martedì 28 febbraio 2012

Aste, icone e nuove economie a Calcutta


Leggevo sul Sole 24Ore della settimana scorsa di un recente studio del Boston Consulting Group - dal titolo The Tiger Roars: Capturing India’s Explosive Growth in Consumer Spending - che analizza la sempre più sviluppata capacità di spesa della classe media indiana.   La "I" dell'acronimo BRICS è in questo momento il secondo Paese al mondo quanto a crescita e, come tale, domanda al mercato come spendere la sua nuova economia.    Tra battaglie contro il male diffuso della corruzione e masse prive di assistenza sociale, fattore chiave della nuova direzione, oltre all'apertura ad investimenti esteri, l'arrivo a destinazione della nuova generazione di forza lavoro, cui gli imponenti centri commerciali della prima periferia non bastano più.   Il suggerimento dello studio del BCG sarebbe quindi di allargare il campo da gioco, puntando non più solo sull'export verso il mercato indiano, ma portando e sviluppando direttamente nel Paese di Pratibha Patil prodotti di accessibile consumo.

Di assoluto richiamo a quanto sopra pertanto l'iniziativa calcistica messa in piedi negli ultimi tempi dalle parti di Calcutta, la città di Kalì, rappresentazione guerriera di Parvati, moglie di Śiva.    L'idea di un torneo con protagonista il calcio internazionale fino ad ora seguito solo alla televisione. Non più la proposizione delle principali competizioni del Vecchio Continente, Premier League, Liga e Champions su tutte, ma una vera e propria immagine di calcio indiano.

La formula è semplice: sei squadre, un'asta per l'ingaggio dei nomi più importanti e una serie di partitie da giocarsi tra marzo e aprile.   Ciascuna squadra con a disposizione un budget prestabilito per "comprare" staff tecnico, giocatori e medici sociali.   Tra i giocatori, massimo 4 stranieri e almeno 6 under 21.   Tra i 4 stranieri, la possibilità di ingaggiare un giocatore "Icona", 2 giocatori "Overseas" ed un giocatore asiatico.

Ecco quindi il quasi trentanovenne Jay Jay Okocha arruolato tra le file del Durgapur assieme al costaricano Solis e il guatemalteco Castillo ed il Barasat aggiudicarsi uno degli idoli indiscussi di alcuni autori di questo blog: Hernan Crespo.    Il Capitano dell'Italia Mondiale del 2006 se lo è invece aggiudicato il Siliguri assieme a Santino Quaranta, punta americana scuola D.C. United e classe '84.   Il vero affare lo ha fatto però il Kolkata, che per soli $530,000 (relativamente poco rispetto ad una media di circa $800,000 per Icon Player) ha fatto suo Robbie Fowler, ex stella del Liverpool.   Meno decisivi, a mio modesto avviso, i colpi di Howrah e Haldia, che hanno ingaggiato rispettivamente Robert Pires e Juan Pablo Sorin.   Tra gli allenatori, spuntano invece i nomi di Fernando Couto, indimenticabile centrale di Lazio e Parma e del Diablo Marco Etcheverry, ex stella indiscussa della Nazionale di calcio boliviana.

La macchina dei diritti TV stretta nella morsa delle sacche di povertà e della new economy indiana.   Un accenno di jet-set calcistico pronto a infrangere il dominio di passione del cricket.   Un adeguamento tutto paillettes alle stime di crescita di reddito della popolazione, che prevedono, entro il 2020, il raddoppio delle fasce di cittadini benestanti e aspiranti tali, con correlata diminuzione dei dati legati alla sofferenza sociale.

In tutto ciò, una sola certezza: i tagli sul primo palo di Valdanito e gli anticipi di Cannavaro a impostare ripartenze.


4 commenti:

  1. è la volta buona che robbie fowler finisce in prigione...

    non vedo l'ora di vedere queste affascinanti partite e soprattutto di leggere i resoconti sulle giovani promesse indiane che scoprirà nesat...

    sogno comunque l'invasione di campo di una scimmia

    ps sarebbe bella anche una telecronaca di caressa: "Benvenuti al Madre Teresa Stadium di Calcutta..."

    RispondiElimina
  2. Potrebbero anche liberare i due Marò e metterli a fare la fascia, secondo me farebbero un'ottima figura

    RispondiElimina
  3. Grande Jay Jay Okocha.

    Ancora ho in mente quando Zampa chiamava Jay Jay Stefanone Okaka. Due giocatori proprio con lo stesso piede.

    Non sapevo assolutamente di questa esplosione del calcio Indiano.

    RispondiElimina
  4. Okocha e Etchverry...un motivo per trasferirsi in India....

    ma in india il neuton si trova?

    RispondiElimina