sabato 28 gennaio 2012

Ovolollo, o del calciomercato

Sottotitolo: terzo di una serie di articoli a contenuto, o sfondo, metafisico, in questo caso talmente austero, à la Dardenne, da non essere corredato neanche da una foto (gli altri due: sull'identità calcistica e sullo giocare bene).

Quando eravamo piccoli (non è il caso di indagare fino a quando ci siamo considerati tali, e quindi fino a quando abbiamo messo in atto questo test) avevamo sviluppato un metodo molto attendibile, tra il serio e il faceto, per valutare l'attitudine e la sensualità con cui le nostre amiche praticavano una certa attività amatoria. Il test - e mi sorprenderebbe che non fosse noto ai più, trattandosi di un test diffuso e applicato sull'intero territorio nazionale (la prima volta me ne parlarono dei ragazzi di Livorno su un'isola corsa) - consisteva nel far pronunciare alla ragazza (generalmente una compagna di classe con labbra generose), chiedendole di scandire bene le sillabe, il vocabolo onomatopeico e malcelatamente allusivo "ovolollo". Osservando con attenzione il movimento labiale e mandibolare, composto da due atti ben definiti (l'ovo, con la bocca che si dispone come un tubo e le labbra che si inarcano, e poi il lollo, con la bocca che si rilassa e la lingua che dà due colpetti sul palato superiore), potevamo dedurre con discreta precisione (almeno così immaginavamo) se la nostra amica ci sapeva fare, se aveva esperienza, se brancolava nel buio ovvero se rifiutava tale pratica. A furia di ripetere questo esperimento capivamo al volo il soggetto che avevamo davanti e potevamo anche avventurarci in catalogazioni parascientifiche. Il problema tuttavia era che, a fronte di tante rilevazioni, non avevamo mai la possibilità di verificare i nostri dati sul campo, e quindi non avevamo mai la controprova del nostro talento come osservatori (e quindi del talento delle nostre amiche).

Mi chiedo allora come facciano gli osservatori di calcio a rendersi conto, magari in pochi minuti, del valore di un calciatore. Mi chiedo se anche loro utilizzino dei trucchi come il nostro ovolollo. Lasciamo perdere i campioni, quelli che, nel video che li ritrae da ragazzini alti un metro, già sono più forti di tutti i compagni e gli avversari messi insieme. Quelli sono buoni tutti a riconoscerli, e vanno presi al volo (per la verità, ci sono pure casi di cazzate incredibili in questo senso, come capitò con Francescoli ad esempio). In altri termini, non ci sogneremmo mai di sottoporre Nicole Minetti alla prova ovolollo (para què?). Ma tutti gli altri, i giocatori cioè normali, buoni, anche forti, come si riconoscono e si distinguono rispetto a compagni di squadra ugualmente normali, buoni, anche forti? 

Dicono i giornali che la Roma ha comprato un tale Marquinho, centrocampista brasiliano della Fluminense. Dicono i giornali che è una mezz'ala sinistra con un gran tocco di palla. Senza averlo mai visto giocare, sono pronto a scommettere che in Brasile, in ogni squadra delle prime cinque divisioni, c'è almeno una mezz'ala sinistra con un gran tocco di palla. Che in Brasile, come dai un calcio a una pietra, escono fuori cento Marquinho. Al netto di ogni questione economica, di immagine, di impicci, e quindi ipotizzando (per quanto - lo riconosco - sia un'ipotesi irrealistica) che gli acquisti vengano effettuati solo su base tecnica, ci dev'essere un metodo per capire che proprio quella mezz'ala sinistra, e non quella che gioca nell'altra squadra o nell'altra ancora, è il più forte nel suo ruolo o, meglio, il più adatto a giocare nella squadra di cui si è osservatore o direttore sportivo. 

Si dirà: in parte è intuito, in parte è esperienza, in parte è statistica. Diciamo anche che le tre parti sono equivalenti (33,3%). Per intuito, quella sorta di "fede animale" (per dirla alla Santayana) che mi permette di credere senza aver bisogno di una una conferma, riconosco subito, dopo un paio di movimenti ben fatti e di palloni ben giocati, che quella mezz'ala ha delle buone qualità. Per esperienza, quella stratificazione di episodi che mi hanno portato fino a lì, so che non tutti sono capaci di fare quelle giocate a quel livello. Per statistica, quella roba inutile che serve ai commentatori televisivi per sfidare ogni domenica Jacques de La Palice, posso verificare tutte le informazioni e i dati sul ragazzo e ricavare un quadro di insieme sulle sue stagioni passate e prevedere il possibile rendimento futuro. Perfetto, ma non (mi) basta. Per telefonare al presidente e dirgli di preparare l'assegno, per non fare una figura di merda davanti a 60 mila persone, ho bisogno di una scintilla in più, di sentire sotto la pelle (e non solo nel cervello) l'eccitazione per ciò che il calciatore in questione potrà regalarmi con la maglia della squadra per cui lavoro. Quella scintilla, quell'emozione, quel sogno, si concentrano nello 0,1% rimasto scoperto, apparentemente una nullità, ed invece il fattore decisivo: quel fattore che non può che essere il nostro ovolollo.    

Ho letto una volta di come un osservatore storico dell'Inter abbia fatto comprare Biabany. Confesso di non ricordarmi per filo e per segno l'aneddoto nè di avere sotto mano la fonte, quindi chiedo perdono per eventuali imprecisioni o invenzioni del mio Alzheimer. A Parigi per guardare un altro giocatore che gli era stato segnalato, si presenta sul campo dove si sarebbe dovuta svolgere la partita e si accorge che non c'è nessuno. Ha sbagliato l'orario ed è in anticipo di tre ore. Tanto per, chiama un informatore per sapere se, nel frattempo, può andare a visionare qualche altro ragazzo. L'amico gli dice di andare in una banlieu non lontana, dove, in mezzo ai palazzoni, si gioca una partita raffazzonata di ragazzi più o meno di strada. In particolare, gli dice di tenere d'occhio un certo centravanti. L'osservatore trova questo campo improvvisato nella polvere, trova i palazzoni, trova la partita, ma non trova - o magari non riconosce - questo centravanti. Tuttavia, nota un'aletta molto rapida che appare molto più forte degli altri, che a suon di dribbling e gol gli fa scattare una molla. Alla fine della partita ci va a parlare, convince i cugini, e gli fa firmare un contratto da professionista sul cofano di una macchina. Qualcuno dirà che Biabiany si è rivelato una mezza sega. Può anche essere, ma per come è stato preso, è stato comunque un affare. Un affare il cui merito va tutto al vecchio osservatore. In un'ottica più professionale (calciatori che giocano su campi veri, in campionati ufficiali, e non per strada) suppongo sia questo il famoso metodo Udinese.

Altre volte il procedimento è più complesso. Penso alla videoteca del figlio di Gaucci a Perugia, quasi un youtube ante litteram. Milioni di ore di filmati di giocatori assurdi, visionati all'infinito fino a convincersi che sì, quel cinese, quel coreano o quell'iraniano non sono affatto male (si è visto). Ma la domanda non cambia, e rimane: come si capisce se è un giocatore è veramente forte, al di là del commento che qualsiasi calciofilo mediamente competente (vale a dire tutti i frequentatori di questo blog) potrebbe fare? Qual è il modo per sentire di aver fatto la scelta giusta? Qual è la tecnica che utilizzano i maestri del calciomercato? In attesa di scoprirlo, mi auguro almeno che Sabatini si sia ricordato di far pronunciare ovolollo a questo Marquinho. Voglio ancora pensare che si tratta di un metodo infallibile.  

14 commenti:

  1. Ovolollo, da brevettare subito contro tutti i novelli Jacques de La Palice... Sempre un piacere leggerti.

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  2. Adolescenza passata a Genova, a cavallo fra gli '80 e i '90. Il metodo "Ovolollo" furoreggiava a quell'epoca e a quelle latitudini.

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  3. forse lo scouting non è così difficile, secondo me ci vuole poco a capire chi spicca veramente, molto (ma molto) più difficile è riuscire a crescere i talenti casa...

    Una domanda sull'Ovolollo, per giudicare le concorrenti al simpatico gioco estivo, voi avevate già provato i piaceri della "pratica" in questione?
    secondo me, comunque, potrebbe introdursi nei colloqui di lavoro...

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  4. Secondo me se con regolarità segui un campionato sudamericano (brasiliano o uruguaiano che sia) un'idea più che precisa riesci a fartela.
    L'unica cosa di cui sono convinto è che non si possa visionare tramite dvd. Occorre esseri presenti alla partita. Capire non solo i movimenti ma anche il clima e una marea di altri fattori.

    Alle storielle da banlieu o alla Bojinov credo fino a un certo punto.
    Può capitare, certo, ma è molto fortuna. In ogni campetto c'è il ragazzo più forte degli altri. Ma sarà anche allievo di calcio? Sarà disciplinato tatticamente o sarà un solista del dribbling come tanti altri? Allora - come nel caso di Biabiany - tanto vale pescare il ragazzo con una caratteristica - nel nostro caso la velocità - mostruosamente in evidenza. E il resto magari lo costruisci.
    Insomma.. quello che dico è che a pensarci bene allora l'osservatore così posso farlo pure io.
    Quello che è difficile è pescare sempre e integrare e valorizzare al meglio come fa l'Udinese o Lo Monaco.

    Infine, d'accordo con Gegen sulle giovanili. La via di mezzo? La gestione delle giovanili del Rennes (giovanissimi presi dall'Africa) e, immagino, di molte altre squadre francesi. Chiedo conferma a Nesat.

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  5. Penso di essere un talent scout eccezionale: PER ESEMPIO, ALLA ROMA SERVONO DUE TERZINI TITOLARI, NON DICO FORTI, MA ALMENO NORMODOTATI.

    Nessuno se n'è accorto per ora, prova della mia incredibile capacità.

    Per il resto, ogni qual volta ritengo di aver individuato un giocatore su cui scommettere, quest'ultimo si rivela in realtà una pippa planetaria.

    è veramente difficilissimo azzeccarci, salvo attuare il piano Palermo: ne compri 30 all'anno e attendi. Statisticamente uno bravo lo scovi sempre.

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  6. Anche nella provincia di Salerno il metodo Ovolollo, ha accompagnato le fantasie di migliaia di adolescenti, sia sotto il lato puramente "ludico" che su quello calcistico. Molti stranieri sono approdati da queste parti o sono stati accostati ai granata, ponendo come credenziali filmatini di youtube di un paio di minuti. L'ultimo in ordine di tempo fu un tale Cameron Hepple giocatore nativo di un paesino delle Bahamas. Il calciatore arrivò in prova (ma non fu mai messo sotto contratto) e girava sulle varie reti locali un video che lo vedeva impegnato a correre su vari campi di football americano, con una squadra di quarta serie degli Stati Uniti.

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  7. ci vuole una buona dose di fortuna.....ma ci vuole anche occhio......soprattutto per fare un determinato tipo di lavoro ci vuole un certo ambiente.......Corvino va male a Firenze perchè la Fiorentina non può aspettare determinati giocatori......quando Corvino era al Lecce...aveva dalla sua un ambiente che sapeva aspettare i vari giovani, perchè non poteva ambire a giocatori di spicco già pronti ed esperti....quindi i vari Konan,Ledesma,Vucinic e Bojinov(per citarne alcuni)hanno avuto dalla loro la pazienza di un pubblico che ha saputo aspettarli perchè..potenziali fenomeni.....a Firenze in una squadra che per tradizione deve per forza di cose ambire a qualcosa in più...questa pazienza per i vari Babacar Salifou e Ljaic non c'è....quindi la figura di Corvino ne esce ridimensionata.....ma provate a mettere Salifou,Babacar e Ljaic al Lecce.....

    Biabiany fu scoperto da tale Pierluigi Casiraghi...solo un omonimo.

    l'Udinese non sa solo comprare...ma sa anche vendere al momento giusto...rimpiazzando degnamente il ceduto(l'unico errore fu quello di D'agostino).....è una società perfetta...e meriterebbe uno scudetto......Il Catania sa comprare....e sa spremere i giocatori....mi piace molto come sceglie i suoi tecnici....gente giovane e di campo.....il Massimino è un fortino...è un mix perfetto.....Mi piace molto come si muove il Napoli...pesca il meglio del campionato italiano....i giocatori non si devono adattare e questo non può che essere un bene.....
    l'esempio del Rennes non mi convince è da tanti anni in mano ad un uomo ricchissimo..e nonostante abbia tirato fuori bei giocatori l'unica cosa che è riuscito a fare è stato perdere una coppa di Francia contro il Guingamp....in Francia arrivano si tanti africani ma molte volte si scambiano per calciatori africani atleti nati e vissuti in Francia e africani solo di origine...inoltre il mercato dei vari atleti africani in Francia è favorito dalla lingua...la maggior parte viene da paesi francofoni come Costa d'avorio,Senegal,Mali e Camerun.....sembra niente invece è un vantaggio non da poco...soprattutto per far adattare al meglio un ragazzino di 16/17 anni....

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  9. Tato, devo dire che ai tempi di Guberti alla Roma hai perso un pò di credibilità come talent-scout.. però voglio seguirti nella polemica dei terzini.

    Giusta la precisazione di Nesat sugli atleti di origine africana ma di fatto cresciuti in Francia.

    Commenti su Cissè al QPR?
    Flop immeritato?
    Comunque direi che assieme a Cissè se ne va anche Tubo Nero. Per forza di cose.

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  10. Parli di Guberti, ma non sai di Okaka ad anni 16: lo vidi dal vivo con la primavera e spergiurai per mesi che si trattasse del nuovo Bobo Vieri.

    La realtà era invece che Okaka a 16 anni sembrava un gigante rispetto a compagni ed avversari.

    Ecco questo è un aspetto interessante su cui concentrarsi: come capire il reale valore di un ragazzo nel pieno della crescita.

    Un ragazzo di 16 anni ha ancora da mettere su chili e centimetri, senza contare la formazione della personalità (cosa ancora più difficile da valutare ex ante).

    Credo che a questo punto LB debba fermarsi e richiedere formalmente un'intervista a Sabatini.

    Io porto il posacenere.

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  11. Amo l'argomento ma più del resto amo pavoneggiarmi delle mie presunte scoperte. Tipo Destro(ok, non sarà affermato ma un livello decente) visto 2 anni e mezzo fa ad un torneo. Sembrava Ibrahimovic, ovviamente rispetto a compagni ed avversari, però era abbastanza ovvia la sua parabola verso, come minimo, la serie A a buonissimi livelli. E pure Alexis Sanchez. Da quando ho avuto la possibilità concreta di vederlo senza prendere lo streaming dello streaming dello streaming della radiolina(leggi:River Plate) è diventato un mio pupillo pesantissimo e forse avevo ragione.
    Poi ovviamente caterve di pippe indecorose, però oh, dai.(una su tutte Ryan Babel, pronosticato nuovo Henry. Continuo ad amarlo.)

    Sul Catania è innegabile la capacità di Lo Monaco, però l'ignoranza pesante con la quale vede SOLO argentini è quasi irritante. Credo e spero abbia interessi pubici nella pampa.

    Cissè secondo me è veramente fortissimo, io sinceramente non gli ho mai visto fare una partita brutta. Se la Lazio è in quella posizione di classifica lo deve molto anche a lui, anche Lavezzi segna pochissimo.

    Giuseppe

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  12. Secondo me è tutto molto istintivo. Faccio un esempio famoso a Brescia: Balotelli. A 15 anni gli osservatori del Barça lo scovano al Lumezzane. Dopo lunghe trattative (consistenti nel trovare l'unico uomo al mondo in grado di parlare sia il catalano sia il lumezzanese!) ha fatto un provino. E' andato anche bene ma non l'hanno preso. Perché? Chi lo sa. Non credo che hanno la lanterna magica, hanno visto nel futuro di Balo le sue bizze e Mino Raiola. Poi arrivò l'Inter, sappiamo com'è finita. Molti lo applicano nella coscienza che è un rischio calcolato, a bassissimo costo (secondo me, dietro un Sanchez, ce ne sono 3 o 4 che falliscono ad Udine e nessuno li conosce). Nel calcio di oggi è più facile scovarli per il semplice motivo che dovunque si annida un buon calciatore (Boemo docet!) e hai le possibilità di cercarli dovunque. Ci credo alle storie da banlieu o da condominio balcanico sventrato dalle bombe di Milosevic. Pensate solo a 30 anni fa: un Mágico è arrivato a 24 anni, dopo il Mundial '82. Oggi lo avrebbero strappato ancora minorenne alle spiagge del Centro-America per il freddo Friuli. Il nostro Mágico minorenne avrebbe scoperto i bar del centro di Udine, le frequentatrici dei suddetti, i vini e le grappe. Chissà come sarebbe finita e chissà se qualcuno dei ragazzini scovati degli osservatori dell'Udinese si accorgono di queste cose.

    P.S. Annuncio per Dionigi: a Maggio esce il disco nuovo di Masha Qrella. E' giusto che lo sappia: "Lacrime di Borghetti" l'ho scoperto grazie a lei. Entrambi la amiamo

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  13. Concordo che il vero lavoro sia crescere i giocatori in casa e non comprare un chilo di mele e sperare di pescare dentro il sacco quella buona.. Poi su Udinese, Rennes etc. si potrebbere aprire un capitolo sul nuovo triangolo degli schiavi e citare Fanon.. ma non lo farò per non rovinare lo splendido post di Dionigi..

    Sabatini è sicuramente maestro ed esegeta di quello 0,1% percento dell'ovolollo anche se.. stamattina a Trigoria tutti si chiedevano chi cazzo fosse Marquinho, e qualcuno sosteneva se lo stesse chiedendo anche Sabatini mentre cercava un posacenere vuoto..

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  14. Vasilj grazie per la dritta, ovviamente non lo sapevo (non mi scrive mai). Da qualche parte dovrei avere, chissà se ce l'ho ancora, una foto che ho fatto con lei in cui indosso una maglietta rossa con le figurine dei giocatori coi baffi. Lei ha una frangetta - appunto, come dici tu - da amare.

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