lunedì 22 agosto 2011

20 proposte per migliorare il calcio italiano

prima che andiamo a fondo
Mentre in Parlamento impazza (si fa per dire) la discussione sulle modifiche alla Manovra che ci salveranno dalla crisi (inutile dire che LB compatta - ad eccezione di Bostero, che deve billare - tifa per la crisi e per un sano ritorno al baratto), e mentre in Federcalcio calciatori e presidenti cercano di scongiurare lo spettro dello sciopero della prima giornata di Serie A (gli abbonati in villeggiatura sono tutti con Anima Candida), voglio qui occuparmi di cose molto più serie, e cioè - riprendendo alcune delle idee contenute nell'editoriale dell'ultimo numero di When Satuday Comes - stilare un umile e incompleto catalogo di proposte per migliorare il nostro campionato. Sarebbe bello, alla luce anche dei vostri commenti (favorevoli o contrari alle singole proposte, nonché portatori di nuove richieste), raccogliere le speranze più condivise in un cahier de doleance da mandare ai cosiddetti organi competenti (che tanto si sa che la voce di LB è così autorevole da ottenere udienza in qualsiasi salotto). 
Ecco quindi le mie modeste 20 proposte per rendere il campionato di serie A un luogo più ameno:
1. I giocatori che esultano zittendo con il dito davanti al naso o provocando con la mano sull'orecchio i tifosi avversari devono essere espulsi e squalificati per due giornate. Stessa sorte per chi sbaglia un rigore facendo il cucchiaio.
2. Chiunque avendo più di 14 anni indossi allo stadio il cappello da giullare e/o le enormi mani di spugna deve essere punito con l'allontanamento immediato dallo stadio, il divieto di ritornarci per almeno 3 anni e la condanna, per il tempo del divieto, a lavori socialmente utili (es. animatore in centri per anziani).
3. Tutte le cifre dei movimenti di mercato devono essere rese pubbliche. In particolare, è obbligatoria massima trasparenza sulle commissioni pagate ai procuratori, agli agenti, agli intermediari, etc. Vogliamo sapere quanto guadagnano questi avvoltoi che hanno affarizzato il calcio moderno.
4. Il mercato degli allenatori deve avere le stesse finestre temporali di quello dei giocatori (luglio-agosto e gennaio per la riparazione). Se un presidente caccia il tecnico fuori da questi periodi può solo rimpiazzarlo con un allenatore delle giovanili, con un dirigente, con un giocatore o con la mascotte.
5. I contratti non sono validi se vengono lanciati sopra la porta o infilati sotto la porta nell'ultimo secondo disponibile, come è successo mi pare l'anno scorso (non so con chi).
6. I servizi televisivi che mostrano i fan sconsolati (di solito bambini indifesi) che hanno comprato la maglietta del loro beniamino appena ceduto ad un'altra squadra devono essere vietati e i giornalisti possono essere linciati dai tifosi inferociti. La pena si raddoppia se vengono mostrati i tatuaggi (es. I love Fernando Torres sulla schiena di una casalinga di Liverpool).
7. Josè Mourinho deve essere obbligato dalla Lega Calcio a commentare, in un programma a sua scelta (o se vuole anche su YouTube, da casa sua), la domenica di campionato. Almeno una polemica a settimana dovrebbe essere contrattualmente prevista.
8. Gli scarpini dei giocatori devono essere tassativamente neri. Solo chi ha segnato almeno 10 gol l'anno precedente può indossarli di un colore diverso (possono pensarsi delle scale cromatiche a seconda del numero dei gol). Solo il capocannoniere può indossare gli scarpini d'oro.
9. E' vietato indossare i guanti con la maglietta a maniche corte.
10. I numeri dei giocatori devono riflettere la loro posizione in campo. Sono vietati obbrobbri tipo l'8+1 o il 99. In alternativa - da me ancora più gradita - si deve ritornare ai numeri da 1 a 11, senza nome.
11. Il giocatore che esulta baciando lo stemma della sua squadra sulla maglietta non può muoversi da quella squadra per almeno un anno. La sanzione è cumulativa quindi ad ogni bacio corrisponde un anno di stop.
12. E' vietato esultare indicando il proprio nome sulla schiena, pena l'ammonizione. Tutte le altre forme di esultanza - a partire dal togliersi la maglietta - sono concesse, qualcuna - lo confesso - a malincuore.
13. I giocatori sono obbligati a parlare tra di loro sul pullman della squadra, invece di ascoltare musica con quelle orrende mega-cuffie. In alternativa - se il vicino di posto è antipatico - possono leggere un libro o il presente blog.
14. Non possono essere pubblicate autobiografie di calciatori ancora in attività.
15. Le riprese degli spogliatoi prima delle partite devono essere abolite, così come le interviste a fine primo tempo e la spider-cam.
16. Tutte le partite si giocano domenica alle 3. Punto.
17. Negli stadi è vietato mettere della musica dagli altoparlanti per celebrare un gol.
18. Seguendo l'esempio della Lazio, tutte le squadre devono liberare sul campo il proprio animale ammaestrato prima dell'inizio della partita.
19. I telecronisti non devono lamentarsi nè stigmatizzare le risse in campo. Anzi, non devono proprio parlare, ma lasciarci godere lo spettacolo. 
20. Sky dev'essere espropriata dei diritti sul calcio e estromessa da future aste di vendita. Come garanzia, prendiamo volentieri Ilaria D'Amico in pegno.
Fatemi sapere che ne pensate e buona fine delle vacanze a tutti quelli che, come molti di voi, sono ancora a mollo, con l'acqua alle ginocchia e il Corriere dello Sport unto di panzanella.

18 commenti:

  1. Passi per tutte le altre, ma l'esultanza togliendosi la maglietta e magari gettandola via è ciò che più va contro alla squadra che quella maglietta rappresenta, una sorta di "Io esiste a prescindere dalla maglietta che indosso e dalla squadra che rappresento", manco se stessero giocando a nascondino o a volano. Bellissimo e giustissimo il fermo amministrativo per chi cambia squadra dopo aver baciato nella stagione precedente la maglia.

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  2. La mia proposta è piuttosto semplice: tornare per quanto possibile agli anni '80.

    E dunque divise da gioco sobrie, eleganti e rispettose delle tradizioni dei rispettivi club.
    (Con sponsor presenti ma non invadenti, come accadeva allora, e come accade anche oggi in Inghilterra e in Spagna.)

    Tornare all'affluenza negli stadi di quell'epoca, con biglietti poco costosi e tv meno invadenti.

    Inoltre, ripristinare una serie A a 16 squadre, e favorire un gioco più tecnico e creativo che fisico-atletico.

    Oldboy

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  3. Capisco la posizione di MarcoB però va detta una cosa, e cioè che - anche se non so perchè - quello di togliersi la maglietta dopo un gol è un gesto piuttosto istintivo. Anche io lo facevo. Non mi sento dunque di punire un giocatore per questo motivo. Vediamo se qualcun altro vuole aggiungere qualcosa.

    Concordo su tutti i punti di Oldboy, che possono considerarsi automaticamente inclusi nel mio manifesto. In particolare la serie A a 16 squadre (o almeno, intanto, a 18) è una priorità. Più stadio e meno tv è talmente un nostro punto fermo (nostro di LB dico) che è quasi inutile ripeterlo. Necessario infine il riferimento alle magliette, mi piace molto il cenno alla sobrietà, anche a Bostero piacerà.

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  4. Anche l'abolizione di certi telecronisti non sarebbe male. Tipo Caressa. Oltre che i commentatori tecnici improbabili, come Di Biagio (non me ne voglia, ma come commentatore non è proprio capace).

    Mi piacerebbe tornare ad ascoltare commentatori che raccontano la gara e non vogliono essere protagonisti, spettacolarizzando loro stessi al posto del gioco.

    P.S: Dionigi, sono quello di Calcioplus.

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  5. Ben fatto, Dionigi.
    Avrei qualche proposta anche io.
    21. Kaka non puo' tornare a giocare in Italia. A LB non piace.
    22. Non si parli mai piu' di scioperi per i motivi di cui agli ultimi giorni.
    23. Tutte le squadre devono giocare o con il 442 o con il 433. Non si possono sentire i moduli con i tre trequartisti o con le prime punte cammuffate alla Messi. Una costante attuazione della presente proposta rilancerebbe, tra l'altro, la Nazionale.

    ps: devo billare ma sono assolutamente pronto per il ritorno alla caccia ed alla pesca.

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  6. Un bel manifesto.

    Tra parentesi anch'io sono favorevole al baratto e all'introduzione di un cospicuo spazio adibito a coltivazione diretta per ogni abitazione, calcolato per numero di abitanti dell'immobile.

    A parte questo, attendo con trepidazione il giorno in cui queste regole verranno messe in atto, ad esempio la numero 18 darebbe spettacolo (ma è difficile ammaestrare un grifone?)

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  7. divieto assoluto di elastico per "tenere i capelli" dei giocatori (visto con i miei occhi qualche anno fa per un paio di giornate di campionato l'allora capitano del Lanerossi Mimmo Di Carlo, già all'epoca nullocrinito, indossarne uno; spettacolo francamente imbarazzante).
    Quand'ero giovane c'erano fior di capelloni cotonati e non in campo, basti ricordare i miei compagni di nazionale dell'epoca o il mitico Rubén Hugo Ayala Zanabria negli stessi anni, ma nessuno si sarebbe sognato di fermarsi i capelli con un elastico o con un nastrino ....

    Cruyff

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  8. 1) Abolizione del DASPO, del decreto sugli striscioni, delle pezze stile Hellas, delle prevendite, degli steward, degli stadi con soli posti a sedere, delle trasferte scortate e delle perquisizioni. Obbligo di botteghino per il settore ospiti e sciarpa al collo (galera per chi la tiene come cintura). Sconto per chi porta un bandierone, una scatola di fumogeni, un megafono o un tamburo. Naturalmente si è allo stadio: ultras, no politica.
    2) Riabilitazione di tutti gli spaccatibie della storia. Ogni squadra dovrà avere almeno un giocatore in doppia cifra per avversari fatti uscire in barella.

    Le mie proposte. Sugli altri punti c'è troppo poco spazio, andrebbero trattati uno per uno.

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  9. Apprezzo soprattutto l'abolizione dei posti a sedere: ritorno alle gradinate subito.

    Ancora, condivido la necessità di inserire nel manifesto un passaggio critico sulle misure amministrative (folli, ipocrite e farneticanti) per contenere lo spontaneismo delle curve italiane.

    Inaccettabile il divieto posto al numero 9 di 20: l'indimenticabile Antonio Carlos Zago, paulista idolo della tifoseria della Sud di Roma (lo sputo a Simeone, su tutto), non sopportava le maniche lunghe ma già da ottobre calzava guanti di lana.

    F

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  10. Sarebbe il caso poi che i botteghini dello stadio fossero aperti anche per i tifosi locali il giorno della partita, fino all'inizio della stessa (come al cinema), cosa che almeno a(lla) Roma non succede. Per esempio mi piacerebbe comprare i biglietti per la partita con lo Slovan direttamente domani sera allo stadio, prima di entrare.

    Bellissima l'idea dello sconto di Vasilj, sono d'accordo! Meno sugli spaccatibie (confesso che quell'aspetto romantico del calcio non mi ha mai convinto, non sono un fan dei Pasquale Bruno).

    Qualche gradinata, infine, non farebbe male. In Inghilterra c'è un grosso movimento, e non solo di ultras, nostalgico delle terraces...ma in un futuro di stadi con i nomi degli sponsor, sarà più probabile avere a che fare con salottini, privè e divani che non con i gradoni...

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  11. comunque caro dionigi, domani potrai comprare il biglietto della partita nel nuovo stand allestito dalla nuova societá direttamente a piazza mancini.

    Chissá se il neo assessore allo sport del comune di roma sará d'accordo?

    Il Fornaretto

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  12. Domani mattina lo comprerò lì allora. Per me è una fortuna perchè quasi tutte le mie attività già si svolgono in quella piazza (la più bella di Roma). Domani ad esempio dovevo andarci già per ritirare i rullini che ho portato a sviluppare. Bravo Tom!

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  13. Sono d'accordo sulla maggioranza dei punti trattati, mentre alcuni mi lasciano indifferente.
    Inoltre concordo assolutamente con quanto scritto da oldboy.
    Non sono del tutto d'accordo con la regola #10. Premetto che sono favorevole all'abolizione di numeri ridicoli dalle spalle dei calciatori. Il ritorno alla numerazione 1-11 sarebbe molto affascinante; però non sarebbe così possibile vedere un rep con il 16, un neeskens col 13, o soprattutto un cruijff con il 14, simboli anch'essi della rivoluzione del calcio. A meno che non li si consideri l'eccezione che conferma la regola.
    Un compromesso potrebbe essere l'obbligo di numerazione dall'1 al 25, come nel campionato spagnolo. Ciò mi permette di introdurre la mia proposta per (tentare di) risollevare il campionato, e più in generale il calcio, italiano. Prendendo spunto da una regola vigente nella Liga spagnola, si potrebbe limitare la rosa dell squadre a 25 elementi; il resto dei giocatori sarebbe così prelevato direttamente dal vivaio. Dalla necessità deriverebbe così il sufficiente "coraggio" per puntare maggiormente sui giovani. Qualora 25 elementi fossero ancora troppi, potrebbe limitarsi ulteriormente il numero a 23, 22, ecc.

    Altra proposta riguarda la possibilità di praticare questo sport: basta con le scuole dotate solamente di palestre e campi di pallavolo o basket - nonostante abbia un certo fascino la partitella improvvisata su un terreno non propriamente adatto al calcio, come per esempio una porta immaginaria delimitata da due paletti della recinzione, il cui più ovvio corollario è la lite per stabilire l'esatta posizione della traversa al primo tiro che superi il metro d'altezza. Ogni bambino italiano sogna di poter giocare a calcio, lasciamoglielo fare.

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  14. io proporrei l'entrata in campo con corsetta dalla bandierina con l'obbligo di chi porta i capelli lunghi a chiudere la fila...obbligo anche per i tifosi di munirsi portandoli da casa di lupini,semi e ceci tostati e di schedine tagliuzzate sottratte al proprio barbiere di fiducia

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  15. roster di 24 giocatori (21+3 portieri).
    A a 16.

    in questo modo la serie B (da ridurre a 18) tornerebbe ad essere un campionato decente.

    priorità assoluta a: DIRITTO (da inserire anche nella carta dei diritti dell'uomo) DI POTER PORTARE I CALZETTONI ABBASSATI.


    chiedo all'autore delucidazioni sulla supposta istintività dell'atto di levarsi la camiseta.
    ho sempre sostenuto il contrario (prove: fino a 20 anni fa non veniva d'istinto a nessuno e in nessun altro sport è mai venuto d'istinto a nessuno).

    in vita mia l'ho fatto solo una volta (dopo che mi è stato fischiato un "quinto fallo" ridicolo) ed è seguita espulsione (altrettanto ridicola) ovvero mi è venuto istintivo solo per manifestare rabbia, tipo "non gioco più".

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  16. dev'essere una cosa di derivazione inconscio-erotica caro kalle, d'altronde come negare che il momento di maggiore eccitazione in un incontro amoroso si raggiunge quando ci si sfila la maglietta, il segnale muto ma chiaro che è fatta, che il dado è tratto, che abbiamo scollinato e d'ora in poi è tutta discesa...?

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  17. anch'io concordo che, nel momento dell'esultanza, può sfuggirci di togliersi la maglia, senza che questo significhi di sentirsi superiori alla squadra per la quale si gioca..io non l'ho mai fatto (è da dire che forse perchè non ho mai segnato) ma vedere giocatori ammoniti per questo gesto lo trovo una tipica scelta alla blatter, l'uomo che non ha mai battuto un calcio d'angolo

    altre proposte sarebbero il tempo effettivo di gioco negli ultimi 10', evitando fastidiose pantomime (tra l'altro ormai utilizzate meglio dalle grandi squadre che non dalle cosiddette piccole) e (scusate la bestemmia) l'abolizione del fuorigioco in area di rigore, proposta questa irrealizzabile

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