sabato 2 aprile 2011

Literaria:"Cuori tifosi". I morti dimenticati degli stadi italiani.

Quando ero piccolo mi veniva la nausea solo a sentire quel nome. Giovanni era chi mi aveva strappato papà,e questo mi faceva un male indescrivibile. Poi però,col passare degli anni,sono riuscito a perdonare Fiorillo perchè compresi che sparando quel razzo non voleva uccidere nessuno,tanto meno un uomo di 33 anni come vincenzo che gli stava a circa duecento metri di distanza. anzi,una volta diventato uomo,ho iniziato a sentire addirittura un desiderio spasmodico di incontrarlo,di parlarci,di capire se lui aveva capito,cioè se nella sua testa aveva realizzato il male che aveva procurato a me,alla mia famiglia,ma anche alla sua vita e ai suoi genitori. Nel 1993 venni a sapere della sua morte. Qualcuno mi disse per cirrosi epatica,altri invece per cause riconducibili alla droga,che era morto in carcere. Ci rimasi male,eccome...perchè da quel giorno il mio desiderio di incontrarlo divenne irrealizzabile. Per sempre. per questo dico che il mio perdono dopo la sua morte è diventato un perdono strozzato,come amputato di un passaggio fondamentale:quel confronto tra me e lui che non potrà mai più esserci e che invece sarebbe servito. Almeno a me. (Gabriele Paparelli,figlio di Vincenzo,2010)
***
Non è facile,non è facile scrivere un libro del genere,senza inciampare in una stucchevole retorica,senza annegare nel buonismo,senza predicare un inopportuno giustizialismo. Per scrivere un libro del genere,bisogna tenere a freno i propri personali pensieri,per dare al lettore il modo di farsi un idea propria. Sono solo 26 storie,niente di più,26 storie raccontate per far si che il tempo non le cancelli. Racconti di Botte e lame tra tifosi,di abusi e aggressioni da parte di chi dovrebbe garantire l'ordine,di treni speciali in fiamme,di mancati soccorsi dentro lo stadio e di persone che capitano nel posto sbagliato al momento sbagliato. Dai casi che sono finiti in prima pagina e su tutti i tg a quelli che si sono guadagnati mezza colonna in un giornale di provincia. E'un libro che tocca tutti noi ,perché riviviamo le nostre domeniche e le nostre trasferte,perché abbiamo grossomodo vissuto tutti situazioni a rischio. Nessun eroe,nessun martire,solo vite di ragazzi spezzate dalla follia di qualche secondo. Da Paparelli,passando per Stefano Furlan,tifoso triestino morto in seguito al pestaggio di un poliziotto,passando per il romanista De Falchi,la strage dello stadio Heysel e ancora:il rogo di Salerno,la morte del messinese Currò e la vicenda Sandri per arrivare alle morti assurde di Sergio Ercolano e Matteo Bagnaresi. In questi racconti quello che più stupisce,è la grandissima dignità dei parenti delle vittime,gente che non urla vendetta ma che chiede giustizia,spesso, purtroppo, Senza ottenerla. Leggendo Cuori Tifosi(Maurizio Martucci- Sperling & Kupfer- 2010),si ha l'insopportabile percezione del dolore causato ad amici e familiari da morti che non si possono che definire gratuite. Forse,a dispetto del titolo(anche se non si parla soltanto di veri e propri tifosi vedi capitoli Moschella e Colombi)meritava uno spazio anche la vicenda Raciti,perché insieme al caso Sandri rappresenta il punto più basso toccato in questi anni e perché ha causato una serie di provvedimenti prevalentemente assurdi ed inutili dietro al quale poi si sono costruiti altri interessi che sputano sulla memoria di queste persone. Perché mi viene da chiedermi come mai io mi ritrovi in mano una tessera rilasciata dal viminale(obbligatoria per chi come me, semplice tifoso al di fuori del mondo ultras,non vuole rinunciare al suo abbonamento)e questa sia anche una carta di credito e mi verrà a costare prima o poi 15 euro per rinnovarla. E mi viene da chiedere anche come mai,il casms(l'osservatorio sulle manifestazioni sportive creato nel 2008)non segua una logica nelle trasferte da vietare e quanto queste,innovative soluzioni aiutino effettivamente a far si che non cessino di battere altri "Cuori tifosi". Ci sarebbe da parlarne per ore,da discuterne,ma Cuori Tifosi non è stato scritto con questa intenzione,non è stato scritto per puntare il dito sul prima e sul dopo è solo il racconto di 26 storie,di 26 ragazzi che una domenica mattina con una sciarpa al collo e le chiavi di casa in mano hanno chiuso dietro di loro una porta per non riaprirla mai più.

11 commenti:

  1. Ho il libro sul comodino caro Nesat e questa tua bella lettura me lo fa balzare in cima alla pila...più che altro mi fa venir voglia di leggerlo, magari sul tram o sul metro, una storia al giorno, guardando sopra le pagine i maglioni brutti nel vagone che probabilmente nascondono altri cuori tifosi...

    Come dici tu è molto difficile non scadere nella retorica quando si affrontano questi temi, per alcuni sono eroi, per altri sono morti di serie B, rimangono comunque ragazzi come me e te che la domenica si fanno a piedi il ponte per andare allo stadio, ragazzi che non volevano morire e neanche fare i martiri.
    E le conseguenze che ne ne fai derivare sul piano dell'ordine pubblico sono aberranti, sono le fosse Ardeatine del pallone, per ogni ultras facinoroso dieci poveracci come me e te che la prendono nel culo, con le file al Roma store, con l'infamia della tessera, con gli ingorghi ai tornelli quando piove, con le cose che non si possono portare dentro, con la birra del discount venduta dai bibitari a prezzi da crociera, con le trasferte vietate, gli striscioni vietati, i cori vietati, la pioggia che arriva da dietro...

    Ah, molto emozionante il tuo finale, mi ha ricordato un certo "con le chiavi strette in mano/strano modo per morire"...

    RispondiElimina
  2. a proposito di questa tua citazione....3 anni fa o qualcosa in più(ora non ricordo)mi trovavo in una nota libreria di via nazionale...proprio quel giorno Luca Telese presentava in quella stessa libreria il suo Cuori neri...stiamo parlando della stessa casa editrice..ovviamente il titolo cuori tifosi credo sia un omaggio...fatto sta che a fine presentazione il disponibilissimo Telese fece un tratto di strada a piedi con me..e oltre a parlare di Cuori neri,libro peraltro perfetto....mi venne in mente di chiedere al buon Luca come vedesse l'idea di fare un libro gemello ma con i tifosi assassinati....ovviamente la risposta fu negativa...non tanto per l'idea ..quanto perchè scrivere un libro del genere comporta oltre al grande lavoro una serie di problematiche legate ai temi troppo delicati...i maligni sono portati a pensare che l'autore si arricchisca grazie a delle tragedie...

    il bel lavoro di Martucci sta anche nel fatto di non aver scopiazzato cuori neri ma di averlo preso solamente come spunto.....

    RispondiElimina
  3. Due cose caro Nesat.. spero che Cuori Tifosi non sia come Cuori Neri.. (libro che non ho letto e mai farò perché mi appassionano la storia e la politica ma non mi occupo di entomologia né di convergenze parallele o di pacificazione nazionale..)

    Fondamentalmente la critica al cerchiobottista & buonista Telese da chi quegli anni gli ha vissuti.. da destra e da sinistra.. è di avere attualizzato (pro domo sua) e quindi mistificato (pro domo padronale) l’ideologia di quei ragazzi rendendoli “fascisti per caso..”

    Gente che, secondo Telese, era priva di ideologia, di coraggio ed era non solo inconscia e inconsapevole di avere messo la propria vita in gioco ma anche ignara del gioco a cui stava giocando.. Spero che Cuori Tifosi, anche se il gioco è diverso, non abbia lo stesso tono postideologico..

    Non sono e non sono mai stato ultras, ma penso che quando esci la domenica mattina con la sciarpa al collo e le chiavi di casa in mano, lo fai per andare a giocare ad un gioco di cui conosci benissimo i rischi e a cui hai scelto di aderire.. E come dicevano i Massimo Volume “l’adesione è fuoco..”

    Non penso che certi libri possa scriverli chi con questa adesione, piaccia o non piaccia, non si è mai ustionato..

    RispondiElimina
  4. Caro Zio caro Zio.....potrei anche star qua a discutere su cuori neri e sui cuori neri..ma questo blog si chiama lacrime di borghetti....quindi lascio stare...credo comunque che riuscirò ugualmente a prender sonno pur sapendo che mai leggerai il libro di Telese...comunque sarà un piacere discuterne magari a Roma... magari durante un simpatico tour qua

    http://maps.google.it/maps/place?hl=it&biw=1280&bih=869&um=1&ie=UTF-8&q=museo+entomologia+roma&fb=1&gl=it&hq=museo+entomologia&hnear=Roma&cid=12072795332093490480

    detto questo..vado a risponderti su cuori tifosi.....
    dicendoti semplicemente che

    non si parla solo di morti ammazzati...ma anche di spiacevoli incidenti...e in ogni caso... la maggior parte non hanno nulla a che fare con il mondo ultras...che poi anche se fosse....non credo che pur essendo ultras.. la gente esca di casa con l'idea che qualche simpatico tutore dell ordine possa giocare a fare John Wayne in mezzo ad un autostrada......
    di ultras comunque c'è poco e niente...e in ogni caso...tolta la vicenda Spagnolo... nessuno viene ucciso in risse...si parla di tifosi normali che non hanno aderito a nulla.....e che non giocano a nessun gioco...

    RispondiElimina
  5. aridatece il Profeta del Gol!!!

    almeno lui faceva ridere.

    Il Fornaretto

    RispondiElimina
  6. E' stato citato, il rogo di Salerno. Quel treno, quel maledetto treno. Dopo niente è più lo stesso... come diceva il Banco del Mutuo Soccorso. Per quasi 20 anni il tifo salernitano è stato contraddistinto da eccessi di tifo con trasferte ad ogni costo, perennemente senza biglietto e con incidenti continui. Per anni siamo stati l'incubo della Polizia di mezza Italia e di certe trasferte ci vantiamo ancora.

    A Piacenza c'eravamo tutti, eravamo convinti di salvarci. Dal campo prima dell'incontro ce lo disse Aliberti, ci rassicurò. Invece beccammo un arbitro discutibile (all'ultima partita della carriera), "saponetta Fiori" che azzecca la partita della vita ed altre cose brutte. Uscimmo dal campo non come altre volte, all'esterno non ci furono grandi incidenti (ci eravamo sfogati prima sfondando le recinzioni ed entrando senza biglietto). Eravamo attoniti, non ci guardavamo in faccia. Ero in macchina con mio padre e tre sui amici, da Piacenza a Milano non pronunciammo una parola che fosse una. All'Autogrill beccammo una donna in lacrime davanti al bancone del bar. Nel frattempo quel viaggio non era ancora cominciato.

    Di una cosa sono sicuro (e mi dispiace contraddire Nesat): non è uno spiacevole incidente e riguarda il mondo Ultras. Da allora siamo passati da un eccesso all'altro. C'è stato perfino il pentito di Famiglia Cristiana ma nessuno ci ha restituito la Serie A e nessuno si è preso le sue responsabilità.

    P.S. E' un ottimo libro e Martucci è una persona molto intelligente, sulla discussa tessera del tifoso (io non l'ho fatta e non me ne pento) ha scritto e detto cose interessanti.

    RispondiElimina
  7. no un secondo Vas.....intanto non ho mai scritto che il rogo di salerno è stato un incidente..e inoltre ho scritto che -la maggior parte non hanno nulla a che fare con il mondo ultras- non tutti....su quella storia in realtà secondo me ci sono errori dal fischio finale del Garilli in poi...è stata gestita in maniera pessima....e le responsabilità vanno divise......storiaccia comunque..e me la ricordo come se fosse ieri....ha colpito un po tutti.....

    RispondiElimina
  8. Mah.. stavo quasi per perdere il sonno anch’io.. poi ho visto che per fortuna c’è gente che sa anche leggere oltre che scrivere..

    Ribadisco, sarà che l’adolescenza l’ho vissuta negli anni ‘90 a Milano, all’epoca del riflusso, quando molti invece della politica sceglievano la curva, ma vi assicuro che aderivano.. eccome se aderivano.. Tanto quanto noi, con la stessa passione e gli stessi attrezzi del mestiere.. E, anche se sono due partite diverse, sapevamo tutti a che gioco stavamo giocando..

    Gli pseudo sociologi che ti spiegano “il mondo di..” mi hanno sempre insospettito.. intelligenti lo sono, le frasi giuste ad effetto le pronunciano, ma il fuoco non lo conoscono.. né a bruciare dentro né ad ustionare la pelle.. tutto qui.. Magari in questo caso è diverso, domandavo quello..

    PS. Nesat, dopo che mi hai illuminato con il palombaro delle fogne non avevo dubbi che mi avresti scovato un corso per corrispondenza di due settimane di entomologia o qualcosa del genere.. Appuntamento al museo dunque, io, te e Telese.. Per il resto la chiudo qui..

    RispondiElimina
  9. Non so Zio. Non mi convince del tutto questa tua visione razionale e se vogliamo distaccata.

    L'adesione ha tante sfumature e in se tanti equivoci e sciocchezze.
    Troppo generale per essere rapportata ad un'intera curva o settore che sia.
    Il discorso della commistione politica è poi ulteriore.

    Per come ho letto io, il messaggio di Nesat è un altro e si focalizza sull'assurdità. Sul ribrezzo che può dare leggere storie del genere collegate a due calci ad un pallone.
    In questo senso. allora, ha senso che scriva anche chi magari non si è scottato. Perchè si tratta di immagini percepite con stupore e tanta perplessità.

    Comunque, argomento chiuso. Solo che ieri non ho avuto tempo di inserirmi e ci tenevo a portare la mia visione.

    A proposito della tessera del tifoso, assolutamente contrario. Sinceramente non ho ancora capito a cosa possa servire, quali vantaggi abbia portato.
    Un paio di settimane fa ho provato ad avvicinarmi ai biglietti per il derby di Milano. Lasciamo stare.
    Niente derby.

    Fico il museo. Ci sto!

    RispondiElimina
  10. non lo scrivo per avere l'ultima parola...ma solo per completezza d'informazione.....questo libro è cronaca,archivio,e interviste vecchie e nuove a chi ha fatto parte della storia...punto....nessuna opinione personale...e nessun messaggio...

    se poi vogliamo parlare di musei da visitare tutti insieme......non posso che tirar fuori questo....

    http://www.romatrip.it/turismo-a-roma/musei-a-roma/museo-delle-lamette.html

    RispondiElimina
  11. Sì, è come dici tu. Mi sono espresso molto male, scusami. Ci sono stati tanti errori, nella stazione di Piacenza e durante il viaggio. Ci sono stati silenzi e reticenze, la memoria non è stata gestita a dovere e si sono fatti figli e figliastri (uno dei 4 ragazzi morti era il figlio di un noto giornalista sportivo salernitano) e nessuno si è preso le sue responsabilità. I salernitani non sono stati di grado di assorbirla come andava fatto, ci ha cambiato tanto quella giornata. Sono convinto che se non ci fosse stata nel 2005 avremmo ricattato l'Italia pur di non morire. Ha colpito tutti? Ci sono almeno cinque ex-"uomini" di calcio con la coscienza sporca.

    RispondiElimina