venerdì 13 gennaio 2012

Ubu Roi, L'Ultima Rappresentazione del Nostro Amico Eric


When the seagulls follow the trawler, it is because they think sardines will be thrown into the sea..
Eric Cantona
“Non sono un uomo, sono Cantona” Così il nostro amico Eric risponde a se stesso, nonché al suo amico Eric.. Perché il nostro amico Eric, quello con la barba, appoggiato alla balaustra del ballatoio di un grigio e fetido palazzone popolare della periferia di Manchester, non è più uno dei più grandi calciatori della storia del Manchester United e di tutte le altre storie, né l’interprete di molti spot di una multinazionale di Portland, nemmenoil tecnico della nazionale francese di beach soccer, o il dirigente dei New York Cosmos (quelli che praticano il “soccer”, senza nemmeno la beach !?), tantomeno un attore, o un attivista politico, un cittadino che invita la comunità a ritirare tutti insieme nello stesso giorno i soldi dalle banche per farle fallire (come solo la sua connazionale Giovanna D’Arco, al secolo Sara Tommasi, ha in seguito avuto il coraggio di fare..) Niente di tutto questo.. Eric, nelle sue molte vite, si è definitivamente trasfigurato fino a trascendere la condizione mortale e terrena.. Eric è divenuto pittura rupestre nelle caverne di uomini che cercavano il soffio vitale nella natura, raffigurazione sacra del potere che ha gerarchizzato il divino, simbolo sociale della riscossa e dell’oppressione, totem dei tabù e tabù di tutti i totem..

Se una cosa è vietata nel calcio, il nostro amico Eric l’ha fatta, giusto per vedere l’effetto che fa.. Se una cosa è permessa nel calcio, il nostro amico Eric l’ha fatta meglio degli altri, giusto per farci vedere come si fa.. Nato a Marsiglia ha cominciato a giocare con l’Auxerre e al Marsiglia ha voluto segnare un beffardo gol di tacco quando non era nemmeno maggiorenne.. perché lui Marsiglia la ama davvero.. e allora la punisce, altro che baciare la maglia.. Anzi, a dirla tutta lui, quando poi ci ha giocato con la maglia del Marsiglia, l’ha presa e gettata per terra.. solo perché il tecnico si era azzardato a sostituirlo in una cazzo di amichevole per beneficenza.. La società ha deciso allora di punirlo, lo ha sospeso e mandato in prestito al Bordeaux.. Lui si è incazzato da morire e cos’ha fatto? Se l’è presa forse di nuovo con Marsiglia, il suo tecnico o il suo presidente? Troppo facile.. troppo banale.. Lui è il nostro amico Eric.. Lui è andato in televisione e si è messo ad insultare Henri Michel, commissario tecnico della nazionale francese, chiamandolo sacco di merda.. Tanto aveva oramai 22 anni e aveva già vinto da solo gli Europei Under 21 dimostrando di essere il più grande di tutti.. che gli fregava.. Tra pugni in faccia in prestito (Bordeaux) agli avversari e scarpate in faccia in prestito (Montpellier) ai compagni durante gli allenamenti, il nostro amico Eric ha portato gli occitani a vincere la Coppa di Francia per la prima volta dal 1929 e deciso di non imprestarsi più tornandosene a Marsiglia per regalare ai suoi concittadini uno scudetto..



Ma una volta tornato a casa il nostro amico Eric era inquieto.. non riusciva a trattenersi e non perdeva occasione di insultare pubblicamente il presidente Bernard Tapie.. d’altronde l’ex attore, presentatore televisivo, ministro e puttaniere - nonché sosia d’oltralpe del Ridge di Beautiful - aveva proprio una faccia di cazzo, come biasimarlo.. Il nostro amico Eric si è quindi prestato di nuovo, stavolta al Nimes.. ma mentre giocava con la maglia biancorossa dei figli del dio celtico Nemausus un arbitro s’è preso la briga e di certo il gusto di fischiargli un fallo contro.. il nostro amico Eric ha deciso di non reagire d’impulso, di ragionarci su un attimo.. e dopo averci pensato per almeno una frazione di secondo considerando i pro, i contro e le conseguenze del suo gesto come fosse Sherlock Holmes.. ha deciso di tirare il pallone in faccia all’arbitro per protesta.. Piccoli uomini stabilirono allora di comminargli un mese di squalifica.. ma il giorno dell’audizione in commissione disciplinare il nostro amico Eric si era svegliato confuso e, teatrante dell’esistenza, pensava di avere un’audizione con Carmelo Bene in cui lui e il Maestro sarebbero apparsi alla Madonna.. Allora, una volta davanti ai commissari, si è alzato dalla sedia e avvicinatosi ai burocrati ha cominciato ad insultarli tutti.. dando loro dell’idiota uno per uno.. Era convinto che Bene avrebbe apprezzato, ma i giudici non erano al corrente dell’accordo in corso tra il nostro amico Eric ed il sommo Maestro, e portarono la squalifica a sei mesi.. Fu allora che Cantona decise di ritirarsi e il 16 dicembre 1991, a soli 25 anni, annunciò il suo addio al calcio..
In una notte d’estate però.. gli dei e il suo psicoanalista lo avvisarono che a Manchester un suo amico postino di nome Eric aveva bisogno di lui.. Il nostro amico Eric decise di andarci a piedi in quella fogna di Manchester, così, tanto per camminare un po’ sulle acque della Manica.. ma il viaggio fu lungo.. e dopo una sosta a Sheffield, sbagliò città e finì a Leeds.. Oramai era il gennaio del 1992 e il nostro amico Eric decise che si sarebbe fermato qualche mese lì per riposarsi.. nel frattempo pensò di ricominciare con il calcio e portò il Leeds a vincere il titolo.. Poi si diresse a Manchester in cerca di Eric.. Già che si trovava lì vinse un'altra manciata di scudetti e di coppe, tirò calci un po’ ovunque, frantumò un paio di mascelle e collezionò cartellini rossi in quantità.. Un giorno, mentre era in trasferta a Londra con i Red Devils, ricevette una chiamata dal cielo che lo implorava di tornare a Manchester, il suo amico Eric era in difficoltà.. Cantona tirò allora un calcio ad un difensore del Crystal Palace per farsi espellere e potersi così dirigere in tutta fretta verso gli spogliatoi.. durante il cammino verso l’uscita dal campo accadde però che il nostro amico Eric si addormentò.. fu allora che la Madonna e Carmelo Bene gli apparvero in sogno, e gli dissero che quel brutto figuro di fronte a lui, tal Matthew Simmons, era uno di quelli che in futuro avrebbero potuto fare male al suo amico postino.. Eric non ci pensò su due volte e con un calcione da kung fu lo mise al tappeto.. Otto mesi di squalifica lontano dai campi gli permisero di dedicarsi alla meditazione abbracciare antiche pratiche sufi, conoscere i profondi misteri della terra e del cielo, giocare a scacchi con i mille nomi di Budda, e capire che il tempo è di per sé eterno ma che e il tempo della vendetta era finalmente giunto..


Vinte altre cose ed esaltate altre folle, il nostro amico Eric fu finalmente nella condizione di poter aiutare il suo amico postino Eric, ma prima doveva officiare un ultimo rito.. vendere l’anima al diavolo e vendere il diavolo al miglior offerente.. E così Eric si sublimò in immagine e cominciò ad apparire in più posti contemporaneamente, a dire cose sempre diverse.. e come un ronin dei nostri tempi postcontemporanei a servire molti padroni e nessuno.. Si dedicò a recitare il ruolo di se stesso sui palcoscenici di tutto il mondo e la parte del palcoscenico con la sua anima e con quella del diavolo.. Alla fine è apparso a se stesso e al suo amico Eric.. gli ha sussurrato il nome segreto di dio e il senso della vita.. e insieme al postino di Manchester ha condotto la prima e ultima battaglia contro le forze del male.. e già che c’era anche contro le forze del bene.. ha messo in scena la rivoluzione come atto definitivo e si è definitivamente trasfigurato in Cantona.. ha compreso che quando a Manchester lo chiamavano King Eric o Eric le Roi gli chiedevano di diventare il re delle beffe, l’Ubu Roi che avrebbe che vendicato le nostre miserie attraverso lo scherzo, la beffa.. ultimo atto sovversivo in grado di scardinare le griglie del potere.. E King Eric divenne Ubu Roi..

L’ultima sua rappresentazione, in ordine cronologico per come noi umani possiamo comprenderla, è stata quella di pubblicare una lettera su Libération in cui chiedeva a cinquecento sindaci le firme necessarie per poter partecipare alle elezioni presidenziali di primavera in Francia.. ha annunciato di voler sfidare due inutili e sobrie comparse (il marito di Carlà e l’ex compagno di Segolene Royal.. ah, il matriarcato francese!?) per la corsa all’Eliseo in nome del diritto alla casa.. Ma era tutta una beffa.. volta a fare casino, scompigliare lo status quo, ribaltare i tavoli, gettare come Pollock macchie di colore sul grigio panorama politico transalpino, sensibilizzare il pubblico al problema casa.. Perché uno che ha vissuto in un opprimente e fetido palazzone popolare della periferia di Manchester, anche se solo per una frazione della sua eterna vita, anche se solo per aiutare il suo amico postino Eric, certe cose non le dimentica più.. E il nostro amico Eric come il mitico Ubu Roi ha deciso una volta di più di ingannare tutti.. dalla trama agli spettatori a se medesimo.. Perché lui non è un uomo, è Cantona.. E allora il nostro amico Eric lo puoi solo incontrare una domenica sera d'inverno alla stazione di Ginevra.. altrove egli non esiste..



7 commenti:

  1. Nelle tue parole è citato Carmelo Bene. Sono note le sue parole nei confronti di Van Basten, nessuno gli ha mai chiesto di Cantona. Secondo me non gli sarebbe piaciuto per il semplice motivo che era il suo alter ego calcistico. Entrambi esprimevano il meglio da sé e dall'arte di cui sono stati (e sono) grandi rappresentanti. Senza padroni, ma solo apparentemente. In realtà sono sempre stati schiavi di sé, del proprio ego, nella coscienza che il loro genio li avrebbe salvati comunque. Sanno che il mondo difficilmente cambia ma sono coscienti che solo loro possono cambiarlo. E allora insultano tutti, perché sono unici nel loro genio. Nessuno come loro sa vendersi eppure restano lì. Mi piacerebbe tanto che riuscisse a trovare quelle 500 firme, solo per il gusto di provarci e fallire. A quel punto va bene tutto, anche la vita da eremita ed eretico. Non sarebbe una condanna: Ciprì e Maresco lo sanno bene

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  2. Zio galoppata fantastica nella vita del grande Eric, solo per vedere tutti i video occorrono due giorni (va da sè, i migliori due giorni che uno possa spendere nel corso dell'anno. Almeno io). Non voglio aggiungere altro - Cantona lo amiamo tutti come pazzi e per quello che hai detto tu - se non ringraziarti per la chiosa finale.

    Per chi non lo sa, ho incontrato Eric Cantona domenica pomeriggio alla gare Cornavin, alla stazione ferroviaria di Ginevra. Una vera e propria epifania che mi ha lasciato senza parole. Anche perchè il giorno dopo è uscita la prima pagina di Liberation che hai riportato. Cantona è enorme, impressiona, ammutolisce. La cosa incredibile è che in tutta la stazione NESSUNO A PARTE ME l'ha riconosciuto, addirittura si è messo in fila - con una gran gnocca e un fido scudiero - agli sportelli per comprare un biglietto, come un ordinario viaggiatore, e nessuno l'ha importunato. Ho concluso che a Ginevra nessuno sa chi è Eric Cantona.

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  3. Bellissimo Post. Il parallelo con Bene inizialmente mi ha fatto storcere un po' il naso, non fosse altro perché dubito che il Maestro si sarebbe mai prestato a questioni che riguardano il sociale. Detto questo e fatte le debite proporzioni, mi sembra che la Vita e l'Opera di Cantona abbiano qualche cosa di leggendario e paradossalmente agiografico, esattamente come accade nelle (auto-)biografie del genio salentino. Con il quale Cantona aveva in comune anche l'interesse per la pittura. Mi chiedo se i suoi quadri somigliassero più a quelli di Pollock (da te citato) o a quelli di Bacon. La differenza fra i due, secondo me, sta tutta in questo dettaglio.

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  4. I miei appunti:

    - va da se che Eric lo voterei;
    - il gol in pallonetto, quello che si ferma dopo aver tirato e' un attimo pazzesco;
    - come detto a Dionigi, alla stazione sarei svenuto dall'emozione. Ma tanto a me non succede.. Hp sfiga con gli incontri. Il climax e' stato Alba Parietti alle medie a Parigi in gita. Il momento piu' basso oggi: Renato Zero in un ristorante vicino a piazza del Popolo;
    - Ginevra e' una citta' di incivili.

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  5. Post davvero stupendo Zio....sei riuscito a raccontare un uomo mai banale in una maniera non banale..e ti assicuro era davvero difficile...hai linkato dei video stupendi....
    Forse un giorno nascerà un altro Maradona o un altro Pelè....ma non nascerà mai un altro Cantona...

    ....Ginevra non merita rispetto...


    @Bostero- manco a sputare su Renato Zero.... anche se probabilmente.... da buon felsineo sarai fan di qualche cantante dedito alla coprofagia....(non facciamo nomi)

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  6. anonimo sfidante16 gennaio 2012 13:21

    Minuto 0:13 del filmato Eric the king. La conferenza stampa del marzo 95 dopo l'aggressione al tifoso del Palace (già solo per il fatto che ha aggredito uno che tifa una squadra chiamata come un hotel andrebbe insignito della Legion d'Onore). Lì c'è tutto Cantona: prima di parlare avvicina il bicchiere di whiskey (probabilmente distillato clandestinamente), ne beve un sorsetto, quasi da bagnarsi le labbra, alla faccia dei colleghi che bevono solo acqua o integratori piazzati dagli sponsor. Lo fa solo per far vedere che il suo contenuto, non arriva nemmeno in gola. Ecco, questo è tutto Eric Cantona.

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  7. A un certo punto di "Cantona gets angry", dice "il Papa ha il Rolex e gli piscio in culo"...

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