domenica 5 giugno 2011

Scommettiamo che Signori non c'entra niente?

l'età dell'innocenza
Poco ci manca che dicano che in realtà, come giocatore, non era poi niente di che, che i gol erano tutti facili, che probabilmente si comprava anche quelli, che Sacchi aveva ragione, che non è mai stato decisivo. L'hanno fatto con Lars Von Trier (Curzio Maltese, un personaggio che mi repelle e che speravo di non dover mai digitare, se non in un Obituary, è arrivato a scrivere su Repubblica, dopo i famosi fatti di Cannes, che in realtà il regista danese è sempre stato sopravvalutato, che i suoi film non valgono niente, che Idioti - titolo di un suo bellissimo film, un inno alla libertà e alla diversità - erano lui e i suoi pensieri, perchè sarebbe impossibile giustificare che il bricconcello che fa sparate filo-naziste - lo stesso che, ricordiamolo, per anni ha fatto sparate filo-marxiste, filo-antimperialiste, filo-antiamericaniste, filo-qualunquecosaglifacessepubblicità - è anche un artista eccezionale), non vedo perchè non possano farlo anche con Beppe Signori. Uno che, come me, come Fabrizio Frizzi e come Charles Bukowsi, ha commesso un solo errore nella vita: gli piace scommettere. Scommettere pesante, ma quello è solo questione di mezzi a disposizione.

Lo dico subito: non credo che Beppegol si comprasse le partite. Un vero scommettitore (e uno che scommette su tutto, a partire dal sublime "buondì in trenta passi", che mi ha ricordato un Natale di qualche anno fa in cui un conoscente scommise di mangiarsi un intero pandoro senza bere) vive per il rischio, per l'alea, per l'adrenalina, per l'ebbrezza del risultato in bilico. Un vero scommettitore gioca per dare un senso a una partita inutile in cui non tifa per nessuna delle due squadre, non per fare i soldi. Fare i soldi è il miraggio, quello che c'è oltre, ma non è il primo fine, semmai è il secondo. Comprarsi una partita è come comprarsi l'amore da una mignotta, il sole in un solarium, gli addominali scolpiti con quella crema che reclamizzano in televisione che opera da sola, di notte. Noi no: noi corteggiamo come Gigi Rizzi ballando il flamenco a piedi nudi sui tavoli della cena, noi prendiamo il sole a Villa Borghese con i giornali e la crema Nivea, noi ci teniamo in forma facendo due set a tennis con gli amici. 

Ci metto la mano sul fuoco, caro Beppe, che ti hanno messo in mezzo. Che non esiste alcun gruppo dei Bolognesi, che era tutto un gioco, che tu non sapevi nulla dell'Over di Inter-Lecce, che infatti non è mai accaduto. Che tu ci hai investito 60 mila euro proprio perchè sapevi che poteva non accadere, perchè quello è il bello delle scommesse, il saper perdere tutto. Altrimenti quei soldi li avresti investiti da Lande come il tuo amico Ruggero, il tuo amico Giovannino, il tuo amico Ciccio - e guarda un po', li avresti persi anche lì, ma senza il piacere di rischiare quelle perdite.

Mi pare ridicolo accanirsi adesso, scoprire adesso, che il calcio italiano è malato. Ma c'era bisogno delle intercettazioni di Paoloni per rendersi conto che le partite sono più truccate di Sean Penn nel nuovo film di Sorrentino? A memoria, quindi solo per la serie A, penso al pari senza tiri di Chievo-Samp, alle sconfitte del Bologna, al pareggio tra Catania e Chievo, l'anno scorso ai "regali" che Genoa e Cagliari fecero alla Lazio...Che facciamo, li mettiamo in fila e li fuciliamo tutti? Lì però nessuno diceva nulla. Si parlava di "diverse motivazioni". Ma perchè poi, così come i giocatori e i presidenti si vendono le partite, non si vendono anche i giornalisti sportivi? Quanti ce ne sono di prezzolati là fuori? Un'immensita. E non solo sportivi. E perchè gli assessori non si vendono le autorizzazioni per un vestito nuovo? Le ragazze non si vendono i loro corpi per una parte in una fiction? Le cameriere degli alberghi non si vendono per trenta denari?

E il calcio internazionale? La FIFA si è venduta un Mondiale!
(Peraltro, dicono che le partite delle serie inferiori in Belgio e Olanda sono diventate motivo di grande attenzione per gli scommetitori cinesi, che vi investono grosse cifre. Dicono che a bordo campo, negli stadi delle partite delle serie inferiori in Belgio e Olanda, ci sono più cinesi con i walkie talkie che tifosi)

E che c'entra il Beppe Nazionale in tutto questo? Che male c'è, in caso, a credere ad una soffiata, così come si crede all'amore? Beppe insegue un'emozione, così come la inseguo io, la inseguiva Bukowski, e tutto il suo catalogo di perdenti alle corse dei cavalli. Scriveva nel suo quasi-diario Il capitano è fuori a pranzo:
"Davanti a me c'erano gli stessi tre tizi che avevo visto tutta la settimana. Uno sulla sessantina vestito sempre di marrone con un cappello marrone. Accanto a lui un altro tipo più anziano, sui sessantacinque, i capelli bianchissimi, bianchi come la neve, il collo curvo e le spalle cadenti. Di fianco un orientale sui quarantacinque anni che continuava a fumare sigarette. Prima di ogni corsa discutevano fra loro su quale cavallo puntare. Sono scommettitori sorprendenti, più o meno come l'Urlatore Pazzo di cui vi dicevo. Vi spiego il perché. Ormai mi siedo dietro di loro da due settimane, e nessuno di loro ha mai preso un vincente. E scommettono anche su probabilità scarse, ossia fra due a uno e sette o otto a uno. Vale a dire magari quarantacinque corse per tre scelte. Vale a dire centotrentacinque scelte senza un vincitore. E' una statistica davvero sorprendente. Pensate. Diciamo che se ognuno di loro prendesse un numero come uno o due o tre e tenesse sempre quello automaticamente beccherebbero un vincente. Invece saltando qua e là, usando tutta la loro intelligenza e conoscena chissà come riescono sempre a sbagliare. Perchè continuano a venire all'ippodromo? Non si vergognano della loro inettitudine? No, c'è sempre la prossima corsa. Un giorno faranno il colpaccio. Grosso."
Beppe, quei tre (quello vestito marrone, quello coi capelli bianchi e l'orientale che fuma) siamo noi, saremo sempre noi, perchè questa vita fa schifo, è una vera merda, e l'unico modo per darle un senso, per renderla più digeribile, è quella di giocarci sopra, come se si trattasse di un carrello di bolliti che non sanno di niente e che bisogna accompagnare con un po' di belle salse, tipo quelle piccantelle di Mantova. Siamo noi, io che ho scommesso la prima volta, vincendo peraltro, sulla semifinale Francia-Croazia 2-1 dei mondiali del '98 (avevo dunque 14 anni, alla faccia dei divieti SNAI), il vecchio ubriacone Snorklund (così chiamato da me e Nesat perchè vive dentro la SNAI di piazza Mancini e quindi è un mobile IKEA, da cui il nome) che raccatta tutte le monete di rame che trova in giro per farsi una Peroni e una giocata, i tre amici de La vita da boheme di Aki Kaurismaki, Nesat con il suo sistema infallibile che però fallisce sempre, Fabrizio Frizzi con i suoi energumeni che trasportano i camion sulle spalle, il Fornaretto e i suoi amici alcolizzati che fanno colazione col Campari gin all'ormai defunto Snack B e intanto si studiano le quote, il Pa che scommette un millino sul campionato messicano, il mio amico che si gioca i punti (punto per punto) delle partite di tennis, il Maestro che illuminava due fratelli amici nostri sulle statistiche dei calci d'angolo, i filippini sfregiati che giocano a un gioco misterioso intorno ad un tronco d'albero di piazza Manila, i compagni di classe delle elementari con cui ci giocavamo le biglie, Charles Bukoswki e le sue infinite mattinate ai cavalli, Malf che non perde mai occasione di provare la fortuna con un gratta&vinci, "e che un giorno farà un colpaccio. Grosso". 

Beppe, noi siamo con te, perchè la vita è un gioco e il gioco è rischio. Un giorno tutto questo sarà finito, la macchina del fango non avrà più benzina, e noi saremo lì a scommetterci gli anni di galera per calunnia e le migliaia di euro per le diffamazioni, e vedrai che lì faremo il colpaccio, quello grosso.

24 commenti:

  1. Un manifesto per gente che se ne frega dei manifesti. Bellissimo, Dionigi.

    RispondiElimina
  2. Un capolavoro di pezzo. Chapeau

    RispondiElimina
  3. Se fossimo su facebook cliccherei su "like".
    Davvero bello.

    RispondiElimina
  4. fantastico.
    grazie.

    RispondiElimina
  5. Spettacolare, complimenti.

    RispondiElimina
  6. comunque, il ragazzo del pandoro qualche mese fa, durante inter-napoli, é riuscito a mangiare e bere l'intero contenuto di una bottiglietta di sottoaceti scaduti, in tre minuti e senza bere acqua.
    é stato male tutta la notte ma ha portato a casa la bellezza di 70 euro.

    Anche se non sono un grande scommettitore - di solito mi limito a leggere le quote sorseggiando un campari e gin - vorrei esprimere la mia vicinanza a Beppe Signori.

    Il Fornaretto

    RispondiElimina
  7. Certo che questa vicenda un pò di paura la mette. E' facile che lo scandalo si allarghi a macchia d'olio, che mezzo calcio italiano finisca in prima pagina. E sempre più si rischieranno abbagli come per De Rossi.

    Se devo essere sincero, il ruolo di Beppe non l'ho ancora inquadrato perfettamente. Meglio, non tanto bene come ad es il ruolo di Paoloni.
    Credo che sia domani il giorno in cui viene ascoltato.

    Per il resto, gran pezzo, Dionigi. Una doverosa precisazione su quello che è la scommessa.

    RispondiElimina
  8. col pezzo di Dionigi siamo dalle parti di Febbre da Cavallo; applausi

    markovic

    RispondiElimina
  9. Moacir Bastos Tuta6 giugno 2011 16:59

    bon, arrivo tardi, e per ripicca segnalo un typo su Bukowski, subito prima della pioggia di stelle.
    no, in realtà mi son commosso a leggere lo stralcio della biografia di GigiRizzi, che avevo letto già sul suo magnifico sito auto-celebrativo http://www.gigirizzi.com/
    magari fossimo come GigiRizzi, magari.

    RispondiElimina
  10. Boh, bello il pezzo di Dionigi mapperò non riesco a essere così poetico nemmeno col pensiero. Mi pare un tantino la filosofia che impera in italia dai garofanati anni '80. Tutto subito e incula il tuo vicino, atomizza la tua esistenza e rimpiangi i tempi che non hai vissuto (gigirizzi/B.B.). Non credo che questi scommettessero per il gusto della sfida, questi "giocavano" con un sentimento di potenza (versione in diesis di quella nietschiana) ma all'italiana, cioè truffando come detto. Boh, ripeto più che di Borghetti mi sembrano lacrime di Fernet.

    Cruyff

    RispondiElimina
  11. "Poco ci manca che dicano che in realtà, come giocatore, non era poi niente di che, che i gol erano tutti facili, che probabilmente si comprava anche quelli, che Sacchi aveva ragione, che non è mai stato decisivo." un articolo che inizia così è semplicemente poesia, poi il mondo delle agenzie ippiche romane è strepitoso. Veramente roba da Mandrake e Pomata. Tra l'altro voglio provare la scommessa del Buondì.

    Il calcio-scommesse? Er più pulito c'ha la rogna? Forse sì, quello di cui sono sicuro è che certo perbenismo mi fa schifo. Sentire certe parole dai giocatori della nazionale di pallatonda e da Prandelli. Che brutto spettacolo, peggiore di Ravenna-Sud Tirol di domenica.

    P.S. Finale play-off di B: Novara-Padova. Finale play-off di Prima Divisione Girone A: Salernitana-Hellas Verona. Non è uno scambio di categoria. Ah, chi volesse si guardasse Trapani-Avellino. Delle 5 finali potenzialmente è la più spettacolare.

    RispondiElimina
  12. ero al Flaminio per assistere ad Atletico Taranto...una delle partite più emozionanti della mia vita...altro che calcio scommesse......

    RispondiElimina
  13. Dunque ma quella del Buondì è solo "mangiare un Buondì in trenta passi trenta"?
    Passo normale. Come sul rigore, non puoi rallenatare troppo, immagino.. Buondì bianco o nero (il nero è più peso secondo me)?

    Si proviamo. Magari è una cazzata
    (da un milione di vecchie lire)..

    RispondiElimina
  14. buondì rigorosamente bianco... 30 passi normali.....

    RispondiElimina
  15. daje dionì! ispirato come un numero dieci slavo nella sua giornata di grazia.

    Janos Boka

    RispondiElimina
  16. Ringrazio sentitamente gli attestati di stima ma mi sono solo fatto portavoce di un sentire comune, noi siamo gli sconfitti del calcio, della vita e della storia, il miraggio della scommessa è l'unica fuga che ci resta dalla realtà, non ce la togliete. E non so perchè ma sono certo che anche Signori (degli altri non so e non m'interessa) è fatta della nostra stessa pasta.
    Accetto anche la ponderata obiezione di Cruyff, anche perchè non posso negare di essere un ricco consumatore di Fernet.

    Infine una precisazione: nel post parlo del misterioso gioco che i filippini giocano intorno a un tronco d'albero a Piazza Manila. Ieri, sul treno da Monza a Milano, un grandissimo filippino che lavora a Segrate mi ha spiegato, tra le altre cose (si è parlato di shaboo, Mindanao, i canali di Manila, le spiagge di Pagsanjàn, l'hinterland milanese, la cucina italo-filippina) mi ha spiegato che si chiama tongil (pronunciato tonghel) e che si gioca tutti in cerchio, con le carte e con i soldi, ma non ha saputo dirmi come si gioca.
    Vorrà dire che lo chiederemo al Beppe Nazionale.

    ps Quando dalle interecettazioni trafugate dalla Procura di Cremona esce qualche reato, e non solo qualche coglionazzo che millanta risultati e conoscenze, qualcuno fa la cortesia di avvertirci?

    RispondiElimina
  17. anonimo sfidante8 giugno 2011 11:28

    Mah, i reati ci sono stati. Dalle intercettazioni, quanto meno in lega pro il Ravenna ne ha fatte anche per ammissione del dg Buffone, con la scusa-cazzata “lo facevo per il bene del Ravenna”: intanto però comprava partite e dava indicazioni sulle scommesse di queste gare. Certo, a te interesserà poco la Lega Pro e appare probabile che gli indagati, almeno per la Serie A, siano solo millantatori.
    A me però interessa. Domenica, proprio per colpa di queste cose mi sono spaventato, incazzato, bagnato (è piovuto parecchio). Alla fine ho goduto, il Pergo ha vinto sul Monza e ci siamo salvati: probabilmente senza quelle porcate non avremmo giocato i playout e ci saremmo salvati prima o, quanto meno, li avremmo giocati contro il sud tirol, molto più abbordabile.
    Ma il pensiero che tutte queste emozioni siano frutto di un campionato falsato rende un po’ false anche le emozioni. Come pensare di godere con una donna facendo l’amore vestiti. La cosa dà un po’ fastidio per chi, come me, crede ancora nel calcio giocato. Sarò ingenuo, che ci posso fare?

    Gli scommettitori? Lo sono anche io. Bello il pezzo. Ma se Hank potesse tornare in vita, ti riprenderebbe: lui scommetteva ai cavalli. altra categoria, nulla a che vedere con gli scommettitori sportivi. Ciao

    RispondiElimina
  18. Non sono un giocatore, nè uno scommettitore, ma questo post mi ha fatto venire i brividi...
    il mio pensiero è andato immediatamente al grande Gigi Proietti di "Febbre da cavallo" (quello vero di 35 anni fa, ovviamente), nel suo strepitoso monologo finale sul giocatore.
    Grandioso. Grazie!

    Faber

    RispondiElimina
  19. Caro anonimo sfidante, non è che non mi interessa la Lega Pro, però ammetterai che i giornali - quegli avvoltoi - stanno facendo tutto il clamore sulla serie A, dove per ora non c'è nulla, solo qualche millantatore (come ricordi anche tu), qualche nome tirato in ballo tanto per, qualche soffiata di bassa categoria, qualche scommessa offshore. Anche i Procuratori di Cremona non li capisco proprio, che ci vanno a fare in televisione per dire che forse, chissà, maybe, quizà dalle carte ancora secretate si potrebbe (ariforse!) dedurre che...primo, stai in ufficio a lavorare; secondo, mica è una caccia al tesoro. Ecco, più che un'indagine mi sembra un pub crawl.
    Insomma, mi sembra più che altro la solita manna estiva per i media in astinenza da calcio e con il calcio mercato ancora in vacanza...

    Su Bukowski, anche lì, è vero quel che dici fino a un certo punto, perchè non sapremo mai se al vecchio Hank sarebbe piaciuto l'ambiente delle scommesse calcistiche...comunque quando vieni a Roma sarà un piacere andare insieme a Tor di Valle a giocarci qualche piazzato, insieme a tutti i Mandrake che ancora - speriamo - sono rimasti...

    RispondiElimina
  20. ho fatto un unica puntata solitaria in vita mia, la classica "copertura", ho scommesso pesante sulla juve campione d'italia il 3 maggio di qualche anno fa.
    il 5 maggio ho visto l'inter perdere a roma contro la lazio.
    il 6 maggio sono andato a ritirare quei soldi che non avrei mai voluto.
    non ho mai più scommesso.

    però ho apprezzato, riuscendo ad immedesimarmi, il post dionisiaco

    RispondiElimina
  21. La foto di una maglietta sulla quale spicca "Banca Di Pescopagano" è destinata inevitabilmente a ofuscare tutto ciò che viene dopo, in tempi di scritte Emirates, Qatar Foundation e Mubadala...

    RispondiElimina