giovedì 17 febbraio 2011

L'Italia in chiaro (grazie all'Europa)

il popolo ringrazia
Senza necessità di addentrarci troppo in questioni giuridiche (le quali, come tutti gli avvenimenti che non si svolgono nel perimetro di un campo di calcio, mi sono sostanzialmente ignote, oltre che indifferenti), volevo solo segnalare succintamente una curiosa sentenza appena sfornata dal Tribunale dell'Unione Europea (per chi un domani leggerà questo post alla ricerca di informazioni per la sua tesi di laurea, indico che si tratta delle cause T-385/07, T-55/08 e T-68/08, e le parti sono FIFA e UEFA contro la Commissione. Il comunicato stampa può leggersi qui. Nella bibliografia della tesi, questo blog può essere tranquillamente abbreviato come Lacr. Borg.).

Secondo i giudici di stanza in Lussemburgo, "uno Stato membro può, a talune condizioni, vietare la trasmissione in esclusiva dell’insieme degli incontri del campionato del mondo e d’Europa di calcio su una televisione a pagamento, al fine di assicurare la possibilità per il proprio pubblico di seguire questi eventi su una televisione ad accesso libero".

Chissà come si dice in claris non fit interpretatio a Cologno Monzese (o dovunque si trovi Sky). Anche se la questione è già piuttosto chiara, mi spiego meglio. In pratica, i governi inglese e belga si erano lamentati del fatto che quegli avidi cripto-massoni della Fifa e dell'Uefa, con riferimento ai diritti televisivi delle partite del Mondiale e dell'Europeo rispettivamente, avevano stipulato contratti in esclusiva con le pay-tv nazionali, al fine di capitalizzare al massimo la vendita dei citati diritti (non so se siete mai stati, ma la sede Uefa a Nyon, affacciata sul lago Lemano e con mensa da tre stelle Michelin, ha dei costi di gestione un po' più alti di un condominio di viale Libia). Invocavano, al contrario, la possibilità di trasmettere in chiaro non solo le partite delle rispettive squadre nazionali (cosa che, quantomeno per motivi di ordine pubblico, le pay-tv a malincuore comunque concedono), ma tutte le partite della competizione. E il Tribunale gli ha dato ragione, affermando che "allorché queste competizioni sono, nella loro integralità, di particolare rilevanza per la società, questa restrizione della libertà di prestazione dei servizi e di stabilimento è giustificata dal diritto all’informazione e dalla necessità di assicurare un ampio accesso del pubblico alle trasmissioni televisive di questi eventi".

In altre parole, e qui concludo, la Fifa e l'Uefa possono ben vendere i diritti delle partite dei mondiali e degli europei alle varie pay-tv nazionali, ma non lo possono fare in esclusiva, o meglio, lo possono fare, finché lo Stato non lo vieta. Per intenderci, è la vecchia polemica scoppiata qualche anno fa in merito all'Italia trasmessa su Sky. Polemica che, per quanto disprezzi il livello da baraccone circense di RaiSport, mi sembra tutto sommato condivisibile. Libero Mondiale in libero Stato, dunque!

Vediamo adesso se Blatter e Platini, tra un barbecue e un cotillon, faranno appello, magari sobillati dalle Sky di tutta Europa...

7 commenti:

  1. Viva il circo di Rai Sport.. che comunque a Londra non posso vedere perché me lo criptano.. Mentre ti assicuro che se mai deciderò di laurearmi lo farò in una materia nella cui tesi potrò citare Lacrime di Borghetti, abbreviandolo Lacr. Borg.. ti racconto la storia di Karen Murphy.. Titolare del pub Red, White & Blue di Southsea, periferia marina di Portsmouth, la prorompente Karen non potendosi permettere di pagare le circa 1000 sterline richieste da Sky per la trasmissione delle partite di Premier League in un locale pubblico, aveva preso la smart card greca di NOVA.. Denunciata dai violenti e violanti cacciatori di illegalità al soldo della divisione diritti commerciali della Premier (che da Sky riceve la maggior parte dei quattrini – circa due miliardi per tre anni - che gli permette di tenere aperto il costosissimo ma pessimo ristorante di Marble Arch, dove al massimo si serve fish & chips, alla faccia delle tre stelle Michelin degli svizzeri dell’Uefa..) e dai brutti ceffi della divisione riscossione debiti della stessa Premier, ha vinto la prima causa perché inconsapevole di commettere reato (in Albione l’ignoranza della legge evidentemente è ammessa..) ma è stata condannata in un secondo processo (che in Albione sia ammesso anche condannare per lo stesso crimine uno che sia già stato assolto? Boh, aiutatemi voi che di legge ne sapete..)

    Allora si è rivolta al tribunale europeo, sostenendo che gli accordi separati per i diritti televisivi stipulati tra i campionati nazionali e le televisioni a pagamento non possono essere vincolanti.. il cittadino “così come può scegliere di comprarsi la macchina nel concessionario che vuole, ha anche il diritto di comprarsi la sua cazzo di smart dove più gli aggrada..” Ad inizio febbraio la simpatica avvocatessa Juliane Kokott, uno degli otto avvocati generali che offrono pareri non vincolanti alla corte con sede in quel buco del culo d’Europa detto altrimenti Lussemburgo, ha dato parere favorevole alle istanze di Karen Murphy che opponeva l’obbligo ad abbonarsi a Sky, e quindi il monopolio di una televisione, ai trattati sulla libera circolazione di capitale umano e lavorativo all’interno dell’EU.. La sentenza non è ancora stata emessa ma generalmente il parere finale dei giudici della corte europea non discosta di molto da quello dei suoi avvocati.. Gli effetti che potrebbe avere sul sistema calcio questa sentenza sono certamente superiori a quelli della cosiddetta Legge Bosman.. Chissà se un giorno, brindando con le nostre pinte di lager al Red, White & Blue di Portsmouth, non ci accorgeremo che a salvare il calcio sia stata, dopo averla tanto odiata, la Legge di Murphy..

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  2. Sì avevo letto di questa storia, mi ricordavo che fosse già stata emessa anche la decisione (favorevole all'utente) ma forse la confondo con qualche commento ottimista, mi devo informare. Ad ogni modo mi sembra sia propizio il momento per una sentenza favorevole, la libertà di circolazione in questione non è quella di "capitale umano e lavorativo" (che grande marxista che sei! Pensi sempre a quello!) ma immagino quella dei "servizi", qual è appunto (un servizio) quello di fornire la radiotrasmissione di una partita, e la direttiva sui servizi è in fase di applicazione proprio in questo periodo (la Commissione sta spingendo molto per rinvigorire il morente mercato unico, soprattutto in quest'ambito). Il paragone dovrebbe dunque essere quello con la possibilità che abbiamo di affidarci al celeberrimo idraulico polacco...

    E comunque sì, normalmente l'avvocato generale è come Corini dal dischetto, è difficile che prenda la decisione sbagliata...

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  3. ma il popolo nell'immagine, tutti quei signori coi baschi in testa, son tifosi dell'Athletic o della Real?

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  4. Vecchia guardia Getxo. Meandri Regional de Honor.

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  5. A proposito di Uefa, leggo che Michel Platini ha dichiarato di aver voluto spostare la finale di Champions League di quest'anno (che, come noto, si giocherà a Wembley) al sabato, rispetto al tradizionale mercoledì, per permettere al maggior numero possibile di bambini di assistere alla partita allo stadio.

    Ora, il biglietto più economico è in vendita a 150 sterline (più 26 sterline di commissione Uefa - ve l'ho detto, la manutenzione del prato lungo il lago costa cara).

    Il commento -geniale- di quelli di When Saturday Comes:

    "So that's just for the children of Barclays bank executives, Russian oligarchs and deposed Middle Eastern autocrats, then".

    In effetti...

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  6. ancora una volta l'unione europea viene in nostro soccorso...dalla parte dei proprietari dei pub e contro le sky di tutta europa...

    http://curia.europa.eu/jcms/upload/docs/application/pdf/2011-10/cp110102it.pdf

    da domani possiamo vederci tutte le partite con il decoder greco, alla faccia di ilaria d'amico...

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  7. un passaggio del comunicato stampa, per i finissimi giuristi di questo blog:

    "Le controversie da cui sono scaturite le presenti cause riguardano tentativi di elusione di tale esclusiva. Nel Regno Unito taluni bar-ristoranti hanno infatti iniziato, al fine di accedere agli incontri della Premier League, ad utilizzare schede straniere, rilasciate da un ente di radiodiffusione greco agli abbonati residenti in Grecia. Essi acquistano le schede ed il decodificatore presso un distributore a prezzi più vantaggiosi di quelli chiesti dalla Sky, titolare dei diritti di ritrasmissione nel Regno Unito.

    Ritenendo che tali attività violino l’esclusiva dei diritti di diffusione televisiva pregiudicandone il valore, la FAPL ha cercato di porre termine a tale pratica per via giudiziaria. La prima causa (C-403/08) riguarda un’azione civile avviata dalla FAPL contro i bar-ristoranti che proiettano gli incontri della Premier League utilizzando schede greche nonché nei confronti dei fornitori di tali schede ai bar medesimi. La seconda causa (C-429/08) è scaturita da un’azione penale intentata nei confronti della sig.ra Karen Murphy, titolare di un pub in cui venivano proiettati gli incontri della Premier League utilizzando una scheda greca. Nell’ambito di queste due cause la High Court (Regno Unito) ha sottoposto alla Corte di giustizia una serie di questioni pregiudiziali vertenti sull’interpretazione del diritto dell’Unione.

    Con la sentenza odierna la Corte rileva che una normativa nazionale che vieti l’importazione, la vendita o l’utilizzazione di schede di decodificazione straniere è contraria alla libera prestazione dei servizi e non può essere giustificata né con riguardo all’obiettivo della tutela dei diritti di proprietà intellettuale, né dall’obiettivo di incoraggiare l’affluenza del pubblico negli stadi."

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