lunedì 20 giugno 2011

Chiudere il cerchio

Cinque mesi fa avevo versato una lacrima su un girone della Lega Pro. A campionati conclusi, dopo una postseason in cui è successo di tutto (guardatevi i 9 minuti di recupero di Prato-L'Aquila), è giusto fare un bilancio. Prendere la penna rossa e fare la pagella di fine anno, non come la maestrina buona o la sexy-professoressa (com'era l'insegnante esterno di filosofia alla mia maturità: due tette memorabili). Inforcare gli occhiali come un insegnante severo, poco propenso ai sorrisi ma disposto a tutto pur di far bene il suo lavoro ed onesto con gli studenti. Da 1 a 10 il giro d'Italia nei meandri della vecchia Serie C.

  • 1 in pagella, uno lampeggiante con il pollice che va su e giù, a Clarence Seedorf. Tranquilli, non è andato a svernare nel cimitero degli elefanti: è andato a distruggere il Monza, ad acquisire il controllo della società con metodi che da altre parti griderebbero al golpe da altre parti. Una squadra senza capo né coda dove gli allenatori erano costretti a schierare i giocatori imposti dalla proprietà. Una retrocessione meritata con l'ombra pesante del calcio-scommesse. Pensare che parliamo di una squadra che in 100 anni di storia ha giocato 38 campionati di B e vinto diversi trofei (4 volte la Coppa Italia di C, è un record, ed un'edizione del Trofeo Anglo-Italiano)
  • Il Cosenza meriterebbe uno come e più del Monza, eppure ci sono attenuanti che alzano appena il voto. C'è da dire che non possono essere conteggiati come alibi i 6 punti di penalità (senza si sarebbe salvato), gli stipendi non pagati (altre squadre, in condizioni peggiori, non hanno mollato) e i play-out “conquistati” in volata (decisivo il gol dell'Andria a Terni all'ultimo minuto dell'ultima giornata). Due anni fa, neo-promossi dalla C2, sembrava che anche la C1 dovesse essere una formalità: è crollato tutto alle prime difficoltà, segno delle basi d'argilla che sostenevano il calcio all'ombra della Sila. Una retrocessione più che meritata, l'opposto del Viareggio che a costo (quasi) zero e un progetto si è salvato per la seconda volta. Meritevoli solamente i due “Bergamini Day”, organizzati con l'obiettivo di riportare alle cronache la tragica morte di Denis Bergamini, a vent'anni di distanza.

[Il manifesto del secondo "Bergamini Day"]

  • 3 al Brindisi, qui è incredibile quello che è avvenuto. Si è passati dalle stelle alle stalle in un anno solo. Alla fine dell'anno scorso inevitabile la delusione per i play-off persi ma la crisi di altre compagini aveva aperto la prospettiva del ripescaggio. Il regolamento (per altro discutibile) l'ha esclusa dalle graduatorie, questo ha scatenato la fuga dei proprietari. Salvezza ottenuta a causa della riforma dei campionati, una diaspora tecnica dove ben poco hanno potuto fare gli incolpevoli Rastelli ed Ametrano (trattati come non meritavano, dopo una promozione a Castellammare).
  • 4 al nostro Don Rodrigo il quale continua a non rendersi conto che il sistema è saltato. Gli è esploso tra le mani e non sta facendo nulla per rimetterlo in carreggiata (la gestione dei diritti TV è la punta dell'iceberg), continua a esternare dichiarazioni "sorprendenti" e la sua riforma dei campionati fa acqua da tutte le parti. Aspettiamo il regolamento sui ripescaggi, nella convinzione che ci saranno figli e figliastri.
  • 5 in pagella, anche se si potrebbe essere più duri, lo condividono Reggiana e Virtus Lanciano: le due grandi deluse della Prima Divisione. I granata devono fare mea culpa per i play-off persi con un gioco opaco (gravi responsabilità di Mangone) ed un organico incompleto (fantastico, per la Lega Pro, dalla tre-quarti in su. Deficitario nelle altre zone del campo). In Abruzzo gli investimenti della famiglia Maio cominciano a fare acqua, bastava ripetere il girone d'andata per cominciare a sognare ed invece il crollo è stato evidente, pesante. Ci sono state formazioni che hanno fatto meglio con molto meno (su tutte il Siracusa di Ugolotti).
  • 6, la sufficienza, ad un'entità geografica: il calcio ligure. Ad abbassare la media ci ha pensato il quotato Spezia ma in Seconda Divisione tre formazioni hanno fatto la loro onesta figura: play-off sfiorati per il Savona (decisivi i quattro punti di penalizzazione), salvezza diretta per la Virtus Entella (ritornata tra i Pro dopo anni bui) mentre la gemellata Sanremese ci è riuscita dopo 180 minuti di battaglia contro la Sacilese.
  • Inevitabile un giudizio sul campionato del Foggia, è un 7. Meritato, con un pizzico di rimpianto: è mancato lo sprint decisivo. A conti fatti è la rivincita di Zeman e Peppino Pavone, dati per finiti troppo presto. La separazione del Maestro da Casillo ha il sapore della sconfitta. L'ex re del grano non è disposto a soddisfare le richieste, giuste, del boemo: si punta ancora sui giovanissimi, in panchina Walter Bonacina che ha ben lavorato nelle giovanili dell'Atalanta.
  • 8 al grande campionato del Renate. Alla prima stagione tra i professionisti passo dopo passo ha agganciato i play-off, lottando fino all'ultimo in semifinale contro la quotata Feralpi Salò. Un risultato con impresso il nome di Massimo Crippa, l'ex-centrocampista del Napoli di Maradona ha operato benissimo da dietro la scrivania dando fiducia all'ottimo lavoro di Boldini e dei suoi ragazzi.
  • 9 è un numero, si trova sulle pagelle di scuola e sulle maglie. Nel “Girone dei rimpianti” sono salite Nocerina e Juve Stabia. Il numero nove lo hanno indossato, di solito, Gigi Castaldo e Giorgio Corona: due purosangue dei 16 metri. Rappresentano tutta quella categoria di attaccanti, la lista è lunga, che vivono per il gol. Dovunque andranno, in qualunque categoria, faranno quello per cui sono nati... non appena il pallone raggiungerà l'area di rigore.

[Re Giorgio Corona]

  • 10 alle vincitrici dei campionati della Seconda Divisione: Tritium, Carpi e Latina. In Lombardia era già qualche anno che si desiderava il professionismo, non bastavano però campionati ai vertici della D. Serviva qualcosa in più: è arrivato con questo storico doppio salto. Il Carpi ritorna dov'era stato per molti anni (aveva perso una finale promozione per la B nel '97) e lo fa sfiorando un “triplete” folle: vince il campionato, perde la Coppa Italia di C nella doppia finale contro la Juve Stabia, perde per differenza reti la Supercoppa di Lega Pro. Il Latina è tornato in C1 dopo 30 anni e le ultime incredibili vicende. Nel 2006, fallito il progetto di Sciarretta, il capoluogo pontino era rimasto senza calcio. Tempo un anno e ben due società, il F.C. Latina e la Virtus Latina, nacquero con l'obiettivo di ricreare l'entusiasmo in città. Il F.C. Latina raggiunse la D dopo due anni di Eccellenza, nello stesso periodo alla Virtus Latina è riuscito il doppio salto, partendo dalla Promozione. Raggiunto il primo obiettivo arrivò la fusione ed un dignitoso campionato nei Dilettanti. Il ripescaggio ed il campionato trionfale sono storia recente.

Concludo con un contributo visivo: Stadio Flaminio, finale di ritorno tra Atletico Roma e Juve Stabia. Le vespe, all'ultimo sussulto del primo tempo, trovano il gol del vantaggio. L'inviato a bordo campo di RAI Sport cerca di strappare una dichiarazione a Piero Braglia: “Un gol importante, ottenuto all'ultimo secondo. Un vantaggio da difendere”. Braglia, con il suo carattere sanguigno, risponde così: “Non dobbiamo difendere un bel niente, bisogna continuare a giocare”. Chapeau!

16 commenti:

  1. Una menzione la meritava probabilmente una squadtra fatta da ragazzi (alcuni sconosciuti ma che vedranno presto la ribalta del calcio patinato)e da qualche vecchio trombone sfiatato.Al timone di questa zattera, una persona seria, un professionista, uno che la maglia che ora allena(va)l'ha indossata più di 200 volte, con i gradi di capitano ovviamente. Questi ragazzi circa un mese fa hanno ricevuto lo stipendio di novembre, alcuni di loro sono appena ventenni, prima esperienza da professionisti, per loro senza i soldi di mamma e papà, è stato difficile ricaricare anche il telefonino. Nonostante abbiano avuto la sfortuna di giocare in una squadra senza società, hanno avuto il cuore necessario a dar vita alla più bella sconfitta di sempre, la foto di questa meravigliosa, travagliata, maledetta e forse ultima stagione è stata scattata ieri ed incorniciata da quasi trentamila persone che hanno applaudito all'uscita i vincitori morali di questo campionato falsato da penalizzazioni, da ricorsi vinti e poi di nuovo persi, da ragionieri di provincia a cui una finale da sessantamila persone tra andata e ritorno ha fatto davvero comodo.

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  2. Grazie mille Vasilj. Rimango sempre sbalordito dalla tua competenza.
    Le mie impressioni:
    - Alla Salernitata l'hanno fatta sporca. Gli uomini di Roberto Breda (da pelle d'oca l'urlo che si è alzato in suo onore) meritavano di passare. L'assenza dei quattro squalificati si è fatta sentire più dei due rigori.
    - Ero al Flaminio con Nesat e devo dire che il primo tempo dell'Atletico Roma è stato davvero imbarazzante. Il secondo giusto dignitoso. Formazione e cambi sbagliati, giocatori d'esperienza impauriti, attaccanti timidi. Hanno perso un'occasione più unica che rara (la Juve Stabia, fatto salvo Re Giorgio Corona, un mito, non è niente di che). Salverei però un coro meraviglioso dei tifosi biancoblu: "Rispettiamo solo i pompieri" (sulla melodia di "noi non siamo napoletani", con cui peraltro si intervallava).
    - Sono contento per Latina, la Miami d'Italia (copyright Gegen).
    - Sono felice che continui la tradizione di nomi improbabili. Dopo le varie Derthona, Cuoiocapelli e Rodengo qualcosa noto con piacere l'ascesa del Tritium e del Renate, a qualunque città tali squadre appartengano.
    - Che nome che hai tirato fuori con Maurizio Crippa, un mito!
    - Infine sarei curioso di saperne di più di Seedorf a Monza, sapevo che aveva comprato la società e che aveva imposto suo fratello o qualcosa del genere però mi pare di capire che al Brianteo c'è qualcosa di ancora più fatiscente della Villa Reale...
    - Peraltro non posso che chiederti, Vasilj, i cinque o dieci nomi di giocatori che si sono messi in luce in questa stagione in Lega Pro e che secondo te faranno carriera.

    PS Non c'entra nulla ma fa niente, non perdetevi l'intervista di LB su Superscommesse:
    http://www.superscommesse.it/notizie/dietro_le_quinte_con____federico_blog_manager_di_lacrime_di_borghetti-680.html

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  3. Caro Goliardia,

    spero che LB diventi la casa dei tuoi sfoghi, ora e sempre

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  4. anonimo sfidante21 giugno 2011 12:29

    Grazie Vasilij per la finestra Lega Pro.

    Sulla Reggiana: mah, non mi è parsa squadra da play off. Si è meritata secondo me l'esclusione, ma è questione opinabile.

    Vicenda Monza:
    è stato proprio il Pergo a spedirli giù. Saperne di più? Seedorf è odiato da quelle parti, non tanto per la retrocessione ma perché ha sfasciato il settore giovanile, perché faceva il padre-padrone, perché mentre loro erano a Crema a piangere lui se ne stava in crociera in barca.
    Il Brianteo fa schifo, va avanti a deroghe. Una delle tante ingiustizie in Lega Pro. In alcune città (v. Crema) viene imposto il rispetto delle norme, a volte assurde, con la conseguenza che si spendono soldi che potrebbero essere investiti in società, in altre si va avanti a deroghe.

    Mi permetto di anticipare qualche risposta a dionigi, anche se la domanda è per Vasilij:
    i nomi di qualche giocatore?
    Raggio Garibaldi, perno del centrocampo del Gubbio. Scuola Genoa, secondo me tra 3-4 anni lo vedremo nel giro Nazionale. Oltre a Gomez, che però torna al Verona.
    Paulinho del Sorrento è una buona punta.
    Dal mio Pergo, metto Russo (il portiere, probabile la salita in B, forse la A), Galli (idem, mancino giovane a metà con il Parma. Buona tecnica) e forse Ricci, del Cesena.
    Marconi non è male, torna all'Atalanta.

    Della Cremonese ti dico Degeri, mancino di 18 anni, farà strada.

    Domani andrò a vedermi le semifinale del Dossena, ci sono i brasiliani. Magari da lì ti tiro fuori qualche altro nome. Nell'attesa spero che il Pergo rimanga vivo. Forse passa nelle mani di 7 Gold, il canale tv, con Beccalossi direttore generale e Cabrini allenatore. Non sto scherzando. Se non viene venduto la vedo dura, forse falliamo.
    -9 all'incerta iscrizione.

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  5. anonimo sfidante21 giugno 2011 12:32

    Gegenshlag

    Non so, ma penso che Goliardia sia la prof esterna di filosofia della commissione di maturità di Vasilij.

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  6. Due note:
    1. la Juve Stabia si è resa complice di un girone B scandaloso,con partite accomodate tra le altre pretendenti alla promozione per metterlo in quel posto al povero Maestro Boemo:negli ultimi turni,ha sempre vinto chi aveva bisogno di punti.Contro chi hanno giocato alla morte tutte ste squadre? ma contro il Foggia naturalmente,persino una Nocerina ormai promossa,in una scandalosa partita con tre gol regolarissimi tutti annullati (E pensare che io sono di Campobasso,e per amore di Zeman devo sostenere i vicini rivali.E magaari ora se lo prende anche il Pescara..cme farò!?).Per il resto,Corona è Corona,ma casualmente è proprio Zeman che ha fatto a fette Juve Stabia e Atletico Roma negli scontri diretti.Se ci fossero stati un paio,ma solo un paio, di giocatori di categoria ci sarebbero 5/6 punti persi contro le squadre piccole per deconcentrazione ed inesperienza.E' incredibile cosa ha fatto Zeman con dei ragazzini,ma giustamente lui vuole di più.
    2. Cosa deve fare ancora Stefano Sanderra (Un altro ennesimo ottimo campionato,stavolta col Latina) per meritarsi una squadra di alto livello,tipo serie B?

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  7. ottimo Vas......seguendo l'Atletico..posso tranquillamente dire che la Juve Stabia non meritava assolutamente la promozione...a parer mio era inferiore a Taranto, Benevento e Atletico.....la squadra dei Ciaccia...paga la pressione che non hanno mai avuto in questi anni....gia con il Taranto si era visto un calo....mi dispiace...ma Chiappara ha sbagliato tutto in finale....inoltre certi giocatori sono davvero impresentabili...pessimi i due terzini..soprattutto Balzano....i vecchi Franceschini e Babù quando non sono in partita sono una catastrofe.... Baronio si salva sempre...ma non può tirare lka carretta da solo...Ciofani senza qualcuno che lo coinvolge nel gioco è inutile e Franchini domenica non era in partita....il mio idolo Mazzeo gioca davvero troppo poco.....in tutto questo salvo Dodou e Padella...Dodou perchè quando becca la partita è da serie A...e Padella perchè meriterebbe almeno una B.....

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  8. Tanta carne al fuoco, vi voglio bene.

    Premessa fondamentale: l'occasione non l'ha persa l'Atletico Roma. E' il Taranto che l'ha persa! E' stato il capolavoro di Piero Braglia (lui, Re Giorgio e Tarantino miti. Gli altri, a cominciare da quella pippa di Ciotola, sono mediocri). Mazzeo non ha la considerazione che merita (ricordo ancora che Carmine Longo lo cacciò perché si fumava qualche canna), così come Padella.

    @FrankFabregas, il Maestro li voleva i giocatori di categoria: Casillo gli ha detto di no. Un po' mi dispiace che vada a Pescara ma non oso immaginare Verratti in mano a Zeman. Potrebbe uscire un secondo Totti.

    Parentesi Reggiana: hanno confermato Mangone e lo ritengo scandaloso. Temellin, Alessi, Max Guidetti, Saverino. Una squadra con giocatori così non arriva ai play-off? Finisce dietro al Lumezzane? (Tra l'altro involuto visto che Emerson e Gabalinov hanno avuto una stagione un po' così). Il retrocesso SudTirol ed il Bassano, in particolare, hanno espresso un calcio migliore.

    Parentesi Monza: deroghe a parte il personaggio chiave è Sander Westerveld. Ve lo ricordate? Era il portiere dell'Erreala, ai tempi di Darko Kovacevic e del secondo posto nella Liga. Quest'anno ha giocato a Monza. Le due partite contro la mia Salernitana sono particolari. Ve lo ricordate il gol di Soviero in Juve Stabia-Cavese? Ecco. (altra parentesi, a Castellammare partite strane ci sono da anni. Chi vive il calcio campano lo sa fin troppo bene). Imporre giocatori ai tecnici è il minimo: la perla è la gestione del CdA. Andato in minoranza ne propose l'allargamento da 5 a 7 membri. Ricordo ancora i servizi dei telegiornali sportivi in cui si sottolineava che in mano a Seedorf, Bergomi ed altri il Monza poteva solo rinascere. Questa retrocessione non l'ha raccontata nessuno.

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  9. conosco poco il calcio di serie C, ma il nome di Piero Braglia mi ha fatto tornare in mente i romantici tempi in cui si passava tutto il giorno alla casa dello studente per studiare (...). Ovviamente il posto era frequentato quotidianamente dalle stesse persone, e, poco a poco, ognuno arriva ad avere un soprannome che lo connotava. Vista la scimmia assurda di calcio mia e dei miei amici, i soprannomi dei ragazzi erano tutti legati a somiglianze (alcune vaghissime) con calciatori e non certo di prima fascia. ricordo aver studiato a fianco di "piero braglia", appunto, e poi "franco turchetta", "agostino iacobelli", "alexandr chivadze", "il buitre di corridonia massimo ciocci" e ancora "felice centofanti" "renato buso" e un ragazzo indiano subito ribatezzato "babangida" senza nessun motivo.

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  10. Seconda parte.

    Giocatori che faranno strada? Concordo su Raggio Garibaldi (mio pupillo all'epoca della Primavera del Genoa assieme a Forestieri). Un nome per tutti: Branduani. E' un portiere, di proprietà dell'Albinoleffe. Ha giocato a Salò quest'anno e potrebbe già stare in B. Così come Pinsoglio, grandissima stagione la sua a Viareggio. A Cremona ci sono anche Cremonesi (è già un anno e mezzo che si fa notare) e Gigi Scaglia. Giocatore bravissimo, sprecato in C. E' un peccato che non se lo riprenda il Brescia perché in B ci starebbe benissimo ma nessuno dalle parti del Touring ha mai creduto in lui (l'unico è stato Mario Somma). A Salerno? Ragusa e Fabinho. Il primo, anche lui scuola Genoa, potrebbe essere come El Shaarawy, gli manca qualcosa in carattere (è stato abulico nei playoff). Fabinho è esplosivo, attacca lo spazio alla grande. Altra grande scoperta di Pozzo. Dal vivaio sono usciti fuori Altobello e Falzerano (purtroppo sparito nella seconda parte di stagione). Più che i giocatori mi hanno impressionato molti allenatori (Maurizi è uno di questi. C'è Sanderra, Ugolotti, Beppe Scienza, Piovani). Questo è un bel dato: la Lega Pro è un'ottima scuola per le panchine e permette a qualcuno più esperto di rilanciarsi (Raffaele Novelli merita di più).

    Toponomastica: Renate esiste, si trova in Brianza. Tritium non è la squadra di Treviglio (BG) ma quella di Trezzo sull'Adda (MI). L'anno prossimo giocherà al Brianteo, piuttosto affollato (ci giocherà anche il Rugby l'anno prossimo). Il Rodengo Saiano continua con le sue difficoltà economiche ma dovrebbe farcela con pochissimi mezzi (e con un buon lavoro di settore giovanile). La citata Virtus Entella è la squadra di Chiavari ma come non citare il Gavorrano e le benvenute Ebolitana ed Arzanese. La D è affollatissima di nomi strani e grandi storie, una meglio dell'altra.

    Chiudo con la parte più dura. Lo metto in chiaro: ha meritato il Verona. Ogni volta lo dico soffrendo tuttavia è così. Gli arbitraggi sono stati bruttissimi ma li vedo come alibi da dare in pasto a Lombardi e Nicola Salerno. Voglio bene a Breda (più di 200 partite, non tutte da capitano. Nelle prime stagioni lo era il grande Giovanni Pisano) e il boato dei 30mila dell'Arechi è un bel segnale, tornerà da Lillino Foti nonostante le perplessità dei reggini. I giocatori, quasi tutti (non me la sento d'includere Fava, Polito e Montervino in questo discorso), meritano un grande applauso perché hanno onorato la maglia. Vincitori morali? Non lo so. Ho pianto l'altro ieri, sulla sciarpa dei "Granata South Force". Il dolore non ha voto, questo a Goliardia. Quando scriverò dei granata mi auguro di trovarti: ci sfogheremo assieme.

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  11. anonimo sfidante21 giugno 2011 21:56

    Caro Vasilij,
    rimango della mia idea sulla Reggiana. 3 di quei giocatori sono ex-Cremonese e sono l'esempio lampante di come non dovrebbe essere un calciatore in C1 (esosi, mollicci), infatti la Cremonese ne ha spediti via due in malomodo e a calci nel sedere (temellin, pupillo di Inzaghi, e Saverino). Guidetti forse è l'unico che si dannava l'anima e infatti ci castigò nel derby 2010. NOn a caso i miei cugini ora stanno ancora in C e l'anno scorso erano la squadra più forte, al pari del Novara nel girone, e la Reggiana di quest'anno per un po' ha rischiato anche i playout.

    Per quanto riguarda Cremonesi, per me è solo un picchiatore e nulla più. Meglio Favalli tra i giovani grigiorossi, buon terzino di fascia. Ma sono opinioni, per carità.

    Sulla toponomastica, ragguaglio i nomi di Dionigi. Rodengo è Rodengo Saiano. Rodengo è in Franciacorta, terra di spumanti e buoni vini. Località famosa anche per un outlet e perché, se non erro, ci giocò Hubner anni fa, quando stava più giù. Ma su questo non ci giurerei.
    La Tritium è per l'appunto di Trezzo, e ora ha per patron Bergamelli, ex patron del Pergo e vero artefice (assieme a Bucci, attuale presidente, romano) del possibile fallimento del Pergo. Inutile dire che in questi giorni Bergamelli e i romani in generale mi stanno un po' sui coglioni proprio per questo. (spero non me ne vogliate)

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  12. @Vasilij Ivanovic, solo ora collego il tuo nick a quello presente su un forum salernitano.

    ps era ovvio che Breda non è stato il capitano dalla prima presenza :)

    Concordo su i giovani che potranno "uscire" di quelli visti a Salerno, aggiungerei solo Jefferson secondo ha un buon potenziale

    Quanto allo sfogo, sono purtroppo disponibile, avremo parecchio da sfogare.

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  13. anonimo sfidante22 giugno 2011 12:40

    Concordo sul discorso allenatori. Sannino e altri, in fondo, vengono dalla C.
    Quest'anno la qualità dei giocatori è scesa un bel po', parlo come sempre del girone del Pergo. L'altro, quello del sud, non lo seguo molto anche se quest'anno si teme che dividano le lombarde (altra cazzata) e potrebbe capitarci il girone B.
    Sempre che ci si iscriva, oggi è molto più probabile di ieri. 7 Gold? Io già mi immagino le partite, con lo speaker dello stadio che al 45' annuncia "l'arbitro Rossi ha consultato il suo Pringeps Jamaica e ha decretato 3 minuti di recupero" (non so ancora se ridere o piangere al solo pensiero).

    Penso però che, in generale, la Prima Divisione mandi in B squadre più preparate per la A. Vuoi perché volenti o nolenti ci sono più giovani, vuoi perché le squadre cambiano poco e i giocatori si trovano a memoria, vuoi per altri motivi, non penso sia un caso che il doppio salto sia riuscito al Cesena l'anno scorso, al Novara quest'anno e il Varese l'abbia sfiorato.

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  14. Un ringraziamento collettivo per tutte le vostre informazioni, sono sbalordito dalle vostre conoscenze. Ne farò buon uso e quando i giocatori che avete citato alzeranno un trofeo importante (penso a Raggio Garibaldi) mi ricorderò di voi.
    Parola di uno il cui cugino goleador non è mai riuscito ad uscire dal pantano della serie C (e della coca).

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  15. Fabinho l'ha già adocchiato Zeman,per portarlo a Pescara!!!

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