domenica 12 febbraio 2012

Io sto con il silenzio di Luis Suàrez

l'umorismo senza eguali dei redattori di cologno monzese
Non credo ci sia bisogno di entrare nel merito della questione a monte, vale a dire l'epiteto razzista ("negro") con cui Luis Suàrez ha apostrofato in campo l'avversario Patrice Evra nel corso di un Liverpool - Manchester Utd di qualche mese fa (per chi non ricorda i fatti, Evra, in seguito ad un intervento duro di Suàrez su di lui, gli chiese spiegazioni, e Suàrez gli avrebbe risposto di averlo fatto perchè Evra era "negro", e in seguito avrebbe anche aggiunto che lui "non parla con i negri"), che gli è costato, in seguito al procedimento disciplinare sorto con la successiva denuncia del giocatore francese, otto giornate di squalifica per razzismo, e quindi non entrerò nel merito dell'adeguatezza o meno di una sanzione del genere, nè dell'adeguatezza o meno dell'attuale tendenza politica e culturale a contrastare, anche con misure proattive, le discriminazioni di ogni genere o tipo. Non credo ci sia bisogno neanche di fare del sofismo sulla peculiarità linguistica spagnola per cui la parola "negro" non ha, a differenza di quanto avviene nella lingua italiana, una connotazione di per sè dispregiativa, trattandosi del sostantivo che semplicemente designa il colore nero o - per una figura retorica che qualcuno più attento di me al liceo si ricorderà - l'uomo la cui pelle ha tale colore. Non voglio neanche soffermarmi, perchè andremmo fuori tema, sulla quantità e varietà di epiteti offensivi che fanno da colonna sonora alle partite di calcio, al fine di classificarli secondo categorie di maggiore o minore scorrettezza, e sulle diverse accezioni semantiche e sugli usi prettamente metaforici che tali epiteti acquistano o svolgono quando vengono pronunciati in un campo di calcio, rispetto alla vita quotidiana. Non mi importano neanche le ulteriori variabili fenomenologiche (trance agonistica, risposta a provocazione, svalutazione del significato offensivo). No, voglio dare per scontato che Luis Suàrez abbia voluto dare del "negro" a Patrice Evra in maniera consapevole e volontaria, al fine di ingiuriarlo con una dichiarazione di subalternità razziale, sul presupposto obbrobbrioso che la razza di Evra meriti una considerazione inferiore alla propria (chissà qual è, peraltro, la razza di Suàrez), così come è stato accertato dalla Football Association inglese, la cui sanzione pertanto voglio dare per scontato che sia giusta e proporzionata.

Se questo è vero - e come ho detto lo do per vero, come tutti dobbiamo darlo per vero, e quindi dobbiamo considerare condivisibile la delazione di Evra e la reazione della FA e della società civile in generale, salvo dover essere qualificati anche noi come razzisti consapevoli - non mi sento tuttavia di biasimare il comportamento silenzioso tenuto ieri da Luis Suàrez, il quale, in occasione dell'incontro di campionato tra Manchester Utd e Liverpool, e quindi in occasione del primo incontro pubblico con Evra dopo i fatti descritti, "non ha voluto stringere la mano allo stesso Evra durante il tradizionale scambio di saluti fra giocatori prima dell'inizio della sfida" (fonte il Corriere dello Sport). Ancora meno mi sento di condividere i commenti di chi - telecronista della partita in primis - ha voluto stigmatizzare questo (non)gesto di Suàrez ed etichettarlo, nuovamente, come razzista.

Mi spiego. Per me, la situazione è la seguente: in una data circostanza, un uomo manifesta una sua opinione ad un altro uomo, convinto della correttezza di tale affermazione secondo la propria scala di valori; per tale manifestazione del pensiero, tuttavia, il primo uomo viene punito, perchè essa ha offeso un valore che l'ordinamento ritiene di estremo valore tutelare, di un valore addirittura maggiore rispetto alla libertà di opinione, e che quindi viene protetto attraverso una sanzione in caso di violazione; peraltro, il procedimento che porta alla sanzione scatta a seguito di delazione da parte dell'uomo, portatore dell'interesse pubblico leso, a cui l'affermazione lesiva era stata rivolta, il quale, quindi, nell'ottica del primo uomo, non accetta di difendersi sul piano privato dello scambio di opinioni, ma preferisce rendere pubblico l'avvenuto, al fine di azionare una reazione amministrativa; il primo uomo accetta e sconta la sanzione integralmente, ristabilendo così l'ordine giuridico; espiata la sanzione, il primo uomo dimostra di essere stato rieducato dalla pena, poichè, alla prima occasione in cui avrebbe potuto reiterare la condotta offensiva, non la commette, evitando di manifestare la stessa opinione lesiva che, a suo tempo, aveva violato il bene giuridico protetto.

Non vedo quindi alcuno scandalo nel silenzio, gestuale e verbale, con cui Luis Suàrez ha accompagnato il proprio passaggio davanti a Patrice Evra. Tutto il resto, per quanto mi riguarda, è un fatto privato, interiore ed insindacabile, attinente unicamente alla coscienza di Luis Suàrez. Nessuno può pretendere che Suàrez provi simpatia per Evra. Nessuno può pretendere che compia un gesto di distensione nei suoi confronti, quale lo scambio di un saluto prima di un incontro di calcio. Nessuno può pretendere che muti il proprio quadro di valori. Nessuno può pretendere che riconosca espressamente, con una parola o con un gesto, di aver sbagliato (e in particolare non io, che per coerenza ho cantato sin dall'inizio di questo blog le lodi dei personaggi più politicamente scorretti del mondo del calcio). Per quanto mi riguarda, conta solo una cosa: ieri Suàrez non ha dato del "negro" ad Evra, e quindi non ha reiterato il proprio errore. 

Il suo silenzio dimostra semmai che l'uomo non è un ipocrita, ed è per questo che io sto con lui. Posso comportarmi in maniera civile con chi considero - a torto o a ragione, questo non conta - un traditore, ma non mi comporterò mai con lui in maniera ipocrita, a beneficio di telecamere. Perchè Suàrez avrebbe dovuto dare la mano a Evra, magari sorridendo? Per fare un piacere al polticamente corretto? Per regalare un happy ending? Per nascondere alla FA che il vero problema del razzismo nel calcio inglese non sono le frasi che si dicono in campo, ma la presenza di solo due allenatori di colore in tutto il calcio professionistico? Perchè, in altre parole, avrebbe dovuto mentire, quando l'unica cosa che l'ordinamento gli richiede è di non commettere nuovamente un illecito disciplinare? Perchè pretendiamo che Suàrez aderisca, si conformi, accetti e magari condivida anche dei valori morali, che possono essere i nostri valori morali, quando in realtà tutto quello che gli si può  legittimamente chiedere è di comportarsi secondo delle regole (non morali) che deve necessariamente condividere per fare parte di una associazione privata, oltre che di una più ampia società civile? A meno che passandogli davanti non abbia dato - dato, non pensato - di nuovo del "negro" ad Evra, e a quanto risulta non è successo, non riesco a individuare - a differenza dei media - alcuna esecrabilità nel silenzio di Suàrez. Io vedo solo un uomo che ha commesso un errore e che per tale errore ha pagato, che riconosce nel modo più naturale e meno ipocrita - il silenzio - la propria sconfitta, la propria espiazione, le proprie ferite. Nessuno può imporgli come leccarle.

Un antico padre dice che ci troviamo meglio in compagnia di un cane conosciuto che di un uomo il cui linguaggio ci è sconosciuto. "Ut externus alieno non sit hominis vice", scriveva Plinio ("sicchè lo straniero non è uomo per l'uomo"). Montaigne commenta che, in questi casi, un linguaggio falso è molto meno cordiale, e quindi molto meno auspicabile, del silenzio. Io la penso come lui, e sto con il silenzio di Luis Suàrez.  

17 commenti:

  1. Mah...se una cosa vale farla, vale farla bene. Suarez ha infatti appena ammesso di aver sbagliato, si è pentito pubblicamente. ("Costretto" o meno dalla propria società non conta). D'altronde a me non sembra che questo ragazzino abbia una propria coerenza morale o etica. Nè tantomeno mi sembra che egli abbia voluto esprimere qualche sentimento profondo o rivendicare una propria convinzione culturale.
    Mi è sembrato anzi un gesto tipicamente pre-adolescenziale quello di non dare la mano a Evra. Sia ben inteso, non che mi stia simpatico nemmeno lui. Il gesto di fare la spia ("chi fa la spia non è figlio di maria") non è di certo meno infantile (dott.Chiellini docet). Ma in questo caso (tralasciando le sfumature semantiche della parola negro nelle varie lingue -credo che per comprenderlo appieno occorrerebbe proprio averla,la pelle di quel colore), mi sembra più che legittima la delazione da parte di Evra, che veramente può essersi sentito offeso (gravemente). Certo anche le sanzioni (e l'intero organismo)delle varie Football Associations sono offensivi. Detto questo, indifferenza totale nei confronti di simili episodi.

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  2. Sono assolutamente d'accordo con te Dionigi, la fobia assurda del razzismo in occidente è un tema del quale non vale la pena parlare.. il politicamente corretto, ipocrita e codino, sotterrerà questa brandello di civilità, ma, soprattutto, la televisione impone ed esalta gesti falsi come la stretta di mano e il fair play...

    Sulla parola negro c'è il rischi di cadere nel folkloristico, ma occorre sempre ricordare che la negritudine è un concetto nobile, profondo, ancestrale, cantato da poeti di tutta l'africa. Cose che sicuramente Evrà ignora perché cresciuto coi vizi ideologici dell'europeo, quegli stessi vizi che hanno prostrato la sua terra.
    Spero che la maschera che l'africa indossi non sia quella dell'ipocrisia europea

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  3. La domanda che mi faccio - spero si capisca dal post - è semplicemente questa: uscendo (almeno noi) dall'aberrante abitudine di ripetere tutti le stesse cose sentite in giro senza sapere neanche cosa significhino (chi vuole lo traduca come "uscendo dal politicamente corretto"), perchè mai Suàrez avrebbe dovuto dare la mano a Evra? Per quale ragione? Per conversione sulla via di Damasco? Per inscenare una farsa? Per redenzione? Per lo share? Per farsi invitare dalla Dandini?

    Aggiungo un'altra cosa: ma perchè mai Evra ha voluto dare la mano a Suàrez? Per far vedere che è buono? Che ha perdonato? Che non serbava rancore? Per dargli una lezione morale? Perchè era geloso di Abidal? Secondo me l'unico sconfitto è lui, o comunque avrebbero fatto meglio entrambi a evitare il teatrino, ognuno con il suo silenzio, la sua solitudine e le sue mani in tasca.

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  4. Ma le tue sono domande senza senso Dionigi, in quanto non sono i giocatori a decidere di darsi la mano l'un l'altro in quella ridicola passerella a inizio gara. E' il codice del fair play a decretarlo.
    Che guardacaso ha sempre avuto molto seguito nel calcio inglese. Per cui l'atto del non stringere la mano (cosa che tutti ormai fanno come degli automi) viene (o verrà o è stato) visto come uno smacco nei confronti della Fifa, della propria società e quindi nei confronti di se stesso (che infatti ha "abiurato").
    Per quanto mi riguarda possiamo abolire il fair play e con esso tutte le istituizioni sportive, ma non mi riesce proprio di reputare intelligente il gesto di Suarez..

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  5. Sono mesi che non condivido un post, un articolo, nella medesima maniera. In tutta la blogosfera.
    Oltretutto espresso con questa eleganza stilistica. Non ho nulla da aggiungere se non il mio apprezzamento all'articolo.

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  6. Noto una comprensibile volontà di riposizionamento.. e ci mancherebbe altro..

    In realtà, sul caso specifico, d’accordo su tutto.. L’errore è a monte, ovvero che determinate prassi etiche (pubbliche e/o private) debbano essere regolate dall’ordinamento giuridico e non siano invece naturali conseguenze del vivere comune e dell’educazione.. Se così è, allora è giusto che ultimata la condanna ci si possa comportare come si crede.. (fino al giorno in cui non si incorra in una nuova violazione della legge così via..)

    Sul resto che dire.. penso che congrega più ipocrita dei giornalisti sportivi non ci sia.. tutti sempre pronti a stigmatizzare la violenza dei tifosi, il cattivo esempio dei giocatori che i bambini ci guardano.. e il razzismo, e la simulazione, e gli sputi.. E il giorno dopo tutti ammantati di candido stupore.. “Ma davvero il totonero, calciopoli e le scommesse signora mia? Ah che scandalo! Ma guardi signora mia noi che titoli di fuoco e di condanna.. sempre dalla parte del bene! Ma pensi, signora mia, trent’anni a moralizzare tutto quello che si poteva e del resto non ci eravamo mai resi conto.. Curioso, no?”

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  7. Fa tutto parte di una visione ipocrita che ha invaso il calcio da qualche tempo. Ma che cos'è questa pratica della stretta di mano prima della partita? Ma che senso ha? Sono gli stessi che durante il gioco, si gonfiano come zampogne, fanno falletti, provocazioni, pestoni, danno gomitate, dicono paroline simpatiche sulle mamme dell'avversario.. però ad inizio partita gli è imposto di darsi la mano. Ma che cosa significa? Io vorrei capire il senso di questo gesto falso e inutile.

    Come pochi altri io mi chiedo perchè Evra abbia tentato di dare la mano a Suarez. Per fare bella figura? Per far vedere che lui è superiore? Ci sono caduti un po' tutti, dal telecronista, ai giornalisti della carta stampata: anche questo comportamento di Evra fa parte del baraccone del "voler apparire" a tutti i costi. Non era un gesto spontaneo, era una cosa studiata.

    Vorrei poi chiudere su Massimo Marianella: 90 minuti di partita. Almeno 10 minuti a parlare della vittoria di Evra, di quanto è bravo Evra, di quanto sui campi inglesi certe cose non sono ammesse, di quanto è stupido Suarez.. Ritengo che il comportamento di Suarez sia una cosa intima e che Marianella, come altri giornalisti, abbia trovato qualcosa di cui parlare durante la partita e nella settimana. Hanno bisogno di qualcuno da condannare.

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  8. Sono parzialmente d'accordo. Quello che non capisco è in nome di quale utopica concezione ci si possa auspicare da un manipolo di grezzi maschiacci perlopiù semianalfabeti (laureati e non) di sapersi autoregolare secondo le norme dell'educazione e del vivere comune.
    Assisteremmo ogni domenica a gesti come questo, non deprecabile in sè, ma che avrebbe una conseguenza pressoché identica (squalifica,pubblica gogna). L'unico regolamento di conti ammissibile, secondo me, è quello espresso attraverso il gioco, per cui: tu mi dici negro o mi dai un calcione e io ti faccio un dribbling, un tunnel umiliante oppure ti segno un gol di spalla al 90'. Ecco perché, più che esaltare il "silenzio" di Suarez io reputo necessario il Silenzio di tutti i giocatori (dentro e soprattutto fuori dal campo) a cui dovrebbe essere vietato (per legge) di potersi esprimere a parole. Lo stato d'eccezione dovrebbe essere applicato solo in casi particolari e secondo criteri estetici.. a giocatori quali Maradona, Cantona, e pochi altri (necessitas legem non habet).
    Così, forse, la smetterebbero di parlare e moraleggiare anche tanti stipendiati gazzettieri..

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  9. In merito al perché dell'esistenza di un codice di fair play e sul perché le varie federazioni e club ci tengano così tanto a rispettarlo, mi pare che ci sia una sola risposta: la ragione è, mi sembra, di natura strettamente economica (utilitaristica). Creare l'immagine di uno sport sano, corretto, eticamente encomiabile porta necessariamente più famiglie allo stadio, più interesse nei confronti dello sport, quindi più soldi.

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  10. Condivido in pieno, contro il calcio farsa delle strette di mano, degli Evra e dei Marianella. E della pubblica ammenda del pistolero.

    Collettivo Mauro Repetto

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  11. Esistono insulti "Mediatici"....quello del "Negro" è un chiarissimo esempio.....l'insulto ad un uomo di colore(si dice così?tremendo....) tira da morire....puoi riempire pagine e trasmissioni.....
    Bridge la scorsa stagione(o due anni fa) non ha giustamente stretto la mano a Terry....qualcuno si è azzardato a dire qualcosa?
    Il nero non si tocca....lo abbiamo visto con Balotelli...."Se saltelli muore Balotelli" era considerato un "Odioso" coro razzista.....poco importa se Suarez rosica perchè Evrà è andato a frignare ovunque......la mano la devi dare..le famiglie ti guardano...Evrà dovrebbe ricordarsi di dove ha giocato...si è fatto una stagione in Serie C italiana...che Dio solo sa cosa puoi sentire......

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  12. Assolutamente in linea con il post e con il commento dello Zio.

    Assolutamente nauseato dall'apparire con il sorriso forzato. Non so (magari potrei anche dubitarne) se Suarez nella sua testa abbia svolto l'analisi del post e dei vari commenti.. magari il ragionamento di Suarez è più semplice.. magari superficialmente pensa esattamente quello che ha detto perchè è come ha detto.. magari è solo risentito per essere stato oggetto di una sanzione oggettivamente importante.. ad ogni modo, sono cazzi di Suarez. Nè di Evra, nè della FA (se non nei limiti sanzionatori di cui si parlava), nè dei telecronisti/giornalisti pecore.

    Credo, infine, che sia sottile la linea che divide rispetto e offesa. Fossi Evra, sarei più contento così.
    Personalmente sono contrario all'esasperazione del corretto, troppo propensa a portare a paradossi. Forma e sostanza, insomma. Laddove la forma è una buffonata che maschera la sostanza.

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  13. Bell'articolo sono d'accordo (e complimenti per tutto il blog lo leggo sempre con piacere).
    Aggiungo solo che Suarez la mano l'ha stretta agli altri giocatori di colore del Man Utd, quindi o è razzista solo verso i francesi, oppure non gli sta tanto simpatico Evra (comprensibilmente). Lo stesso Evra che fa il paladino contro il razzismo ma che pare che ai Mondiali 2010 era razzista al contrario verso Gourcouff. Inoltre, a detta di Suarez, pure Evra l'ha insultato in maniera razziale, però fa meno scalpore evidentemente...

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  14. Andrea, non ho visto la partita ma Gegen mi ha tenuto informato della performance strappalacrime di Marianella...purtroppo non posso riportare il messaggio che mi ha scritto...diciamo che gli augurava una sorpresa "alla Baresi"...

    Mi fa davvero piacere non tanto che anche voi, a parte uno (e meno male che c'è quell'uno, grazie Lorenzo!) la pensiate più o meno come me, quanto che almeno qui si siano centrati i veri punti del caso Suàrez. Peraltro Giakimo (benvenuto) anche io avevo notato quella cosa che aveva dato la mano a Wellbeck, evidente ai commentatori televisivi è sfuggita...

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  15. secondo me gli insulti razzisti sono un'offesa più per chi li pronuncia che per chi li riceve,poichè mettono a nudo tutta la propria ignoranza.
    bisognerebbe smettere di dar troppo peso a parole come negro,terrone,etc. come insegnava il buon Lenny Bruce http://www.youtube.com/watch?v=SOnkv76rNL4
    anche io come Lorenzo credo che il gesto di Suarez sia abbastanza infantile...poi sul fatto che questo fair play forzato sia qualcosa di ridicolo non ci piove.
    però mi viene il dubbio che Suarez l'abbia fatto apposta per fomentare la questione e far parlare di sè e se a pensar male si fa peccato ma spesso ci si indovina,
    posso addirittura pensare che sia stato contattato da Dionigi per permettergli di scrivere questo post...ahahahah

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  16. Il dire quello che si pensa, per quanto coerente, controcorrente e anticonformista, non dà automaticamente, a mio modesto avviso, nessuna patente di coerenza e anticonformismo.

    Suarez ha pesantemente insultato un suo avversario perché il suo carattere lo porta a reagire così. Insomma lo ha fatto perché forte del suo talento, della sua animosità e dei suoi 25 anni pensa di non dover, a furor di media, fare un passo indietro.

    Certo la domanda che molti si fanno è: perché alla parola negro (in it. negro ha valore dispregiativo, quando etimologicamente non dovrebbe averlo, ma pochi conoscono bene le etimologie... forse anch'io...) si scatena sempre un putiferio?
    La risposta è evidente.

    Per cui io penso che Evra ha sbagliato e di brutto. Basta chiedere scusa, magari prima del match.

    Del resto, tutti quando pestano una ***** (merda, tanto per non essere ipocrita) si puliscono le scarpe.

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  17. Il gioco del pallone3 marzo 2012 20:51

    Rispondo con un breve commento a Gegenschlag, quando dice: "negro c'è il rischio di cadere nel folkloristico, ma occorre sempre ricordare che la negritudine è un concetto nobile, profondo, ancestrale, cantato da poeti di tutta l'africa."

    Allora quando Cesaire nel 1935 utilizzò per la prima volta il concetto di Negritudine non fu per nobiltà o poesia ma bensì per provocare i francesi...infatti diceva, voi ci chiamate negri, allora io fondo un movimento culturale che si chiama negritudine.

    Detto questo il politically correct fa cagare anche a me, tuttavia se dai del negro ad un uomo di colore prima cosa ti prendi tante botte e secondo non fai una bella figura.

    In conclusione per me libero Suarez di dare del negro a chi vuole così come Evra di denunciarlo a chi vuole.

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