martedì 8 febbraio 2011

I sogni dei ciechi

l'impossibilità di doversi immaginare i sogni
Iera sera mi sono addormentato con un suggestivo interrogativo nella mente, insinuatomi da una persona mai banale, e cioè mi chiedevo che cosa sognano i ciechi. I ciechi dalla nascita, soprattutto. Mentre quelli che diventano ciechi a un certo punto della loro vita, pensavo, possono utilizzare tutte le immagini che hanno immagazzinato nel corso degli anni vissuti ad occhi aperti, compensando così con i ricordi del passato il buio del presente, i ciechi dalla nascita vivono una vita di approssimazioni incerte, fondate sulle sollecitazioni degli altri sensi. Per il resto, sono costretti ad inventare, andando oltre l'immaginazione, perchè, senza riferimenti visivi da cui cogliere anche solo delle parvenze di realtà, la loro unica risorsa è l'oscurità che hanno dentro. I sogni dei ciechi devono essere allora dei viaggi fantastici in cui ogni parola che nel mondo reale ha un certo significato nel sogno ne assume uno completamente diverso, plasmato sulla singola esistenza di ogni persona. Due ciechi che sognano la stessa cosa in realtà non sognano mai la stessa cosa, e in questa impossibilità di condividere l'esperienza risiede, probabilmente, la grande malinconia della cecità.

La stessa malinconia che questa mattina sentivo che devono provare in questo momento i tifosi della Lazio. Osservare le vicissitudini dei cugini è per chi scrive un'esperienza meramente intellettuale, non provando nè l'obnubilante passione che provo verso le sorti della mia squadra nè l'insensato odio acritico che normalmente contraddistingue le rivalità cittadine. A sfogliare i giornali e ad ascoltare le radio sembra di capire che l'ambiente in casa Lazio è ai minimi storici. La tifoseria non ha più empatia con il tecnico che l'anno scorso li ha agevolmente tratti in salvo da una situazione parecchio scivolosa. Il gioiello di casa, una seconda punta argentina di indubbie qualità tecniche (tiro sempre un sospiro di sollievo quando viene sostituito dopo tre quarti del derby) ma di altrettanto indubbie lacune caratteriali (non ha ancora capito che nessun giocatore può vincere le partite da solo, nonostante sia ormai diventato un luogo comune nella stampa specializzata la grande stronzata secondo cui esisterebbero "giocatori capaci di cambiare una partita con una giocata". Come Burdisso, per esempio), si sta rivelando una scommessa persa, il classico fuoco di paglia, con l'aggravante dei ventidue milioni spesi per comprarlo. La squadra in generale si è appannata come il suo Profeta, ripiegandosi in un prudente e monotono pragmatismo in cui non è difficile intravedere le mani friulane del suo allenatore, il quale, condividendo con il suo dirimpettaio una elevata età anagrafica, sembra attento più a fare la formica che ad atteggiarsi da cicala (nonostante Roma non sia Milano, e cioè, come insegna Vanzina, sia una città che è ancora capace di emozionarsi per una shampista).

l'impossibilità di sapersi immaginare la felicità
Nonostante tutto questo, riflettevo sulla metro, la Lazio è (ancora) quarta in classifica. Non solo: lo è -così in alto in classifica- dall'inizio dell'anno. Le poche volte che è caduta (a memoria: con la Roma, con il Cesena, con la Juventus) si è sempre ripresa, con mia grande sorpresa. Pur contando su una rosa discreta ma niente più, assemblata con giocatori vogliosi di godersi un'ultima rivincita nei confronti del grande calcio che li ha sempre snobbati (i vari Mauri, Brocchi, Matuzalem, Biava, Floccari, Ledesma), illustri sconosciuti rivelatisi invece più che affidabili (Lichtsteiner, Muslera, Dias, Radu, Kozak) e un paio di talentucci (l'argentino e il Profeta), la squadra sta disputando uno dei migliori campionati degli ultimi quarant'anni. Quarant'anni nei quali, volendo per un attimo mettere da parte l'inferno interiore di averne trascorsi un quarto in serie B, la testa è stata alzata in appena tre occasioni: l'anno dello scudetto di Maestrelli (e solo quell'anno), il lustro della gestione Cragnotti (con gli strascichi nelle aule di tribunale ben noti ai risparmiatori)  e qualche exploit occasionale puramente sportivo ma in fondo sterile (buoni posizionamenti in campionato, vittorie in coppe minori) con Zeman, Rossi e Mancini. Il resto è una sana mediocrità, vissuta con decoro e decenza, ma pur sempre mediocrità, è l'esistenza consolante del borghese che torna a casa e trova la cena pronta e i bimbi a letto, le bollette da pagare e l'invito a cena dalla suocera per il venerdì. Piccole scaramucce condominiali, disillusioni domestiche, routine impiegatizia.

Di fronte a un quadro così delineato, il tifoso della Lazio -il mio cugino, per rimanere nel lessico della stampa specializzata- dovrebbe essere entusiasta per la stagione in corso. Ed invece prevale lo scetticismo. Ora, se stessimo parlando della Roma, non mi sorprenderei: l'umore del popolo giallorosso, in quanto popolo, è quanto di più vicino esista in natura ad una montagna russa (e sia annotato a margine che io detesto i luna park e le sue attrazioni). L'esaltazione della domenica è gelata dalla delusione del mercoledì, e viceversa. Colui che un giorno è un campione, un ottavo, nono o decimo re di Roma, il giorno dopo è una pippa al sugo, un mercenario attaccato solo ai soldi. Ma di fronte al tifo laziale, che dal mio buco della serratura, e quindi osservando i laziali che conosco personalmente, mi è sempre sembrato -anche grazie ad un numero notevolmente inferiore, che non guasta mai- un'elite in contrapposizione al nostro, un tifo algido e gnostico, capace di sublimare nell'estetica i turbamenti dell'etica, non mi sarei aspettato questo atteggiamento così remissivo, così rassegnato, così malinconico. E' proprio vero, allora, che il calcio, come la vita, è una questione di aspettative. Tutto ruota intorno alla distanza tra la nostra fantasia e la realtà che ci circonda, tra ciò che immaginiamo e ciò che tocchiamo, tra il mondo in cui naufraghiamo con la speranza e quello in cui ci dimentichiamo di vivere. Tra il momento in cui andiamo a dormire e quello in cui ci risvegliamo. 

l'impossibilità di non avere aspettative
Quanti laziali, all'inizio dell'anno, avrebbero firmato per essere quarti, per di più a pochi punti dalla vetta, quando ormai l'inverno volge al termine? Gli stessi che oggi durante il giorno si lamentano, e la notte fanno i sogni dei ciechi.

25 commenti:

  1. E’ la stitichezza che rende ciechi.. Come diceva Bakhtin leggendo Rabelais, è la merda il fondamento dell’allegria.. la sostanza magica del carnevale.. l’unico vero momento sovversivo che ci è concesso.. E invece in Occidente siamo riusciti a trasformare il calcio, l’unico rito carnevalesco postideologico che ci è rimasto, in un momento di odio e rancore..

    Il tifoso passa la domenica ed il lunedì ad incazzarsi per gli errori della propria squadra (la formazione sbagliata dal tecnico, la diagonale malriuscita al terzino, il gol mangiato dal centravanti..) e le cospirazioni dell’avversario (l’arbitro, il mercato, l’inciucio..) invece che gioire o disperarsi, ridere o piangere, ma mai incazzarsi, per lo spettacolo a cui ha assistito.. che si vinca o che si perda, e questo lo rende stitico.. cioè cieco..

    Noi tifosi abbiamo sostituito le meravigliosi espulsioni del nostro corpo eccessivo, la nostra umanità mostruosa, con l’anoressico travaso di bile, movimento solipsistico e tutto interno, che lascia il corpo pulito, sterile ed igienico..

    Incapaci di defecare, oramai anche l’impegno politico verte nel criticare le feci altrui (il sesso come errore, peccato, reato..) perché non siamo più capaci di sguazzare allegri ed innocenti nelle nostre.. Una volta era “una risata che vi seppellirà” ora siamo alle mani pulite.. e per fare in modo che non si sporchino nemmeno un pochino, che magari la carta igienica non regge, allora è meglio smettere di cagare una volta per tutte..

    Il tifoso della Lazio.. come quello di qualsiasi altra squadra.. pronto solo a criticare e ad incazzarsi, incapace di godere, di ridere fino alle lacrime e viceversa.. avrebbe bisogno di un bel lassativo.. solo così potrebbe tornare ad essere capace di sognare..

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  2. Seguendo questa tua suggestiva interpretazione si deve allora supporre che la celeberrima scritta sulla maglietta indossata da Francesco Totti alla fine di uno dei più bei derby vinti ("Vi ho purgato ancora") avesse un significato ulteriore rispetto a quello letterale? Un significato metafisico-esistenziale e, soprattutto, altruistico?

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  3. Esattamente.. hai colto in pieno il mio pensiero.. Degno esponente della romanità, impero che si basava sulla satirica grotta, luogo orgiastico dell’anabluzione e della defecazione comunitaria ed altruistica, da cui l’intero impianto comunitaristico e sovversivo del grottesco.. il Totti Francesco ha ricordato loro (e a tutti noi) che il derby è momento supremo di felicità e di allegria, comunque vada a finire.. (tra l'altro non fu appunto pareggio?) E ora aspetto solo di vedere Cassano con la maglietta.. alegher alegher che il bus del cul l’è negher..

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  4. Ma quale pareggio, fu un meraviglioso e catartico 3 a 1!!

    http://www.youtube.com/watch?v=n5j4P2nOmoE

    Effettivamente quella sera fu uno dei picchi della mia allegria calcistica...e il gesto di Totti, in tutti i sensi, liberatorio.

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  5. Caro Dionigi,
    credo che nell'atteggiamento del laziale pesi al 99% l'antipatia, l'incompatibilità, col presidente Lotito. E' comunque difficile provare empatia per un presidente che è totalmente alieno al concetto di lazialità, incapace di onorare la storia, di rispettare le tradizioni.
    Il vertice di una squadra inevitabilmente pesa sull'immagine dell'intera società e Lotito da otto anni a questa parte ha sempre sbagliato tutto. Cacciando i laziali dalla società, portandoci più volte sull'orlo della retrocessione. Credimi Dionigi, è davvero brutto sentire la tua squadra come qualcosa di alieno, estraneo a te a quello che hai sempre visto. Lotito è un cancro, un male, il male assoluto.

    Questo influisce sulla mancanza di entusiasmo più di tutto.
    Su Reja il sentimento della tifoseria è spaccato. Da un lato c'è la gratitudine per averci salvato dal disastro ballardini e per averci garantito una stagione solida. Dall'altro, però, pesano i derby e un gioco certamente non spumeggiante.
    Anche io sono ancora molto legato a Delio Rossi, tecnico che rivorrei a Roma domani...

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  6. Scusa Gegen,

    ma io credo che la stagione solida sia il frutto delle scelte e delle spese fatte dal Presidente Lotito in sede estiva. La Lazio, come rosa, é inferiore solo alla Triade, alla Roma e al Palermo. Se la gioca quasi alla pari con il Napoli.

    Per quanto riguarda la stagione scorsa, mi ripeto: fare meglio di Ballardini che giocava con la B-zona e salvare la Lazio non era impresa troppo difficile. Che poi vi siate salvati solo grazie a Lotito e alla sua amicizia con Preziosi questo é un altro discorso...

    A presto,
    Il Fornaretto

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  7. Caro Gegen.. Come fai a dire che la tua mancanza di entusiasmo è dovuta a Lotito? Ste cose proprio non le capisco.. Da quanto c’è Lotito? Otto anni? E la Lazio? Da più di cento.. E tu mi vieni a dire che cento anni di storia ti sono alieni per colpa di otto anni.. sei tu (non personalmente è ovvio.. vuole essere un discorso generale..) che calpesti 92 anni di storia perché infastidito da una parentesi di otto.. e non il male assoluto che la calpesta..

    Già mi ero preso gli insulti di mezzo blog quando commentavo che non riuscivo a capacitarmi del loro astio verso Rossella Sensi, ora aspetto i tuoi, senza problemi, e mi metto a difendere Lotito..

    Chi è Lotito? Un prestanome e nulla più.. la Lazio ce l’hanno in mano gli stessi personaggi che ce l’avevano durante Cragnotti, che la usano come veicolo commerciale per investimenti, come scusa per le speculazioni edilizie.. poi, già che ce l’hanno, cercano anche di costruire qualcosa di utile (per loro) calcisticamente.. e utile vuol dire che devi vincere (non gli scudetti, che quelli portano rogna se non hai la maglia a strisce), comprare giocatori a poco e rivenderli a tanto (e lo puoi fare solo valorizzandoli, ovvero giocando bene e vincendo..)

    E quindi evviva Lotito.. Con Zarate che non la passa ed il Profeta che è in declino.. con Reja che fa la difesa a sei e Floccari che non segna nemmeno a porta vuota siete comunque in Europa.. E allora evviva il carnevale del calcio.. che si faccia festa se è tanto o si pianga se è poco.. ma alienarsi, quello proprio no.. è sintomo del calcio (e quindi della risata, e quindi del cagare) come valvola di sfogo.. E non c’è sconfitta maggiore che regalare al potere la debordante forza sovversiva della risata e saperla utilizzarla solo come narcotico.. E non c’è sconfitta maggiore che ritrovarsi stitici..

    Chi è Lotito? Un tizio simpatico nella sua assurdità, macchietta di se stesso nel remake dell’Allenatore nel Pallone, gestisce le società a modo suo.. fa piazza pulita dei mantenuti (ma chi sono i laziali che ha cacciato dalla società? I Chinaglia?) e dei parassiti (quelli che fanno il tifoso di mestiere.. e che poi sono quelli che costruiscono le contestazioni, pro domo loro, e tirano in mezzo gente che vorrebbe solo divertirsi, che non ci guadagna un cazzo dalla Lazio e che, anzi, invece che divertirsi va a finire che si disamora della Lazio prima e del calcio poi..)

    E quindi evviva Lotito.. Evviva quelli che tifano per disinteresse, perché da bambini, per un motivo o per l’altro hanno deciso di amare quella maglia, quei colori, quei giocatori.. Evviva le facce dei bambini che ridono quando si vince e piangono quando si perde (i bambini non piangono mai per le scelte societarie, solo per quello che vedono sul campo..) Poi per carità, potrai trovarmi diecimila difetti a Lotito, e te li appoggio tutti.. ma se Kalle riesce ad essere interista nonostante Moratti (scherzo..) ed io milanista nonostante il signor B.. come fai tu a non potere essere un felice e triste, gaudente e disperato.. ma sempre innamorato e allegramente defecante.. tifoso laziale nonostante Lotito?

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  8. Mi sento di spezzare una lancia in favore di Gegen in relazione al concetto di "alienazione da presidente". Quello che scrive lo Zio, che da buon rivoluzionario non ha mai paura di dire la Verità, anche se scomoda, mi pare in astratto assai condivisibile, eppure quando si cala nel concreto non combacia perfettamente con il mio stato d'animo.
    Perchè è tutto vero quello che dici sulla squadra, la storia e la risata, ma alla fine quello che ti rovina la fredda serata e ti fa pensar male è il gol di Eder a venti minuti dalla fine...un carneade della storia (della Roma e del calcio, oltre che della mia), e nel momento in cui l'arbitro fischia la fine dell'ennesima partita buttata al cesso per colpa di una presidente in malafede e incompetente e di un allenatore in buonafede ma comunque incompetente (testaccino però...) è impossibile non farsi prendere dallo sconforto, come ci siamo fatti prendere io e Nesat, e prometterci che mai più una serata allo stadio così fredda per vedere un gol di Eder, mai più farci prendere per il culo, mai più regalare i soldi alla lurida corte della Sensi....Zio, se solo una volta avessi avuto a che fare, non dico a che fare, ma solo vedere, l'amica che la Sensi ha messo a fare l'ufficio stampa della Roma, una sorta di Monica "con la pelle de daino, con la pelle de daaaino" Scattini di Simpatici e Antipatici ("volete dire che sono una post-femminista? E allora sì: sono una post-femminista"), una buiaccara de Trastevere con tailleur beige dell'outlet Soratte, una fruttarola che ha fatto un master in piccola borghesia snob con gli articoli di Maria Laura Rodotà, insomma hai capito il genere, ecco, di fronte a uno scempio del genere dell'istituzione As Roma (per non parlare del marito che fa il consulente, di Pippo Marra che porta i fax con le offerte degli arabi da 300 milioni, della Mazzoleni che non sa neanche le tabelline, di Pradè che, vabbè, che bisogna aggiungere su Pradè, della mafia del padre di capitan futuro nel settore giovanile, etc. etc.) ti assicuro che non basta appellarsi alla memoria dei vari Voeller, Delvecchio, Conti, Giannini, Aldair, alla memoria delle grandi vittorie e delle grandi sconfitte, alla memoria del "giallo come il sole, rosso come il cuore mio-ooo", per non provare un forte senso di disgusto e alienazione ogni volta che l'arbitro fischia la fine di una partita allo stadio Olimpico in Roma...

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  9. @loziodiholloway

    "Il tifoso della Lazio.. come quello di qualsiasi altra squadra.. pronto solo a criticare e ad incazzarsi, incapace di godere, di ridere fino alle lacrime e viceversa.. avrebbe bisogno di un bel lassativo.. solo così potrebbe tornare ad essere capace di sognare.."

    A me questa sembra la descrizione del tipico tifoso interista..non per niente sono pappa e ciccia con i laziali!

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  10. Da esterno, ignaro di qualsivoglia dietrologia societaria e ambientale, credo che alla fine Lotito sia un male al limite sopportabile.

    Non credo, invece, sia un allenatore Reja. La peggior mentalità in panchina di sempre.
    Un allenatore che non pensa mai ai tre punti ma solo a difendere difendere difendere. L'emblema della mancanza di ambizione.

    Siete, infine, impietosi su Hernanes.
    Che deve fare di più?
    Che potrebbe fare di più?
    Ha la forma fisica ancora del Sudamerica e gioca fuori ruolo. Nonostante questo guida la squadra ed è quasi sempre decisivo.
    Per intenderci, la classifica la leggo così:

    Ibra 49
    Cavani 46
    Inter 44
    Hernanes 42
    Palermo 40
    Udinese 40
    Roma 39
    ..

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  11. Ma Gegen non credo metta in dubbio la sua fede..........Dice semplicemente che nonostante la buona classifica si vive uno stato di totale insofferenza per il personaggio squallido al timone della società......in realtà per me Lotito sta gestendo bene....se la Lazio fosse una realtà tipo Udinese sarebbe una buona gestione(anche se involontariamente ridicola)...punti alla salvezza per poi arrivare magari in europa league o per miracolo in champions.....il problema è che la Lazio non è l udinese......ha vinto qualcosina e l'era Cragnotti è ancora freschissima....il tifoso non può accettare tale ridimensionamento...ovviamente spera in una dirigenza forte...spera nel Bertarelli di turno......quando guardavo la Lazio di Cragnotti arrivare sempre sopra di me..vincere quasi tutti i derby...lottare per lo scudetto...da romanista la vivevo malissimo....ora anche se la Roma al massimo vince la coppa Italia...per un laziale vedersela sempre sopra...vincere quasi tutti i derby...gufarla perchè rischia di vincere lo scudetto e guardare mentre gioca la champions.....beh..deve essere pesante...è ovvio che il tifoso laziale punti a qualcosa di più importante che una misera qualificazione all europa league.....pur tifando sempre e comunque.....

    voglio dire....c'è gente che contesta a Catania.....che fino a 12 anni fa giocava contro il il Trapani e il Tricase....figuriamoci a Roma dove dodici anni fa dettavi legge.....

    a Roma abbiamo uno stile pecoreccio nel gestire le cose...chissà forse con un presidente di Boston riusciamo a combinare qualcosa.....

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  12. Ma a proposito di questo, degli ammericans che comprano la Magica, leggevo sul giornale una cosa che (non fosse altro per l'oscena gratuità dell'utilizzo di english words) avrebbe dovuto urtare il mio cotè conservatore da no al calcio moderno, partita alle tre e panino nella carta stagnola, e che invece, di fronte allo squallore roselliano attuale, non solo non mi spaventa, ma neanche mi dispiace:

    "Hanno un progetto a lungo termine: vogliono fare della Roma una moderna "media company", che si basi sulle performance della squadra ma sfrutti, finalmente, le potenzialità del marchio giallorosso. Marketing, merchandising, stadio di proprietà (comunque non una conditio sine qua non)".

    Quello che però mi domando è: di cosa parlano alla radio romane in questi giorni? Marione che fa, un MBA alla Bocconi? I vari "ciao so' er paperella" che fino all'altro ieri non riuscivano a spiegarsi nemmeno per dire che "er capitano nun se tocca", come fanno adesso a discutere di merchandising, performance e media company?

    Aridatece Sensi, almeno si poteva chiacchierà (e come diceva in uno spot l'incarnazione sexy-volgare della romanità, a noi quanto ce piace chiacchierà...).

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  13. Lolito..,la polverini in curva, il fieno in cascina di reja, la maglia puma pigiama della rinascente, mauri brocchi e baci&abbracci..chi è che dovrebbe andare a cagare..?

    Janos Boka

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  14. @ Dionigi e Janos.. Ok, mica volevo dire che tutto va bene madama la marchesa.. ci mancherebbe altro.. Indignamoci dello schifo, prendiamo per il culo questi pavidi riflessi della miseria umana, scorreggiamo loro in faccia.. piangiamo insieme amare lacrime al gol di Eder o di Cesar.. Solo, non diamogliela vinta.. la Roma, la Lazio, ma soprattutto il Milan, non sono cosa loro.. ecchecazzo..

    @ Nesat..“il problema è che la Lazio non è l’Udinese......ha vinto qualcosina e l'era Cragnotti è ancora freschissima....il tifoso non può accettare tale ridimensionamento…” Cioè ragazzi, mettiamoci d’accordo, davvero preferiamo vincere con le zozzerie di Cragnotti invece che prenderla onestamente nel didietro e continuare ad invitare a cena la signorina Silvani sapendo che non accetterà mai?

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  15. Nesat (parole sante le tue!) e Dionigi (grazie per la lancia spezzata!) mi hanno capito e accetto le provocazioni dello Zio, ma il mio disagio è ancora più profondo.
    Il calcio per me si regge su un equilibrio semplice: conservare dei valori per poterli tramandare ai propri figli. Vi dico che oggi se avessi un figlio avrei serie difficoltà a trasmettergli quanto emanato da questa società. Avrei il vomito a "spiegargli" lotito in quanto tale.

    Nel merito poi vorrei aggiungere due accuse a Lotito:

    1)aver pensato (solo pensato già è grave) di portare a giocare una squadra che ha 111 anni di storia, nata nel cuore di Roma a VALMONTONE.....

    2) non potrò mai perdonare la sua connivenza con le autorità dopo la morte di Gabriele Sandri e la sua totale mancanza di empatia verso una famiglia che ha subito un'ingiustizia senza senso...

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  16. "Cioè ragazzi, mettiamoci d’accordo, davvero preferiamo vincere con le zozzerie di Cragnotti...."

    Zio perdonami.......ma tifi Milan.....dubito di dover aggiungere altro.........

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  17. Allegri è un ignorante, nel senso che ignora che cosa significhi allenare a grandi livelli.. E’ pavido e timorato dalle cose più grandi di lui, che non comprende.. calcisticamente è tirchio e tatticamente meschino.. Cerchiobottista, parallelamente convergente e rincorritore dei carri vincenti casualmente di passaggio, è intrinsecamente borghese, a rappresentanza della classe sociale più inutile e dannosa della storia, del calcio e non solo.. Dopo stasera è chiaro che "is unfit to lead Ac Milan.."

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  18. anonimo sfidante16 febbraio 2011 18:27

    Ieri, prima della partita che non ho visto causa malattia, riflettevo sul fatto che con quel caciuccaro in panchina si era riusciti a vincere solo con l'Auxerre, in Europa.
    è un uomo inutile. E lo dico da quando fu scelto. In Italia non siamo in testa per meriti nostri, quanto per demeriti altrui (basta guardare quanti punti avevamo l'anno scorso a questo punto. Una squadra che non aveva Ibra e Cassano, quella dell'anno passato).

    Per il ritorno è ancora possibile, sperando in un colpo di genio di qualche calciatore.

    Zio: andrai a vederla?

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  19. Beato te che eri malato..

    Certo che ci sarò a White Hart Lane.. anche se, con ancora negli occhi la meraviglia a cui ho assistito all’Emirates stasera, quasi quasi mi viene voglia di andare al cinema.. Vieni su? Così dopo la partita andiamo ad annegare i dispiaceri della sconfitta in innumerevoli pints lungo l’amena Seven Sister, uno dei luoghi più inospitali del pianeta terra..

    E una per circumnavigare questi tempi allegri, ti pongo una domanda..

    Ma se quel vecchietto simpatico col suo rubicondo faccione finalmente se ne va, travolto da un insolito destino, magari accompagnato dallo zio Fester (che gli dei non cadono mai soli..) si esauriscono gli spettacolari dogmi paratelevisivi sul physique du role del tecnico e finalmente possiamo prenderci il brutto e spelacchiato Delio Rossi?

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  20. Zio, io posso proporti e consigliarti caldamente un ottimo allenatore d'esperienza...uno che trasformerà quei vostri quattro rammolliti a strisce in veri lupi famelici...uno che ha la stima dei giocatori e lo spogliatoio sempre in pugno...uno che anche senza dirigenza è capace di cavarsela alla grande...uno che non mette mai le mani avanti...uno che come secondo ha un francese che parla come l'ispettore Clouseau...uno che fa attaccare i giornalisti al fumo della pipa...un vincente nato...soprattutto, un vero testaccino doc.

    Come si dice in questi casi, mal comune mezzo gaudio?

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  21. Mal comune gaudano gli altri.. altro che.. comunque grazie che sei riuscito a farmi ridere..

    Forse a Roma non lo conoscete, ma io sono cresciuto con lui oltre che con Lenin (che infanzia difficile, sembra quella di Sandro Bondi..)

    Prima era a Telelombardia, l'educazione sentimentale al calcio di ogni trentenne padano, ora è a 7 Gold..

    Dall'Italia mi mandano questo video, che vi giro.. è Tiziano Crudeli, che piange per e con noi e tutti voi..

    http://www.youtube.com/watch?v=geJIHnXJGmg

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  22. anonimo sfidante18 febbraio 2011 00:01

    Salire a Londra? Sono 11 anni che non la rivedo. Un po' troppi, ma non è ancora giunto il momento.

    Rossi? Prefeirei il boemo. Purtroppo resta un sogno. E si sa, i sogni più belli finiscono sempre affogati in una pinta. Bevila piano.

    Rossi? Almeno è già spelacchiato, dovesse arrivare nessuno gli direbbe "almeno tagliati i capelli."

    Comunque io il cambio Allegri - Ranieri lo accetterei.
    Crudeli? Inizio a Odeon tv, faceva le interviste a Milanello. è conosciuto a Roma per via di Biscardi e de il processo, credo.
    Il filmato migliore resta la vittoria in rimonta nel derby, da 0-2 a 3-2, quello con il goal finale di Seedorf. In quel filmato c'è tutto: delusione, infarti mancati, rabbia, orgoglio. Tutto Crudeli.

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  23. "Comunque io il cambio Allegri - Ranieri lo accetterei. "

    Uno che sogna Zeman....come può accettare Ranieri??
    fidatevi.... credetemi!uno finchè non prova Ranieri...non ha idea del che cosa sia.....

    Crudeli è splendido...ma grazie a qualche video mi sono innamorato di Suma....veramente un genio....

    http://www.youtube.com/watch?v=IPNBSvK4M-Q

    http://www.youtube.com/watch?v=QZO2E_360S8

    http://www.youtube.com/watch?v=s--pUppoR2g&feature=related

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  24. anonimo sfidante22 febbraio 2011 12:12

    Il cambio Ranieri-Allegri rientra nel campo del meno peggio, non del meglio. Un po' come i numeri negativi.
    A questo punto mi andrebbe bene pure lui, Allegri mi dà ai nervi. Mi sa che chiederò la cittadinanza pisana onoraria.

    Questo il filmato su Crudeli a cui mi riferivo:
    http://www.youtube.com/watch?v=hx6XHGE4nFQ

    Dopo il secondo goal il filmato dura poco: purtroppo nel montaggio c'è uno stacco netto e si arriva al terzo. è stata tagliata la parte dove, a pareggio avvenuto, piange. Lacrime vere.

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