venerdì 2 dicembre 2011

Fatti inquietanti

Dopo l'Europa, anche il calcio europeo è a un bivio. Leggo sul Foglio di oggi che in occasione di una recente riunione dell'European Club Association (lobby dei club continentali più forti, di cui ignoravo l'esistenza, presieduta da Rumenigge), tenutasi in Qatar (e dove sennò?), il presidente blaugrana Sandro Rosell, amico di Bostero e con una faccia perfetta per il ruolo del pedofilo-ex-bambino-timido in un film americano, si è sfogato con i colleghi per il poco appeal che il campionato spagnolo - a differenza della Champions League - ha sul mercato dei diritti televisivi, lanciando due proposte: riduzione della Liga da 20 a 16 squadre e, sfruttando i nuovi spazi liberi nel calendario, ampliamento della Champions fino ad arrivare alla fatidica Superlega Europea. La sua speranza, parole sue, è quella "di poter giocare Barcellona-Manchester United anche di sabato". Magari a Tokyo, a Dubai o a Bombay, aggiungo io.
In pratica, dopo aver smantellato uno dei campionati più affascinanti d'Europa, peraltro anche piuttosto equilibrato, almeno a cavallo di secolo (i successi di Atletico Madrid, Valencia e SuperDepor sono lì a testimoniarlo), imponendo un insopportabile duopolio che ha privato di suspense il 96% delle partite (il 4% sono i due classici e le trasferte al San Mamès), i dirigenti del Barcellona (e quelli del Real, va da sè), si sono accorti che hanno fatto un casino, che così com'è il gioco non conviene più, che si guadagna di più a giocare col Milan che non con il Getafe (anche se poi si vince coi primi e si perde coi secondi, ma il calcio giocato è un dettaglio), e vogliono quindi smantellare l'Europa. E' la bolla immobiliare applicata al calcio. Peraltro mi fa ridere questo oscillamento blaugrana tra local e global: un giorno fanno i catalani tutti d'un pezzo, sognando leghe regionali e sfide all'ultimo sangue con Matarò e Sabadell; il giorno dopo sono pronti ad imbarcarsi per le migliori mete europee.

Giustamente, la Premier League ha rispedito la proposta al mittente. Il campionato è una bomba, le partite si vendono bene, ci sono soldi per tutti (pure per Norwich-Stoke City, per dire). E poi c'è il rispetto per i tifosi, che il sabato vogliono farsi la passeggiata fino al pub down the road, non vogliono fare la fila al check-in. Ma c'è da chiedersi chi sono, oggi, i tifosi del Barcellona e del Real Madrid.

Io, personalmente, sarei d'accordo a ridurre il campionato italiano a 16 squadre (mi accontenterei di 18). Ma non per giocare la Superlega europea nelle quattro domeniche così riguadagnate, figuriamoci; ma per farla finita con questo obbrobbrio dei turni infrasettimanali. E se rimane una domenica libera, andiamo al mare.

7 commenti:

  1. Ho una gran paura che alla fine la strada sarà quella indicata - da ultimo - da Rosell.
    In Premier è vero che le partite si vendono bene, ma una vittoria del Norwich contro il ManUtd capita una volta l'anno. 3-4 squadre forti, un paio che a turno rompono le scatole per una decina di partite.. e poi? E poi tutti dietro la logica Real/Barca (più Real che Barca) che se c'è uno forte lo si prende a peso d'oro e buonanotte. Al popolo il contentino della Cenerentola in una Coppa nazionale.
    E in Italia non credo che si opporrebbero a una Superlega Europea.. anzi.. i Galliani e i nuovi corsi bianconeri sono già con la penna in mano a chiedere dove si deve firmare, stanchi di rischiare punti a Verona o a Catania o a Bergamo, per due spicci e rischiando pure gli infortuni su quei campi.

    E alla fine basta che si mettano d'accordo tra di loro. Tra sceicchi e affaristi travestiti da autonomisti.

    Rassegnati Dionigi. Rimanete te e la Bundesliga. A meno che non crolli l'UE.. e tutti inizino a farsi gli affari propri.

    Ciò detto, la mia Superlega da un paio d'anni è l'Europa League.
    E' fantastica.
    Se lasciamo da parte Vasluj-Lazio (partita orribile e a tratti pure violenta e scomposta), una marea di partite di questo turno sono state magnifiche.
    Su tutte, Maribor-Bruges (si, credo fosse Maribor-Bruges).. Maribor (i viola) dopo 20 minuti avanti 2 a 0.. a inizio ripresa arriva il terzo gol.. a metà ripresa il primo dei belgi (i bianchi).. e allo scadere il 3 a 4. Uguale: Braga ai Sedicesimi, Bruges a un passo dalla qualificazione e Maribor a casa..

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  2. Anche io sono favorevole alla riduzione dei campionati a sedici squadre, ma solo per ridurre le partite... porterebbe a una qualità di gioco maggiore, ma soprattutto a distacchi più contenuti a fine campionato. E tornerebbero a contare qualcosa i pareggi, dato che con meno partite una sconfitta costerebbe più cara.

    L'unica via è la distribuzione più equa dei proventi televisivi della Bundesliga, così come l'esempio di azionariato frazionato tra più proprietari (o azionariato popolare) dello stesso campionato.

    Per quanto riguarda la SuperLega europea è vero, gli inglesi hanno idealmente imbracciato i forconi.
    Negli spagnoli non ripongo la stessa fiducia... ma magari mi sbaglio.

    Sarebbe interessante risalire all'indietro fino a vedere come si sono creati certi oligopoli calcistici basati sulla ricchezza delle città.
    Mi spiego, in Germania l'antica frammentazione in staterelli più o meno indipendenti governati da principi aveva creato varie capitali regionali... quindi una volta arrivato lo sviluppo industriale si sono formate tante città forti dal grande sviluppo economico...
    E passata la fase pionieristica del calcio, quando è subentrata la necessità di grandi investimenti, sono sorte varie società dalle capacità economiche simili. Da qui l'equilibrio, forse.

    Alla Francia dobbiamo un grande contributo al Calcio Equilibrato: una capitale che si occupa fondamentalemente di altro, e che quindi non ha potuto strangolare le altre città col suo potere.

    Per quanto riguarda la Spagna, ricordo di aver letto nel 2004 alcune stime della stampa, che calcolavano che se la Liga fosse stata vinta dalla Real Sociedad invece che dal Real Madrid i giornali sportivi avrebbero venduto alcuni milioni di copie in meno... un disastro... come si fa a opporsi a un sistema simile?
    Quando la situazione economica è grama e neanche "i nuovi ricchi" possono avvicinarsi a loro...come si fa?

    Il calcio sarebbe stato lo stesso se nell'Inghilterra di Re Enrico l'uso delle recinzioni non avesse determinato l'esodo dalle campagne alla città?
    I contadini emigrati a Londra o a Manchester, fossero rimasti nei loro paesi, avrebbero contribuito a rendere forti lo Yeovil o l'Exeter?

    Sarebbe una cosa interessante da approfondire

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  3. In Coppa Uefa (per me non si chiama Europa League) tra le altre cose il PSG degli sceicchi sta uscendo per mano del Red Bull Salzburg, roba da contrappasso dantesco. Ci auguriamo che Bielsa voglia completare l'opera alla faccia degli interisti che dicevano "Bielsa chi?". Comunque sono d'accordo con Bostero, è fantastica.

    La suspance delle partite ormai è dramma, anche perché vedere l'Osasuna prendere 15 gol tra Barça e Real Madrid è terribile. Mi consolo con le 351 partite in Primera di Patxi Puñal con quella maglia. Mi guardo la foto e l'autografo di questa estate... mi emoziono ancora. Segno che tengo ancora certi valori, in fondo se non li avessi starei a cantare: "Lotito portaci al San Paolo". Questa è un'altra storia...

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  4. D'accordo con te Sr Dionigi. Magari che tutti prendessero esempio dalla Premier e dalla Bundesliga... NIMA

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  5. la a 16 porterebbe la serie B (anch'essa da ridurre) a essere nuovamente un campionato decente.

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