giovedì 8 settembre 2011

Clip, accadì e Ilaria d'Amico (e altre cose suppostamente moderne che non mi piacciono di Sky)

"le ragazze che a sognare passano le ore, con la coperta fino al mento quando piove, [..] cercano l'infinito, lì  nascosto in un dito" (Stadio, Le ragazze che mi fanno compagnia)
Il campionato inizia domani e come ormai da qualche anno Sky la farà da padrona. Siccome mi piace lamentarmi ma poi non accompagnare le mie parole con gesti concreti (l'abbonamento me lo faccio perchè non so rinunciare al secondo tempo di Hannover-Schalke 04 mentre pranzo il sabato o al posticipo domenicale di Liga tra Racing Santander e Valencia prima di andare a dormire) mi limiterò a enunciare undici cose di Sky (sì, undici, come i giocatori in campo, perchè anche a me ogni tanto piace vincere facile con le metafore) che dovrebbero essere fighe (così ce le vendono) ma che a me non piacciono per niente.
1. Non mi piace questa campagna pubblicitaria tipo parodia religiosa. Il calcio ha tanti tratti liturgici, tanti elementi spirituali, ma non ne vedo il riferimento ai progressi tecnologici che permettono di vedere "le gocce di sudore in alta definizione". E' anche vero che una volta, in una chiesa (vabbè, era Marbella, non Fatima), ho visto dei televisori al plasma, immagino per seguire la messa sui maxi-schermi, o forse proprio una partita in diretta, ma trovo comunque questa campagna volgare, di cattivo gusto, non vedo il motivo di sacralizzare  quattro mercenari che davanti ad un'offerta di contratto della squadra della tua città pari a cinque milioni di euro annui ancora non firmano "perchè è normale che io voglio guadagnare di più" (DDR dixit).
2. Non mi piace l'induzione forzata della necessità di avere l'accadì. La devono smettere di inculcarci bisogni che non abbiamo. E' un continuo e subliminale martellamento. Tra un po' sarà come l'alta velocità per i treni, resterà solo quella. Io sono cresciuto con la televisione in bianco e nero della cucina in cui non si vedeva quasi nulla, me ne fotto dell'accadì.
3. Non mi piace che la loro offerta televisiva sia così prepotentemente antagonista dell'andare allo stadio. Stanno facendo passare il messaggio che il calcio è uno spettacolo ontologicamente nato per essere gustato in salotto, molto più comodo dello stadio. Alla fine qualcuno ci crederà. E' un'inversione naturale e logica, è un deturpamento, è una ferita che bisogna sanare. Dovrebbe essere vietato l'abbonamento televisivo alle partite della squadra della città in cui si ha la residenza.
4. Non mi piace che stanno uccidendo la radio e il televideo.
5. Non mi piace che siano privi di fantasia, gusto della sfida, curiosità della sorpresa. Lo studio del post-partita è sempre uguale. Dicono sempre le stesse cose. Ci sono sempre le stesse persone. Possibile che bisogna sempre affidarsi ad un format? Possibile che tante teste pensanti non riescano ad andare oltre lo stereotipo del finto salotto, con quelle postazioni orrende da concorrenti di quiz? Perchè sono seduti così distanti? Perchè è tutto così freddo? Perchè, per dire, non ci sono dei bei tappeti persiani a terra, un'abat-jour, dei ragazzi nel pubblico vestiti in modo decente? Perchè ti devono far sentire tutto lo squallore dello stile Publitalia, tutto lo squallore di trovarsi a Cologno Monzese, tutto lo squallore che alberga nella testa vuota di Fabio Guadagnini? Non possono fare un post-partita estivo tipo rotonda sul mare, direttamente da Sanremo o Capri o Gallipoli?
6. Non mi piace la stupidità degli ospiti in studio. Che cosa apportano? Nulla. Qualcuno si accorgerebbe di niente se domani Gianluca Vialli o Paolo Rossi o Billy Costacurta sparissero dallo schermo? Hanno mai detto una sola frase interessante, una sola frase originale, una sola frase personale? Una sola cosa da ricordare? Perchè non invitano mai qualcuno che, perdonatemi la banalità del concetto, sappia uscire dagli schemi? Perchè mi tocca rimpiangere di non vedere Controcampo dove almeno c'è il grande Giuseppe Cruciani?
7. Non mi piace Ilaria d'Amico. Non sopporto la sua voce. Non sopporto la sua assoluta mancanza di interesse per quello che sta facendo. Si vede che non sa nulla di quello che dice e che quello che dice glielo passa un povero stagista nell'auricolare. Non sopporto che si agita come una donna che non sa gestire la tensione. Non sopporto le domande che fa. Forse, di peggio, nel mondo esiste solamente Simona Ventura.
8. Non mi piace che viene dato troppo poco spazio ai giornalisti più bravi. I vari Roggero, Trevisani, Nucera, Gentile, Barone e Marianella, e qui mi fermo, dovrebbero avere molto più spazio. Dovrebbero condurre loro dei programmi, fare degli approfondimenti, raccontare delle storie. Relegarli solo alla telecronaca è un delitto.
9. Non mi piace la sky-cam, non mi piace avere cento telecamere, non mi piace l'intervista a fine primo tempo, non mi piace andare negli spogliatoi, non mi piace l'ennesimo replay dello show facciale di Ibra che mi fa perdere i movimenti dei mediani senza palla a centrocampo.
10. Non mi piace la clip, l'high-light, il collage della partita, l'animazione con i giocatori, l'americanizzazione insomma, la spettacolarizzazione esagerata, l'ansia da Super Bowl prima di Udinese-Cagliari.
11. Non mi piace che non si vede più Martina Maestri. Ridateci Martina Maestri. Mi piaceva Martina Maestri, cazzo.

21 commenti:

  1. Sottoscrivo in pieno.. il pudore vittoriano di quel protestante di murdoch ha ucciso vent'anni di sgabelli: da alba parietti a sportitalia...

    Il salotto estivo in riva al mare però c'era, ugolini ha girato per mezza italia (forte dei marmi, sardegna ecc.) nell'approfondimento di calciomercato...

    Una proposta: Tessera del tifoso obbligatoria non per gli abbonati allo stadio per quelli sky e ddt

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  2. Impeccabile come al solito.

    Aggiungo un paio di cose:

    Punto n° 3: hai colto nel segno. Basta dare un'occhiata all'ultimissimo sondaggio sui "tifosi" ripreso anche da Repubblica im cui appare questa tremendamente inquietante tabella: http://www.demos.it/2011/img/1904screenshot005.gif

    Però c'è da dire che le società e le amministrazioni pubbliche non fanno un accidenti per convincerti ad andare allo stadio. Tra anticipi, posticipi, tessere, divieti, distinti dai 100€ in su, perquisizioni, seggiolini sporchi, zero servizi uno ci rinuncia in partenza. (Non io, comunque, che ogni domenica seguo la Spal sui campi della terza serie).

    Hai dimenticato il punto 12: Mario Sconcerti. E non c'è bisogno di spiegazione, mi sa..

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  3. 1- La tv al plasma all'interno della Cattedrale di Santiago di Compostela per seguire la messa, con tanto di entrata stile wrestling dei preti, è un'esperienza veramente mistica.
    Lì si che l'inutile HD verrebbe apprezzato
    9- A meno che l'intervista a fine primo tempo non sia quella di Sgiampiero Galeazzi e il suo impermeabile, del tipo: "Zibbbi un buon primo tempo ma la Juve ve sta sotto"

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  4. Ah, e MartinaMaestridabordocampo manca anche a me

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  5. nurFußballimKopf8 settembre 2011 11:51

    Una domanda: perché in Italia gli stadi sono mezzi vuoti (tranne che San Siro e il San Paolo in alcune occasioni) ?
    Per la TV ? Non può essere perché allora non si spiegherebbe perché in Inghilterra o Germania molte squadre hanno perennemente il tutto esaurito (anche con stadi capienti).

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  6. Maternity leave per lei.

    In faccia alle clip e all'accadì in mattinata ho giocato la prima coppia di schedine totocalcio dell'anno.
    Io dal calcio vecchia maniera non mi muovo.

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  7. Dimenticavo la cosa più importante: non mi piace perchè odio lo spezzatino televisivo, odio che si giochi a tutte le ore, anche quando mi sono appena sveglato la domenica, anche domani sera, anche di notte d'inverno.

    Nur, intanto l'Olimpico non è mai mezzo vuoto (volesse il cielo che lo fosse). E poi per tutti i motivi che ha detto Orla, impeccabili. Non dico quindi che gli stadi sono vuoti per colpa della tv (non sono così schematico), dico che non mi piace che si sia creata questa posticcia contrapposizione, il salotto non è alternativo allo stadio, è un'altra cosa, chi vuole se la guardi lì ma è completamente un'esperienza diversa. Sono tipo le bambole gonfiabili (che peraltro andavano di moda negli anni settanta proprio perchè venivano pubblicizzate sul retro delle schedine del Totocalcio), ci si può accontentare, ma ti perdi tutta la tenerezza di raccontare i tuoi problemi ("mio figlio mi fa stare in pena, sta sempre chiuso in quel maledetto bagno") a una mignotta in carne e ossa...

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  8. Credo che la Maestri non fosse incinta (come Anna Billò) ma sia un classico caso di promoveatur ut amoveatur infatti l'icona della bellezza acqua e sapone, la bridget jones della bassa, è passata al "coordinamento" ossia sta nel pulmino a morire di freddo e bere caffè americano dicendo agli inviati cosa devono fare e quando sono in onda.

    una domanda: é vero che stava (sta) con piccinini?

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  9. c'è da dire che almeno DDR lo rende pubblico......c'è chi ha detto che doveva ritrovare il sorriso(a Torino).......sai una cosa...non so se augurare più spazio ai bravi di Sky....non vorrei che diventassero come Caressa.

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  10. Il fatto è che questi anni sono caratterizzati anche dalla Tessera e da tutto il movimento antagonista ad essa.
    Se contiamo che anche il cosiddetto movimento ultra è meno presente allo stadio abbiamo un quadro abbastanza desolante. Mettiamoci pure che magari il tifoso che vive lontano dalla sua squadra (come me che vivo a Pescara/Bologna e tra una settimana andrò a Cordoba in Argentina e per andare a Roma non è sempre semplice) per opportunità o per pigrizia si fa l'abbonamento a Sky/Mediaset.
    Comunque il tifoso medio se può ci va allo stadio (sabato e domenica mi sparo la doppietta Zdenek/Lucho), a prescindere dalla vaccata degli stadi di proprietà, nuovi ecc (l'effetto stadioconad della Juve in 2 anni si affievolirà).
    Negli anni'80 con gli stadi fatiscenti che abbiamo c'era sempre il pienone da nord a sud.
    Ma, in definitiva, non basterebbero mille pagine a spiegare approfonditamente il calo di spettatori

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  11. tibe, ben inteso, ma penso si capisse, che non c'è niente di male ad abbonarsi se, per qualsiasi motivo, si è costretti a vivere lontano dalla città della propria squadra

    io me la prendo coi borghesi di monti parioli che dal terrazzo vedono lo stadio eppure la partita se la vedono in salotto, seduti sul divano con la TUTA e le PANTOFOLE

    nesat effettivamente il rischio che diventano tutti dei coglioni alla marco cattaneo esiste eccome, spero che gli anticorpi di radio romane di trevisani lo inibiscano dall'idiozia del suo compare

    ADDENDA: un'altra cosa che non mi piace di Sky sono le telecronache femminili. Non è bastato l'esempio sciagurato di Lia Capizzi (gol di Caracciolo. Passano 40 secondi di silenzio. Voce squillante: "Ha segnato...Caracciolo". Venti secondi di silenzio. Voce squillante: "ha segnato l'Airone. Airone Caracciolo". Oppure: gol di Chiesa. Sguardo rapido al foglio sotto il mento. Voce squillante: "Gol! Gol di Enrico Chiesa. Lo possiamo dire. E' un tipo casa e chiesa, casa e chiesa"), adesso sono tornati alla carica con altre donne, in particolare una che stava alle elementari nella mia stessa scuola. Una brava ragazza, ma le ragazze non le sanno fare le telecronache, e anche se le sapessero fare, io voglio che sia un uomo a raccontarmi la partita, lo stadio è l'ultimo residuo di omocameratismo cui non voglio rinunciare.

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  12. In Inghilterra, dove sky trasmette tutte le partite, ma lo fa per il pubblico overseas ché quello di casa va sempre e comunque allo stadio, il bello è che regna il cazzeggio.. I conduttori non sono impomatati come manichini di Cologno Monzese o reduci da Pitti Uomo come Boban ma usciti malconci dai saldi dell’Oviesse.. non si prendono sul serio e non pontificano sul nulla, consci che il pubblico ne sa più di loro..

    Gli inviati poi.. non bambini brufolosi e puntigliosi appena usciti da un Master alla Luiss, ma ex giocatori che si esprimono in dialetti incomprensibili (come se Massimo Mauro parlasse in calabrese stretto e Vialli in cieloplumbeobassopadano), si distraggono, perdono le parole, gli ospiti e la cronologia esatta degli eventi..

    Alla sera sul mitico MOTD della BBC è ancora meglio.. conduce un ex giocatore (l’ineffabile Lineker, massimo teorico in circolazione del nulla cosmico..) attorniato da altri ex come Shearer (mito del muto dai tempi di Jacques Tati..) e Hansen (Sign on, sign on / With a pen in your hand / Cause you’ll never get a job.. e ho detto tutto..) Poche parole e servizi lunghissimi su tutte le partite, nessuna moviola..

    Nessuno che grida “puntatona” e nemmeno “puttanona”, nessuno che ti spaccia un soporifero Chelsea-Arsenal come il match del secolo, nessuno che costruisce una polemica da un sopracciglio adunco.. Insomma due modi contrapposti di intendere l’accadì.. Da noi è alta definizione, perché vedi bene ma devi tenere il volume spento, da loro è alta digeribilità, perché ti diverti e ti informi e, sazio, la notte ti viene voglia di fare l’amore..

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  13. Premessa: Marianella è bravo ma gli devono vietare l'Arsenal. Daniele Barone lo odio ed è di un'ipocrita mostruoso. Gli altri effettivamente meriterebbero più spazio.

    Non è questione di HD, ci stanno convincendo (o quantomeno ci provano) che il calcio in TV sia meglio. Più inquadrature, più comodo e con il "commento tecnico". Gli spalti sono un'altra cosa eppure stanno nascendo sempre più "pallonari" senza questa percezione, sempre più strisciate-centrici e legati al dualismo Barça-Real. Noi stiamo con il presidente del Sevilla.

    Post-it: si sono fregati pure Alessia Tarquinio. E ridateci Martina Maestri

    Conclusione: purtroppo si sono mangiati anche la Libertadores. Ci hanno davvero preso tutto (cit.)

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  14. Incredibile! Sottoscrivo tutto! No, anzi,una cosa no: proprio non riesco a definire Cruciani "grande". Lo dico per via della Zanzara, non di Controcampo, che non vedo da anni.

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  15. Ahahah! Scrivo questo commento da una fortezza inespugnabile agli attacchi di Sky, che telefona tre volte al giorno proponendomi varie offerte... ma otteranno sempre un NO!
    Viva il calcio visto allo stadio e poi rivisto in Tv sulle sgangherate reti private, dove i personaggi sono più coloriti si, ma anche conoscono maggiormente la propria squadra e riescono a tastare il polso della tifoseria locale...

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  16. Come dice Franco Rossi, il calcio sarebbe il gioco più divertente del mondo, se non ci fossero le partite.

    Come avviene anche in altri ambiti, il contorno è spesso più saporito e gustoso della pietanza in sé.
    (Che magari è una bistecca asciutta e banale, come tante partite di questi tempi...)

    E il contorno è tutto quello che dà sapore all'evento agonistico in sé: le infinite polemiche, i dibattiti fra scuole di pensiero, le rievocazioni storiche.
    Vedere la partita in fondo non è necessario, forse nemmeno auspicabile.

    Quanto a me, vado avanti benone con la vecchia tv a tubo catodico e schermo convesso (datata 1997).
    E con il videoregistratore, che purtroppo è più recente.

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  17. Ciao Fede,

    sono d'accordo su tutto ma su martina maestri sono d'accordo di più.

    a presto
    (Darren Hayman al Monti, e ho detto tutto)

    f.

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  18. Grazie della segnalazione Fede!
    Ho subito mandato la mail, spero di vederti a Monti allora. Ora lo dico anche a Martina...

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  19. "stanno uccidendo il televideo" è la cosa più stupida che si potesse leggere però.

    cioè, oh, il televideo!

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  20. ah no, mi correggo, poi ho letto "il grande giuseppe cruciani" e i collegamenti dalle rotonde sul mare.

    quelle sono le cose più stupide che si potessero leggere

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  21. Irony is a dead scene.

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