domenica 13 marzo 2011

Questione di laser

Meglio che dall'oculista


E' incredibile il calcio, è incredibile la vita! A differenza di una partita del Barcellona o dell'esistenza di qualche ricco possidente di famiglia, l'imprevedibile è sempre dietro l'angolo. Quando sembra che il fondo non abbia un limite, che le cose possono solo andare peggio, che in una partita raccogli tutte le umiliazioni che umanamente si possono sopportare in novanta minuti (mi riferisco alla sconfitta della Roma a Donetsk: gol ridicolo al primo tiro in porta, rigore sbagliato un secondo dopo, espulsione da bullo de periferia dello stopper, nervi saltati senza pudore, tre pappine e cotillon), ecco invece solo cinque giorni dopo la sensazione che il paradiso può essere toccato, che le cose possono solo andare meglio, che in una partita si possono provare tutte le godurie che umanamente si possono apprezzare in novanta minuti. Mi dispiace per i laziali, per i quali le mie parole saranno come sale sulle ferite, ma non ne faccio una questione personale, non l'ho mai fatta (mi piace vincere il derby, piango quando Castroman segna, ma finisce tutto lì, i tramezzini dell'Euclide prima me li mangio comunque - voglio dire, panta rei).
E così, quando sono tornato a casa, pensavo di aver toccato il colmo di soddisfazione. Una partita giocata alla grande dalla Roma, senza mai soffrire, con una difesa attenta e due terzini (l'enorme Burdisso e Riise modello Aronica) meravigliosi, così diversamente da tutte le altre partite di quest'annata infame e soprattutto dagli ultimi tre-quattro anni di derby, in cui spesso si è vinto ma, non mi costa nulla ammetterlo, spesso giocando peggio degli avversari (pur essendo qualitativamente assai superiori).
Un'atmosfera allo stadio da veri lupi, con la pioggia a catinelle che non ha mai smesso di bagnarci (grazie all'ottima copertura del 1990 dello Stadio Olimpico, davvero una bomba, un k-way architettonico, complimenti! Ha ragione l'Uefa, il nostro è uno stadio a cinque stelle), e che per una sorta di transfer atmosferico ci ha catapultato in campo, con i capelli bagnati e le gambe infreddolite, come se dovessimo saltare noi ai calci d'angolo.
Un'ultima grande epifania del Capitano, tanto criticato quest'anno (anche da me), ma che si meritava di dare ai suoi compagni e a tutti i tifosi l'ennesima dimostrazione della sua classe senza eguali, in Italia, negli ultimi quindici anni. Una prestazione sontuosa, impreziosita dagli ultimi venti minuti di gol e genialità.
La prevedibile reazione emotiva, e soprattutto nervosa, degli avversari, che non hanno saputo controllare la frustrazione di essere nuovamente ridimensionati proprio dai cugini, e proprio dai cugini all'ultima spiaggia. 
L'ineguagliabile follia di Radu. La contagiosa inutilità di Zarate (uno che a ogni derby si permette di fare a pugni verbali con Totti. Giusto). La gustosa espulsione di Ledesma. L'immaginabile rosicatura di Rocchi (quello che "se Totti non gioca è uno svantaggio").
Lo spasso di poter addirittura considerare l'ingresso in campo dell'anti-giocatore Simplicio come una "mossa azzeccata".
Il gusto di camminare gongolanti fino a Piazza Mancini e trovare sorprendentemente aperto (di domenica!) il forno all'angolo, e riempirci lo stomaco di pizza ai fiori di zucca e alici.
La radio ascoltata in macchina in cui anche un signore come Reja perde le staffe con Mauro e si confessa "incazzato".
E così, come dicevo, tornato a casa, pensavo che nulla potesse aumentare la mia soddisfazione. E invece accendo la televisione e mi ritrovo davanti il bel faccione di Lotito che invece di prendere atto del fallimento della sua squadra (un derby perso ci può stare, due è un caso, tre è sfiga, quattro c'è qualcosa che non va, cinque è un fallimento, sei...) cosa fa? Se la prende col laser!
Il laser.
L.A.S.E.R.
Quello che usano gli oculisti per curare dalla miopia; quello che usano a Star Wars per uccidersi; quello che usano i tifosi più ignoranti per prendersi i loro tre secondi di notorietà, magari proiettandolo negli occhi del portiere avversario durante il derby, quando deve parare una punizione. 
Grazie Lotito, non potevo chiedere niente di più a questa giornata meravigliosa!

47 commenti:

  1. Verotelodico, ma la cosa da scompisciarsi, per un osservatore neutrale se tale definizione è accettabile per chi osserva dal di fuori le vite altrui, sono le acrobazie logopedistiche italo/latine del Lotito suddetto.
    Ieri per esempio le mie orecchie mi hanno riportato sequenze tipo:
    "questa cosiddetta luce ha indubitabilmente causato nocumento alla prestazione professionale del portiere della società sportiva Lazio tanto da far sì che non vedesse partire la sfera".
    Così a memoria, ma più o meno questi termini ha usato il presidente biancoceleste tanto che Pradè gli ha risposto :"ma così stiamo a parlà de gnente ..." riferendosi al lessico e non al merito, io suppongo.


    Cruyff

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  2. Che palle questi laser.
    A prescindere da quanto possano influenzare il portiere (o il rigorista, se ricordate).. mi chiedo.. ma che gusto c'è?
    Che cosa si prova a laserizzare un giocatore?
    Comunque vorrei provare (cioè, farlo puntare da qualcuno su di me) per capire quanto influisce.

    Per lo scudetto, io dico Inter.
    Non mi convince il Milan. Chiaro tutto passa dal derby. Però i rossoneri steccano (troppo?) spesso.
    L'Inter invece con Leonardo ha ripreso a correre e ha ritmi diversi (non sia intesa la mia come una critica a Benitez, però).

    La Roma sta mettendo a posto l'Europa, se non altro. La Lazio secondo me non riesce a infilarsi in Champions. Vedo favorite Roma e Udinese (è impazzito Guidolin?).

    Il Bologna - salvezza a metà marzo..- finirà avanti alla Juve.
    Ma i posti in Europa League sono due o tre?
    Se due, niente Europa per i rossoblù. Se tre, a mani basse.

    ps: un appunto, Dionigi. Roberto Baggio non ha smesso di giocare 15 anni fa, bensì nel 2004. Ti prego, quindi, di correggere l'inciso "l'ennesima dimostrazione della sua classe senza eguali, in Italia, negli ultimi quindici anni". Metti "6 anni", su.

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  3. E' proprio questo il punto, quello che cercavo di dire a margine del tuo post "i sogni de ciechi"... come si può sopportare da laziale uno come lotito??
    l'ultima notizia è che pare la lazio voglia fare ricorso per il laser... non ho parole...

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  4. Assumendo che il laser dia fastidio, però, io non mi sento di dire che una lamentela sia completamente sbagliata.
    Il terrore è che gli stadi diventino dei qzar in piena regola.
    Altro discorso è il come far presente che il laser ha svantaggiato la Lazio, per carità.

    In ogni caso, per un istante quantomeno distrae. E un calcio di punizione è un istante.

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  5. dalle immagini che ho visto, mentre il laser gli passa sul volto Muslera non palesa fastidio alcuno.
    lotito dovrebbe ricordarsi pure che il portiere uruguagio la cappella ce l'ha in faretra, eccome se ce l'ha.
    ciò non toglie alla tristezza del gesto del tifoso che si prende la briga di laserizzare un atleta.

    dopo aver visto i derby di Genova e Roma non posso, ahimè, non soffermarmi sulla grandissima quantità di seggiolini vuoti in stadi che anni fa sarebbero traboccati.
    mi chiedo allora: ma saranno veramente buoni sti tramezzini di dionigi?
    NO AL TRAMEZZINO MODERNO, Sì ALLO SPEZZATINO.

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  6. Ma il laser è una porcata, una cosa vergognosa, becera, da bori che tornano a casa e alla ragazza che guarda Amici dicono "ahò hai visto amò ho fatto gò cor laser", non solo, probabilmente dà anche veramente fastidio, se puntato negli occhi mentre ti battono una punizione a duecento allora, e la cosa brutta è che immagino non ci sia soluzione per debellarlo, o i giocatori fanno fermare ogni volta la partita, oppure non so.

    Ciò detto, ma penso si capiva già dal post, solidarizzo col povero Gegen, nel senso che dopo il quinto derby di fila perso (e, secondo me, quello perso peggio, perchè la Roma mi è sembrata superiore questa volta - ancorchè la partita l'hanno decisa alcuni episodi, ci mancherebbe) io a tutto penserei tranne che al laser...e pure se ci pensassi, mi esprimerei in termini diversi da quelli riportati da cruyff...

    Sullo stadio, caro Kalle, verso una lacrima con te. La vergogna è che pioveva dentro, ma non due-tre file, almeno le prime dieci file dall'alto - e ha piovuto tutto il tempo. Noi ci siamo allegramente presi l'acqua (devi sapere che, essendoci abbonati la prima volta con Zeman, scegliemmo l'ultima fila per poterci gustare tutti i movimenti, e non l'abbiamo ancora rinnegata) ma capisco anche chi si è voluto risparmiare la polmonite.

    Sul discorso tramezzini e spezzatino permettimi di indugiare perchè presto scriverò un post che in realtà è una guida gastronomica allo Stadio Olimpico e poi ti/vi chiederò di fare lo stesso con i vostri stadi.

    Infine, Bostero:
    - sinceramente non saprei proprio dire chi lo vince questo Scudetto, magari proprio l'Udinese;
    - in realtà non so neanche chi andrà in Champions (probabilmente Lavezzi, da solo), non la Roma però, abbiamo troppo ritardo accumulato e troppe squadre davanti;
    - il Bologna fa tre punti fino alla fine del campionato (e bada bene, sono tre pareggi. Di cui due in casa. Per zero a zero);
    - Baggio non vale, è un'altra generazione, e poi in provincia sono buoni tutti ad allungarsi la carriera...

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  7. Nel derby della Capitale capita sempre di vedere di tutto.

    Dall'aquila che all'andata non può volare (per motivi si sicurezza presumo) all'aeroplanino Montella che non vuol decollare e si comporta da vecchio allenatore (penso alla flemma del mitico Phil Jackson dei Lakers, si parva magnis licet componere) anziché da novello coach trentaseienne.
    Penso a Totti che forse assaporava l'ennesimo cucchiaio su rigore e poi calcia di potenza, togliendosi la maglietta (nessun bookmaker avrebbe quotato la possibilità di tale gesto) ed esulta da "romanista verace", forse presagendo che potrebbe essere una delle ultime godurie della sua eccezionale vita in giallorosso (ma è vero che a Marassi avrebbe fatto pipì nella bottiglietta?). Vogliamo poi parlare di Fabio Simplicio che esulta dopo aver ottenuto il rigore con l'espressione da chi ha fatto la pipì fuori dal vasetto?
    Vedere poi il tuo avversario perdere le staffe proprio nel finale... attaccandosi ad un laser... far arrabbiare un friulano... beh rileggiamoci il post.

    Ma la Roma si può veramente accontentare di questo? Di battere una Lazio decisamente non brillante la scorsa domenica pomeriggio? Io credo di no, ma un derby della Capitale non lo baratterei mai con un derby della Mole, della Madonnina o dell'Adige (della mia Verona, che un epico derby, 3 a 2 in rimonta dell'l'Hellas sul Chievo, l'ha vissuto qualche anno fa).
    Un po' perché quasi tutti i miei vecchi amici di Roma sono romanisti, un po' perché è forse l'unico derby che si gioca tutti i giorni, a tutte le ore, per radio, sui giornali, per strada e chi più ne ha più ne metta.

    Tra Roma e Lazio non oso prendere parte, ma quest'anno il derby la Roma l'ha vinto fin dal giorno in cui alla geniale domanda estiva dei giornalisti (talvolta preferirei come redattori dei giornali sportivi quelli di questo blog, considerata l'originalità dei suddetti altri che sono pure "patentati") "Beh, quest'anno chi vincerà lo scudetto?", più di un giocatore della Roma ha inesorabilmente risposto "'A Lazio!".

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  8. @Bostero. Da laziale non è facile ammetterlo, ma penso che la carriera di Totti sia superiore a quella di Baggio. Quando lo supererà anche nel numero dei gol in serie A non ci saranno neanche più appigli formali per il codino.
    Il peso specifico delle annate del capitano, con tanto di rovesci sportivi, limiti e infortuni, è superiore rispetto a Baggio, comparsa e coniglio spacca spogliatoio nelle grandi, reuccio in provincia tanto quanto signori e di vaio... Sul talento si può discutere, ma se si parla di carriera bisogna stare con Totti...

    Sulla Lazio fino a che c'è lotito saremo sempre così: nè forti nè deboli, ma sicuramente senza palle...
    Io rivorrei Delio Rossi....

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  9. @Gegen, dopo quello che hai scritto devi andare a confessarti.

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  10. Il paragone tra Baggio e Totti fa pensare a quello, sempre più insistito, tra Messi e Maradona.

    Sono abbastanza d'accordo con Gegen: si può anche pensare che il talento di Baggio fosse superiore, ma bisogna vedere dove lo collochi il talento, e quali effetti abbia in concreto. Se Totti avesse giocato nel Milan e nella Juve, avrebbe vinto quanto Baggio. D'altra parte, Baggio a Bologna e a Brescia ha dato magnifici esempi, ma ai limiti dell'accademia.
    Per quello che la Roma è riuscita a combinare, Totti è stato fondamentale.

    Quando i telecronisti accostano Messi a Maradona con aria languida, e soppesano i vari aspetti, tralasciano l'unico insormontabile. Maradona ha vinto a Napoli, in una squadra che era sì forte, ma il cui valore era decuplicato perché c'era Maradona. Non voglio dire che il Barcellona sarebbe la stessa cosa anche senza Messi, ma quasi la stessa cosa sì.

    @Dionigi: guarda che domenica c'è una tradizione culinaria (con contaminazioni balcaniche) pronta a reggere qualsiasi confronto con quella peri-olimpica

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  11. anonimo sfidante15 marzo 2011 12:57

    Sto con sigosiendobostero nella diatriba su Baggio.
    Al di là del paragone, ma dire che Baggio ha fatto comparsa nelle grandi è un'eresia:
    la Juve ne ha usufruito, pure parecchio. Nel Milan ci restò un anno, poco e nell'Inter, pur restando poco, riuscì da solo a vincere uno spareggio, alla faccia (e nel culo) a Lippi che lo odiava.
    Scudetti, coppe europee (Champions con la Juve, bene ricordarlo, anche se in quel caso fu comparsata, e Coppe Uefa), etc. La coppa Uefa, ad esempio, senza lui a Dortmund sarebbe finita diversamente.
    A fine carriera è andato nelle piccole e, dato che si parla di capacità di rendere grandi le piccole, basta guardare dove portò il Bologna e soprattutto il Brescia. Quest'ultimo raggiunse l'Intertoto. Una squadra che senza lui e Hubner sarebbe finita ultima con almeno 10 punti dalla penultima. Non mi pare poi così poco. Infatti, andato via lui, il Brescia dove è finito? Se l'ha portato lì è perché riusciva a far giocare bene il Brescia ovunque, pure con le grandi, non solo in partite tipo "Brescia - Lecce". Basterebbe pensare alla vittoria delle rondinelle a torino con la Juve ancora in corsa per lo scudetto.

    Mah, mi sembra un po' ingeneroso.

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  12. Sì, a questo non avevo pensato, bisognerebbe immaginare anche Totti in una squadra molto piccola. La verità è che, per come è andata, è proprio difficile immaginarlo fuori da Roma.

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  13. Mah, solo una precisazione:

    "Basterebbe pensare alla vittoria delle rondinelle a torino con la Juve ancora in corsa per lo scudetto"

    Sicuramente, ma in quella squadra c'erano anche Pirlo e Toni, se non pure Guardiola, oltre al Bachini dei tempi d'oro (quelli in cui si allenava con il naso), insomma, non è che fosse tutto da buttare.

    Ma questo non vuole dire nulla, Baggio è un maestro inarrivabile, la sua dolcezza di tocco nessuna palla italiana l'ha più sentita, però è indubitabile che c'è stata un po' di agiografia sul suo finale di carriera. Il Mondiale che doveva vincere, quello del '90, non l'ha vinto; rimangono le tre partite meravigliose una in fila all'altra del '94, ma che, alla fine della fiera, sono valse meno di un calcio di rigore di Totti...

    Perciò è inutile starci ad arrovellare...se Totti avesse giocato in una grande, in una molto piccola, al Frosinone, al Real Madrid...io non li metterei in contrapposizione, anzi quello che mi rammarica è la sensazione che probabilmente abbiamo assistito a una possibile staffetta mancata, per colpa dell'intruso Del Piero, uno che sta al pantheon dei numeri dieci del calcio italiano come Hrundi V. Bakshi in Hollywood Party...

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  14. Su Del Piero, non posso che concordare. Un livello (e forse più) sotto.

    Il discorso è: se un ipotetico nipote mi chiedesse "chi era il più forte?", risponderei Baggio, Zidane, Ronaldo, ..
    Totti non mi verrebbe neanche in mente.
    Grande con le piccole e molle con le grandi.
    E poi basta con quel rigore..
    Veramente, è un argomento che non rende giustizia a lui Totti stesso per primo. Totti è stato decisivo per un rigore al Mondiale? Baggio di Mondiali ne ha segnati tre, nel bene e nel male.

    La verità è che il paragone non è percorribile. Totti non è calabile in un concetto di provincia perchè Totti fuori da Roma è un giocatore come gli altri coi piedi buoni.

    Mi piace invece il discorso su Messi. Messi è forte perchè la struttura di gioco del Barca funziona senza che lui sia obbligato a decidere l'incontro. L'Argentina non ha funzionato perchè chiunque si trovasse nelle vicinanze dello stadio, quest'estate, passava la palla a Messi chiedendo un miracolo (Martin Palermo escluso).

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  15. Sono d'accordo con Dionigi.La continuità, l'importanza per il club e la vittoria mondiale collocano Totti su un grandino superiore...
    E' vero che sono due giocatori di generazioni diverse, in particolare a livello fisico.. totti è un superatleta forte come un toro, baggio ancora leggero e poco allenato.. Io poi, per gusto personale, fra baggio e mancini mi prendo il Mancio....

    Una digressione da parruchiere:
    il codino ha la genialità dell'acquario, il pupone la capacità seduttiva tipica della bilancia... Ma sono entrambi segni d'aria. Messi e Maradona (cancro e scorpione) segni d'acqua...
    Anche gli astri dunque
    accomunano in qualche modo queste due coppie...

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  16. Altro giocatore..altro calcio...altro stile......comunque per me(e parlo da romanista)Baggio è sopra tutto e tutti.....Totti fuori da Roma avrebbe davvero fatto l'inferno....soprattutto sotto il profilo caratteriale sarebbe stato un altro giocatore...una cosa è quando sei a casa tua ...una altra è quando sei ospite....avrebbe di certo raggiunto la perfezione..Roma lo ha limitato(alla fine meglio per noi).....

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  17. anonimo sfidante15 marzo 2011 17:17

    Dionigi:
    Pirlo non ha mai giocato con Baggio. Toni arrivò al posto di Hubner. Non erano tutti assieme in quel Brescia.
    Squadra che dalla metacampo in giù era un disastro.

    Dissento anche sul Mondiale da vincere: nel 90 era un giovanissimo Baggio, troppo giovane e purtroppo gli fu preferito un (adesso voi romanisti non arrabbiatevi) inutile Giannini, in quel ruolo.

    Partendo dalla panca fece comunque benissimo (il goal con l'allora Cecoslovacchia è da manuale del calcio). Nel 94 inutile ricordare che fu il migliore, del mondiale e non solo dell'Italia. Nel 98 contribuì non poco, con un rigore creato di suo con il Cile e fu offuscato, ingiustamente (come fate notare) da Del Piero.

    Per me resta il miglior attaccante italiano degli ultimi 20 anni. Ho avuto la fortuna di vederlo già nella Fiorentina.

    Ho evitato di paragonarlo con Totti. Che ha proprio quel limite: non aver mai avuto il coraggio (o aver mantenuto il cuore, a seconda di chi lo giudica) per confrontarsi in altre realtà dove non sarebbe stato il re per la squadra, la città e la tifoseria. Secondo me non sarebbe riuscito fuori Roma, si sarebbe sentito come un leone in gabbia. Fa bene dove può fare ciò che vuole, caratterialmente. Resta un limite, non un pregio. è uno di quei campioni dove il calciatore non può prescindere dall'uomo, nel bene e nel male: fuori Roma sarebbe stato un altro. Non credo un campione.

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  18. @anonimo sfidante-guarda potrei anche seguirti....ma dipende dall'età dell'ipotetico trasferimento..se avesse lasciato la Roma 3 anni fa o 4 penderei più per la tua ipotesi....prima però.....non ho alcun dubbio a dirti che probabilmente avrebbe alzato qualcosa di veramente importante da protagonista.....

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  19. per una volta concordo con Gegen.

    r.baggio, grande classe, piedi sopraffini, fantasia ineguagliabile, ma caratterialmente fragile. in sostanza, calcisticamente omosessuale (non la considero un'accezione negativa. questo è un sito gay friendly).
    è solo per dire che il suo essere primadonna lo ha reso antipatico agli occhi di molti compagni ed allenatori che con lui hanno diviso lo spogliaoio nel corso della sua carriera. questo fattore ha giocato un ruolo determinante nel suo particolare fallimento sportivo.
    ad eccezion fatta della fiorentina e della juve (dove peraltro fu costretto ad andarsene perchè scalzato dal giovane del piero), non lasciò grandi ricordi nelle piazze importanti dove andò a giocare. al milan, l'eterno dualismo con savicevic e la stagione nera con tabarez lo costrinsero a fare le valigie. della sua esperienza all'inter preferisco non parlare per rispetto del baggio uomo.

    bologna e brescia sono stati dei ripieghi. delle scommesse sicuramente vinte ma non dettate dalla sua passione per i tortellini o dalla stima che nutriva per carletto mazzone.

    come dice dionigi, in provincia, senza pressioni particolari, è più facile svernare e lasciare buoni ricordi. i gol da quelle parti contano molto meno. succede oggi con di vaio, di canio qualche anno fa, o di biagio che da difensore centrale a brescia ha rischiato il ritorno in nazionale.

    non di discute la classe del giocatore, ma senza dubbio si tratta di un talento incompiuto, che dove ha vinto lo ha fatto non proprio da protagonista assoluto (forse primi anni di juve esclusi. Gigi Maifredi non sarà d'accordo). Spero di non attirare troppi insulti verso di me se dico che Del Piero negli anni migliori sia stato nettamente più decisivo di Baggio.

    di totti non parlo perchè non sarei obiettivo. sono contento che sia rimasto alla roma tutti questi anni e non so dire quale sarebbe stato il suo destino lontano da qui. sinceramente neanche mi interessa tanto.

    per concludere, tornando al topic iniziale di dionigi, sono d'accordo con chi dice basta ai laser negli stadi.
    ma come si intuisce dalle parole di gegen, per un tifoso di roma o lazio non c'è niente di più bello, calcisticamente parlando, del presidente avversario che annuncia di voler fare ricorso perchè il proprio portiere è stato accecato da un laser che gli ha impedito di bloccare una palla centrale ed apparentemente innocua diretta verso la sua porta. è vero, qui a roma siamo fatti male, ma questi espiedienti, apparentemente banali, ci permettono di ridere e di sbeffeggiare il cosiddetto cugino sconfitto per tutto l'anno.

    Il Fornaretto

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  20. anonimo sfidante un po' distratto;
    pirlo ha giocato con baggio nell'anno dello scudetto della roma (suo il lancio a torino nel gol in cui baggio mise a sedere van der saar con lo stop) e lo stesso baggio non ha vinto la champions 1996 con la juve (era al primo anno di milan: scudetto)

    ps. il brescia 2003 aveva ottimi giocatori, oltre a baggio se non sbaglio di biagio, bonera, appiah, guardiola, toni, ecc ecc

    markovic

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  21. "Macché Baggio o Del Piero, soldatino Di Livio! E' l'idolo del braccio 6", voglio partire da qua. Da una citazione banale. Prima di tutto per rivendicare quello che sentono tanti di noi, cioè un amore incondizionato per i due ruoli più bistrattati del calcio: il mediano fabbro ed il portiere.

    In secondo luogo per restituirvi un dono, una storia. Ho cominciato a vivere a Brescia con l'avvento di Baggio, ricordo molte cose: la finale Intertoto, il derby di Mazzone (e i successivi manifesti che fecero a Bergamo), quello del 3-0, gli scontri con i bergamaschi (e i miei compagni di classe delle medie che volevano già parteciparvi), Tare che schianta la Juve, le leggendarie serate di Bachini, le critiche a Toni, "Emerson, Cafu, Lima, Zebina...", la gente con la maglia di Schopp, il compagno di scuola che diceva di essere buddista perché se lo era anche Baggio e mille altre cose. Il Divin Codino era venuto a Brescia per Mazzone, non scherziamo. Vorrei ricordare che aveva già un accordo con Lillo Foti per andare a Reggio Calabria.

    Per quanto mi riguarda uno che va a svernare non lotta a tutti i costi per recuperare dagli infortuni, dalle ginocchia che crollano e non resta a giocare nonostante Mazzone non alleni più a Mompiano. Lo davano tutti per finito ed ha illuminato la scena come pochi, dando lezioni di calcio e di vita, come forse mai nella sua carriera. Mi vien difficile pensare che sia stato meno grande di Totti o Del Piero e sinceramente mi basta solo una partita per pensarlo: quel famoso Inter- Real Madrid che vinse da solo. Perché ne sono così convinto? Perché 4 giorni dopo una Salernitana ultima in classifica giocò meglio del Real, meritava di vincere e perse 2-1 con un gol di Zanetti al '94. Un campionato maledetto che torna ogni volta, che mi ferisce ogni volta. Torneremo in A tra cinquant'anni, devo rendermi conto di questo.

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  22. anonimo sfidante15 marzo 2011 21:56

    Markovic:
    su Pirlo è vero, mi hai ricordato di quando l'Inter lo ridiede via in prestito a Brescia per farlo giocare un po' di partite. L'Inter ci ha sempre visto lungo...
    Però siamo distratti entrambi: in quel Brescia, dei giocatori che citi non c'erano Bonera e Di Biagio. ;) http://it.wikipedia.org/wiki/Brescia_Calcio_2002-2003

    Su Baggio è vero, ho fatto confusione tra il 95 e il 96. Colpevole due volte: pensavo ai due anni di Milan come 96 e 97. Da milanista è un bell'errore, mi ricordo di averlo visto segnare in un derby con in panca Tabarez. Era novembre, molto freddo e purtroppo mi beccai un posto nel primo anello sotto la curva. Fui massacrato dal lancio di mozziconi dall'alto e venni ingiustamente incolpato di aver toccato il culo a un bionda bresciana mentre uscivamo, nella ressa. Io non c'entravo nulla, era il ragazzo accanto a me, che ammise la colpa per il gesto.

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  23. anonimo sfidante15 marzo 2011 22:09

    @ fornaretto

    Io invece so che lasciò sempre un grande ricordo ovunque andò. Parlo di tifosi. Calcisticamente fu costretto sempre a rimettersi in gioco e di solito vinse sempre le scommesse. Al Milan non fece male, ma fu Capello a non vederlo bene. Tabarez durò poco e con l'uruguagio in panca ci andava Savicevic. Tra l'altro i due potevano convivere, secondo me.
    Nell'Inter di Simoni non fece male. Certo non vinse nulla, ma in quegli anni neanche Maradona avrebbe vinto con l'inter. Fu l'anno successivo in cui fece male, ma non credo per colpa sua e lo dimostrò nello spareggio.

    Caratterialmente aveva invece un carattere forte. O, almeno, dipende da cosa si intende per forte.

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  24. In tutto questo, qualcuno che ha visto la partita (io ho visto solo le azioni salienti verso l'una) mi sa dire come ha fatto l'Inter a vincere la partita ieri sera? Dev'esserci stata una mezz'ora, a cavallo dei due tempi, tra il gol di Mueller e quello di Sneijder, davvero terrificante per la squadra di Leonardo. Mi sono sembrate pazzesche, ai limiti dell'incredibile, le occasioni divorate dai bavaresi - a un certo punto c'è una palla che danza sulla linea e poi carambola, senza alcun rispetto per le leggi della fisica, sul palo.

    Qui siamo oltre al culo (lo dico in senso oggettivo, senza valutazioni), anche perchè i due gol del Bayern erano stati fortunatissimi (ma il primo, quello di Gomez, visto da bomber quale sono, è comunque una vera perla del centravanti teutonico-spagnolo, un tocco clamoroso, una delle vere prodezze di questa stagione), qui siamo davvero al Destino?

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  25. L'episodio della palla che rotola stanca sulla linea di porta è incredibile.

    Il fatto è che l'Inter ha trovato una strana quadratura del cerchio.
    Mi riferisco alla difesa.
    Messi da parte l'impianto e i (collaudatissimi) meccanismi di difesa di Mou, Benitez ha iniziato a predicare il suo credo difensivo (ugualmente valido, in astratto). La squadra, come ovvio, non ha risposto subito, però. E il numero di gol subiti era troppo elevato se rapportato ai gol subiti, o comunque non in un equilibrio percorribile.
    Quindi è arrivato Leonardo, che se ne frega della difesa e pensa a farne uno più degli altri. E alla fine -in questo momento- questa congiunzione paga. Non c'è che dire.

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  26. anonimo sfidante16 marzo 2011 10:23

    Anche io ho visto solo gli highlights. Mi ha ricordato molto, nei modi e nei tempi, la vittoria al Bernabeu dell'anno scorso. Real - Milan, per capirci.
    Per ora paga, ma il percorso dell'Inter credo sarà parecchio influenzato dal sorteggio. Spero si becchi il Barca: proprio per la mentalità di Leonardo andrebbe a casa, secondo me.
    Perché, per quanto mi riguarda, la forza di questo Bayern è pari a quella del Tottenham. E per questo la loro vittoria mi rode ancor di più. A me più che il goal sulla linea ha fatto una certa impressione il goal di Sneijder. Non tanto per il colpo dell'olandese, quanto piuttosto per il gesto atletico del difensore bavarese. Non ricordo il nome. Guardate come alza la gamba per fermare il tiro: sembra uno di quei pupazzi che nelle piazze si muovono solo se gli piazzi la monetina.

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  27. rimango perplesso rispetto all'importanza che date a Leonardo e al fatto che crediate sia l'Araujo ad aver dato una qualsiasi impronta (offensiva, poi!)all'inter.
    Il concetto di squadra offensiva è solitamente associato a: squadra corta, difesa il più alta possibile e fase difensiva finalizzata alla riconquista della palla anch’essa il più alta possibile.
    l'inter di leonardo, se mi date per buoni gli assunti di cui sopra, è totalmente l'opposto di una squadra offensiva.
    squadra lunghissima, kilometri fra i reparti, pressione e pressing fiaccati da queste distanze.
    la squadra che più mi ricorda la compagine di Leo è l'inter di Gigi Simoni con il suo schema (di un intelligenza e umiltà sottovalutate) “quando recuperiamo la palla la diamo a quello coi dentoni”.
    Solamente che Gigi era intelligente perchè non aveva nessun senso far giocare la palla ai vari sartor, colonnese, fresi, ze elias, simeone, galante, bergomi, o appoggiare la palla su Zamorano. datela a ronnie che ci pensa lui (UEFA vinta da solo e scudo sfiorato). Leonardo,invece, con il suo sorriso da compagnia delle indie, che sia maledetto, ha giocatori di un certo spessore (anche se non top players) ma li fa ciondolare senza senso per il campo in attesa di un guizzo di Eto'o.
    Si sfrutta ancora l'onda emotiva e le certezze, l’autostima offerte dall’ultima campagna europea di Mou, ma quanto potrà durare?

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  28. No aspetta. Io di squadra corta non ho mai parlato. Difesa alta semmai Benitez (e lì sta la differenza con Mou).

    Leonardo significa rifiuto totale di qualsiasi distanza tra un giocatore e l'altro.
    Buon per lui che Cambiasso ha ancora pezza da cucire qua e là.

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  29. Squadra corta o squadra lunga, certo che con tutte le palline che giravano nelle urne di Nyon all'Inter non è andata proprio male con lo Schalke...e neanche allo Schalke, in fondo.

    ps Ci siamo giocati Balotelli?

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  30. A Raul è andata bene, secondo me. Comunque io non mi angoscerei più di tanto, già mi vedo il film dei prossimi mesi. Inter-Chelsea e Barcellona-Real. Finale Chelsea-Real, vince Mou che molla Perez e va dagli sceicchi al City. Tranquilli, tanto non ci prendo.

    Il gnarello di Concesio, il bullo arricchito, scappa e va al Milan. Poco male, lo vedrò in discoteca a Brescia a litigare coi buttafuori (scena già vista)

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  31. Balotelli: talento da numero uno. non da fuoriclasse, da numero UNO.
    pensa e (soprattutto) fa cose incredibili.
    di calciatori stupidi, bizzosi, scostanti ignoranti ce ne sono a iosa, ma quelli inaffidabili come mario si contano sulle dita di una mano.
    l'espulsione di ieri ha dell'incredibile e costa una competizione alla società e ai sui compagni del city.
    l'anno scorso venne espulso a kazan nel primo tempo, meno male che l'inter riuscì a pareggiare.

    sorteggio CH.L: l'anno scorso beccammo il girone più difficile, poi il chelsea, il CSKA, il barca e il bayern.
    Quest'anno nuovamente il girone più difficile (anche se poi il werder si è squagliato) la finalista dell'anno scorso negli ottavi, direi che lo shalke e una (eventuale) semifinale con l'inglese fa da naturale bilanciamento.

    secondo voi la (eventuale) semifinale real-barca susciterebbe un qualche interesse nel mondo?
    Sono quelle partite di cui capisci l'importanza dai palinsesti concorrenti televisivi: per "piedone ad hong kong" e "poliziotto superpiù" l'ennesima serata difficile.

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  32. @vasiliji
    noto solo adesso il tuo avatar a me molto famigliare.
    non è che ci conosciamo per frequentazioni sottopalco?

    kalle
    (deriva ultras diaframma)

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  33. Ufficialmente mai un concerto con gli Ultras Diaframma ma Fiumani ("Donne Mie" dogma ideologico!) l'avrò visto non so quante volte. Un giorno andrò a vederlo a Firenze con la mia amata, se mai ci sarà, ed allora potrò morire tra le sue braccia (e le sue tette).

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  34. ho visto adesso in tv il vostro nuovo padrone americano.. la stessa aria abbacinata e metafisicamente rincoglionita di massimo boldi e roger ashton-griffiths (sublime nel nuovo film di woody allen).. lo vedo bene nel prossimo cinepanettone nei panni del vecchio marito cornuto della sventola, che lo prende metaforicamente e no in quel posto.. insomma, più adatto alla comicità anale di neri parenti che a trattare in lega calcio con galliani.. auguri..

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  35. In quanto a possibili somiglianze cinematografiche, ha più che altro la faccia placida e bonaria dell'insospettabile assassino di campagna di un episodio dell'ispettore Barnaby (per te, Midsomer murders)...

    Inutile che ti dica che, nella puntata iniziata oggi, nel ruolo del morto c'è l'AS Roma.

    Come scrivevo però in separata e privata sede (ahi ahi!) agli altri borghettari, un barlume di speranza me lo dà quella commovente tonalità pastello tra il salmone e l'albicocca del pullover indossato da mr. Di Benedetto all'arrivo a Fiumicino, una pura epifania yuppie-cafonal da Villa Balestra di fine anni '80, la tipica tonalità da abbinare a Lacoste verde acqua o pervinca che si trovava solo in alcuni negozi racchiusi tra Piazza Euclide e Piazza Ungheria (oltre che all'English Shop di Campo Marzio).

    Ecco, in questa magari casuale epifania abbigliamental-coloristica noto una continuità con una Roma da bere pariolina-socialista che ormani non esiste più, spazzata via dal grigiore delle procure, delle monetine e dei centri commerciali, che anche se non appartiene storicamente all'AS Roma (più che altro è patrimonio della Lazio, come insegna il salotto del notaio Bonfanti in Simpatici&Antipatici), appartiene alla mia infanzia perduta, alla mia nostalgia de la boue, alla mia speranza che un'altra Roma (in tutti i sensi) è possibile, speranza che contempla l'arrivo in squadra di attaccanti glamour (siamo o non siamo la Capitale, la patria di Cinecittà, della Dolce Vita, della malavita, della cultura, del gossip e della politica?) e il ritorno sugli spalti delle ragazze (finte) bionde, magari con il cerchietto Naj Oleari tra i capelli e le Superga ai piedi.

    Insomma, una Roma in campo sparagnina e fuori dal campo pariolina!

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  36. E' il maglione ufficiale dei Red Sox.....e mr Di Benedetto ha volato in economy.......sono cose che fanno pensare......manca solo che si fermi a mangiare una di quelle pizze sola per i turisti...quelle tipo dei bar con una fetta di prosciutto quadrato buttata sopra.....

    comunque sono assolutamente convinto che riuscirei anche a vendere la fontana di Trevi ad uno con quella faccia...

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  37. Se la Sensi non l'ha già fatto...

    (ps Hai ragione sulla pizza! Secondo me se uno oggi si fa un giro intorno a Campo de' Fiori lo trova in qualche squallida trattoria finto-antica che approfitta del menù "Spaghetti bolognese-pizza margherita-bibità-caffè 10,99 euro", e ovviamente si sporca il maglione di sugo).

    (Il dettaglio dell'economy è agghiacciante. Ai giocatori, per risparmiare, toccherà fare le trasferte in corriera tipo Bergkamp? Ti immagini: allora ragazzi per la trasferta di Ascoli ci vediamo domenica mattina alle 6 a Castro Pretorio davanti al botteghino dei pullman Marozzi, mi raccomando portate un documento e un panino per il viaggio...)

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  38. viaggio in economy (alitalia per di più..) felpetta (altro che maglioncino..) comprata allo shop dello stadio dei red sox (sul colore hai ragione, è deliziosamente molto naj oleari..) quello oggi pomeriggio dopo la pizzetta con fetta di prosciutto quadrata fa la foto davanti al colosseo col centurione della magliana e domani mattina è già sparito..

    nel caso provasse invece a rimanere, se non altro per provare la carriera di comparsa a cinecittà.. stamattina nell’intervista alla gazzetta praticamente parlava solo del nuovo stadio.. la domenica mattina tutti al parco leonardo? o a valmontone? e voi, come ci arrivate dai parioli?

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  39. Peraltro le trasferte saranno tutte una scusa per vendere pentole e padelle ai giocatori o per visitare mobilifici aiazzone......

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  40. anonimo sfidante28 marzo 2011 16:37

    Voi dite che sareste in grado di vendergli la Fontana di Trevi?
    Per me ci fa, non lo è.
    Non vi dimenticate che è lui che si sta millantando milionario e sta riuscendo a convincere Rossella Sensi a vedergli la Roma.
    Mi sa che la parte di Totò è sua. Il turista è Sensi.
    I costumi di scena non fanno altro che accentuare questo aspetto tragicomico.

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  41. mio caro sfidante quello che non sai...è che la Roma al signorotto di Boston la sta vendendo Unicredit..visto che da Luglio la Sensi e tutto il suo staff non possono mettere bocca ed inventare cordate arabe dell ultimo minuto....in realtà si tratta di Roma....quindi finchè il rubicondo Richard non mi porta un qualcuno di spessore..io continuo a fare il pessimista che però dentro sogna Sanchez e Buffon.....

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  42. mentre voi chiaccherate del nulla ci sono lettori che sono in prima linea, che vanno alla ricerca della lacrima di borghetti...

    ieri sono stato ad un torneo di calcio da tavola (leggi subbuteo, o "sudokeo" come ha detto un'anziana che passava di lì)

    il mio rientro sul panno verde è stato favorito dal sorteggio: ho affrontato saverio bari, campione del mondo 2007 e vice campione del mondo in carica.
    bari - kalle 6-0.

    MILITANZA BORGHETTIANA

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  43. Purtroppo, e caro Sr Dionigi ti porto questa notizia con estrema tristezza, l'English shop a Campo Marzio ha chiuso!

    Albis

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  44. Nesat gliel'hai tirata al povero mobilificio Aiazzone...ho letto oggi su Leggo, in un articolo a firma del nostro amico Francesco Olivo, che non solo ha chiuso, ma anche in un modo indecoroso, con bancarotte fraudolente e impicci vari (procedimenti penali già avviati).

    Ha ragione Olivo che nell'articolo dice che è la fine di un simbolo degli anni '80, quello dei mobilifici proto-ikea è un piccolo mondo antico, penso -per noi romani- all'epopea della città del mobile Rossetti, popolata da Nonno Ugo e dal suo caro amico SputaGiò (chissà se al nord lo conoscono)...

    E tutto questo non è altro che una metafora della AS Roma, è finita l'epoca dei palazzinari fai-da-te e inizia quella della finanza (di carta) globale...non più mobili in noce per la cameretta dei pupi ma compensati in serie per il salottino a Roma est...

    Per fortuna rimaniamo noi borghettari d'altri tempi, amanti del "sudokeo" (grazie Kalle), del pessimismo sognante e delle giacche di tweed inglesi...

    ps Caro Zio, il giorno in cui lo stadio nuovo della Roma sarà pronto, i Parioli (per non parlare di me) saranno solo un lontano ricordo del passato, un'entità astratta che qualche vecchietto tramanderà ai suoi nipoti tecnologici, i Parioli sono morti trent'anni fa.

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  45. La storia Aiazzone va avanti da parecchio...tu hai saputo oggi?....diciamo che era una citazione voluta per rendere omaggio a quel "Provare per credere"

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  46. La deriva sociologico-topografica della conversazione mi esalta.
    Riflessioni.

    - Bellissimo e commovente il ricordo dei parioli di dionigi. Ho capito ancora una volta ieri che erano morti mentre mangiavo il gelato da Giovanni, c'erano solo vestiti e cravatte law firm, nessun pantalone zabaione, nessun gemello di stoffa o altro accessorio agile da pomeriggio ai parioli.
    Si salvano ancora Villa Balestra col primo sole (anche se troppi blackberry che rumoreggiano) e le epifanie di Luis Molteni (il danny de vito italiano) alla sala scommesse di via luciani dove diletta la platea con deliziose e raffinatissime digressioni cinematografiche.
    Dionigi, il parioli nell'epoca della crisi meritano attenzione, questo epos va catturato e penso che tu possa farlo meglio di chiunque altro... I'll be there...

    - Tom di benedetto è il sosia di vincenzo crocitti, o meglio, il caratterista non è morto, ma sta solo interpretando il milionario americano.

    - Una riflessione sull'ikea e aiazzone.. toccherebbe soffermarsi sul trionfo di questo mini socialismo della società dello spettacolo che si regge sull'assunto "carino, non sembra di ikea", parametro col quale tutti orientano le loro scelte nella pancia del Leviatano svedese.
    Senza contare che io ci leggo anche una deriva di eugenetica applicata all'arredamento, la realizzazione di una tendenza chiaramente agambeniana....

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  47. Al leggere il nome Vincenzo Crocitti una densa lacrima di borghetti è sgorgata dallo schermo del mio computer e mi ha bagnato i pantaloni.. proprio lì ovviamente..

    Condivido con voi traumatiche esperienze infantili con Aiazzone, che ha sicuramente rappresentato il nostro paradiso perduto (insieme al supereroe ubriaco modello Superciuck di “vedo tutto da quassù.. Moroelettrica è laggiù” voi ce l’avevate? o era padano?)

    Concordo su come Ikea, e il centro commerciale in generale, siano la messa in pratica della biopolitica del lager su scala spettacolare (d’altronde l’idea Ikea e l’uomo che ne deriva, oltre a quello che la impersona ma questo non è sufficiente, nascono proprio lì ed allora..)

    Devo però confessare la mia totale ignoranza sui Parioli..

    Ripensandoci infatti credo di averli attraversati in macchina un paio di volte, per il resto li ho solo sfiorati.. ad oriente in cene in giardini sulla Salaria.. ad occidente in feste su alcune terrazze di Prati.. Ma nei Parioli non ho mai fatto sosta, nemmeno per un caffè..

    Dionigi, devi assolutamente raccontarmeli..

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