venerdì 9 settembre 2011

Filologia dell'attaccante moderno

Da qualche lustro, imperversa per l'etere calcistico nazionale una definizione controversa e sibillina: ATTACCANTE MODERNO.
Tal dei tali è il prototipo dell'attaccante moderno, manca un attaccante moderno, con gli anni è diventato un attaccante moderno, servirebbe in rosa un attaccante moderno.
Urge, a mio pare, interrogarsi su cosa si intenda per "attaccante moderno", ammesso e non concesso che tale definizione abbia poi un contenuto tangibile.
Stando alle parole dei tanti frottolieri che si dilettano di pallone - si badi che in Italia sono un esercito, secondi per numero solo a politicanti ed avvocati - l'attaccante moderno è quello che non da punti di riferimento, uomo d'aria ma allo stesso tempo disposto ad attaccare gli spazi, veloce ma fisico, prima punta ma all'occorrenza esterno d'attacco.
Un concentrato di calcio offensivo, per intenderci. La versatilità al potere, con il rischio neanche poi tanto latente della più completa inutilità tattica e realizzativa.
Se penso ad una prima punta il mio pensiero vola diretto ad un Batistuta. Cinico, straripante e incontenibile. Solitamente questi energumeni indossano la maglia numero 9, sono grossi e puntuali sotto porta.
Di contro, la seconda punta ideale si ispira all'estro di un Romario, ovvero alle folate malinconiche di Edmundo. Si nascondono dietro vari numeri di maglia, ma scardinano le difese a suon di tecnica e velocità.
Ci sono poi le ali pure: 7 e 11. E' così che un Bruno Conti diviene MaraZico, che un gallese diviene Giggs, che un Manoel Francisco dos Santos qualunque si trasforma in Garrincha.
C'è poi il trequartista; per legge, si ispira a Maradona e veste la 10. Nella migliori delle ipotesi può diventare un Baggio ovvero, se un po' meno dotato, un tamburino sardo. Lo contraddistingue la tecnica individuale e l'accensione repentina di inattesi lampi al fosforo capaci di illuminare tutto ciò che gli gira intorno.
A latere di tali macrocategorie ci sono poi i giocatori atipici, intesi come coloro che non ritraggono nel loro gioco i classici stereotipi di cui discutevo poc'anzi, ma piuttosto interpretano un copione proprio, rivisto e tagliato sulle loro qualità personali.
Di qui escono fuori giocatori sensazionali con capacità di adattamento impensabili: vi si ascrivono gli Etoo, i Totti o i Kuyt.
In questo contesto, nei corsi e ricorsi storici del mondo del pallone, non riesco proprio a capire dove risiederebbe la presunta "modernità" di questi attaccanti.
Paolo Rossi amava spesso allargarsi per tagliare poi verso il centro, Careca in fase di non possesso palla spesso e volentieri si allargava sulla destra per confondere il dirimpettaio e all'occorrenza per dare una mano ai compagni.
E poi ci sono stati trequartisti fuori taglia, come Gullit, bomber tascabili come Montella, seconde punte inspiegabilmente votate al sacrificio.
In tutto questo estro, questa valida affermazioni di carattere a caratteristiche nuovamente mi chiedo: ma che cazzo sono gli attaccanti moderni ?
Stereotipi, tutto qui.
Per fortuna, ognuno ha ancora le sue caratteristiche tecniche e fisiche. Ognuno interpreta il campo a suo piacimento ed in base alla sua impressione del gioco.
Sarà un caso, ma ogni qual volta che si associa il termine "moderno" al gioco del calcio si fanno sfaceli.
A mio modestissimo parere l'attaccante ha un solo compito: fare gol. Lo faccia a suo piacimento, che tanto quello è sempre attuale, altro che presunte modernità !

20 commenti:

  1. mi piacerebbe che quest'anno il capocannoniere fosse il Diablo Granoche, lo scarpone moderno!
    Michelone
    (sia chiaro io lo adoro Granoche)

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  2. Quest'anno esplosione di Larrivey.
    Nel bene o nel male, s'intende.

    Io credo che molti dei vocaboli usati nel gergo dei tecnici si originino semplicemente dalla scarsità di sinonimi, o meglio della scarsa conoscenza di sinonimi da parte dei commentatori.
    Dopo aver ripetuto per otto volte quanto l'attaccante sia "potente", "letale" e "micidiale", (perchè poi queste metafore guerresche?) tirano fuori il "moderno"...

    A mio parere comunque, credo che per definire qualcuno un "attaccante moderno" non si possa prescindere dai seguenti requisiti:

    macchina dorata in stile El Hadji Diouf

    Contratto di sponsorizzazione con una ditta di jeans

    ALmeno due copertine di "DiPiù TV"

    Credo che sia questo più o meno sia tutto, a prescindere dalle verticalizzazioni.

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  3. E' la percezione del calcio e delle immagini che è "moderna". E' giusto quello che dice Tato sugli attaccanti anni Ottanta. Solamente che ora i movimenti senza palla, il dettaglio in rapporto al campo e tutto quanto rende un attaccante quello che è sono aspetti fruibili da chiunque.

    Non credo che un Bettega o un Graziani fossero tatticamente inferiori ai laterali offensivi o alle punte attuali.
    Certo erano meno fisicamente, complice la diversa filosofia atletica.

    O almeno.. io il significato di "attaccante moderno" me lo sono sempre spiegato così.

    @Gaizka, aggiungo la cravatta annodata male e il completo lucido per i salotti tv.

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  4. ps: altro che attaccanti moderni e moderni.. Miroslav è senza tempo.

    http://www.youtube.com/watch?v=ULfc5zM25dc

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  5. Non so cosa sia di preciso, ma di sicuro non vola.

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  6. Più che moderno, un attaccante dalle caratteristiche del genere, che ha rotto e superato i cliché del passato, che si è reinventato a metà tra il gusto retrò del bomber di spalle e l'illusione futurista di un dieci a tutto campo, dovrebbe essere definito post-moderno...

    Io peraltro, e lo dico avendo apprezzato moltissimo il post, molto bello, dissento leggermente sul finale, nel senso che non sono così sicuro che un attaccante debba avere per forza il totem del gol. Voglio dire, ci sono degli attaccanti, moderni o meno (questo non lo so), che pur senza segnare valanghe di gol, mi sono sempre piaciuti, per la loro capacità di giocare per gli altri, di essere utili e di essere umili. Penso al Corradi degli anni buoni (il prototipo dell'attaccante moderno?) o all'ultimo Floccari, senza dimenticare il grande Supermarco Delvecchio. Tutti giocatori che mi prenderei al volo in squadra (a differenza di Iaquinta, attaccante moderno-ciofeca).

    Poi è ovvio che se sei Inzaghi o Klose o Milito o Trezeguet quello che devi fare, quello che ti è chiesto di fare, anche perchè è l'unica cosa che puoi fare, è il mestiere più antico del mondo, buttarla dentro ogni volta che puoi...

    PS Dopo l'elegia del difensore e la filologia dell'attaccante, adesso mi aspetto che questa trilogia continui con una altrettanto godibile radiografia del centrocampo. Candido, come uno dei possibili oggetti di studio da parte di Tato, l'enigmatica categoria del "centrocampista completo"...

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  7. Ma io, che credo che una perfetta squadra sia fatta da:

    numero 1 portiere che para anche gli sputi e che comanda la difesa a urli

    numero 7 difensori e mediani che picchiano come fabbri

    3 attaccanti che la buttano dentro tirando da ogni posizione

    posso definirmi un tecnico post-moderno?
    un propugnatore del calcio punk di wimbledoniana memoria?

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  8. Moacir Bastos Tuta12 settembre 2011 09:41

    Tutta la galleria degli archetipi per poi dire che gli stereotipi cacca pupù? mah, non so.

    Io non credo che la formula attaccante moderno manchi di potere descrittivo, credo semplicemente che indichi in maniera un po' enfatica e semanticamente misteriosa l'attaccante che aiuta la squadra pressando, rientrando in fase di non possesso, possibilmente iniziando la manovra in fase di possesso nella tre quarti avversaria. L'unico potere evocativo del termine è l'opposizione a un ipotetico attaccante pre-moderno che, si presume nel passato, stava impalato davanti, e non è che sia una descrizione del tutto sbagliata dell'attaccante medio di 20 anni fa o più. Sbaglio?
    Piuttosto, qualcuno mi sa dire se CR7, nel fantacalcio spagnolo, è centrocampista? Questa sì che sarebbe materia di riflessione.

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  9. Vorrei contribuire a choisa di questo magnifico post con un umile elogio all’attaccante postcontemporaneo.. colui che, unico tra tutti, rifiuta ontologicamente il compito assegnato a divinis all’attaccante (passatista, antico, moderno o postmoderno che sia) che, come nota Tato in chiusura, è l’atto puro del fare gol.. L’attaccante postcontemporaneo, raggiunta quella comunione indossolubile tra spirito e materia che lo eleva al di sopra di diagonali, tagli, movimenti, ripieghi e stereotipi, accetta su di sé l’immane compito di non essere.. Se Batistuta è l’attaccante per eccellenza, che accoglie, riassume e condensa le definizioni storiche di attaccante e nega la funzione dello stereotipo, l’attaccante postcontemporaneo nega la funzione di essere Batistuta e si eleva a puro stereotipo.. L’attaccante postcontemporaneo si manifesta a noi così..

    http://www.youtube.com/watch?v=6cS2Nw6x7AI

    http://www.youtube.com/watch?v=z_n9fmITDxo&feature=related

    http://www.youtube.com/watch?v=-BrGMdJj1b0&feature=related

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  10. Bostero, vogliamo da te al più presto un "che fine ha fatto Bojan"... solo tu, suo strenuo sostenitore, potrai farci capire chi è davvero costui

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  11. Rooney è moderno anche per il trapianto

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  12. Per me è Floccari anche se Forlan rimane sempre il più grande per me!

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  13. off topic: grande prestazione della mia Real sabato contro il Barcellona... Quasi quasi vincevamo pure!
    Aupa Real!

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  14. Nima, non so se è moderno oppure no (a vederlo, direi di no, sembra uscito da un Ipswich-Coventry fangoso degli anni ottanta inglesi), però questo centravanti della Real, Agirretxe, mi sembra fichissimo. Ma è pure forte?

    ps Gegen, devi sapere che anche Nesat è un grande fan di Bojan, ieri allo stadio non ha fatto altro che incitarlo.

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  15. ma chi? bimbo "Speciale" Bojan?è il mio idolo......c'è davvero speranza per tutti......sono straconvinto che per convicerlo a firmare per la Roma Sabatini ha promesso al giovane Krkic un Mountaine bike con le rotelle... il game boy con il gioco dei pokemon e un costume da teletubbies...

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  16. Imanol Agirretxe è proprio come lo hai descritto tu. Il clima di Euskal Herria è praticamente come quello inglese...
    È cresciuto a Zubieta, nella cantera della Real e fino all'arrivo di Montanier non era mai stato impiegato al posto giusto. Per due partite e 3 reti! Io ho sempre pensato che avrebbe fatto bene, speriamo che prosegua su questa strada. Comunque il mio idolo rimane Capitan Aramburu!

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  17. A mio avviso una prima punta "moderna" esiste. Ad esempio deve avere abbastanza tecnica e visione di gioco per assist alle seconde punte, cosa che non si sarebbe MAI chiesta in altre epoche, o anche oggigiorno ad una prima punta come Toni. Insomma uno alla Ibra o Dzeko.
    Mi sembra che in questo senso sia cambiato molto il ruolo, non credete?

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  18. Un attaccante di questo tipo che mi fa impazzire, e che considero sottovalutato, e che sono contento abbia iniziato alla grande la stagione, è German Denis. Uno che vorrei sempre avere in squadra.

    Dzeko fa paura.

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