante cavalcata in 55 anni di calcio nordcoreano.. che seguendo l’insegnamento leninista dimostra come la sovrastruttura calcistica di un popolo sia al tempo stesso prodotto della sua struttura economica e capace altresì di influenzarla.. e ci regala la speranza che, una volta cambiata la struttura economica della nostra società, come è accaduto nella Repubblica Popolare e Democratica di Corea, anche un altro calcio diventi possibile.. Un calcio rivoluzionario intriso dello spirito di Chollima.. “il leggendario cavallo alato che poteva coprire un migliaio di ri (500 metri circa) in un sol balzo, superando altissime montagne e vaste distese, attraverso nebbia e nuvole..” eletto a simbolo del giant leap messo in atto dal popolo coreano una volta ottenuta l’indipendenza e scelto di essere comunisti.. I prolegomeni e paralipomeni del testo - corredato da una quantità incredibile di statistiche, rare foto d’archivio, riproduzioni di manifesti e francobolli.. - sono il Mondiale inglese del 1966 e quello Sudafricano del 2011.. dove Lacrime di Borghetti si schierò compatto a sostenere la squadra della luminosa Chosŏn Minjujuŭi Inmin Konghwaguk..

Dalle meraviglie di Middlesbrough, città rossa ed operaia che sostenne compatta le mirabolanti avventure di Pak Doo-ik e compagni.. Alle vergognose menzogne (tutte rigorosamente e storiograficamente confutate) con cui la stampa occidentale.. decadente e borghese.. colorò la sfortunata epopea di Jong Tae-se e compagni nel paese che fu (?) dell’Apartheid.. Nel mezzo una quantità incredibile di nomi e di sigle che riportano ai meravigliosi tempi che furono della Guerra Fredda.. come le Spartachiadi, delle vere e proprie Olimpiadi Socialiste dove partecipavano le varie squadre degli eserciti.. o il prestigioso Ganefo (Games of New Emerging Forces).. Oltre a chicche assolute come il ‘programma partita’ del quarto o quinto match ufficiale giocato dalla RPDC.. un’amichevole persa 6-2 a Riga contro l’FK Daugava l’11 agosto 1957..

Nel libro troviamo inoltre la traduzione dello splendido Aekukka (Inno d’amore per la Patria) che fece piangere di gioia e commozione Jong Tae-se prima della partita col Brasile.. Veniamo anche a sapere che il 29 maggio 1984 l’amichevole della Dynamo Barnul contro la nazionale nordcorena fa registrare il record di presenze nello stadio siberiano.. 22.500 spettatori, record tutt’ora insuperato.. O che la finale del prestigioso trofeo delle squadre del settore ferroviario.. la Coppa Usic.. nel 1958 fu decisa in favore della squadra che ottenne più calci d’angolo (fatto unico nella storia del calcio mondiale) permettendo alla Jugoslavia di trionfare.. E apprendiamo inoltre della squalifica imposta alla luminosa Chosŏn Minjujuŭi Inmin Konghwaguk per aver rifiutato di giocare contro Israele in solidarietà con il popolo palestinese.. delle storiche Partita della Riunificazione (la prima del 1990) contro i fratelli-traditori-del-socialismo della Corea del Sud.. dell’amichevole a Washington nel 1991 contro gli imperialisti Statunitensi.. e della vittoria a Catania nei Mondiali Militari del 2003 dopo aver battuto gli azzurri in semifinale..

Nel prezioso testo è anche elencata minuziosamente la giornata di allenamento dei norcdoreani in vista dei Mondiali 1966.. Spiccano la ‘lezione di scienze politiche ed economiche’ dalle 10 alla 11.. i canti patriotici che suonano sul grammofono all’ora di pranzo, dove si degustano carne arrosto ed insalata.. la ‘frugale cena’ delle 18,30.. e la partitella in notturna (ore 22) per novanta minuti di seguito, senza ruoli fissi e con la palla che non può rimanere in possesso dello stesso giocatore per più di 10 secondi.. Dimostrazione quest’ultima di una concezione del calcio proto zemaniana.. dove il calcio è “fattore di educazione e formazione” come spiega l’autore.. tanto che diversi giornalisti (riproduzione di articoli di Frosi, Foglianese, Ansaldo..) trovano nella RPDC del 1966 la base su cui Rinus Michels costruirà l’Ajax del calcio totale.. Un calcio dove tutti corrono per tutti, sempre in movimento, sempre pronti al raddoppio in aiuto al compagno, sempre insieme in difesa ed in attacco, tesi all’utopia socialista.. Un calcio di tutti e per tutti, specchio di un meraviglioso paese dove, da 55 anni, ognuno dà secondo le proprie capacità e ognuno riceve secondo i propri bisogni..

12 commenti:

  1. Nulla da dire, nulla da aggiungere...

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  2. Appena ho letto il titolo e visto le immagini ho pensato "Zio".
    Il particolare della partita decisa dal numero degli angoli è una perla.
    Sempre che l'illuminato Kim-Jong-Il te lo consenta, puoi narrarci qualcosa dell'attuale campionato Nordcoreano?

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  3. Io invece ho cercato notizie sui mondiali militari vinti a Catania nel 2003.....con che occhi guarda Catania un Nordcoreano?credo che non esista un posto più "Lontano" da Pyongyang....

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  4. @Gaizka: dopo la pubblicazione del libro, il precisissimo prof.Armillotta mi ha però segnalato che le partite decise con il numero degli angoli fu utilizzata anche in alcune partite del campionato albanese.
    Sul campionato nordcoreano si sa poco, solo quanto riportato dalla KCNA. Trovi tutte le info sul blog: http://calciocorea.altervista.org/

    @Nesat: sui mondiali militari 2003 ho trovato pochissimo. Nemmeno sulla Gazza di quei giorni non c'è nulla solo i risultati. L'unica chicca che ho trovato riguarda il basket: quando abbiamo steso gli USA:
    http://calciocorea.altervista.org/extracalcio-2003-ri-myong-hun-stende-gli-usa/
    Ne parlo anche qui:
    http://calciocorea.altervista.org/ri-myong-hun-chi-e-il-soldato-gigante-di-pyongyang/

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  5. Complimenti,gran bell'articolo!soprattutto le ultime frasi sono da pelle d'oca..davvero bello!

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  6. Chiedo scusa per i due commenti di fila,ma And the radio plays non l'avevo ancora visto prima di scriverlo!Altri punti guadagnati.."tremo per un non so,che si trova a volte a caso"..

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  7. Zio grande pezzo hai scelto per chiudere il tuo bel post. LB sarebbe anche un'ottima radio.

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  8. Fantastici sia il gruppo d'apertura che quello di chiusura...peccato per il poco spazio dedicato a Lamberto Giorgi in mezzo...

    Non so se è quella ma un mio cugino - onesto bomber della serie C - giocava nella nazionale militare una decina d'anni fa; stare dal lunedì al giovedì alla Cecchignola gli fece perdere una grande occasione di sfondare al Pisa. Gli chiederò di eventuali sfide coi nordcoreani.

    Io comunque sono un grande fan anche del Kim Jong Il dei Muchachada Nui:

    http://www.youtube.com/watch?v=ENf8fnZQ4Y8

    Ora vi saluto che devo fissare qualche cosa...

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  9. Fondamentale approfondire il discorso / concetto di Spartiachidi.

    Bel pezzo, Zio. Sei una certezza.

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  10. Per quanto riguarda le spartachiadi degli eserciti non vanno confuse con quelle che erano le spartachiadi nazionali (ad esempio quelle del video). Furono una sorta di olimpiadi socialiste, di altissimo livello. Ad esempio, nel calcio, come riportato nel libro, giocarono le migliori formazioni, piene di giocatori delle nazionali. Erano organizzate dall'associazione sovietica SKDA. Qui se ne parla brevemetne: http://www.pages.drexel.edu/~rosenl/sports%20Folder/Soviet%20Sport%20and%20Soviet%20Foriegn%20Policy.pdf

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  11. Dionigi, scusa se sono indiscreto, ma il parente a cui accenni è Mastrolilli Matteo?
    Perchè è passato anche per qualche partita da Empoli e gli ho anche visto segnare un goal al Castellani ...
    Mi è venuto da chiederlo per il cognome identico...

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  12. Mattia, non Matteo. Un vero cecchino.

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